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Plum Island – L’isola dei mostri

Plum Island – L’isola dei mostri

Nelle scure acque che circondano Long Island, esiste un luogo attorniato da un alone di mistero conosciuto come Plum Island. A circa quindici chilometri a sud dalla costa del Connecticut, questo piccolo pezzo di terra è stato a lungo al centro di storie controverse che vedono come protagoniste ricerche top-secret su armi batteriologiche. Ufficialmente l’isola ospita il Plum Island Animal Disease Center of New York con il fine di condurre ricerche sugli agenti patogeni animali così da poter elaborare terapie efficaci, tuttavia alcuni ricercatori stanno cominciando a scoprire nuovi sorprendenti fatti su questo posto che forse nasconde qualcosa di ben più profondo e inquietante. Degli insider ed ex-dipendenti si sono fatti avanti per raccontare storie scioccanti: dalle violazioni di sicurezza nei laboratori batteriologici, alle malattie sfuggite di mano e alle potenziali epidemie di massa. Che sia questa la vera e sconvolgente storia di Plum Island che il governo statunitense sta cercando di tenere all’oscuro?

Le origini di Plum Island giacciono sotto fitti strati di segretezza. Recenti indagini hanno rivelato il fatto che negli anni ‘50 il laboratorio che sorgeva sull’isola era gestito da uno scienziato tedesco di nome Erich Traub, emigrato in America dopo la fine della seconda guerra mondiale. Traub, quando operava nel Terzo Reich, era specializzato nella ricerca di virus e vaccini e venne reclutato dagli americani con il fine di evitare che le sue conoscenze finissero nelle mani dell’Unione Sovietica. Lui e altri numerosi scienziati tedeschi vennero reclutati dal Governo Americano e questo fu nient’altro che un progetto noto con il nome di Operation Paperclip. L’allora presidente Truman approvò tale progetto a patto che gli scienziati non fossero stati membri del partito nazista. In molti casi però il servizio creato appositamente per gestire l’operazione, modificò i curriculum degli scienziati per permetterne il reclutamento. Le nuove identità degli scienziati venivano allegate ai fascicoli con delle graffette, da cui il nome dell’operazione. Traub si era specializzato in insetti che trasportano malattie, in particolare la zecca. Questi insetti sono spesso portati in alto dagli uccelli e possono quindi diffondersi molto rapidamente, inoltre sono geneticamente molto simili alle zanzare e possono infettare qualsiasi animale con cui entrano in contatto. Moltiplicando questo per milioni di zecche e zanzare, questi insetti diventano in tutto e per tutto un esercito perfetto per uno sterminio di massa.

Nel corso degli anni, Traub sperimentò regolarmente l’iniezione di agenti patogeni negli insetti e queste ricerche vennero anche autorizzate nel 1952 dal Joint Chiefs of Staff, l’organo che riunisce i capi di stato maggiore di ciascun ramo delle forze armate statunitensi. Tutti i documenti vennero semplicemente etichettati come “Ricerca sulle zecche” ma c’è chi parla di test per guerre batteriologiche su scala globale con tanto di risultati forniti direttamente al segretario della difesa. A metà degli anni ‘70, una misteriosa malattia scoppiò nella zona intorno alla cittadina di Lyme, nel Connecticut. Questa sindrome gravemente debilitante è stata rinominata in Malattia di Lyme e si manifestò con un misterioso aumento dei casi di artrite, soprattutto infantile. Inizialmente i medici furono sconcertati perché la malattia era raggruppata esclusivamente intorno a Lyme. Oggi diverse autorità mediche si domandano se la malattia non sia in parte psicosomatica, ma il numero delle vittime sembra non confermare questa ipotesi. Un’altra domanda ben più inquietante è se per caso Plum Island centri qualcosa visto che si trova veramente a pochi chilometri dalla cittadina di Lyme. Questo inquietante collegamento forse è confermato da un fatto sconcertante: quando la malattia iniziò a diffondersi, le ricerche si intensificarono e si scoprì che l’origine fu il batterio Borrelia Burgdorferi trasportato esclusivamente dalla zecca. Incredibilmente si trovarono tracce di questo batterio in campioni di insetti conservati in un laboratorio su Shelter Island, a pochi chilometri da Plum Island, tutti datati tra gli anni ‘40 e ‘50, proprio il periodo in cui Erich Traub stava infettando le zecche.

Molti anni dopo Karl Grossman, un giornalista televisivo locale, investigò personalmente sulla causa di questa epidemia e scoprì che più di 140 specie di uccelli frequentavano e nidificavano su Plum Island. Il sospetto allora ricadde su un particolare edificio dell’isola, l’edificio 257, una misteriosa e presumibilmente super-sicura costruzione. Un operaio di manutenzione sull’isola chiamato James McKoy ripetutamente si lamentava di una sicurezza scadente in questo edificio e raccontò una notizia scioccante: “Un freddo giorno di dicembre del 2002 la potenza dei generatori nei laboratori dell’edificio venne meno e i generatori di emergenza non furono in grado di reggere il carico. Per quattro ore i lavoratori hanno cercato di sigillare le porte dell’edificio 257 con un nastro adesivo che purtroppo non è in grado di arginare particelle microscopiche”. Sei anni dopo l’incidente, il 12 luglio 2008, sulla spiaggia di Ditch Plains, vicino al quartiere degli affari di Montauk, New York, viene rinvenuta una creatura mostruosa. Le immagini del corpo esanime balzano in poco tempo nelle principali reti mediatiche statunitensi e d’oltremare, nonché anche in rete e non passò molto tempo prima che venne soprannominato in Montauk Monster. La creatura, un quadrupede dalle dimensioni incerte, era morta quando fu scoperta e qualcuno indicò subito Plum Island come luogo di provenienza a causa delle correnti e della vicinanza alla terraferma. La paleozoologa Darren Naish studiò la fotografia e ne concluse che dalla dentatura visibile e dalle zampe anteriori, la creatura potrebbe essere stata un procione. Questo fu anche il parere di altri studiosi anche se molti sostengono che è impossibile esserne così sicuri data l’assenza di buona parte della mascella superiore, affermando che la bocca assomigli più a un becco portando a credere che quella creatura fosse una sorta di mostro ibrido, ma non mancò chi liquidò il tutto come una clamorosa bufala. Intanto però, le voci che quella carcassa provenisse da Plum Island si facevano sempre più insistenti e sembravano confermare le misteriose storie che giravano sull’isola.

Un altro fatto curioso è che sempre nel luglio del 2008 Aafia Siddiqui, una neuroscienziata sospettata di essere un membro di Al-Qaeda, venne arrestata in Afghanistan mentre portava con sé una borsa con delle note scritte a mano che si riferivano a un “Incidente casuale di massa” e tra le varie località elencate c’era proprio il laboratorio di Plum Island. Nel febbraio del 2010 è stata condannata per aver tentato di uccidere con un’arma mortale degli agenti dell’FBI che stavano cercando di interrogarla, ma il 2010 fu anche l’anno di un altro agghiacciante ritrovamento. Sulla spiaggia di Plum Island venne rinvenuto un corpo umano in avanzato stato di decomposizione, l’uomo presentava diverse malformazioni in tutto il corpo, tra cui delle dita estremamente lunghe. A questo punto viene naturale porsi una domanda: gli animali sono state le uniche cavie degli esperimenti batteriologici segreti americani o sono stati contagiati anche degli esseri umani?

Per la natura di simili ricerche l’accesso al centro di ricerche e a tutta l’isola è stato a lungo proibito e solo nel 1992 l’isola è stata aperta ai media e alle macabre teorie che circondano Plum Island, se ne sono aggiunte altre che vanno ben oltre il razionale! Sono ben note le ipotesi che vedono coinvolti gli scienziati del Terzo Reich nella costruzione di dispositivi bellici sulla base di U.F.O. catturati o grazie a contatti con extraterrestri. Soprattutto negli anni ‘60 del XX secolo, quando Plum Island e Camp Hero erano al culmine delle loro sinistre sperimentazioni, sono numerosi i rapporti di incontri ravvicinati con esseri alieni dalle sembianze umane. Curiosamente oggi Long Island ospita un impianto H.A.A.R.P. solo a pochi chilometri di distanza da Plum Island e sono stati molto frequenti avvistamenti di grosse sfere volanti in quei luoghi. C’è per caso un filo conduttore che lega tutto? Probabilmente non lo sapremo mai…

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Kalachi e Krasnogorsk – I villaggi del sonno

Kalachi e Krasnogorsk – I villaggi del sonno

Dal marzo 2013 una misteriosa malattia colpisce più di 200 persone a Kalachi e Krasnogorsk, che sono due villaggi della grande steppa Kazaka. Gli abitanti di questi villaggi si addormentano improvvisamente a qualunque ora del giorno e secondo alcune testimonianze perfino mentre camminano. Quasi un quarto dell’intera popolazione dei due villaggi racconta che dormivano anche per dodici ore consecutive e al loro risveglio non ricordavano nulla dell’accaduto ma avevano solo un mal di testa insopportabile, vertigini e stanchezza. Nei casi più estremi addirittura alcuni individui dormivano anche fino a sei giorni consecutivi. Un’indagine accurata nel 2014 riportata dal quotidiano Komsomolskaya Pravda riferì queste testuali parole: “Le persone sembrano essere coscienti, possono sentire e camminare anche se sono addormentate fino quando non cadono in un sonno più profondo e iniziano a russare, poi al loro risveglio molti non ricordano assolutamente nulla”. Sembrerebbe che tale epidemia sonnifera colpisca persone di tutte le età, da anziani a bambini e sono stati riportati anche casi di animali domestici i quali sembrerebbero subire altri effetti collaterali dato che al loro risveglio diventano aggressivi e in alcuni casi non riconoscono più i loro padroni. Per esempio Yelena Zhavoronkova, una residente di Kalachi, disse al quotidiano Vremya che il suo gatto all’improvviso era diventato ostile e aveva iniziato ad attaccare le persone e gli altri animali senza alcuna spiegazione. Nei momenti in cui dormiva invece l’animale sembrava essere sotto l’effetto di un qualche narcotizzante perché restava in quelle condizioni per diverse ore consecutive non rispondendo nemmeno all’odore del cibo. Molte storie simili sono state riportate per quanto riguarda cani, pecore, cavalli e altri animali.

Nel 2013 quello che era iniziato come uno tanti casi isolati era diventato virale. Inizialmente gli esperti parlarono di “encefalopatia di origine sconosciuta” ossia un termine molto generico per malattie del cervello, una spiegazione che di fatto stava a significare che non avevano un’idea precisa di che cosa si trattasse. Addirittura alcuni medici nelle cartelle cliniche avevano scritto che i pazienti soffrivano probabilmente i postumi di sbornia da vodka dato che russavano molto e niente sembrava svegliarli, ma dopo i primi test tossicologici che risultarono negativi anche all’alcool, i medici iniziarono a formulare le più svariate ipotesi senza però averne la certezza assoluta, anzi… ogni ipotesi fatta veniva puntualmente smentita dai test.

Una peculiarità abbastanza inquietante è che sono poche le persone che riescono a ricordare i loro sogni, ma quelli che si ricordano vorrebbero dimenticarseli. Molti riferiscono di aver vissuto delle esperienze a dir poco orribili, praticamente le vittime in qualche modo aprivano gli occhi ma il loro corpo non riusciva a rispondere alle loro menti e quindi rimanevano bloccati per diverse ore! Questo è il fenomeno della cosiddetta paralisi nel sonno, un’esperienza traumatizzante per molti, dove le paure più inquietanti delle persone prendono vita. Normalmente una paralisi del sonno dura qualche minuto, immaginate le conseguenze che possono avere nella psiche di una persona quando quest’effetto dura per diverse ore se non giorni come in alcuni casi riportati dai cittadini di Kalachi e  Krasnogorsk. Le povere vittime al loro risveglio piangevano in maniera incontrollata dichiarando di aver vissuto per giorni con demoni che le bloccavano a letto e senza lasciarle andare via, altri raccontano di aver visto serpenti giganti, streghe, extraterrestri e altre allucinazioni prodotte dalle loro paure più recondite ed amplificate dalle loro menti.

Alcune voci su questi demoni iniziarono a circolare fra la popolazione, quindi oltre alla paura che molti avevano di non risvegliarsi mai più, si aggiunse anche quella di essere dilaniati da demoni durante il sonno. Questo purtroppo non fu di aiuto al fine di comprendere l’origine della patologia perché gli studiosi iniziarono a credere che si trattasse solo di una psicosi collettiva simile alla psicosi nota come “Bin Laden Itch” che colpì molti teenager negli Stati Uniti nel 2002. “Il prurito di Bin Laden”, chiamata in questo modo perché molti americani avevano così tanta ansia e paura di subire attentati terroristici dopo l’11 settembre che i loro corpi avevano sviluppato delle eruzioni e lacerazioni cutanee evidenti senza alcuna spiegazione apparente. Una psicosi collettiva però non riesce a spiegare perché tale fenomeno colpisce anche gli animali e persone capitate casualmente in quelle città. In questo caso è interessante la storia di Alexey Gom, il quale racconta: “Ero venuto qui con mia moglie a trovare mia suocera. Ho acceso il mio portatile, ho iniziato a leggere alcune pagine ed è stato come se qualcuno avesse premuto un pulsante e mi avesse spento. Mi sono risvegliato in ospedale con mia moglie e mia suocera accanto al letto mentre i medici non sapevano cosa dire se non che avessi dormito per trenta ore di fila e non avevano trovato nulla durante le analisi effettuate in quelle ore.“.

Casi come quello di Alexey attirarono l’attenzione degli scienziati dato che si focalizzava il problema da un’altro punto di vista, ossia che la causa non era legata alle persone e alla loro psiche, ma ai villaggi stessi, quindi gli esperti iniziarono ad analizzare la geografia del luogo scoprendo un fatto rivelatore. Dopo la caduta dell’Unione Sovietica le miniere ricche di uranio in teoria erano state chiuse lasciando Krasnogorsk come una città fantasma con soli 400 dei suoi 6500 residenti iniziali. Nel 2015 l’ex ministro del lavoro e della protezione sociale della popolazione del Kazakistan, Berdibek Saparbaev , dopo aver analizzato i risultati degli esami medici di tutti i residenti insieme ad un gruppo di ricercatori, concluse che questa malattia è stata causata da livelli elevati di monossido di carbonio e idrocarburi nell’aria. Saparbaev, cercando di porre fine a questa incredibile vicenda, in un comunicato ufficiale disse che l’ossigeno nell’aria si riduce a causa dei gas fuoriusciti dalle miniere di uranio ed è quella la vera ragione per la malattia del sonno di quei villaggi. Infine per poter proteggere la popolazione è iniziata una lenta e inesorabile evacuazione dei centri abitati.

Sembrerebbe un caso risolto, invece il mistero rimane perché dopo aver evacuato gran parte della zona le autorità non hanno trovato livelli di radiazioni o di metalli particolarmente elevate come credevano, senza contare che l’avvelenamento da monossido di carbonio lo si può vedere grazie ad un esame del sangue, tuttavia qualche mese prima dell’evacuazione dei villaggi molte persone colpite dalla malattia risultarono negative a questo tipo di avvelenamento. Claude Piantadosi, uno pneumologo della Duke University Medical Center del North Carolina, afferma che il monossido di carbonio si lega al sangue umano 200 volte più forte rispetto all’ossigeno, il che significa che non ci vuole molto di questo gas velenoso per soffocare qualcuno, ma i sintomi non corrispondono del tutto a quelli descritti dalla popolazione. Quindi quello dell’avvelenamento da monossido di carbonio è una spiegazione plausibile ma non del tutto convincente anche perché quel gas è un sottoprodotto della combustione e la miniera di uranio accanto ai due villaggi era inattiva da diversi decenni, quindi come avrebbe fatto tutto quel monossido di carbonio a fuoriuscire, forse era rimasto là sotto durante tutti questi anni? Robert Ferriter, uno specialista di sicurezza nelle miniere presso la Colorado School of Mines, non riesce a spiegarsi come così tanto gas sia rimasto sotto terra per poi uscire tutto in una volta sola provocando tutti quei danni alla popolazione. “È vero che è facile per i gas pericolosi rimanere intrappolati in uno spazio chiuso come una miniera con scarsa ventilazione, ma la loro improvvisa fuoriuscita dovrebbe essere stata provocata anche da qualche cambiamento geologico come un terremoto” racconta Ferriter.

Forse il governo kazako nasconde altri dati e informazioni, ma per adesso la spiegazione ufficiale rimane quella dell’avvelenamento da monossido di carbonio anche se molti interrogativi rimangono ancora irrisolti. Sembra che quella miniera che è stata fonte di lavoro per molti cittadini del luogo, una volta chiusa sia stata la loro maledizione… Che destino ironico.

 
 

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