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Blue Whale – Un “gioco” malato

Blue Whale – Un “gioco” malato

Questo è uno di quei casi che fa tristezza parlarne per la crudeltà e per la poca speranza di un futuro migliore che ci aspetta a tutti noi. Abbiamo visto in altri video che su internet, in particolari nei social network, ormai proliferano persone che decidono di rendere pubblici i loro suicidi e i loro crimini, anche i più efferati. Famoso era diventato qualche settimana fa Steve Stephens, un 37enne afroamericano di Cleveland, che aveva postato un video orribile dove uccideva con un colpo di pistola una persona del tutto casuale incontrata per strada. L’uomo dichiarava di essere distrutto dal fatto che la fidanzata l’aveva lasciato ed era uscito fuori di senno… le incredibili immagini dell’omicidio sono state caricate su Facebook e molti addirittura pensavano si trattasse di un video in diretta salvo poi scoprire che era stato caricato diverse ore dopo aver commesso tale orrore. Il criminale inoltre si vantava di aver ucciso altre 13 persone e diceva di essere pronto a uccidere ancora. Prima che potesse mietere altre vittime  le autorità statunitensi lo braccarono e quando ormai si trovò senza via di fuga, Steve decise di suicidarsi, il tutto in diretta sotto gli occhi dei cittadini, come se si trattasse di una serie TV. La finzione che diventa realtà e la realtà che perde consistenza fino a sembrare finzione.

Nei social network però non ci sono solo criminali in cerca di fama, ci sono anche criminali di un’altra categoria, forse ancor più pericolosa, perché inducono migliaia di persone a infliggersi danni psicologici e fisici in modo irreparabile, persone che credono di partecipare a un gioco… un gioco in cui in palio c’è la vita stessa. Questo è uno dei motivi principali per cui il tasso di suicidi in tutto il mondo, principalmente in Russia, è aumentato in pochi anni fino a  raggiungere livelli così allarmanti che le autorità stanno cercando di porre fine a tale massacro, ma ogni tentativo di fermare quest’ondata sembra destinato a fallire. Diffuso principalmente tra gli adolescenti, questo “gioco” è nato in Russia. I primi casi risalgono circa al 2013. Inizialmente le autorità non riuscivano a comprendere perché negli ultimi anni sempre più giovani cercassero la via del suicidio, molti casi venivano classificati come semplici “incidenti” dato che le vittime spesso non avevano alcun motivo principale per commettere tale atto, ma dopo un’indagine che è durata diversi anni e un’analisi di oltre 130 casi di suicidio, è emerso un filo conduttore in grado di collegare questi casi e la realtà è molto più spaventosa di quanto sembri.

Innanzitutto il nome di questo macabro e mortale gioco è Blue Whale ovvero “Balena Azzurra” per la tendenza che hanno questi magnifici mammiferi a vivere una vita in quasi completa solitudine e quando le ombre del tramonto delle loro vite iniziano ad apparire, molti esemplari sembrerebbero decidere di incagliarsi sulla costa e quindi morire, come una specie di suicidio. Le autorità russe dovettero costruire un puzzle tanto bizzarro quanto inquietante perché molte delle vittime, o meglio…. i familiari delle vittime, dichiaravano le stesse cose dei loro defunti: i comportamenti, le loro manie di svegliarsi ad una certa ora, gli inquietanti video che guardavano in continuazione. Tuttavia non riuscivano a comprendere quale fosse la vera fonte di tutto ciò, la polizia quindi capì che la risposta per quanto assurda doveva per forza trovarsi in rete. Fu allora che le indagini fecero emergere molti gruppi e utenti della rete sociale più diffusa in Russia,  l’ormai famigerata VKontakte nota anche con le sigle VK. Qui, in questa rete, si nascondono coloro che vengono denominati curatori, tali figure sono le persone che decidono le regole di questo gioco, e persino il giorno della morte dei giocatori.

A questo punto vi starete chiedendo in che consiste di preciso questo gioco. Molto semplice, come ogni altro gioco, Blue Whale ha delle regole ben precise e definite, 50 per essere esatti. Sono 50 sfide che vi porteranno nell’ombra della valle della morte, da dove non si può più tornare indietro. Il primo passo è quello di contattare un curatore. I curatori sono i cosiddetti amministratori , coloro che si occuperanno di dirigervi fino alla vostra fine in questo gioco infernale, essi si trovano nei gruppi dei social network come appunto VKontakte, Facebook, Twitter e così via e anche in gruppi di Whatsapp, Viber e altre applicazioni di messaggistica. Una volta che viene contattato un curatore può avere inizio il gioco. il Blue Whale consiste nell’affrontare 50 sfide, una ogni 24 ore. Molte di queste sfide consistono nell’autoinfliggersi danno, annullarsi sia fisicamente ma soprattutto mentalmente e alla fine la 50esima sfida vi porterà via più di quanto possiate immaginare. In questo gioco non ci sono vincitori, ve lo sconsigliamo nel modo più assoluto di nuovo. Anche solo mettersi in contatto con i cosiddetti curatori potrebbe risultare molto pericoloso e se vi rifiuterete di arrivare in fondo al gioco, subirete pressioni di ogni tipo. Diverse testimonianze di ragazzi fanno riferimento a vere e proprie minacce ricevute non soltanto a loro stessi, ma anche ai loro familiari, infatti i gruppi dei curatori del Blue Whale riescono a rintracciarvi attraverso il vostro indirizzo IP e si impossessano delle vostre informazioni personali per ricattarvi, inoltre scelgono con cura chi potrebbe risultare più vulnerabile a questi attacchi, quindi siate prudenti e state lontani dal blue whale o da gruppi strani.

Grazie a diverse segnalazioni e su richiesta diretta della Commissione Russa di Vigilanza, l’amministrazione di “VKontakte”  ha cominciato a eliminare i link e i post contrassegnati dall’hashtag #BlueWhale e a bloccare gli utenti che avevano pubblicato questi link. La stessa cosa sta succedendo nelle altre reti sociali per cercare di emarginare questo fenomeno. Dopo l’introduzione di tali misure l’interesse per il gioco tra gli utenti della rete sembrerebbe calato, tuttavia negli ultimi mesi si sono registrati nuovi aumenti del numero di post contenenti materiali che risalirebbero al Blue Whale e adesso compaiono su Instagram praticamente ogni minuto. Dopo un’analisi sono state scoperte oltre 40.000 registrazioni su diverse piattaforme, di falsi utenti che cercherebbero di diffondere questo fenomeno. Account creati per qualche ora e poi cancellati. In italia si stanno riaprendo e analizzando alcuni casi classificati come suicidi e sembrerebbero esserci degli elementi che farebbero risalire a questo macabro gioco. Grazie anche al servizio delle Iene adesso le persone, ma soprattutto le autorità, ne parlano e non viene più semplicemente declassato come leggenda di internet. È tutto vero e accade in questo momento mentre guardi questo video. Proprio qui su YouTube inoltre, potete osservare alcuni filmati di ragazzini italiani che hanno provato a farlo e si sono pentiti, quindi si sono fermati in tempo prima che fosse troppo tardi, ma a differenza di loro ci sono ancora molti là fuori che percorrono questa strada senza via di uscita.

Come risposta a tale pazzia, dal Brasile è nato un’altro gioco, la “Balena Rosa” che consiste nell’affrontare 50 sfide che aiuterebbero le persone ad essere più felici e a vivere meglio, invece che di portarle al suicidio. Cercare di arginare il Blue Whale è possibile, ma come vi abbiamo detto all’inizio del video ogni tentativo alla fine fallirà perché ormai questo gioco ha preso piede e fermare le informazioni in rete è pressoché impossibile. L’unica soluzione vera e propria sarebbe quella di cercare di comprendere le motivazioni per cui i giovani spesso provino queste sfide che mettono a repentaglio la loro vita. Anche se tale gioco venisse cancellato per sempre, potrebbe nascerne un altro con altre sfide, forse più macabre e terribili, come quella di commettere omicidio o chissà che altro. Il problema non è nel gioco in sé ma nelle persone, sono le persone attratte da questi fenomeni che hanno una perversione verso il malato e il fondamentale senso di vuotezza interna le spinge a fare follie per sentirsi vive… fatto ironico quanto triste e sembrerebbe che le cose siano solo destinate a peggiorare.

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