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Poltergeist di Rosenheim – Fantasmi o poteri psichici?

Poltergeist di Rosenheim – Fantasmi o poteri psichici?

Uno dei fenomeni più affascinanti e di certo controversi che riguarda il mondo dei fenomeni psichici e paranormali è quello del “Poltergeist”. La traduzione letterale dal tedesco di questa parola è “Fantasma rumoroso” e consisterebbe in energia cinetica che si manifesta da una fonte fisicamente sconosciuta. I testimoni di tali attività parlano spesso di oggetti che volano per la stanza, mobili che si spostano da soli, luci che vanno e vengono, suoni da fonti non determinate, come il bussare a una porta senza la presenza di nessuno, e persino attacchi fisici reali! Da quale fonte questa energia si manifesti è ancora oggi motivo di leggende e dibattiti tra i ricercatori paranormali e non e nel corso della storia sono numerose le storie di Poltergeist, alcune ritenute quasi sicuramente bufale, altre invece senza una spiegazione razionale.

Uno dei casi che ha sconvolto l’opinione pubblica per la sua particolarità e stranezza, nonché uno dei più documentati e conosciuti, è quello che è avvenuto negli anni 60 a Rosenheim, una cittadina dell’Alta Baviera, in Germania. Per svariati mesi, gli uffici dell’avvocato Sigmund Adam segnalarono bizzarri incidenti come oggetti che si spostavano da soli, chiamate misteriose e altre stranezze, un caso molto simile a quello del poltergeist di Enfield che sarebbe avvenuto solo dieci anni più tardi gli eventi di Rosenheim in Inghilterra e di cui abbiamo già ampiamente parlato in uno dei nostri video. Quest’ultimo caso è ancora oggi additato dai critici come una delle più grandi bufale mai create, altra storia invece per il Poltergeist di Rosenheim che avrebbe alcune prove schiaccianti che dimostrerebbero la sua veridicità.

Tutto iniziò nel luglio del 1967, quando i telefoni degli uffici dell’avvocato Sigmund Adam, ognuno dei quali aveva una sua linea telefonica, cominciarono a squillare insistentemente, centinaia di telefonate venivano registrate dalla centrale sebbene, apparentemente, nessuno usasse il telefono. In un primo momento si pensò ad un pessimo scherzo, ma più il fenomeno aumentava di intensità, più Adam si chiedeva se tutto ciò non fosse dovuto in realtà a un guasto tecnico. L’avvocato spazientito allora chiamò un tecnico che sostituì tutti i telefoni constatando anche che non c’era nessun problema sulle linee telefoniche degli uffici, tuttavia le misteriose chiamate continuarono incessantemente fino a quando, nel mese di ottobre, cominciarono ad affiancarsi altri fenomeni ancor più strani: Le valvole elettriche saltavano, le luci si accendevano e si spegnevano spontaneamente, le lampade al neon si bruciavano o si svitavano. A questo punto Adam si vide costretto a chiamare ancora una volta un tecnico e quando gli elettricisti vennero a controllare cavi e fusibili sembrava tutto nella norma finché non usarono un misuratore di tensione per determinare se ci fossero sbalzi di corrente. Vennero registrati enormi picchi di potenza che avrebbero dovuto spazzare via ogni singolo apparecchio elettronico nell’edificio, eppure nessun fusibile era stato bruciato o compromesso. Successivamente l’intero impianto venne sostituito con un generatore autonomo, ma sorprendentemente gli sbalzi continuarono anche dopo, a quel punto l’avvocato e tutto il personale che lavorava in quegli uffici letteralmente impazziti, erano con le spalle al muro dopo aver provato ogni genere di soluzione invano.

Gli strani fenomeni divennero noti in città fino ad arrivare all’orecchio del dott. Hans Bender, un noto parapsicologo che nel 1941 fondò a Strasburgo l'”Istituto di Psicologia Clinica” e nel 1950 a Friburgo in Brisgovia l'”Istituto per i territori di confine della psicologia e dell’igiene mentale”, che è tuttora il più grande istituto privato di ricerca in parapsicologia. Bender, insieme a due fisici, durante le sue indagini potè assistere ai lampadari che si muovevano da soli e alle rotazioni di quadri appesi alle pareti che a volte cadevano addirittura a terra. Con l’avanzare delle indagini fu installato un videoregistratore e si poté fotografare il dondolio delle lampade. Sorprendentemente per la prima volta nella storia si era riusciti a filmare un fenomeno di poltergeist. Durante le indagini i fenomeni non cessavano affatto: i cassetti si aprivano da soli, i soprammobili volavano via e una grande libreria del peso di oltre 180 kg si spostò dal muro di circa 10 centimetri. Gli uffici stavano subendo grossi danni, dunque l’avvocato Adam sporse una denuncia “contro ignoti”, dunque la polizia avviò un’ulteriore indagine per capire se qualcuno stesse sabotando gli apparecchi elettronici, ma non trovò nulla di sospetto.

Il dott. Hans Bender continuò le sue indagini fino a quando trovò un filo comune che sembrava collegare tutti gli incidenti che si verificavano in quegli uffici e lo trovò in una ragazza diciannovenne di nome Anne-Marie Schaberl, una dipendente che lavorava per l’avvocato. Sembrava che tutti gli incidenti avvenissero durante i momenti in cui la giovane era presente negli uffici e cessassero quando se ne andava. Durante gli ultimi mesi di “infestazione”, l’attività aumentò e ci furono numerosi avvenimenti che parevano provenire da forze esterne, tutti incredibilmente concentrati intorno ad Anne-Marie. Infine tutto cessò di colpo quando, nel mese di gennaio del 1968, Anne-Marie cambiò posto di lavoro lasciando lo studio dell’avvocato. Naturalmente la prima supposizione che si fece riguardava la proprio la ragazza, era stata forse lei ad orchestrare tutto per attirare l’attenzione? Dopotutto lei era una donna con un passato molto travagliato, con comportamenti isterici e un rapporto difficoltoso con la famiglia e con gli altri, per questo anche malvista dai suoi colleghi. Quasi tutti puntavano il dito contro Anne-Marie, si pensò anche che agì con l’aiuto di qualcuno, tuttavia non furono mai trovate delle prove che la incastrassero ed è proprio a partire da questo punto che alcune controverse teorie piuttosto interessanti prendono il largo.

Alcuni ritengono che il coinvolgimento di Anne-Marie non sia stato intenzionale, ma piuttosto si basa sulla teoria secondo cui un’attività poltergeist come quella di Rosenheim avrebbe una fonte piuttosto umana. Un esame psicologico della ragazza rivelò “labilità psichica, elevata eccitabilità, bassa tolleranza alle frustrazioni”. Si constatò quindi che gli incidenti avvenivano quando Anne-Marie era disturbata emotivamente. La giovane non era contenta del proprio lavoro e nel tardo pomeriggio, proprio quando avveniva la maggior parte delle numerose chiamate telefoniche, era disperatamente ansiosa di tornare a casa. Siamo ancora una volta di fronte agli incredibili poteri nascosti della mente umana? Purtroppo non ci sono le prove certe anche se questa spiegazione potrebbe trovar credito in numerose attività poltergeist documentate. Naturalmente gli scettici ritengono che fu tutto uno scherzo orchestrato da Anne-Marie che aveva un forte desiderio di attirare l’attenzione su di sé. Voci sulla ragazza dicono che ovunque lei andasse causava problemi simili a quelli dello studio dell’avvocato Adam, poi un giorno si sposò e non vennero riportati più incidenti, forse finalmente aveva trovato la pace con se stessa.

I bizzarri eventi accaduti a Rosenheim tra il 1967 e il 1968, di certo sono i più documentati tra le storie di attività paranormale. Sia che sia stata tutta una truffa, un caso di telecinesi o di vero e proprio poltergeist, questo caso ha fatto parlare molto di se e ancora oggi quegli eventi sono sotto esame sia dagli scettici, come prova che l’uomo è capace di architettare vere e proprie bufale a regola d’arte, sia dai sostenitori di teorie controverse, come prova che molto probabilmente il paranormale di oggi è la scienza di domani.

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Pubblicato da su 12 giugno 2017 in Maledizioni e possessioni

 

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Winchester House – Una casa unica al mondo

Winchester House – Una casa unica al mondo

Ci sono case in questo mondo che si dice siano possedute da fantasmi o demoni, altre invece sono state testimoni di crudeli omicidi e di conseguenza sono molte le storie che si raccontano su di loro… ma nel mondo esistono forse due o tre case che trasmettono un brivido non tanto per le storie e le dicerie narrate, ma sono comunque in grado di fare paura a chiunque perché sono incredibili e strane. Esistono case così particolari che una volta entrati, non si hanno garanzie di poterne uscire. Benvenuti alla magione Winchester.

Questa casa, conosciuta come una delle più strane e uniche nel suo genere al mondo, si trova a San Jose in California. Questa magnifica costruzione è stata realizzata grazie alla volontà di Sarah Winchester, forse per cercare di placare il pesante senso di colpa che gravava sulla sua coscienza. Sarah infatti era la moglie di William Wirt Winchester, proprietario della Winchester Repeating Arms Company, uno degli uomini più ricchi del XIX secolo grazie alla commercializzazione del famoso fucile Winchester, il primo fucile a ripetizione completamente affidabile e a buon prezzo. William era l’unico figlio ed erede di Oliver Winchester,  tuttavia nonostante l’incredibile ricchezza, egli non riuscì a giovarne per molto dato che poco tempo dopo aver ereditato l’impero di suo padre, morì per una tubercolosi. Il beffardo destino inoltre si portò via anche l’unica figlia che William e Sarah avessero mai avuto; la piccola Annie Pardee Winchester morì per un marasma infantile, lasciando in questo modo, nel 1881, la vedova Sarah Winchester come unica ereditiera di tutti quei soldi derivanti dalle armi e metà della compagnia.

Sarah aveva tutti i soldi immaginabili di questo mondo, ma a che cosa gli servivano se i suoi amori erano stati portati via per sempre dal destino? Con il cuore totalmente spezzato lei non era in grado di comprare la vita o di far tornare indietro il tempo a quando la sua famiglia era al completo. Molti storici raccontano che la quantità di soldi provenienti dalla vendita di armi ammontasse a circa 1.000 dollari giornalieri che corrispondono a più di 20.000 dollari dei giorni nostri, oltre ai diversi milioni presenti nelle banche. Tale quantità secondo gli esperti, avrebbe fatto impazzire chiunque, soprattutto chi, come Sarah, era una persona scossa e tormentata da un evento così drammatico come la morte dei familiari. Sarah cercando di trovare un senso alla propria esistenza iniziò a frequentare ambienti particolari, molti di essi legati al mondo del paranormale come veggenti e medium. A partire da questo punto la storia si offusca nella leggenda e la versione più diffusa del perché Sarah inizió la costruzione della maestosa residenza Winchester è la seguente.

Un giorno Sarah incontrò una medium, quest’incontro fu voluto da Sarah stessa dato che credeva di essere inseguita da una maledizione. Lei era convinta che tutte le anime delle persone uccise a causa dalle armi Winchester tormentassero la sua famiglia. Secondo lei queste anime avevano fatto ammalare prima sua figlia e poi suo marito, portandoli entrambi via per sempre. La medium confermò la sua teoria e aggiunse anche che Sarah poteva fare qualcosa per poter fermare tutte queste anime in cerca di vendetta, si trattava di uno stratagemma non semplice perché richiedeva uno sforzo economico smisurato per una persona normale, ma dato che lei possedeva metà della compagnia Winchester non vi erano problemi per metterlo in atto. Secondo la medium l’unico modo per poter fermare la maledizione consisteva nel trasferimento di Sarah sulla West Coast e lì iniziare a costruire una casa dove poter intrappolare gli spiriti, inoltre tale casa doveva essere in costante costruzione, quindi Sarah avrebbe dovuto ordinare la costruzione di nuove stanze o in caso contrario la maledizione e gli spiriti l’avrebbero raggiunta.

Un’altra spiegazione sulla motivazione che spinse Sarah a volere questa casa è che l’ereditiera dopo la morte del marito, sconvolta decise di trasferirsi lontano da New Haven, quindi dopo un viaggio coast to coast comprò diversi ettari di territorio in California, lo stato dove le persone decidono di ricominciare una nuova vita e qui diede inizio ad una strana forma di intrattenimento che solo lei poteva permettersi. Qualunque sia la ragione che spinse Sarah in California, la cosa certa è che trascorse il resto dei suoi giorni in quella casa costruendo costantemente nuove stanze.

Per più di 38 anni nella magione Winchester si lavorava 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno. Una devota, maniacale e ininterrotta ristrutturazione di proporzioni titaniche. Il tutto realizzato senza progettazioni architetturali, ma solo basate sulla volontà e idee giornaliere di Sarah. La particolarità però sono i modi in cui sono state costruite le nuove stanze, molte di esse per potervi entrare hanno passaggi nascosti per non parlare dell’infinità di porte false. In questa casa ci sono cunicoli interni che danno l’idea di un labirinto, scale che non portano da nessuna parte, pareti false, porte e finestre posizionate sul pavimento, porte che portano ad altre porte, stanze con pareti di vetro e molto altro tra cui il particolarissimo ascensore orizzontale utile negli spostamenti, anche se ci sono diverse fermate che portano a luoghi totalmente vuoti. Ecco alcune delle immagini reali della casa.

Molti dicono che il modo migliore per poter descrivere questa incredibile costruzione sia quello di immaginare la paradossale elaborazione grafica di Maurits Cornelis Escher  trasposta nella realtà. La casa ha attraversato diverse fasi nell’arco degli anni. Molte stanze, balconi e finestre sono state abbattute per fare spazio a nuove costruzioni. Con il passare dei giorni, settimane e anni la casa continuava a crescere sempre di più e nel suo massimo la magione Winchester raggiunse ben sette piani di altezza, ma a causa del terremoto che colpì San Francisco nel 1906 l’edificio venne gravemente danneggiato. Ricostruito in parte ora si dispone solo su quattro piani. Il modo assurdo di costruire e ricostruire senza un masterplan, quindi quasi completamente a caso, ha reso l’edificio una delle strutture più improbabili, non solo da replicare, ma persino da immaginare per la mente umana. Nel 1922, all’età di 83 anni, Sarah Winchester morì nella casa. I servi che avevano lavorato per lei dicevano di aver bisogno di una mappa, realizzata praticamente grazie all’esplorazione della struttura stessa, per poter muoversi all’interno. D’altronde la magione Winchester oggi presenta più di 160 camere conosciute e molte altre da scoprire, infatti proprio quest’anno a ottobre è stato scoperto un nuovo attico arredato da numerosi dipinti, un divano vittoriano, un armonium e delle macchine da cucire.

A quanto pare Sarah Winchester durante la sua realizzazione, nonostante non avesse in mente un piano ben definito, aveva pensato ad alcune particolarità, come per esempio l’uso ricorrente del numero 13, infatti le finestre contengono 13 pannelli di vetro, la serra aveva 13 cupole, ci sono 13 sezioni nel pavimento di legno, perfino alcune delle stanze hanno 13 finestre, candelabri con 13 bracci intrecciati e così via. Di certo l’ossessione con questo numero ha contribuito a fomentare la leggenda che la casa sia stregata e nelle stanze vi siano effettivamente racchiusi i fantasmi e anime delle persone uccise dai fucili Winchester. Molte persone che hanno visitato la casa dicono che si possono sentire rumori strani nelle stanze e hanno anche avvertito la sensazione particolare di essere osservati da qualcuno che si trovava alle loro spalle. Altri addirittura raccontano di aver visto il fantasma di Sarah nelle sue stanze preferite, perfino il programma Ghost Adventures gli ha dedicato un servizio, ma a causa di un evento tragico capitato a Zak Bagans non riuscirono a finire l’episodio.

Casa maledetta o meno oggi è riconosciuta come patrimonio storico della California e potete visitarla pagando 40 dollari all’ingresso. Attenzione però perché se vi allontanate dalle zone segnalate sulla mappa potreste perdervi e rimanere intrappolati in essa. Per sempre…

 
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Pubblicato da su 19 dicembre 2016 in Luoghi inspiegabili e inquietanti

 

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Tavola Ouija – Il Caso della Calle Cañitas

Tavola Ouija – Il Caso della Calle Cañitas

Quella che viene conosciuta come una delle storie legate alla tavola Ouija più terrificanti che siano mai esistite viene spesso presa in considerazione dai demonologi più esperti anche come quella che ha causato in assoluto più danni e sofferenze di tutte. Tutto ebbe inizio una maledetta notte di maggio del 1982. Nel cuore di questa notte molto silenziosa, come un urlo di disperazione, il telefono di padre Thomas iniziò a squillare insistentemente… di solito erano poche le volte che il telefono squillava dato a Città del Messico padre Thomas di solito veniva sollecitato quasi sempre di persona, ma quella telefonata era una richiesta di soccorso, un’emergenza vera e propria. Quando padre Thomas alzò la cornetta del telefono si sentivano urla di paura in sottofondo mentre una voce molto turbata e quasi isterica chiedeva aiuto. Poche furono le parole che il padre riuscì a captare dato che quella persona disperata non sembrava nemmeno in grado di formulare una frase di senso compiuto. Dopo qualche minuto finalmente, Carlos Trejo, il ragazzo che si trovava dall’altra parte del telefono, riuscì a controllarsi e iniziò a raccontare il motivo della telefonata. Egli disse “Padre, abbiamo bisogno di lei… il male… il male si trova in questa casa per colpa nostra… Deve venire qui subito, abbiamo bisogno di lei o moriremo tutti”.

Carlos Trejo, disse che quello che era cominciato come un gioco con una tavola Ouija era diventato in breve tempo un incubo con il manifestarsi di entità che stavano tormentando in quel momento lui e un gruppo di amici. Padre Thomas ascoltò tutto il racconto e poi disse che si sarebbe recato l’indomani a benedire la casa e per il momento gli raccomandò di lasciare una bibbia aperta davanti alla propria porta, ma quello che padre Thomas non sapeva era che non avrebbe mai visitato quella casa e nessun’altra casa in vita sua… Infatti qualche ora dopo la terribile telefonata, proprio mentre si preparava per andare a trovare quelle persone, per qualche ragione ancora sconosciuta, scivolò giù dalle scale cadendo così rovinosamente da procurargli danni cerebrali e quindi la morte, mentre in quello stesso momento, stando ai racconti di diversi testimoni, una bibbia lasciata sulla porta della casa situata al numero 51 della Calle Cañitas iniziava a sanguinare copiosamente. Padre Thomas fu la prima vittima di quella che viene conosciuta come la maledizione della Calle Cañitas.

Le origini di questa storia nascono dal desiderio di mettersi in contatto con una persona cara attraverso la tavola Ouija. Norma, sorella di Carlos infatti qualche mese prima aveva tentato di contattare il suo ex fidanzato morto, senza però ottenere alcun risultato, così durante una notte di festa tra amici decisero di invocare lo spirito di questa persona. Inizialmente erano tutti d’accordo nel fare uno scherzo pesante a Norma facendo finta di essere posseduti, quindi riuniti in cerchio e con solo una candela a fare da lume iniziarono il rituale che li avrebbe spediti tutti in un baratro maledetto di morte, paura e follia per il resto dei loro giorni.

Quella sera avevano bevuto tutti e così il gruppo di amici tra risate e alcool decise di utilizzare la tavola Ouija come un gioco. Inizialmente fecero la domanda di rito, ossia se qualche spirito si trovasse nella stanza. Mentre il bicchiere si spostava verso la scritta “Sì”, diverse furono le persone che iniziarono a sorridere. Successivamente Norma chiese di mettersi in contatto con il suo ex ragazzo e passarono diversi minuti prima che il bicchiere ricominciasse a spostarsi, ma le risposte non avevano alcun senso, anzi, non sembravano nemmeno delle risposte… Sembravano minacce verso gli amici di Norma, come “Non si ride dei morti” e “Non scherzate col diavolo”. Piano piano l’atmosfera si fece gelida nella stanza e gli invitati con occhi incerti iniziarono a guardarsi a vicenda non ridendo più, inoltre in una delle stanze il vento aveva aperto una finestra e si sentiva il fruscio delle foglie e lo sbattere costante della finestra stessa. I fratelli più piccoli di Norma, Jorge e Luis che all’epoca avevano 12 e 14 anni cercarono di chiuderla ma dissero che ogni volta si riapriva da sola, ad ogni modo il rituale andava sempre avanti e Norma chiese di nuovo se fosse lì con loro il suo ex. Il bicchiere a quel punto iniziò a spostarsi tra le lettere della tavola fino a formare la frase: “Non sono il tuo ragazzo ma ora sarò sempre con te. Ora sono dentro Emanuel”. Tutti sbalorditi iniziarono a guardare Emanuel, l’attuale fidanzato di Norma, il quale forse in preda alla paura o a chissà cosa si accasciò a terra iniziando a tremare, alcuni credettero che fosse parte dello scherzo pensato inizialmente ma quando videro che le convulsioni non si fermavano, impauriti iniziarono ad urlare.

Carlos disperato chiamò subito padre Thomas, senza però ottenere un aiuto immediato ma solo la promessa di una benedizione per il giorno dopo. Disperati cercarono soccorso svegliando anche i vicini i quali raccontano che Emanuel si trovava in mezzo alla stanza mentre gli altri ragazzi cercavano di tenerlo fermo. I dettagli più inquietanti, raccolti anche dai giornali dell’epoca, raccontano che i vicini ascoltarono Emanuel urlare cose alquanto orribili nei confronti di tutti i presenti con una voce descritta come “sdoppiata” in particolare la frase che colpì tutti fu: “Non potete fermare quello che avete scatenato” e poi Emanuel con una forza sovrumana si liberò dalla presa iniziando a sbattere la testa contro il muro in modo violento finché non venne placcato di nuovo. Successivamente perse i sensi e vennero chiamate la polizia e l’ambulanza per gli accertamenti. Al suo risveglio Emanuel disse di non ricordare nulla ma solo di essersi accasciato a terra e poi essersi risvegliato in ospedale, così quello che era nato come uno scherzo con la tavola Ouija aveva segnato per sempre i loro destini. Infatti la vita dei Trejo e dei loro amici fu sconvolta da una serie di avvenimenti ritenuti alquanto strani, bizzarri e in qualche modo collegati con l’esperienza paranormale vissuta durante quella maledetta notte.

Al numero 51 della Calle Cañitas, iniziarono ad accadere cose strane e che gli stessi vicini testimoniarono ai mezzi locali prima e nazionali dopo. Nella casa di Carlos a qualunque ora del giorno si sentivano rumori, bisbigli e finestre che si aprivano da sole. Diverse volte la famiglia Trejo cercò di liberarsi da questo male attraverso esorcismi della casa e benedizioni di ogni genere ma i risultati furono sempre gli stessi, dopo qualche mese i fenomeni ricominciavano da capo e con più intensità. Gli oggetti iniziarono a spostarsi da soli, le figure sacre sanguinavano fino ad arrivare a quello che viene descritto da Carlos come la cosa più paurosa mai vista in vita loro. I membri della famiglia Trejo iniziarono ad osservare con la coda dell’occhio una figura nera ed incappucciata che si muoveva attraverso i muri e si spostava nel soffitto. Viene descritta come un’ombra che li inseguiva sempre. Norma in particolare disse che durante la notte quando arrivava l’ora di dormire mentre lei era sdraiata, nel buio, vedeva questa figura scura che sembrava avere degli artigli e che si trovava proprio sopra la sua testa. Spesso appena si sdraiava chiudeva gli occhi pur di non vedere più tale mostruosità, ma quando lo faceva sentiva qualcosa di gelido che si avvicinava a lei e le sussurrava all’orecchio una specie di fischio e lei non apriva più gli occhi fino al giorno dopo per paura di trovarsi di fronte quella cosa orribile e impazzire completamente. Le apparizioni di quest’entità divennero sempre più frequenti anche per gli altri membri. Durante quel periodo era normale che qualcuno si svegliasse nel cuore della notte in preda alla paura perché aveva avuto un brutto incubo o perché credeva di aver avuto un incubo. Fatto sta che piano piano quella presenza paranormale iniziò a deteriorare le menti di tutto il vicinato i quali, forse suggestionati, dicevano di vedere durante le notti una persona alta girata di spalle e tutta vestito di nero dinanzi alla porta dei Trejo.

Logorati da questa vicenda, Carlos e la sua famiglia cercarono di scoprire di più sulla storia della casa dato che sembrava essere questa la fonte di tale orrore, quindi grazie a storici e investigatori del paranormale scoprirono che era situata su di un cimitero di monaci di Tacuba appartenenti ad un ordine della santa inquisizione e in quel luogo i monaci avevano torturato con cruenti metodi tutti coloro che erano ritenuti miscredenti e peccatori. La figura incappucciata quindi rappresentava uno di quei monaci che avevano trascorso la loro vita torturando e ammazzando le persone e che non ha gradito essere disturbato. Inoltre lo sciamano avvertì i Trejo che probabilmente l’ente non li avrebbe mai più lasciati in pace e prima o poi sarebbe tornato per finire ciò che loro avevano iniziato.  

Fino a qui questa storia può sembrare tutto sommato solo una delle tante storie horror di possessioni di cui si sentono spesso la cui maggior parte sembra inventata, ma è proprio qui la differenza con qualunque altra storia. In questo caso i giornalisti iniziarono a interessarsi di questa vicenda solo dopo le morti in circostanze strane di tutte le persone implicate con quel rito avvenuto nel 1982. Emanuel fu la seconda vittima accertata. Durante una notte mentre viaggiava con tutta la sua famiglia in una via poco trafficata, per qualche motivo che non è mai stato chiarito, uscì di strada schiantandosi contro un albero. Non si salvò nessuno dei passeggeri, in particolare la morte di Emanuel fu molto lenta a dolorosa in quanto la sua gola venne attraversata dal tergicristallo. Jorge, uno degli amici dei Trejo e che era presente quella fatidica notte, morì nello stesso identico modo di Emanuel: un’incidente d’auto troncò per sempre la sua esistenza. Anche la morte di Fernando, uno dei partecipanti alla sessione di Ouija, avvenne in circostanze misteriose in quanto venne raggiunto alla testa da una pallottola vagante. Sofia, la moglie di Carlos fu colpita da un tumore cerebrale che la portò via per sempre a soli 28 anni, in particolare quest’ultimo avvenimento fu per Carlos un colpo così duro che decise di abbandonare quella casa. In quel periodo così delicato il suo migliore amico Guillermo era il suo unico sfogo e con un po’ di fortuna riuscì anche a trovare qualcuno che era interessato ad acquistare la casa, ma ancora una volta il destino sotto vesti scure travolse di nuovo la vita di Carlos. L’acquirente della casa il giorno in cui doveva firmare le carte morì in un incidente stradale, ma soprattutto il suo migliore amico ebbe un incidente domestico mortale.

Diversi demonologi che visitarono negli anni quella casa subirono destini strani come Sergio che nel 1992, mentre cercava di comunicare con l’entità, fu preda di un infarto cardiaco fulminante. Altri invece impazzirono e si suicidarono come Miguel che nel 1996 si buttò sotto una macchina anche se i giornali dell’epoca parlarono di un incidente più che di un suicidio. Anche Nancy, un’amica di famiglia dei Trejo, nel 1999 si suicidò dopo aver seguito le prime investigazioni del caso. Nel 2000 invece Jorge Trejo, fratello minore di Carlos, morì dopo una violenta possessione… Come avete capito la lista è davvero lunga, si calcola che circa 15 persone siano morte da allora, persone che erano implicate direttamente o indirettamente con la casa numero 51 della ormai tanto famigerata quanto maledetta Calle Cañitas.

Carlos è ancora vivo ed è tornato ad abitare da solo in quella casa che si è portato via tutto quello che aveva e durante un’intervista racconta che ormai si tratta di una questione personale tra lui e quell’entità. Coloro che vogliono visitare la casa sono assolutamente liberi di farlo, il cancello è sempre aperto, al suo ingresso però troverete un cartello che recita: “Vietato parlare di fantasmi, vietato fare foto a Carlos Trejo e vietato fare foto dentro la casa”. L’ultima morte accertata a causa di questa casa è avvenuta nel 2015. Se siete ancora interessati a visitarla la via la conoscete già… Felice Halloween e sogni d’oro.

 
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Pubblicato da su 2 novembre 2016 in Maledizioni e possessioni

 

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L’esorcismo di Roland Doe – La vera storia del film “L’esorcista”

L’esorcismo di Roland Doe – La vera storia del film “L’esorcista”

Cosa si nasconde dietro quella patina sottile di ciò che conosciamo come realtà? Esistono per caso misteriose entità che hanno il forte desiderio di abitare i nostri corpi e le nostre menti? Nel corso della storia sono numerosissimi gli eventi che hanno visto necessario l’uso di esorcismi… Vere infestazioni demoniache, seri problemi mentali, in ogni caso è stato percepito il bisogno urgente di eliminare le entità che logoravano l’anima e l’integrità fisica di una certa persona. Uno dei più terrificanti veri esorcismi ruota intorno a un giovane ragazzo e la storia che vi stiamo per raccontare supera di gran lunga l’efferatezza degli esorcismi che vi abbiamo narrato nei video precedenti, tanto che ha influenzato la considerazione di esorcismo nella comunità pubblica. Esso è stato d’ispirazione anche per uno dei film più spaventosi della storia del cinema. Ecco la storia che ispirò il film “L’esorcista”.

Tutto inizia nel 1948 a Cottage City, una minuscola cittadina di poco più di 1000 abitanti nel Maryland. Qui viveva un giovane ragazzo di 13 anni noto solo con lo pseudonimo “Robbie Mannheim”. Figlio unico la sua era una famiglia tedesca luterana. Robbie era un ragazzo molto studioso e tranquillo, timido, riservato e senza amici tanto che i suoi compagni di gioco erano per lo più membri della sua famiglia, in particolare la zia Harriet. Sua zia era una spiritista e come tale possedeva vari oggetti occulti e maledetti, tra cui una tavola Ouija. Un giorno il ragazzo espresse il suo interesse per quella tavola e la zia fu estremamente contenta di fargli vedere come funzionava. I due trascorsero quasi l’intera estate a giocare con la tavola Ouija e il ragazzo divenne sempre più ossessionato da essa fino a quando, in un giorno del 1949, sua zia morì in circostanze misteriose e le cause della morte furono determinate come naturali. Robbie non solo aveva perso la zia, ma anche la sua migliore amica, dunque cercò di mettersi in contatto con lei attraverso la tavola. Proprio da questo punto la storia si veste di risvolti alquanto macabri e bizzarri.

Poco dopo la morte di zia Harriet, la famiglia iniziò a sperimentare sulla propria pelle una serie crescente di strani eventi inspiegabili. Inizialmente tutto era abbastanza innocuo come suoni di gocce d’acqua senza nessuna fonte apparente o lievi rumori di graffi sulle pareti. La famiglia non diede molto peso, fino a quando non ebbero problemi con l’impianto idraulico. A quel punto il padre di Robbie controllò le tubature da cima a fondo spaccando anche diverse sezioni di muro, ma tutto era perfettamente normale. Per un po’ tutti cercarono di ignorare quei rumori misteriosi, fino a quando gli strani eventi progredirono in maniera talmente spropositata da non poter più far finta di nulla! I suoni di graffi e di gocce d’acqua ora erano accompagnati da un rumore stridente di numerosi passi che molto spesso svegliavano la famiglia bruscamente nel mezzo della notte. Molti altri rumori si potevano sentire ad ogni ora del giorno come porte che sbattevano, qualcuno che bussava, spesso provenienti da dentro le mura o sotto il pavimento. In un secondo momento i rumori si trasformarono in vere e proprie attività poltergeist. Dagli oggetti più piccoli fino a pesanti mobili… Tutto cominciava a muoversi per conto proprio. Era per caso lo spirito di zia Harriet che stava cercando di stabilire un contatto o qualcosa di più sinistro?.

Gli eventi inquietanti non accennavano a fermarsi, giorno dopo giorno aumentavano di frequenza e la salute dell’intera famiglia venne messa in serio pericolo. I vetri si frantumavano, le immagini religiose, di cui la casa ne era piena dato che la famiglia era molto devota, cominciarono a tremare e spaccarsi al suolo. Il primo membro della famiglia ad accusare sul proprio corpo quei terribili eventi fu proprio Robbie. Un giorno si svegliò pieno di graffi e lividi senza nessun motivo apparente. Improvvisamente tutte le attività sembravano concentrarsi sul ragazzo. Un giorno la madre sentì degli strani rumori provenire da camera sua e quando aprì la porta lo vide sul letto in preda a pesanti convulsioni. Apparentemente l’entità che infestava la casa seguiva Robbie anche a scuola dove in almeno un’occasione il suo banco è stato visto muoversi da solo fino a rompersi. Tutto ciò deteriorò la personalità e il comportamento di Robbie. Il ragazzo normalmente tranquillo e timido cominciò a diventare aggressivo e incline all’ira, nonché violento nei confronti dei propri genitori. Più volte venne riferito che bestemmiava con una voce che sembrava essere di qualcun altro, a volte parlava addirittura in latino, una lingua che Robbie non conosceva minimamente. I genitori erano molto preoccupati per questo suo comportamento e lo portarono da svariati medici e psichiatri, ma dovunque andassero non si scoprì nulla di anomalo, era praticamente sano. Senza risposte concrete i fenomeni peggioravano sempre di più e la famiglia si rivolse infine alla chiesa chiamando il reverendo Luther Miles Schulze che inizialmente scettico decise di aiutarli.

Durante la permanenza del reverendo Schulze in casa di Robbie, poté sperimentare numerosi eventi strani descritti dalla famiglia in precedenza, dunque concluse che una forza malvagia dimorava la loro casa e in particolare era ossessionata dal giovane Robbie. Dunque eseguì un semplice rito luterano che non sembrò sortire nessun effetto. Il reverendo capì di aver a che fare con una forza troppo potente per lui e mandò la famiglia dal prete cattolico Edward Hughes. Egli riferì che quando vide per la prima volta il ragazzo notò uno sguardo cupo, come se non ci fosse nulla dietro i suoi occhi. Quando Hughes, durante una delle sue visite, mise la Bibbia sul tavolo di fronte al ragazzo, disse che la sua sedia cominciò a vibrare per poi levitare con lui ancora seduto. A quel punto il prete chiede al ragazzo “Chi sei?!” in latino e ricevette una risposta nella stessa lingua: “Io sono una legione”. La risposta inquietò il prete per due motivi. Il primo per il fatto che Robbie aveva capito il latino, il secondo che la risposta implicava che c’era più di una entità che risiedeva all’interno del giovane. A fronte di questo Hughes si convinse che l’esorcismo era l’unica via di salvezza per il ragazzo ma non era del tutto fiducioso nelle sue capacità dato che non aveva nessuna esperienza nel campo e questo sarebbe stato per lui il primo esorcismo. Per cercare di mantenere tutto sotto controllo, dovette andare con Robbie al Georgetown University Hospital, un ospedale gesuita, dove l’esorcismo sarebbe stato monitorato dai fratelli gesuiti. Appena il ragazzo varcò la soglia dell’ospedale divenne estremamente violento: urlava oscenità, tirava calci e pugni a ogni cosa e sputava in faccia alle persone. Gli infermieri furono costretti a trattenerlo con cinghie da polso per tutta la durata dell’esorcismo, ma questo non fece altro che rendere il ragazzo ancora più violento. L’ultima sera, Robbie, o qualsiasi altra cosa lo stesse controllando, durante un esorcismo riuscì a liberarsi da una delle restrizioni che aveva al polso, dopodiché strappò una delle molle del letto, una prodezza fuori dalla portata di un qualsiasi ragazzo della sua età, e quindi ferire Padre Hughes dal polso al gomito. La profonda ferita riportata portò ad annullare il rito e Robbie venne mandato a casa.

Nelle settimane successive furono svariati i preti che tentarono di esorcizzare il giovane Robbie e tutti andarono incontro a terribili esperienze. Molti preti dissero che durante gli esorcismi, il corpo del ragazzo si riempiva di lividi che a volte formavano della parole come “Hell” o “Evil”. Una volta, quando i sacerdoti stavano recitando una preghiera, la parola “HELLO” sarebbe apparsa sul petto di Robbie davanti ai loro occhi. A questo punto, dopo settimane di sforzi e oltre trenta esorcismi infruttuosi, i sacerdoti, in particolare un certo Padre Bowdern, stanchi e afflitti, decisero di provare un ultimo e disperato tentativo nel battezzare Robbie e costringendolo alla Santa Comunione. Essi erano convinti che se fossero riusciti a convertire il ragazzo al cattolicesimo, i riti di esorcismo avrebbero avuto effetto. Tuttavia quando venne presentata l’ostia della comunione il ragazzo si trasformò in una bestia gettando a terra tutti gli uomini presenti nella stanza con una forza sovrumana. Con gli ultimi sforzi rimasti i sacerdoti riuscirono a trattenere il ragazzo e infilargli l’ostia in gola frantumandosi le dita mentre Robbie masticava. Per parecchi giorni dopo la comunione non ci fu alcun cambiamento in Robbie, tuttavia un giorno accadde qualcosa di strano. Il ragazzo si svegliò  e con una voce chiara disse “Satana! Satana! Sono San Michele e tu, Satana e gli altri spiriti maligni vi ordino di lasciare il corpo ora”. San Michele non è nient’altro che l’Arcangelo che in origine si dice abbia gettato Satana dal cielo in esilio. Dopo questo bizzarro accadimento Robbie tornò improvvisamente il ragazzo tranquillo di prima. L’esorcismo era finalmente riuscito.

La  vera identità del ragazzo e il nome rimangono un completo mistero, oggi è conosciuto solo con gli pseudonimi di “Robbie Mannheim” e talvolta “Roland Doe”. In totale ci furono più di quaranta testimoni e ciò che sappiamo oggi lo dobbiamo a numerosi e dettagliati diari dei preti che hanno assistito a quelle terribili scene. La straordinarietà di questo caso ispirò molti romanzi e forse il più famoso è quello di William Peter Blatty che affascinato da tutta la storia scrisse “L’esorcista” da cui deriva il film omonimo considerato il film più spaventoso mai realizzato. Ma cosa è successo dunque a Robbie Mannheim? Era solo un’anima tormentata che implorava attenzione? Fu un’implosione mentale causata da un giovane psicologicamente disturbato? O c’è qualcosa di più… Potrebbe questo ragazzo essere stato davvero tenuto sotto l’influenza insidiosa di forze demoniache oltre la nostra realtà? Qualunque possa essere la risposta, questo caso continua a suscitare polemiche, dibattiti e discussioni ancora oggi. Probabilmente la verità non la sapremo mai con certezza e la risposta alla domanda se esistano davvero forze del male desiderose di impossessarsi del nostro corpo rimane sconosciuta

 
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Pubblicato da su 10 ottobre 2016 in Maledizioni e possessioni

 

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The Entity – La sconvolgente storia di Doris Bither

The Entity – La sconvolgente storia di Doris Bither

Questa storia per la quantità di fatti bizzarri che vengono narrati, per la quantità di prove che sono state documentate e per le atrocità accadute è senz’altro una delle più macabre mai raccontate tanto da risultare inverosimile. Purtroppo in casi come questi distinguere in modo inconfutabile ogni fatto reale nonostante, e ripeto, le numerose prove che lo sostengono; è veramente difficile. Noi ci limiteremo a raccontare la storia così come viene tramandata dai protagonisti, i quali con sommo orrore rivivono attraverso i ricordi quelle terribili notti. Alla fine sarete voi a trarre le vostre conclusioni.

La vita di Doris Bither all’età di 30 anni era un vero e proprio disastro sotto diversi aspetti. Madre single, alcolizzata, abitava con i suoi quattro figli in una piccola casa di Culver City nel sud della California agli inizi degli anni 70. All’epoca dei fatti i suoi figli avevano 6, 10, 12 e 13 anni. Tre maschi e una femmina, la più piccola. Doris viene descritta come una donna minuta e davanti agli occhi degli sconosciuti appariva come una persona con diversi problemi emotivi tanto da sembrare quasi patologici, ma quello che le persone ignoravano era che l’origine dei mali che pativa la signora Doris non erano di questo mondo e lei era una vittima nelle grinfie invisibili di forze sovrannaturali che la attanagliavano giorno dopo giorno. Le giornate per la famiglia Bither erano come quelle della maggior parte delle persone disagiate di Culver City, la loro casa era piccola, sporca, maleodorante e a malapena riuscivano ad avere tre pasti al giorno e un letto caldo… E se questa vi sembra già una situazione difficile, pensate che questa parte della giornata era quella più “normale”, perché al calar del sole quando le tenebre invadevano ogni angolo di quella piccola casa le cose peggioravano in maniera drastica.

Ogni notte, quando Doris e i suoi figli andavano a dormire, iniziava un incubo ad occhi aperti; la temperatura in tutta la casa scendeva di colpo e nell’aria si potevano sentire presenze strane, mentre Doris aveva la sensazione che qualcuno o qualcosa fosse appostato negli angoli bui della sua stanza e la osservasse per colpirla nel momento appropriato. Nelle rispettive camere i suoi figli si nascondevano sotto le coperte utilizzandole come se fossere un riparo dai mostri… Solo che questi erano mostri reali e avrebbero fatto presto visita a Doris. I quattro piccoli bambini si mettevano a piangere perché erano consapevoli che di lì a pochi minuti avrebbero sentito le urla della loro mamma spaccare il silenzio della notte. La povera signora Doris, ogni notte infatti, si sentiva bloccata da qualcosa, lei cercava di sottrarsi a questo essere che la sovrastava ma ogni sforzo era vano. Quest’esperienza non si trattava di una semplice sensazione come una paralisi nel sonno, lei poteva veramente sentire che c’era qualcosa lì nel buio che si trascinava attraverso i muri e lentamente attraversava la stanza per poi sostare davanti al suo letto. Mentre quel qualcosa si avvicinava a lei si poteva sentire un sogghigno che avrebbe gelato il sangue a chiunque! Doris, sempre inerme ma con gli occhi ben aperti, poteva constatare che quella orribile cosa si insinuava attraverso le coperte e risaliva verso di lei e con esso aumentava il fetore che si propagava nelle sue narici. L’essere freddo come un cadavere mano a mano che risaliva iniziava a farle del male fisico. Doris sentiva che qualcosa affondava le sue grinfie e suoi denti nella propria carne. ma lei restava inerme, era solo in grado di urlare… Quando trovava le forze per farlo, ma questa purtroppo non era l’unica violenza che quell’essere orribile faceva su di lei. Quando la signora Doris non era più nemmeno in grado di urlare e smetteva di lottare, quella cosa iniziava a seviziarla e l’unica cosa che poteva fare la povera donna era piangere, sperando che tutto questo finisse il più presto possibile. Così tutte le notti si consumavano orrori indescrivibili nella casa presente al numero civico 11547 di Braddock Drive nei primi anni 70.

Per pura casualità o per uno scherzo del destino, il 22 agosto 1974, Kerry Gaynor e Barry Taff, due investigatori che lavoravano per il laboratorio di ricerca di parapsicologia per la UCLA, facero una conferenza sul soprannaturale nella biblioteca della sua città e proprio quel giorno Doris si trovava in quella biblioteca. Dopo un tentennamento iniziale decise di parlare con i due soggetti, i quali non si dimostrarono particolarmente interessati inizialmente dato che Doris si era presentata con un forte odore di alcol, ma quando fece vedere i lividi, i graffi e gli ematomi che si disegnavano su tutto il corpo, i due investigatori cambiarono idea perché quei segni sembravano essere il risultato di una lotta con una bestia più che con un essere umano. Qualche giorno dopo i due si presentano all’appuntamento presso la residenza della signora Doris. La casa da fuori appariva come tutte le altre della zona, non attirava particolarmente l’attenzione e non aveva alcun aspetto lugubre o strano. Ben diversa invece era la situazione all’ interno della costruzione. L’ambiente viene descritto dai due come “caotico e degradato”. C’erano bottiglie di alcol sparse in tutta la casa, spazzatura ovunque, piatti sporchi e ammassati in cucina per non parlare dei figli, sporchi e lasciati a se stessi. Era evidente che Doris non era in grado di reggere la situazione in cui si trovava e non poteva svolgere i suoi doveri di genitore. Quel giorno l’atteggiamento da parte della signora Doris nei confronti dei due investigatori rispecchiava perfettamente l’interno della sua casa; ossia fu poco accogliente e poco collaborativa. Quindi Kerry e Barry pensando di aver perso invano del tempo abbandonarono l’abitazione sperando di non vederla mai più. Il giorno seguente invece con loro grande sorpresa ricevono una chiamata disperata da parte di Doris che in lacrime e con una voce secca quasi strozzata dal dolore implorava il loro aiuto perché le cose da quando si erano visti erano peggiorate.

Nelle dieci settimane successive vennero documentati tutti gli eventi legati al paranormale che accaddero in quella casa e i risultati furono estremamente sorprendenti. Le relazioni presentate e pubblicate parlano di tremolii continui delle luci di casa, rumori strani, cassetti che si aprivano da soli ma  soprattutto delle sensazioni provate dall’intero team di ricerca che sono incredibilmente coincidenti con quelle descritte da Doris durante le aggressioni. Infatti anche loro parlano di continui cali di temperatura e di una sensazione di soffocamento, per non parlare delle ventate di odore ripugnante che dal nulla si presentavano quando la signora Doris inveiva nei confronti degli spettri. Secondo gli studiosi c’erano ben quattro entità che si manifestavano, uno in particolare veniva chiamato “Mr. Who’s it” e si credeva fosse lo spirito innocuo di un signore anziano. I ragazzini infatti sembravano abbastanza legati a lui in qualche modo e si ipotizzava che fosse addirittura il loro nonno deceduto da poco. Se questa entità si dimostrava poco pericolosa, non si poteva dire lo stesso delle altre tre, soprattutto nei confronti di Doris che sembrava essere il loro bersaglio preferito. Le descrizioni e le storie che lei raccontava su di loro sono atroci e stando alla sua testimonianza, due di essi erano piccoli di statura ed erano coloro che la tenevano ferma mentre l’altra entità, quella più alta e mostruosa, la violentava.

Il team di ricerca, dopo aver raccolto le testimonianze e dopo aver anche documentato i fenomeni di poltergeist, non erano convinti di pubblicare la storia perché in fondo stavano parlando di uno stupro da parte di un essere che si presentava solo in alcuni momenti e che, nonostante i lividi e i segni sul corpo tipici degli abusi di questo tipo, nessuno poteva verificare con certezza assoluta. Insomma, era una scommessa e si giocavano la reputazione. Chi avrebbe mai anche solo ascoltato una storia simile? Fu solo la disperazione di quella famiglia a convincerli; erano la loro unica speranza, ma prima di andare avanti decisero di aumentare l’autenticità delle prove, ragion per cui vennero ingaggiati dei fotografi professionisti ai quali venne esplicitamente chiesto di scattare  tutte le fotografie con le Polaroid, dato che non possono essere alterate in alcun modo, inoltre venne anche ingaggiata una troupe per fare le riprese con delle attrezzature all’avanguardia per l’epoca in modo tale da poter raccogliere quanti più frame di immagini possibili. Un giorno quando si trovavano tutti nella stanza della signora Doris, dove normalmente questi fenomeni facevano la loro comparsa, decisero di provare un nuovo metodo quindi chiesero alla donna di imprecare nei confronti delle entità e di sfidarli… A parte Doris, erano tutti in silenzio e inizialmente non accadde nulla, ma mano a mano le maledizioni fuoriuscivano dalla bocca della gracile donna, più le luci della stanza presentavano un tremolio di intensità crescente; in poco tempo la stanza divenne fredda e un fetore iniziò a manifestarsi nella stanza e proprio quando la tensione era ai livelli massimi apparve quello che stavano cercando da settimane; l’entità.

Più di trenta persone presenti quel giorno non dimenticheranno mai più quello che si manifestò davanti ai loro occhi. In mezzo a un atmosfera da film horror, proprio in un angolo di quella stanza si era formata una specie di nebbia di colore verdastro oscuro e piano piano prendeva la forma di un essere tanto enorme quanto mostruoso. La maggior parte dei testimoni assicura che dopo pochi secondi la comparsa della nebbia, s’intravedeva il torso muscoloso di un essere di dimensioni abnormi e pochi istanti dopo era tutto scomparso. I presenti rimasero attoniti e increduli con gli occhi sgranati nella direzione dove fino a pochi istanti prima si era presentata l’entità. Lo shock fu tale che pareva che i testimoni fossero caduti in una specie di catalessi collettiva, sembravano tutti bloccati, il loro cervello non riusciva a comprendere con logica quello a cui avevano assistito. Uno di loro addirittura perse i sensi e il tonfo prodotto della sua caduta rovinosa fu il suono che li fece riprendere coscienza e tutti si precipitarono ai propri macchinari di ripresa per poter rivedere l’entità. Come accade spesso in questi casi, la tecnologia si dimostrò inaffidabile e i macchinari per i filmati non avevano ripreso la scena. Invece le fotografie scattate con le Polaroid sia prima che dopo la manifestazione presentavano quasi tutte delle chiazze di luci particolari e delle ombre strane. Una delle poche fotografie scattate che riprendeva con nitidezza l’intera scena è questa e rappresenta l’immagine emblema del caso di Doris Bither. Nella foto che vedete in copertina, si può osservare un arco di luce proprio sopra la testa di Doris. Diversi esperti negli anni analizzarono la fotografia e tutti raggiunsero lo  stesso verdetto: la fotografia è autentica e la figura di luce non è un errore di sviluppo del macchinario o della pellicola, inoltre il dettaglio più importante si trova esattamente sopra la testa di Doris, infatti se si osserva con attenzione, la luce non subisce alcun tipo di deformazione nonostante ci siano degli angoli nella stanza, quindi l’effetto non poteva essere creato da una luce artificiale. In aggiunta, la testimonianza delle trenta persone presenti quel giorno, fanno di questo il caso paranormale più accreditato della storia.

Per gli esperti questo è un caso più unico che raro tant’è che molti di essi ritengono che le entità terribili che si sono manifestate in realtà sono creazioni della stessa Doris, la quale possiede un potere alquanto incredibile capace di attirare una quantità di energia negativa aprendo varchi con il mondo del soprannaturale. Questo spiega anche perché le persone che si sono trasferite in quella casa, dopo che la famiglia Bither si era spostata a San Bernardino, non hanno mai avuto dei problemi di questo tipo, mentre la signora Doris anche dopo essersi trasferita nella nuova casa continuava ad essere vittima di queste presenze. Un dettaglio triste è che la signora Doris era stata vittima di abusi da parte dei suoi diversi coniugi negli anni e probabilmente il maltrattamento e le continue umiliazioni l’avevano portata a rivivere quelle sensazioni creandosi dei mostri e attirando su di lei queste forze metafisiche. In poco tempo questa storia divenne famosa fra le persone del settore e presto Hollywood decise di produrre un film chiamato “The Entity”, tuttavia secondo i testimoni il film non solo non rende per niente giustizia a tutto il dramma che la signora Doris ha sopportato per anni, ma addirittura manipola completamente la tematica stessa della sua vicenda.

Sebbene fosse Doris Bither a soffrire in prima persona di questi attacchi, senz’altro ne risentirono anche i suoi figli dato che questa situazione lacerò profondamente la loro psiche lasciando indelebili ricordi di impotenza e di sofferenza nella propria infanzia e adolescenza. Le ultime notizie che si hanno della signora Doris arrivano dalle parole di Brian Harris, uno dei figli che all’epoca dei fatti aveva 13 anni. La donna non superò mai i traumi e addirittura dichiarò a un certo punto di essere rimasta incinta di uno spettro quando risiedevano a San Bernardino e senza un supporto adeguato morì per problemi polmonari nel 1995. Dunque, una vera e propria manifestazione di forze soprannaturali o traumi psicologici che si trasformavano in vivide esperienze infernali? Come vi abbiamo detto all’inizio di questo video fate voi le vostre conclusioni. Forse l’unica certezza di questo caso è che si tratta di una storia triste più che spaventosa.

 
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Pubblicato da su 9 febbraio 2016 in Maledizioni e possessioni

 

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Amityville – La casa degli Orrori

In ogni città o paese c’è sempre una casa diversa dalle altre, quella di cui ti parlano da quando sei bambino. Quella casa abbandonata dove nessuno osa entrare e che tu con timore o curiosità osservi da lontano mentre passi. Il suo profilo ti sembra immenso e rovinato e nello stesso tempo minaccioso. Quella casa che mentre la guardi ti vengono in mente i ricordi delle storie che circolano e che tu con abile immaginazione li fai diventare realtà nella tua mente e delle volte incubi nei tuoi sogni. Quella casa che da bambino osservavi con timore in particolar modo le sue finestre rotte nella speranza di osservare qualcuno, o qualcosa. Ovviamente la maggior parte delle storie che circolano su queste case cosiddette infestate sono inventate dalle persone del paese solo per poter dare una spiegazione al loro abbandono, eppure ci sono alcuni luoghi dove sono successi degli avvenimenti cosi raccapriccianti e cosi disumani che solo al pensiero di metterci piede verrebbero i brividi a chiunque. La casa che state osservando ora è uno di questi luoghi.

Il 14 novembre 1974, la piccola cittadina di Amityville, situata a Long Island – New York, è stata scossa da una notizia terribile. Ronald DeFeo Jr, un ragazzo di 23 anni, con un fucile da caccia calibro 35, aveva massacrato tutti i membri della sua famiglia (padre, madre, due fratelli e due sorelle), all’interno della propria casa situata al 112 Ocean Avenue ad Amityville, vicino al fiume. Secondo i rapporti della polizia, “Il crimine commesso ha delle caratteristiche particolari che indicavano tratti sadici solo spiegabili da una mente malata. Probabilmente la famiglia era stata narcotizzata prima di dormire, così l’assassino con calma uccise tutti i suoi familiari durante la notte. Ognuno dei membri dormiva a faccia in giù, con la testa appoggiata sulle braccia incrociate e tutti erano stati colpiti alla schiena con un’arma estremamente potente, tranne la madre, che è stata colpita alla testa.”. DeFeo, dopo essere stato catturato dalla polizia, durante il processo disse che aveva sentito una voce demoniaca che lo aveva spinto a uccidere la propria famiglia. Il processo per Ronald DeFeo Jr. cominciò il 14 ottobre del 1975 e il suo avvocato difensore William Weber non avendo nulla a cui aggrapparsi se non all’infermità mentale, cercò attraverso diverse analisi psichiatriche di costruire la sua difesa su quest’ipotesi cercando di risparmiare più anni possibili all’assassino. Gli esperti dissero che effettivamente Ronald soffriva di gravi disturbi psichici ed era diventato molto associale e che era fortemente dipendente da droghe quali l’LSD e l’eroina, ma era assolutamente in grado di valutare le sue azioni. Cosi Ronald è stato dichiarato colpevole con l’accusa di omicidio colposo plurimo e condannato a 25 anni di carcere per ogni omicidio commesso per un totale di 150 anni di carcere a Green Haven Correctional Facility, una prigione di massima sicurezza di New York. Questo fu solo l’inizio di una catena di eventi apparentemente inspiegabili che coinvolgono la casa situata sulla strada Ocean Avenue.

Nel dicembre 1975, la grande casa a due piani accoglieva i suoi nuovi abitanti: i Lutz. George e Kathy Lutz si erano trasferiti con i loro 3 figli Danny, Chris, e Missy. Considerando gli orribili eventi avvenuti in casa, la prima cosa che fecerò i Lutz fu chiamare il prete Ralph Pecoraro a benedire la casa, ma quando il sacerdote si trovò dentro all’abitazione avrebbe sentito una voce provenire dal piano superiore, una voce rauca che gli diceva di andare via. Successivamente le cose peggiorarono. I Lutz dichiararono che nella casa si potevano sentire odori sgradevoli, rumori strani, macchie sconosciute che apparivano e scomparivano sulle pareti e in modo inquietante con il passare del tempo, George, il padre di famiglia, iniziò a mostrare sintomi molto strani. Egli diceva di sentire sempre freddo e trascorreva ore davanti al camino osservando in silenzio le fiamme. Smise di prendersi cura della propria persona diventando sempre più sporco e spettinato acquisendo una somiglianza inquietante a Ronald Defeo. La moglie riferisce che da quanto si erano trasferiti in quella casa George diventava sempre più aggressivo e come se non bastasse la figlia Missy affermava che c’era una bambina chiamata Jodie con cui parlava spesso. Ma la cosa peggiore sono gli incubi sempre più frequenti e orribili. Kathy Lutz iniziò ad avere orribili visioni in sogno degli omicidi successi neanche un anno prima in quella casa. Lo stesso George iniziò a svegliarsi ogni notte alle 3:15, casualmente la stessa ora in cui erano stati commessi quei crimini. Più passava il tempo e più la presenza di spettri demoniaci si faceva sempre più evidente: mosche alle finestre, rumori nel mezzo della notte, sussurri provenire dall’oscurità. I Lutz dopo nemmeno 28 giorni dovettero abbandonare la casa terrorizzati. Da quel momento anche la stampa iniziò ad occuparsi dei Lutz, così iniziarono a narrare le loro esperienze ai giornali, spesso erano invitati in televisione e anche alla radio. Nacque un interesse per la casa degli orrori così forte che ben presto venne circondata da ricercatori dell’occulto, medium, sensitivi, cacciatori di fantasmi e spiritisti. Così dei ricercatori improvvisati e alcuni più esperti come i Warren diedero diverse motivazioni sul perché fosse infestata da spettri cosi aggressivi.  Secondo alcuni la casa si trovava su un antico sanatorio indiano dove i malati venivano lasciati quando la loro fine era vicina, altri invece suggeriscono che il terreno appartenesse ad un certo John Ketchum, uno stregone che era riuscito a fuggire al famoso processo alle streghe di Salem e che proprio su quella terra avesse continuato a fare i riti esoterici. Successivamente, la stampa accuso i Lutz di essersi inventati tutte queste storie e che le loro presunte esperienze paranormali erano solo un invenzione. Uno dei punti fondamentali di queste accuse era che William Weber, l’avvocato di Ronald DeFeo Jr, e George Lutz si conoscevano dai tempi del college e a quanto pare Weber, approfittando della situazione economica precaria di Lutz, li avrebbe pagati per poter vivere in quella casa e convincere l’opinione pubblica che l’abitazione era davvero infestata da presenze paranormali e così rafforzare la tesi che il suo cliente DeFeo era posseduto da uno di questi spettri.

Al giorno d’oggi non sappiamo con certezza se i fatti successi alla famiglia Lutz siano veri oppure no, le uniche certezze che abbiamo di questa storia sono i fatti cruenti successi alla famiglia DeFeo riportanti anche nel ibro The Amityville Horror: A True Story, scritto nel 1977 dallo scrittore americano Jay Anson e basato sui presunti eventi paranormali successi ai Lutz. Questo libro fu un successo di vendite a livello modiale mondiale. Per non parlare della quantità innumerevole di film con incassi milionari. La stampa e altri membri dell’occulto, durante il periodo dei duri attacchi mediatici alla famiglia Lutz, facevano indagini molto mirate sulla casa e scattavano diverse fotografie dentro e fuori cercando di smontare ciò che per molti era considerato una bufala ben orchestrata e tra le tante fotografie scattate alla casa si può osservarne una in particolare.  La fotografia in questione è stata scattata da Gene Campbell, un fotografo professionista, il quale durante una delle sessioni fotogratiche, quasi esausto dopo non aver trovato nulla di straordinario nei suoi rullini, iniziò a scattare delle fotografie fuori dalle stanze e nei corridoi. Grande fu la sorpresa quanto gelidi furono i brividi dietro la schiena di Gene quando scopri questa fotografia. Molti ritengono che si tratti del fantasma di John Matthew, il più piccolo dei Defeo uccisi quella notte maledetta. A proposito la casa è in vendita a circa 955mila dollari, così se vi interessa…

 
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Pubblicato da su 18 maggio 2015 in Maledizioni e possessioni

 

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Casa Ammons – Possessione di oltre 200 demoni

Casa Ammons è la più infestata del mondo che con oltre 200 demoni che terrorizzò una famiglia intera…

 
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Pubblicato da su 20 aprile 2015 in Maledizioni e possessioni

 

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