RSS

Archivi tag: Germania

Caso YOG’TZE – Una paranoia mortale

Caso YOG’TZE – Una paranoia mortale

La Germania è un paese dove di certo si sono verificati molti casi di delitti irrisolti o macabri eventi, alcuni dei quali hanno già trovato spazio nel nostro canale come il caso della fattoria Hinterkaifeck o la raccapricciante storia di Armin Meiwes, meglio noto con il nome cannibale di Rotenburg. Oggi vi parleremo di un ennesimo caso tanto inquietante quanto strano, il caso YOG’TZE. Questa parola sembra un’accozzaglia di lettere messe a caso, tuttavia è stato l’unico criptico indizio di una morte alquanto sconcertante che ancora oggi non ha trovato una risposta.

Germania, 1984. Günther Stoll è un ingegnere alimentare disoccupato. La sua situazione finanziaria è molto precaria, ma un’ombra molto più grande incombe sulla sua vita: un caso preoccupante di paranoia clinica e la convinzione di essere preso di mira da una presenza sinistra. Capitava spesso che Günther raccontasse queste sue sensazioni alla moglie, che però non prendeva molto sul serio a causa della sua condizione clinica… e forse fu proprio questa superficialità da parte della moglie e dei medici a condannare l’uomo che raccontava di essere seguito da delle figuri indistinte a cui si riferiva sempre con il pronome “loro”. “Loro” sono stati qui, “loro” mi seguono. Chiunque fossero queste entità, Günther diceva sempre che presto gli avrebbero fatto molto, molto male.

La sera del 25 ottobre Günther è a casa nella sua camera da letto, seduto su una sedia pensieroso. Poi senza preavviso fa uno scatto, si alza e grida in tedesco “Ora ho capito!”. Comincia a rovistare nei cassetti, prende carta e penna e scarabocchia 6 lettere: “YOGTZE”, l’opinione dei ricercatori si spacca sulla lettera G che molti considerano sia in realtà il numero sei. Poco dopo Günther lancia via il biglietto su cui aveva scritto quel criptico messaggio e scappa di casa. È tardi ma l’uomo ha bisogno di riflettere e di un drink. Sale sulla sua Volkswagen Golf e si dirige alla vicina città di Wilnsdorf dove ordina una birra nel suo pub preferito. Prima che potesse fare il primo sorso, Günther crolla a terra ferendosi al volto. I testimoni rimasero sorpresi da quell’incidente anche perché Günther non aveva ancora bevuto e quindi non poteva essere ubriaco. Questo strano episodio si verificò intorno alle undici di sera, ma la notte era tutt’altro che finita. Dopo aver ripreso conoscenza Günther lascia il bar e cosa avesse fatto o dove fosse stato nelle due ore successive rimane un mistero. Quello che è noto è che dopo queste due ore di buio, all’una di notte, l’uomo si stava dirigendo con la sua auto nella sua città natale di Haigerseelbach, a circa 10 km da Wilnsdorf. Li cerca una donna, una sua vecchia amicizia, e la trova a casa sua, tuttavia la donna non lo lascia entrare e Günther parte con un monologo interminabile in cui avverte di un imminente “incidente orribile”. La donna lo ascolta da dietro la porta impaurita dopodiché invita Günther a tornare a casa da sua moglie credendolo ubriaco. L’uomo è sempre più spaventato e invece di seguire il consiglio della sua amica d’infanzia, prende la sua Golf e scompare per altre due ore, altre due ore di buio… Questa volte le ultime ore della sua vita.

26 ottobre, 3:00 del mattino. Due camionisti stanno percorrendo l’autostrada A45, un’autostrada lunga 257 km da Dortmund a Aschaffenburg, quando scorgono in lontananza un’auto finita fuori strada vicino all’uscita di Hagen-Süd, a circa 100 km da Haigerseelbach. Si fermano per verificare cosa fosse successo e notano che l’auto è una Volkswagen Golf, dentro c’è un uomo nudo e sanguinante accasciato sul sedile anteriore del passeggero e appena cosciente. Quell’uomo era Günther Stoll. Uno dei due camionisti chiamò subito l’ambulanza mentre l’altro cercò di capire cosa fosse accaduto parlando con Günther il quale biascicava dapprima parole incomprensibili e poi disse che stava viaggiando con quattro sconosciuti che lo picchiarono fino quasi alla morte per poi abbandonarlo nella sua auto. Poco dopo arriva l’ambulanza e si precipita in ospedale, ma per Günther era ormai giunta l’ora e morì durante il tragitto a causa delle profonde ferite sul suo corpo. I due camionisti vennero interrogati nello stesso momento, ma in due sessioni diverse ed entrambi dissero che poco prima del loro arrivo notarono un uomo ferito con una giacca bianca in fuga dalla Volkswagen Golf fuori strada, inoltre vicino all’uscita di Hagen-Süd videro anche uno autostoppista. Questo dettaglio complicò una scoperta sconcertante già fatta dalla polizia: le ferite di Günther non erano per niente riconducibili alla dinamica ricostruita dell’incidente, le ferite non coincidevano e sembravano causate più che altro da delle percosse, inoltre la posizione in cui era stato trovato era strana, sembrava quasi che si fosse ferito in un altro posto per poi raggiungere la sua auto, o che come molti pensano, sia stato messo lì da qualcuno che voleva simulare l’incidente.

Vennero spese molte energie per cercare di dare un senso a tutto ciò che apparentemente non ne aveva su quell’episodio. Semplice incidente? Omicidio premeditato? Nessuno lo sa ancora con certezza. La teoria popolare spiega come la sigla YOGTZE o YO6TZE, non fosse nient’altro che la targa di un’auto, magari lo stesso mezzo che usavano quelle figure che stando a quanto Günther diceva lo inseguivano e spiavano. Questa teoria afferma anche che quella stessa auto avrebbe poi causato l’incidente e il fatto che Günther avesse scritto la targa su un foglietto potrebbe essere stata una sorta di presentimento o intuizione. Ma perché non parlarne con la moglie o qualcuno… Forse l’uomo si era semplicemente rassegnato dato che tutti l’avevano ormai preso per pazzo, una situazione di certo frustrante. D’altro canto se escludiamo l’omicidio, tutto quello che è successo a Günther la notte tra il 25 e 26 ottobre 1984, è spiegabile semplicemente con una paranoia estrema andata fuori controllo. Un biglietto con lettere senza senso, uno svenimento in pubblico, la ricerca di una vecchia conoscenza e il vagare senza meta nel mezzo della notte, sono tutti atti che potrebbero essere attribuiti a una perdita di sanità mentale.

Un’altra teoria vede come protagonista l’omicidio involontario con occultamento di cadavere. Non è raro per coloro che non sono sani di mente togliersi i vestiti. Forse un veicolo colpì Günther mentre vagava nudo per le strade di notte. Coloro che avrebbero investito l’uomo, colti dal panico potrebbero aver riportato Günther nella sua auto portandolo poi fuori strada, tuttavia il perché abbiano deciso di abbandonarlo al largo della trafficata autostrada A45 resta complicato da spiegare. La pista che ad oggi ha più senso vede l’uomo al centro della malavita o di complotti, forse era venuto a conoscenza di qualcosa che non doveva assolutamente sapere. Gli inquirenti non riuscirono a capire il significato della parola YOGTZE e non pensarono che forse lo stassero leggendo dal lato sbagliato, se infatti si gira il biglietto di 180 gradi non si ha più a che fare con una stringa di lettere senza senso, ma con un numero: 027,906. Secondo una teoria questo insieme di cifre si riferisce al numero di catalogo di un acido usato nel trattamento alimentare e ricordiamo che Günther era un ingegnere alimentare… Coincidenze? Forse l’uomo aveva davvero scoperto qualcosa che non doveva scoprire.

Queste sono tutte speculazioni. Il fatto è che la morte di Günther è stata ufficialmente catalogata come omicidio da parte della polizia tedesca che ha archiviato il caso senza fornire nessuna risposta. Persone di tutto il mondo continuano a speculare sul caso YOGTZE, uno dei più intriganti cold case degli archivi della Germania.

Annunci
 
 

Tag: , , , , , , , , , ,

Fattoria Hinterkaifeck – La famiglia sterminata da nessuno

Fattoria Hinterkaifeck – La famiglia sterminata da nessuno

Omicidi irrisolti, assassini sconosciuti, dinamiche bizzarre… Ad oggi negli archivi della polizia di tutto il mondo ci sono ancora omicidi coperti da un fitto alone di mistero e alcuni di essi hanno nel corso del tempo accresciuto la propria reputazione tanto per la loro stranezza quanto per la loro efferatezza. Uno di questi proviene dalle imponenti foreste alpine della Baviera, Germania. L’idilliaco paesaggio di montagna e la natura incontaminata di questo luogo sembrano conferire un’atmosfera inusuale per un violento omicidio, eppure nel 1922 una tranquilla cascina denominata Hinterkaifeck è stata la cornice di uno degli omicidi più brutali, misteriosi e imbarazzanti della storia tedesca.

Hinterkaifeck era una fattoria immersa nel verde dei boschi tra le città di Ingolstadt e Schrobenhausen, a circa un’ora di auto da Monaco di Baviera. La fattoria venne occupata alla fine dell’800 dalla famiglia Gruber, composta dal capofamiglia Andreas con sua moglie Cäzilia, entrambi di mezza età, e dalla figlia rimasta vedova Viktoria con i suoi due figli, Cäzilia – come la nonna – e Josef di sette e due anni. I Gruber vivevano in relativo isolamento dato che la loro fattoria era nascosta da una foresta a un chilometro dalla città principale di Kaifeck. Nonostante questa lontananza, la benestante famiglia Gruber era ben nota nella zona, anche se non per nobili motivi. Andreas era conosciuto per essere un uomo violento che spesso e volentieri picchiava sua moglie, per questo non era ben visto dalla gente. C’erano anche voci che lo vedevano come il vero padre di Cäzilia e Josef, frutti di una relazione incestuosa con sua figlia Viktoria. Andreas sarebbe stato così ossessionato dalla figlia che le proibiva di sposarsi di nuovo tenendola sotto il suo stretto controllo, inoltre sarebbe stato solito sfogare le sue ire sui due piccoli. L’unica persona che aveva una reputazione relativamente buona in città era Viktoria che faceva parte del coro della chiesa per la sua voce soave.

Al di la delle voci che giravano, le vere stranezze in questa fattoria iniziarono quando nel 1921 Maria, la cameriera, lasciò senza preavviso il suo lavoro. Quando le venne chiesto il perché avesse improvvisamente deciso di lasciare il suo unico lavoro così bruscamente, la donna affermò di aver sentito delle strane voci e altri rumori inquietanti dentro e attorno alla casa, così come il rumore di passi provenienti dalla soffitta. La cameriera si terrorizzò dopo aver visto un fantasma convincendosi che la casa fosse infestata, dunque decise di non rimanere li un minuto di più. Quando diede i suoi saluti finali, venne riferito che era molto pallida e scarna in volto e i Gruber pensarono che fosse semplicemente mentalmente disturbata e nonostante questo spiacevole evento, passarono un inverno tranquillo, una tranquillità destinata a interrompersi definitivamente in un giorno di marzo del 1922. Quel giorno Andreas si svegliò di prima mattina e fece un giro della proprietà per assicurarsi che non vi erano stati danni provocati dalla tempesta di neve avvenuta quella notte. Sembrava tutto a posto fino a quando qualcosa attirò la sua attenzione: delle impronte. Impronte fresche, nitide, che provenivano dalla foresta e si aggiravano intorno alla fattoria. Andreas dunque decise di seguire le orme per capire da dove provenivano; si addentrò nel bosco, superò decine di alberi e poi più niente, le tracce svanivano nel nulla all’improvviso. L’uomo, stranito, decise di tornare indietro e girare intorno alla proprietà alla ricerca di qualsiasi segno ulteriore delle tracce, ma non ce n’erano. Allarmato dal fatto che un intruso potenzialmente pericoloso potesse essere nascosto in casa sua, Andreas condusse una ricerca approfondita in casa, nella stalla e nel garage dove scoprì che la porta era stata forzata ma non era stato rubato nulla.

Quella stessa notte Andreas faticò a prendere sonno, era turbato e non riusciva a spiegarsi quelle impronte chiedendosi come mai, se qualcuno era davvero entrato in casa sua, non abbia provato a rubare qualcosa. Mentre era nel letto assorto nei suoi pensieri, sentì strani e inspiegabili rumori provenienti dal sottotetto. A quel punto si ricordò delle affermazioni della cameriera a proposito di fantasmi e strani rumori in soffitta, andò a verificare ma non trovò nulla, dopodiché imbracciò il suo fucile alla ricerca del presunto estraneo. Perquisì la fattoria in lungo e in largo restando sveglio tutta la notte, ma alla fine non trovò nessuno. La mattina successiva venne trovato un giornale semi sepolto dalla neve che nessuno aveva richiesto, ma la cosa più strana è che alla domande circa questo giornale, il postino non ne sapeva nulla. Qualche giorno dopo sparì misteriosamente un set di chiavi di casa che non verranno più ritrovate. Andreas, durante la ricerca di quest’ultime, scoprì degli inquietanti graffi sulla serratura del capanno degli attrezzi, come se qualcuno avesse cercato di forzarlo. Il giorno dopo tutte queste stranezze, arrivò una nuova cameriera per sostituire quella fuggita mesi prima. Il suo primo giorno si rivelò essere anche l’ultimo, il giorno in cui più nessuno avrebbe visto i Gruber… Vivi.

4 aprile 1922. Sono passati quattro giorni da quando i Gruber vennero visti per l’ultima volta e la gente cominciava a insospettirsi. Cäzilia, la nipote di sette anni, non venne più vista a scuola, nessuno di loro andò più in chiesa e l’ufficio postale stava accumulando la posta destinata a loro. Viktoria in particolare era nota per non perdere mai un giorno in chiesa a causa della sua posizione come membro del coro. A fronte di queste stranezze, alcuni abitanti della cittadina vicina decisero di andare a controllare la proprietà dei Gruber per vedere cosa stava succedendo. Al loro arrivo alla fattoria iniziarono a gridare i loro nomi in cerca di una risposta, ma tutto taceva. Un primo controllo non rivelò nessuna traccia della famiglia e l’intero posto aveva un’atmosfera stranamente tranquilla. Decisero così di ispezionare l’interno della stalla e aprendo la porta vennero accolti da uno spettacolo raccapricciante. In una pozza di sangue c’erano i corpi di Andreas, sua moglie, Viktoria e la nipote Cäzilia accuratamente impilati uno sopra l’altro e coperti di fieno. Inorridito, il gruppo di ricerca si apprestò a cercare l’ultimo membro della famiglia che venne trovato all’interno della casa. Josef, l’ultimo nipote giaceva morto nella sua culla nella camera da letto della madre e la cameriera venne trovata morta nella sua camera da letto. Entrambi avevano sanguinato copiosamente ed erano distesi nel loro sangue ormai coagulato. In totale, quel giorno vennero trovati sei corpi privi di vita, i cinque membri della famiglia Gruber e la cameriera, tutti brutalmente uccisi a sangue freddo.

Venne chiamata subito la polizia che arrivò in poche ora sulla scena. Le autopsie preliminari mostrarono che tutte le vittime erano state uccise con un colpo alla testa inflitto da un piccone, probabilmente l’assassino aveva una certa dimestichezza nell’uso dello strumento poiché tutte le ferite mortali erano state fatte con un unico colpo ben preciso alla testa. Si ritenne che tutte le vittime morirono sul colpo, tutte tranne una, Cäzilia, che mostrava la prova di essere sopravvissuta per diverse ore dopo essere stata ferita gravemente, inoltre vennero trovati tra le sue mani ciocche dei suoi stessi capelli, come se se li fosse strappati da sola per un qualche motivo sconosciuto. Un’indagine della scena del crimine portò la polizia alla conclusione che qualcuna aveva attirato Andreas, sua moglie e sua figlia nella stalla poco prima che andassero a dormire e che lì l’assassino avesse consumato la tragedia, dopodiché andò in casa per ultimare l’orrido spettacolo. Un dettaglio che notò la polizia era che tutti i cadaveri erano stati coperti in qualche modo. I corpi nella stalla con il fieno, il corpo della cameriera con delle lenzuola e il piccolo Josef con una delle gonne della madre. La data di morte venne determinata venerdì 31 marzo, ma dopo aver interrogato i vicini della fattoria venne a galla qualcosa di molto insolito. Essi affermarono di aver visto del fumo uscire dal camino per tutto il fine settimana, suggerendo che qualcuno era li in quella casa. Nell’abitazione vi erano numerose prove che qualcuno aveva consumato dei pasti e uno dei letti sembrava essere stato usato non molto tempo prima che i corpi venissero scoperti. Inoltre venne riscontrato che tutto il bestiame nella stalla era stato nutrito da poco. Il cane, trovato abbandonato all’interno della stalla, era stato legato e successivamente percosso dall’assassino. Tutte queste informazioni lasciarono attoniti gli investigatori, in quanto implicavano che chi aveva ucciso la famiglia era rimasto nell’abitazione per i giorni seguenti prima di fuggire dalla scena, ma perché qualcuno avrebbe dovuto fare una cosa del genere? Nessuno lo sapeva.

La polizia, perplessa, cominciò a lottare per trovare un movente, ma più avanzava ipotesi e più il mistero si faceva fitto. In un primo momento si pensò che il motivo fosse una rapina, dopotutto i Gruber erano una famiglia molto benestante e non era raro trovare ladri nella zona, tuttavia anche se alcune banconote erano state tolte dai portafogli, una notevole quantità di monete d’oro e gioielli venne trovata intatta. Si avanzò dunque l’ipotesi di un omicidio passionale e i sospetti caddero su Lorenz Schlittenbauer, un corteggiatore di Viktoria. La donna aveva sempre sostenuto che Josef fosse il figlio di Lorenz e le voci che lo davano invece come figlio di un incesto con il padre Andreas, avrebbe scagliato un impeto di gelosia e rabbia. Altri dettagli i quali fecero puntare il dito su Lorenz era che fu uno dei membri del primo gruppo alla ricerca dei Gruber e mentre erano li, il cane legato al fienile mostrò una certa antipatia nei suoi confronti. Le altre persone riferirono che l’uomo aveva particolare dimestichezza con la fattoria e che alla vista dei cadaveri non avrebbe fatto una piega. Lorenz venne interrogato a lungo ma non si trovarono prove abbastanza concrete per collegarlo al crimine. I corpi vennero seppelliti in un cimitero a Waidhofen senza testa, dal momento che erano state inviate a Monaco di Baviera per le analisi e mai più tornate indietro. L’indagine andò avanti per anni e anni con oltre cento sospetti e a oggi il caso è diventato uno dei misteri irrisolti più duraturi della Germania. Vennero assunti anche dei chiaroveggenti per poter risolvere questo puzzle ma senza il risultato sperato. Come per ogni mistero, col tempo vennero avanzate diverse teorie, da quella razionale alla più bizzarra, per poter spiegare l’accaduto.

Una di queste vede come colpevole Karl Gabriel, l’ex marito di Viktoria, ritenuto ucciso durante la Prima Guerra Mondiale. Il suo corpo sui campi di battaglia non è mai stato trovato e potrebbe così essere tornato a Hinterkaifeck. Saputo del piccolo Josef, che non poteva essere assolutamente figlio suo, potrebbe in impeto di follia aver sterminato la famiglia perché sentitosi tradito dalla donna amata. Tuttavia non ci sono prove che Karl sia sopravvissuto alla Grande Guerra. Altri sottolinearono gli elementi apparentemente paranormali del caso, come ad esempio i fantasmi segnalati dalla prima cameriera, le impronti inspiegabili nella neve, il giornale misterioso e i rumori sentiti da Andreas provenire dalla soffitta. Tutti questi dettagli fecero avanzare l’ipotesi che non fu un semplice uomo a consumare quei delitti, ma una sorta di vendetta soprannaturale avrebbe messo gli occhi sulla famiglia. Un’altra affascinante ipotesi è quella che vede Hinterkaifeck come un arsenale militare segreto. Alcune voci suggerirono agli ispettori che nella fattoria erano presenti dei pezzi ancora imballati di due caccia tedeschi. È possibile che Andreas abbia rubato dei piani di guerra al Reich e che questi abbia inviato un tenente e due sergenti a recuperarli, anche con l’uso della violenza: una divisa da tenente venne effettivamente ritrovata in casa.

In Germania, il caso degli omicidi di Hinterkaifeck è ormai leggenda. La stessa fattoria venne demolita nel 1923 dagli abitanti infelici di avere un monumento che ricordava una gravissima tragedia. Tutto ciò che rimane sono solo i ricordi di un orrendo crimine avvenuto in una tranquilla zona circondata da alberi che rimarranno gli unici a sapere cosa sia realmente accaduto qui.

 
2 commenti

Pubblicato da su 21 aprile 2016 in Casi macabri e misteriosi

 

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , ,