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Edward Mordrake – La strana malattia dietro la leggenda

Edward Mordrake – La strana malattia dietro la leggenda

Lo strano caso di Edward Mordrake viene considerato dalla storia della medicina come un caso tanto curioso quanto inquietante. Purtroppo però questa interessante storia è stata terribilmente condita da sensazionalismi, storie popolari e leggende. Ci sono veramente poche informazioni certe per garantirne ogni dettaglio e i dati che sono giunti fino a noi sono raramente affidabili, ma nonostante tutto, questa storia insieme alla condizione di questo personaggio teoricamente vissuto nell’ottocento, vale sicuramente la pena raccontarla perché, sebbene in proporzioni minori e con meno risonanza mediatica, questo stesso caso si è verificato più e più volte in epoca moderna. Edward Mordrake era un borghese inglese affetto da una condizione congenita chiamata diprosopia. La sua posizione aristocratica, la straordinaria situazione della malformazione e la morte dopo la sua drammatica testimonianza è stato un cocktail perfetto per creare la sua leggenda. Questa è la storia di Edward Mordrake, così come viene tramandata da tanti, tanti anni.

SECONDO LA LEGGENDA

Edward è nato nel XIX secolo in una data imprecisa. Presumibilmente era figlio della contessa di Darlington e Sir William Pitt Mordrake, ma Edward non ammise né rivendicò mai il suo vero titolo nobiliare. Le persone comuni che già di per se odiavano gli aristocratici, avevano trovato in Edward, nato con una malformazione fisica, una valvola di sfogo a tutte le proprie frustrazioni, infatti Edward veniva costantemente preso di mira… era odiato dal popolo perché aristocratico e preso in giro da tutti per la sua malformazione. Di lui si raccontavano storie, veniva ricordato come una specie di orco, un mostro deforme con due teste e una forza sovrumana, infatti la caratteristica della malattia con cui era nato Edward era quella di avere una seconda testa, posizionata sulla nuca. Non è ben chiaro fino a che punto questa testa fosse funzionale o cosciente, si dice che spesso si muovesse, forse per flessioni nervose involontarie che Edward aveva, ma tanto bastò per far sì che le persone inventassero altre storie. Si racconta infatti che la faccia posteriore fosse in grado di sorridere o di essere triste, a seconda del sentimento che in quel momento provava Edward Mordrake, la cosa particolare però è che la testa invece di riflettere i sentimenti provati da Edward, in realtà rappresentava tutto il contrario. Quando il povero Edward era felice, la sua faccia posteriore era molto triste, ma quando Edward era triste, la faccia sorrideva. Ovviamente la maggior parte delle volte per non dire quasi sempre, la testa sulla sua nuca era divertita e felice e soprattutto durante le notti si dice ripetesse tutte le frasi dette dalle malelingue durante il giorno, rendendo di fatto l’esistenza di Edward un inferno.

Il giovane aristocratico aveva chiesto più volte ai medici di estirpargli la deformità che lo rendeva bersaglio di mille dicerie,  ma ciò non si verificò mai e con solo ventitré primavere vissute, Edward decise di porre fine alle proprie sofferenze togliendosi la vita e si impiccò sul balcone di un appartamento che aveva affittato. Sulla sua carta di addio scrisse che non voleva essere sepolto con l’altra faccia, perché non voleva più sentirla sussurrare nell’oscurità e così finalmente trovare la pace. Questo gesto non fece altro che alimentare la sua storia e la sua macabra leggenda. Edward Mordrake l’uomo che aveva due facce. Questa storia è stata tramandata durante i secoli, ma la sua autenticità è tinta da sfumature di superstizione e leggende metropolitane, infatti secondo alcuni studi l’ideatore di questo personaggio sarebbe lo scrittore e poeta Charles Lotin Hildreth, il quale pubblicò un articolo sul Boston Sunday Post l’8 dicembre 1895 dove parlava di personaggi aventi diverse deformità, fra questi vi era presente appunto Mordrake. L’articolo fu un vero e proprio successo tanto che venne replicato su diversi altri giornali nei giorni successivi come il Parsons Daily Sun l’11 dicembre o il The Decatur Herald il 14.

L’articolo di Charles era intitolato “Le meraviglie della scienza moderna: alcuni mostri semi umani che si credeva fossero la progenie del diavolo”, nell’articolo vengono nominati degli essere mostruosi e, sempre stando alle parole di Charles, erano presi direttamente da vecchi rapporti scientifici della Royal Scientific Society. Fra questi personaggi c’erano “La donna pesce di Lincoln”, una donna che al posto delle gambe aveva la coda di un pesce, vi era anche un essere umano descritto come metà umano e metà granchio perché possedeva al posto delle mani e delle gambe delle chele enormi. Un altro personaggio dell’articolo era “Il ragno di Norfolk”, un ragno particolarmente grande che aveva sei zampe e una testa umana… e così via con altri personaggi fra cui anche Mordrake. Il caso di Mordrake in effetti è stato nominato in un libro di scienza scritto dagli americani George M. Gould e Walter L. Pyle. nel libro intitolato “Anomalie e curiosità della medicina”, in cui viene raccontata tutta la storia che vi abbiamo anzi illustrato. Per colpa di questo libro il caso di Mordrake è stato considerato completamente reale per diversi anni, salvo poi scoprire che il libro è stato pubblicato nell’ottobre del 1896, un anno dopo l’articolo di Charles Lotin. Inoltre nel libro venivano ripetute tutte le parole dell’articolo e secondo gli scrittori le fonti di tale storia erano di origini profane. Il mistero è stato svelato da diversi anni dunque, ma è davvero tutto inventato?

CASI REALI

Sebbene la storia di Edward Mordrake con molta probabilità sia inventata, di certo la patologia descritta non lo è, infatti nell’arco della storia si sono verificati casi simili. La diprosopia è una sindrome causata da un difetto genetico che comporta una rara malattia, ovvero la duplicazione di alcuni componenti della testa. Di solito sono alcune parti specifiche come gli occhi o il naso, però delle volte viene replicata l’intera testa. Purtroppo, i bambini con diprosopia di solito non sopravvivono più di pochi minuti o poche ore dopo la nascita per questioni puramente anatomiche, tuttavia ci sono alcuni casi straordinari come quello del messicano Pascual Piñón vissuto fra il XIX e il XX secolo. Pascual morì all’età di 40 anni e durate la sua esistenza divenne un artista circense operante principalmente nel Sells Floto Circus per via della sua peculiare situazione. Anche se molti sostengono che egli soffrisse della sindrome di gemelli congiunti, questa teoria non è mai stata confermata. Altri casi più moderni, ma meno fortunati, sono quelli di  Hope e Faith Howie, morte l’8 maggio 2014, dopo soli diciannove giorni di vita a causa della diprosopia. In effetti questa patologia spesso viene confusa con quella dei gemelli congiunti, ma hanno origini diverse dato che la diprosopia non è causata dalla mancata disgiunzione di due gemelli, ma è dovuta ad un malfunzionamento di una proteina denominata Sonic Hedgehog, che provoca una scorretta formazione delle ossa facciali e perciò replica diverse parti della testa. Fino ad oggi si contano solo una cinquantina di casi di duplicazione craniofacciale ufficialmente riconosciuti. Purtroppo i finanziamenti per scoprire le cause del malfunzionamento della proteina Sonic Hedgehog sono molto scarsi e non sono stati fatti molti progressi fino ad oggi.

Nel mondo ci sono ancora diverse persone con malattie ancor più rare e incredibili di quella di Edward. Questo caso, seppur inventato, ci da diversi spunti di riflessione. La terribile storia di Mordrake non deriva dalle malformazioni, quanto dalla crudeltà delle persone nel giudicare chi è stato semplicemente meno fortunato e questo si che è un fatto reale. D’altronde la società descritta da Charles Lotin era dell’800, una società fortemente dominata da valori retrogradi e ignoranti e da persone che non perdevano occasione quando si doveva attaccare chi era diverso sia fisicamente o mentalmente o semplicemente aveva altre credenze, sfociando spesso in episodi di violenza inaudita, ma il mondo è andato avanti e tutto ciò è stato superato, ora abbiamo una società decisamente migliore che non ha paura di ciò che ignora… vero?!

Con questo caso si è conclusa la stagione di Fuoco di Prometeo 2016/2017, grazie a tutti del sostegno e di contribuire alla nostra crescita! Torneremo dopo una breve pausa con più casi e più storie a settembre. Buone vacanze a tutti!

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Pubblicato da su 20 settembre 2017 in Personaggi sinistri

 

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Jack lo Squartatore – Il killer più folle e spaventoso

Jack lo Squartatore – Il killer più folle e spaventoso

Egli è senza dubbio il più famoso killer di tutti tempi e forse una delle più infami figure cult della storia. Non appena si menziona il suo nome si fanno smorfie di orrore al solo pensiero delle sue brutali azioni. L’identità dell’individuo, o per meglio dire, del mostro responsabile di alcuni orribili e orrendi delitti commessi nel tardo XIX secolo a Londra, è avvolta sotto una fitta nebbia di mistero ancora oggi. Per oltre un secolo, professionisti e dilettanti hanno cercato di trovare un minimo comun denominatore a quella scia di efferati delitti, ma nessuno è mai stato definitivamente in grado di rispondere ad alcune domande. Una tra le tante era: che tipo di persona sarebbe in grado di commette atti così terribili nei confronti di povere donne innocenti? La leggenda di Jack lo Squartatore e delle sue orripilanti azioni è tanto terribile quanto affascinante e fino ad oggi la serie raccapricciante di delitti avvenuti nel quartiere londinese di Whitechapel nel 1888 rimane il giallo più famoso di tutti i tempi.

Jack lo Squartatore è uno pseudonimo dato ad un serial killer che si nascondeva nei quartieri poveri ad est di Londra nell’autunno del 1888. Questo soprannome deriva da una lettera scritta al momento delle uccisioni da parte di un qualcuno che sosteneva di essere l’assassino. Le vittime di Jack lo Squartatore sono state tutte donne che risiedevano nelle baraccopoli del degradato quartiere di Whitechapel. Queste erano donne che a causa della povertà estrema si erano spinte a prostituirsi al fine di mantenersi. Quasi tutte le sfortunate vittime erano donne sulla quarantina fatta eccezione per una, Mary Jane Kelly, che era nel fiore dei suoi 25 anni al momento dell’omicidio. Non è chiaro cosa abbia alimentato la sua sete selvaggia di sangue, ma tutti gli omicidi sembravano essere metodici e calcolati. Il numero preciso delle vittime dello Squartatore non è definito, generalmente vengono riconosciute come sue vittime cinque donne, tutte prostitute che fecero davvero una brutta… brutta fine. Le gole delle vittime venivano quasi completamente recise, spesso seguivano mutilazioni addominali tra cui la rimozione degli organi in alcuni casi. Per la precisione dei tagli, si pensò che lo Squartatore avesse conoscenze chirurgiche, ma vediamo nel dettaglio tutte le sue vittime accertate…

31 agosto 1888 – Mary Ann Nichols – 44 anni. Mary Ann fu la prima vittima accertata. Venne ritrovata a Buck’s Row, di fronte a uno dei tanti mattatoi del quartiere. La vittima presentava la gola tagliata fin quasi alla decapitazione e tagli sul ventre, dai quali fuoriusciva l’intestino. Gli organi genitali presentavano gravissime ferite da taglio.

8 settembre 1888 – Annie Chapman – 46 anni. Il suo corpo fu ritrovato in un cortile al numero 29 di Hanbury Street a Whitechapel. La gola era squarciata e la testa era quasi del tutto recisa dal busto. Il ventre era aperto: gli intestini erano appoggiati sulla spalla destra, mentre l’utero e due terzi della vescica erano stati asportati. Il giorno dopo una bambina riferì alla polizia di aver visto una striscia di sangue in un cortile poco distante dal luogo del delitto: gli investigatori conclusero che probabilmente era la traccia lasciata dall’assassino, che era solito portare con sé un macabro trofeo asportato alla vittima. L’identità del killer rimaneva ignota e la polizia brancolava nel buio. Le ipotesi più probabili vedevano coinvolti fanatici o maniaci sessuali.

30 settembre 1888 – Elizabeth Stride – 44 anni. Fu trovata intorno all’una di mattina in Berner Street. Presentava un profondo taglio alla gola dal quale, al momento del ritrovamento, fuoriusciva ancora del sangue. La polizia ne concluse che lo Squartatore fuggì poco prima che venisse scoperto il cadavere, senza ultimare il suo macabro lavoro.

30 settembre 1888 – Catherine Eddowes – 46 anni. Il cadavere venne trovato lo stesso giorno di Elizabeth in un lago di sangue. L’assassino, probabilmente non essendo riuscito a ultimare il suo martirio su Elizabeth, sfogò tutta la sua pazzia su Catherine. La faccia era sfregiata: naso e lobo dell’orecchio sinistro erano stati tagliati, così come la palpebra dell’occhio destro. Il volto era sfigurato con un taglio a “V” sulla parte destra e con numerosi tagli sulle labbra, tanto profondi da mostrare le gengive. Il corpo era sventrato da un enorme e unico taglio che dall’inguine arrivava fino alla gola: lo stomaco e gli intestini erano stati estratti e appoggiati sulla spalla destra, il fegato appariva tagliuzzato, il rene sinistro e gli organi genitali erano stati portati via. La vittima come le altre era stata sgozzata quasi fino alla completa decapitazione. Vennero rinvenute tracce di sperma.

9 novembre 1888 – Mary Jane Kelly – 25 anni. È l’ultima vittima attribuita a Jack lo squartatore. Questo è considerato di certo l’omicidio più efferato di tutti. Il corpo di Mary Jane venne trovato sul letto della camera dove la donna viveva al numero 13 di Miller’s Court. La gola era squarciata, il viso severamente mutilato e irriconoscibile, il petto e l’addome aperti, molti organi interni tra cui il cuore erano stati rimossi, il fegato giaceva tra le gambe e l’intestino arrotolato presso le mani, la carne che ricopriva gli arti era stata asportata.

Ora sapete perchè Jack lo Squartatore è così tanto conosciuto. Le sue diaboliche azioni erano sulla bocca di tutti e in tutta la Londra dell’epoca aleggiava un clima di terrore puro soprattutto tra le donne che avevano paura di uscire di casa ed essere orribilmente mutilate da un pazzo di cui non si conosceva assolutamente nulla. In quel periodo si fecero centinaia di supposizioni, si ipotizzò che l’assassino fosse una donna, che fosse uno straniero, ma non si venne realmente mai a capo di nulla, inoltre durante il periodo degli omicidi la polizia ricevette centinaia di lettere da parte di ignoti che fornivano informazioni utili per la cattura dell’assassino, anche se la maggior parte di essere vennero considerate inutili. La cosa più inquietante tuttavia furono alcune lettere firmate da colui che si dichiarava l’assassino! Molte vennero considerate semplicemente come scherzi di cattivo gusto, ma altre fecero rabbrividire gli agenti di polizia non tanto per quello che c’era scritto… Ma per quello che accompagnava tali lettere. La più famosa è la lettera “From Hell” o “Dall’inferno” ricevuta il 16 ottobre 1888. La lettera era accompagnata da una piccola scatola contenente la metà di un rene umano, conservato in alcol etilico. Uno dei reni della vittima Catherine Eddowes era stato rimosso dal cadavere e il medico che lo esaminò determinò una certa somiglianza con quello sottratto alla donna.

Nel corso degli anni e dei decenni seguenti sono stati fatti talmente tanti nomi per identificare Jack lo Squartatore che si potrebbero riempire pagine e pagine, tuttavia una svolta avvenne ben 126 anni dopo gli orribili fatti. 2014. Dalle macchie di sangue e sperma ancora presenti sullo scialle di Catherine Eddowes è stato possibile risalire al DNA dell’assassino e confrontarlo con quello dei discendenti di entrambi. Venne fuori un nome: Aaron Kominski, un barbiere di origini polacche. Quest’uomo era già noto alla polizia del tempo e si ripeteva molte volte fra i documenti e le ricostruzioni di Scotland Yard. Kominksi con ogni probabilità, era affetto da una grave forma di schizofrenia, che gli causava forti istinti omicidi. Nel 1891 venne ricoverato in un manicomio. Morì nel 1919 proprio in quell’istituto. Dopo 126 anni dunque è stata finalmente svelata la vera identità di Jack lo Squartatore? A quanto pare no poiché un’equipe di esperti di DNA rivelò che i calcoli, alla base della teoria che aveva indicato il giovane barbiere polacco, erano sbagliati, dunque è tutto da rifare. A questo punto con ogni probabilità la vera identità di Jack lo Squartatore che negli anni ha assunto una figura quasi soprannaturale, rimarrà avvolta nel mistero per sempre.

 
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Pubblicato da su 11 aprile 2017 in Personaggi sinistri

 

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CASO 36: Azzurrina – Il fantasma più famoso d’Italia

Il caso più famoso sui fantasmi in Italia ancora oggi avvolto nel mistero. Ecco la leggenda del fantasma di Azzurrina

 
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Pubblicato da su 30 dicembre 2014 in Casi macabri e misteriosi

 

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