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Plum Island – L’isola dei mostri

Plum Island – L’isola dei mostri

Nelle scure acque che circondano Long Island, esiste un luogo attorniato da un alone di mistero conosciuto come Plum Island. A circa quindici chilometri a sud dalla costa del Connecticut, questo piccolo pezzo di terra è stato a lungo al centro di storie controverse che vedono come protagoniste ricerche top-secret su armi batteriologiche. Ufficialmente l’isola ospita il Plum Island Animal Disease Center of New York con il fine di condurre ricerche sugli agenti patogeni animali così da poter elaborare terapie efficaci, tuttavia alcuni ricercatori stanno cominciando a scoprire nuovi sorprendenti fatti su questo posto che forse nasconde qualcosa di ben più profondo e inquietante. Degli insider ed ex-dipendenti si sono fatti avanti per raccontare storie scioccanti: dalle violazioni di sicurezza nei laboratori batteriologici, alle malattie sfuggite di mano e alle potenziali epidemie di massa. Che sia questa la vera e sconvolgente storia di Plum Island che il governo statunitense sta cercando di tenere all’oscuro?

Le origini di Plum Island giacciono sotto fitti strati di segretezza. Recenti indagini hanno rivelato il fatto che negli anni ‘50 il laboratorio che sorgeva sull’isola era gestito da uno scienziato tedesco di nome Erich Traub, emigrato in America dopo la fine della seconda guerra mondiale. Traub, quando operava nel Terzo Reich, era specializzato nella ricerca di virus e vaccini e venne reclutato dagli americani con il fine di evitare che le sue conoscenze finissero nelle mani dell’Unione Sovietica. Lui e altri numerosi scienziati tedeschi vennero reclutati dal Governo Americano e questo fu nient’altro che un progetto noto con il nome di Operation Paperclip. L’allora presidente Truman approvò tale progetto a patto che gli scienziati non fossero stati membri del partito nazista. In molti casi però il servizio creato appositamente per gestire l’operazione, modificò i curriculum degli scienziati per permetterne il reclutamento. Le nuove identità degli scienziati venivano allegate ai fascicoli con delle graffette, da cui il nome dell’operazione. Traub si era specializzato in insetti che trasportano malattie, in particolare la zecca. Questi insetti sono spesso portati in alto dagli uccelli e possono quindi diffondersi molto rapidamente, inoltre sono geneticamente molto simili alle zanzare e possono infettare qualsiasi animale con cui entrano in contatto. Moltiplicando questo per milioni di zecche e zanzare, questi insetti diventano in tutto e per tutto un esercito perfetto per uno sterminio di massa.

Nel corso degli anni, Traub sperimentò regolarmente l’iniezione di agenti patogeni negli insetti e queste ricerche vennero anche autorizzate nel 1952 dal Joint Chiefs of Staff, l’organo che riunisce i capi di stato maggiore di ciascun ramo delle forze armate statunitensi. Tutti i documenti vennero semplicemente etichettati come “Ricerca sulle zecche” ma c’è chi parla di test per guerre batteriologiche su scala globale con tanto di risultati forniti direttamente al segretario della difesa. A metà degli anni ‘70, una misteriosa malattia scoppiò nella zona intorno alla cittadina di Lyme, nel Connecticut. Questa sindrome gravemente debilitante è stata rinominata in Malattia di Lyme e si manifestò con un misterioso aumento dei casi di artrite, soprattutto infantile. Inizialmente i medici furono sconcertati perché la malattia era raggruppata esclusivamente intorno a Lyme. Oggi diverse autorità mediche si domandano se la malattia non sia in parte psicosomatica, ma il numero delle vittime sembra non confermare questa ipotesi. Un’altra domanda ben più inquietante è se per caso Plum Island centri qualcosa visto che si trova veramente a pochi chilometri dalla cittadina di Lyme. Questo inquietante collegamento forse è confermato da un fatto sconcertante: quando la malattia iniziò a diffondersi, le ricerche si intensificarono e si scoprì che l’origine fu il batterio Borrelia Burgdorferi trasportato esclusivamente dalla zecca. Incredibilmente si trovarono tracce di questo batterio in campioni di insetti conservati in un laboratorio su Shelter Island, a pochi chilometri da Plum Island, tutti datati tra gli anni ‘40 e ‘50, proprio il periodo in cui Erich Traub stava infettando le zecche.

Molti anni dopo Karl Grossman, un giornalista televisivo locale, investigò personalmente sulla causa di questa epidemia e scoprì che più di 140 specie di uccelli frequentavano e nidificavano su Plum Island. Il sospetto allora ricadde su un particolare edificio dell’isola, l’edificio 257, una misteriosa e presumibilmente super-sicura costruzione. Un operaio di manutenzione sull’isola chiamato James McKoy ripetutamente si lamentava di una sicurezza scadente in questo edificio e raccontò una notizia scioccante: “Un freddo giorno di dicembre del 2002 la potenza dei generatori nei laboratori dell’edificio venne meno e i generatori di emergenza non furono in grado di reggere il carico. Per quattro ore i lavoratori hanno cercato di sigillare le porte dell’edificio 257 con un nastro adesivo che purtroppo non è in grado di arginare particelle microscopiche”. Sei anni dopo l’incidente, il 12 luglio 2008, sulla spiaggia di Ditch Plains, vicino al quartiere degli affari di Montauk, New York, viene rinvenuta una creatura mostruosa. Le immagini del corpo esanime balzano in poco tempo nelle principali reti mediatiche statunitensi e d’oltremare, nonché anche in rete e non passò molto tempo prima che venne soprannominato in Montauk Monster. La creatura, un quadrupede dalle dimensioni incerte, era morta quando fu scoperta e qualcuno indicò subito Plum Island come luogo di provenienza a causa delle correnti e della vicinanza alla terraferma. La paleozoologa Darren Naish studiò la fotografia e ne concluse che dalla dentatura visibile e dalle zampe anteriori, la creatura potrebbe essere stata un procione. Questo fu anche il parere di altri studiosi anche se molti sostengono che è impossibile esserne così sicuri data l’assenza di buona parte della mascella superiore, affermando che la bocca assomigli più a un becco portando a credere che quella creatura fosse una sorta di mostro ibrido, ma non mancò chi liquidò il tutto come una clamorosa bufala. Intanto però, le voci che quella carcassa provenisse da Plum Island si facevano sempre più insistenti e sembravano confermare le misteriose storie che giravano sull’isola.

Un altro fatto curioso è che sempre nel luglio del 2008 Aafia Siddiqui, una neuroscienziata sospettata di essere un membro di Al-Qaeda, venne arrestata in Afghanistan mentre portava con sé una borsa con delle note scritte a mano che si riferivano a un “Incidente casuale di massa” e tra le varie località elencate c’era proprio il laboratorio di Plum Island. Nel febbraio del 2010 è stata condannata per aver tentato di uccidere con un’arma mortale degli agenti dell’FBI che stavano cercando di interrogarla, ma il 2010 fu anche l’anno di un altro agghiacciante ritrovamento. Sulla spiaggia di Plum Island venne rinvenuto un corpo umano in avanzato stato di decomposizione, l’uomo presentava diverse malformazioni in tutto il corpo, tra cui delle dita estremamente lunghe. A questo punto viene naturale porsi una domanda: gli animali sono state le uniche cavie degli esperimenti batteriologici segreti americani o sono stati contagiati anche degli esseri umani?

Per la natura di simili ricerche l’accesso al centro di ricerche e a tutta l’isola è stato a lungo proibito e solo nel 1992 l’isola è stata aperta ai media e alle macabre teorie che circondano Plum Island, se ne sono aggiunte altre che vanno ben oltre il razionale! Sono ben note le ipotesi che vedono coinvolti gli scienziati del Terzo Reich nella costruzione di dispositivi bellici sulla base di U.F.O. catturati o grazie a contatti con extraterrestri. Soprattutto negli anni ‘60 del XX secolo, quando Plum Island e Camp Hero erano al culmine delle loro sinistre sperimentazioni, sono numerosi i rapporti di incontri ravvicinati con esseri alieni dalle sembianze umane. Curiosamente oggi Long Island ospita un impianto H.A.A.R.P. solo a pochi chilometri di distanza da Plum Island e sono stati molto frequenti avvistamenti di grosse sfere volanti in quei luoghi. C’è per caso un filo conduttore che lega tutto? Probabilmente non lo sapremo mai…

 

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Kalachi e Krasnogorsk – I villaggi del sonno

Kalachi e Krasnogorsk – I villaggi del sonno

Dal marzo 2013 una misteriosa malattia colpisce più di 200 persone a Kalachi e Krasnogorsk, che sono due villaggi della grande steppa Kazaka. Gli abitanti di questi villaggi si addormentano improvvisamente a qualunque ora del giorno e secondo alcune testimonianze perfino mentre camminano. Quasi un quarto dell’intera popolazione dei due villaggi racconta che dormivano anche per dodici ore consecutive e al loro risveglio non ricordavano nulla dell’accaduto ma avevano solo un mal di testa insopportabile, vertigini e stanchezza. Nei casi più estremi addirittura alcuni individui dormivano anche fino a sei giorni consecutivi. Un’indagine accurata nel 2014 riportata dal quotidiano Komsomolskaya Pravda riferì queste testuali parole: “Le persone sembrano essere coscienti, possono sentire e camminare anche se sono addormentate fino quando non cadono in un sonno più profondo e iniziano a russare, poi al loro risveglio molti non ricordano assolutamente nulla”. Sembrerebbe che tale epidemia sonnifera colpisca persone di tutte le età, da anziani a bambini e sono stati riportati anche casi di animali domestici i quali sembrerebbero subire altri effetti collaterali dato che al loro risveglio diventano aggressivi e in alcuni casi non riconoscono più i loro padroni. Per esempio Yelena Zhavoronkova, una residente di Kalachi, disse al quotidiano Vremya che il suo gatto all’improvviso era diventato ostile e aveva iniziato ad attaccare le persone e gli altri animali senza alcuna spiegazione. Nei momenti in cui dormiva invece l’animale sembrava essere sotto l’effetto di un qualche narcotizzante perché restava in quelle condizioni per diverse ore consecutive non rispondendo nemmeno all’odore del cibo. Molte storie simili sono state riportate per quanto riguarda cani, pecore, cavalli e altri animali.

Nel 2013 quello che era iniziato come uno tanti casi isolati era diventato virale. Inizialmente gli esperti parlarono di “encefalopatia di origine sconosciuta” ossia un termine molto generico per malattie del cervello, una spiegazione che di fatto stava a significare che non avevano un’idea precisa di che cosa si trattasse. Addirittura alcuni medici nelle cartelle cliniche avevano scritto che i pazienti soffrivano probabilmente i postumi di sbornia da vodka dato che russavano molto e niente sembrava svegliarli, ma dopo i primi test tossicologici che risultarono negativi anche all’alcool, i medici iniziarono a formulare le più svariate ipotesi senza però averne la certezza assoluta, anzi… ogni ipotesi fatta veniva puntualmente smentita dai test.

Una peculiarità abbastanza inquietante è che sono poche le persone che riescono a ricordare i loro sogni, ma quelli che si ricordano vorrebbero dimenticarseli. Molti riferiscono di aver vissuto delle esperienze a dir poco orribili, praticamente le vittime in qualche modo aprivano gli occhi ma il loro corpo non riusciva a rispondere alle loro menti e quindi rimanevano bloccati per diverse ore! Questo è il fenomeno della cosiddetta paralisi nel sonno, un’esperienza traumatizzante per molti, dove le paure più inquietanti delle persone prendono vita. Normalmente una paralisi del sonno dura qualche minuto, immaginate le conseguenze che possono avere nella psiche di una persona quando quest’effetto dura per diverse ore se non giorni come in alcuni casi riportati dai cittadini di Kalachi e  Krasnogorsk. Le povere vittime al loro risveglio piangevano in maniera incontrollata dichiarando di aver vissuto per giorni con demoni che le bloccavano a letto e senza lasciarle andare via, altri raccontano di aver visto serpenti giganti, streghe, extraterrestri e altre allucinazioni prodotte dalle loro paure più recondite ed amplificate dalle loro menti.

Alcune voci su questi demoni iniziarono a circolare fra la popolazione, quindi oltre alla paura che molti avevano di non risvegliarsi mai più, si aggiunse anche quella di essere dilaniati da demoni durante il sonno. Questo purtroppo non fu di aiuto al fine di comprendere l’origine della patologia perché gli studiosi iniziarono a credere che si trattasse solo di una psicosi collettiva simile alla psicosi nota come “Bin Laden Itch” che colpì molti teenager negli Stati Uniti nel 2002. “Il prurito di Bin Laden”, chiamata in questo modo perché molti americani avevano così tanta ansia e paura di subire attentati terroristici dopo l’11 settembre che i loro corpi avevano sviluppato delle eruzioni e lacerazioni cutanee evidenti senza alcuna spiegazione apparente. Una psicosi collettiva però non riesce a spiegare perché tale fenomeno colpisce anche gli animali e persone capitate casualmente in quelle città. In questo caso è interessante la storia di Alexey Gom, il quale racconta: “Ero venuto qui con mia moglie a trovare mia suocera. Ho acceso il mio portatile, ho iniziato a leggere alcune pagine ed è stato come se qualcuno avesse premuto un pulsante e mi avesse spento. Mi sono risvegliato in ospedale con mia moglie e mia suocera accanto al letto mentre i medici non sapevano cosa dire se non che avessi dormito per trenta ore di fila e non avevano trovato nulla durante le analisi effettuate in quelle ore.“.

Casi come quello di Alexey attirarono l’attenzione degli scienziati dato che si focalizzava il problema da un’altro punto di vista, ossia che la causa non era legata alle persone e alla loro psiche, ma ai villaggi stessi, quindi gli esperti iniziarono ad analizzare la geografia del luogo scoprendo un fatto rivelatore. Dopo la caduta dell’Unione Sovietica le miniere ricche di uranio in teoria erano state chiuse lasciando Krasnogorsk come una città fantasma con soli 400 dei suoi 6500 residenti iniziali. Nel 2015 l’ex ministro del lavoro e della protezione sociale della popolazione del Kazakistan, Berdibek Saparbaev , dopo aver analizzato i risultati degli esami medici di tutti i residenti insieme ad un gruppo di ricercatori, concluse che questa malattia è stata causata da livelli elevati di monossido di carbonio e idrocarburi nell’aria. Saparbaev, cercando di porre fine a questa incredibile vicenda, in un comunicato ufficiale disse che l’ossigeno nell’aria si riduce a causa dei gas fuoriusciti dalle miniere di uranio ed è quella la vera ragione per la malattia del sonno di quei villaggi. Infine per poter proteggere la popolazione è iniziata una lenta e inesorabile evacuazione dei centri abitati.

Sembrerebbe un caso risolto, invece il mistero rimane perché dopo aver evacuato gran parte della zona le autorità non hanno trovato livelli di radiazioni o di metalli particolarmente elevate come credevano, senza contare che l’avvelenamento da monossido di carbonio lo si può vedere grazie ad un esame del sangue, tuttavia qualche mese prima dell’evacuazione dei villaggi molte persone colpite dalla malattia risultarono negative a questo tipo di avvelenamento. Claude Piantadosi, uno pneumologo della Duke University Medical Center del North Carolina, afferma che il monossido di carbonio si lega al sangue umano 200 volte più forte rispetto all’ossigeno, il che significa che non ci vuole molto di questo gas velenoso per soffocare qualcuno, ma i sintomi non corrispondono del tutto a quelli descritti dalla popolazione. Quindi quello dell’avvelenamento da monossido di carbonio è una spiegazione plausibile ma non del tutto convincente anche perché quel gas è un sottoprodotto della combustione e la miniera di uranio accanto ai due villaggi era inattiva da diversi decenni, quindi come avrebbe fatto tutto quel monossido di carbonio a fuoriuscire, forse era rimasto là sotto durante tutti questi anni? Robert Ferriter, uno specialista di sicurezza nelle miniere presso la Colorado School of Mines, non riesce a spiegarsi come così tanto gas sia rimasto sotto terra per poi uscire tutto in una volta sola provocando tutti quei danni alla popolazione. “È vero che è facile per i gas pericolosi rimanere intrappolati in uno spazio chiuso come una miniera con scarsa ventilazione, ma la loro improvvisa fuoriuscita dovrebbe essere stata provocata anche da qualche cambiamento geologico come un terremoto” racconta Ferriter.

Forse il governo kazako nasconde altri dati e informazioni, ma per adesso la spiegazione ufficiale rimane quella dell’avvelenamento da monossido di carbonio anche se molti interrogativi rimangono ancora irrisolti. Sembra che quella miniera che è stata fonte di lavoro per molti cittadini del luogo, una volta chiusa sia stata la loro maledizione… Che destino ironico.

 
 

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MK-ULTRA: Verità scomode dietro un progetto per il dominio della mente

MK-ULTRA: Verità scomode dietro un progetto per il dominio della mente

La scienza e il progresso tecnologico presentano una parte oscura che spesso viene dimenticata. Infatti le ricerche compiute attraverso metodi orrendi, senza il ben che minimo riguardo per i diritti umani, sono infinite e ben più atroci rispetto a qualunque film che abbiate mai visto.

Nell’arco degli anni sono venute alla luce storie di sperimentazioni sugli esseri umani molto raccapriccianti. Per esempio nei campi di concentramento nazisti venivano svolte ricerche di ogni tipo; dalle sperimentazioni di congelamento alla sterilizzazione di uomini e donne, dall’amputazione di arti e inserimento di parti meccaniche alle castrazioni chirurgiche e ustioni provocate attraverso sostanze chimiche. Chiaramente la lista è ancora molto lunga ma questo ci fa capire come nei lager le persone venivano usate come cavie e le loro vite valevano veramente poco. Purtroppo però non sono solo i nazisti ad aver effettuato questi esperimenti così spaventosi. L’unità 731 giapponese è stata protagonista fra il 1942 e il 1945 di gravi crimini di guerra. Infatti migliaia di prigionieri di ogni nazionalità, di ogni sesso e di ogni età, furono usati come cavie in diversi esperimenti portati avanti dal generale Shiro Ishii il quale, per le sue ideologie ma soprattutto per la sua malvagità, viene considerato il gemello di Josef Mengele, l’angelo della morte nazista. L’unità 731 ha sperimentato persino su donne in gravidanza, anziani e bambini facendo loro delle vivisezioni senza anestesia, iniezioni di bolle d’aria nel flusso sanguigno ed esperimenti di armi chimiche sui prigionieri e anche in questo caso la lista è veramente lunga e orribile.

Ma la nostra storia si concentra negli Stati Uniti d’America e indagheremo su uno dei fascicoli più macabri della storia: il progetto MK-ULTRA. Tutto inizia negli anni 50, siamo agli inizi della guerra fredda e la competizione tra Unione Sovietica. La minaccia e la paura iniziano a sentirsi a Washington quando nei tribunali di Mosca venivano processati coloro che cercavano di opporsi al regime, ma la cosa strana di questi processi è che tutti si dichiaravano colpevoli e chiedevano di essere condannati a morte. In qualche modo i sovietici avevano trovato il modo di far confessare a chiunque ciò che loro volevano. Per correre ai ripari la CIA, l’ente governativo che si occupa di spionaggio appena creata, inizia degli esperimenti di ipnosi e di farmaci i quali potevano essere usati per creare dei falsi testimoni nei tribunali, ma soprattutto si inizia a vedere una possibilità di creare delle spie cercando ci modellare una nuova personalità all’interno dei soggetti e utilizzare quest’ultimi per fare degli attentati, compiere missioni e persino degli omicidi. Inoltre, nel caso in cui queste spie venissero scoperte, non potrebbero confessare nulla dato che le loro azioni sono frutto del loro inconscio. Insomma, la creazione di una spia perfetta e la realizzazione di metodi per far confessare i prigionieri erano i due principali obiettivi. Nel 1953 il direttore della CIA, Allen Welsh Dulles, tenne una conferenza in cui dichiarava che gli Stati Uniti erano in guerra con l’Unione Sovietica nel campo del controllo della mente. Di li a poco ottenne il permesso di instaurare un nuovo programma di ricerca in questo campo e sotto il nome in codice MK-ULTRA nasce il progetto più vasto e ambizioso mai svolto prima negli Stati Uniti per il controllo della mente.

Dobbiamo sottolineare un fatto molto importante: pochi anni prima era iniziata l’operazione Paperclip per reclutare i migliori scienziati fra i criminali di guerra nazisti ai quali veniva garantita l’immunità ai processi in cambio di collaborazione nel campo scientifico. Gli Americani misero dunque le mani su una quantità enorme di ricerche ed esperimenti fatti su cavie umane nei campi di concentramento, perquisendo così anche tutti i documenti sulle sperimentazioni del lavaggio del cervello svolto dai nazisti. Inoltre dopo la seconda guerra mondiale gli scienziati giapponesi, in particolare quelli dell’unita 731, ottennero l’immunità da parte degli Stati Uniti, anche in questo caso, in cambio di tutti i documenti e i dati ricavati dagli esperimenti svolti. Dunque, in un colpo solo il governo americano aveva racimolato una quantità enorme di dati scientifici derivanti dagli esperimenti svolti su cavie umane.

Il cuore pulsante del progetto MK-ULTRA è la divisione TSS (Technical Services Staff) ovvero il personale dei servizi tecnici che si occupa di produrre sostanze chimiche per il supporto dell’intero progetto e il direttore di tale divisione è il biochimico Sidney Gottlieb. La maggior parte degli esperimenti relativi a MK-ULTRA hanno a che fare con le sostanze chimiche che alterano la percezione della realtà, ovvero con le droghe. Si ricercano sostanze che alterino la mente in tutti i modi possibili: dalle sostanze più innocue che favoriscono la concentrazione dei soggetti, fino alle sostanze chimiche che creano confusione, depressione, paranoia e shock prolungati, dunque si era alla continua ricerca di sostanze per inibire le menzogne, per creare uno stato di ipnosi, per indurre lo svenimento istantaneo o la paralisi degli arti. Durante gli esperimenti, Gottlieb approva l’uso di un allucinogeno non molto noto in quel tempo chiamato LSD dato che questa sostanza sembrava in grado di poter aprire i segreti della mente e rendere i soggetti più controllabili. Proprio a partire da questo momento inizia l’arruolamento volontario di ogni fascia sociale nella popolazione americana. Gli individui che fungono da banco di prova per LSD sono innumerevoli, tuttavia la CIA non era contenta dei risultati ottenuti dato che secondo loro i soggetti erano consapevoli di assumere sostanze allucinogene. I ricercatori dunque comprendono fin da subito che per ottenere delle analisi precise e dei risultati veramente rilevanti servono soggetti ignari, persone che non sappiano di prendere parte all’esperimento. Ed è da questo momento che inizia la parte più cupa di tutta questa faccenda dato che ora il progetto violava direttamente il codice di Norimberga in cui vi è esplicitamente scritto che per poter sperimentare su una persona è necessario il consenso volontario dell’interessato. Quindi l’intero progetto oltre che folle diventa anche illegale e ovviamente il tutto era coperto dal massimo segreto.

Nonostante tutto il progetto avanza e gli esperimenti ora vengono fatti su individui completamente ignari, in particolar modo su prigionieri, tossicodipendenti ricoverati in strutture di riabilitazione e internati nei manicomi. Tutta gente che difficilmente avrebbe protestato e ancor più difficilmente sarebbe stata creduta. Fra i dossier che vennero a galla molti anni dopo, si parla di uno in particolare chiamato Operazione Midnight Climax; un’operazione in cui gli agenti della CIA installarono dei finti specchi in alcuni bordelli di San Francisco, Marin e New York, e che con la complicità delle prostitute facevano in modo che ai clienti venisse servito un drink in cui era stata disciolta una potente dose di LSD. I clienti cominciavano così ad essere preda di violente e incontrollabili allucinazioni, con effetti che ad alti dosaggi possono spingersi ben oltre le 12 ore. I clienti, ignari di tutto si ritrovavano di colpo con una realtà del tutto deformata e molti di loro impazzivano completamente in preda a crisi psicotiche. Una volta esauriti gli effetti della droga, gli agenti minacciavano le vittime di non rivelare nulla di quanto era successo altrimenti avrebbero raccontato ai familiari che frequentavano i bordelli. Alcuni di questi soggetti non si ripresero mai del tutto e finirono in ospedale. Molti inoltre ritengono che diversi suicidi avvenuti a quei tempi siano imputabili proprio a questi esperimenti senza scrupoli.

Gli scienziati, non contenti dei risultati ottenuti su individui normali, iniziarono a sperimentare su soggetti preparati sia mentalmente che fisicamente a ogni tipo di tortura. Dunque il passo successivo fu quello di sperimentare sugli agenti governativi, quindi in segreto alcuni agenti della CIA iniziano a fornire delle dosi di LSD ad altri agenti, si dice che abbiano messo alcune dosi persino nelle macchinette del caffè. Tutto ciò che vi stiamo raccontando emerge da uno scandalo dovuto alla morte di un agente della CIA, il biochimico Frank Olson.

Olson aveva iniziato a lavorare presso la divisione delle operazioni speciali, detta SOP, del laboratorio biologico dell’esercito a Fort Detrick nel Maryland nel 1950. La CIA aveva iniziato a collaborare con la SOP per la ricerca di agenti biologici e armi chimiche e in particolare fra il 1952 e il 1953 si era concentrata su armi biologiche che possono essere trasmesse per via aerea. Olson nel 1953 visita Porton Down, un centro di ricerca biologico e chimico del Regno Unito, visita anche le basi di Parigi, Norvegia e Germania Ovest. Durante questi viaggi, aveva assistito a interrogatori estremi da parte della CIA in cui venivano impiegati gli agenti biologici che egli stesso aveva sviluppato. La famiglia di Olson afferma che era stato turbato da ciò che aveva visto in questi interrogatori e disse a sua moglie, Alice, che voleva smettere. Il 19 novembre 1953, è stato portato in una riunione segreta a Deep Creek Lake, nel Maryland, dove a sua insaputa gli è stata data una bevanda contenente una forte dose di LSD, lo shock fu tale che Olson non ne venne mai fuori e non tornò mai più come prima. Il 24 novembre confessò a un collega che voleva dare le dimissioni, ma durante il weekend del Ringraziamento, venne portato a New York per una valutazione psichiatrica nell’hotel Pennsylvania, allora noto come Statler Hotel. Proprio qui nelle prime ore del 28 novembre infranse i vetri della finestra e si gettò dal 13° piano, dalla stanza che divideva con un medico della CIA.

Quella che vi abbiamo appena raccontato è la versione ufficiale, ossia suicidio indotto dallo stato di alterazione causato dall’assunzione ignara di LSD e per questo la CIA ha dovuto pagare alla famiglia Olson danni per 750.000 dollari. Ma dopo decenni di lotta della famiglia Olson per poter far luce sulla morte di Frank, l’autopsia condotta ben quarant’anni dopo ha svelato che non c’erano tracce di impatto contro i vetri mentre aveva una lesione al cranio non provocata dall’impatto. Insomma per i familiari non ci sono dubbi, Frank è stato ucciso dalla CIA probabilmente perché non voleva più farne parte ma ormai sapeva troppo. La CIA infine ha dovuto rendere noti molti documenti legati alla vicenda Olson richiamando l’attenzione dell’opinione pubblica, ma il progetto MK-ULTRA venne portato comunque avanti.

Dal 1977 oltre 20.000 documenti sono stati ufficialmente declassificati grazie al Freedom of Information Act; tra questi, anche alcuni relativi al Progetto MK-ULTRA. Grazie a queste documentazioni veniamo a conoscenza di tanti altri sotto-progetti atroci che facevano parte di MK-ULTRA. Per esempio, alcuni di questi esperimenti furono portati avanti dal dottor Ewen Cameron il quale sosteneva che per poter guarire un malato di mente bisognava cancellare la sua memoria e ricostruirla completamente. Cameron portò avanti esperimenti che consistevano in periodi di uno o due mesi di elettroshock, LSD, messaggi registrati che venivano fatti ascoltare per 16 ore al giorno e infine l’utilizzo massiccio di barbiturici che inducevano il sonno per gran parte della giornata. In pratica i pazienti venivano portati in un coma indotto e poi indottrinati attraverso l’uso di registrazioni audio in maniera ossessiva, in questo modo si cercava di ricostruire una nuova personalità nei soggetti, insomma, una vera e propria spersonalizzazione e riprogrammazione del cervello. Le cavie umane di questo sotto-progetto erano per lo più pazienti psichiatrici non consenzienti, sofferenti di disturbi minori come problemi di ansia o depressione, ma si fece ricorso anche a bambini rimasti orfani e donne. In quel tempo si verificarono molti decessi e la CIA, per non richiamare troppo l’attenzione, decise di svolgere questi esperimenti in Canada. Da notare che il dottor Cameron fu eletto più volte presidente dell’Associazione Psichiatrica Americana Canadese e Mondiale, nonché della Società di Psichiatria Biologica, segno che i suoi colleghi approvavano ed ammiravano le sue “ricerche”.

Tutto ciò rappresenta solo la punta del iceberg, molti dettagli e molti metodi di questo progetto non sono ancora stati svelati, si parla di oltre 149 sotto-progetti il cui scopo è quello del lavaggio del cervello dei pazienti con altri tipi di droghe, deprivazione sensoriale, ipnosi, privazione del sonno e altro ancora. Ufficialmente le sperimentazioni si sono fermate a metà degli anni 60 ma probabilmente esse sono andate avanti fino ai giorni nostri, forse ancora oggi potrebbe essere in atto un controllo mentale globale magari più subdolo e noi non ce ne rendiamo nemmeno conto.

 
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Pubblicato da su 8 settembre 2014 in Casi macabri e misteriosi

 

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CASO 24: MK-ULTRA – Tecniche per il controllo mentale

Pensate che il controllo mentale sia solo un’invenzione della fantascienza? Scoprite le scomode verità che si celano dietro il progetto MK-ULTRA

 
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Pubblicato da su 8 settembre 2014 in Casi macabri e misteriosi

 

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