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Inquietanti piogge di sangue e di animali

Inquietanti piogge di sangue e di animali

Fatti bizzarri e strani fenomeni ci circondano in ogni istante, ma pochi sono quelli che riescono ad essere così interessanti e in un certo senso così…. inquietanti. Diverse sono le storie riguardanti animali piovuti letteralmente dal cielo e molte di esse sono state da sempre considerate solo delle leggende o racconti popolari. Invece durante l’arco della storia questo strano fenomeno si è ripetuto più e più volte ed è anche stato ben documentato da alcune culture. Di solito questo tipo di fenomeno coinvolge principalmente rane e pesci, ma non mancano anche storie di altri animali caduti dal cielo. Nel corso degli anni, le persone hanno sperimentato vari fenomeni di questo tipo, come ad esempio la tempesta del 1578 di Bergen, una città della Norvegia, dove si è verificata una pioggia di animali piccoli e squittenti, animali trasportatori di morte sotto forma di peste. Proprio così, quel giorno a Bergen si è verificata una pioggia di topi. Le cronache locali narrano di un evento definito apocalittico, quasi si trattasse di un castigo divino, inoltre una particolarità è che si trattava di ratti di colore giallo.

Un’altra testimonianza accaduta nel vecchio continente è avvenuta l’11 luglio 1836, giorno nel quale un professore di Cahors in Francia decise di inviare una lettera all’Accademia delle Scienze di Parigi. Nero su bianco il professore scrisse la seguente testimonianza: “Ad un certo punto vidi questa strana nuvola sui cieli, si trovava a circa sessanta tese (vecchia unità di misura) di distanza da noi. I cavalieri che venivano da Tolosa furono costretti ad usare le loro giacche perché questa strana tormenta li colse di sorpresa e li spaventò soprattutto perché furono vittime di una pioggia di rospi…”. Queste brevi parole descrivono in modo chiaro e conciso che si è verificata una pioggia di anfibi su questa città medievale. Un altro evento storico riportato in tutto il mondo non soltanto per la sua straordinarietà, ma soprattutto per la catastrofe causata e la quantità di vite umane spezzate, è la pioggia di pesci gatto avvenuta nel 1861 che durò pensate ben tre giorni! Gli abitanti della città-stato del Singapore infatti dopo aver subito un terremoto furono testimoni di questo strano evento. Le iscrizioni tramandate fino a noi raccontano che le persone raccoglievano il pesce in secchi lasciati fuori dalla porta, sembrava un modo del cielo per scusarsi del terremoto provocato. Non basterebbe un video intero per riuscire a nominare tutte le precipitazioni in massa di animali riguardanti rospi e pesci nell’arco della nostra storia. La maggior parte degli animali muore a causa dell’impatto violento quando si schianta a terra, ma una percentuale sopravvive alla caduta. Sono stati riportati anche casi molto particolari dove questi animali erano totalmente congelati o avvolti da un involucro di ghiaccio. Una delle storie più diffuse a riguardo è che nel 1997 un pescatore giapponese venne colpito da un calamaro surgelato proprio sulla testa. Lo sfortunato nipponico rimase senza sensi per diversi giorni e riportò anche danni cerebrali. Se pensiamo a un calamaro surgelato che arriva da chissà quale altezza in caduta libera si potrebbe anche dire che, nella sfortuna, gli è andata anche bene. La storia ci insegna però che non sono caduti dal cielo solo anfibi e pesci, infatti come abbiamo detto all’inizio sono precipitati a terra in diverse parti del mondo anche altri animali più strani e pericolosi. A partire da questo punto alcuni di voi, soprattutto coloro che soffrono di  aracnofobia o di ofidiofobia potrebbero avere un attacco d’ansia nei prossimi minuti… Siete stati avvertiti.

Una buona percentuale di queste tempeste di animali vede come protagonisti velenosi ragni e serpenti, inoltre la maggior parte di queste testimonianze sono molto recenti: Nella città Australiana di Goulburn, ad esempio, sia nel 2012 che nel 2015 si è verificato il fenomeno noto come “Capelli d’angelo”, che a differenza del nome, non è un fenomeno gradevole nella quale essere coinvolti in prima persona. Gli scienziati in realtà raccontano che questo fenomeno sia legato ad alcune specie di ragni migratori i quali per poter riprodursi e diffondersi in nuovi territori adottano la tecnica del “ballooning” o “floating”, ovvero si riuniscono in punti particolarmente elevati e lanciano letteralmente in aria fiotti di setta affidandosi poi alla forza del vento che li trasporta anche per chilometri fino a giungere in un nuovo territorio. Questo fenomeno non è per niente raro infatti alcuni di voi l’avranno visto nelle campagne, ma sicuramente fa più scalpore quando questi aracnidi cadono nelle zone abitate. Altre tempeste di questo genere si sono verificate nel Texas nel 2013 e in Brasile e Argentina nel 2007. Queste sono altre immagini reali riprese nei paesi americani. Ma se invece di minuscoli ragnetti piovessero enormi serpenti neri? Lo scenario sicuramente sarebbe come quello che i cittadini nel Sud di Memphis, Stati Uniti, hanno visto verso la fine di gennaio del 1877. I giornali dell’epoca narrano di un diluvio vero e proprio di serpenti neri che avevano una lunghezza anche di 45 centimetri. Questi rettili squamati avevano letteralmente invaso le strade di questa città del Tennessee. C’e n’erano così tanti che la maggior parte di essi era intrecciata fra loro in un miscuglio di squame e viscidume che si trascinava per le strade come se fosse un fiume nero in piena durante una pioggia torrenziale.

A partire da questo punto però inizieremo a parlare di un altro fenomeno inquietante e per fortuna anche meno frequente. Uno dei casi più famosi a livello mondiale di questa categoria per altro è accaduta proprio in Italia e precisamente a Messignadi, un piccolo centro abitato della Calabria. Stiamo parlando della pioggia di sangue e carne. Proprio come avete sentito, nel 1890 si è verificata una precipitazione di pezzi di carni macellate e sangue che hanno inzuppando gli increduli abitanti di un color scarlatto. A quanto pare si era trattata di una pioggia di sangue e carni di uccelli, provocata secondo gli studiosi con tutta probabilità dalla macellazione di alcuni pennuti avvenuta a causa di forti venti in quota. Non si sa tuttavia dove siano finiti ossa, muscoli e piumaggio. Un fenomeno di questa categoria più recente si è verificato in Colombia, nel villaggio chiamato La Sierra Bagadó, nel 2008. La spiegazione scientifica a tutte queste bizzarre precipitazioni però sarebbe una sola, ovvero che questa particolare tipologia di precipitazioni si verifica quando, nelle zone interessate, sono presenti fenomeni violenti di temporali accompagnati da trombe d’aria o forti raffiche di vento. I mulinelli creati dal vento, passando sulla superficie di mari, laghi o stagni, oltre a risucchiare l’acqua come abitualmente accade, portano con sé anche alcune delle forme di vita presenti nel luogo specifico. In base alla forza e alla velocità del vento si possono verificare poi situazioni diverse. Se il vento è così impetuoso da trascinare gli animali nelle zone più alte dell’atmosfera, si assiste a piogge di animali morti, congelati o inglobati in blocchi di ghiaccio o, addirittura, a brandelli di pelle e carne come nel caso di precipitazioni di sangue. Se invece le raffiche sono un po’ meno intense e non toccano altezze così elevate, spesso accade che gli animali cadano dal cielo ancora vivi. Solo un aspetto di questi fenomeni rimane ancora un mistero, ovvero la ragione per cui si verificano precipitazioni di un’unica specie di animali alla volta.

Se siete interessati a vedere dal vivo uno di questi fenomeni vi consigliamo di andare nell’Honduras, nella città di Yoro. Qui tra maggio e luglio si verifica la famigerata “lluvia de peces” (da leggere come  “gliuvia de peses”) ossia la pioggia dei pesci, un fenomeno che avviene ogni anno da più di un secolo ormai, tanto che ora fa parte del folklore nazionale dell’honduras. Però fate attenzione perché quello che cade dal cielo… potrebbe anche mordervi!

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UFO a Firenze – Il giorno in cui si fermò una partita di calcio

UFO a Firenze – Il giorno in cui si fermò una partita di calcio

È il 27 ottobre 1954, una tipica e normale giornata d’autunno toscana. Fiorentina-Pistoiese un match del campionato riserve, una competizione che oggi non esiste più, era una partita praticamente senza storia, ma che invece rimase impressa nella memoria non solo tra i tifosi che stavano guardando la partita, ma in tutto il mondo per un fatto tanto spettacolare quando bizzarro. Oltre 10.000 persone quel giorno erano concentrati a tifare i 22 giocatori in campo allo stadio Comunale, ma alle 14:27 poco dopo l’inizio del secondo tempo, calò il silenzio per poi trasformarsi in un brusio confuso. Gli spettatori non stavano più guardando la partita, ma stavano osservando il cielo stupiti e sconcertati, con le dita rivolte verso l’alto. A quel punto anche i giocatori si misero a guardare in alto e non prestarono più interesse al pallone che rotolò fuori dal campo…

Uno dei giocatori in campo era Ardico Magnini, una sorta di leggenda dell’epoca che aveva militato anche in nazionale nella Coppa del Mondo del 1954. “Ricordo tutto, dalla A alla Z”, afferma ora l’ex-giocatore. “Sembrava come un uovo che si librava in cielo molto, molto, molto lentamente. Tutti stavano guardando il cielo e una strana sostanza luccicante scendeva. Si poteva vedere l’espressione attonita di tutte le persone, non avevamo mai visto nulla di simile. Eravamo assolutamente scioccati”. Secondo il rapporto degli arbitri, il gioco venne sospeso per qualche minuto a causa di numerosi misteriosi oggetti nel cielo avvistati da tutti i 10.000 spettatori nello stadio. Tra la folla c’era Gigi Boni, un tifoso della Fiorentina. “Ricordo ancora chiaramente di aver visto questo spettacolo incredibile”, dice, tuttavia la sua descrizione differisce leggermente da quella di Magnini. “Quegli oggetti si muovevano molto velocemente per poi fermarsi. Il tutto è durato un paio di minuti. Non appena gli ho visti, la loro forma mi ha subito ricordato dei sigari cubani”. Boni trascorse molti anni della sua vita rivivendo quel giorno nella sua mente: “Penso che fossero velivoli extraterrestri, questo è ciò in cui credo fermamente e non c’è nessun’altra spiegazione che posso dare”. Un altro giocatore che assistette all’evento è Romolo Tuci. “In quegli anni tutti parlavano di alieni, tutti parlavano di UFO e noi li abbiamo visti in diretta, per davvero”. L’incidente avvenuto quel giorno allo stadio dunque, non può essere semplicemente interpretato come isteria di massa, senza contare che ci furono numerosi avvistamenti UFO in molte città della Toscana quel giorno e in quelli seguenti. Secondo alcuni testimoni oculari, quel giorno venne visto un raggio di luce bianca provenire dal cielo nei pressi di Prato, a nord di Firenze.

A quel tempo i giornali parlarono di alieni provenienti da Marte, allora teoria molto in voga. Oggi non si parla più di marziani, ma molte persone sono convinte che  quel giorno si verificò un fenomeno intelligente, in qualche modo tecnologico,  che non può essere collegato con niente di noto qui sulla Terra. In aggiunta all’avvistamento di UFO, che molti dicono essere stati più di venti, incuriosì molto anche la strana sostanza caduta dal cielo, descritta da molti, anche dallo stesso Magnini, come un glitter argentato simile a cotone o ragnatele che si disintegrava dopo un breve lasso di tempo. “Capelli d’angelo”, questo fu il nome affibbiatogli, era composta da un materiale appiccicoso e numerosi testimoni dell’epoca raccontano che i tetti delle case ne erano  pieni, quasi come se fossero innevati. Nonostante il fatto che la sostanza di distruggeva quasi subito, molte persone erano determinate a scoprire cosa fosse. Uno di loro era un giornalista del quotidiano fiorentino La Nazione: Giorgio Batini, scomparso nel 2009. Qualche anno prima della sua morte, durante un’intervista, disse che quel giorno del 1954 ricevette centinaia di chiamate per gli avvistamenti, così incuriosito guardò verso lo stadio, ma dagli uffici de La Nazione la visuale era coperta dal Duomo, così andò fino in cima al palazzo per vedere di cosa tutti stavano parlando. Affermò di aver visto delle “palle luccicanti” muoversi molto velocemente verso la cupola del Duomo. Dunque partirono le sue indagini. Andò in un bosco fuori città ricoperto da quella strana sostanza bianca e raccolse diversi campioni con l’uso di un fiammifero portandoli poi all’istituto di analisi chimica presso l’Università di Firenze. Quando arrivò scopri che molte altre persone avevano fatto lo stesso. Il laboratorio, guidato dal rinomato scienziato Giovanni Canneri, sottopose la sostanza ad analisi spettrografica e questa fu la sua conclusione:

Sostanza a struttura fibrosa, con notevole resistenza meccanica alla trazione e alla torsione. Al riscaldamento imbrunisce lasciando un residuo fusibile e trasparente. Il residuo fusibile spettograficamente mostra contenere prevalentemente: Boro, Silicio, Calcio e Magnesio. Sostanza a struttura macromolecolare probabilmente filiforme. In linea puramente ipotetica, la sostanza esaminata nella scala microchimica potrebbe essere: un vetro borosilicico.

Purtroppo questo non fornì alcuna risposta conclusiva e il materiale venne distrutto nel processo. Nessuno sapeva quale potesse essere il collegamento tra questa strana sostanza e gli UFO. Siamo di fronte a un fenomeno inspiegabile oppure anche questa volta tutto è stato ingigantito o mal interpretato? La scienza ha provato a fornire una spiegazione e afferma che lo spettacolo dei “Capelli d’angelo” era stato causato dai ragni migratori, piccoli aracnidi che costruiscono delle vere e proprie vele con cui si spostano di centinaia e migliaia di chilometri. Le ragnatele si collegano insieme e si forma una specie di grande agglomerato con i ragni che vi si spostano da un punto all’altro. L’avvistamento più incredibile è stato a 4.200 metri da terra, inoltre quando il sole brilla attraverso le ragnatele si crea un effetto “glitter”, lo stesso descritto dai tanti che raccontarono l’esperienza di quel giorno. Questa teoria è sostenuta dal fatto che settembre e ottobre sono proprio i mesi in cui i ragni migratori si spostano, tuttavia questa spiegazione non convince tutti, soprattutto chi quel giorno ha assistito in diretta all’evento. Una particolare motivazione per la quale la teoria dei ragni viene contestata, sta nell’analisi chimica dei campioni. La ragnatela è una proteina, un composto organico costituito da azoto, calcio, idrogeno e ossigeno, quindi non gli elementi trovati nei campioni che Batini e molte altre persone portarono all’università.

C’è però un altro materiale, prodotto questa volta dall’uomo, che ha proprio tutte le caratteristiche della sostanza misteriosa sia dal punto di vista chimico che della sua modifica di stato durante la caduta, si chiama chaff ed è un materiale che fu progettato per scopi militari verso la fine degli anni ‘30 come contromisura aerea per confondere i radar nemici.  Una volta espulso in volo e disperso in forma di nuvola dall’aeroplano che vuole ingannare l’avversario, il chaff genera un’onda elettromagnetica di riflesso che il radar nemico visualizza come se fosse il vero bersaglio da attaccare e colpire. La sua composizione chimica è assolutamente sovrapponibile a quella ottenuta da Canneri nel 1954 e inoltre il comportamento che ha è proprio quello di disgregarsi durante la caduta dal cielo e polverizzarsi al contatto, esattamente come avvenne a Firenze. Dunque se quella sostanza era chaff, allora gli UFO che videro migliaia di testimoni potrebbero essere stati aerei militari? Dobbiamo sottolineare che molti casi ufologici identificati che legano ricaduta di chaff ad avvistamenti UFO sono presenti nel famoso Project Blue Book, che raccolse i risultati di una serie di studi condotti sugli UFO dell’aeronautica militare statunitense tra il 1947 e il 1969. Inoltre in quel periodo, nel porto di Livorno, era attraccata la portaerei americana USS Lake Champlain (CV-39) con uno squadrone di aeroplani militari, che proprio tra settembre e ottobre del 1954 si esercitarono nei cieli italiani. Sottolineiamo anche di come gli aerei militari usati, dei  VF-84 Sidewinders, avessero una forma alquanto tozza, facilmente confondibile con UFO da delle persone che all’epoca non avevano mai visto un oggetto simile.

Oggi, più di sessant’anni dopo, le possibilità di determinare l’esatta causa dell’incidente sono scarse anche se l’ipotesi del chaff rimane la più probabile. Tuttavia a coloro che hanno potuto assistere allo spettacolo quel 27 ottobre 1954 non importa di tutte queste teorie o spiegazioni, essi sono convinti di aver visto UFO, non aerei e che quella sostanza fosse diversa da qualsiasi cosa presente qui sulla Terra. Tuttavia, anche se la soluzione degli UFO di Firenze, potrebbe essere stata trovata, esistono altre storie legate ad essa che esulano da racconti sugli extraterrestri. I teorici del complotto infatti sostengono che gli elementi fin qui raccolti dimostrano incontrovertibilmente che si trattò di tentativi sperimentali per mettere a punto le scie chimiche approntate presumibilmente una ventina di anni dopo, qui però entriamo in un discorso ben più ampio che tratteremo in futuro in un video a parte…

 
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Pubblicato da su 21 marzo 2016 in Contatti exraterrestri

 

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