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Mutilazione umana – Il folle caso di Guarapiranga

Mutilazione umana – Il folle caso di Guarapiranga

Questo caso coinvolge la più inquietante morte mai vista di un solo essere umano. L’uomo in questione è stato vittima di una brutale e raccapricciante mutilazione, eppure la realtà è che ciò che è accaduto a quest’uomo è molto più inquietante e va ben oltre la brutalità. È stata una mutilazione sistematica e chiunque fosse stato, aveva un livello di precisione straordinario sapendo già dove e cosa togliere al povero malcapitato. Sul torso superiore c’erano come due fori di drenaggio perfettamente circolari e l’interno era stato minuziosamente asportato lasciando un grosso buco aperto. Un altro fatto molto strano riguardava il sangue, non ce n’era nessuna traccia, né fuori né dentro il corpo… A questo punto è chiaro che questa mutilazione è stata eseguita con velocità ed estrema precisione da qualcuno, e non dalla normale decomposizione ed proprio questo che rende il caso così inquietante.

1998. Il ricercatore brasiliano Zapata Garcia e il Dott. Rubens Goes rivelano al pubblico per la prima volta delle fotografie trapelate da un insider della polizia brasiliana… delle foto assolutamente scioccanti di un uomo orribilmente mutilato e trovato alla fine degli anni ‘80 nei pressi del bacino idrico di Guarapiranga, situato nella zona meridionale di São Paulo, in Brasile. La polizia locale diventa dunque il centro dell’attenzione con il fine di saperne di più riguardo questa atrocità e sorprendentemente il capo che si occupò delle indagini svela tutte le documentazioni sul caso. La polizia ammise che questo omicidio andava ben oltre ciò che le normali menti criminali avrebbero potuto mai concepire. Non fu trovato nessun segno di colluttazione o arma da fuoco e il rapporto dell’autopsia affermò: “Le regioni ascellari su entrambi i lati hanno mostrato piccoli punti da cui sono stati rimossi alcuni organi, sono state eseguite incisioni sul viso, sul torace interno, sull’addome, sulle gambe, sulle braccia e sul petto. Abbiamo potuto osservare la rimozione di entrambe le aree orbitali, lo svuotamento della cavità della bocca, della faringe, del collo e dell’area delle ascelle, dell’addome e della cavità pelvica. Il torace è ridotto a causa della rimozione degli organi. I muscoli sono stati estratti da dei fori collocati in posizioni strategiche i cui i bordi sono perfettamente uniformi, così come lo sono le dimensioni. Questo livello di precisione suggerisce che l’operazione sia stata fatta con estrema rapidità mediante l’uso di laser o fonti di calore”. Infine l’autopsia rivela un ultimo particolare raccapricciante, forse il più perturbante di tutti, ecco l’ultimo estratto: “Dopo aver aperto la cavità cranica ci siamo trovati davanti un risultato inatteso, un edema cerebrale che in un caso come questo indica una morte agonizzante”. L’autopsia ne concluse che la causa di morte fu un’emorragia acuta dovuta da numerosi traumi e un arresto cardio-respiratorio causato da dolore estremo. Avete capito bene… tutte quelle mutilazioni sono state fatte mentre la povera vittima era ancora viva!

Dopo che il caso venne reso di dominio pubblico, vennero rese tali anche le documentazioni e le fotografie che ora si possono tranquillamente trovare in rete, tuttavia alcuni articoli sono stati parzialmente oscurati per proteggere l’identità della vittima. State attenti però, le immagini che troverete non saranno affatto piacevoli… immagini che mostrano un corpo tumefatto, che mostrano quella che una volta era una persona la cui vita si è conclusa in preda a chissà quali dolori disumani. Data l’estrema brutalità, la polizia non si seppe spiegare chi mai avesse potuto fare una cosa simile, di certo qualcuno privo di qualsiasi sentimento, come se fosse stata una macchina o peggio, qualcuno che potrebbe aver visto il povero uomo semplicemente come una cavia da laboratorio… qualcuno non di questo pianeta! Nel 2015 sul nostro canale abbiamo parlato del CASO delle mutilazioni del bestiame, un misterioso fenomeno nel quale si riporta la morte del bestiame a seguito dell’esportazione di organi e sangue. Sebbene l’esatta meccanica di queste mutilazioni varierebbe da un caso all’altro, una caratteristica comune di questi incidenti è l’apparente precisione chirurgica delle esportazioni. Generalmente si può osservare l’animale completamente dissanguato con l’eliminazione precisa di occhi, mammelle, organi sessuali, labbra, lingua, orecchie e altri organi importanti come il cuore o il fegato. Spesso viene riportata anche la rimozione della pelle nella zona della mandibola e l’area sotto l’orecchio esponendo completamente l’osso, inoltre le ferite molto nitide di tipo chirurgiche sembrano essere state cauterizzate da un calore molto intenso e realizzate da strumenti di precisione, senza provocare alcun sanguinamento. Come avete potuto appena ascoltare, i tratti in comune con la mutilazione di Guarapiranga sono sorprendenti e forse non sono solo coincidenze…

Siamo di fronte ancora una volta a qualcosa di non umano che sta operando in segreto sul nostro pianeta? Se così fosse questa sarebbe una prova che ipotetici visitatori extraterrestri non sono così amichevoli! Ciò che più disturba tuttavia, è che gli ufologi brasiliani e la polizia hanno affermato che potrebbero esserci una dozzina o più di casi simili al cadavere scoperto nella riserva di Guarapiranga. Gli ufologi spiegano che data la quantità di foto e video in archivi pubblici, inclusi video controversi della NASA, è probabile che ci siano più alieni nel nostro sistema solare di quanto pensiamo. Phil Schneider, un ex geologo e ingegnere, ha affermato che i militari statunitensi e internazionali sono a conoscenza di un “Costante conflitto con esseri alieni provenienti sia dallo spazio esterno, che da sotto terra”. Siamo quindi di fronte a una vera e propria minaccia extraterrestre? Ovviamente stiamo spaziando nelle teorie cospirative più estreme ma la misteriosa morte di Phil Schneider, ritrovato esanime in casa sua il 17 gennaio 1996, fa intendere che forse sapeva qualcosa che non doveva sapere o peggio: divulgare! Il caso di Phil Schneider merita di certo ben altri approfondimenti che troveranno sicuramente spazio in un altro video.

Tornando al caso di Guarapiranga… ci sono stati dei precedenti simili? A quanto pare sì e riguarda un sergente americano, il sergente Jonathan P Lovette. A metà degli anni 50 era stato trasferito al poligono di prova di missili di White Sand e un giorno il suo corpo venne ritrovato nudo e orrendamente mutilato in mezzo al deserto. Tre giorni prima un maggiore della United States Air Force sarebbe stato testimone di un fatto incredibile, il rapimento di Lovette da parte di un oggetto a forma di disco. I genitali di Lovette erano stati rimossi così come il suo retto esportato con la solita precisione chirurgica. Entrambe le cavità oculari erano prive degli occhi in una maniera del tutto simile alle incisioni fatte sulla vittima di Guarapiranga. Inoltre la lingua era stata rimossa dalla parte inferiore della mascella. Il rapporto autoptico confermò anche la completa assenza di sangue, completamente drenato dal cadavere dello sfortunato sergente.

Sembrerebbe che questi casi di orribile mutilazione umana non siano gli unici, ce ne sarebbero altri avvenuti in svariate parti del globo, alcuni pensano che addirittura l’incidente del passo Dyatlov, di cui abbiamo già approfondito gli aspetti più macabri in uno dei nostri video, possa essere un caso della categoria delle mutilazioni umane messe in atto da una qualche intelligenza superiore, o alieni o qualche organizzazione segreta umana senza il minimo scrupolo con chissà quale fine e chissà quali mezzi a disposizione, dato che non si conoscono macchinari per effettuare quelle esportazioni così precise. Qualsiasi sia la natura, queste mutilazioni non sono una leggenda, purtroppo sono fatti di cronaca e chissà se un giorno si scoprirà chi causa queste terribili azioni… di certo quel giorno saremo davanti a un vero e proprio mostro.

 
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Pubblicato da su 17 luglio 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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Plum Island – L’isola dei mostri

Plum Island – L’isola dei mostri

Nelle scure acque che circondano Long Island, esiste un luogo attorniato da un alone di mistero conosciuto come Plum Island. A circa quindici chilometri a sud dalla costa del Connecticut, questo piccolo pezzo di terra è stato a lungo al centro di storie controverse che vedono come protagoniste ricerche top-secret su armi batteriologiche. Ufficialmente l’isola ospita il Plum Island Animal Disease Center of New York con il fine di condurre ricerche sugli agenti patogeni animali così da poter elaborare terapie efficaci, tuttavia alcuni ricercatori stanno cominciando a scoprire nuovi sorprendenti fatti su questo posto che forse nasconde qualcosa di ben più profondo e inquietante. Degli insider ed ex-dipendenti si sono fatti avanti per raccontare storie scioccanti: dalle violazioni di sicurezza nei laboratori batteriologici, alle malattie sfuggite di mano e alle potenziali epidemie di massa. Che sia questa la vera e sconvolgente storia di Plum Island che il governo statunitense sta cercando di tenere all’oscuro?

Le origini di Plum Island giacciono sotto fitti strati di segretezza. Recenti indagini hanno rivelato il fatto che negli anni ‘50 il laboratorio che sorgeva sull’isola era gestito da uno scienziato tedesco di nome Erich Traub, emigrato in America dopo la fine della seconda guerra mondiale. Traub, quando operava nel Terzo Reich, era specializzato nella ricerca di virus e vaccini e venne reclutato dagli americani con il fine di evitare che le sue conoscenze finissero nelle mani dell’Unione Sovietica. Lui e altri numerosi scienziati tedeschi vennero reclutati dal Governo Americano e questo fu nient’altro che un progetto noto con il nome di Operation Paperclip. L’allora presidente Truman approvò tale progetto a patto che gli scienziati non fossero stati membri del partito nazista. In molti casi però il servizio creato appositamente per gestire l’operazione, modificò i curriculum degli scienziati per permetterne il reclutamento. Le nuove identità degli scienziati venivano allegate ai fascicoli con delle graffette, da cui il nome dell’operazione. Traub si era specializzato in insetti che trasportano malattie, in particolare la zecca. Questi insetti sono spesso portati in alto dagli uccelli e possono quindi diffondersi molto rapidamente, inoltre sono geneticamente molto simili alle zanzare e possono infettare qualsiasi animale con cui entrano in contatto. Moltiplicando questo per milioni di zecche e zanzare, questi insetti diventano in tutto e per tutto un esercito perfetto per uno sterminio di massa.

Nel corso degli anni, Traub sperimentò regolarmente l’iniezione di agenti patogeni negli insetti e queste ricerche vennero anche autorizzate nel 1952 dal Joint Chiefs of Staff, l’organo che riunisce i capi di stato maggiore di ciascun ramo delle forze armate statunitensi. Tutti i documenti vennero semplicemente etichettati come “Ricerca sulle zecche” ma c’è chi parla di test per guerre batteriologiche su scala globale con tanto di risultati forniti direttamente al segretario della difesa. A metà degli anni ‘70, una misteriosa malattia scoppiò nella zona intorno alla cittadina di Lyme, nel Connecticut. Questa sindrome gravemente debilitante è stata rinominata in Malattia di Lyme e si manifestò con un misterioso aumento dei casi di artrite, soprattutto infantile. Inizialmente i medici furono sconcertati perché la malattia era raggruppata esclusivamente intorno a Lyme. Oggi diverse autorità mediche si domandano se la malattia non sia in parte psicosomatica, ma il numero delle vittime sembra non confermare questa ipotesi. Un’altra domanda ben più inquietante è se per caso Plum Island centri qualcosa visto che si trova veramente a pochi chilometri dalla cittadina di Lyme. Questo inquietante collegamento forse è confermato da un fatto sconcertante: quando la malattia iniziò a diffondersi, le ricerche si intensificarono e si scoprì che l’origine fu il batterio Borrelia Burgdorferi trasportato esclusivamente dalla zecca. Incredibilmente si trovarono tracce di questo batterio in campioni di insetti conservati in un laboratorio su Shelter Island, a pochi chilometri da Plum Island, tutti datati tra gli anni ‘40 e ‘50, proprio il periodo in cui Erich Traub stava infettando le zecche.

Molti anni dopo Karl Grossman, un giornalista televisivo locale, investigò personalmente sulla causa di questa epidemia e scoprì che più di 140 specie di uccelli frequentavano e nidificavano su Plum Island. Il sospetto allora ricadde su un particolare edificio dell’isola, l’edificio 257, una misteriosa e presumibilmente super-sicura costruzione. Un operaio di manutenzione sull’isola chiamato James McKoy ripetutamente si lamentava di una sicurezza scadente in questo edificio e raccontò una notizia scioccante: “Un freddo giorno di dicembre del 2002 la potenza dei generatori nei laboratori dell’edificio venne meno e i generatori di emergenza non furono in grado di reggere il carico. Per quattro ore i lavoratori hanno cercato di sigillare le porte dell’edificio 257 con un nastro adesivo che purtroppo non è in grado di arginare particelle microscopiche”. Sei anni dopo l’incidente, il 12 luglio 2008, sulla spiaggia di Ditch Plains, vicino al quartiere degli affari di Montauk, New York, viene rinvenuta una creatura mostruosa. Le immagini del corpo esanime balzano in poco tempo nelle principali reti mediatiche statunitensi e d’oltremare, nonché anche in rete e non passò molto tempo prima che venne soprannominato in Montauk Monster. La creatura, un quadrupede dalle dimensioni incerte, era morta quando fu scoperta e qualcuno indicò subito Plum Island come luogo di provenienza a causa delle correnti e della vicinanza alla terraferma. La paleozoologa Darren Naish studiò la fotografia e ne concluse che dalla dentatura visibile e dalle zampe anteriori, la creatura potrebbe essere stata un procione. Questo fu anche il parere di altri studiosi anche se molti sostengono che è impossibile esserne così sicuri data l’assenza di buona parte della mascella superiore, affermando che la bocca assomigli più a un becco portando a credere che quella creatura fosse una sorta di mostro ibrido, ma non mancò chi liquidò il tutto come una clamorosa bufala. Intanto però, le voci che quella carcassa provenisse da Plum Island si facevano sempre più insistenti e sembravano confermare le misteriose storie che giravano sull’isola.

Un altro fatto curioso è che sempre nel luglio del 2008 Aafia Siddiqui, una neuroscienziata sospettata di essere un membro di Al-Qaeda, venne arrestata in Afghanistan mentre portava con sé una borsa con delle note scritte a mano che si riferivano a un “Incidente casuale di massa” e tra le varie località elencate c’era proprio il laboratorio di Plum Island. Nel febbraio del 2010 è stata condannata per aver tentato di uccidere con un’arma mortale degli agenti dell’FBI che stavano cercando di interrogarla, ma il 2010 fu anche l’anno di un altro agghiacciante ritrovamento. Sulla spiaggia di Plum Island venne rinvenuto un corpo umano in avanzato stato di decomposizione, l’uomo presentava diverse malformazioni in tutto il corpo, tra cui delle dita estremamente lunghe. A questo punto viene naturale porsi una domanda: gli animali sono state le uniche cavie degli esperimenti batteriologici segreti americani o sono stati contagiati anche degli esseri umani?

Per la natura di simili ricerche l’accesso al centro di ricerche e a tutta l’isola è stato a lungo proibito e solo nel 1992 l’isola è stata aperta ai media e alle macabre teorie che circondano Plum Island, se ne sono aggiunte altre che vanno ben oltre il razionale! Sono ben note le ipotesi che vedono coinvolti gli scienziati del Terzo Reich nella costruzione di dispositivi bellici sulla base di U.F.O. catturati o grazie a contatti con extraterrestri. Soprattutto negli anni ‘60 del XX secolo, quando Plum Island e Camp Hero erano al culmine delle loro sinistre sperimentazioni, sono numerosi i rapporti di incontri ravvicinati con esseri alieni dalle sembianze umane. Curiosamente oggi Long Island ospita un impianto H.A.A.R.P. solo a pochi chilometri di distanza da Plum Island e sono stati molto frequenti avvistamenti di grosse sfere volanti in quei luoghi. C’è per caso un filo conduttore che lega tutto? Probabilmente non lo sapremo mai…

 

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Min Min Lights – Lo straordinario fenomeno luminoso australiano

Min Min Lights – Lo straordinario fenomeno luminoso australiano

Ci sono una serie di fenomeni naturali alquanto bizzarri che si producono in tutto il mondo, alcuni di essi sono meravigliosi e spettacolari, altri invece sono oggetto di dibattito da anni tra scienza e leggende urbane. Il fenomeno naturale di cui vi stiamo per parlare è uno dei più controversi e ancora oggi inspiegabili del pianeta terra; questi enigmatici globi luminosi appaiono nei cieli australiani da più di un secolo e la loro origine rimane un mistero. Chiamato Min Min Light, a causa del nome del vecchio paese abbandonato che sorgeva tra Boulia e Winton, nelle aride e remote terre del Queensland, questo fenomeno straordinario è stato oggetto di studio e analisi per gli scienziati i quali hanno avanzato diverse ipotesi a riguardo, ma nessuna ancora oggi riesce a spiegare il fenomeno al 100% .

Le luci Min Min sono state avvistate da migliaia di persone, ci sono diverse fotografie e video a riguardo e rappresentano uno dei misteri luminosi più documentati della storia. Pensate che esistono diverse storie su queste luci negli antichi miti aborigeni risalenti agli anni prima della colonizzazione di queste terre da parte degli europei e che oggigiorno fanno parte del folklore australiano. Attraverso racconti degli antichi aborigeni australiani, trasmessi per via orale, si è venuto a sapere che si tratta di luci di luminosità variabile in varie forme e colori che appaiono normalmente all’orizzonte e sembrerebbero inseguire i viaggiatori. Le leggende, inoltre, raccontano che queste luci esercitano un potere quasi ipnotico e  le persone che le seguono non tornerebbero più indietro. Secondo i nativi australiani questi fenomeni sono diventati sempre più frequenti dall’arrivo degli europei.  Quella che viene considerata come la prima testimonianza scritta del Min Min light risale al 1838, nel libro “Six Months in South Australia” di Thomas Horton James. L’autore descrisse un aneddoto del suo viaggio alquanto bizzarro: “Un gruppo di esploratori si erano accampati nella regione del fiume Ovens quando videro questo strano fuoco in lontananza. Alcuni di loro, curiosi, si allontanarono per indagare, camminarono per più di tre ore nella direzione della luce per cercare di scoprirne l’origine, ma videro che il fuoco sembrava allontanarsi costantemente perché la distanza che li separava sembrava essere uguale a quella iniziale. Poi videro uno strano tremolio e pallore in questa luce lontana e capirono che la sua natura era del tutto inconsistente… così tornarono a letto piuttosto mortificati”.

Da allora le testimonianze su questo fenomeno si sono moltiplicate in tutto il paese, la maggior parte di questi avvistamenti sembrerebbe essere concentrata in Channel Country vicino a Boulia. Il denominatore comune di queste innumerevoli testimonianze è che la luce si manifesta sotto forma di disco d’argento, o come dei flash lampeggianti nelle volta celeste. Particolarmente discordanti invece sarebbero i diversi livelli di luminosità descritte dai testimoni, alcuni infatti suggeriscono che queste luci siano molto deboli, mentre altri raccontano che sono particolarmente luminose, così tanto che il riflesso emesso da queste luci sarebbe perfettamente visibile sugli oggetti sottostanti a esso.  Ci sono alcune testimonianze che addirittura parlano di luci così forti che farebbero lacrimare se viste direttamente a occhio nudo. Anche le dimensioni di queste luci sono in discussione perché alcune volte vengono descritte come luci in lontananza simili a torce portatili e altre come dei fari di auto dalle dimensioni notevoli. Shelley Norton, direttrice dell’ufficio di turismo di Boulia, racconta che negli ultimi anni sempre più visitatori segnalano incontri con la luce min min. “Molti visitatori indicano queste luci nei cieli, in particolare coloro che fanno la strada da Boulia a Winton. Per esempio mi ricordo di una famiglia che si trovava in campeggio e il marito disse che si era alzato nel mezzo della notte per osservare una luna particolarmente luminosa, però quando uscì scoprì che in realtà non era la luna ma una luce brillante, tonda e di un colore argenteo. Sembrava di vedere due lune secondo lui, poi scomparve…” Shelly prosegue l’intervista dicendo: “A volte è un oggetto luminoso che rimane costantemente alla stessa distanza, altre volte sembra seguire le persone, poi si divide in due o tre palle infuocate” .

I contadini delle aziende locali parlano costantemente di strane e inquietanti luci che terrorizzerebbero gli animali, provocando improvvise reazioni di panico ed effetti fisiologici, come l’interruzione della produzione di latte nelle mucche. Oltre ai racconti e alle leggende si aggiungono anche testimonianze più accademiche come quella dello scrittore Henry Lamond, il quale nel Walkabout Magazine del 1937 narra di un’esperienza avvenuta durante la sua giovinezza, per l’esattezza nell’inverno del 1912 avvistò una palla di luce fluttuante, di colore e consistenza irreale, quasi spettrale. Henry inoltre racconta con molta sicurezza che si trattava di una luce che viaggiava a una velocità costante di circa 15 km/h e si trovava a una distanza dal suolo di 2 o 3 metri. L’autore è molto sicuro di questi dati perché si trovava in viaggio a cavallo e la luce seguì l’autore fino a raggiungerlo, a quel punto si spense come il filamento di una lampadina bruciata e poi sparì nel nulla.

Henry per 25 anni non raccontò mai a nessuno di questa sua esperienza perché non sapeva come spiegarlo razionalmente, poi leggendo i vari racconti che si susseguirono negli anni prese coraggio e decise di parlare anche lui. Nel corso degli anni la scienza ha tentato di dare una spiegazione a queste insolite manifestazioni

LUCI GEOFISICHE

Una delle ipotesi più diffuse sostiene che le luci siano il risultato di noti fenomeni geofisici, detti  piezoelettrici, ovvero una proprietà particolare che possiedono alcuni materiali di generare ai suoi capi una differenza di potenziale se deformati o sottoposti a certe condizioni fisiche. Dunque quelle luci sarebbero la manifestazione di questa proprietà. Sebbene ci siano le condizioni adeguate per generare questo fenomeno, in molti casi le luci sono state segnalate in zone prive di favorevoli condizioni geologiche.

BIOLUMINESCENZA

È stato ipotizzato che la luce può essere il risultato di insetti brulicanti provenienti dall’Asia che hanno assunto bioluminescenza e altre caratteristiche dopo essere stati contaminati da agenti naturali come funghi locali. Questa particolare ipotesi deriva dal fatto che molte testimonianze descrivono questo fenomeno come uno sciame di luce che prosegue ad una certa velocità e che sembra avere vita propria.

RARO FENOMENO “FATA MORGANA”

La “Fata Morgana” è un fenomeno fisico reale, causato da un’inversione di temperatura  e si verifica quando la luce, da una fonte naturale o artificiale, viene rifratta a un osservatore in decine o addirittura centinaia di chilometri di distanza creando un miraggio particolarmente vivido che confonde e incanta per le proprietà ottiche. Ad esempio, le scogliere irlandesi sono state osservate come se fossero realmente vicine al di sopra della superficie calma del mare nell’Atlantico, da parte di osservatori su navi che in realtà si trovavano a più di mille chilometri di distanza. Jack Pettigrew, un neuroscienziato all’Università del Queensland, che è stato anche testimone diretto delle luci Min Min, ha sempre sostenuto questa ipotesi…

Altre soluzioni proposte più bizzarre sono quelle di uccelli bioluminescienti, sacche di gas, luce riflessa dall’orizzonte, fulmini globulari, fuochi fatui fino ad arrivare ai più classici fenomeni UFO e di natura spirituale. Il mistero s’infittisce e rimane per ora senza una soluzione definitiva… ma senza dubbio a fare luce su questo mistero, prima o poi, ci penserà il lume della scienza.

 
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Pubblicato da su 23 giugno 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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Bruno Borges – Una misteriosa scomparsa

Bruno Borges – Una misteriosa scomparsa

Secondo dati recenti, nel mondo ogni anno circa 10 milioni di persone scompaiono senza lasciare nessuna traccia, in Italia sono circa 30.000 le persone che ogni anno svaniscono nel nulla, di cui la metà sarebbero minorenni. La maggior parte degli adulti che scompaiono invece lo fanno per scelta propria e solo una piccola parte sparisce senza un motivo apparente e proprio fra queste scomparse  ce ne sono alcune veramente incredibili, casi in cui le persone sembrerebbero svanite nel nulla, probabilmente rapite da qualcuno… o qualcosa. Un alone di mistero assoluto circonda la strana sparizione di Bruno Borges, uno studente brillante di psicologia di 25 anni il quale sembrerebbe aver abbandonato Rio Branco, una cittadina nello stato di Acre in Brasile, lo scorso 27 Marzo. Le persone che lo conoscevano raccontano che Bruno stava lavorando a un progetto ultra segreto e a pochi giorni dalla sua scomparsa il suo comportamento era diventato a dir poco stravagante, ma la scintilla che fece esplodere la popolarità della sua triste scomparsa è stato un video finito in rete pochi giorni dopo la sua scomparsa e che riprenderebbe la sua stanza .

Nelle immagini si vede la sua camera da letto allestita in modo particolare e bizzarro. I suoi genitori raccontano di averla trovata in questo stato dopo la sua scomparsa, a quanto pare Bruno aveva tolto tutti i mobili e aveva messo al centro della sua camera la statua di Giordano Bruno in scala 1:1. Uno dei dettagli più interessanti del video inoltre sarebbero i manoscritti codificati e numerati lasciati in ordine sul tavolo, ovviamente si possono apprezzare anche una serie di simboli di natura massonica, satanica e mistica in tutta la stanza… ma quello che fece rabbrividire i suoi genitori fu l’immagine appesa come un poster che raffigura una persona insieme a quella che potremmo definire una creatura non umana, presumibilmente non terrestre. Infatti Bruno era anche un appassionato ufologo ed è proprio questa la pista che attira la morbosità e la curiosità delle persone. Bruno è forse riuscito a mettersi in contatto con chi non doveva?

Forse vi sarete chiesti chi fosse quest’uomo. Come anzidetto nel video si può osservare con chiarezza l’imponente statua di Giordano Bruno, un monaco e filosofo italiano del 500 passato alla storia principalmente perché fu uno dei primi a predire l’esistenza di vita fuori dal nostro pianeta, vita extraterrestre. Divenne poi martire perché accusato di eresia durante l’inquisizione e condannato a un’esecuzione in piazza pubblica mediante rogo il 17 Febbraio 1600. Una figura mistica e leggendaria particolarmente apprezzata in ambienti vicini all’ufologia e che Bruno Borges sicuramente riteneva fondamentale così tanto da comprare una sua statua e metterla al centro della stanza. I familiari riferirono alle autorità di non sapere nulla di tutto ciò perché si trovavano in vacanza e dopo 24 giorni di assenza il loro figlio aveva trasformato la sua stanza in un luogo di culto verso il mistico. Secondo sua sorella Gabriela, Bruno negli ultimi tempi era diventato particolarmente misterioso e non lasciava mai nessuno entrare nella sua stanza. Addirittura c’erano giorni in cui usciva solo per mangiare richiudendosi poi di nuovo in stanza. Gabriela riferì ai giornalisti queste parole: “Certo che mi preoccupava non sapere a che cosa stesse lavorando tutto il giorno chiuso nella sua stanza, ma era un adulto, non potevo di certo abbattere la porta solo perché ero curiosa…. quando gli chiesi a che cosa stesse lavorando mi disse che me l’avrebbe detto di lì a pochi giorni.”.

A detta di molti Bruno era un ragazzo brillante negli studi, quindi i suoi credevano che stesse solo studiando e lavorando a un progetto importante. inoltre un’altra cosa certa è che spesso e volentieri Bruno chiedeva a familiari e amici finanziamenti molto importanti, alcuni anche di migliaia di dollari. Cercava di non dare molti dettagli sui motivi di tali richieste e si limitava a dire che stava lavorando a una serie di libri che avrebbero cambiato l’umanità. Eduardo Veloso, un suo cugino oculista, disse che gli aveva prestato fino a 6.000 dollari per questo suo misterioso progetto. Sicuramente Bruno negli ultimi mesi in cui si era rinchiuso in stanza aveva lavorato a dei libri, di preciso furono rinvenuti 15 suoi manoscritti, tutti codificati attraverso un linguaggio sconosciuto. Le autorità non sono riuscite ancora oggi a decifrare l’intero significato ma sono al lavoro e una parte di essi sono stati decodificati da un esperto. Sua madre Denise ammise che suo figlio era molto interessato a tutto ciò che riguardava gli extraterrestri ed era anche a conoscenza dei suoi manoscritti perché fu una delle poche cose che Bruno le confidò: “Mi disse solo che stava scrivendo 15 libri che avrebbero cambiato l’umanità nel bene. Voleva brevettare una nuova teoria che aveva creato e io gli dissi che sarei state felice di leggere i suoi libri… e ora non c’è più”. Il papà di Bruno, Athos Borges, con amarezza disse che l’ultima volta che vide suo figlio fu il 27 Marzo. Quello stesso giorno, poco dopo pranzo, Bruno, senza soldi, senza nulla di valore e senza i libri a cui aveva lavorato tanto, decise di abbandonare casa sua per sempre, almeno questa è la percezione di questo padre amareggiato e triste per la mancanza del figlio. Athos afferma anche di aver ricevuto qualche informazione dalla polizia, ma mai nulla di concreto.

In pochi giorni questo caso divenne virale e molti internauti suggeriscono che forse Bruno, ormai impazzito, fuggì di casa o peggio si fosse aggregato a una setta ufologica, di quelle che adorano le entità extraterrestri. Una delle più terribili sette di questo genere è stata la Heaven’s Gate, una setta ufologica californiana guidata da Marshall Applewhite e Bonnie Nettles i quali ritenevano, fra la tante idee folli, che l’unico modo per poter elevarsi spiritualmente e raggiungere il piano dimensionale nel quale si trovano gli extraterrestri, fosse quello di abbandonare i loro corpi. La soluzione finale ordinata da Marshall fu quella di commettere suicidio collettivo in un momento preciso, quello che coincideva con il passaggio della cometa Hale-Bopp, dunque le loro anime sarebbero risalite fino all’astronave che si trovava, secondo loro, dietro tale cometa e avrebbero intrapreso il viaggio interstellare per sempre nell’universo. Ci sarebbero tante cose da raccontare a partire dal modo in cui decisero di suicidarsi, il quale fu tutt’altro che indolore, ma in questo video ci soffermiamo solo su un particolare atroce, il giorno scelto per l’ascensione, e quindi per il suicidio, fu il 26 marzo del 1997 ed esattamente 20 anni dopo Bruno decise di scomparire nel nulla, ma forse questa è solo una macabra coincidenza.

La signora Denise in diverse interviste disse che Bruno era completamente cosciente ed era tutto fuorché pazzo, inoltre esclude categoricamente la teoria della setta perché egli non era facilmente manipolabile. L’investigatore del caso, Fabrizio Sobreira, confidò che ci sono una serie di informazioni confidenziali nuove e che stanno valutando tutte le ipotesi senza escludere nessuna pista.

C’è una serie lunga di ufologi e di persone che si sono dedicate allo studio di tutto ciò che riguarda il fenomeno UFO, i quali spesso scompaiono in circostanze misteriose o soffrono di strane malattie, molti sono morti a causa di fulminei attacchi di cuore o strani incidenti. Nel 1971 l’investigatore Otto Binder scrisse un interessante articolo di queste strane scomparse e misteriose morti analizzando i decessi di almeno 137 esperti di ufologia i quali erano scrittori, scienziati, testimoni quasi tutti  morti o scomparsi in circostanze parecchio strane. Secondo Binder c’era una percentuale altissima di persone decedute a causa di attacchi cardiaci e cancro. Binder aggiunse anche che erano causati con molta probabilità da enti governativi e organizzazioni segrete altrimenti noti come Man in Black. Fra queste strane morti per esempio ci sono Phil Schneider il quale disse di aver ucciso due extraterrestri e venne trovato molti anni dopo con il suo stesso catetere attorcigliato intorno al collo, strana fu anche la morte del suo migliore amico e confidente Ronald Rummel, ex agente dell’intelligence americana, il quale si sarebbe suicidato con un colpo di pistola alla bocca, mentre le sue ultime parole sono state scritte su un foglio da un mancino mentre Ronald era destrorso. Lo scrittore della saga Alien Digest, Andreas Faber-Kaiser, invece è stato trovato portatore del virus HIV, egli non riuscì mai a spiegarsi come era possibile che si fosse preso tale infezione. Morì a 49 anni. Anche Max Spiers, un altro ufologo che stava indagando sul progetto spaziale “Solar Warden”, è stato trovato morto e secondo le fonti ufficiali, sarebbe da attribuire a cause naturali. Max Spiers aveva un fisico ben allenato tanto da essere soprannominato “super soldato” ed è morto per cause naturali sul suo divano di casa all’età di 39 anni. Queste sono solo alcune delle tante persone che forse come Bruno Borges hanno indagato troppo…

 
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Pubblicato da su 23 maggio 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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Caso Falcon Lake – L’UFO che bruciò un uomo!

Caso Falcon Lake – L’UFO che bruciò un uomo!

Incontro ravvicinato del secondo tipo: un UFO si è posato a terra a distanza relativamente ravvicinata lasciando tracce evidenti della sua presenza. Questa è la definizione corretta per questo tipo di incontro ravvicinato e tra tutti quelli analizzati nel corso della storia quello di certo più sensazionale, controverso e noto agli ufologi è senza ombra di dubbio il Caso di Falcon Lake. Questa vicenda ha come testimone Stefan Michalak, un uomo che avrebbe letteralmente sperimentato sulla propria pelle gli effetti terribili di quell’incontro.

L’avvistamento è avvenuto un sabato del 1967, in una zona vicino al Falcon Lake a Manitoba, Canada, a circa 75 chilometri a nord  dal confine americano. Stefan Michalak era un geologo dilettante che molto spesso investigava in quelle zone ricche di vegetazione alla ricerca di giacimenti d’argento. Il 20 maggio Stefan si era alzato di prima mattina convinto che quello sarebbe stato per lui un giorno fortunato e si mise di buona lena a cercare giacimenti d’argento. Passato da poco mezzogiorno Stefan stava cominciando a ricredersi sul fatto che quello fosse un giorno fortunato per lui… dei giacimenti d’argento non c’era traccia, ma soprattutto Stefan era del tutto ignaro che quel giorno  avrebbe cambiato per sempre la sua vita.

Intorno a mezzogiorno e un quarto Stefan fu attirato da un gruppo di oche che improvvisamente si erano messe a starnazzare, come se fossero disturbate da qualcosa, poi il cielo si fece più luminoso e l’uomo alzò lo sguardo. Rimase sorpreso nel vedere due oggetti a forma di sigaro sormontati da una protuberanza che scendono lentamente. Un oggetto si posa a una cinquantina di metri da lui, mentre il secondo, dopo essersi librato per un attimo sulla cima degli alberi, scompare rapidamente in una nuvola. Il nostro testimone potè osservare attentamente il singolare oggetto atterrato, il cui colore subiva delle strane trasformazioni: come un metallo arroventato e bianco, che si raffredda a poco a poco, l’oggetto passa dal rosso brillante al rosso-grigio, poi al grigio e infine al grigio-argento. Stefan incuriosito e allo stesso tempo intimorito, si nascose dietro una roccia per osservare più da vicino l’oggetto e fece uno schizzo, quello che state osservando ora. Come potete vedere il velivolo è a forma di disco con un diametro di circa 10 metri, alto quasi 3. Negli attimi immediatamente successivi l’aria circostante diventò molto calda impregnandosi di un fortissimo odore di zolfo. “Sentì anche un ronzio che pareva essere quello di un motore elettrico e un sibilo assordante”, disse l’uomo in una testimonianza nei giorni successivi.

Poco dopo si aprì un portello sul lato del velivolo, inizialmente l’uomo non riuscì a vedere nulla, la luce all’interno era troppo forte, ma dopo aver indossato i suoi occhiali da sole poté distinguere numerosi fasci di luce viola che formavano una colonna al centro. Stefan si avvicinò molto cautamente fino a quando sentì chiaramente due voci simili a quelle umane, ma con un tono più acuto, a questo punto si convinse che l’oggetto fosse un velivolo sperimentare militare. Sottolineiamo di come Stefan non si era mai interessato ad argomenti quali UFO o alieni, dunque con tono sarcastico gridò: “Va bene Yankee, avete qualche problema? Venite fuori e vediamo cosa possiamo fare!”, ma non ricevette alcuna risposta, quindi provò ad attirare l’attenzione delle voci parlando in altre lingue. Poco dopo le voci di fermarono, improvvisamente tre pannelli scivolarono da sopra l’apertura sigillandola “Come un otturatore della fotocamera” affermò Stefan il quale aggiunse che questi pannelli avevano una struttura che ricordava un nido d’ape. Dopo che il portello si era chiuso, Stefan era abbastanza vicino da poter toccare il velivolo, ma probabilmente se non avesse avuto i guanti la sua mano si sarebbe fusa perché non appena sfiorò la superficie sentì un forte odore di gomma bruciata: erano le dita del suo guanto che stavano prendendo fuoco. Quando il velivolo cominciò a muoversi Stefan provò un intenso bruciore al petto. I suoi abiti presero fuoco e si mise a girare su se stesso sotto l’impulso di un violento soffio d’aria ardente. Non fu in grado di capire quello che stava accadendo e prima che si potesse riprendere dal forte spavento, il misterioso velivolo che era già sopra gli alberi, in un turbinio di luci sparì in una frazione di secondo. Stefan ancora sotto shock si rese finalmente conto che quello che aveva appena visto non poteva assolutamente essere un velivolo terrestre!

Ripreso dallo shock ma ancora intimorito, Stefan notò un forte odore di circuiti elettrici bruciati mescolato con un forte retrogusto di zolfo. Quando si avvicinò al punto dove aveva lasciato i suoi effetti personali vide che l’ago della sua bussola girava in modo irregolare, come se fosse impazzito. Poco dopo cominciò a sperimentare una forte nausea e un dolore alla testa, quindi tornò al motel dove stava alloggiando ma i sintomi non accennavano a passare e dopo diverse ore prese un autobus per la vicina città di Winnipeg dove viveva il figlio che lo portò in ospedale per accertamenti. Li si scoprì che l’intenso bruciore al petto provato dall’uomo gli aveva provocato una strana ustione a forma di griglia. I medici la classificarono come superficiale e l’uomo tornò a casa dopo poche ore continuando a lamentarsi di nausee, mal di testa e un odore acre provenire direttamente dai suoi polmoni. Le sofferenze di Stefan, però, non erano che all’inizio: un giorno, mentre si trovava al lavoro, sentì un intenso bruciore al collo e al petto ed ebbe l’impressione di avere la gola in fiamme. Venne trasportato immediatamente all’ambulatorio più vicino dove si riscontrò che il suo corpo era stranamente gonfio e che nel punto preciso delle vecchie scottature erano comparse delle grandi macchie rosse. Nei minuti successivi accadde qualcosa di strano e inquietante al corpo di Stefan, qualcosa di apparentemente inspiegabile: il suo corpo diventò viola gonfiandosi a tal punto che gli risultò impossibile togliersi la camicia. Le mani erano diventate come due piccoli palloni. I medici non poterono credere ai loro occhi e non riuscirono a formulare una diagnosi su quei sintomi misteriosi. Ad ogni modo il fatto più strano è che durante la notte, tutti i mali di cui soffriva Stefan spariscono completamente senza il minimo intervento medico e il giorno dopo era come nuovo, come se non fosse accaduto nulla, tant’è che lo stesso Stefan attribuì la sua guarigione a un miracolo.

Cosa è accaduto al corpo di Stefan Michalak e come ha fatto a guarire da solo in una notte? Oggi esistono alcune teorie avanzate da esperti che spaziano da “bruciature causate da onde ultrasoniche” a “reazioni termiche provocate da getti d’aria compressa”, ma forse quella più accreditata vede come colpevoli i raggi gamma che avrebbero provocato quelle bruciature e l’immediato deterioramento, nello stomaco di Stefan, del cibo che aveva consumato proprio prima dell’osservazione. Questo potrebbe anche spiegare il forte odore di zolfo avvertito dall’uomo. Tuttavia queste diverse teorie non riescono però a spiegare tutti i disturbi avvertiti: né lo straordinario e istantaneo gonfiore del corpo, né la brusca perdita di peso, né le macchie rosse seguite alle bruciature. I sintomi manifestati dal testimone di Falcon Lake rimangono nel regno dell’ignoto, un regno in cui gli ufologi vogliono addentrarsi più nel profondo affermando che il tutto fosse stato provocato da una particolare forma di energia sfruttata dall’UFO avvistato da Stefan, energia che forse sfruttava anche i raggi gamma.

Oltre alle analisi effettuate sul corpo di Stefan, vennero effettuate anche diverse ricerche sul presunto luogo del misterioso avvistamento, in particolare dove secondo il nostro testimone sarebbe atterrato il velivolo. Se le prime ricerche furono infruttuose, altre indagini, effettuate alla metà di giugno del 1967, fornirono risultati interessanti: si trovò infatti sul terreno una piccola zona circolare dove era sparita ogni traccia di vegetazione. Campioni del terreno prelevati e analizzati dal National Research Council del governo canadese e dall’Aviazione militare del Canada rivelarono la presenza di radioattività.

Questa storia oggi spacca l’opinione pubblica a metà, come del resto ogni storia che ha come protagonisti UFO o alieni e se anche Stefan avesse voluto mentire sulla reale verità dei fatti, i sintomi a cui ben ventisette medici assistettero erano reali e tutt’oggi parzialmente senza spiegazione. Come abbiamo detto all’inizio, Stefan è stata una persona che fino a quel fatidico giorno non si era mai interessato ad argomenti quali UFO o alieni e chi lo accusa di essere un bugiardo lui risponde: “Non chiedo a nessuno di credermi, ma io so quello che ho visto”. E voi? Gli credete?

 
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Pubblicato da su 17 gennaio 2017 in Contatti exraterrestri

 

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Nazismo – Tra cospirazioni e profezie sconvolgenti

Nazismo – Tra cospirazioni e profezie sconvolgenti

La seconda guerra mondiale è stata di certo la guerra più devastante del genere umano e oggi si stima che i morti siano stati più di 70 milioni. Quando si parla di seconda guerra mondiale viene spontaneo pensare a quell’uomo che accese la miccia: Adolf Hitler e il suo movimento, il nazismo che con l’olocausto aprì una delle pagina più oscure della storia dell’umanità. Questo genocidio su scala globale causò circa 15 milioni di morti in pochi anni e come molti di voi sanno gli ebrei furono il principale obiettivo di questa mattanza. Non venne risparmiato nessuno, donne, bambini, anziani, per un totale di 6 milioni di ebrei sterminati. Non ci dilungheremo sul fatto che questo numero sia probabilmente una sovrastima completamente assurda come molti ritengono, ma concentrandoci sempre sulla cifra di 6 milioni vengono a galla fatti assai più inquietanti. [FOTO GIORNALE 1915]

“Dalla distruzione del tempio di Gerusalemme gli Ebrei non conoscono pagina più oscura nella loro storia, di quella che il  governo russo sta scrivendo oggi. 6 MILIONI di Ebrei, metà degli Ebrei in tutto il mondo, sono perseguitati, umiliati, torturati, ridotti alla fame. Migliaia sono stati fatti fuori. Centinaia di migliaia di Ebrei, vecchi, donne e bambini, sono portati di città in città, senza pietà, deportati dal governo, attaccati da truppe del loro paese, oltraggiati e saccheggiati”. Questo è ciò che riportava la prima pagina del periodico americano “The Sun”. Decisamente orribile ma comunque nulla di strano per chi conosce la storia… Nulla di strano se non fosse per il fatto che la data di pubblicazione di quel giornale con quella pagina è 6 giugno 1915, anno in cui la strage dell’olocasto era ben lungi dal fare la sua comparsa nel mondo. Ad ogni modo addirittura già dalla fine del 1800, c’erano pubblicazioni giudaiche che dicevano che 6 milioni di ebrei sarebbero morti in Europa. Nei decenni successivi sono molteplici le pagine che sembrano annunciare lo sterminio degli ebrei e “6 milioni di ebrei” si ripete costantemente.

“6 milioni di ebrei hanno bisogno di aiuto” – New York Times, 18 ottobre 1918. “In Ucraina 6 milioni di ebrei hanno ricevuto la notizia che stanno per essere sterminati” – New York Times, 8 settembre 1919. “6 milioni di ebrei sono stati ridotti in condizioni di povertà, fame e malattia” – New York Times, 12 novembre 1919. “Vengono raccolti 50.000 dollari per contribuire a salvare 6 milioni di ebrei in Europa” – Atlanta Consitution, 23 febbraio 1920. “6 milioni di ebrei sono diretti alla morte per fame nel sud-est Europa” – Le Gazzette de Montreal, 29 dicembre 1931. “6 milioni di ebrei privi di tutte le possibilità economiche stanno letteralmente morendo di fame” – New York Times, 23 febbraio 1936.

La domanda sorge spontanea: chi sapeva già dalla fine dell’800 che 6 milioni di ebrei sarebbero stati sterminati? Una domanda che apre interrogativi parecchio inquietanti le cui risposte forse lo sono ancora di più e un’ipotesi troppo azzardata potrebbe mettere a rischio la permanenza stessa di questo video su YouTube, quindi lasceremo il giudizio a voi. Tuttavia esiste una domanda ancora più inquietante con cui vogliamo chiudere questa parentesi: perché nei decenni non si è fatto nulla per prevenire, visto che lo si sapeva pubblicamente?

Il movimento nazista è noto non solo per le atrocità commesse, esisteva anche una branca che si occupava di esoterismo, da qui sono nate decine e decine di storie e leggende, alcune delle quali vedono persino coinvolti patti segreti tra Hitler e gli alieni… Ad ogni modo le leggende hanno sempre un fondo di verità, bisogna semplicemente non dare credito a proprio tutte le storie che circolano perché è facile cadere nell’inganno. A quanto pare durante la seconda guerra mondiale, nel tentativo di governare il mondo intero, i nazisti effettuarono una serie di strani esperimenti con presunte tecnologie sconosciute al resto del mondo. Setacciarono l’intero pianeta alla ricerca di manufatti mitici e tecnologie ultraterrene nella speranza di imbattersi in un potere supremo che avrebbe permesso loro di conquistare l’inconquistabile. Lo stesso Hitler era ossessionato dall’esoterismo e uno dei suoi sogni era trovare l’Arca dell’Alleanza che secondo la Bibbia costituiva il segno visibile della presenza di Dio in mezzo al suo popolo. Oggi molti invece ritengono che non fu nient’altro che una potentissima arma dalle origini incerte, forse un’ipotesi al quale era giunto lo stesso Hilter.

Senz’altro una delle presunte operazioni segrete avute luogo durante il periodo nazista vede protagonista la Nuova Svevia, più in particolare l’enigmatica Base 211 situata all’interno del continente antartico. La Nuova Svevia è una zona dell’Antartide con una superficie di 600.000 km² compresa tra le longitudini 20° E e 10° O, che fu rivendicata dalla Germania nazista dal 19 gennaio 1939 all’8 maggio 1945. Le spedizioni tedesche ci raccontano di aree bagnate da acqua dolce e tiepida e libere dai ghiacci con ricca vegetazione, le stesse aree secondo cui per la scienza non esistono che infinite distese di ghiaccio. Una delle citazioni più interessanti sulla Nuova Svevia da cui poi è nata la storia della Base 211, arriva dal Grandammiraglio della Marina tedesca Karl Dönitz il quale affermò: “La flotta sottomarina tedesca è orgogliosa di aver costruito per il Führer, in un altra parte del mondo, una Shangri-La sulla Terra, un inespugnabile fortezza.”.

Voci su spedizioni segrete naziste e su una base chiamata “Stazione 211” esistono da più di mezzo secolo e come abbiamo detto prima le voci hanno sempre un fondamento di verità. Secondo tutta una serie di indiscrezioni la Base 211, nota anche con il nome Nuova Berlino, era ben di più che una chiacchiera di corridoio, esisteva veramente e se così fosse, allora doveva sicuramente trovarsi in una di quelle zone libere dai ghiacci narrate dalle spedizioni naziste, forse all’interno di una catena montuosa e probabilmente è ancora la sepolta chissà dove. Tuttavia oggi molte persone respingono categoricamente l’esistenza di basi segrete in Antartide suggerendo che non ci sono prove a sostegno di tali informazioni. Come sempre, affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie. Molti sostengono che Richard Evelyn Byrd, uno degli esploratori polari più famosi nonché Contrammiraglio della Marina Americana, abbia esplorato il continente antartico alla ricerca di basi segrete naziste e del loro contenuto e l’avrebbe fatto usando come scusa l’operazione Highjump. L’operazione iniziò il 26 agosto 1946 e continuò sino al 1947 impiegando 4.700 uomini, 13 navi e diversi aerei. Gli obiettivi dichiarati furono, tra i tanti, addestrare il personale, consolidare ed estendere la sovranità statunitense sul continente antartico, determinare la possibilità di costruire basi in Antartide, aumentare le conoscenze geologiche esistenti e dell’area. Ad ogni modo non si fece alcuna menzione a basi segrete naziste.

L’operazione Highjump venne curiosamente terminata sei mesi prima del previsto. L’ultimo estratto del diario di Byrd datato 19 febbraio 1947 dice: “Stiamo attraversando la piccola catena montuosa procedendo verso nord. Al di là della catena montuosa c’è quella che sembra essere una valle con un piccolo fiume. Non ci dovrebbe essere del verde qui sotto, c’è qualcosa di sbagliato, dovremmo essere circondati da ghiaccio e neve! Ci sono delle foreste che crescono sulle pendici della montagna. I nostri strumenti di navigazione sono impazziti, il giroscopio oscilla avanti e indietro.”. Le teorie del complotto che circondano Byrd, la Base 211 e altre misteriose scoperte fatte dallo stesso ammiraglio, come l’esistenza di persone dalla pelle blu, sono infinite e forse non tutte così campate in aria. In particolare in questa base sperimentavano forse nuovi tipi di velivoli o armi? I cosiddetti UFO nazisti potrebbero aver visto la luce proprio nelle stanze più segrete della Base 211. È interessante notare che Byrd fece una serie di osservazioni piuttosto criptiche durante un’intervista. L’articolo è apparso nell’edizione del 5 marzo 1947 del quotidiano cileno ‘El Mercurio’: “L’Ammiraglio Byrd ha dichiarato oggi che era indispensabile per gli Stati Uniti avviare misure di difesa immediate contro le regioni ostili. L’Ammiraglio ha inoltre dichiarato che non voleva spaventare nessuno indebitamente, ma che si trattava di un’amara realtà il fatto che in caso di una nuova guerra, gli Stati Uniti sarebbero stati attaccati da oggetti volanti che potrebbero volare da un polo all’altro a velocità incredibili. Byrd ha ripetuto i suoi punti di vista di cui sopra derivanti dalle sue conoscenze apprese nelle sue spedizioni ai poli.”. Era dunque possibile che dopo la seconda guerra mondiale esisteva un pericolo reale proveniente dalle parti più meridionali dell’Antartide? Se si, quali erano queste minacce? I nazisti erano coinvolti? Nessuno può dirlo con certezza se non l’Ammiraglio Byrd il quale sta custodendo le risposte a questo mistero nella tomba da ormai 60 anni.

Gran parte dei nostri casi della categoria “Luoghi inspiegabili e inquietanti” hanno luogo proprio in Antartide, questo misterioso continente avvolto dai ghiacci, forse tutte le storie sono collegate? Esiste per caso un filo conduttore che lega tutto? Chissà se un giorno tutti i tasselli andranno al loro posto per formare quel grande mosaico chiamato verità.

 
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Pubblicato da su 2 gennaio 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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Frederick Valentich – Una trasmissione radio inquietante

Frederick Valentich – Una trasmissione radio inquietante

In questo video torneremo indietro nel tempo al 1978, quando il giovanissimo pilota Frederick Valentich affittò un Cessna monomotore volando letteralmente verso il tramonto senza essere mai più visto. Purtroppo fin qui non c’è nulla di strano, non sono poi così rare le tragedie che riguardano piccoli aerei. Questa volta però c’è qualcosa di diverso. Il caso di Frederick Valentich è tornato più volte alla ribalta nel corso degli anni ed è di certo il caso più misterioso che riguarda l’aviazione australiana, non perché un uomo è semplicemente scomparso, ma perché le trasmissioni radiofoniche finali hanno fatto intendere che il pilota avesse avvistato un UFO. Da allora molti, tra cui lo stesso padre di Frederick, credono che il pilota sia stato vittima di un rapimento alieno e che possa essere ancora vivo da qualche parte. Il Dipartimento Dei Trasporti Australiano, nella sua relazione finale a seguito delle indagini sull’incidente, ha liquidato il tutto scrivendo solamente una riga: “La ragione della scomparsa del velivolo non è stata determinata.” e questo è tutto, uno scarno epitaffio sulla tragedia che ha riguardato un uomo e una famiglia.

Frederick aveva solo 20 anni il giorno della tragedia. Membro del Training Corps Air, un programma di giovani cadetti volontari promosso dalla Royal Australian Air Force, aveva da poco meno di un anno ottenuto la licenza di pilota privato e possedeva una discreta esperienza di volo. Viveva con i suoi genitori e da tutti era conosciuto come un bravo ragazzo, felice e soddisfatto della carriera intrapresa. Un giorno di ottobre del 1978 si presentò presso l’aeroporto di Moorabbin a Melbourne per affittare un aereo e volare fino a King Island, un giro di circa 560 chilometri che lo avrebbero tenuto occupato per oltre tre ore. Tuttavia quel giorno si stava avvicinando una grossa tempesta e non gli fu concesso il volo, così il giovane ritornò due giorni più tardi e questa volta partì con il suo Cessna 182L, ignaro che quello sarebbe stato il suo ultimo volo…

Decollò il 21 ottobre poco dopo le sei di sera per intraprendere il suo primo e unico volo notturno sopra le acque. Le condizioni meteorologiche erano buone. King Island è a circa metà strada tra l’isola principale della Tasmania e l’Australia. Per volare lì da Melbourne, in genere i piloti non eseguono una linea retta perché ciò significherebbe volare sopra l’oceano per quasi tutta la strada e ovviamente è più rischioso che sorvolare la terraferma. Dunque in genere i piloti vanno da Melbourne a Cape Otway lungo la costa sud-ovest, che è il punto più vicino alla terraferma a King Island. Questo percorso è in gran parte su terra, tuttavia anche questa strada comprende un tratto di 85 chilometri su acqua.

Frederick stava volando senza particolari complicazioni e circa venti minuti dopo il tramonto si allontanò dalla costa ad un’altitudine di 4.500 piedi iniziando così il lungo tratto sopra l’acqua. Fu in quel momento che fece la sua prima chiamata alla torre radio dell’aeroporto di Melbourne. Esistono svariate registrazioni della conversazione radiofonica, ma per qualche motivo nessuna copia è stata resa pubblica. Esistono diverse trascrizioni, non sappiamo con certezza se quella che vi stiamo per mostrare corrisponde a quella originale, comunque rispecchia fedelmente le trascrizioni che si trovano in giro:

F: Qui è Delta Siera Juliet. Rilevate traffico sotto i 5.000 piedi?

M: No, non rileviamo nulla

F: Sembra che ci sia un grosso velivolo sotto i 5.000 piedi

M: Che tipo di velivolo è?

F: Non sono sicuro. Vedo quattro bagliori, mi sembrano luci delle lui di atterraggio… Il velivolo è appena passato sopra di me ad almeno 1.000 piedi. C’è qualche aereo militare nelle vicinanze?

M: No, nessun velivolo è stato rilevato nelle vicinanze

F: Sembra che stia giocando. Sta volando sopra di me… Non è un aereo. È…

M: Puoi descrivere il velivolo?

F: Non appena mi è passato sopra, ho visto una forma allungata… Non posso dire di più… È stato velocissimo… È davanti di me proprio ora, Melbourne.

M: E quanto sarebbe largo questo oggetto?

F: Sembra stazionario. Sto mantenendo l’orbita e quella cosa sta facendo la stessa cosa sopra di me. Ora ha una luce verde e sembra essere di metallo. È molto lucente. È appena sparito… Quello strano velivolo sta stazionando sopra di me ancora. Sta stazionando e NON È UN AEREO.

“NON È UN AEREO”. Queste sono state le sue ultime parole registrate alle 19:12 e 28 secondi. Valentich era un pilota esperto che avrebbe dovuto essere in grado di identificare un altro aeromobile. Successivamente Melbourne diramò un’allerta che si tramutò in situazione di emergenza circa venti minuti più tardi.

Al di là di storie che riguardano alieni e UFO, sono numerosi i fatti strani che circondano questa storia dall’inizio alla fine. Il primo è che Frederick ha mentito a tutti sul perché stesse andando a King Island, infatti disse in aeroporto che doveva prendere dei passeggeri, ma non vi era nessuno da prelevare. Disse alla fidanzata e alla sua famiglia che stava andando a raccogliere gamberi, ma su King Island questi crostacei sono assenti. Disse inoltre che sarebbe tornato per le 7:30 di sera, un orario che era chiaramente impossibile. Niente di quello che raccontò fu vero, ma perché l’avrebbe fatto? Nessuno lo sa con certezza. Frederick sapeva benissimo che sarebbe arrivato ben dopo il tramonto, sapeva anche che la pista di atterraggio a King Island non era sotto un controllo diretto, il che significa che non c’era una torre di controllo e quindi nessuno dall’altra parte alla radio. Per questo motivo avrebbe dovuto chiamare in anticipo per avere le luci della pista accese, ma dai registri non risultò che questa chiamata fosse mai stata fatta.

A fronte di tutte queste stranezze molti hanno avanzato l’ipotesi che Frederick abbia mentito a tutti per commettere il gesto estremo, per togliersi la vita nel modo forse considerato il migliore per lui: mentre guidava un aereo, la sua passione. Detto questo i familiari e chi lo conosceva bene si sentirono di escludere categoricamente l’ipotesi del suicidio dato che Frederick era particolarmente entusiasta del suo percorso di vita e non c’era nulla in lui che potesse far pensare ad atti così estremi. In particolare il padre, Guido Valentich, premeva sull’ipotesi del rapimento alieno e che suo figlio fosse ancora vivo da qualche parte. In seguito si scopre infatti che i due erano da tempo forti sostenitori riguardo l’esistenza di UFO e alieni. Forse Frederick, troppo condizionato da queste storie, ha corso troppo con la fantasia mentre forse c’erano ben altri problemi durante il volo? L’ipotesi ad oggi più accreditata è che Frederick fosse stato vittima di disorientamento spaziale, non a caso contattò la stazione radio proprio non appena iniziò il tratto sul mare aperto. Purtroppo il disorientamento spaziale è una condanna a morte virtuale. C’è un ammonimento tra i piloti che insegna che il tempo medio tra il divenire spazialmente disorientati e la morte è di soli 178 secondi, forse proprio gli stessi secondi che sono costati la vita a Frederick Valentich.

A questo punto c’è da chiedersi come mai Frederick abbia chiamato la torre di controllo per segnalare l’avvistamento di un oggetto non identificato. Forse era in preda ad allucinazioni e le sue ferme convinzioni su UFO e alieni hanno ingannato il suo cervello su un fenomeno del tutto naturale. Ipotesi questa suggerita da molti scettici, gli stessi che sottolineano di come solamente un anno prima dell’incidente fosse uscito il film Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo. C’è una scena del film infatti che mostra la conversazione tra un pilota di un aereo e la torre di controllo in cui si parla di oggetti non identificati in avvistamento, conversazione che forse avrebbe potuto aver condizionato il giovane pilota. Tutte ipotesi queste, ma la realtà su cosa sia successo quella sera nei cieli sopra le acque australiane rimane un mistero, un grande puzzle il cui ultimo pezzo una foto scatta da Roy Manifold. L’uomo aveva installato una fotocamera per i timelapse col fine di catturare il tramonto al largo della costa, ma quando sviluppò le foto non vide solo degli splendidi raggi arancioni che al tramonto baciano il mare, ma qualcosa di strano nel cielo, un oggetto inspiegabile. Il fatto curioso è che questi scatti sono stati eseguiti solamente venti minuti prima dell’ultima trasmissione di Frederick. Gli esperti che analizzarono le foto conclusero che l’oggetto ripreso doveva avere una velocità di almeno 320 km/h.

Cinque anni dopo la scomparsa, parte di un cofano di un Cessna 182L venne trovato sulle rive di Flinder Island in Tasmania, su questo cofano erano presenti dei numeri che corrispondevano alle prime cifre del numero di serie dell’aeroplano. Le analisi successive dimostrarono di come quelle cifre iniziali corrispondessero a quelle del Cessna 182L affittato da Frederick cinque anni prima! Ovviamente non poteva essere una coincidenza, quello era proprio un pezzo della carcassa di quell’aereo emerso forse dalle profondità marine trasportato dalla corrente. Quello fu l’unico pezzo ritrovato, l’aereo e soprattutto il corpo sono ancora da qualche parte su questo pianeta… O forse no?

 
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Pubblicato da su 24 ottobre 2016 in Contatti exraterrestri

 

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