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Poltergeist di Amherst – Disumane e mostruose sofferenze

Poltergeist di Amherst – Disumane e mostruose sofferenze

Alcune storie di fantasmi vengono tramandate nel corso del tempo a causa del terrore che queste entità evanescenti hanno portato nella vita di coloro che le hanno viste di persona. Nella maggior parte dei casi, i fantasmi risultano innocui e consistono in fugaci apparizioni dal vivo o molto spesso su pellicola, come se il loro compito fosse far sentire la loro presenza per un istante e poi svanire nell’ignoto senza tempo. Esistono poi i casi di poltergeist che sono tutta un’altra storia. Il poltergeist sembra concentrarsi intorno a un individuo e produce fenomeni fisici che in molti casi causerebbero gravi danni alle persone e agli oggetti e la storia che state per sentire riguarda proprio una di queste spaventose entità che per mesi ha tormentato una ragazza e la sua famiglia con i suoi assordanti rumori, orribili minacce e indicibili violenze. Il nome della povera vittima era Esther Cox, la sua storia sconvolse l’intera comunità e ad oggi rimane una tra le più inquietanti e strane della storia del Canada.

L’anno era il 1878 e il luogo era Princess Street ad Amherst, una piccola cittadina della Nuova Scozia, in Canada, che allora contava circa 2.000 anime. Esther Cox aveva diciannove anni e viveva in una piccolo cottage affittato insieme alla sorella Olive la quale si era sposata e aveva avuto due figli. Nella piccola e affollata abitazione c’erano anche altri due fratelli di Esther, Jennie e William, e John, il fratello del marito di Olive. La loro era una comunissima famiglia alle prese con la normale quotidianità, fin quando, nel tedio della vita di tutti i giorni, l’orrore colpì come un fulmine a ciel sereno, ma la causa non fu una forza paranormale, ma un mostro in tutto e per tutto umano! Esther venne quasi violentata da Bob MacNeal, un conoscente, nonché calzolaio del paese con una reputazione non troppo degna, di cui la povera ragazza ne era all’oscuro. Durante l’attacco, Esther riuscì fortunatamente a fuggire e se la cavò solamente con qualche lesione di lieve entità, tuttavia questa violenza nei suoi confronti sembrava in qualche modo aver aperto la porta per altri ulteriori attacchi… questa volta da parte di entità invisibili! Così la storia del poltergeist di Amherst ha inizio.

Sebbene la casa fosse già abbastanza affollata, non era raro che le famiglie affittassero alcune stanze per contribuire a pagare l’affitto. Walter Hubbell, un attore occasionale del tempo, è stato un affittuario proprio quando cominciarono a verificarsi i primi fenomeni soprannaturali, descrivendoli poi dettagliatamente nel libro The Great Amherst Mystery. Una notte, urla di terrore svegliarono tutti nella casa che si precipitarono nella stanza in cui Esther e Jennie condividevano il letto. Le ragazze erano certe di aver visto qualcosa che si muoveva sotto le loro coperte ed Esther inizialmente pensò fosse un topo. Venne esaminata l’intera stanza, ma del piccolo roditore nessuna traccia, a quel punto tornarono tutti a letto e la notte riprese la propria calma. La notte seguente, molteplici urla disturbarono tutta la famiglia. Esther e Jennie affermarono di aver sentito strani rumori provenienti da una scatola contenente degli scarti di tessuti tenuta sotto il letto, quindi presero la scatola e la misero al centro della stanza, poi successe l’inaspettato! La scatola schizzò verso l’alto e atterrò sul fianco rovesciando il suo contenuto provocando le prime urla delle due ragazze, poi un altro balzo della scuola fece nuovamente scaturire altre grida di terrore. Fino a questo punto, gli eventi potrebbero essere stati attribuiti alla fervida immaginazione delle due ragazze, in particolare a causa della recente e terribile esperienza di Esther per mano di Bob MacNeal, tuttavia la terza notte fornirà prove a tutti nella casa che qualcosa di fuori dall’ordinario stava succedendo in particolare intorno a Esther Cox. Quella sera la ragazza andò a letto presto lamentando leggeri malori, poi verso le dieci, anche Jennie andò a coricarsi. Pochi minuti dopo Esther scese dal letto andando al centro della stanza, strappandosi la camicia da notte e gridando: “Mio Dio, cosa mi sta succedendo? Sto morendo!”. Jennie sobbalzo a accese la lampada, poi cercò di riportare a letto la sorella che sembrava soffocare, stava lottando per respirare. Nel frattempo il resto della famiglia era sopraggiunto nella stanza di Esther e Jennie e guardavano con incredulità mentre il corpo della giovane, che era estremamente caldo, si gonfiava arrossendosi. Gli occhi di Esther si spalancarono e pianse dal dolore, temendo che sarebbe letteralmente scoppiata attraverso la pelle eccessivamente allungata. Poi, da sotto il letto, venne udito un rumore assordante, come se fosse un tuono, che scosse la stanza. Altri tre scoppi più rumorosi si susseguirono, dopodiché il gonfiore di Esther si affievolì e la ragazza cadde in un sonno veramente profondo. Quattro notti dopo, quegli eventi terrificanti si ripeterono: il gonfiore e la tortura fisica e psicologica di Esther non avevano una spiegazione, così come quegli assordanti rumori provenire da sotto il letto. Per cercare di dare una spiegazione all’assurdo, venne chiesto aiuto al medico locale Dr. Carritte che esaminò Esther e fu testimone di alcuni degli eventi più spaventosi di tutti.

Il primo giorno che il medico andò a visitare Esther, osservò con stupore il cuscino che si muoveva sotto la testa senza che nessuno lo toccasse. Sentì strani rumori provenire da sotto il letto senza però trovare una spiegazione. Vide le lenzuola scaraventate da una parte all’altra da mani invisibili e infine sentì un rumore di graffi, come se un attrezzo metallico stesse strappando l’intonaco, a quel punto guardò la parete sopra il letto e vide delle lettere che si stavano intagliando da sole sul muro che formarono la scritta “Esther Cox sei mia da uccidere”. Poi un pezzo di intonaco si strappò dal muro, volò in tutta la stanza e atterrò ai piedi del medico. Due ore dopo gli eventi cessarono. Il Dr. Carrite, armato di coraggio e curiosità, tornò il giorno successivo e ancora una volte fu testimone di manifestazioni ancora più inspiegabili. Pezzi di argenteria venivano scaraventati da una parte all’altra, rumori assordanti sembravano ora provenire dal tetto della casa, ma quando il medico indagò sembrava non esserci alcuna causa apparente. Di questi eventi, anni dopo, scrisse a un collega:

Anche le persone scettiche e oneste, alla luce di tutti quegli eventi, erano convinte che non poteva esserci frode o inganno. Dovrei pubblicare questo caso nelle riviste mediche, come suggerisci, tuttavia dubito che verrebbe preso seriamente in considerazione dagli altri medici. Sono sicuro che non avrei potuto credere a nulla se non avessi visto coi miei stessi occhi.”

Naturalmente, arrivati a questo punto, il medico non poteva fare nulla per risolvere i problemi che affliggevano Esther e la sua famiglia. Giorno dopo giorno la persecuzione continuava e diventava sempre più minacciosa e distruttiva. Incendi inspiegabili scoppiarono intorno alla casa, mobili si spostavano da soli, spilli apparivano dal nulla e si conficcavano nella faccia di Esther. Un giorno un coltello tascabile venne strappato di mano da un vicino di casa e si conficcò nella schiena della povera ragazza che era perseguitata da questa entità ovunque lei andasse. Un giorno, mentre era in chiesa, degli assordanti rumori rieccheggiarono in tutto l’edificio e quando scappò quei rumori cessarono. Non sapendo più cosa fare, disperata, Esther si allontanò trovando lavoro in una fattoria vicina, ma anche lì gli orrori non tardarono ad arrivare. Un giorno nel fienile della fattoria scoppiò un incendio e tutti puntarono il dito contro la ragazza che venne arrestata e condannata a quattro mesi di carcere, nonostante i suoi numerosi tentativi di rivendicare la sua innocenza. Fortunatamente venne rilasciata dopo solo un mese e l’attività poltergeist sembrava essere finalmente scomparsa. Negli anni seguenti Esther si sposò due volte e morì nel 1912 all’età di 53 anni portando con sé nella tomba uno dei casi di poltergeist più sensazionali d’oltre oceano.

Questa storia, come ogni altra storia che riguarda i poltergeist o in generale i fantasmi, è di certo al limite del credibile, ma come mi piace sempre affermare, il mistero di oggi è la scienza di domani e chissà se un giorno si troverà una spiegazione scientifica a tutti quei fenomeni che oggi giorno sono additati come vere e proprie bufale…

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Pubblicato da su 6 novembre 2017 in Maledizioni e possessioni

 

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Poltergeist di Rosenheim – Fantasmi o poteri psichici?

Poltergeist di Rosenheim – Fantasmi o poteri psichici?

Uno dei fenomeni più affascinanti e di certo controversi che riguarda il mondo dei fenomeni psichici e paranormali è quello del “Poltergeist”. La traduzione letterale dal tedesco di questa parola è “Fantasma rumoroso” e consisterebbe in energia cinetica che si manifesta da una fonte fisicamente sconosciuta. I testimoni di tali attività parlano spesso di oggetti che volano per la stanza, mobili che si spostano da soli, luci che vanno e vengono, suoni da fonti non determinate, come il bussare a una porta senza la presenza di nessuno, e persino attacchi fisici reali! Da quale fonte questa energia si manifesti è ancora oggi motivo di leggende e dibattiti tra i ricercatori paranormali e non e nel corso della storia sono numerose le storie di Poltergeist, alcune ritenute quasi sicuramente bufale, altre invece senza una spiegazione razionale.

Uno dei casi che ha sconvolto l’opinione pubblica per la sua particolarità e stranezza, nonché uno dei più documentati e conosciuti, è quello che è avvenuto negli anni 60 a Rosenheim, una cittadina dell’Alta Baviera, in Germania. Per svariati mesi, gli uffici dell’avvocato Sigmund Adam segnalarono bizzarri incidenti come oggetti che si spostavano da soli, chiamate misteriose e altre stranezze, un caso molto simile a quello del poltergeist di Enfield che sarebbe avvenuto solo dieci anni più tardi gli eventi di Rosenheim in Inghilterra e di cui abbiamo già ampiamente parlato in uno dei nostri video. Quest’ultimo caso è ancora oggi additato dai critici come una delle più grandi bufale mai create, altra storia invece per il Poltergeist di Rosenheim che avrebbe alcune prove schiaccianti che dimostrerebbero la sua veridicità.

Tutto iniziò nel luglio del 1967, quando i telefoni degli uffici dell’avvocato Sigmund Adam, ognuno dei quali aveva una sua linea telefonica, cominciarono a squillare insistentemente, centinaia di telefonate venivano registrate dalla centrale sebbene, apparentemente, nessuno usasse il telefono. In un primo momento si pensò ad un pessimo scherzo, ma più il fenomeno aumentava di intensità, più Adam si chiedeva se tutto ciò non fosse dovuto in realtà a un guasto tecnico. L’avvocato spazientito allora chiamò un tecnico che sostituì tutti i telefoni constatando anche che non c’era nessun problema sulle linee telefoniche degli uffici, tuttavia le misteriose chiamate continuarono incessantemente fino a quando, nel mese di ottobre, cominciarono ad affiancarsi altri fenomeni ancor più strani: Le valvole elettriche saltavano, le luci si accendevano e si spegnevano spontaneamente, le lampade al neon si bruciavano o si svitavano. A questo punto Adam si vide costretto a chiamare ancora una volta un tecnico e quando gli elettricisti vennero a controllare cavi e fusibili sembrava tutto nella norma finché non usarono un misuratore di tensione per determinare se ci fossero sbalzi di corrente. Vennero registrati enormi picchi di potenza che avrebbero dovuto spazzare via ogni singolo apparecchio elettronico nell’edificio, eppure nessun fusibile era stato bruciato o compromesso. Successivamente l’intero impianto venne sostituito con un generatore autonomo, ma sorprendentemente gli sbalzi continuarono anche dopo, a quel punto l’avvocato e tutto il personale che lavorava in quegli uffici letteralmente impazziti, erano con le spalle al muro dopo aver provato ogni genere di soluzione invano.

Gli strani fenomeni divennero noti in città fino ad arrivare all’orecchio del dott. Hans Bender, un noto parapsicologo che nel 1941 fondò a Strasburgo l'”Istituto di Psicologia Clinica” e nel 1950 a Friburgo in Brisgovia l'”Istituto per i territori di confine della psicologia e dell’igiene mentale”, che è tuttora il più grande istituto privato di ricerca in parapsicologia. Bender, insieme a due fisici, durante le sue indagini potè assistere ai lampadari che si muovevano da soli e alle rotazioni di quadri appesi alle pareti che a volte cadevano addirittura a terra. Con l’avanzare delle indagini fu installato un videoregistratore e si poté fotografare il dondolio delle lampade. Sorprendentemente per la prima volta nella storia si era riusciti a filmare un fenomeno di poltergeist. Durante le indagini i fenomeni non cessavano affatto: i cassetti si aprivano da soli, i soprammobili volavano via e una grande libreria del peso di oltre 180 kg si spostò dal muro di circa 10 centimetri. Gli uffici stavano subendo grossi danni, dunque l’avvocato Adam sporse una denuncia “contro ignoti”, dunque la polizia avviò un’ulteriore indagine per capire se qualcuno stesse sabotando gli apparecchi elettronici, ma non trovò nulla di sospetto.

Il dott. Hans Bender continuò le sue indagini fino a quando trovò un filo comune che sembrava collegare tutti gli incidenti che si verificavano in quegli uffici e lo trovò in una ragazza diciannovenne di nome Anne-Marie Schaberl, una dipendente che lavorava per l’avvocato. Sembrava che tutti gli incidenti avvenissero durante i momenti in cui la giovane era presente negli uffici e cessassero quando se ne andava. Durante gli ultimi mesi di “infestazione”, l’attività aumentò e ci furono numerosi avvenimenti che parevano provenire da forze esterne, tutti incredibilmente concentrati intorno ad Anne-Marie. Infine tutto cessò di colpo quando, nel mese di gennaio del 1968, Anne-Marie cambiò posto di lavoro lasciando lo studio dell’avvocato. Naturalmente la prima supposizione che si fece riguardava la proprio la ragazza, era stata forse lei ad orchestrare tutto per attirare l’attenzione? Dopotutto lei era una donna con un passato molto travagliato, con comportamenti isterici e un rapporto difficoltoso con la famiglia e con gli altri, per questo anche malvista dai suoi colleghi. Quasi tutti puntavano il dito contro Anne-Marie, si pensò anche che agì con l’aiuto di qualcuno, tuttavia non furono mai trovate delle prove che la incastrassero ed è proprio a partire da questo punto che alcune controverse teorie piuttosto interessanti prendono il largo.

Alcuni ritengono che il coinvolgimento di Anne-Marie non sia stato intenzionale, ma piuttosto si basa sulla teoria secondo cui un’attività poltergeist come quella di Rosenheim avrebbe una fonte piuttosto umana. Un esame psicologico della ragazza rivelò “labilità psichica, elevata eccitabilità, bassa tolleranza alle frustrazioni”. Si constatò quindi che gli incidenti avvenivano quando Anne-Marie era disturbata emotivamente. La giovane non era contenta del proprio lavoro e nel tardo pomeriggio, proprio quando avveniva la maggior parte delle numerose chiamate telefoniche, era disperatamente ansiosa di tornare a casa. Siamo ancora una volta di fronte agli incredibili poteri nascosti della mente umana? Purtroppo non ci sono le prove certe anche se questa spiegazione potrebbe trovar credito in numerose attività poltergeist documentate. Naturalmente gli scettici ritengono che fu tutto uno scherzo orchestrato da Anne-Marie che aveva un forte desiderio di attirare l’attenzione su di sé. Voci sulla ragazza dicono che ovunque lei andasse causava problemi simili a quelli dello studio dell’avvocato Adam, poi un giorno si sposò e non vennero riportati più incidenti, forse finalmente aveva trovato la pace con se stessa.

I bizzarri eventi accaduti a Rosenheim tra il 1967 e il 1968, di certo sono i più documentati tra le storie di attività paranormale. Sia che sia stata tutta una truffa, un caso di telecinesi o di vero e proprio poltergeist, questo caso ha fatto parlare molto di se e ancora oggi quegli eventi sono sotto esame sia dagli scettici, come prova che l’uomo è capace di architettare vere e proprie bufale a regola d’arte, sia dai sostenitori di teorie controverse, come prova che molto probabilmente il paranormale di oggi è la scienza di domani.

 
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Pubblicato da su 12 giugno 2017 in Maledizioni e possessioni

 

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L’esorcismo di Roland Doe – La vera storia del film “L’esorcista”

L’esorcismo di Roland Doe – La vera storia del film “L’esorcista”

Cosa si nasconde dietro quella patina sottile di ciò che conosciamo come realtà? Esistono per caso misteriose entità che hanno il forte desiderio di abitare i nostri corpi e le nostre menti? Nel corso della storia sono numerosissimi gli eventi che hanno visto necessario l’uso di esorcismi… Vere infestazioni demoniache, seri problemi mentali, in ogni caso è stato percepito il bisogno urgente di eliminare le entità che logoravano l’anima e l’integrità fisica di una certa persona. Uno dei più terrificanti veri esorcismi ruota intorno a un giovane ragazzo e la storia che vi stiamo per raccontare supera di gran lunga l’efferatezza degli esorcismi che vi abbiamo narrato nei video precedenti, tanto che ha influenzato la considerazione di esorcismo nella comunità pubblica. Esso è stato d’ispirazione anche per uno dei film più spaventosi della storia del cinema. Ecco la storia che ispirò il film “L’esorcista”.

Tutto inizia nel 1948 a Cottage City, una minuscola cittadina di poco più di 1000 abitanti nel Maryland. Qui viveva un giovane ragazzo di 13 anni noto solo con lo pseudonimo “Robbie Mannheim”. Figlio unico la sua era una famiglia tedesca luterana. Robbie era un ragazzo molto studioso e tranquillo, timido, riservato e senza amici tanto che i suoi compagni di gioco erano per lo più membri della sua famiglia, in particolare la zia Harriet. Sua zia era una spiritista e come tale possedeva vari oggetti occulti e maledetti, tra cui una tavola Ouija. Un giorno il ragazzo espresse il suo interesse per quella tavola e la zia fu estremamente contenta di fargli vedere come funzionava. I due trascorsero quasi l’intera estate a giocare con la tavola Ouija e il ragazzo divenne sempre più ossessionato da essa fino a quando, in un giorno del 1949, sua zia morì in circostanze misteriose e le cause della morte furono determinate come naturali. Robbie non solo aveva perso la zia, ma anche la sua migliore amica, dunque cercò di mettersi in contatto con lei attraverso la tavola. Proprio da questo punto la storia si veste di risvolti alquanto macabri e bizzarri.

Poco dopo la morte di zia Harriet, la famiglia iniziò a sperimentare sulla propria pelle una serie crescente di strani eventi inspiegabili. Inizialmente tutto era abbastanza innocuo come suoni di gocce d’acqua senza nessuna fonte apparente o lievi rumori di graffi sulle pareti. La famiglia non diede molto peso, fino a quando non ebbero problemi con l’impianto idraulico. A quel punto il padre di Robbie controllò le tubature da cima a fondo spaccando anche diverse sezioni di muro, ma tutto era perfettamente normale. Per un po’ tutti cercarono di ignorare quei rumori misteriosi, fino a quando gli strani eventi progredirono in maniera talmente spropositata da non poter più far finta di nulla! I suoni di graffi e di gocce d’acqua ora erano accompagnati da un rumore stridente di numerosi passi che molto spesso svegliavano la famiglia bruscamente nel mezzo della notte. Molti altri rumori si potevano sentire ad ogni ora del giorno come porte che sbattevano, qualcuno che bussava, spesso provenienti da dentro le mura o sotto il pavimento. In un secondo momento i rumori si trasformarono in vere e proprie attività poltergeist. Dagli oggetti più piccoli fino a pesanti mobili… Tutto cominciava a muoversi per conto proprio. Era per caso lo spirito di zia Harriet che stava cercando di stabilire un contatto o qualcosa di più sinistro?.

Gli eventi inquietanti non accennavano a fermarsi, giorno dopo giorno aumentavano di frequenza e la salute dell’intera famiglia venne messa in serio pericolo. I vetri si frantumavano, le immagini religiose, di cui la casa ne era piena dato che la famiglia era molto devota, cominciarono a tremare e spaccarsi al suolo. Il primo membro della famiglia ad accusare sul proprio corpo quei terribili eventi fu proprio Robbie. Un giorno si svegliò pieno di graffi e lividi senza nessun motivo apparente. Improvvisamente tutte le attività sembravano concentrarsi sul ragazzo. Un giorno la madre sentì degli strani rumori provenire da camera sua e quando aprì la porta lo vide sul letto in preda a pesanti convulsioni. Apparentemente l’entità che infestava la casa seguiva Robbie anche a scuola dove in almeno un’occasione il suo banco è stato visto muoversi da solo fino a rompersi. Tutto ciò deteriorò la personalità e il comportamento di Robbie. Il ragazzo normalmente tranquillo e timido cominciò a diventare aggressivo e incline all’ira, nonché violento nei confronti dei propri genitori. Più volte venne riferito che bestemmiava con una voce che sembrava essere di qualcun altro, a volte parlava addirittura in latino, una lingua che Robbie non conosceva minimamente. I genitori erano molto preoccupati per questo suo comportamento e lo portarono da svariati medici e psichiatri, ma dovunque andassero non si scoprì nulla di anomalo, era praticamente sano. Senza risposte concrete i fenomeni peggioravano sempre di più e la famiglia si rivolse infine alla chiesa chiamando il reverendo Luther Miles Schulze che inizialmente scettico decise di aiutarli.

Durante la permanenza del reverendo Schulze in casa di Robbie, poté sperimentare numerosi eventi strani descritti dalla famiglia in precedenza, dunque concluse che una forza malvagia dimorava la loro casa e in particolare era ossessionata dal giovane Robbie. Dunque eseguì un semplice rito luterano che non sembrò sortire nessun effetto. Il reverendo capì di aver a che fare con una forza troppo potente per lui e mandò la famiglia dal prete cattolico Edward Hughes. Egli riferì che quando vide per la prima volta il ragazzo notò uno sguardo cupo, come se non ci fosse nulla dietro i suoi occhi. Quando Hughes, durante una delle sue visite, mise la Bibbia sul tavolo di fronte al ragazzo, disse che la sua sedia cominciò a vibrare per poi levitare con lui ancora seduto. A quel punto il prete chiede al ragazzo “Chi sei?!” in latino e ricevette una risposta nella stessa lingua: “Io sono una legione”. La risposta inquietò il prete per due motivi. Il primo per il fatto che Robbie aveva capito il latino, il secondo che la risposta implicava che c’era più di una entità che risiedeva all’interno del giovane. A fronte di questo Hughes si convinse che l’esorcismo era l’unica via di salvezza per il ragazzo ma non era del tutto fiducioso nelle sue capacità dato che non aveva nessuna esperienza nel campo e questo sarebbe stato per lui il primo esorcismo. Per cercare di mantenere tutto sotto controllo, dovette andare con Robbie al Georgetown University Hospital, un ospedale gesuita, dove l’esorcismo sarebbe stato monitorato dai fratelli gesuiti. Appena il ragazzo varcò la soglia dell’ospedale divenne estremamente violento: urlava oscenità, tirava calci e pugni a ogni cosa e sputava in faccia alle persone. Gli infermieri furono costretti a trattenerlo con cinghie da polso per tutta la durata dell’esorcismo, ma questo non fece altro che rendere il ragazzo ancora più violento. L’ultima sera, Robbie, o qualsiasi altra cosa lo stesse controllando, durante un esorcismo riuscì a liberarsi da una delle restrizioni che aveva al polso, dopodiché strappò una delle molle del letto, una prodezza fuori dalla portata di un qualsiasi ragazzo della sua età, e quindi ferire Padre Hughes dal polso al gomito. La profonda ferita riportata portò ad annullare il rito e Robbie venne mandato a casa.

Nelle settimane successive furono svariati i preti che tentarono di esorcizzare il giovane Robbie e tutti andarono incontro a terribili esperienze. Molti preti dissero che durante gli esorcismi, il corpo del ragazzo si riempiva di lividi che a volte formavano della parole come “Hell” o “Evil”. Una volta, quando i sacerdoti stavano recitando una preghiera, la parola “HELLO” sarebbe apparsa sul petto di Robbie davanti ai loro occhi. A questo punto, dopo settimane di sforzi e oltre trenta esorcismi infruttuosi, i sacerdoti, in particolare un certo Padre Bowdern, stanchi e afflitti, decisero di provare un ultimo e disperato tentativo nel battezzare Robbie e costringendolo alla Santa Comunione. Essi erano convinti che se fossero riusciti a convertire il ragazzo al cattolicesimo, i riti di esorcismo avrebbero avuto effetto. Tuttavia quando venne presentata l’ostia della comunione il ragazzo si trasformò in una bestia gettando a terra tutti gli uomini presenti nella stanza con una forza sovrumana. Con gli ultimi sforzi rimasti i sacerdoti riuscirono a trattenere il ragazzo e infilargli l’ostia in gola frantumandosi le dita mentre Robbie masticava. Per parecchi giorni dopo la comunione non ci fu alcun cambiamento in Robbie, tuttavia un giorno accadde qualcosa di strano. Il ragazzo si svegliò  e con una voce chiara disse “Satana! Satana! Sono San Michele e tu, Satana e gli altri spiriti maligni vi ordino di lasciare il corpo ora”. San Michele non è nient’altro che l’Arcangelo che in origine si dice abbia gettato Satana dal cielo in esilio. Dopo questo bizzarro accadimento Robbie tornò improvvisamente il ragazzo tranquillo di prima. L’esorcismo era finalmente riuscito.

La  vera identità del ragazzo e il nome rimangono un completo mistero, oggi è conosciuto solo con gli pseudonimi di “Robbie Mannheim” e talvolta “Roland Doe”. In totale ci furono più di quaranta testimoni e ciò che sappiamo oggi lo dobbiamo a numerosi e dettagliati diari dei preti che hanno assistito a quelle terribili scene. La straordinarietà di questo caso ispirò molti romanzi e forse il più famoso è quello di William Peter Blatty che affascinato da tutta la storia scrisse “L’esorcista” da cui deriva il film omonimo considerato il film più spaventoso mai realizzato. Ma cosa è successo dunque a Robbie Mannheim? Era solo un’anima tormentata che implorava attenzione? Fu un’implosione mentale causata da un giovane psicologicamente disturbato? O c’è qualcosa di più… Potrebbe questo ragazzo essere stato davvero tenuto sotto l’influenza insidiosa di forze demoniache oltre la nostra realtà? Qualunque possa essere la risposta, questo caso continua a suscitare polemiche, dibattiti e discussioni ancora oggi. Probabilmente la verità non la sapremo mai con certezza e la risposta alla domanda se esistano davvero forze del male desiderose di impossessarsi del nostro corpo rimane sconosciuta

 
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Pubblicato da su 10 ottobre 2016 in Maledizioni e possessioni

 

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Poltergeist di Enfield – Il caso che scioccò l’Inghilterra intera

Poltergeist di Enfield – Il caso che scioccò l’Inghilterra intera

Nel 1977 una piccola e tranquilla casa a Enfield, un borgo situato nella parte settentrionale di Londra, ha occupato numerosi titoli dei giornali di tutto il mondo quando divenne il teatro di inspiegabili fenomeni paranormali. Tali fenomeni diventeranno in seguito quelli più documentati mai registrati nella storia del Regno Unito con oltre 30 testimoni oculari che hanno potuto documentare una storia davvero terrificante. Il libro più dettagliato che sia stato scritto sul caso di Enfield è “This house is haunted”, di Guy Lyon Playfair, un giornalista ed investigatore del paranormale. Inoltre da questa storia è stato tratta la serie TV “Enfield: oscure presenze” e anche il film uscito quest’anno: The Conjuging 2. Tra gli scettici e i sostenitori di questo caso la domanda è: fu questa una vera entità del mondo dell’inspiegabile o la presunta attività poltergeist potrebbe essere attribuita a interventi per così dire… Più umani? Ecco la storia del poltergeist di Einfield.

Tutto inizia la notte del 30 agosto 1977 in una casa popolare al 284 di Green Street. L’intera famiglia, composta da Peggy Hodgson, donna divorziata, con i figli Margaret, Janet, Pete e Jimmy, è ormai a letto da qualche ora quando un evento che scosse per sempre la loro vita era in agguato. Tutta la storia ruota intorno a Janet, la figlia di 11 anni, ed è proprio con lei che inizia tutto quella notte. La ragazzina, che condivideva la stanza da letto con la sorella Margaret, si sveglia di soprassalto nel cuore della notte mentre il suo letto stava tremando. Si mette ad urlare svegliando anche Margaret il cui anche suo letto comincia a scuotersi violentemente. Peggy viene svegliata dalle urla delle figlie e temendo il peggio corre nella loro stanza, ma proprio nel momento in cui entra i fenomeni che stavano terrorizzando Janet e Margaret cessano improvvisamente. La madre dunque pensò che si trattasse di uno scherzo organizzato dai suoi stessi figli e ritornò a letto dopo averli sgridati per lo spavento preso.

Il giorno dopo tutto trascorre normalmente e le due ragazze archiviano la faccenda come frutto della loro immaginazione anche se in cuor loro il terrore non si è dissolto completamente, terrore che aumenta esponenzialmente di notte quando tutte le luci sono spente e il buio pervade l’intera casa come se volesse nascondere un’oscura presenza. Quella sera, precisamente alle 21:30 Janet e Pete chiamano Peggy lamentandosi che qualcosa stava facendo uno strano rumore, come di trascinamento. Janet affermò di aver avuto la sensazione che una delle sedie nella stanza si fosse mossa da sola, dunque la madre sposta la sedia fuori dalla stanza e tranquillizza Janet, ma proprio quando sta per dare nuovamente la buonanotte ai figli, anche Peggy sente un rumore di trascinamento e accende le luci per vedere se era nuovamente uno scherzo orchestrato dai figli, ma dovette ricredersi quando vide la pesante cassettiera muoversi da sola senza che nessuno la toccasse. La signora Hodgson cercò di rimettere la cassettiera al suo posto ma era come fosse bloccata da una forza invisibile, dunque urlò ai bambini di uscire dai loro letti! Questa volta era veramente convinta che qualcosa di inspiegabile stava succedendo. Vedendo che le luci dei loro vicini erano ancora accese, gli Hodgson ancora in camicia da notte, corsero da loro per chiedere aiuto. A quel punto Vic Nottingham, il loro vicino di casa, perquisì la casa e il giardino ma non trovò nessuno, ben presto cominciò a sentire dei colpi sulle pareti che battevano a intervalli regolari. Alle 23:00 venne chiamata la polizia, anche loro ispezionarono la casa costantemente accompagnati dai quei battiti regolari. Non trovarono nulla di strano e dissero che quei rumori probabilmente erano causati da dei topi, ma lo stupore si stampò sui loro volti quando videro una sedia muoversi inspiegabilmente da sola. I due agenti firmarono una dichiarazione scritta per confermare gli eventi accaduti quella notte.

Nei giorni successivi gli strani eventi continuavano a susseguirsi senza dare nessun segno apparente di tregua. Piccoli oggetti presenti nella casa venivano scagliati contro i muri o peggio contro i membri della famiglia e quando venivano raccolti erano molto caldi. Questi attacchi continuarono per tre giorni al termine dei quali la famiglia chiese di nuovo aiuto, non solo alla polizia ma anche ai media locali, tuttavia nessuno sembrava essere in grado di fermare l’escalation di eventi. La signora Hodgson infine si rivolse alla stampa e il Daily Mirror inviò il reporter Douglas Bence con il fotografo Graham Morris i quali passarono diverse ore all’interno dell’abitazione. Durante la loro permanenza non successe nulla degno di nota, dunque decisero di andarsene… Erano quasi alla loro auto quando alcuni giocattoli in casa vennero scagliati da una forza invisibile. Il fotografo venne colpito da un mattoncino Lego mentre stava cercando di scattare una foto. Il giornalista capo del Daily Mirror, George Fallows, fu così colpito dalla storia raccontata dai suoi colleghi che suggerì a Peggy di rivolgersi alla SPR (Società per la Ricerca Psichica), così fece e venne chiamato Maurice Grosse, un suo membro, per indagare sulla vicenda. Grosse arrivò dagli Hodgson il 5 settembre, una settimana dopo l’inizio degli eventi. Nei giorni immediatamente successivi non si verificò nulla di straordinario. Poi, l’8 settembre, mentre Grosse e i giornalisti del Daily Mirror erano pronti per captare qualcosa, si sentì un rumore secco provenire dalla camera da letto di Janet. Quando salirono scoprirono che la sedia dal comodino era stata gettata a circa due metri di distanza. Janet dormiva al momento e nessuno aveva visto il movimento della sedia, ma quando lo strano evento si ripeté un’ora più tardi, il fotografo era pronto catturando infine l’evento su pellicola.

Il 10 settembre, il caso di Einfield occupò l’intera prima pagina del Daily Mirror e da quel giorno il caso divenne di interesse nazionale prima e mondiale poi, tanto che persino i famosi demonologi Ed e Lorraine Warren si interessarono alla faccenda. I fenomeni non sembravano placarsi, c’erano interferenze con la TV, guasti elettrici. I dispositivi sia video che audio dei reporter utilizzati per registrare le attività paranormali nella casa risultavano spesso danneggiati e non più utilizzabili. Al team di ricerca si aggiunse presto lo scrittore Guy-Lyon Playfair che insieme a Grosse trascorse i successivi mesi a studiare il caso, mesi in cui ogni notte si sentiva bussare alla pareti, i mobili scivolavano sul pavimento venendo a volte gettati giù per le scale, giocattoli e altri oggetti volavano da una parte all’altra della stanza, misteriose pozze d’acqua si formavano per terra e misteriosi incendi seguiti da un’estinzione spontanea comparivano in casa. La famiglia dovette fare i conti anche con casi di levitazione, Janet affermò di essere stata presa e scagliata via nella sua camera da letto da un’entità invisibile, come testimoniato da alcuni vicini o da queste foto. Janet sostenne che più volte le tende di camera sua avrebbero in qualche modo preso vita cercando di strozzarla avvolgendola intorno al collo, il tutto venne sostenuto da sua madre che più volte aveva assistito alla scena.

Tuttavia il fatto più sconvolgente doveva ancora accadere e riguardava ancora una volta la povera Janet, in qualche modo la sua voce a volte assumeva connotazioni quasi demoniache e spesso parlava con un’aspra voce maschile. La ragazza affermava di non aver nessun controllo sulla voce e quando parlava in quel modo cadeva in uno stato di trance. Un giorno l’intero team intervistò la giovane e fu proprio in quei frangenti che si scoprì l’origine di quella voce dal linguaggio osceno. Bill, questo diceva essere, ossia il precedente proprietario dell’abitazione deceduto proprio in quella casa e quando Grosse gli chiese se ricordava in che modo fosse morto, questa fu la sua risposta: “Sono diventato cieco… poi ho avuto un’emorragia e mi sono addormentato e sono morto su una sedia nell’angolo al pianterreno”. Alcuni mesi dopo, Grosse fu contattato da Terry Wilkins, il cui padre, Bill, aveva vissuto nella casa degli Hodgson prima che questi ultimi vi si trasferissero. Quando gli fu fatta ascoltare la registrazione in questione, confermò che la “voce” aveva descritto le esatte circostanze della morte di Bill Wilkins. La cosa straordinaria era che nessuno degli Hodgson era a conoscenza di questo Bill. Ora starete pensando che l’intero caso sia stata una semplice messa in scena a sfondo economico, la famiglia Hodgson non viaggiava in buone acque in quel periodo, eppure la parte più inquietante di questa storia, ossia la voce di questo presunto Bill, è stata registrata più volte come potete sentire da questo estratto: [REGISTRAZIONE JANET/BILL]

Psichiatri e medici locali furono attirati da questa storia e visitarono Janet per capire se stava cominciando a sviluppare una seconda personalità o se ci fosse davvero un’entità paranormale al suo interno. Svariati logopedisti dissero che la voce così grave di Janet provenisse da una seconda serie di corde vocali che tutti hanno. Gli attori possono essere addestrati a parlare con questi falsi accordi, ma può essere un processo molto doloroso, inoltre per mantenere questa voce per ore porta incontrovertibilmente ripercussioni sulla normale voce e Janet sembrava non esserne colpita. La ragazza trascorse sei settimane al Maudsley Hospital dove venne sottoposta a numerosi test per individuare eventuali segni di squilibri mentali, ma non venne trovato nulla di anomalo e la cosa curiosa è che durante quel periodo l’attività poltergeist cessò. Quando Janet tornò a casa vennero inviati dal SPR due parapsicologi, John Beloff e Anita Gregory, convinti che tutte le attività derivassero niente meno che dall’inganno di tutta la famiglia e durante la loro visita avrebbero visto Janet barare. Era stata allestita una videocamera esterna che puntava la camera di Janet e registrò la ragazza nel tentativo di piegare cucchiai con le mani, così come rimbalzare su e giù dal suo letto facendo movimenti svolazzanti con le mani. Janet ammise di aver fatto questo sostenendo che voleva  cercare di mandare via i giornalisti che assediavano la casa in attesa dei fenomeni o, secondo altre fonti, per vedere se gli investigatori se ne sarebbero accorti…

Nei mesi successivi gli eventi si placarono e la famiglia Hodgson ricominciò a vivere una vita normale. Lo scetticismo che gira intorno a questa storia è molto alto anche se Maurice Grosse e la maggior parte dei testimoni oculari si dichiararono convinti della natura paranormale della vicenda. Infine un’ultima curiosità: nel 2003 Peggy Hodgson muore per un cancro al seno. Muore in quella casa… Proprio sulla stessa sedia dove morì Bill Wilkins. Ora l’abitazione è occupata ancora da una madre divorziata con quattro figli… La storia è destinata a ripetersi?

 
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Pubblicato da su 18 luglio 2016 in Maledizioni e possessioni

 

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Hoia Baciu – Una foresta spaventosa

Hoia Baciu – Una foresta spaventosa

Ancora oggi il nostro pianeta non smette di sorprenderci. Ogni angolo della Terra offre una sorta di peculiarità naturale la cui origine rimane un mistero. Alcuni di questi siti sono difficili da raggiungere, altri invece sono mete turistiche molto frequentate. Il nostro mondo oggi è ancora ricco di misteri a cui gli scienziati stanno cercando di fornire una risposta. In questo video vi parleremo di un luogo, in particolare di una foresta non molto famosa nel mondo ma molto conosciuta dagli abitanti della zona. Pubblicazioni prestigiose come la rivista Travel & Leisure o la BBC l’hanno inclusa fra le foreste più interessanti e infestate del pianeta. La sua fama continua oggi ad attrarre turisti di tutto il mondo e di tutti i ceti sociali, il suo nome è Hoia Baciu.

La foresta di Hoia Baciu si trova vicino a Cluj-Napoca, una delle città più popolose della Romania. Si estende su una superficie di oltre 250 ettari e spesso è indicata come il Triangolo delle Bermuda rumeno. Hoia Baciu deve la sua reputazione per la serie intensa di attività paranormali ed eventi bizzarri. I rapporti includono avvistamenti di fantasmi, sparizioni e apparizioni inspiegabili, volti che appaiono nelle foto che non erano visibili a occhio nudo, strane voci e a partire dagli anni 70 persino avvistamenti di strani oggetti nel cielo. I visitatori della foresta spesso riferiscono intensi sentimenti di ansia e la sensazione di essere costantemente osservati. Inoltre la vegetazione locale risulta alquanto strana, come se provenisse da una storia di finzione, con alberi dalla forma strana e carbonizzazioni inspiegabili su gran parte dei rami e sebbene la foresta sia vecchia di oltre due secoli, i suoi alberi alberi appaiono alla vista giovani e dagli arbusti sottili. Sono decine le storie che si narrano su Hoia Baciu, ma l’evento considerato da tutti il fattore scatenante della sua fama riguarda un pastore scomparso nella zona con un intero gregge di 200 pecore. Per giorni gli abitanti dei villaggi limitrofi setacciarono l’area, ma dell’uomo e dei suoi animali nessuno seppe più nulla. La maggior parte delle persone che vivono nei pressi della foresta ha paura a raccontare ciò che accade all’interno e soprattutto ha il terrore di entrarvi a causa di storie e leggende che si sono tramandate nel corso degli anni. Essi credono che chi visita il sito non potrà mai più tornare a casa. Molti degli abitanti del luogo che hanno avuto il coraggio di avventurarsi nel bosco, hanno lamentato danni fisici che comprendevano eruzioni cutanee, nausea, vomito, emicranie, ustioni, graffi, ansia e altre sensazioni insolite. Inoltre, i dispositivi elettronici hanno dei malfunzionamenti quando introdotti nella foresta. Alcuni investigatori del paranormale hanno associato questi strani malfunzionamenti con attività soprannaturali e diverse persone credono invece che Hoia Baciu sia in realtà un portale per un’altra dimensione. Nel corso della storia gli strani racconti su ciò che accade tra quegli alberi si sono moltiplicati e molti narrano di persone che entrano nella foresta per poi vivere dei veri e propri buchi temporali. La storia più famosa narra di una bambina di 5 anni che si perse all’interno di quel bosco, venne poi rinvenuta 5 anni più tardi con indosso gli stessi vestiti e senza il minimo segno di invecchiamento. Per qualche strano motivo la bambina era convinta fossero trascorse appena poche ore. Un’altra donna scomparve per diverso tempo per poi ricomparire dopo giorni con in tasca una moneta del quindicesimo secolo, ignorando di essere stata via per così tanto tempo.

Hoia Baciu era ormai sulla bocca di tutti in Romania, ma diventò famosa in tutto il mondo solo verso la fine degli anni 60 grazie al biologo Alexandru Sift che dopo aver visitato Hoia Baciu da giovane fu a sua volta vittima di un malore che lo accompagnò per due settimane con febbre e ustioni su tutto il corpo. Ha trascorso la sua vita a indagare sui misteri della foresta deciso a far luce su quanto accadutogli personalmente. Le foto da lui scattate sono fra le più incredibili: strani bagliori, oggetti volanti non identificati, umanoidi, sagome dai contorni non definiti e alberi senza foglie che crescono in spire ovoidali. Il 18 agosto del 1968, un tecnico militare di nome Emil Barnea fotografò un altro un disco volante che volteggiava sopra la foresta. A partire dagli anni 70 la zona divenne un focolaio di avvistamenti UFO e luci inspiegabili. Hoia Baciu divenne ben presto nota per l’ingente attività di accadimenti paranormali e molta gente cominciò ad assistere a numerosi eventi strani tra quegli alberi. Il fenomeno più comune è l’improvvisa comparsa di misteriose sfere di luce. La gente inoltre riferisce di apparizioni strane e di udire spaventose voci femminili rompere il silenzio. Ci sono molti casi di persone che affermano di essere stati graffiati da una qualche forza maligna e tutte queste cose accadono senza alcuna spiegazione ragionevole. Oggi, molti racconti che riguardano questa foresta narrano di strani fenomeni paranormali che sono stati registrati e studiati per quasi 50 anni. Si dice che quel posto sia infestato dai fantasmi delle persone che nel corso della storia sono state uccise nella zona. Le anime tormentate sarebbero intrappolate all’interno dei confini di Hoia Baciu e infuriate per questa situazione. Sono centinaia gli avvistamenti di strane figure tra gli alberi e la gente che abita nei dintorni della foresta e ci passa di fianco riferisce la costante sensazione di essere osservata. Più di recente, l’energia paranormale della foresta sta assumendo la forma di attività di poltergeist. In una serie televisiva sul paranormale, un investigatore venne graffiato e gettato a terra da una forza invisibile. Le persone affermano inoltre di vedere luci inspiegabili brillanti provenienti dall’interno dei boschi. Questa attività paranormale sembra essere concentrata in una radura della foresta nella quale vi è una zona morta di vegetazione, un cerchio quasi perfetto nel bosco dove nulla mai cresce. Vennero persino presi dei campioni del suolo per essere analizzati, ma i risultati dimostrarono che non vi è nulla nel suolo che dovrebbe impedire la crescita di vegetazione. Gli abitanti del posto considerano questo altopiano circolare nel profondo della foresta la “casa” di questi fantasmi. Le foto scattate qui hanno rivelato numerose silhouette dalla forma umana.

UFO, una zona di vegetazione morta, luci senza una fonte logica, attività di poltergeist, EVP e malfunzionamenti di aggeggi elettronici sono gli aventi paranormali documentati in questa foresta raccapricciante. Mentre alcune delle storie su questo luogo leggendario possono essere esagerate, è difficile ignorare il fatto che qualcosa che noi ancora non possiamo capire completamente sta accadendo in questa foresta. Molte persone che vivono vicino a Hoia Baciu hanno riferito di aver visto numerose di sfere di luce provenienti dagli alberi. Gli specialisti di tutto il mondo sono affascinati da questa foresta. Ricercatori provenienti da Germania, Francia, Stati Uniti, e Ungheria vengono per studiarne i misteri con strumenti professionali. Quando si utilizzava un rilevatore termico in presenza di queste luci misteriose, esse non sembrano produrre alcuna traccia termica. Alcuni sono riusciti a catturare manifestazioni bizzarre su pellicola, tra cui volti e apparizioni e alcuni di questi sono stati visti anche a occhio nudo.

Non possiamo dire con certezza se tutto questo sia vero o no, ma se siete abbastanza coraggiosi potete sempre visitare Hoia Baciu per poterlo scoprire con i vostri stessi occhi…

 
 

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Film maledetti – La Hollywood degli orrori

Film maledetti – La Hollywood degli orrori

La parola maledetto per definizione è lo stato di disgrazia con delle conseguenze negative e sfortunate che perseguitano una persona o un oggetto e tutti coloro che gli stanno intorno. Può darsi che siano solo coincidenze dato che non ci sono le prove concrete per affermare che un oggetto o una persona siano maledetti, eppure la sequenza di eventi sfortunati, e soprattutto la quantità di morti in circostanze misteriose che sono legate ad alcuni oggetti, è così lunga che affermare che si tratti di coincidenze sarebbe quasi un atto di fede ed una sfida alla statistica. Nel mondo ci sono molti oggetti considerati maledetti: pitture, giocattoli e persino luoghi, ma oggi vi parleremo di un’altra categoria, quella dei film. Sappiamo che Hollywood, essendo un industria di ingenti guadagni, è anche un lugubre posto dove spesso e volentieri le persone non hanno scrupoli quando ci sono di mezzo i soldi e la fama, eppure  sarà per pura scaramanzia o sarà perché veramente credono che ci sia una maledizione, ma molti attori e produttori quando si parla anche solo di fare un remake di alcuni dei film che stiamo per raccontarvi adesso, rifiutano qualunque coinvolgimento diretto o indiretto.

  • Poltergeist

Scritto da Steven Spilberg e diretto da Tobe Hooper. Il primo film è uscito nel 1982 e ha avuto così tanto successo che sono stati prodotti altri due sequel. Il film parla della storia della famiglia Freeling, sconvolta da una serie di eventi paranormali che si verificano nella loro casa in California. Nel film la famiglia viene perseguitata da spettri e addirittura la piccola Carol-Anne Freeling, interpretata da Heather O’ Rourke,  viene rapita. La presunta maledizione che nacque intorno a questo film fu soprattutto per colpa della morte di diversi membri del cast. Cinque sono gli attori morti durante o dopo aver girato uno dei film della trilogia. Will Sampson, un nativo Americano che faceva la parte di uno spirito buono in Poltergesit II, non sopravvisse a un trapianto e morì nel 1987 all’età di 53 anni. Julian Beck, che faceva la parte di uno spirito cattivo sempre in Poltergeist II, morì per cancro allo stomaco all’età di 60 anni. Lou Perryman, uno dei più veterani della trilogia che faceva la parte di Pugsley in Poltergeist I, venne ucciso a colpi di ascia da un ex galeotto nella sua casa di Austin in Texas nel 2009. Ma sicuramente le morti che diedero al film l’infame notorietà di film maledetto riguardano quelle di Dominique Dunne e Heather O’Rourke. Dominique, che nel primo Poltergeist faceva la sorella maggiore di Carol-Anne, è stata strangolata dal suo ex fidanzato  John Thomas Sweeney durante una furibonda discussione sulla loro storia amorosa che Thomas di rifiutava di concludere. Dominique morì all’età di 22 anni. Heather, la protagonista di tutta la trilogia, morì all’età di soli 12 anni per arresto cardiaco e shock settico causato da stenosi intestinale nel febbraio del 1988, poco dopo l’uscita nelle sale dell’ultima parte della trilogia. Un dato alquanto macabro è che durante le riprese del primo film vennero utilizzati degli scheletri reali perché all’epoca costavano meno rispetto alle repliche, coincidenza alquanto bizzarra perché Poltergeist tratta appunto di spettri che non riescono a riposare in pace e perseguitano coloro che hanno osato profanare il loro luogo di riposo. Quest’anno è uscito un remake del primo Poltergeist. Chissà cosa riserva il destino agli attori .

  • Atuk

Parlare di Atuk come film maledetto sarebbe tecnicamente errato dato che in effetti non è mai stato realizzato nessun film e vi racconteremo il motivo. La sceneggiatura di Atuk è stata scritta da Peter Gwzovsky ed è tratta da un romanzo di Mordecai Richler del 1963 il cui vero titolo è “L’incomparabile Atuk”. Atuk (anziano in lingua Inuit) è un amichevole Eskimo che decide di cambiare stile di vita e passa dal suo igloo, dalla caccia alle foche e dai combattimenti con gli orsi polari, alla giungla urbana di Manhattan a New York. Doveva essere un film umoristico e satirico c’entrato sul razzismo e la vita moderna dove Atuk si trovava in situazioni improbabili quanto singolari. Come potete comprendere, il problema più grande per la realizzazione del film era la scelta del protagonista. La prima vittima di Atuk fu il grande comico Jhon Belushi il quale dopo aver letto la sceneggiatura nel 1982 vi rimase folgorato ed entusiasta dall’idea di interpretare tale personaggio, ma una settimana dopo aver firmato il contratto, Belushi morì per overdose(anale) di “Speedball”, non  ossia un cocktail letale di eroina e cocaina. Nel 1987 i produttori ritornarono alla carica e questa volta decisero di offrire il ruolo all’eccentrico attore e comico televisivo Sam Kinison, il quale in passato era stato anche predicatore in una chiesa evangelica. Sam firmò il contratto e insieme alla troupe riuscì a girare anche qualche scena del film, ma ben presto la personalità eccentrica a volte irritante dell’attore e quella irascibile dei produttori collidero, così Kinison decise di abbandonare il progetto. La maledizione lo colpì nel 1992 quando la sua Pontiac Firebird venne investita in pieno da un pick up guidato da un adolescente ubriaco. A bordo della pontiac, oltre all’attore, c’era anche sua moglie Malika Souiri che sopravvisse per miracolo all’incidente. Nel 1994 i produttori, forse incentivati dal motto “la terza volta è quella buona” decisero di contattare John Candy il quale si trovava nella città di Durango in Messico a girare il film Wagons East, una parodia dei film Western.  Un mese prima di iniziare le riprese di Atuk l’attore venne trovato morto nella sua camera la causa: infarto. Sempre nel 1994 inoltre Murray O’Donoghue, che era amico sia di Belushi che di Kinison e che aveva contribuito nella scrittura di alcune scene di Atuk, morì a causa di un emorragia cerebrale. Un produttore indipendente nel 1997 comprò i diritti del film e riuscì a contattare un attore di spicco, il famoso Chris Farlay, ma come potete immaginare proprio una settimana prima di girare il film, morì per overdose. Da allora nessuno ha più osato produrre questo film.

  • The Omen

The Omen, uscito in italia nel 1976 come “Il presagio”, è considerato uno dei film horror più belli di sempre e che vi consigliamo di guardare. La trama di per se è da brividi, senza anticiparvi altro, possiamo dirvi che tratta del figlio dell’Anticristo. Il film è stato diretto da Richard Donner il quale ha più volte ammesso che gli incidenti, le coincidenze e le morti che sono capitate durante le riprese del film, forse cono ancor più agghiaccianti del film stesso. L’aereo dove si trovava uno dei protagonisti principali, Gregory Peck, durante il viaggio dagli Stati Uniti verso l’Inghilterra venne colpito da un fulmine! Identico fu l’incidente subito dall’aereo del produttore esecutivo del film, Mace Neufeld e persino lo sceneggiatore David Seltzer disse che durante il viaggio attraverso l’atlantico il suo aereo venne colpito da un fulmine. In tutti e tre i casi non ci furono delle conseguenze, anche perché spesso succede che i fulmini colpiscono gli aerei in volo, in questo caso però forse il destino li aveva solo avvertiti di ciò che sarebbe capitato dopo. Altri sfortunati eventi colpirono anche agli altri membri dello stuff, per esempio la stazione metropolitana di Green Park a Londra dove si recava la troupe venne colpita da un attentato terroristico del gruppo radicale IRA. Un altro attentato quasi mortale avvenne nel ristorante prenotato da Neufeld e anche in quell’occasione gli attentatori erano membri del’IRA. Per miracolo non ci furono conseguenze mortali per i membri della troupe. Un altro sfortunato aneddoto riguarda l’aereo prenotato dall’agenzia degli studios perché il regista voleva riprendere delle immagini di Israele dall’alto,  ma proprio il giorno prima che venisse utilizzato per le riprese durante il suo ultimo volo commerciale, l’aereo ebbe dei guasti. Infatti poco dopo il decollo l’aereo si schiantò e tutte le persone a bordo morirono nell’esplosione. Ci sono molte altre storie legate direttamente e indirettamente al film, ma senz’altro l’evento più traumatico vissuto dall’attore principale Gregory Peck fu la morte di suo figlio Jonathan Gregory Peck. Jonathan stava attraversando dei momenti psicologici molto delicati soprattutto perché considerava se stesso come una brutta copia dell’ombra di suo padre. Lo stress e i fallimenti portarono Jonathan a commettere un atto disperato. Proprio quando suo padre si trovava in Europa per girare il film Omen, Jonathan si sparò alla testa. Purtroppo però questo non fu l’evento più incredibile di tutti,   infatti un ultimo capitolo di questa saga infinita dell’horror doveva essere scritto. Il 13 di Agosto del 1976 il supervisore degli effetti visivi del film, John Richardson, stava viaggiando con la sua assistente Liz Moore su una strada nei Paesi Bassi, quando all’improvviso perse il controllo della vettura. Lo schianto fu di una violenza tale che la ragazza che lo accompagnava venne decapitata da una lastra di metallo e per pura fatalità del destino, quando Richardson quasi in fin di vita uscì dalla macchina, si guardó attorno in cerca d’aiuto ma non c’era nessuno a soccorrerlo, c’era solo un cartello beffardo ed agghiacciante:siete lontani da  66.6 km. Pochi minuti dopo morì. A proposito, se guardate il calendario , il 13 di Agosto del 1976 era un venerdì.

Per concludere vogliamo parlarvi di un film che è stato per molti anni dimenticato e che, aldilà della trama, porta con se una storia triste che ci deve far riflettere. The Conqueror o in italiano “Il conquistatore” è un film del 1956 Diretto da Dick Powell e prodotto dal magnate Howard Hughes. Questo film era uno dei più ambiziosi della sua epoca e tratta della vita del condottiero e sovrano mongolo Gengis Khan. Le aspettative per il film erano elevate e per renderlo ancor più epico venne scelto come protagonista la leggenda vivente John Wayne. Su decisione del megalomane Howard, la location per girare la pellicola doveva essere più realistica possibile e venne scelto il deserto di Escalante vicino a St. George (Utah) come scenario per emulare le steppe della mongolia, ma questa decisione si rivelerà a dir poco fatale perché il deserto scelto era utilizzato dal governo Americano per fare i test nucleari. Le conseguenze come potete immaginare sono state disastrose. Tra le 220 persone che facevano parte del cast, 91 di esse anni dopo furono affette da svariate forme di cancro e tumori cerebrali causati alle radiazioni. John Wayne, il protagonista, sviluppò il cancro ai polmoni e allo stomaco e morì nel 1979. Come se non bastasse il film fu un disastro anche dal punto di vista commerciale, infatti venne duramente attaccato e sepolto dalla critica e ora è ricordato come uno dei peggiori film mai realizzati. Questo ci deve far riflettere su quanto la stupidità umana e l’incompetenza siano molto più pericolose di qualunque maledizione.

 
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Pubblicato da su 29 giugno 2015 in Maledizioni e possessioni

 

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