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Quadrato magico SATOR – Un enigma senza tempo

Quadrato magico SATOR – Un enigma senza tempo

Questo è uno di quegli enigmi che voi potete constatare di persona, infatti è molto probabile che questo quadrato si trovi nelle vostre città, magari è inciso sotto la vostra casa ma non ve ne siete mai accorti o non ci avete fatto molto caso. Il quadrato Sator ha suscitato nei secoli fascino e mistero. Questo quadrato è stato ritrovato in diversi monumenti, siti archeologici, chiese, edifici, dipinti e molto altro ancora. Oggigiorno viene chiamato “magico” per le sue incredibili proprietà. Se viene letto dall’alto verso il basso si leggono le cinque parole SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS. Se viene letto da destra verso sinistra e dal basso verso l’alto si ottiene ancora la stessa sequenza: SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS, ma questo è solo l’inizio… Il quadrato SATOR ha suscitato molta curiosità per altre sue proprietà, in qualunque modo venga letto vi farà vedere nuove caratteristiche. Infatti le parole lette sia in verticale che in orizzontale sono palindrome ed esiste una simmetria rispetto alla lettera centrale N.

La domanda che probabilmente vi state facendo in questo momento è: “Che cosa significa SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS?” Nell’arco dei secoli ci sono stati numerosi studiosi che hanno cercato di decifrarne l’enigmatico significato. Una traduzione letterale molto approssimativa dal latino sarebbe qualcosa come: “Il seminatore AREPO tiene con destrezza l’aratro”. Un’altra traduzione abbastanza popolare dice che la frase recita: “Il seminatore sul suo carro, dirige con destrezza le ruote”, in quest’ultima traduzione AREPO è intesa come una parola di origine celtica che può essere intesa come “carro agricolo o aratro”. Ad ogni modo sembra che la sua traduzione letterale sia poco significativa e sia solo una maschera che nasconde qualcosa di molto più potente e arcaico. Infatti il quadrato SATOR sembra una costruzione pseudo matematica che gioca con le lettere rappresentate e con l’ordine con cui appaiono. Un indizio importante di questa tesi è la parola AREPO, che più che un nome vero e proprio sembra solo una forzatura per poter fare la trasformazione palindroma della parola OPERA.

Innanzitutto per capire quali siano le sue origini bisognerebbe stabilire con certezza il luogo e l’anno in cui è comparso per la prima volta, ma le evidenze archeologiche in questo caso sono davvero così vaste che stabilirne con certezza il quando e il dove non è semplice. Ci sono incisioni ad Ercolano e nelle rovine di Pompei datati prima del 79 d.C. In Inghilterra, nelle rovine romane dell’antica Corinium, attuale Cirencester, sono stati trovati graffiti raffiguranti il quadrato Sator, datati 1868 e altri in una casa risalente al secolo II e IV secolo. Altre testimonianze si trovano a Santiago de Compostela, Spagna, Altofen, Ungheria e a Siena sulle pareti del duomo cittadino di fronte al Palazzo Arcivescovile. A Manchester si conserva uno dei dipinti più significativi di questo quadrato magico. A Malta, fuori dalla chiesa dei cavalieri e molto molto altro ancora. Se l’avete visto anche voi nella vostra città condividetelo nei commenti.

Il più antico esemplare di Sator è stato trovato a Dura-Europos, sulle rive dell’Eufrate, oggi in territorio Siriano, e pensate che risale al 260 d.C.. In questa antica città furono ritrovati quattro esemplari del Quadrato Magico, tutti nella versione speculare. Proprio quest’ultimo ritrovamento rafforzerebbe una delle tesi più diffuse riguardo a Sator, ovvero che esso rappresenterebbe un codice adottato dai primi Cristiani perché la loro fede religiosa era ancora contrastata e vietata dai Romani e da altre popolazioni, infatti le due parole Tenet disegnano al centro del quadrato una croce simmetrica e perfetta. Numerosi studiosi, fra cui Felix Grossner, un pastore evangelista di Chemnitz, scoprirono che le 25 lettere del quadrato potevano essere disposte in modo da formare le parole PATERNOSTER, ovvero “Padre nostro” incrociato dalle lettere A ed O le quali corrisponderebbero all’Alfa e all’Omega dell’alfabeto greco. Questa frase si riferisce al libro dell’Apocalisse che inizia e finisce con la rivelazione dell’Alfa e dell’Omega, dimostrando il fatto che tutti gli eventi nel Libro Sacro girano intorno a Dio e precisamente in Apocalisse 1:8 recita: “Io sono l’Alfa e l’Omega, colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente”. Questo spiegherebbe anche perché il quadrato SATOR può essere letto da destra verso sinistra e dall’alto verso il basso e in senso contrario, perché la sua valenza è la stessa sempre, il suo significato è eterno, immutabile nel tempo. Dunque questo quadrato indicava un luogo in cui i cristiani potevano trovare riparo, come se fosse un segno distintivo, non sarebbe di certo la prima volta che queste simbologie vengono inserite nei monumenti cristiani, se siete mai stati a Barcellona sicuramente avrete anche visto la Sagrada Familia, un’opera magnifica del genio Gaudì. Forse la sua magnificenza e i suoi numerosi dettagli vi avranno catturati e forse vi è caduto l’occhio su questo quadrato. Quello che state osservando è noto come il quadrato magico della Sagrada Família e non è opera di Gaudí ma di Josep Maria Subirachs. La particolarità di questo quadrato è che sommando le sue cifre sia in senso orizzontale, verticale oppure obliquo, il numero che si ottiene è il 33. Ovviamente si tratta di una specie di sudoku in onore dell’età in cui Gesù Cristo morì sulla croce.

POSSIBILE LEGAME CON I TEMPLARI

Molte delle località in cui si trova inciso il quadrato SATOR sarebbero state dei possedimenti di un antico e leggendario ordine, ovvero quello dei cavalieri Templari. Sulla base di alcuni studi, l’ipotesi che lega il quadrato magico con l’ordine cavalleresco non è così azzardata, sembra infatti che i cavalieri adottassero questo simbolo per contrassegnare dei particolari luoghi o per trasmettere delle informazioni esoteriche in forma criptata o codificata. Infatti la maggior parte delle presenze del quadrato sia in Italia e soprattutto in Francia è databile attorno al XII e XIII secolo nelle località in cui altre simbologie dei Templari sono ben presenti oppure quelle dei Frati Cistercensi che erano a stretto contatto con i l’ordine. Ma su cosa si baserebbe questa ipotesi? A quanto pare la N centrale della croce TENET è rovesciata, questa è un’analogia che è stata riscontrata su alcuni dipinti e sui crocifissi su cui il Titulus Crucis presenta la scritta “INRI”. Gli storici ritengono che non sia casuale, sembrerebbe esserci una dottrina segreta tramandata soltanto ad alcuni iniziati. Ci sono anche altre anomalie sulle A e sulle O utilizzate, guarda caso proprio quelle che rappresentano l’Alfa e l’Omega. Queste anomalie si trovano principalmente in quelle città fortemente influenzate dall’ordine, come se ci fosse un messaggio dentro un messaggio insomma. Infatti come è arcinoto la O con il punto interno su questi particolari SATOR è il ben noto simbolo alchemico del sole, ovvero dell’oro e si ricollegherebbe alla tanto famigerata pietra filosofale, la quale si dice sia in grado di dare la vita eterna e l’onniscienza a chi la possieda, inoltre sarebbe anche in grado di tramutare in oro tutti i metalli. Questo però è un tema di discussione molto vasto e non basterebbe un intero video per trattarne tutti gli aspetti… magari in un futuro video. Ad ogni modo perché interessava ai templari il quadrato di Sator e che cosa stavano indicando? Forse qualcosa di ancor più antico e non solo un mero significato religioso?

Nelle altre civiltà esistono in maniera analoga altri quadrati magici, molti di essi ancor più lontani nel tempo rispetto a quello di SATOR, per esempio è stato scoperto che in Perù gli antichi Inca usavano un quadrato 5×5, cinque parole in lingua quechua la cui conoscenza veniva tramandata esclusivamente oralmente. Tale quadrato recitava MICUC, ISUTU, CUYUC, UTUSI, CUCIM. Anche in questo caso la traduzione letterale sembra poco significativa e sarebbe qualcosa come: “Un pedicello che mangia l’UTUSI e si dimena è felice”, anche in questo caso, proprio come nel quadrato di Sator, gli studiosi trovano una parola intrusa, ovvero UTUSI, che sembra inserita solo per poter rendere UTUSI e ISUTU speculari. Il quadrato magico più antico di tutta la storia dell’umanità però si troverebbe in Asia, in particolare in Cina. Il “Lo Shu” risale al III millennio a.C. e secondo la leggenda è stato copiato dall’imperatore cinese Yu dal disegno che egli vide sul dorso di una tartaruga sacra trovata nel Lo, un affluente del fiume Giallo. Il Lo Shu è una matrice 3×3 che contiene alcuni numeri, anche in questo caso come il quadrato di Subirachs, sommando fra loro questi numeri sia per riga, colonna oppure le diagonali, si ottiene sempre un numero: il 15.  Per gli antichi il “Lo Shu” era un simbolo potentissimo che racchiudeva il segreto della vita, spesso viene ricordato anche come simbolo dell’armonia universale, la vita e la morte, lo Yin e Yang. Nove numeri che racchiudono un messaggio così potente devono pur significare qualcosa.

Tale è la molteplicità dei luoghi e dei testi in cui ritorna il quadrato magico del Sator, che la sua interpretazione appare un vero rompicapo. Il quadrato magico di Sator è stato studiato per secoli da archeologi, filologi, paleografi, matematici, mistici, artisti e teologi di tutto il mondo i quali hanno cercato di decifrare il suo significato. Si potrebbe fare un elenco di altre teorie su questo magico quadrato, ma lo scopo del video in realtà è quello di suscitare interesse in voi e spingervi a fare ricerche e proporre delle teorie a riguardo… e chissà se prima o poi qualcuno, magari proprio uno di voi spinto dalla curiosità, riuscirà a scoprirne il significato definitivo. Chissà…

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Pubblicato da su 3 aprile 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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Lilly Gray – Vittima della Bestia 666

Lilly Gray – Vittima della Bestia 666

Un epitaffio è un’iscrizione sulla tomba di una persona, molti epitaffi cercano di onorare con parole brevi la vita di quella persona o semplicemente cercano di trasmettere un messaggio a chi legge per portarlo a riflettere sulla propria esistenza e sulla morte. Quello che state per vedere però non ha nulla di tutto ciò, sembra uno scherzo di cattivo gusto ma è tutto reale e appena sentirete le parole che recita questo epitaffio molte saranno le immagini che scorreranno velocemente nella vostra mente cercando di coglierne il significato e contemporaneamente un brivido farà trasalire il vostro corpo.

Ci troviamo nel cimitero della città di Salt Lake nella contea omonima, nello stato dello Utah, USA.  In una delle sezioni più antiche del cimitero fra le tante lapidi logorate dal tempo e dimenticate, ne troviamo una che di certo non passa più inosservata! È la tomba che si trova esattamente nella sezione X – Blocco #1 – Lotto 169 – Tomba numero 4 a est. Nella posizione indicata troverete quest’oggetto… Qui giace Lilly Edith Gray nata il 6 giugno del 1881 e morta il 14 novembre del 1958. Vittima della Bestia 666. Quest’ultima frase è il nodo principale di tutta la vicenda e a una prima semplice lettura c’è solo un’interpretazione possibile, Parla chiaramente di una vittima e di una Bestia, il 666 della Bibbia, il sacro testo giudeo cristiano.

Nell’ultimo libro del Nuovo Testamento, chiamato Apocalisse, il cui autore secondo la tradizione cristiana sarebbe l’apostolo Giovanni, si racconta della fine dei tempi e di una battaglia finale tra il bene e il male e in particolare parla di una bestia che governerà sulla terra.

E vidi salir dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, e sulle corna dieci diademi, e sulle teste nomi di bestemmia. E faceva sì che a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e servi, fosse posto un marchio sulla mano destra o sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere se non chi avesse il marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intendimento conti il numero della bestia, poiché è numero d’uomo; e il suo numero è 666. – Apocalisse 13:1-18

Quest’ipotesi è certamente incredibile ma è solo una delle tante che circolano in rete. Da diversi anni su internet si è diffusa questa storia e sono davvero poche le informazioni riguardanti Lilly Edith Zimmerman Gray, non si conosce la sua storia o quello che le è successo quando era ancora in vita, alcuni dicono sia nata in Canada e che sia morta per cause naturali. Una delle teorie più diffuse è che Lilly sia stata posseduta da un demone potente e che alla fine sia morta durante il rituale di liberazione diventando quindi una vittima del male. Altre teorie invece dicono che è stata una vittima sacrificale in qualche rituale che coinvolse delle comunità di satanisti. Ipotesi non del tutto casuale sapendo che esistono tutt’oggi diverse chiese sataniste molto attive in tutto lo Utah e in generale negli Stati Uniti. Per esempio uno dei casi più orribili che si siano visti risale a vent’anni fa. Il caso di Elyse Pahler. Questo caso ha di certo scosso e causato diverse notti insonne a più persone, soprattutto a molti genitori. Nel 1995 i l corpo nudo di questa ragazza, che all’epoca dei fatti aveva solo 15 anni, è stato trovato otto mesi dopo la sua sparizione in una foresta in uno stato avanzato di decomposizione vicino a casa sua e sotto di lei un pentacolo e altri simboli satanici con scritte che dichiaravano di offrire la sua anima al dio del male. La sfortunata storia di Elyse inizia come molte altre. Il giorno della sua scomparsa molto ingenuamente credeva di fare una gita divertente con i suoi cosiddetti “amici” nella foresta e trascorrere il weekend a bere alcolici e fumare marijuana, ma quando la comitiva di carnefici arrivò in un luogo abbandonato, lei trovò solo un altare di sacrificio e fu la vittima offerta a Satana.

Sicuramente la parte più scioccante di questa storia è che i suoi aguzzini non erano persone adulte bensì suoi coetanei: tre ragazzi di 17, 15 e 16 anni. Royce Casey, Jacob Delashmutt e Joseph Fiorella. Questi tre mostri colpirono con violenza Elyse. L’omicidio ebbe inizio quando Delashmutt iniziò a soffocarla lentamente con la sua cintura mentre Casey la teneva ferma per terra, successivamente Fiorella estrasse un coltello da caccia e colpì la ragazza diverse volta alla nuca fino a quando smise di muoversi… Una morte davvero lenta e orribile. Nei mesi successivi i tre assassini si ritrovavano nel luogo dell’omicidio per ascoltare musica death metal, bere e drogarsi di fronte al cadavere e addirittura a turno ebbero anche dei rapporti sessuali con il corpo senza vita di Elyse. Dopo aver confessato, due dei ragazzi vennero condannati al massimo della pena che per i minorenni è di 26 anni mentre Casey venne giudicato come un adulto e quindi sentenziato a vita. La famiglia della ragazza inoltre fece anche causa agli Slayer, una band metal che questi ragazzi ascoltavano assiduamente, le cui canzoni parlano spesso di rapimento, omicidio e necrofilia come via per raggiungere l’inferno. Ci sono molte storie che riguardano questo mondo e ci sono un’infinità di episodi di cui si potrebbe parlare, ma tutto questo insieme ad altri casi che riguardano anche la cronaca italiana verranno trattati in un video futuro.

Ritornando a Lilly Gray quindi, ci sarebbe la pista satanismo soprattutto perché negli stessi anni in cui è vissuta questa donna, negli Stati Uniti si faceva largo una figura nel mondo dell’occultismo che al giorno d’oggi è quasi un mito a livello mondiale; si tratta di Aleister Crowley uno dei più grandi occultisti e considerato il fondatore del satanismo moderno. Aleister si riferiva a se stesso proprio come la bestia 666, tuttavia anche quest’ipotesi non è del tutto credibile dato che un omicidio del genere avrebbe sicuramente fatto scalpore e avrebbe riempito per diversi anni le prime pagine dei giornali locali, ma nello storico dei notiziari di Salt Lake Lilly risulta del tutto ignota per non parlare del fatto che questa donna il giorno della sua morte aveva più di 77 anni e si sa che nelle cerimonie riguardanti i riti satanici si prediligono vite giovani e innocenti. Dunque l’enigma rimane anche se una spiegazione che non ha nulla a che fare con il mondo del soprannaturale prova a darla Richelle Hawks, una residente della città di Salt Lake e colei che fu probabilmente la prima persona a postare l’enigmatica tomba su internet 9 anni fa. Nel suo blog spiega che da sempre si è chiesta le ragioni di un epitaffio così particolare, ma qualunque spiegazione secondo lei era influenzata da tradizioni cristiane e misticismo di quel 666, cosa che Richelle non credeva possibile. Insomma, davvero l’anticristo aveva ucciso questa donna? Dato che su internet si possono trovare molte informazioni, decise di mettere online una foto della tomba per vedere se qualcun’altro nel cimitero della propria città avesse qualcosa di così enigmatico o avesse informazioni direttamente su Lilly Gray.

Nel 2009, dopo 2 anni da quando iniziò a circolare questa storia, Richelle raccolse così poche informazioni utili che decise di indagare direttamente di persona. Quindi come una vera e propria giornalista iniziò a scavare negli archivi storici della città e scoprì alcune piste che secondo lei portavano alla verità di questo mistero. Richelle innanzitutto scoprì che la vera data di nascita di questa donna è il 4 giugno del 1880 e non il 6 giugno del 1881, inoltre da quanto si legge dai registri Lilly è morta di cause naturali e quindi questo esclude buona parte delle teorie anzidette. Altre informazioni interessanti che sono state ricavate riguardano suo marito Elmer Gray e dai pochi documenti emergono dettagli che lasciano molti dubbi sulla sua sanità mentale e un profondo odio che covava.

I coniugi Gray ebbero una vita da sposati molto breve, infatti i due si conobbero circa nel 1950, anno in cui la signora Lilly si trasferì a Salt Lake e si sposarono 2 anni dopo, quando lei aveva circa 70 anni. Dai registri cimiteriali si legge anche che il signor Elmer è stato sepolto nello stesso cimitero di Lilly ma molto distante dalla sua coniuge, fatto alquanto bizzarro. Tuttavia i documenti più interessanti sono quelli legati al rilascio sulla parola del signor Elmer il quale era stato anche condannato a cinque giorni di lavori forzati a spaccare le rocce per aver rubato un ombrello del valore di 3 dollari e 50 centesimi. Richelle nelle sue ricerche è riuscita infatti a procurarsi un documento originale del rilascio sulla parola firmato dal signor Grey. Tale documento è pubblico e da questo si evincono particolari macabri. Questo è il documento originale del rilascio sulla parola datato 1947, tre anni prima di conoscere e sposare la signora Lilly e si legge chiaramente come Elmer abbia modificato e compilato tale documento con frasi come “sono stato rapito” e altre espressioni strane. Per esempio alla voce “indirizzo dei propri genitori” si legge: “I miei genitori sono morti dal dolore quando mia moglie è stata uccisa dai rapitori”, mentre nello spazio dedicato alla descrizione del reato commesso c’è scritto: “Cinque rapitori democratici mi hanno arrestato e mi tengono in ostaggio” e altre frasi che continuano a ricalcare il fatto che Elmer covasse un odio profondo verso la legge definendoli rapitori. È interessante notare anche che la sua prima moglie è stata uccisa da qualcuno e lui attribuisce questa colpa alla polizia. L’ipotesi di Richelle è che Elmer vedeva nella legge e nello stato una sorta di figura demoniaca che aveva portato via la sua amata e riempito di dolore la sua vita, quindi l’epitaffio non riguarda Lilly Gray ma è una specie di messaggio di protesta nei confronti della polizia, colpevole della sua perdita. Tra le tante teorie forse questa ha una base più solida anche se molti aspetti rimangono ancora irrisolti.

Sicuramente anche nelle vostre città si trovano oggetti particolari dei quali nessuno sa spiegare con esattezza l’origine e alle quali magari non date troppo peso, ma con un occhio più attento e un po’ più di curiosità riuscirete a scoprire storie affascinanti di tempi ormai dimenticati e storie sepolte sotto cumuli di polvere che aspettano solo di essere raccontate….

Tu non puoi dire, né immaginare, perché conosci soltanto un cumulo d’immagini infrante dove batte il sole… Io vi mostrerò qualcosa di diverso. Dall’ombra vostra che al mattino vi segue a lunghi passi, o dall’ombra Vostra che a sera incontro a voi si leva; In una manciata di polvere vi mostrerò la paura. – Thomas Stearns Eliot

 
 

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