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Blue Whale – Un “gioco” malato

Blue Whale – Un “gioco” malato

Questo è uno di quei casi che fa tristezza parlarne per la crudeltà e per la poca speranza di un futuro migliore che ci aspetta a tutti noi. Abbiamo visto in altri video che su internet, in particolari nei social network, ormai proliferano persone che decidono di rendere pubblici i loro suicidi e i loro crimini, anche i più efferati. Famoso era diventato qualche settimana fa Steve Stephens, un 37enne afroamericano di Cleveland, che aveva postato un video orribile dove uccideva con un colpo di pistola una persona del tutto casuale incontrata per strada. L’uomo dichiarava di essere distrutto dal fatto che la fidanzata l’aveva lasciato ed era uscito fuori di senno… le incredibili immagini dell’omicidio sono state caricate su Facebook e molti addirittura pensavano si trattasse di un video in diretta salvo poi scoprire che era stato caricato diverse ore dopo aver commesso tale orrore. Il criminale inoltre si vantava di aver ucciso altre 13 persone e diceva di essere pronto a uccidere ancora. Prima che potesse mietere altre vittime  le autorità statunitensi lo braccarono e quando ormai si trovò senza via di fuga, Steve decise di suicidarsi, il tutto in diretta sotto gli occhi dei cittadini, come se si trattasse di una serie TV. La finzione che diventa realtà e la realtà che perde consistenza fino a sembrare finzione.

Nei social network però non ci sono solo criminali in cerca di fama, ci sono anche criminali di un’altra categoria, forse ancor più pericolosa, perché inducono migliaia di persone a infliggersi danni psicologici e fisici in modo irreparabile, persone che credono di partecipare a un gioco… un gioco in cui in palio c’è la vita stessa. Questo è uno dei motivi principali per cui il tasso di suicidi in tutto il mondo, principalmente in Russia, è aumentato in pochi anni fino a  raggiungere livelli così allarmanti che le autorità stanno cercando di porre fine a tale massacro, ma ogni tentativo di fermare quest’ondata sembra destinato a fallire. Diffuso principalmente tra gli adolescenti, questo “gioco” è nato in Russia. I primi casi risalgono circa al 2013. Inizialmente le autorità non riuscivano a comprendere perché negli ultimi anni sempre più giovani cercassero la via del suicidio, molti casi venivano classificati come semplici “incidenti” dato che le vittime spesso non avevano alcun motivo principale per commettere tale atto, ma dopo un’indagine che è durata diversi anni e un’analisi di oltre 130 casi di suicidio, è emerso un filo conduttore in grado di collegare questi casi e la realtà è molto più spaventosa di quanto sembri.

Innanzitutto il nome di questo macabro e mortale gioco è Blue Whale ovvero “Balena Azzurra” per la tendenza che hanno questi magnifici mammiferi a vivere una vita in quasi completa solitudine e quando le ombre del tramonto delle loro vite iniziano ad apparire, molti esemplari sembrerebbero decidere di incagliarsi sulla costa e quindi morire, come una specie di suicidio. Le autorità russe dovettero costruire un puzzle tanto bizzarro quanto inquietante perché molte delle vittime, o meglio…. i familiari delle vittime, dichiaravano le stesse cose dei loro defunti: i comportamenti, le loro manie di svegliarsi ad una certa ora, gli inquietanti video che guardavano in continuazione. Tuttavia non riuscivano a comprendere quale fosse la vera fonte di tutto ciò, la polizia quindi capì che la risposta per quanto assurda doveva per forza trovarsi in rete. Fu allora che le indagini fecero emergere molti gruppi e utenti della rete sociale più diffusa in Russia,  l’ormai famigerata VKontakte nota anche con le sigle VK. Qui, in questa rete, si nascondono coloro che vengono denominati curatori, tali figure sono le persone che decidono le regole di questo gioco, e persino il giorno della morte dei giocatori.

A questo punto vi starete chiedendo in che consiste di preciso questo gioco. Molto semplice, come ogni altro gioco, Blue Whale ha delle regole ben precise e definite, 50 per essere esatti. Sono 50 sfide che vi porteranno nell’ombra della valle della morte, da dove non si può più tornare indietro. Il primo passo è quello di contattare un curatore. I curatori sono i cosiddetti amministratori , coloro che si occuperanno di dirigervi fino alla vostra fine in questo gioco infernale, essi si trovano nei gruppi dei social network come appunto VKontakte, Facebook, Twitter e così via e anche in gruppi di Whatsapp, Viber e altre applicazioni di messaggistica. Una volta che viene contattato un curatore può avere inizio il gioco. il Blue Whale consiste nell’affrontare 50 sfide, una ogni 24 ore. Molte di queste sfide consistono nell’autoinfliggersi danno, annullarsi sia fisicamente ma soprattutto mentalmente e alla fine la 50esima sfida vi porterà via più di quanto possiate immaginare. In questo gioco non ci sono vincitori, ve lo sconsigliamo nel modo più assoluto di nuovo. Anche solo mettersi in contatto con i cosiddetti curatori potrebbe risultare molto pericoloso e se vi rifiuterete di arrivare in fondo al gioco, subirete pressioni di ogni tipo. Diverse testimonianze di ragazzi fanno riferimento a vere e proprie minacce ricevute non soltanto a loro stessi, ma anche ai loro familiari, infatti i gruppi dei curatori del Blue Whale riescono a rintracciarvi attraverso il vostro indirizzo IP e si impossessano delle vostre informazioni personali per ricattarvi, inoltre scelgono con cura chi potrebbe risultare più vulnerabile a questi attacchi, quindi siate prudenti e state lontani dal blue whale o da gruppi strani.

Grazie a diverse segnalazioni e su richiesta diretta della Commissione Russa di Vigilanza, l’amministrazione di “VKontakte”  ha cominciato a eliminare i link e i post contrassegnati dall’hashtag #BlueWhale e a bloccare gli utenti che avevano pubblicato questi link. La stessa cosa sta succedendo nelle altre reti sociali per cercare di emarginare questo fenomeno. Dopo l’introduzione di tali misure l’interesse per il gioco tra gli utenti della rete sembrerebbe calato, tuttavia negli ultimi mesi si sono registrati nuovi aumenti del numero di post contenenti materiali che risalirebbero al Blue Whale e adesso compaiono su Instagram praticamente ogni minuto. Dopo un’analisi sono state scoperte oltre 40.000 registrazioni su diverse piattaforme, di falsi utenti che cercherebbero di diffondere questo fenomeno. Account creati per qualche ora e poi cancellati. In italia si stanno riaprendo e analizzando alcuni casi classificati come suicidi e sembrerebbero esserci degli elementi che farebbero risalire a questo macabro gioco. Grazie anche al servizio delle Iene adesso le persone, ma soprattutto le autorità, ne parlano e non viene più semplicemente declassato come leggenda di internet. È tutto vero e accade in questo momento mentre guardi questo video. Proprio qui su YouTube inoltre, potete osservare alcuni filmati di ragazzini italiani che hanno provato a farlo e si sono pentiti, quindi si sono fermati in tempo prima che fosse troppo tardi, ma a differenza di loro ci sono ancora molti là fuori che percorrono questa strada senza via di uscita.

Come risposta a tale pazzia, dal Brasile è nato un’altro gioco, la “Balena Rosa” che consiste nell’affrontare 50 sfide che aiuterebbero le persone ad essere più felici e a vivere meglio, invece che di portarle al suicidio. Cercare di arginare il Blue Whale è possibile, ma come vi abbiamo detto all’inizio del video ogni tentativo alla fine fallirà perché ormai questo gioco ha preso piede e fermare le informazioni in rete è pressoché impossibile. L’unica soluzione vera e propria sarebbe quella di cercare di comprendere le motivazioni per cui i giovani spesso provino queste sfide che mettono a repentaglio la loro vita. Anche se tale gioco venisse cancellato per sempre, potrebbe nascerne un altro con altre sfide, forse più macabre e terribili, come quella di commettere omicidio o chissà che altro. Il problema non è nel gioco in sé ma nelle persone, sono le persone attratte da questi fenomeni che hanno una perversione verso il malato e il fondamentale senso di vuotezza interna le spinge a fare follie per sentirsi vive… fatto ironico quanto triste e sembrerebbe che le cose siano solo destinate a peggiorare.

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Bruno Borges – Una misteriosa scomparsa

Bruno Borges – Una misteriosa scomparsa

Secondo dati recenti, nel mondo ogni anno circa 10 milioni di persone scompaiono senza lasciare nessuna traccia, in Italia sono circa 30.000 le persone che ogni anno svaniscono nel nulla, di cui la metà sarebbero minorenni. La maggior parte degli adulti che scompaiono invece lo fanno per scelta propria e solo una piccola parte sparisce senza un motivo apparente e proprio fra queste scomparse  ce ne sono alcune veramente incredibili, casi in cui le persone sembrerebbero svanite nel nulla, probabilmente rapite da qualcuno… o qualcosa. Un alone di mistero assoluto circonda la strana sparizione di Bruno Borges, uno studente brillante di psicologia di 25 anni il quale sembrerebbe aver abbandonato Rio Branco, una cittadina nello stato di Acre in Brasile, lo scorso 27 Marzo. Le persone che lo conoscevano raccontano che Bruno stava lavorando a un progetto ultra segreto e a pochi giorni dalla sua scomparsa il suo comportamento era diventato a dir poco stravagante, ma la scintilla che fece esplodere la popolarità della sua triste scomparsa è stato un video finito in rete pochi giorni dopo la sua scomparsa e che riprenderebbe la sua stanza .

Nelle immagini si vede la sua camera da letto allestita in modo particolare e bizzarro. I suoi genitori raccontano di averla trovata in questo stato dopo la sua scomparsa, a quanto pare Bruno aveva tolto tutti i mobili e aveva messo al centro della sua camera la statua di Giordano Bruno in scala 1:1. Uno dei dettagli più interessanti del video inoltre sarebbero i manoscritti codificati e numerati lasciati in ordine sul tavolo, ovviamente si possono apprezzare anche una serie di simboli di natura massonica, satanica e mistica in tutta la stanza… ma quello che fece rabbrividire i suoi genitori fu l’immagine appesa come un poster che raffigura una persona insieme a quella che potremmo definire una creatura non umana, presumibilmente non terrestre. Infatti Bruno era anche un appassionato ufologo ed è proprio questa la pista che attira la morbosità e la curiosità delle persone. Bruno è forse riuscito a mettersi in contatto con chi non doveva?

Forse vi sarete chiesti chi fosse quest’uomo. Come anzidetto nel video si può osservare con chiarezza l’imponente statua di Giordano Bruno, un monaco e filosofo italiano del 500 passato alla storia principalmente perché fu uno dei primi a predire l’esistenza di vita fuori dal nostro pianeta, vita extraterrestre. Divenne poi martire perché accusato di eresia durante l’inquisizione e condannato a un’esecuzione in piazza pubblica mediante rogo il 17 Febbraio 1600. Una figura mistica e leggendaria particolarmente apprezzata in ambienti vicini all’ufologia e che Bruno Borges sicuramente riteneva fondamentale così tanto da comprare una sua statua e metterla al centro della stanza. I familiari riferirono alle autorità di non sapere nulla di tutto ciò perché si trovavano in vacanza e dopo 24 giorni di assenza il loro figlio aveva trasformato la sua stanza in un luogo di culto verso il mistico. Secondo sua sorella Gabriela, Bruno negli ultimi tempi era diventato particolarmente misterioso e non lasciava mai nessuno entrare nella sua stanza. Addirittura c’erano giorni in cui usciva solo per mangiare richiudendosi poi di nuovo in stanza. Gabriela riferì ai giornalisti queste parole: “Certo che mi preoccupava non sapere a che cosa stesse lavorando tutto il giorno chiuso nella sua stanza, ma era un adulto, non potevo di certo abbattere la porta solo perché ero curiosa…. quando gli chiesi a che cosa stesse lavorando mi disse che me l’avrebbe detto di lì a pochi giorni.”.

A detta di molti Bruno era un ragazzo brillante negli studi, quindi i suoi credevano che stesse solo studiando e lavorando a un progetto importante. inoltre un’altra cosa certa è che spesso e volentieri Bruno chiedeva a familiari e amici finanziamenti molto importanti, alcuni anche di migliaia di dollari. Cercava di non dare molti dettagli sui motivi di tali richieste e si limitava a dire che stava lavorando a una serie di libri che avrebbero cambiato l’umanità. Eduardo Veloso, un suo cugino oculista, disse che gli aveva prestato fino a 6.000 dollari per questo suo misterioso progetto. Sicuramente Bruno negli ultimi mesi in cui si era rinchiuso in stanza aveva lavorato a dei libri, di preciso furono rinvenuti 15 suoi manoscritti, tutti codificati attraverso un linguaggio sconosciuto. Le autorità non sono riuscite ancora oggi a decifrare l’intero significato ma sono al lavoro e una parte di essi sono stati decodificati da un esperto. Sua madre Denise ammise che suo figlio era molto interessato a tutto ciò che riguardava gli extraterrestri ed era anche a conoscenza dei suoi manoscritti perché fu una delle poche cose che Bruno le confidò: “Mi disse solo che stava scrivendo 15 libri che avrebbero cambiato l’umanità nel bene. Voleva brevettare una nuova teoria che aveva creato e io gli dissi che sarei state felice di leggere i suoi libri… e ora non c’è più”. Il papà di Bruno, Athos Borges, con amarezza disse che l’ultima volta che vide suo figlio fu il 27 Marzo. Quello stesso giorno, poco dopo pranzo, Bruno, senza soldi, senza nulla di valore e senza i libri a cui aveva lavorato tanto, decise di abbandonare casa sua per sempre, almeno questa è la percezione di questo padre amareggiato e triste per la mancanza del figlio. Athos afferma anche di aver ricevuto qualche informazione dalla polizia, ma mai nulla di concreto.

In pochi giorni questo caso divenne virale e molti internauti suggeriscono che forse Bruno, ormai impazzito, fuggì di casa o peggio si fosse aggregato a una setta ufologica, di quelle che adorano le entità extraterrestri. Una delle più terribili sette di questo genere è stata la Heaven’s Gate, una setta ufologica californiana guidata da Marshall Applewhite e Bonnie Nettles i quali ritenevano, fra la tante idee folli, che l’unico modo per poter elevarsi spiritualmente e raggiungere il piano dimensionale nel quale si trovano gli extraterrestri, fosse quello di abbandonare i loro corpi. La soluzione finale ordinata da Marshall fu quella di commettere suicidio collettivo in un momento preciso, quello che coincideva con il passaggio della cometa Hale-Bopp, dunque le loro anime sarebbero risalite fino all’astronave che si trovava, secondo loro, dietro tale cometa e avrebbero intrapreso il viaggio interstellare per sempre nell’universo. Ci sarebbero tante cose da raccontare a partire dal modo in cui decisero di suicidarsi, il quale fu tutt’altro che indolore, ma in questo video ci soffermiamo solo su un particolare atroce, il giorno scelto per l’ascensione, e quindi per il suicidio, fu il 26 marzo del 1997 ed esattamente 20 anni dopo Bruno decise di scomparire nel nulla, ma forse questa è solo una macabra coincidenza.

La signora Denise in diverse interviste disse che Bruno era completamente cosciente ed era tutto fuorché pazzo, inoltre esclude categoricamente la teoria della setta perché egli non era facilmente manipolabile. L’investigatore del caso, Fabrizio Sobreira, confidò che ci sono una serie di informazioni confidenziali nuove e che stanno valutando tutte le ipotesi senza escludere nessuna pista.

C’è una serie lunga di ufologi e di persone che si sono dedicate allo studio di tutto ciò che riguarda il fenomeno UFO, i quali spesso scompaiono in circostanze misteriose o soffrono di strane malattie, molti sono morti a causa di fulminei attacchi di cuore o strani incidenti. Nel 1971 l’investigatore Otto Binder scrisse un interessante articolo di queste strane scomparse e misteriose morti analizzando i decessi di almeno 137 esperti di ufologia i quali erano scrittori, scienziati, testimoni quasi tutti  morti o scomparsi in circostanze parecchio strane. Secondo Binder c’era una percentuale altissima di persone decedute a causa di attacchi cardiaci e cancro. Binder aggiunse anche che erano causati con molta probabilità da enti governativi e organizzazioni segrete altrimenti noti come Man in Black. Fra queste strane morti per esempio ci sono Phil Schneider il quale disse di aver ucciso due extraterrestri e venne trovato molti anni dopo con il suo stesso catetere attorcigliato intorno al collo, strana fu anche la morte del suo migliore amico e confidente Ronald Rummel, ex agente dell’intelligence americana, il quale si sarebbe suicidato con un colpo di pistola alla bocca, mentre le sue ultime parole sono state scritte su un foglio da un mancino mentre Ronald era destrorso. Lo scrittore della saga Alien Digest, Andreas Faber-Kaiser, invece è stato trovato portatore del virus HIV, egli non riuscì mai a spiegarsi come era possibile che si fosse preso tale infezione. Morì a 49 anni. Anche Max Spiers, un altro ufologo che stava indagando sul progetto spaziale “Solar Warden”, è stato trovato morto e secondo le fonti ufficiali, sarebbe da attribuire a cause naturali. Max Spiers aveva un fisico ben allenato tanto da essere soprannominato “super soldato” ed è morto per cause naturali sul suo divano di casa all’età di 39 anni. Queste sono solo alcune delle tante persone che forse come Bruno Borges hanno indagato troppo…

 
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Pubblicato da su 23 maggio 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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La maledizione della sedia del Busby Stoop Inn

La maledizione della sedia del Busby Stoop Inn

Sappiamo che al mondo esistono molti oggetti e luoghi che portano sfortuna. In particolare oggetti dai quali molte persone si tengono lontane, come biasimarle dato che alcuni di essi hanno causato stragi e decimato intere famiglie. Tutti questi oggetti considerati maledetti hanno dietro una storia inquietante, di solito legata ai suoi legittimi proprietari i quali, in qualche modo, hanno lasciato parte del loro dolore in essi facendoli diventare fonti di sciagure e sventura per coloro che vi entrano in contatto. Oggi vi parleremo di uno degli oggetti più misteriosi e paurosi di questa categoria non solo per la quantità di persone “uccise” dalla sua maledizione ma anche per l’oscura storia che si cela dietro. Questa è la Storia di Thomas Busby e la sua sedia maledetta.

Inghilterra. Appena ad ovest della graziosa cittadina di Thirsk, nel North Yorkshire, c’è il Busby Stoop Inn, una taverna con una storia oscura e una maledizione che dall’estate del 1702 provoca panico e terrore. La nostra storia inizia verso la fine del 17° secolo con una persona di nome Daniel Awety. Daniel è un falsario professionista e siccome all’epoca le monete erano fatte d’argento e oro egli si dedicava anche al “coin clipping”, ossia a tagliare i bordi alle monete per intascarsi le parti preziose. Daniel aveva una figlia di nome Elizabeth la quale si sposò con un uomo del posto di nome Thomas Busby, il proprietario della taverna Busby Stoop Inn.

Thomas era un ubriacone sempre in cerca di guai ed era diventato anche partner del suocero Daniel, infatti erano insieme nel business illecito della contraffazione di monete. Sembrava tutto perfetto ma i guai erano in arrivo, difatti le sere che Busby tornava ubriaco a casa picchiava Elizabeth e ciò provocò enormi screzi fra i due criminali fino a quando una notte, tornando a casa come sempre ubriaco, si trovò di fronte Daniel seduto sulla sedia preferita di Busby, quella sedia di legno che non permetteva mai a nessuno di utilizzare. Fra i due iniziò una furiosa discussione e alla fine Busby cacciò via il suocero il quale disse che avrebbe presto portato via sua figlia da quella casa che e i loro affari potevano definirsi conclusi.

Più tardi, quella notte, Busby, furioso dall’idea di perdere la moglie e dall’insolenza del suocero che si sedette sulla sua sedia preferita, andò fino alla residenza di Daniel, il Danotty Hall, e con un’inumana freddezza colpì il suocero a morte con un martello. Alcune versioni di questa storia raccontano che Daniel venne strangolato. Dopo averlo ucciso, Busby nascose il cadavere nelle vicinanze di un bosco. In paese la scomparsa di Daniel provocò sospetti e la polizia iniziò a setacciare i boschi vicini scoprendo dopo pochi giorni il corpo inerme di Daniel, le successive indagini portarono ad arrestare Busby il quale era conosciuto nella cittadina come una persona violenta e senza scrupoli.

Busby fu processato a York Assizes nell’estate del 1702 e condannato alla forca, venne così impiccato su un patibolo messo di fronte alla locanda, proprio ad un incrocio sulla vecchia grande strada a nord che conduce a Thirsk. Ed è proprio qui che inizia la maledizione dato che il suo ultimo desiderio prima di essere giustiziato fu quello di mangiare nella sua locanda, ma quando ebbe finito di saziarsi e di bere si alzò e disse: “Chiunque osi sedersi su questa sedia morirà di una morte improvvisa e violenta“.

Negli anni successivi la locanda venne ribattezzata Busby Stoop Inn. Il nuovo proprietario, in un primo momento, non credeva affatto in questa maledizione così tenne la sedia per l’uso dei clienti come qualunque altra e quando la notizia della maledizione si diffuse, visitatori curiosi cominciarono ad affluire alla locanda. Da qui in avanti iniziano a succedere cose strane, infatti ci sono tante storie che parlano di diversi temerari che hanno osato sedersi su questa sedia e che poco tempo dopo hanno perso la vita in incidenti definiti come “sfortunati” o “bizzarri”.

Fra le tante storie c’è ne una in particolare che è rimasta ben impressa nella mente dei cittadini del posto: Nel 1894, uno spazzacamino insieme ad un amico avevano bevuto nel Busby Stoop Inn e lo spazzacamino si era seduto proprio sulla sedia di Busby. Ormai ubriachi lasciarono la locanda nel mezzo della notte, grande fu la sorpresa quanto la mattina seguente venne trovato lo spazzacamino impiccato proprio vicino al luogo in cui era stato giustiziato Bubsy. Non trovando un colpevole la polizia concluse il caso dichiarando che si era trattato di suicidio.

Un altro fatto curioso è che durante la seconda guerra mondiale, c’era un campo di aviazione della Royal Canadian Air Force non molto distante dalla locanda, per cui molti soldati venivano a bere regolarmente al Busby Stoop Inn. Si dice che gli aviatori che si sono seduti sulla sedia di Busby non siano mai più tornati.

Uno dei tanti proprietari della locanda è stato Tony Earnshaw. Tony  non era un uomo superstizioso quando comprò il Busby Stoop Inn nel 1968, anzi inizialmente definì la maledizione di Busby come una sciocchezza, ma in seguito a numerosi incidenti mortali iniziò a cambiare idea sulla sedia e sulla maledizione che essa porta. Il signor Earnshaw riferì la storia di un gruppo di muratori che frequenta la locanda durante la pausa pranzo. Fra loro c’era un giovane coraggioso il quale, spinto anche dagli altri, si sedette sulla famosa sedia maledetta. Più tardi sul posto di lavoro il ragazzo perse la vita cadendo dal tetto. Dopo la morte di questo giovane ragazzo il signor Earnshaw decise di spostare la sedia in cantina per evitare altre stragi. Nel 1978 però, un uomo che lavorava nella locanda, osservando questa sedia in cantina, decise di provarla e addirittura disse al signor Earnshaw quanto fosse confortevole sedersi su di essa e che non avrebbe dovuto lasciarla in un luogo così buio e umido, poche ore dopo l’impiegato doveva compiere una consegna ma ebbe un incidente in macchina, inspiegabilmente uscì fuori strada e si schianto contro un muro. Morì sul colpo. Questa fu la goccia che fece traboccare il vaso, così Tony Earnshaw decise di sbarazzarsi definitivamente della sedia donandola al museo di Thirsk a condizione però che non venga permesso mai a nessuno di sedercisi sopra. La sedia ora si trova sulla parete lontano dalle persone di modo che nessuno osi utilizzarla, sono passati più di 30 anni e da allora nessuno si è più seduto in quella sedia. Cooper Harding, direttore del piccolo museo di Thirsk durante un intervista disse:

Il museo farebbe una fortuna se lasciassimo ai visitatori il permesso di sedersi sulla sedia, ma una promessa è una promessa

Da allora non ci sono più stati morti o incidenti legati alla sedia ma sembrerebbe che la maledizione sia tutt’altro che finita, infatti testimoni affidabili hanno annunciato di aver visto il fantasma di Busby vagare intorno al secondo piano. Karen Rowley, ex padrona del Busby Stoop Inn ha detto:

Sono stata qui durante gli ultimi 7 anni e la gente del posto ha ancora paura della sedia e della sua maledizione. Io ho visto una figura sul pianerottolo al piano di sopra, era un uomo molto alto, senza braccia e senza volto. Si è mosso lateralmente per poi scomparire attraverso un muro. Ero assolutamente terrorizzata

Infine diversi testimoni raccontano che se ti siedi nel punto in cui Busby era solito starvi per bere e guardi fuori dalla finestra, puoi vedere il suo spettro impiccato che ti osserva. Forse è solo una storia inventata dalla gente del posto frutto di coincidenze e storie tramandate, o forse c’è qualcosa di macabro e maledetto in quella città

 
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Pubblicato da su 22 settembre 2014 in Maledizioni e possessioni

 

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Ricardo Lopez, lo stalker più efferato e pazzo mai esistito!

Ricardo Lopez, lo stalker più efferato e pazzo mai esistito!

Questa storia sembra essere tratta direttamente da un film dell’orrore o da un romanzo di Stephen King, ma ciò che state per sentire è tutto reale ed è una cruda visione di quanto le persone possano essere disturbate. L’individuo che state osservando ora verrà ricordato come uno degli stalker più efferati mai esistiti. Questa è la storia di Ricardo Lopez.

Lopez è un americano di origini uruguaiane nato il 14 Gennaio 1975. I suoi primi anni di vita li ha vissuti in Georgia e proprio quando era bambino gli fu diagnosticata la sindrome di Klinefelter. La conseguenza principale di questa sindrome è l’ipogonadismo, ossia una malattia che causa uno sviluppo sessuale inadeguato e in molti casi porta persino alla sterilità. Tutto ciò ha senz’altro influito sull’infanzia di Ricardo, un’infanzia molto travagliata! A scuola si rivela essere un ragazzino molto impacciato e insicuro con gli altri, soprattutto nei confronti delle donne con le quali si è sempre dimostrato essere timido, l’unica donna con cui riesce a parlare è la madre. Questa limitazione sarà per Ricardo un ostacolo insuperabile e che si rivelerà in futuro un problema molto serio.

Negli anni successivi, Ricardo, ha però dato prova di essere una persona che, nonostante tutto, è in grado di stabilire amicizie superando in parte la sua timidezza, infatti riesce ad allacciare buoni rapporti con alcune persone e inizia a coltivare persino delle aspirazioni. Uno dei suoi sogni principali è quello di diventare un famoso artista e per questo inizia a frequentare un’accademia d’arte nella sua città. Il rapporto con il gentil sesso però non è cambiato negli anni, ma è diventato sempre più complicato, infatti le sue amicizie sono tutte maschili e non ha mai avuto una ragazza.

Agli inizi degli anni 90 si trasferisce in Florida con il fratello George e i due iniziano a lavorare in un’agenzia di disinfestazione di insetti. Questo trasferimento, però, fa perdere a Ricardo ogni contatto con la madre portando nella sua vita l’inizio di un periodo molto oscuro e contorto.

All’età di 18 anni, Ricardo era diventato un asociale nel senso più estremo del termine, si allontana persino dal fratello andando a vivere da solo. Iniziò a scrivere un diario nel quale descriveva le sue utopiche ambizioni ed esprimeva anche la sua bassa autostima, spesso si insultava da solo chiamandosi “porco”, diceva di se stesso che era un “lurido ciccione” a causa dei suoi problemi di peso. Inoltre scriveva frasi in cui esprimeva tutta la sua frustrazione sessuale e qualche volta parlava del suo lavoro. Ricardo era ossessionato dalla pornografia e sviluppò addirittura l’abitudine di praticarsi dei fori sulle gambe con degli aghi, una sorta di autolesionismo.

Il fulcro di questa storia è che nel luglio del 1993 inizia la sua ossessione con la cantante islandese Björk. Era così ossessionato da questa cantante da vedere in lei una specie di figlia per via della sua voce e del volto infantile. Il fratello di Ricardo ogni tanto andava a trovarlo per vedere se stesse bene o se gli mancasse qualcosa. Un giorno, quando entrò nella sua abitazione vide scritte delle canzoni di Björk e fotografie della star dappertutto, preoccupato per questa situazione convinse Ricardo a fare delle sedute con degli psicologi e soprattutto gli disse di trovarsi una donna reale, ma l’ossessione di Ricardo era sempre più forte, infatti inviava continuamente lettere alla cantante e seguiva in maniera maniacale la sua carriera. Ricardo ad un certo punto, pur di vedere da vicino la donna della sua vita, avrebbe voluto divetare un presentatore degli MTV Music Awards.

Tre anni dopo però qualcosa cambia nella vita di Björk e in maniera irreversibile anche in quella di Ricardo. Infatti all’inizio del 1996  la cantante si fidanza con un DJ inglese di nome Goldie. Ricardo, sentendosi tradito, impazzisce di rabbia dinnanzi a questa relazione ed è da questo momento che fa vedere la parte più malvagia e cattiva nascosta dentro di se.

La testimonianza più cruda e incredibile di questa storia, oltre al suo diario, ci arriva direttamente dai video fatti da se stesso. Il 14 Gennaio 1996, giorno del suo 21° compleanno, Ricardo si compra una videocamera e inizia il suo famoso video-diario.

Nei filmati egli compare quasi sempre completamente nudo e inizia a raccontare ogni suo pensiero riguardo al mondo e alla società, presentando davanti alla telecamera una visione pessimistica delle persone e di se stesso. In questi video si vede come la mente di Ricardo inizia a deteriorarsi e giorno dopo giorno lo vediamo diventare un vero e proprio mostro. Spesso nei suoi video non perde occasione per insultare Björk e il suo compagno, inoltre dice apertamente di condurre una vita miserabile considerandosi una nullità che vive in un porcile. Si potrebbe pensare che Ricardo sia semplicemente un folle o un pazzo, ma per ironia della sorte egli è anche una persona incredibilmente intelligente, una combinazione che spesso risulta assai pericolosa con delle conseguenze terribili. Per vendicarsi, infatti, progetta un piano di vendetta veramente diabolico.

Ricardo trova un libro molto grande dove all’interno vi pratica dei fori iniziando a costruire una bomba di acido solforico allo scopo di sfigurare la cantante e, se possibile, ucciderla nel momento in cui apre il libro. Con un’inumana freddezza commenta dicendo che in un modo o nell’altro sarà lui la persona più importante della vita di Björk facendo presagire l’uccisione della cantante. Ricardo continua le sue riprese quotidiane, registrando passo dopo passo la costruzione di questa bomba descrivendola nei minimi dettagli, ci confessa anche che inizialmente voleva realizzare una bomba con del sangue infetto dal virus dell’HIV, idea poi abbandonata per la difficoltà nel trovare una quantità di sangue sufficiente. Nei videotape possiamo vederlo nelle sue sfumature più cupe. Osserviamo una persona accecata dall’odio e dal desiderio di vendetta ma che spesso ha anche dei momenti di lucidità disarmanti. Ricardo infatti ci confessa con molta calma che quando qualcuno va a trovarlo riesce a ingannarlo assicurandogli che sta bene. Nessuno dunque sospettava nulla del suo piano.

Una volta finito il suo pacco bomba, il 12 settembre 1996, Ricardo spedisce il dispositivo camuffato da libro alla residenza di Björk a Londra, spacciandolo come un regalo da parte di un’agenzia turistica. Lo stesso giorno Ricardo si riprende con la videocamera mentre si prepara a ciò che verrà ricordato come “l’ultimo giorno”. Davanti alla telecamera si rasa la testa e si dipinge di rosso, verde e nero dandosi un aspetto davvero macabro, successivamente scrive un cartello che recita: “IL MEGLIO DI ME”,  inoltre lascia sul muro la seguente scritta: “I nastri da 8mm sono i documenti di un crimine, materiale terroristico. Questi sono per l’FBI”. Di sottofondo al video si sente la canzone di Björk “I Remember You”, Ricardo infine si siede sul divano prende la sua pistola calibro 38 e poi, dopo attimi di tensione, si infila la pistola in bocca e pochi secondi prima di spararsi dice qualcosa di incomprensibile che molti interpretano come un “PER LEI!”.

Il 16 settembre un operaio della manutenzione dell’edificio dove risiedeva Ricardo segnalò un odore molto forte proveniente dall’abitazione del ragazzo e quando il vicino del piano di sotto vide che colava sangue dal soffitto, chiamò immediatamente la polizia. Quando arrivarono, sfondarono la porta e scoprirono il corpo di Ricardo in avanzato stato di decomposizione. Dopo aver analizzato l’ultimo filmato lasciato dal ragazzo i poliziotti evacuarono le oltre cento persone residenti nell’edificio e chiamarono la squadra di artificieri del dipartimento alla ricerca di altri esplosivi. Inoltre la polizia contattò Scotland Yard per avvertire che era stata inviata una bomba alla residenza di Björk, a Londra. Fortunatamente il dispositivo venne intercettato in un ufficio postale a sud di Londra e venne fatto esplodere senza complicazioni. L’FBI sequestrò infine tutti i documenti trovati nell’appartamento di Ricardo, comprese le 18 ore di videoregistrazioni e il suo diario personale di oltre 803 pagine.

Infine, un’ultima riflessione: uno degli aspetti più agghiaccianti di questa storia è che Ricardo riusciva a dimostrarsi una persona tutto sommato normale dinnanzi agli occhi dei suoi pochi amici e dei suoi familiari, ma dentro di lui si nascondeva una persona accecata dalla rabbia. Il fatto più triste è che Ricardo era una persona intelligente e sicuramente avrebbe potuto dimostrarsi utile per la società e non uno stalker suicida come verrà poi ricordato. Forse se fosse stato aiutato fin da bambino e sostenuto dai familiari e dalla scuola, tutto ciò sarebbe stato evitato.

 
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Pubblicato da su 4 agosto 2014 in Personaggi sinistri

 

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CASO 20: Ricardo Lopez – Video-diario di uno psicopatico

In questo video presentiamo uno degli stalker più efferati e psicopatici della storia: Ricardo Lopez

 
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Pubblicato da su 4 agosto 2014 in Personaggi sinistri

 

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Il mistero straziante del suicidio dei cani sull’Overtoun Bridge

Il mistero straziante del suicidio dei cani sull’Overtoun Bridge

A 3 km ad est dalla città di Dumbarton, in Scozia, sorge una villa: la Overtoun House. È stata costruita nel 1860 ed è un classico esempio di architettura scozzese. Da quando nel 1938 è stata donata al popolo di Dumbarton, la casa è diventata prima un ospedale per le maternità e infine un centro cristiano. La casa fu costruita su una collina vicino al fiume Clyde e per collegare le due sponde è stato eretto l’Overtoun Bridge, ed è proprio su questo ponte che si concentra la nostra storia. Infatti, dagli anni ‘50, si verificano una serie di misteriosi suicidi da parte di cani. Questi episodi sconcertano le persone da più di mezzo secolo e nessuno sa dare ancora una spiegazione.

Tutti i decessi si verificano apparentemente con le stesse modalità: i cani si buttano sempre dal medesimo punto tra gli ultimi due parapetti sul lato destro del ponte e quasi sempre in limpide giornate di sole. Inoltre le razze che hanno perso la vita sono sempre stati Labrador, Collie e Retriever. Questo caso è stato definito come un “mistero straziante” e la gente del posto che possiede questi animali ha paura di attraversare quel luogo.

Donna Cooper è una di quelle persone che ha tragicamente vissuto gli ultimi istanti di vita del suo cane proprio mentre stava attraversando l’Overtoun Bridge con la sua famiglia. Queste le sue parole:

Io e la mia famiglia stavamo facendo una passeggiata in una bella giornata di sole con il nostro cane Ben, un bellissimo Collie. Eravamo sull’Overtoun Bridge quando, senza preavviso, Ben saltò sul parapetto del ponte e si buttò di sotto facendo un volo di oltre 15 metri e schiantandosi infine sulle rocce sottostanti. Siamo rimasti impietriti e lo portammo subito dal veterinario. Incredibilmente era ancora vivo ma le sue condizioni erano pessime; aveva una gamba spezzata, la schiena rotta e la mascella completamente fuori posto. Sotto consiglio del veterinario ponemmo fine alle sue sofferenze sopprimendolo

Esistono anche episodi con un finale meno tragico, come quello che racconta Kenneth Meikle. Il suo cane si buttò dal ponte ma sopravvisse poiché atterrò su un letto di muschio. Vengono riportati casi, però, in cui il cane, miracolosamente rimasto in vita dopo l’incidente, è ritornato sull’Overtoun Bridge per buttarsi di nuovo e questa volta senza sopravvivere.

Proprio questo luogo, nel 1994, è stato sotto i riflettori dei media per un caso tanto tragico quanto inquietante. Un certo Kevin Moy, una persona del posto, ha gettato il figlio di sole due settimane dal ponte uccidendolo, sostenendo che il bambino fosse l’Anticristo. Immediatamente dopo ha tentato invano il suicidio gettandosi anch’esso dal ponte.
Dopo questo episodio circolano voci sul fatto che l’Overtoun Bridge sia infestato e che abbia strani effetti su persone e animali. Non a caso, forse, nella mitologia Celtica quel luogo è noto col nome di “The thin place”, traducibile come “Il luogo sottile” in cui il regno dei cieli e quello terrestre si toccano. Nella storia, i cani hanno più volte dimostrato di essere molto più sensibili degli esseri umani, dunque è possibile che siano spaventati da una qualche forza soprannaturale o esterna proveniente dal ponte? Negli ultimi cinquant’anni i cani suicida sono stati più di cinquanta e una serie di specialisti scozzesi da anni ormai si dirige sul posto senza però essere mai giunta ad una conclusione plausibile.

Recenti studi hanno dimostrato come gli animali possano essere depressi e indotti a pensieri suicidi. In particolare, i cani, possono soffrire di psicosi. Alcuni esperti sono portati a credere che i proprietari possono trasferire i pensieri negativi all’animale domestico. Un famoso esperimento austriaco ha mostrato come i cani possano cogliere i pensieri e le intenzioni dei loro proprietari anche da molti chilometri di distanza. Tutto ciò, però, non spiega come mai i suicidi avvengono proprio sull’Overtoun Bridge.
E’ stato ipotizzato che forse un particolare suono o odore, non percettibile all’uomo, possa essere la causa di questi comportamenti. Sappiamo, infatti, che i cani hanno un udito e un olfatto decine e decine di volte più sensibile del nostro. Tuttavia, dopo il controllo dei livelli sonori effettuati sul ponte, gli esperti di acustica non hanno trovato nulla che potrebbe spiegare tali suicidi. Inoltre si è escluso il fattore ‘visivo’ poiché c’è stato anche un episodio documentato in cui una cagnolina cieca si sarebbe suicidata dal ponte.
Per quando riguarda invece l’olfatto, è stato scoperto che sotto il ponte ci sono un gran numero di topi e visoni oltre che numerosi nidi di scoiattolo. Forse è proprio l’odore di questi animali ad attirare i cani? È noto che i visoni hanno potenti ghiandole che emettono un forte odore di muffa irresistibile per i cani. Si spiegherebbe anche come mai questi suicidi avverrebbero in giorni di sole, quando questo odore non è cancellato dall’umidità o dalla pioggia. Inoltre questa ipotesi è in linea con gli inizi dei suicidi. Infatti i visoni sono stati introdotti in scozia a partire dagli anni ‘20, ma solo dagli anni ‘50 hanno cominciato a riprodursi e moltiplicarsi drasticamente.

Ma esistono ancora molte domande aperte. Ci sono più di 26.000 visoni in Scozia, come mai i cani saltano proprio da quel ponte, rischiando la vita, per cercarne uno? Perché si buttano sempre dallo stesso medesimo punto tra gli ultimi due parapetti sul lato destro? Insomma, quanti cani dovranno ancora morire prima che venga trovata una soluzione a questo misterioso caso.

 

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CASO 15: Overtoun Bridge – Il ponte dei cani suicida

Un caso tanto triste quanto macabro che accade in Scozia nella cittadina di Dumbarton: il mistero dei cani suicida!

 

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