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I libri più misteriosi e maledetti del mondo | feat. L’inspiegabile

I libri più misteriosi e maledetti del mondo | feat. L’inspiegabile

Se seguite i nostri CASI da tempo, avrete potuto di certo constatare che la nostra storia è costellata di fatti misteriosi e a tratti macabri, che il nostro universo pullula di luoghi inspiegabili e assai inquietanti, che al mondo esistono persone capaci di azioni brutali e raccapriccianti… Tuttavia c’è ancora un tema a cui non abbiamo dato molto spazio ancora, quello che riguarda i libri! Nel corso della storia sono stati scritti centinaia di migliaia di libri, molti famosi e altri meno… molti proibiti e altri di completo dominio pubblico. Anche nel vasto mondo che riguarda i libri esistono storie misteriose, fantastiche e macabre. Sono numerosi infatti i libri scritti da persone la cui storia è avvolta dall’oscurità o aventi contenuti inspiegabili o talmente strani da essere considerati quasi eretici. Con questo video, in collaborazione con “L’Inspiegabile”, vi mostreremo alcune di queste particolari scritture…

LA BIBBIA DEL DIAVOLO

Un monaco benedettino che vive nel monastero di Podlažice, in Boemia, viene condannato ad essere murato vivo dopo aver violato i suoi voti. In un disperato tentativo di evitare la sua punizione, il monaco promette di creare in una sola notte un libro che includa tutta la conoscenza umana, allora l’abate del monastero, colto da una ventata di misericordia, decide di accettare la proposta dell’uomo. Il monaco comincia a scrivere fiumi interminabili di parole, ma il tempo passa e intorno a mezzanotte si rende conto che non potrà mai completare in tempo la sua opera, dunque chiede al Diavolo in persona di aiutarlo a finire il libro in cambio della sua anima. Il Diavolo dunque completa il manoscritto e il monaco per ringraziarlo inserisce una sua immagine all’interno del libro.

Qui è dove finisce la leggenda e inizia la storia di uno dei libri più misteriosi in circolazione. Diverse prove hanno rivelato che solamente a scrivere quel libro, non tenendo conto delle illustrazioni, degli abbellimenti e delle finiture varie, avrebbe dovuto portar via almeno cinque anni di scrittura ininterrotta di una sola persona, venti se teniamo conto di tutto. La cosiddetta “Bibbia del Diavolo” è in realtà il famoso Codex Gigas, latino per “Libro Gigante”, probabilmente risalente al XIII secolo. La dicitura Gigas è certamente dovuta alle dimensioni eccezionalmente fuori misura: 92 cm di lunghezza, 50 di larghezza e 22 di spessore, misure queste che rendono il Codex Gigas il manoscritto più voluminoso del medioevo con un peso di 75 kg. Contiene oltre 600 pagine e otto di queste sono state a un certo punto rimosse provocando ulteriori sospetti riguardo la sua origine che rimane ad oggi ignota. Ma cosa raccontano quei fiumi di parole all’interno del Codex Gigas? Sicuramente la pagina più strana e anche inquietante è la 577, che contiene un’immagine del Diavolo a tutta pagina. Il manoscritto, poi, include una trascrizione completa della Bibbia tratta quasi interamente dalla Vulgata, ossia una traduzione in latino della Bibbia dall’antica versione greca ed ebraica. Contiene anche vari lavori e trattati di natura storica, etimologica e fisiologica, un calendario con la lista dei santi e svariate formule magiche, molte delle quali inerenti all’alchimia… e chissà cosa contenevano quelle pagine strappate. Nessuno lo saprà mai…

CODEX SERAPHINIANUS

Scritto tra il 1976 e il 1978 dall’artista italiano Luigi Serafini, il Codex Seraphinianus sembra un’enciclopedia di circa 360 pagine di un pianeta immaginario, completo di oltre mille raffigurazioni tra mappe, piante e animali, il tutto dettagliato da scritte incomprensibili e indecifrabili, presumibilmente scritte con la lingua di questo ipotetico mondo. Nel 2009 l’autore, in una conferenza, ha dichiarato che l’alfabeto in cui il libro è scritto è interamente asemico, una forma di scrittura semantica aperta senza parole, e non trascrive alcuna lingua esistente o immaginaria. Questa sua illeggibilità ha fatto diventare il Codex Seraphinianus l’opera più famosa di Serafini, noto per le sue opera misteriose e surreali. Frutta che sembra sanguinare, pesci a forma di piatti volanti, ecco alcune delle bizzarre raffigurazioni di questo libro…

Una delle immagini più famosi del libro, che è stata anche la copertina in numerose edizioni, raffigura un uomo e una donna nudi che si trasformano lentamente in un alligatore.

GRIMORIO DI SAN CIPRIANO

Uno stregone morto come un santo, un santo passato alla storia come un mago. San Cipriano è stata una figura di certo controversa che nel corso della sua vita ha praticato magia nera. Pentitosi si è convertito al cristianesimo ed è morto nel nome di Cristo, tuttavia San Cipriano è famoso non tanto per la sua santità, ma per il libro che ha il suo nome in copertina, un popolare libro di preghiera, ma non le preghiere che conoscete voi, ma esoteriche, finalizzate a soddisfare desideri che non hanno nulla a che fare con il cristianesimo, quasi affini alla stregoneria! San Cipriano dunque è entrato nella storia non solo come stregone, ma anche come occultista e grande esperto di magia le cui opere racchiuse nel suo grimorio erano spesso colme di incantesimi per le più svariate occasioni, o almeno questo è quello che ci è pervenuto a noi oggi perché San Cipriano, durante la sua conversione al cristianesimo, avrebbe bruciato gran parte delle sue opere e chissà cos’altro aveva scritto…

San Cipriano di Antiochia fu un vescovo dell’omonima città turca e martire, nonché anche un grande studioso, egli infatti ha disegnato e scritto formule e segni ovunque, su pareti, mobili e pavimenti delle case in cui ha vissuto. Aveva un gran numero di discepoli che seguivano i suoi insegnamenti, forse anche quelli di carattere esoterico. Durante la persecuzione di Diocleziano, Cipriano venne arrestato, torturato, scarnificato e immerso in una caldaia bollente, ma ne uscì stranamente illeso. Infine, nel 304 d.C., venne portato sulla riva del fiume Gallo e decapitato, spezzando per sempre la sua vita e chissà quali altre strane conoscenze avesse acquisito nel corso della sua esistenza, conoscenze che in parte sono racchiuse nel suo grimorio apparso per la prima volta oltre mille anni dopo la sua morte, nel 1460 in Francia. Nel corso dei secoli successivi i rotoli della vita di San Cipriano fecero il giro del mondo e vennero addirittura usati come talismano, fomentando la reputazione del santo come grande e potente mago.

MALLEUS MALEFICARUM

Il Malleus Maleficarum, o in italiano “Il martello delle streghe”, è un libro che descrive nel dettaglio tutte le tipiche caratteristiche delle streghe, come riconoscerle, interrogarle e quale dovrebbe essere la loro punizione. Più che un libro era una sorta di manuale scritto durante il terribile periodo delle inquisizioni. Scritto interamente in latino, venne pubblicato nel 1487 dai frati domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer, entrambi membri dell’Ordine Domenicano e inquisitori per la Chiesa Cattolica, dunque un libro scritto da inquisitori per inquisitori, è molto probabile quindi che gli autori siano responsabili di numerosissime torture e morte, più di qualsiasi altro autore che abbia mai scritto qualcosa. Allo sguardo moderno appare come una lezione orribile facente parte di un potere andato fuori controllo dominato da false superstizioni che bramava il totale controllo.

Il Malleus Maleficarum non fu mai adottato ufficialmente dalla Chiesa cattolica, ma non fu neppure mai inserito nell’indice dei libri proibiti, anzi, riscosse i consensi della quasi totalità degli inquisitori e di autorevoli ecclesiastici tanto che ne vennero pubblicate 34 edizioni e oltre 35.000 copie, facendolo diventare, fino alla metà del XVII secolo, il più consultato manuale sulla caccia alle streghe. Interessanti sono i criteri che venivano utilizzati per etichettare una possibile strega come ad esempio una malattia mentale, condizioni di vita precarie e altre banalità, se un giorno ti capiterà di leggere il Malleus Maleficarum sicuramente ti ritroverai in qualche criterio che ti avrebbe di certo condotto a provare sulla tua pelle le torture più strazianti mai concepite dall’uomo e infine all’inevitabile morte.

Se volete approfondire l’esistenza di altri libri strani, visitate il canale YouTube “L’Inspiegabile”, noi come al solito ci vediamo al prossimo video.

 

 
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Pubblicato da su 30 maggio 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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L’esorcismo di Roland Doe – La vera storia del film “L’esorcista”

L’esorcismo di Roland Doe – La vera storia del film “L’esorcista”

Cosa si nasconde dietro quella patina sottile di ciò che conosciamo come realtà? Esistono per caso misteriose entità che hanno il forte desiderio di abitare i nostri corpi e le nostre menti? Nel corso della storia sono numerosissimi gli eventi che hanno visto necessario l’uso di esorcismi… Vere infestazioni demoniache, seri problemi mentali, in ogni caso è stato percepito il bisogno urgente di eliminare le entità che logoravano l’anima e l’integrità fisica di una certa persona. Uno dei più terrificanti veri esorcismi ruota intorno a un giovane ragazzo e la storia che vi stiamo per raccontare supera di gran lunga l’efferatezza degli esorcismi che vi abbiamo narrato nei video precedenti, tanto che ha influenzato la considerazione di esorcismo nella comunità pubblica. Esso è stato d’ispirazione anche per uno dei film più spaventosi della storia del cinema. Ecco la storia che ispirò il film “L’esorcista”.

Tutto inizia nel 1948 a Cottage City, una minuscola cittadina di poco più di 1000 abitanti nel Maryland. Qui viveva un giovane ragazzo di 13 anni noto solo con lo pseudonimo “Robbie Mannheim”. Figlio unico la sua era una famiglia tedesca luterana. Robbie era un ragazzo molto studioso e tranquillo, timido, riservato e senza amici tanto che i suoi compagni di gioco erano per lo più membri della sua famiglia, in particolare la zia Harriet. Sua zia era una spiritista e come tale possedeva vari oggetti occulti e maledetti, tra cui una tavola Ouija. Un giorno il ragazzo espresse il suo interesse per quella tavola e la zia fu estremamente contenta di fargli vedere come funzionava. I due trascorsero quasi l’intera estate a giocare con la tavola Ouija e il ragazzo divenne sempre più ossessionato da essa fino a quando, in un giorno del 1949, sua zia morì in circostanze misteriose e le cause della morte furono determinate come naturali. Robbie non solo aveva perso la zia, ma anche la sua migliore amica, dunque cercò di mettersi in contatto con lei attraverso la tavola. Proprio da questo punto la storia si veste di risvolti alquanto macabri e bizzarri.

Poco dopo la morte di zia Harriet, la famiglia iniziò a sperimentare sulla propria pelle una serie crescente di strani eventi inspiegabili. Inizialmente tutto era abbastanza innocuo come suoni di gocce d’acqua senza nessuna fonte apparente o lievi rumori di graffi sulle pareti. La famiglia non diede molto peso, fino a quando non ebbero problemi con l’impianto idraulico. A quel punto il padre di Robbie controllò le tubature da cima a fondo spaccando anche diverse sezioni di muro, ma tutto era perfettamente normale. Per un po’ tutti cercarono di ignorare quei rumori misteriosi, fino a quando gli strani eventi progredirono in maniera talmente spropositata da non poter più far finta di nulla! I suoni di graffi e di gocce d’acqua ora erano accompagnati da un rumore stridente di numerosi passi che molto spesso svegliavano la famiglia bruscamente nel mezzo della notte. Molti altri rumori si potevano sentire ad ogni ora del giorno come porte che sbattevano, qualcuno che bussava, spesso provenienti da dentro le mura o sotto il pavimento. In un secondo momento i rumori si trasformarono in vere e proprie attività poltergeist. Dagli oggetti più piccoli fino a pesanti mobili… Tutto cominciava a muoversi per conto proprio. Era per caso lo spirito di zia Harriet che stava cercando di stabilire un contatto o qualcosa di più sinistro?.

Gli eventi inquietanti non accennavano a fermarsi, giorno dopo giorno aumentavano di frequenza e la salute dell’intera famiglia venne messa in serio pericolo. I vetri si frantumavano, le immagini religiose, di cui la casa ne era piena dato che la famiglia era molto devota, cominciarono a tremare e spaccarsi al suolo. Il primo membro della famiglia ad accusare sul proprio corpo quei terribili eventi fu proprio Robbie. Un giorno si svegliò pieno di graffi e lividi senza nessun motivo apparente. Improvvisamente tutte le attività sembravano concentrarsi sul ragazzo. Un giorno la madre sentì degli strani rumori provenire da camera sua e quando aprì la porta lo vide sul letto in preda a pesanti convulsioni. Apparentemente l’entità che infestava la casa seguiva Robbie anche a scuola dove in almeno un’occasione il suo banco è stato visto muoversi da solo fino a rompersi. Tutto ciò deteriorò la personalità e il comportamento di Robbie. Il ragazzo normalmente tranquillo e timido cominciò a diventare aggressivo e incline all’ira, nonché violento nei confronti dei propri genitori. Più volte venne riferito che bestemmiava con una voce che sembrava essere di qualcun altro, a volte parlava addirittura in latino, una lingua che Robbie non conosceva minimamente. I genitori erano molto preoccupati per questo suo comportamento e lo portarono da svariati medici e psichiatri, ma dovunque andassero non si scoprì nulla di anomalo, era praticamente sano. Senza risposte concrete i fenomeni peggioravano sempre di più e la famiglia si rivolse infine alla chiesa chiamando il reverendo Luther Miles Schulze che inizialmente scettico decise di aiutarli.

Durante la permanenza del reverendo Schulze in casa di Robbie, poté sperimentare numerosi eventi strani descritti dalla famiglia in precedenza, dunque concluse che una forza malvagia dimorava la loro casa e in particolare era ossessionata dal giovane Robbie. Dunque eseguì un semplice rito luterano che non sembrò sortire nessun effetto. Il reverendo capì di aver a che fare con una forza troppo potente per lui e mandò la famiglia dal prete cattolico Edward Hughes. Egli riferì che quando vide per la prima volta il ragazzo notò uno sguardo cupo, come se non ci fosse nulla dietro i suoi occhi. Quando Hughes, durante una delle sue visite, mise la Bibbia sul tavolo di fronte al ragazzo, disse che la sua sedia cominciò a vibrare per poi levitare con lui ancora seduto. A quel punto il prete chiede al ragazzo “Chi sei?!” in latino e ricevette una risposta nella stessa lingua: “Io sono una legione”. La risposta inquietò il prete per due motivi. Il primo per il fatto che Robbie aveva capito il latino, il secondo che la risposta implicava che c’era più di una entità che risiedeva all’interno del giovane. A fronte di questo Hughes si convinse che l’esorcismo era l’unica via di salvezza per il ragazzo ma non era del tutto fiducioso nelle sue capacità dato che non aveva nessuna esperienza nel campo e questo sarebbe stato per lui il primo esorcismo. Per cercare di mantenere tutto sotto controllo, dovette andare con Robbie al Georgetown University Hospital, un ospedale gesuita, dove l’esorcismo sarebbe stato monitorato dai fratelli gesuiti. Appena il ragazzo varcò la soglia dell’ospedale divenne estremamente violento: urlava oscenità, tirava calci e pugni a ogni cosa e sputava in faccia alle persone. Gli infermieri furono costretti a trattenerlo con cinghie da polso per tutta la durata dell’esorcismo, ma questo non fece altro che rendere il ragazzo ancora più violento. L’ultima sera, Robbie, o qualsiasi altra cosa lo stesse controllando, durante un esorcismo riuscì a liberarsi da una delle restrizioni che aveva al polso, dopodiché strappò una delle molle del letto, una prodezza fuori dalla portata di un qualsiasi ragazzo della sua età, e quindi ferire Padre Hughes dal polso al gomito. La profonda ferita riportata portò ad annullare il rito e Robbie venne mandato a casa.

Nelle settimane successive furono svariati i preti che tentarono di esorcizzare il giovane Robbie e tutti andarono incontro a terribili esperienze. Molti preti dissero che durante gli esorcismi, il corpo del ragazzo si riempiva di lividi che a volte formavano della parole come “Hell” o “Evil”. Una volta, quando i sacerdoti stavano recitando una preghiera, la parola “HELLO” sarebbe apparsa sul petto di Robbie davanti ai loro occhi. A questo punto, dopo settimane di sforzi e oltre trenta esorcismi infruttuosi, i sacerdoti, in particolare un certo Padre Bowdern, stanchi e afflitti, decisero di provare un ultimo e disperato tentativo nel battezzare Robbie e costringendolo alla Santa Comunione. Essi erano convinti che se fossero riusciti a convertire il ragazzo al cattolicesimo, i riti di esorcismo avrebbero avuto effetto. Tuttavia quando venne presentata l’ostia della comunione il ragazzo si trasformò in una bestia gettando a terra tutti gli uomini presenti nella stanza con una forza sovrumana. Con gli ultimi sforzi rimasti i sacerdoti riuscirono a trattenere il ragazzo e infilargli l’ostia in gola frantumandosi le dita mentre Robbie masticava. Per parecchi giorni dopo la comunione non ci fu alcun cambiamento in Robbie, tuttavia un giorno accadde qualcosa di strano. Il ragazzo si svegliò  e con una voce chiara disse “Satana! Satana! Sono San Michele e tu, Satana e gli altri spiriti maligni vi ordino di lasciare il corpo ora”. San Michele non è nient’altro che l’Arcangelo che in origine si dice abbia gettato Satana dal cielo in esilio. Dopo questo bizzarro accadimento Robbie tornò improvvisamente il ragazzo tranquillo di prima. L’esorcismo era finalmente riuscito.

La  vera identità del ragazzo e il nome rimangono un completo mistero, oggi è conosciuto solo con gli pseudonimi di “Robbie Mannheim” e talvolta “Roland Doe”. In totale ci furono più di quaranta testimoni e ciò che sappiamo oggi lo dobbiamo a numerosi e dettagliati diari dei preti che hanno assistito a quelle terribili scene. La straordinarietà di questo caso ispirò molti romanzi e forse il più famoso è quello di William Peter Blatty che affascinato da tutta la storia scrisse “L’esorcista” da cui deriva il film omonimo considerato il film più spaventoso mai realizzato. Ma cosa è successo dunque a Robbie Mannheim? Era solo un’anima tormentata che implorava attenzione? Fu un’implosione mentale causata da un giovane psicologicamente disturbato? O c’è qualcosa di più… Potrebbe questo ragazzo essere stato davvero tenuto sotto l’influenza insidiosa di forze demoniache oltre la nostra realtà? Qualunque possa essere la risposta, questo caso continua a suscitare polemiche, dibattiti e discussioni ancora oggi. Probabilmente la verità non la sapremo mai con certezza e la risposta alla domanda se esistano davvero forze del male desiderose di impossessarsi del nostro corpo rimane sconosciuta

 
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Pubblicato da su 10 ottobre 2016 in Maledizioni e possessioni

 

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Lilly Gray – Vittima della Bestia 666

Lilly Gray – Vittima della Bestia 666

Un epitaffio è un’iscrizione sulla tomba di una persona, molti epitaffi cercano di onorare con parole brevi la vita di quella persona o semplicemente cercano di trasmettere un messaggio a chi legge per portarlo a riflettere sulla propria esistenza e sulla morte. Quello che state per vedere però non ha nulla di tutto ciò, sembra uno scherzo di cattivo gusto ma è tutto reale e appena sentirete le parole che recita questo epitaffio molte saranno le immagini che scorreranno velocemente nella vostra mente cercando di coglierne il significato e contemporaneamente un brivido farà trasalire il vostro corpo.

Ci troviamo nel cimitero della città di Salt Lake nella contea omonima, nello stato dello Utah, USA.  In una delle sezioni più antiche del cimitero fra le tante lapidi logorate dal tempo e dimenticate, ne troviamo una che di certo non passa più inosservata! È la tomba che si trova esattamente nella sezione X – Blocco #1 – Lotto 169 – Tomba numero 4 a est. Nella posizione indicata troverete quest’oggetto… Qui giace Lilly Edith Gray nata il 6 giugno del 1881 e morta il 14 novembre del 1958. Vittima della Bestia 666. Quest’ultima frase è il nodo principale di tutta la vicenda e a una prima semplice lettura c’è solo un’interpretazione possibile, Parla chiaramente di una vittima e di una Bestia, il 666 della Bibbia, il sacro testo giudeo cristiano.

Nell’ultimo libro del Nuovo Testamento, chiamato Apocalisse, il cui autore secondo la tradizione cristiana sarebbe l’apostolo Giovanni, si racconta della fine dei tempi e di una battaglia finale tra il bene e il male e in particolare parla di una bestia che governerà sulla terra.

E vidi salir dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, e sulle corna dieci diademi, e sulle teste nomi di bestemmia. E faceva sì che a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e servi, fosse posto un marchio sulla mano destra o sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere se non chi avesse il marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intendimento conti il numero della bestia, poiché è numero d’uomo; e il suo numero è 666. – Apocalisse 13:1-18

Quest’ipotesi è certamente incredibile ma è solo una delle tante che circolano in rete. Da diversi anni su internet si è diffusa questa storia e sono davvero poche le informazioni riguardanti Lilly Edith Zimmerman Gray, non si conosce la sua storia o quello che le è successo quando era ancora in vita, alcuni dicono sia nata in Canada e che sia morta per cause naturali. Una delle teorie più diffuse è che Lilly sia stata posseduta da un demone potente e che alla fine sia morta durante il rituale di liberazione diventando quindi una vittima del male. Altre teorie invece dicono che è stata una vittima sacrificale in qualche rituale che coinvolse delle comunità di satanisti. Ipotesi non del tutto casuale sapendo che esistono tutt’oggi diverse chiese sataniste molto attive in tutto lo Utah e in generale negli Stati Uniti. Per esempio uno dei casi più orribili che si siano visti risale a vent’anni fa. Il caso di Elyse Pahler. Questo caso ha di certo scosso e causato diverse notti insonne a più persone, soprattutto a molti genitori. Nel 1995 i l corpo nudo di questa ragazza, che all’epoca dei fatti aveva solo 15 anni, è stato trovato otto mesi dopo la sua sparizione in una foresta in uno stato avanzato di decomposizione vicino a casa sua e sotto di lei un pentacolo e altri simboli satanici con scritte che dichiaravano di offrire la sua anima al dio del male. La sfortunata storia di Elyse inizia come molte altre. Il giorno della sua scomparsa molto ingenuamente credeva di fare una gita divertente con i suoi cosiddetti “amici” nella foresta e trascorrere il weekend a bere alcolici e fumare marijuana, ma quando la comitiva di carnefici arrivò in un luogo abbandonato, lei trovò solo un altare di sacrificio e fu la vittima offerta a Satana.

Sicuramente la parte più scioccante di questa storia è che i suoi aguzzini non erano persone adulte bensì suoi coetanei: tre ragazzi di 17, 15 e 16 anni. Royce Casey, Jacob Delashmutt e Joseph Fiorella. Questi tre mostri colpirono con violenza Elyse. L’omicidio ebbe inizio quando Delashmutt iniziò a soffocarla lentamente con la sua cintura mentre Casey la teneva ferma per terra, successivamente Fiorella estrasse un coltello da caccia e colpì la ragazza diverse volta alla nuca fino a quando smise di muoversi… Una morte davvero lenta e orribile. Nei mesi successivi i tre assassini si ritrovavano nel luogo dell’omicidio per ascoltare musica death metal, bere e drogarsi di fronte al cadavere e addirittura a turno ebbero anche dei rapporti sessuali con il corpo senza vita di Elyse. Dopo aver confessato, due dei ragazzi vennero condannati al massimo della pena che per i minorenni è di 26 anni mentre Casey venne giudicato come un adulto e quindi sentenziato a vita. La famiglia della ragazza inoltre fece anche causa agli Slayer, una band metal che questi ragazzi ascoltavano assiduamente, le cui canzoni parlano spesso di rapimento, omicidio e necrofilia come via per raggiungere l’inferno. Ci sono molte storie che riguardano questo mondo e ci sono un’infinità di episodi di cui si potrebbe parlare, ma tutto questo insieme ad altri casi che riguardano anche la cronaca italiana verranno trattati in un video futuro.

Ritornando a Lilly Gray quindi, ci sarebbe la pista satanismo soprattutto perché negli stessi anni in cui è vissuta questa donna, negli Stati Uniti si faceva largo una figura nel mondo dell’occultismo che al giorno d’oggi è quasi un mito a livello mondiale; si tratta di Aleister Crowley uno dei più grandi occultisti e considerato il fondatore del satanismo moderno. Aleister si riferiva a se stesso proprio come la bestia 666, tuttavia anche quest’ipotesi non è del tutto credibile dato che un omicidio del genere avrebbe sicuramente fatto scalpore e avrebbe riempito per diversi anni le prime pagine dei giornali locali, ma nello storico dei notiziari di Salt Lake Lilly risulta del tutto ignota per non parlare del fatto che questa donna il giorno della sua morte aveva più di 77 anni e si sa che nelle cerimonie riguardanti i riti satanici si prediligono vite giovani e innocenti. Dunque l’enigma rimane anche se una spiegazione che non ha nulla a che fare con il mondo del soprannaturale prova a darla Richelle Hawks, una residente della città di Salt Lake e colei che fu probabilmente la prima persona a postare l’enigmatica tomba su internet 9 anni fa. Nel suo blog spiega che da sempre si è chiesta le ragioni di un epitaffio così particolare, ma qualunque spiegazione secondo lei era influenzata da tradizioni cristiane e misticismo di quel 666, cosa che Richelle non credeva possibile. Insomma, davvero l’anticristo aveva ucciso questa donna? Dato che su internet si possono trovare molte informazioni, decise di mettere online una foto della tomba per vedere se qualcun’altro nel cimitero della propria città avesse qualcosa di così enigmatico o avesse informazioni direttamente su Lilly Gray.

Nel 2009, dopo 2 anni da quando iniziò a circolare questa storia, Richelle raccolse così poche informazioni utili che decise di indagare direttamente di persona. Quindi come una vera e propria giornalista iniziò a scavare negli archivi storici della città e scoprì alcune piste che secondo lei portavano alla verità di questo mistero. Richelle innanzitutto scoprì che la vera data di nascita di questa donna è il 4 giugno del 1880 e non il 6 giugno del 1881, inoltre da quanto si legge dai registri Lilly è morta di cause naturali e quindi questo esclude buona parte delle teorie anzidette. Altre informazioni interessanti che sono state ricavate riguardano suo marito Elmer Gray e dai pochi documenti emergono dettagli che lasciano molti dubbi sulla sua sanità mentale e un profondo odio che covava.

I coniugi Gray ebbero una vita da sposati molto breve, infatti i due si conobbero circa nel 1950, anno in cui la signora Lilly si trasferì a Salt Lake e si sposarono 2 anni dopo, quando lei aveva circa 70 anni. Dai registri cimiteriali si legge anche che il signor Elmer è stato sepolto nello stesso cimitero di Lilly ma molto distante dalla sua coniuge, fatto alquanto bizzarro. Tuttavia i documenti più interessanti sono quelli legati al rilascio sulla parola del signor Elmer il quale era stato anche condannato a cinque giorni di lavori forzati a spaccare le rocce per aver rubato un ombrello del valore di 3 dollari e 50 centesimi. Richelle nelle sue ricerche è riuscita infatti a procurarsi un documento originale del rilascio sulla parola firmato dal signor Grey. Tale documento è pubblico e da questo si evincono particolari macabri. Questo è il documento originale del rilascio sulla parola datato 1947, tre anni prima di conoscere e sposare la signora Lilly e si legge chiaramente come Elmer abbia modificato e compilato tale documento con frasi come “sono stato rapito” e altre espressioni strane. Per esempio alla voce “indirizzo dei propri genitori” si legge: “I miei genitori sono morti dal dolore quando mia moglie è stata uccisa dai rapitori”, mentre nello spazio dedicato alla descrizione del reato commesso c’è scritto: “Cinque rapitori democratici mi hanno arrestato e mi tengono in ostaggio” e altre frasi che continuano a ricalcare il fatto che Elmer covasse un odio profondo verso la legge definendoli rapitori. È interessante notare anche che la sua prima moglie è stata uccisa da qualcuno e lui attribuisce questa colpa alla polizia. L’ipotesi di Richelle è che Elmer vedeva nella legge e nello stato una sorta di figura demoniaca che aveva portato via la sua amata e riempito di dolore la sua vita, quindi l’epitaffio non riguarda Lilly Gray ma è una specie di messaggio di protesta nei confronti della polizia, colpevole della sua perdita. Tra le tante teorie forse questa ha una base più solida anche se molti aspetti rimangono ancora irrisolti.

Sicuramente anche nelle vostre città si trovano oggetti particolari dei quali nessuno sa spiegare con esattezza l’origine e alle quali magari non date troppo peso, ma con un occhio più attento e un po’ più di curiosità riuscirete a scoprire storie affascinanti di tempi ormai dimenticati e storie sepolte sotto cumuli di polvere che aspettano solo di essere raccontate….

Tu non puoi dire, né immaginare, perché conosci soltanto un cumulo d’immagini infrante dove batte il sole… Io vi mostrerò qualcosa di diverso. Dall’ombra vostra che al mattino vi segue a lunghi passi, o dall’ombra Vostra che a sera incontro a voi si leva; In una manciata di polvere vi mostrerò la paura. – Thomas Stearns Eliot

 
 

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Casa Smurl – Teatro di una orribile possessione

Casa Smurl – Teatro di una orribile possessione

La casa di Jack e Janet Smurl a West Pittston, Pennsylvania, è stata teatro di un’inquietante, orribile e terrificante possessione negli anni 80, più precisamente tra il 1985 e il 1987 e ricevette ampia attenzione dai media. Anche se la casa venne sottoposta a tre esorcismi e alle indagini da parte dei demonologi Ed e Lorraine Warren, il demone si rifiutò di andarsene. Tutti i fatti sono stati raccontanti in un libro e mostrati in un film, entrambi col titolo “The Haunted” o in italiano “La casa delle anime perdute”. La famiglia Smurl, la potete vedere al completo in questa foto scattata nel retro della casa in uno dei pochi momenti di tranquillità, davanti i gemelli Shannon e Carin e dietro da sinistra Dawn, i genitori Jack e Janet e Heather. Tutti loro sono stati terribilmente scossi dai fatti accaduti tra quelle mura. Ecco il caso dell’infestazione di casa Smurl.

La casa in questione è una villetta bifamiliare costruita nel 1896 in una strada tranquilla di un quartiere non troppo ricco. Dopo l’uragano Agnes che inondò gran parte del nord-est della Pennsylvania nel 1972, la famiglia Smurl fu costretta a lasciare la loro abitazione, dunque John e Mary Smurl, i genitori di Jack, per soli 18.000$ comprarono nel 1973 quella casa che sarà il loro incubo. Vivevano nella metà destra della villetta bifamiliare, mentre Jack, Janet e le loro prime due figlie erano nella parte sinistra. Gli Smurl spesero molto del loro tempo e denaro a ristrutturare la casa da soli negli anni seguenti. Erano una famiglia molto unita, sia Jack che Janet sono cresciuti nella zona per poi sposarsi nel 1968. Entrambi sono stati educati in famiglie estremamente cattoliche con forti convinzioni religiose. Non ebbero problemi nel condividere la villetta con i genitori di Jack e i primi 18 mesi furono tutto sommato felici. Ben presto però cominciarono a verificarsi i primi fatti bizzarri. Nel gennaio del 1974 apparve una strana macchia sul tappeto nuovo, il televisore di Jack prese fuoco e i tubi dell’acqua si spaccavano nonostante le ripetute risaldature. Il lavandino e la vasca nel bagno ristrutturato vennero trovati con pesanti segni di graffi, come se un animale selvatico si fosse accanito su di essi. Graffi simili vennero trovati anche sul legno della porta. Nel 1975 Dawn, la figlia maggiore, affermò di vedere in continuazione persone fluttuare intorno alla sua camera da letto. Trascorrevano gli anni e gli eventi inquietanti non cessavano, i gabinetti scaricavano senza che nessuno li usasse, rumori di passi venivano costantemente uditi per le scale, i cassetti si aprivano e si chiudevano senza un motivo apparente e le radio emettevano fruscii nonostante fossero scollegate. Si cominciarono anche a sentire odori acri in tutta la casa e in diverse occasioni Jack sentì il tocco di una mano invisibile. Nel 1977 la famiglia si allargò con la nascita dei gemelli Shannon e Carin, la famiglia cresceva parallelamente al crescere dei fenomeni inquietanti.

Nel 1985, quelli che erano cominciati come dei disturbi fastidiosi, diventarono esperienze spaventose. La casa spesso era ghiacciata, John e Mary udivano costantemente voci dal linguaggio scurrile e offensivo provenire dal lato sinistro della casa nonostante nessuno di la parlasse effettivamente. Nel febbraio dello stesso anno Janet sentì chiaramente qualcuno che la chiamava col suo nome nel seminterrato mentre stava facendo il bucato, solo dopo alcuni istanti si rese conto che in realtà era stata sola per tutto il tempo. Quando salì in cucina, secondo le sue dichiarazioni, le apparve una sagoma scura dai tratti umanoidi senza i tratti del volto. Questa figura si smaterializzò poi attraverso la parete e apparve a Mary nel lato opposto della casa. Da quel momento in poi le attività paranormali aumentarono sia di frequenza che di ampiezza. Un grande ventilatore a soffitto cadde ai piedi di Shannon quasi uccidendola, lo stesso giorno la tredicenne era stata cresimata. Si verificarono spesso episodi in cui i membri famigliari levitavano, Janet una volta venne violentemente scaraventata giù dal letto dopo aver fatto l’amore con il marito che giaceva paralizzato sul letto. Il cane della famiglia, un pastore tedesco, più volte venne preso e gettato a terra. Durante la notte ormai si udivano costantemente rumori di graffi e una volta Shannon venne gettata fuori dal letto giù per le scale. Anche i vicini non venivano risparmiati, spesso sentivano urla e rumori strani provenire da quelle mura quando gli Smurl non erano nemmeno in casa.

Nel gennaio del 1986, Janet sentì parlare di Ed e Lorraine Warren, ricercatori psichici e demonologi. Scettica, ma non sapendo a chi rivolgersi, li chiamò. I Warren non tardarono ad arrivare e con loro c’era anche Rosemary Frueh, un’infermiera e psichica. Iniziarono la loro indagine interrogando gli Smurl soprattutto riguardo le loro credenze religiose, la felicità della loro vita familiare e se avessero mai praticato satanismo, occultismo o utilizzato qualche volta la tavola Ouija. Successivamente i Warren si incamminarono per la casa, passarono una ad una le stanze e infine rilevarono la presenza di quattro spiriti maligni di cui uno era un demone. Senza alcuna evidenza di disfunzioni familiari, inviti occulti o tragedie, i Warren supposero che il demone era rimasto in uno stato sospeso per decenni ed era sorto per attingere l’energia emotiva generata dall’ingresso della famiglia. La coppia di demonologi cercò per ben due volte di provocare il demone usando canzoni religiose o pregando e l’entità reagì in modo abbastanza violento scuotendo i mobili della casa! “Tu sporco bastardo, esci da questa casa” urlavano i Warren mentre pregavano e spargevano acqua santa. La situazione divenne ben più grave quando Jack venne violentato da un succube dalla pelle squamosa con il corpo giovane ma con i tratti di una vecchia. Aveva gli occhi rossi e le gengive verdi. Ed Warren venne addirittura soffocato per poi cominciare a soffrire di terribili sintomi influenzali. Un’altra creatura violentò anche Janet che affermò di sentire come versi di maiale e a detta dei Warren questo è un grave segno di infestazione demoniaca. Fu così che gli Smurl cercarono invano di ottenere il sostegno della chiesa. La Diocesi di Scranton affermò che avrebbe consultato degli esperti, ma un vero aiuto non arrivò mai. I Warren portarono l’allora padre, ora vescovo, McKenna, un prete tradizionalista che aveva rifiutato di rispettare i cambiamenti del rituale dettati dal Concilio Vaticano II. Questo prete eseguì oltre 50 esorcismi per i Warren e quando arrivò il momento di Casa Smurl, eseguì l’antico rito ma non fece altro che far infuriare il demone ancora di più.

Nei giorni a seguire Carin, una delle figlie, si ammalò gravemente rischiando addirittura di morire, mentre Dawn venne quasi violentata da una presenza maligna. Janet e Mary avevano tagli e segni di morsi sulle braccia… Tutti in quella famiglia erano disperati. Ed Warren spiegò che erano nella seconda “fase demoniaca”, l’oppressione che segue l’infestazione ed è seguita dalla possessione, nonché la morte. Il Vescovo McKenna eseguì un secondo esorcismo a primavera inoltrata, ma senza alcun risultato. Gli Smurl dissero addirittura che il demone li seguì anche in campeggio e che Jack era continuamente molestato anche sul posto di lavoro, insomma… Ora erano certi che trasferirsi in un’altra casa sarebbe stato del tutto inutile, il demone li avrebbe perseguitati per l’eternità. Dopo i ripetuti rifiuti da parte della Chiesa, gli Smurl decisero di raccontare la loro storia in televisione nella speranza di ricevere aiuto da qualcuno e, rimanendo anonimi dietro uno schermo, vennero intervistati da Richard Bey durante uno show chiamato “People are Talking”. Invece di riceve aiuto, la loro casa divenne un’attrazione turistica per la stampa, semplici curiosi e scettici che volevano indagare. Quest’ultimi in particolare ritenevano che la famiglia stava inventando la storia per trarre profitto con eventuali film e libri. Tuttavia gl Smurl, intenzionati a scoprire la verità, contattarono una medium che esaminò la casa cercando di scoprire l’identità dei quattro spiriti che a detta dei Warren infestavano l’abitazione. La medium identificò uno di essi con una vecchia signora di nome Abigail, un altro sarebbe stato un uomo baffuto di colore di nome Patrick che in passato, in un impeto di follia, aveva ucciso la moglie e l’amante per poi suicidarsi. Non riuscì mai a identificare il terzo, ma l’ultimo sarebbe stato un demone molto potente.

La rassegna stampa, infine, spinse la diocesi di Scranton ad agire. I Warren avevano programmato anche un esorcismo di massa. Con diversi sacerdoti e numerosi gruppi di preghiera andavano in quella casa per dare conforto. Il vescovo McKenna venne una terza volta per esorcizzare l’abitazione e questa volta il rituale sembrò funzionare dato che non ci furono più disturbi per circa tre mesi. Tuttavia, poco prima del Natale del 1986, Jack vide ancora una volta una forma nera in casa e sperando fosse una cosa isolata, strinse il rosario e pregò. Così non era e alcuni incidenti ricominciarono in casa Smurl. Dunque, frustrati, stanchi e senza più speranza, la famiglia si trasferì in un altro paese nel 1987. Dopo questi macabri eventi venne eseguito un ultimo esorcismo nel 1988, la casa venne venduta e la proprietaria successiva non sperimentò mai nessuna anomalia.

Da quel momento in poi gli Smurl non subirono più violenze psicologiche o fisiche da parte di presunte entità paranormali, come abbiamo detto prima c’è chi crede che sia stata tutta una messa in scena per trarne profitto, c’è invece chi pensa che quattro demoni abbiano davvero perseguitato tutti i membri della famiglia… Voi da che parte state?

 
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Pubblicato da su 12 aprile 2016 in Maledizioni e possessioni

 

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Robert Johnson, l’uomo che veramente ha venduto l’anima al Diavolo in cambio di saper suonare la chitarra?

Robert Johnson, l’uomo che veramente ha venduto l’anima al Diavolo in cambio di saper suonare la chitarra?

E’ conosciuto con molti nomi, in molte lingue. Tutti questi nomi evocano sensazioni in chi lo sente, di paura, disprezzo, orrore e altri sentimenti non buoni. Tutto ciò non è da meno dato che è considerato il principale antagonista della religione cattolica, egli è la figura maledetta per eccellenza, la bestia, il portatore di ogni male sulla terra e il padre di tutti i peccati. Ovviamente stiamo parlando di Satana!

Il Diavolo rappresenta il male puro, una figura dalla quale tenersi lontani se non fosse che per l’uomo quest’essere rappresenta anche una fonte di potere inaudito, e il potere come sappiamo è una delle principali debolezze umane che porta alla distruzione. L’uomo, pur di ottenere sempre più potere, sarebbe capace di tutto, anche di vendere la propria stessa anima al diavolo. Nei secoli siamo venuti a conoscenza di molte leggende di persone che hanno venduto la loro anima a Satana e oggi vi parleremo di una di una storia in particolare molto significativa attorno alla quale, ancora oggi, si discute sulla veridicità anche e soprattutto perché il protagonista è una leggenda della musica. Stiamo parlando di Robert Johnson.

Questa storia inizia nei primi del 900, siamo nello stato del Mississippi, nel nel sud degli Stati Uniti, e sappiamo tutti che in questa parte del globo la schiavitù è stata spietata e il razzismo è così radicato nella società da diventare quasi una parte del folklore e della cultura per questi stati. Il nostro protagonista è proprio un afroamericano, Robert Leroy Johnson, nato nel 1911 ad Hazlehurst nel sud del Mississippi, frutto di una relazione sporadica della madre. Infatti a scuola si faceva chiamare Robert Spencer, il cognome venne cambiato anni dopo quando scopri che il suo vero padre era un bracciante del luogo di nome Noah Johnson. La sua infanzia e la sua adolescenza sono state difficili per diversi motivi, un po’ per la società del tempo, un po’ per il carattere di Robert e un po’ anche per la signora Julia Major Dodds: ossia sua madre. Ella infatti aveva cambiato ben 2 mariti nel corso degli anni, il primo patrigno fu Charles Dodds Spencer e successivamente Dusty Wills, quest’ultimo in particolare non perdeva occasione per sottolineare che Robert fosse un buono a nulla con poca voglia di lavorare nei campi e che il suo unico interesse era quello di rintanarsi nelle notti all’interno dei Juke Joints: delle baracche frequentate principalmente da afroamericani dentro le quali si sentiva e si ballava musica dal vivo e dove la maggior parte delle canzoni erano improvvisate. In questi luoghi si bevevano litri di alcool del peggior Whisky e si ascoltava musica di ottima qualità. In quegli anni Robert era un ragazzo introverso, piccolo di statura, piuttosto gracile e con le spalle ricurve. Più passavano gli anni e più cresceva la sua passione per la musica. Una passione che lo salverà da un futuro da bracciante più che certo.

Dopo qualche anno lasciò la scuola perché non dimostrava particolari interessi per lo studio, egli era convinto che la sua vocazione fosse la musica. Così insieme a uno dei suoi dieci fratelli impara a suonare l’armonica e successivamente il suo interesse aumenta in particolar modo per la chitarra cercando imitare dei grandi chitarristi dell’epoca come Willie Brown, Charley Patton, Son House. Robert era così attratto dalla chitarra da trascorrere molte ore della sua giornata cercando di suonare questo strumento in maniera quasi ossessiva, ma con la chitarra, purtroppo Robert non era affatto abile e addirittura Son House e John Fahey, due persone che si sono esibite con lui che l’hanno conosciuto di persona, dicono:

Robert imbracciava la chitarra e iniziava a strimpellare solo per fare rumore e alla gente non piaceva, tanto che venivano a dirci: “Perché tu o Willie non andate a dirgli di smetterla? Ci fa impazzire”

e conclude dicendo:

Nemmeno un cane sarebbe rimasto ad ascoltarlo!

Ma Robert presto li avrebbe smentiti tutti. Si trasferì a Memphis all’età di 18 anni e nel 1929 conobbe Virginia Travis, una ragazza di 16 anni, che in futuro diventerà sua moglie. Successivamente la coppia si trasferì a Robinsonville e poco dopo la ragazza rimase incinta; questo probabilmente è il periodo più felice nella vita di Robert ma purtroppo sarà destinato a finire in modo molto crudele. infatti nel 1930, durante il parto, Virginia perde le vita e muore anche la creatura che portava in grembo. Dopo quest’episodio sconvolgente, Robert fini per vagabondare nelle città del Mississippi trascorrendo le sue giornate affogandosi nell’alcool e nella musica. Non rimaneva per molto in una città, si spostava di continuo come se stesse scappando da qualcosa o da qualcuno.

Per alcuni mesi nessuno ebbe più notizie di lui fino a quando una notte si presentò a uno dei tanti bar della sua città dove si esibivano i suoi amici i quali, molti anni dopo, dissero

Aveva uno sguardo profondamente diverso dal solito quella notte, i suoi occhi sembravano brillare. Era lo sguardo di uno che sa il fatto suo

Robert infatti prese la chitarra e si esibì in una performance perfetta, lasciando tutti sbalorditi soprattutto i suoi amici i quali sapevano che non era capace di suonare la chitarra. Da quel momento nacque la leggenda di Robert Johnson, il sovrano del Blues!

La sua bravura nel suonare la chitarra divenne tale che fin da subito c’era chi affermava che non era normale in pochi mesi imparare tali tecniche sopraffine, per una persona comune ci sarebbero voluti anni e anni di pratica nonché un talento naturale, cosa che Robert non aveva mai dimostrato. Così, forse anche per il frutto della gelosia, nacquero storie su di lui che vendette l’anima al diavolo.

Infatti la leggenda dice che Robert, logorato dalla sua brama di imparare a suonare la chitarra, si sia isolato nei luoghi più sperduti, strimpellandola per giorni e giorni senza mai ottenere alcun risultato fino a quando una notte a mezzanotte proprio all’incrocio di due strade si trovò di fronte un uomo molto alto vestito di nero, egli era Satana in persona e Johnson senza pensarci un attimo vendette la sua anima in cambio dell’ineguagliabile capacità di suonare la chitarra! Satana sorrise con una voce profonda e spettrale poi prese la chitarra di Robert, la accordò con cura e gliela restituì. Da quel momento Robert cominciò a suonare la chitarra in maniera perfetta. Questa storia è stata addirittura molto spesso alimentata e diffusa dallo stesso chitarrista. Da questo momento Robert si guadagnò fama e ammirazione nei diversi locali. Insomma, la sua chitarra conquistava tutti e il suo talento veniva riconosciuto anche da parte di chi, fino a quel momento, lo riteneva un incapace totale.

Purtroppo però, la tragedia della sua defunta moglie contribuì enormemente a rafforzare le storie del suo presunto patto col diavolo e molti dicevano che il suo primogenito e sua moglie siano stati portati via dallo stesso Satana e presto avrebbe portato via anche l’anima di Robert, ragione per cui non rimaneva fermo per molto in una città. Altri fatti particolari che alimentano queste voci è ad esempio l’abitudine di Robert di suonare da solo nei cimiteri fino a tardi completamente al buio, molti dicono che dopo il suo presunto incontro con Satana, gli bastasse sentire solo una volta una canzone alla radio ed essere capace di emularla alla perfezione il giorno dopo. Egli inoltre era molto geloso delle sue tecniche e non ha mai rivelato a nessuno i suoi trucchi, inoltre possedeva una vecchia Gibson semi-distrutta dalla quale non si separava mai.

Dovunque andasse, dunque, richiamava una grande folla attorno a se perché ignorare quelle note, quel tocco speciale di chitarra e quella voce così straziante e straordinaria, era semplicemente impossibile. Così si radunava intorno a lui una miriade di persone che gli chiedeva di suonare di tutto: dai pezzi western, al folk e persino la polka. Insomma, Robert era un prodigio vivente e presto si accorsero di lui anche le case discografiche. Incise 29 canzoni meravigliose, 29 pezzi fondamentali per la base del rock che nacque negli anni seguenti alla sua morte. Un altro fatto particolare è che nel momento di registrare, si voltava dall’altra parte e suonava la chitarra contro il muro quasi in un angolo, come se cercasse di nascondere il suo sguardo.

Come molti altri artisti leggendari, morì molto giovane, a quell’età maledetta di 27 anni e ovviamente anche la sua morte è coperta da un alone di mistero. L’ipotesi più accreditata è che sia stato avvelenato da un barista geloso e morì alcuni giorni dopo a seguito di atroci sofferenze e in preda alle allucinazioni. La madre, durante un’intervista con Alan Lomax, disse che il figlio sul punto di morte le ha posto la chitarra dicendole:

Non la voglio più mamma, non ne voglio più sapere. Ora sono figlio tuo, mamma, e del Signore. Sì, del Signore, non sono più del diavolo

Per finire non si conosce nemmeno dove riposino i suoi resti, infatti ci sono ben tre tombe nei dintorni di Greenwood con il nome Robert Johson inciso sopra. Una si trova nel cimitero della Chiesa Missionaria Battista di Mount Zion. Un’altra nel cimitero di Payne Chapel vicino a Quito, Mississippi. La terza lapide si trova sotto un enorme albero nel cimitero della Little Zion Church a nord di Greenwood, lungo la Money Road L’influenza di quest’uomo nel mondo musica è tale che vengono addirittura eretti dei monumenti a suo nome.

La musica di Robert Johnson è un unico lancinante calvario verso l’inferno dell’anima.

Grandi chitarristi come Eric Clapton gli hanno dedicato delle canzoni e Keith Richards dei Rolling Stones addirittura disse che la prima volta che sentì una delle sue canzoni, si incuriosì a tal punto che volle sapere chi fosse l’altro chitarrista che lo accompagnava, salvo poi accorgersi che non c’era nessun altro. Era lo stesso Robert che con una tecnica particolare suonava come se ci fossero due chitarre contemporaneamente.

In molte delle sue canzoni Robert parlava di diavoli che lo cercavano e che sarebbero venuti a prenderlo, chiaramente si riferiva ai diavoli all’interno di ogni persona, ai desideri più nascosti e a tutti gli istinti più infimi ai quali l’uomo spesso si concede perdendo così la propria integrità spirituale. Le sue canzoni sono sempre state malinconiche e strazianti, persino quelle che sembrano allegre, ascoltando la sua voce, diventano uno sgarro all’anima di chi le ascolta.

 
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Pubblicato da su 23 agosto 2014 in Maledizioni e possessioni

 

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CASO 22: Robert Johnson – Il chitarrista del Diavolo

In questo caso parleremo di Robert Johnson, una delle leggende della musica! La sua bravura con la chitarra era tale che si diffuse la storia di un presunto patto con Satana ….ma è solo una storia frutto dell’invidia o c’è qualcos’altro sotto? Scopritelo con noi!

 
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Pubblicato da su 23 agosto 2014 in Maledizioni e possessioni

 

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Il diabolico gioco delle Ouija. Avreste il coraggio di provarlo?

Il diabolico gioco delle Ouija. Avreste il coraggio di provarlo?

I mondi dell’esoterismo e dello spiritismo sono alquanto mistici e misteriosi, si potrebbe credere o meno a ciò che essi rappresentano, ma senz’altro non li si possono ignorare, soprattutto quando accadono fatti di cronaca sconvolgenti legati appunto a questi mondi. Quanto male pensate che possa fare una semplice tavoletta di legno con inciso un alfabeto sopra? …se pensate che sia innocua, allora forse non conoscete il diabolico gioco delle Ouija.

La Ouija è più di una semplice tavoletta: è un vero e proprio rito attraverso il quale si dice che ci si possa mettere in contatto con entità paranormali. Essa viene usata da tutti gli occultisti per poter comunicare con i defunti, i fantasmi e addirittura con i demoni. Questa tavoletta è stata inventata da Elijah J. Bond la quale dichiarò che il significato della parola Ouija è “sfortuna”. Non vi diremo come iniziare il rito dato che non si tratta di un semplice gioco e soprattutto perché farlo potrebbe avere delle conseguenze terribili.

Un noto occultista, Manly P. Hall, fondatore della Philosophical Research Society e considerato uno delle principali figure legate all’occulto del 20° secolo, in un’intervista ha dichiarato:

Negli ultimi anni ho avuto notevoli esperienze personali con persone che hanno complicato la loro vita attraverso giochi con la tavola Ouija. Su cento casi, almeno 95 raccontano di brutte esperienze. So di famiglie spezzate, estraniate, e anche di suicidi che possono essere ricondotti direttamente a questa fonte

Ora vi parleremo dei 3 casi più famosi che hanno a che fare con la Ouija, noti soprattutto per la loro crudeltà e per il loro orrore, tali episodi hanno sconvolto e scosso anche i più scettici.

  • Il caso di Jennyfer Lynn Springman

Jennifer Lynn Sprigman è una ragazza di 14 anni che abita a Downers Grove, Illinois, Stati Uniti. Jennifer è sempre stata una ragazza facilmente impressionabile e affascinata da storie di fantasmi, come la maggior parte delle sue coetanee. Così per curiosità, nel dicembre del 1972 insieme ad una compagna di classe, inizia una sessione di Ouija a casa sua. Inizialmente alla tavola fanno le classiche domande del tipo: “Chi sarà il mio futuro fidanzato?”“Mi sposerò?”. Ma l’amica di Jennifer decide di alzare la posta in gioco e chiede: “A che età morirà Jennifer?”, una domanda da non fare mai a una tavoletta Ouija, infatti le due amiche vedono il puntatore muoversi prima sull’1 poi sull’8. Le due ridono della risposta e siccome la curiosità e l’adrenalina erano troppo forti, Jennifer senza esitazione chiede ancora: “come?”. Un brivido percorre la schiena di Jennifer quando vede comparire la scritta “Assassinio”. Le due alla risposta smettono subito di giocare e concludono così la seduta. Negli anni avvenire la faccenda fu dimenticata e rimase solo come una semplice bravata e un piccolo spavento, niente di più. Ma l’orrore fece la sua comparsa nel 1976, due settimane prima del 18esimo compleanno di Jennifer, quando venne brutalmente strangolata da uno sconosciuto mentre tornava a casa. Il caso non è mai stato risolto.

  • Il caso di West Richland

La 41enne Ellen Schalchlin e sua figlia Elizabeth di soli 13 anni vennero brutalmente accoltellati in casa pochi giorni prima di Natale. Un doppio omicidio che sconvolse la piccola cittadina di West Richland. Gli uomini dello sceriffo arrestarono il figlio della vittima, il 15 enne Don Schalchlin, complice del crimine insieme ad suo amico di 16 anni Joshua Tucker, accusati entrambi dell’accoltellamento. Tucker disse che erano a casa dei Schalchlin quel giorno e insieme a Don avevano iniziato una sessione di Ouija, ma qualcosa andò storto perché fra le tante domande fatte alla tavoletta, Don scherzando, chiese: “Joshua diventerà un serial killer?” e la tavoletta rispose “SI”. Qualche minuto più tardi, Joshua iniziò a dire cose strane e sembrava parlare da solo, durante le indagini lo stesso Joshua disse che stava parlando con Satana. L’orrore iniziò quando Tucker usci dalla camera e s’indirizzò verso la cucina, prese un coltello lungo e affilato e aggredì alla gola la vittima di 13 anni, Elizabeth che in quel momento stava parlando al telefono con una sua amica in camera. Poi i due ragazzi trascinarono il corpo della ragazza dietro una parete provvisoria e cercarono di pulire il sangue. Successivamente quando la madre entrò in camera cercando la figlia, venne anche lei accoltellata da Joshua per circa 90 volte sulla parte superiore del corpo. Don preso dal panico chiamò il 911 ma, venendo minacciato da Joshua, mise giù il telefono. I due poi vennero trovati dagli uomini dello sceriffo in macchina coperti di sangue. Ellen, quando venne trovata dai poliziotti, respirava ancora ma morì durante il tragitto in ospedale. Per la figlia, invece, s’ipotizza che morì pochi minuti dopo l’accoltellamento. La tavoletta Ouija venne trovata in casa ed è testimone degli orrori consumati quel giorno.

Ma il caso che segue è senza dubbio quello più sconvolgente e misterioso di tutti

  • Il caso di Estefania Gutierrez Lazaro

Questa vicenda è la più atroce di cui si abbia documentazione, non tanto per la sua crudeltà, ma per l’entità malefica con la quale la giovane ragazza, insieme alla sua famiglia, si trovò ad affrontare. Tutto inizia nel 1990, siamo a Vallecas, Spagna. Estefania Gutierrez è una studentessa di 18 anni che ha perso da poco il suo fidanzato in un incidente motociclistico. Estefania non è mai riuscita a superare del tutto tale perdita, così un giorno insieme a una sua amica a scuola, in un aula vuota, decide di comunicare con il suo defunto ragazzo attraverso la tavola Ouija. Le due, però, vengono scoperte dall’insegnante la quale interrompe in maniera brusca la seduta, cosa da non fare mai, infine le caccia entrambe fuori dall’aula e rompe la tavoletta. Da quel momento iniziano a verificarsi una serie interminabile di eventi alquanto inquietanti e bizzarri. Estefania, infatti, inizia ad avere delle convulsioni e stati alterati di coscienza durante i quali riteneva di vedere un gruppo di persone alte, filiformi, fameliche, con dita lunghe, muoversi nelle tenebre della sua stanza e sentiva addirittura le loro voci che la chiamavano per nome dicendo: ”Vieni da noi”. I familiari, inoltre, confermavano di udire distintamente dei rumori alquanto sospetti, come struscii di piedi nel bel mezzo della notte o strani suoni a qualsiasi ora del giorno. Inoltre anche loro confessano che l’aria in casa si era ormai fatta molto pesante e avevano la sensazione di essere osservati dalle fessure delle porte e sembrava quasi di vedere qualcuno muoversi nell’oscurità. Durante i 6 mesi successivi, Estefania visita diversi centri di salute ma nessun medico riesce a fare una diagnosi precisa della malattia che la affligge. Purtroppo questa giovane ragazza, ormai logorata fisicamente e mentalmente, entra in uno stato di coma e viene ricoverata nell’ospedale Gregorio Maranon il 14 Agosto del 1991 dove poco dopo vi muore in circostanze molto strane.

Sembrerà assurdo ma la parte più spaventosa di questa storia inizia proprio dalla morte della ragazza in quanto, nella casa di Estefania, la famiglia Gutierrez inizia a subire sulla propria pelle un vero e proprio incubo da film dell’orrore. L’intera casa sembra posseduta, iniziano ad aprirsi e chiudersi le porte, i crocifissi vengono staccati dalle pareti con violenza, si sentono voci nella notte, le presenze e le ombre si fanno sempre più invadenti e minacciose; a volte i familiari di Estefania si svegliano con i muri graffiati e i mobili spostati, ma non di qualche centimetro, bensì di metri. e con delle ombre che sembrano strisciare sotto le porte per entrare nelle stanze.
Una notte in particolare tali fenomeni sono talmente violenti che i Gutierrez decidono di chiamare la Polizia, alle 2:30 circa di notte tutta la famiglia era fuori di casa, nel mezzo della strada, ad aspettare la polizia. Quando i poliziotti entrano in casa vengono travolti da una serie di eventi paranormali tutti ben documentati nei minimi dettagli nel rapporto fatto in caserma. La temperatura all’interno della casa era bassissima, l’ambiente gelava il sangue, gli uomini della polizia vedono crocifissi ruotare, quadri muoversi, segni evidenti di graffi sui muri; ma soprattutto una presenza oscura in corridoio molto alta. I poliziotti non riescono a restare neanche un minuto dentro la casa, escono terrorizzati da tale visione. Il tutto viene interamente documentato dalla polizia. Infine, l’evento che fece veramente rabbrividire la famiglia di Estefania fu ciò che viderò una mattina: una delle foto di Estefania che si trovava in sala era stata scaraventata a terra e la parte interna era stata bruciata.

Come avete potuto ascoltare, la Ouija non è un semplice gioco e vi consigliamo di starle il più lontano possibile dato che le conseguenze di un suo utilizzo potrebbero essere drammatiche. Un ultima curiosità è che i diritti di produzione di questa tavola sono stati acquisiti dalla Hasbro, il noto colosso che produce giocattoli per bambini. Pazzesco vero?

Di seguito potete leggere la traduzione del referto originale della polizia:

In casa c’era un’atmosfera molto strana, quasi misteriosa. Quando eravamo seduti in compagnia di tutta la famiglia abbiamo potuto sentire e osservare la porta di un armadio che aprirsi in maniera brusca e alquanto innaturale, solo dopo verificammo che tale porta era stata perfettamente chiusa. Questo evento scatenò una serie di seri sospetti nell’ispettore capo e nei 3 poliziotti presenti.

…non abbiamo neanche avuto il tempo di sorprenderci e di commentare l’accaduto che si produsse un forte rumore in terrazza dove comprovammo immediatamente che non c’era nessuno, il che aumentò i sospetti. L’accaduto stava prendendo una piega inaspettata.

…in un secondo momento, potemmo verificare e osservare che su un tavolino, dove vi posava il telefono, e in particolare sulla tovaglia appoggiata sopra, comparve una macchia di colore marrone. Ad un’analisi successiva in laboratorio verificammo che tale macchia era stata identificata composta da bava animale.

Nel percorso che facemmo tra le varie stanze della casa osservammo un crocifisso di legno che, in preda a un fenomeno sconosciuto, stava girando su se stesso e la figura di Cristo si stava lentamente staccando dalla croce.

…dopo alcuni commenti delle sorelle della vittima, esse presero il Cristo, che ormai si era staccato ed era finito sul pavimento, e lo attaccarono dietro la porta della stanza vicino a un poster. Anche in questo caso si verificò un fenomeno alquanto strano: 3 graffi comparvero improvvisamente dal nulla sul poster.

I conclusione; i quattro poliziotti certificarono che in quel luogo, in quella umile casa di Vallecas, si verificarono un certo numero di fenomeni inspiegabili.

 

 
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Pubblicato da su 11 maggio 2014 in Maledizioni e possessioni

 

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