RSS

Archivi tag: Alieni

Mutilazione umana – Il folle caso di Guarapiranga

Mutilazione umana – Il folle caso di Guarapiranga

Questo caso coinvolge la più inquietante morte mai vista di un solo essere umano. L’uomo in questione è stato vittima di una brutale e raccapricciante mutilazione, eppure la realtà è che ciò che è accaduto a quest’uomo è molto più inquietante e va ben oltre la brutalità. È stata una mutilazione sistematica e chiunque fosse stato, aveva un livello di precisione straordinario sapendo già dove e cosa togliere al povero malcapitato. Sul torso superiore c’erano come due fori di drenaggio perfettamente circolari e l’interno era stato minuziosamente asportato lasciando un grosso buco aperto. Un altro fatto molto strano riguardava il sangue, non ce n’era nessuna traccia, né fuori né dentro il corpo… A questo punto è chiaro che questa mutilazione è stata eseguita con velocità ed estrema precisione da qualcuno, e non dalla normale decomposizione ed proprio questo che rende il caso così inquietante.

1998. Il ricercatore brasiliano Zapata Garcia e il Dott. Rubens Goes rivelano al pubblico per la prima volta delle fotografie trapelate da un insider della polizia brasiliana… delle foto assolutamente scioccanti di un uomo orribilmente mutilato e trovato alla fine degli anni ‘80 nei pressi del bacino idrico di Guarapiranga, situato nella zona meridionale di São Paulo, in Brasile. La polizia locale diventa dunque il centro dell’attenzione con il fine di saperne di più riguardo questa atrocità e sorprendentemente il capo che si occupò delle indagini svela tutte le documentazioni sul caso. La polizia ammise che questo omicidio andava ben oltre ciò che le normali menti criminali avrebbero potuto mai concepire. Non fu trovato nessun segno di colluttazione o arma da fuoco e il rapporto dell’autopsia affermò: “Le regioni ascellari su entrambi i lati hanno mostrato piccoli punti da cui sono stati rimossi alcuni organi, sono state eseguite incisioni sul viso, sul torace interno, sull’addome, sulle gambe, sulle braccia e sul petto. Abbiamo potuto osservare la rimozione di entrambe le aree orbitali, lo svuotamento della cavità della bocca, della faringe, del collo e dell’area delle ascelle, dell’addome e della cavità pelvica. Il torace è ridotto a causa della rimozione degli organi. I muscoli sono stati estratti da dei fori collocati in posizioni strategiche i cui i bordi sono perfettamente uniformi, così come lo sono le dimensioni. Questo livello di precisione suggerisce che l’operazione sia stata fatta con estrema rapidità mediante l’uso di laser o fonti di calore”. Infine l’autopsia rivela un ultimo particolare raccapricciante, forse il più perturbante di tutti, ecco l’ultimo estratto: “Dopo aver aperto la cavità cranica ci siamo trovati davanti un risultato inatteso, un edema cerebrale che in un caso come questo indica una morte agonizzante”. L’autopsia ne concluse che la causa di morte fu un’emorragia acuta dovuta da numerosi traumi e un arresto cardio-respiratorio causato da dolore estremo. Avete capito bene… tutte quelle mutilazioni sono state fatte mentre la povera vittima era ancora viva!

Dopo che il caso venne reso di dominio pubblico, vennero rese tali anche le documentazioni e le fotografie che ora si possono tranquillamente trovare in rete, tuttavia alcuni articoli sono stati parzialmente oscurati per proteggere l’identità della vittima. State attenti però, le immagini che troverete non saranno affatto piacevoli… immagini che mostrano un corpo tumefatto, che mostrano quella che una volta era una persona la cui vita si è conclusa in preda a chissà quali dolori disumani. Data l’estrema brutalità, la polizia non si seppe spiegare chi mai avesse potuto fare una cosa simile, di certo qualcuno privo di qualsiasi sentimento, come se fosse stata una macchina o peggio, qualcuno che potrebbe aver visto il povero uomo semplicemente come una cavia da laboratorio… qualcuno non di questo pianeta! Nel 2015 sul nostro canale abbiamo parlato del CASO delle mutilazioni del bestiame, un misterioso fenomeno nel quale si riporta la morte del bestiame a seguito dell’esportazione di organi e sangue. Sebbene l’esatta meccanica di queste mutilazioni varierebbe da un caso all’altro, una caratteristica comune di questi incidenti è l’apparente precisione chirurgica delle esportazioni. Generalmente si può osservare l’animale completamente dissanguato con l’eliminazione precisa di occhi, mammelle, organi sessuali, labbra, lingua, orecchie e altri organi importanti come il cuore o il fegato. Spesso viene riportata anche la rimozione della pelle nella zona della mandibola e l’area sotto l’orecchio esponendo completamente l’osso, inoltre le ferite molto nitide di tipo chirurgiche sembrano essere state cauterizzate da un calore molto intenso e realizzate da strumenti di precisione, senza provocare alcun sanguinamento. Come avete potuto appena ascoltare, i tratti in comune con la mutilazione di Guarapiranga sono sorprendenti e forse non sono solo coincidenze…

Siamo di fronte ancora una volta a qualcosa di non umano che sta operando in segreto sul nostro pianeta? Se così fosse questa sarebbe una prova che ipotetici visitatori extraterrestri non sono così amichevoli! Ciò che più disturba tuttavia, è che gli ufologi brasiliani e la polizia hanno affermato che potrebbero esserci una dozzina o più di casi simili al cadavere scoperto nella riserva di Guarapiranga. Gli ufologi spiegano che data la quantità di foto e video in archivi pubblici, inclusi video controversi della NASA, è probabile che ci siano più alieni nel nostro sistema solare di quanto pensiamo. Phil Schneider, un ex geologo e ingegnere, ha affermato che i militari statunitensi e internazionali sono a conoscenza di un “Costante conflitto con esseri alieni provenienti sia dallo spazio esterno, che da sotto terra”. Siamo quindi di fronte a una vera e propria minaccia extraterrestre? Ovviamente stiamo spaziando nelle teorie cospirative più estreme ma la misteriosa morte di Phil Schneider, ritrovato esanime in casa sua il 17 gennaio 1996, fa intendere che forse sapeva qualcosa che non doveva sapere o peggio: divulgare! Il caso di Phil Schneider merita di certo ben altri approfondimenti che troveranno sicuramente spazio in un altro video.

Tornando al caso di Guarapiranga… ci sono stati dei precedenti simili? A quanto pare sì e riguarda un sergente americano, il sergente Jonathan P Lovette. A metà degli anni 50 era stato trasferito al poligono di prova di missili di White Sand e un giorno il suo corpo venne ritrovato nudo e orrendamente mutilato in mezzo al deserto. Tre giorni prima un maggiore della United States Air Force sarebbe stato testimone di un fatto incredibile, il rapimento di Lovette da parte di un oggetto a forma di disco. I genitali di Lovette erano stati rimossi così come il suo retto esportato con la solita precisione chirurgica. Entrambe le cavità oculari erano prive degli occhi in una maniera del tutto simile alle incisioni fatte sulla vittima di Guarapiranga. Inoltre la lingua era stata rimossa dalla parte inferiore della mascella. Il rapporto autoptico confermò anche la completa assenza di sangue, completamente drenato dal cadavere dello sfortunato sergente.

Sembrerebbe che questi casi di orribile mutilazione umana non siano gli unici, ce ne sarebbero altri avvenuti in svariate parti del globo, alcuni pensano che addirittura l’incidente del passo Dyatlov, di cui abbiamo già approfondito gli aspetti più macabri in uno dei nostri video, possa essere un caso della categoria delle mutilazioni umane messe in atto da una qualche intelligenza superiore, o alieni o qualche organizzazione segreta umana senza il minimo scrupolo con chissà quale fine e chissà quali mezzi a disposizione, dato che non si conoscono macchinari per effettuare quelle esportazioni così precise. Qualsiasi sia la natura, queste mutilazioni non sono una leggenda, purtroppo sono fatti di cronaca e chissà se un giorno si scoprirà chi causa queste terribili azioni… di certo quel giorno saremo davanti a un vero e proprio mostro.

 
1 Commento

Pubblicato da su 17 luglio 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

Tag: , , , , , , , , ,

Bruno Borges – Una misteriosa scomparsa

Bruno Borges – Una misteriosa scomparsa

Secondo dati recenti, nel mondo ogni anno circa 10 milioni di persone scompaiono senza lasciare nessuna traccia, in Italia sono circa 30.000 le persone che ogni anno svaniscono nel nulla, di cui la metà sarebbero minorenni. La maggior parte degli adulti che scompaiono invece lo fanno per scelta propria e solo una piccola parte sparisce senza un motivo apparente e proprio fra queste scomparse  ce ne sono alcune veramente incredibili, casi in cui le persone sembrerebbero svanite nel nulla, probabilmente rapite da qualcuno… o qualcosa. Un alone di mistero assoluto circonda la strana sparizione di Bruno Borges, uno studente brillante di psicologia di 25 anni il quale sembrerebbe aver abbandonato Rio Branco, una cittadina nello stato di Acre in Brasile, lo scorso 27 Marzo. Le persone che lo conoscevano raccontano che Bruno stava lavorando a un progetto ultra segreto e a pochi giorni dalla sua scomparsa il suo comportamento era diventato a dir poco stravagante, ma la scintilla che fece esplodere la popolarità della sua triste scomparsa è stato un video finito in rete pochi giorni dopo la sua scomparsa e che riprenderebbe la sua stanza .

Nelle immagini si vede la sua camera da letto allestita in modo particolare e bizzarro. I suoi genitori raccontano di averla trovata in questo stato dopo la sua scomparsa, a quanto pare Bruno aveva tolto tutti i mobili e aveva messo al centro della sua camera la statua di Giordano Bruno in scala 1:1. Uno dei dettagli più interessanti del video inoltre sarebbero i manoscritti codificati e numerati lasciati in ordine sul tavolo, ovviamente si possono apprezzare anche una serie di simboli di natura massonica, satanica e mistica in tutta la stanza… ma quello che fece rabbrividire i suoi genitori fu l’immagine appesa come un poster che raffigura una persona insieme a quella che potremmo definire una creatura non umana, presumibilmente non terrestre. Infatti Bruno era anche un appassionato ufologo ed è proprio questa la pista che attira la morbosità e la curiosità delle persone. Bruno è forse riuscito a mettersi in contatto con chi non doveva?

Forse vi sarete chiesti chi fosse quest’uomo. Come anzidetto nel video si può osservare con chiarezza l’imponente statua di Giordano Bruno, un monaco e filosofo italiano del 500 passato alla storia principalmente perché fu uno dei primi a predire l’esistenza di vita fuori dal nostro pianeta, vita extraterrestre. Divenne poi martire perché accusato di eresia durante l’inquisizione e condannato a un’esecuzione in piazza pubblica mediante rogo il 17 Febbraio 1600. Una figura mistica e leggendaria particolarmente apprezzata in ambienti vicini all’ufologia e che Bruno Borges sicuramente riteneva fondamentale così tanto da comprare una sua statua e metterla al centro della stanza. I familiari riferirono alle autorità di non sapere nulla di tutto ciò perché si trovavano in vacanza e dopo 24 giorni di assenza il loro figlio aveva trasformato la sua stanza in un luogo di culto verso il mistico. Secondo sua sorella Gabriela, Bruno negli ultimi tempi era diventato particolarmente misterioso e non lasciava mai nessuno entrare nella sua stanza. Addirittura c’erano giorni in cui usciva solo per mangiare richiudendosi poi di nuovo in stanza. Gabriela riferì ai giornalisti queste parole: “Certo che mi preoccupava non sapere a che cosa stesse lavorando tutto il giorno chiuso nella sua stanza, ma era un adulto, non potevo di certo abbattere la porta solo perché ero curiosa…. quando gli chiesi a che cosa stesse lavorando mi disse che me l’avrebbe detto di lì a pochi giorni.”.

A detta di molti Bruno era un ragazzo brillante negli studi, quindi i suoi credevano che stesse solo studiando e lavorando a un progetto importante. inoltre un’altra cosa certa è che spesso e volentieri Bruno chiedeva a familiari e amici finanziamenti molto importanti, alcuni anche di migliaia di dollari. Cercava di non dare molti dettagli sui motivi di tali richieste e si limitava a dire che stava lavorando a una serie di libri che avrebbero cambiato l’umanità. Eduardo Veloso, un suo cugino oculista, disse che gli aveva prestato fino a 6.000 dollari per questo suo misterioso progetto. Sicuramente Bruno negli ultimi mesi in cui si era rinchiuso in stanza aveva lavorato a dei libri, di preciso furono rinvenuti 15 suoi manoscritti, tutti codificati attraverso un linguaggio sconosciuto. Le autorità non sono riuscite ancora oggi a decifrare l’intero significato ma sono al lavoro e una parte di essi sono stati decodificati da un esperto. Sua madre Denise ammise che suo figlio era molto interessato a tutto ciò che riguardava gli extraterrestri ed era anche a conoscenza dei suoi manoscritti perché fu una delle poche cose che Bruno le confidò: “Mi disse solo che stava scrivendo 15 libri che avrebbero cambiato l’umanità nel bene. Voleva brevettare una nuova teoria che aveva creato e io gli dissi che sarei state felice di leggere i suoi libri… e ora non c’è più”. Il papà di Bruno, Athos Borges, con amarezza disse che l’ultima volta che vide suo figlio fu il 27 Marzo. Quello stesso giorno, poco dopo pranzo, Bruno, senza soldi, senza nulla di valore e senza i libri a cui aveva lavorato tanto, decise di abbandonare casa sua per sempre, almeno questa è la percezione di questo padre amareggiato e triste per la mancanza del figlio. Athos afferma anche di aver ricevuto qualche informazione dalla polizia, ma mai nulla di concreto.

In pochi giorni questo caso divenne virale e molti internauti suggeriscono che forse Bruno, ormai impazzito, fuggì di casa o peggio si fosse aggregato a una setta ufologica, di quelle che adorano le entità extraterrestri. Una delle più terribili sette di questo genere è stata la Heaven’s Gate, una setta ufologica californiana guidata da Marshall Applewhite e Bonnie Nettles i quali ritenevano, fra la tante idee folli, che l’unico modo per poter elevarsi spiritualmente e raggiungere il piano dimensionale nel quale si trovano gli extraterrestri, fosse quello di abbandonare i loro corpi. La soluzione finale ordinata da Marshall fu quella di commettere suicidio collettivo in un momento preciso, quello che coincideva con il passaggio della cometa Hale-Bopp, dunque le loro anime sarebbero risalite fino all’astronave che si trovava, secondo loro, dietro tale cometa e avrebbero intrapreso il viaggio interstellare per sempre nell’universo. Ci sarebbero tante cose da raccontare a partire dal modo in cui decisero di suicidarsi, il quale fu tutt’altro che indolore, ma in questo video ci soffermiamo solo su un particolare atroce, il giorno scelto per l’ascensione, e quindi per il suicidio, fu il 26 marzo del 1997 ed esattamente 20 anni dopo Bruno decise di scomparire nel nulla, ma forse questa è solo una macabra coincidenza.

La signora Denise in diverse interviste disse che Bruno era completamente cosciente ed era tutto fuorché pazzo, inoltre esclude categoricamente la teoria della setta perché egli non era facilmente manipolabile. L’investigatore del caso, Fabrizio Sobreira, confidò che ci sono una serie di informazioni confidenziali nuove e che stanno valutando tutte le ipotesi senza escludere nessuna pista.

C’è una serie lunga di ufologi e di persone che si sono dedicate allo studio di tutto ciò che riguarda il fenomeno UFO, i quali spesso scompaiono in circostanze misteriose o soffrono di strane malattie, molti sono morti a causa di fulminei attacchi di cuore o strani incidenti. Nel 1971 l’investigatore Otto Binder scrisse un interessante articolo di queste strane scomparse e misteriose morti analizzando i decessi di almeno 137 esperti di ufologia i quali erano scrittori, scienziati, testimoni quasi tutti  morti o scomparsi in circostanze parecchio strane. Secondo Binder c’era una percentuale altissima di persone decedute a causa di attacchi cardiaci e cancro. Binder aggiunse anche che erano causati con molta probabilità da enti governativi e organizzazioni segrete altrimenti noti come Man in Black. Fra queste strane morti per esempio ci sono Phil Schneider il quale disse di aver ucciso due extraterrestri e venne trovato molti anni dopo con il suo stesso catetere attorcigliato intorno al collo, strana fu anche la morte del suo migliore amico e confidente Ronald Rummel, ex agente dell’intelligence americana, il quale si sarebbe suicidato con un colpo di pistola alla bocca, mentre le sue ultime parole sono state scritte su un foglio da un mancino mentre Ronald era destrorso. Lo scrittore della saga Alien Digest, Andreas Faber-Kaiser, invece è stato trovato portatore del virus HIV, egli non riuscì mai a spiegarsi come era possibile che si fosse preso tale infezione. Morì a 49 anni. Anche Max Spiers, un altro ufologo che stava indagando sul progetto spaziale “Solar Warden”, è stato trovato morto e secondo le fonti ufficiali, sarebbe da attribuire a cause naturali. Max Spiers aveva un fisico ben allenato tanto da essere soprannominato “super soldato” ed è morto per cause naturali sul suo divano di casa all’età di 39 anni. Queste sono solo alcune delle tante persone che forse come Bruno Borges hanno indagato troppo…

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 23 maggio 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

Tag: , , , , , , , ,

Cerere – Strane luci e fenomeni inspiegabili accadono su questo pianeta

Cerere – Strane luci e fenomeni inspiegabili accadono su questo pianeta

Cerere è uno dei corpi celesti più misteriosi del nostro Sistema Solare. Questo pianeta nano, che presenta 950 km di diametro, è il più grande della fascia principale di asteroidi che si trova fra Giove e Marte e da più di un decennio è diventato un vero e proprio rompicapo per illustri uomini di scienza in tutto il mondo. Venne scoperto nel 1801 dall’astronomo italiano Giuseppe Piazzi, il quale però riuscì a seguirlo solo per un breve periodo di tempo finché non scomparve dietro il nostro satellite naturale. Fu invece Friedrich Gauss a soli 23 anni a predirre esattamente la posizione in cui sarebbe ricomparso il corpo celeste grazie al suo innovativo metodo dei minimi quadrati. Cerere da sempre ha fatto parlare molto di se, infatti inizialmente era considerato come un pianeta poi negli anni fu degradato ad asteroide fino al 2006, anno in cui venne definitivamente categorizzato come pianeta nano.

Il motivo principale per cui Cerere è sempre stato oggetto di dibattito fra gli scienziati è principalmente perché si è sempre ipotizzato che potesse contenere una quantità enorme di acqua congelata sotto la sua superficie. Addirittura secondo alcune stime si deduce che lo strato di ghiaccio raggiunga una profondità di un centinaio di Km dando a Cerere una quantità di acqua pari a 200 milioni di Km cubici. Tutte ipotesi affascinanti e che in fondo portano sempre a quella domanda che ci spinge ad osservare il cielo: siamo da soli nell’universo? C’è vita sugli altri pianeti? Sembrerebbe che Cerere possa risolvere questo quesito ma il problema è che questo pianeta nano impiega 9 ore per compiere un moto di rotazione su se stesso e circa 4,5 anni per compiere un moto di rivoluzione intorno al Sole, perciò sulla sua superficie le temperature massime non superano i -34 gradi centigradi, quindi se esistessero forme di vita su questo pianeta sicuramente sarebbero dei microrganismi congelati. Le luci della ribalta però si accendono più di 2 secoli dopo la sua scoperta, esattamente nel 2003, anno in cui grazie alle osservazioni effettuate da terra e con il telescopio spaziale Hubble, il pianeta Cerere smette definitivamente di essere solo uno dei tanti corpi celesti che destano curiosità e diventa il principale oggetto di attenzione della NASA e di tutti gli astronomi del pianeta Terra.

Hubble aveva fotografato Cerere 267 volte e da queste immagini gli astronomi dedussero che, l’allora considerato asteroide, aveva un corpo quasi rotondo, inoltre presentava altre caratteristiche comuni a tutti i pianeti di tipo terrestre, ma ad attirare l’attenzione ovviamente sono state soprattutto quelle strane luci molto luminose sulla sua superficie. Ricordiamo che il telescopio Hubble si trova ad una distanza di oltre 240 milioni di km da Cerere, eppure quelle macchie bianche erano piuttosto evidenti. Queste immagini sebbene sgranate hanno fatto il giro del mondo tanto che la NASA dovette ammettere a suo tempo: “Le luci che appaiono in ogni immagine del pianeta Cerere sono per ora un mistero.”. Ben presto vennero stanziati nuovi fondi per una delle missioni più importanti mai concepite dalla NASA: La missione Dawn. Tale missione infatti nacque proprio per poter osservare da molto vicino gli asteroidi Vesta e Cerere: due protopianeti diversi fra loro per forme, caratteristiche morfologiche e natura geologica della superficie, ma la peculiarità più importante che li accomuna entrambi è che i due corpi popolavano la fascia di detriti intorno alla nostra stella fin dalle origini del Sistema Solare trovandosi lì da circa 4,5 miliardi di anni. Per questa ragione rappresentano una teca che potrebbe nascondere i segreti sulla storia della vita e del Sistema Solare nonché ospitare forme primordiali di vita.

Dopo il lancio della sonda Dawn tutti si aspettavano nuove immagini del misterioso pianeta nano, più nitide rispetto a quelle di Hubble. Gli scienziati di tutto il mondo non rimasero delusi quando il 19 febbraio 2015 la sonda Dawn scattò queste fotografie mentre si trovava ad una distanza di soli 46 mila Km da Cerere. Proprio così, ancora una volta delle luci molto luminose sulla sua superficie vennero immortalate nelle fotografie. A questo punto non si parlava più di effetti del telescopio o di strani giochi di luci e ombre, anche i più scettici dovettero ammettere che c’era qualcosa di strano e anomalo su Cerere. La NASA anche in questo caso descrisse le fotografie come “Crateri  caratterizzati da macchie luminose che si intravedono sulla superficie del pianeta nano”. Chris Russell, responsabile della missione, disse: “Man mano che ci avviciniamo, capiamo che Cerere ci ha incantati senza svelarci nulla di sé, ci aspettavamo di restare sorpresi, ma non così confusi”. Dichiarazioni che evidenziano quanto siano sorprendenti queste scoperte e alla domanda di quali siano le cause delle strane luci Russell disse: “La vicinanza delle due zone bianche osservate in queste nuove immagini potrebbe essere spiegata da un’origine criovulcanica, al momento sappiamo solo che il materiale riflette solo il 40% della luce che lo colpisce, ma ovviamente sarà necessario avere immagini ad una risoluzione migliore, per essere in grado di fare ipotesi geologiche”.

Altri scienziati invece parlano di depositi di sale, ghiaccio, getti di geyser e altri fattori che potrebbero riflettere la luce solare in questa maniera. Mentre gli scienziati cercano fra gli elementi naturali la soluzione, gli appassionati di UFO ed extraterrestri si focalizzano su altri aspetti cercando la soluzione secondo le più disparate teorie. Ad ogni modo, qualunque sia la spiegazione che viene teorizzata, mano a mano che si avvicina la sonda Dawn alla superficie del corpo celeste sembra che tali ipotesi vengano messe in discussione, difatti nelle fotografie inviate dopo marzo 2015, iniziano a vedersi non più due sole luci bianche sulla sua superficie, ma vengono riprese una serie di altre luci meno luminose ma sempre più evidenti. Gli scienziati però non si sbilanciano ancora anche se l’ipotesi dell’acqua solidificata sotto la sua superficie inizia a prendere più piede anche nelle inchieste fra gli internauti ed esperti accademici. La sonda Dawn calandosi progressivamente a quote più basse è riuscita a fornire nuovi e incredibili dati sul pianeta ma allo stesso tempo ha continuato a sorprendere con immagini incredibili e nuovi misteri. Uno di questi è senz’altro il cratere Occator. Le due aree chiare identificate durante l’avvicinamento si trovano all’interno di questo cratere largo circa 90 km e ovviamente è stata una delle zone più studiate del pianeta. Grazie allo spettrometro GRaND montato a bordo di Dawn, si è riusciti finalmente ad analizzare la composizione chimica delle suddette macchie bianche ottenendo risultati stupefacenti. I dati preliminari ricavati dalla superficie di Occator e su molti altri crateri suggerisce che il materiale presente su tale superficie siano principalmente due sali; il carbonato di sodio presente in concentrazioni molto elevate ed un particolare solfato di magnesio chiamato esaidrite.

Dopo aver visto i dati dello spettrometro, gli scienziati suggeriscono che probabilmente questi sali sono stati generati dopo l’impatto che formò il cratere Occator, infatti tale impatto potrebbe aver portato alla fuoriuscita di antichi depositi di acqua salata presenti al di sotto della sua crosta superficiale e di lì a poco l’acqua sublimò lasciando però sulla superficie del cratere stesso quei sali che un tempo erano contenuti al suo interno. Questo spiegherebbe anche perché la maggior parte delle luci si trovino all’interno dei crateri sparsi sulla superficie di Cerere. Mistero risolto dunque? A quanto pare non del tutto perché ci sono ancora una serie di interrogativi aperti, infatti sui crateri è stato trovato anche del ghiaccio, in particolare in crateri che sono permanentemente in ombra chiamati “trappole a freddo” dove la temperatura rimane sotto i -140 gradi. La NASA si chiede come sia arrivato lì tale ghiaccio deducendo anche che tali regioni non vengono colpite dalla luce solare da almeno 1 miliardo di anni. Un’altro interrogativo ancora più intrigante sono i crateri stessi perché ritenuti troppo piccoli, sembrerebbe quasi che Cerere curasse le ferite lasciate dai grandi impatti dei meteoriti, rigenerando in continuazione la propria superficie, un comportamento alquanto strano e unico fra i pianeti.

Sempre sulla sua superficie però è comparso quella che ancora oggi viene considerato il più grande enigma di questo pianeta. Si tratta di una montagna alta oltre 4.000 metri che si trova in un’area  quasi priva di crateri. La sua natura è oggetto di discussione non soltanto per la forma che ricorda quella di una piramide, ma anche perché non sembra essere stata causata dall’impatto di un meteorite. Picchi del genere si osservano solitamente nel cuore di grandi crateri, invece questa protuberanza si erge da sola in mezzo al nulla. A complicare ancora di più sono le striature biancastre disegnate sulla sua superficie. Molti scienziati si sono già pronunciati su questa immensa struttura geologica e l’hanno battezzata “Ahuna Mons” dicendo che tale fenomeno è stato causato da una fuoriuscita violenta di liquidi, gas e sali dagli strati interni del pianeta, forse originata da un impatto violento avvenuto dall’altra parte di Cerere. Ciò spiegherebbe anche perché sui lati di tale struttura si vedono quelle strisce cristallizzate, simili a quelle dei crateri. Quindi Ahuna Mons sarebbe un criovulcano, ovvero un vulcano di ghiaccio. Insomma sembra che questo piccolo pianeta abbia attirato l’attenzione del mondo grazie alle luci riflettenti sulla sua superficie, ma i veri enigmi li riserva nelle zone più buie, la dove i raggi del sole e della conoscenza cercano di arrivare, ma che potrebbero non giungere mai.

Nel nostro universo ci sono un’infinità di pianeti e misteri. Sotto la superficie di alcuni di essi si trovano strati di diamante puro più grandi del nostro pianeta, altri invece sembrerebbero non riflettere la luce dando loro un aspetto così scuro da essere stati scambiati per buchi neri. Altri pianeti invece pur avendo le dimensioni di Giove, data la loro composizione chimica risultano più leggeri di una palla di gomma. Queste sono solo alcune delle meraviglie che ci circondano e di cui si potrebbe parlare in video futuri… e pensare che l’essere umano si trova solo agli albori della più epica esplorazione mai avvenuta nella storia: l’universo, la cosa più misteriosa dell’esistenza stessa.

 

Tag: , , , , , , , , , , , , ,

Caso Falcon Lake – L’UFO che bruciò un uomo!

Caso Falcon Lake – L’UFO che bruciò un uomo!

Incontro ravvicinato del secondo tipo: un UFO si è posato a terra a distanza relativamente ravvicinata lasciando tracce evidenti della sua presenza. Questa è la definizione corretta per questo tipo di incontro ravvicinato e tra tutti quelli analizzati nel corso della storia quello di certo più sensazionale, controverso e noto agli ufologi è senza ombra di dubbio il Caso di Falcon Lake. Questa vicenda ha come testimone Stefan Michalak, un uomo che avrebbe letteralmente sperimentato sulla propria pelle gli effetti terribili di quell’incontro.

L’avvistamento è avvenuto un sabato del 1967, in una zona vicino al Falcon Lake a Manitoba, Canada, a circa 75 chilometri a nord  dal confine americano. Stefan Michalak era un geologo dilettante che molto spesso investigava in quelle zone ricche di vegetazione alla ricerca di giacimenti d’argento. Il 20 maggio Stefan si era alzato di prima mattina convinto che quello sarebbe stato per lui un giorno fortunato e si mise di buona lena a cercare giacimenti d’argento. Passato da poco mezzogiorno Stefan stava cominciando a ricredersi sul fatto che quello fosse un giorno fortunato per lui… dei giacimenti d’argento non c’era traccia, ma soprattutto Stefan era del tutto ignaro che quel giorno  avrebbe cambiato per sempre la sua vita.

Intorno a mezzogiorno e un quarto Stefan fu attirato da un gruppo di oche che improvvisamente si erano messe a starnazzare, come se fossero disturbate da qualcosa, poi il cielo si fece più luminoso e l’uomo alzò lo sguardo. Rimase sorpreso nel vedere due oggetti a forma di sigaro sormontati da una protuberanza che scendono lentamente. Un oggetto si posa a una cinquantina di metri da lui, mentre il secondo, dopo essersi librato per un attimo sulla cima degli alberi, scompare rapidamente in una nuvola. Il nostro testimone potè osservare attentamente il singolare oggetto atterrato, il cui colore subiva delle strane trasformazioni: come un metallo arroventato e bianco, che si raffredda a poco a poco, l’oggetto passa dal rosso brillante al rosso-grigio, poi al grigio e infine al grigio-argento. Stefan incuriosito e allo stesso tempo intimorito, si nascose dietro una roccia per osservare più da vicino l’oggetto e fece uno schizzo, quello che state osservando ora. Come potete vedere il velivolo è a forma di disco con un diametro di circa 10 metri, alto quasi 3. Negli attimi immediatamente successivi l’aria circostante diventò molto calda impregnandosi di un fortissimo odore di zolfo. “Sentì anche un ronzio che pareva essere quello di un motore elettrico e un sibilo assordante”, disse l’uomo in una testimonianza nei giorni successivi.

Poco dopo si aprì un portello sul lato del velivolo, inizialmente l’uomo non riuscì a vedere nulla, la luce all’interno era troppo forte, ma dopo aver indossato i suoi occhiali da sole poté distinguere numerosi fasci di luce viola che formavano una colonna al centro. Stefan si avvicinò molto cautamente fino a quando sentì chiaramente due voci simili a quelle umane, ma con un tono più acuto, a questo punto si convinse che l’oggetto fosse un velivolo sperimentare militare. Sottolineiamo di come Stefan non si era mai interessato ad argomenti quali UFO o alieni, dunque con tono sarcastico gridò: “Va bene Yankee, avete qualche problema? Venite fuori e vediamo cosa possiamo fare!”, ma non ricevette alcuna risposta, quindi provò ad attirare l’attenzione delle voci parlando in altre lingue. Poco dopo le voci di fermarono, improvvisamente tre pannelli scivolarono da sopra l’apertura sigillandola “Come un otturatore della fotocamera” affermò Stefan il quale aggiunse che questi pannelli avevano una struttura che ricordava un nido d’ape. Dopo che il portello si era chiuso, Stefan era abbastanza vicino da poter toccare il velivolo, ma probabilmente se non avesse avuto i guanti la sua mano si sarebbe fusa perché non appena sfiorò la superficie sentì un forte odore di gomma bruciata: erano le dita del suo guanto che stavano prendendo fuoco. Quando il velivolo cominciò a muoversi Stefan provò un intenso bruciore al petto. I suoi abiti presero fuoco e si mise a girare su se stesso sotto l’impulso di un violento soffio d’aria ardente. Non fu in grado di capire quello che stava accadendo e prima che si potesse riprendere dal forte spavento, il misterioso velivolo che era già sopra gli alberi, in un turbinio di luci sparì in una frazione di secondo. Stefan ancora sotto shock si rese finalmente conto che quello che aveva appena visto non poteva assolutamente essere un velivolo terrestre!

Ripreso dallo shock ma ancora intimorito, Stefan notò un forte odore di circuiti elettrici bruciati mescolato con un forte retrogusto di zolfo. Quando si avvicinò al punto dove aveva lasciato i suoi effetti personali vide che l’ago della sua bussola girava in modo irregolare, come se fosse impazzito. Poco dopo cominciò a sperimentare una forte nausea e un dolore alla testa, quindi tornò al motel dove stava alloggiando ma i sintomi non accennavano a passare e dopo diverse ore prese un autobus per la vicina città di Winnipeg dove viveva il figlio che lo portò in ospedale per accertamenti. Li si scoprì che l’intenso bruciore al petto provato dall’uomo gli aveva provocato una strana ustione a forma di griglia. I medici la classificarono come superficiale e l’uomo tornò a casa dopo poche ore continuando a lamentarsi di nausee, mal di testa e un odore acre provenire direttamente dai suoi polmoni. Le sofferenze di Stefan, però, non erano che all’inizio: un giorno, mentre si trovava al lavoro, sentì un intenso bruciore al collo e al petto ed ebbe l’impressione di avere la gola in fiamme. Venne trasportato immediatamente all’ambulatorio più vicino dove si riscontrò che il suo corpo era stranamente gonfio e che nel punto preciso delle vecchie scottature erano comparse delle grandi macchie rosse. Nei minuti successivi accadde qualcosa di strano e inquietante al corpo di Stefan, qualcosa di apparentemente inspiegabile: il suo corpo diventò viola gonfiandosi a tal punto che gli risultò impossibile togliersi la camicia. Le mani erano diventate come due piccoli palloni. I medici non poterono credere ai loro occhi e non riuscirono a formulare una diagnosi su quei sintomi misteriosi. Ad ogni modo il fatto più strano è che durante la notte, tutti i mali di cui soffriva Stefan spariscono completamente senza il minimo intervento medico e il giorno dopo era come nuovo, come se non fosse accaduto nulla, tant’è che lo stesso Stefan attribuì la sua guarigione a un miracolo.

Cosa è accaduto al corpo di Stefan Michalak e come ha fatto a guarire da solo in una notte? Oggi esistono alcune teorie avanzate da esperti che spaziano da “bruciature causate da onde ultrasoniche” a “reazioni termiche provocate da getti d’aria compressa”, ma forse quella più accreditata vede come colpevoli i raggi gamma che avrebbero provocato quelle bruciature e l’immediato deterioramento, nello stomaco di Stefan, del cibo che aveva consumato proprio prima dell’osservazione. Questo potrebbe anche spiegare il forte odore di zolfo avvertito dall’uomo. Tuttavia queste diverse teorie non riescono però a spiegare tutti i disturbi avvertiti: né lo straordinario e istantaneo gonfiore del corpo, né la brusca perdita di peso, né le macchie rosse seguite alle bruciature. I sintomi manifestati dal testimone di Falcon Lake rimangono nel regno dell’ignoto, un regno in cui gli ufologi vogliono addentrarsi più nel profondo affermando che il tutto fosse stato provocato da una particolare forma di energia sfruttata dall’UFO avvistato da Stefan, energia che forse sfruttava anche i raggi gamma.

Oltre alle analisi effettuate sul corpo di Stefan, vennero effettuate anche diverse ricerche sul presunto luogo del misterioso avvistamento, in particolare dove secondo il nostro testimone sarebbe atterrato il velivolo. Se le prime ricerche furono infruttuose, altre indagini, effettuate alla metà di giugno del 1967, fornirono risultati interessanti: si trovò infatti sul terreno una piccola zona circolare dove era sparita ogni traccia di vegetazione. Campioni del terreno prelevati e analizzati dal National Research Council del governo canadese e dall’Aviazione militare del Canada rivelarono la presenza di radioattività.

Questa storia oggi spacca l’opinione pubblica a metà, come del resto ogni storia che ha come protagonisti UFO o alieni e se anche Stefan avesse voluto mentire sulla reale verità dei fatti, i sintomi a cui ben ventisette medici assistettero erano reali e tutt’oggi parzialmente senza spiegazione. Come abbiamo detto all’inizio, Stefan è stata una persona che fino a quel fatidico giorno non si era mai interessato ad argomenti quali UFO o alieni e chi lo accusa di essere un bugiardo lui risponde: “Non chiedo a nessuno di credermi, ma io so quello che ho visto”. E voi? Gli credete?

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 17 gennaio 2017 in Contatti exraterrestri

 

Tag: , , , , , ,

Nazismo – Tra cospirazioni e profezie sconvolgenti

Nazismo – Tra cospirazioni e profezie sconvolgenti

La seconda guerra mondiale è stata di certo la guerra più devastante del genere umano e oggi si stima che i morti siano stati più di 70 milioni. Quando si parla di seconda guerra mondiale viene spontaneo pensare a quell’uomo che accese la miccia: Adolf Hitler e il suo movimento, il nazismo che con l’olocausto aprì una delle pagina più oscure della storia dell’umanità. Questo genocidio su scala globale causò circa 15 milioni di morti in pochi anni e come molti di voi sanno gli ebrei furono il principale obiettivo di questa mattanza. Non venne risparmiato nessuno, donne, bambini, anziani, per un totale di 6 milioni di ebrei sterminati. Non ci dilungheremo sul fatto che questo numero sia probabilmente una sovrastima completamente assurda come molti ritengono, ma concentrandoci sempre sulla cifra di 6 milioni vengono a galla fatti assai più inquietanti. [FOTO GIORNALE 1915]

“Dalla distruzione del tempio di Gerusalemme gli Ebrei non conoscono pagina più oscura nella loro storia, di quella che il  governo russo sta scrivendo oggi. 6 MILIONI di Ebrei, metà degli Ebrei in tutto il mondo, sono perseguitati, umiliati, torturati, ridotti alla fame. Migliaia sono stati fatti fuori. Centinaia di migliaia di Ebrei, vecchi, donne e bambini, sono portati di città in città, senza pietà, deportati dal governo, attaccati da truppe del loro paese, oltraggiati e saccheggiati”. Questo è ciò che riportava la prima pagina del periodico americano “The Sun”. Decisamente orribile ma comunque nulla di strano per chi conosce la storia… Nulla di strano se non fosse per il fatto che la data di pubblicazione di quel giornale con quella pagina è 6 giugno 1915, anno in cui la strage dell’olocasto era ben lungi dal fare la sua comparsa nel mondo. Ad ogni modo addirittura già dalla fine del 1800, c’erano pubblicazioni giudaiche che dicevano che 6 milioni di ebrei sarebbero morti in Europa. Nei decenni successivi sono molteplici le pagine che sembrano annunciare lo sterminio degli ebrei e “6 milioni di ebrei” si ripete costantemente.

“6 milioni di ebrei hanno bisogno di aiuto” – New York Times, 18 ottobre 1918. “In Ucraina 6 milioni di ebrei hanno ricevuto la notizia che stanno per essere sterminati” – New York Times, 8 settembre 1919. “6 milioni di ebrei sono stati ridotti in condizioni di povertà, fame e malattia” – New York Times, 12 novembre 1919. “Vengono raccolti 50.000 dollari per contribuire a salvare 6 milioni di ebrei in Europa” – Atlanta Consitution, 23 febbraio 1920. “6 milioni di ebrei sono diretti alla morte per fame nel sud-est Europa” – Le Gazzette de Montreal, 29 dicembre 1931. “6 milioni di ebrei privi di tutte le possibilità economiche stanno letteralmente morendo di fame” – New York Times, 23 febbraio 1936.

La domanda sorge spontanea: chi sapeva già dalla fine dell’800 che 6 milioni di ebrei sarebbero stati sterminati? Una domanda che apre interrogativi parecchio inquietanti le cui risposte forse lo sono ancora di più e un’ipotesi troppo azzardata potrebbe mettere a rischio la permanenza stessa di questo video su YouTube, quindi lasceremo il giudizio a voi. Tuttavia esiste una domanda ancora più inquietante con cui vogliamo chiudere questa parentesi: perché nei decenni non si è fatto nulla per prevenire, visto che lo si sapeva pubblicamente?

Il movimento nazista è noto non solo per le atrocità commesse, esisteva anche una branca che si occupava di esoterismo, da qui sono nate decine e decine di storie e leggende, alcune delle quali vedono persino coinvolti patti segreti tra Hitler e gli alieni… Ad ogni modo le leggende hanno sempre un fondo di verità, bisogna semplicemente non dare credito a proprio tutte le storie che circolano perché è facile cadere nell’inganno. A quanto pare durante la seconda guerra mondiale, nel tentativo di governare il mondo intero, i nazisti effettuarono una serie di strani esperimenti con presunte tecnologie sconosciute al resto del mondo. Setacciarono l’intero pianeta alla ricerca di manufatti mitici e tecnologie ultraterrene nella speranza di imbattersi in un potere supremo che avrebbe permesso loro di conquistare l’inconquistabile. Lo stesso Hitler era ossessionato dall’esoterismo e uno dei suoi sogni era trovare l’Arca dell’Alleanza che secondo la Bibbia costituiva il segno visibile della presenza di Dio in mezzo al suo popolo. Oggi molti invece ritengono che non fu nient’altro che una potentissima arma dalle origini incerte, forse un’ipotesi al quale era giunto lo stesso Hilter.

Senz’altro una delle presunte operazioni segrete avute luogo durante il periodo nazista vede protagonista la Nuova Svevia, più in particolare l’enigmatica Base 211 situata all’interno del continente antartico. La Nuova Svevia è una zona dell’Antartide con una superficie di 600.000 km² compresa tra le longitudini 20° E e 10° O, che fu rivendicata dalla Germania nazista dal 19 gennaio 1939 all’8 maggio 1945. Le spedizioni tedesche ci raccontano di aree bagnate da acqua dolce e tiepida e libere dai ghiacci con ricca vegetazione, le stesse aree secondo cui per la scienza non esistono che infinite distese di ghiaccio. Una delle citazioni più interessanti sulla Nuova Svevia da cui poi è nata la storia della Base 211, arriva dal Grandammiraglio della Marina tedesca Karl Dönitz il quale affermò: “La flotta sottomarina tedesca è orgogliosa di aver costruito per il Führer, in un altra parte del mondo, una Shangri-La sulla Terra, un inespugnabile fortezza.”.

Voci su spedizioni segrete naziste e su una base chiamata “Stazione 211” esistono da più di mezzo secolo e come abbiamo detto prima le voci hanno sempre un fondamento di verità. Secondo tutta una serie di indiscrezioni la Base 211, nota anche con il nome Nuova Berlino, era ben di più che una chiacchiera di corridoio, esisteva veramente e se così fosse, allora doveva sicuramente trovarsi in una di quelle zone libere dai ghiacci narrate dalle spedizioni naziste, forse all’interno di una catena montuosa e probabilmente è ancora la sepolta chissà dove. Tuttavia oggi molte persone respingono categoricamente l’esistenza di basi segrete in Antartide suggerendo che non ci sono prove a sostegno di tali informazioni. Come sempre, affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie. Molti sostengono che Richard Evelyn Byrd, uno degli esploratori polari più famosi nonché Contrammiraglio della Marina Americana, abbia esplorato il continente antartico alla ricerca di basi segrete naziste e del loro contenuto e l’avrebbe fatto usando come scusa l’operazione Highjump. L’operazione iniziò il 26 agosto 1946 e continuò sino al 1947 impiegando 4.700 uomini, 13 navi e diversi aerei. Gli obiettivi dichiarati furono, tra i tanti, addestrare il personale, consolidare ed estendere la sovranità statunitense sul continente antartico, determinare la possibilità di costruire basi in Antartide, aumentare le conoscenze geologiche esistenti e dell’area. Ad ogni modo non si fece alcuna menzione a basi segrete naziste.

L’operazione Highjump venne curiosamente terminata sei mesi prima del previsto. L’ultimo estratto del diario di Byrd datato 19 febbraio 1947 dice: “Stiamo attraversando la piccola catena montuosa procedendo verso nord. Al di là della catena montuosa c’è quella che sembra essere una valle con un piccolo fiume. Non ci dovrebbe essere del verde qui sotto, c’è qualcosa di sbagliato, dovremmo essere circondati da ghiaccio e neve! Ci sono delle foreste che crescono sulle pendici della montagna. I nostri strumenti di navigazione sono impazziti, il giroscopio oscilla avanti e indietro.”. Le teorie del complotto che circondano Byrd, la Base 211 e altre misteriose scoperte fatte dallo stesso ammiraglio, come l’esistenza di persone dalla pelle blu, sono infinite e forse non tutte così campate in aria. In particolare in questa base sperimentavano forse nuovi tipi di velivoli o armi? I cosiddetti UFO nazisti potrebbero aver visto la luce proprio nelle stanze più segrete della Base 211. È interessante notare che Byrd fece una serie di osservazioni piuttosto criptiche durante un’intervista. L’articolo è apparso nell’edizione del 5 marzo 1947 del quotidiano cileno ‘El Mercurio’: “L’Ammiraglio Byrd ha dichiarato oggi che era indispensabile per gli Stati Uniti avviare misure di difesa immediate contro le regioni ostili. L’Ammiraglio ha inoltre dichiarato che non voleva spaventare nessuno indebitamente, ma che si trattava di un’amara realtà il fatto che in caso di una nuova guerra, gli Stati Uniti sarebbero stati attaccati da oggetti volanti che potrebbero volare da un polo all’altro a velocità incredibili. Byrd ha ripetuto i suoi punti di vista di cui sopra derivanti dalle sue conoscenze apprese nelle sue spedizioni ai poli.”. Era dunque possibile che dopo la seconda guerra mondiale esisteva un pericolo reale proveniente dalle parti più meridionali dell’Antartide? Se si, quali erano queste minacce? I nazisti erano coinvolti? Nessuno può dirlo con certezza se non l’Ammiraglio Byrd il quale sta custodendo le risposte a questo mistero nella tomba da ormai 60 anni.

Gran parte dei nostri casi della categoria “Luoghi inspiegabili e inquietanti” hanno luogo proprio in Antartide, questo misterioso continente avvolto dai ghiacci, forse tutte le storie sono collegate? Esiste per caso un filo conduttore che lega tutto? Chissà se un giorno tutti i tasselli andranno al loro posto per formare quel grande mosaico chiamato verità.

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 2 gennaio 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , ,

Somosierra – La tragica scomparsa di un bambino

Somosierra – La tragica scomparsa di un bambino

25 giugno 1986. Intorno alle 6:00 del mattino, un camion Volvo F-12 che trasporta 20.000 litri di acido solforico quasi puro inizia la discesa del passo montano di Somosierra a nord-est di Madrid, Spagna. Il conducente aumenta sempre di più la velocità effettuando poi un sorpasso azzardato di un altro camion per poi superarne un altro questa volta passando così vicino che urta lo specchietto laterale dell’altro mezzo rompendolo e facendolo cadere al suolo. Poco dopo si avvicina a un terzo camion senza superarlo e comincia a speronarlo da dietro finché l’altro mezzo esce fuori strada. Gli altri autisti pensarono che quel camion avesse un problema con i freni. Pochi secondi dopo accade l’inevitabile e il Volvo si schianta contro un altro camion proveniente dalla direzione opposta all’incredibile velocità di 140 km/h. Il camion si ribalta e l’incidente provoca la rottura del serbatoio facendo fuoriuscire tutto il suo contenuto sopra l’abitacolo e sul terreno circostante. Una nube tossica ricopre la zona, in pochi secondi si era scatenano l’inferno.

Il soccorso stradale si precipita nel luogo della tragedia. Un giudice di pace di una città vicina identifica un uomo e una donna nella cabina del camion già morti con evidenti segni di corrosione provocati dall’acido solforico. Sono le uniche vittime. Dal momento che per loro non c’è più nulla da fare, i soccorritori concentrano i loro sforzi nel far evacuare gli altri autisti coinvolti nell’incidente e nel versare sabbia e calce sopra l’acido per neutralizzare la fuoriuscita prima che raggiunga il fiume vicino Duratón provocando un disastro ecologico. Tre ore più tardi vengono recuperati i due corpi all’interno dell’abitacolo e identificati come Andrés Martínez, un autista di camion proprietario del veicolo e sua moglie Carmen Gómez, che a volte lo accompagnava nei suoi viaggi. Lo stesso pomeriggio un agente della Guardia Civile comunica la tragica notizia alla madre di Carmen e la sua reazione sconcerta l’agente e tutte le persone che ancora oggi cercano di dare una risposta a questo caso. La madre disse: “Come sta il bambino? Vi prego, ditemi che mio nipote sta bene!”, tuttavia nell’incidente non era stato coinvolto nessun bambino. Il caso più strano d’Europa per la scomparsa di una persona era appena iniziato.

Juan Pedro Martínez aveva 10 anni ed era l’unico figlio della coppia morta nell’incidente. Aveva accompagnato il padre in numerosi altri viaggi ma mai in uno lungo come questo, difatti erano partiti da Cartagena diretti a BiIbao, un viaggio di più di 800km. A Juan erano stati raccontati i luoghi dei Paesi Baschi, luoghi completamente diversi da quelli semi deserti dove vivevano. Mucche al pascolo in verdi prati, boschi lussureggianti e montagne altissime, dunque Juan si ossessionò quando il padre gli promise che un giorno l’avrebbe portato in uno di questi posti se avesse ottenuto dei buoni voti a scuola. Dal momento che l’anno scolastico era appena finito, il padre si sentì in obbligo di portare il proprio figlio alla prossima consegna con il camion nei Paesi Baschi. In questo lungo viaggio prese parte anche la madre per avere un paio di occhi di riguardo in più. Così il 24 giugno Andrés arrivò a Fuente Álamo con la macchina di sua sorella e con moglie e figlio alle 7:00 di sera partì per Cartagena dove il camion venne preparato.

Ma Juan Pedro era ancora sul camion quando ci fu l’incidente? L’esame successivo dell’abitacolo mise alla luce cassette per bambini e vestiti da ragazzo nella parte posteriore, ma nessuna traccia del ragazzo. Il camion venne sollevato con delle gru per vedere se fosse caduto fuori durante l’impatto dato che probabilmente il bambino avrebbe viaggiato senza cintura, ma non venne trovato nulla. Diversi gruppi della polizia e molti volontari setacciarono la zona alla ricerca del bambino o dei suoi resti per i giorni successivi, addirittura scavarono la sabbia e la calce per verificare se fosse stato accidentalmente sepolto, ma l’unica cosa che trovarono fu una scarpa da ginnastica di una misura non compatibile con quella del piede di Juan, probabilmente era lì già prima dell’incidente. Ovviamente, il fatto che il camion trasportasse acido solforico e che la cabina ne fosse stata ricoperta non fu un dettaglio che venne trascurato, tuttavia i chimici negarono assolutamente che il corpo di Juan avesse potuto sciogliersi completamente senza lasciare traccia. Dalle analisi eseguite con resti di animali si confermò che un corpo dovrebbe essere rimanere in ammollo nell’acido per 24 ore affinché il tessuto molle si liquefaccia e fino a cinque giorni per disintegrare quasi completamente le ossa. Ad ogni modo elementi che non reagiscono all’acido come capelli, unghie, denti o parti del suo abbigliamento dovevano essere ancora presenti, ma non c’era nulla, niente di niente, dunque Juan Pedro era ufficialmente scomparso nel nulla.

Il cronotachigrafo del camion ancora intatto permise di ricostruire il tragitto e le fermate effettuate dalla famiglia. La prima tappa fu un luogo chiamato la Venta del Olivo, a pochi chilometri da Cieza, Murcia. La seconda tappa è stata fatta a mezzanotte e dodici nella città di Las Pedroñeras. Alle 3:00 del mattino erano in una stazione di servizio nei pressi di Madrid, infine la loro ultima tappa fu una locanda nei pressi di Cabanillas, una località a oltre 300 km a nord-est dalla capitale. Il cameriere non ebbe difficoltà a ricordare la famiglia perché rimase colpito dal modo in cui era vestito Juan, completamente di rosso. Dopo aver preso due caffè e una torta per il figlio, pagarono e lasciarono la locanda indisturbati. Fino a questo punto il viaggio della famiglia stava procedendo normalmente, poi il cronotachigrafo cominciò a rivelare qualcosa di strano, durante la salita del passo di montagna, il camion ha fatto dodici brevissime soste, la più breve durata meno di un secondo e la più lunga, l’ultima vicino al punto più alto, circa una ventina di secondi. Il padre aveva molta familiarità con quelle strade dunque non si era perso, inoltre non c’era traffico tale da giustificare quelle fermate. Infine un esame del camion rivelò che, contrariamente a quello che tutti avevano pensato al momento dell’incidente, i freni non erano affatto danneggiati.

I fatti strani tuttavia non finiscono qui. Il camionista che era stato speronato da dietro e spinto fuori strada dichiarò che negli istanti immediatamente successivi all’incidente, un furgone bianco, precisamente un Nissan Vanette, si era fermato di fianco al camion ribaltato. L’autista era un uomo baffuto che parlava con un accento straniero ed era accompagnato da una donna bionda. Lo strano individuo gli disse di non preoccuparsi e che la donna, sua moglie, era un’infermiera. La donna controllò brevemente le ferite riportate dal camionista speronato, dopodiché andò a controllare il camion che si era schiantato, infine se ne andarono. Questa testimonianza potrebbe coincidere con quella di due pastori che conferiscono a tutta questa storia una sfumatura alquanto inquietante. Questi due residenti locali hanno testimoniato che, subito dopo l’incidente e nella confusione che ne susseguì, videro due individui di altezza considerevole, dalla carnagione biancastra e con un camice bianco addosso che arrivava fino alle caviglie, scendere da un furgone bianco, avvicinarsi all’abitacolo del camion per poi portarsi via un grosso pacco. Altre persone confermarono di aver visto i due individui scendere dal furgone bianco che probabilmente era inseguito dal camion. Questa strana scomparsa acquisto notorietà e attirò numerose persone tra cui sensitivi, cacciatori di UFO e teorici della cospirazione.

La teoria ad oggi più accreditata è che la famiglia sia stata vittima di un incontro casuale con dei trafficanti di droga. Si dice che quella mattina ci fosse un posto di blocco della polizia a Somosierra e per passare in modo sicuro i trafficanti avrebbero costretto il camion a fermarsi durante la salita in modo da fargli trasportare la droga al posto loro. Andrés probabilmente rifiutò e i trafficanti rapirono il bambino, da qui sarebbe partito l’inseguimento finché non ci fu l’incidente e gli individui visti non sarebbero altro che i corrieri della droga che avrebbero ripreso il loro bottino nel camion. Con tutta probabilità Juan era nel furgone bianco con loro, forse senza vita. Non mancano teorie che vedono come protagonisti pedofili, strani culti, trafficanti di organi, addirittura alieni dato che le sembianze dei due individui scesi dal furgone bianco descritto dai pastori era molto strano, vennero descritti come persone dall’aspetto di uomini nordici. Nei giorni immediatamente successivi alla tragedia arrivarono numerose chiamate di persone che dicevano di aver visto Juan Pedro Martinez in diverse parti del territorio nazionale, in particolare a Bilbao, dove videro il ‘Bambino di Somosierra’, soprannome affibbiatogli dopo l’incidente, vagare attraverso una zona industriale della capitale basca, ma la ricerca da parte della polizia respinse tali testimonianze in quanto non c’era alcuna prova.

Questo è stato marchiato come il caso di sparizione più misterioso mai avvenuto nel vecchio continente e come al solito ci sono tante teorie ma poche risposte…

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 12 dicembre 2016 in Casi macabri e misteriosi

 

Tag: , , , , , , , , , , , , ,

Nightcrawler – Creature impossibili

Nightcrawler – Creature impossibili

Quanti di voi hanno sentito la parola criptide? Questo è un termine usato nella criptozoologia per indicare un animale la cui esistenza è sostenuta da tradizioni e leggende, ma di cui mancano prove scientifiche. Molti criptidi sono stati visti camminare sulla terra ferma o soffermarsi nelle profondità degli oceani. Anche se la criptozoologia è considerata una pseudo-scienza, molto spesso mette in seria difficoltà la scienza ufficiale che cerca di spiegare il contenuto di numerosi video o foto che metterebbero alla luce creature misteriose! D’altronde ogni anno vengono scoperte nuove specie di animali, dalla più piccola a centinaia di metri sotto il mare alla più viscida nell’intricato paesaggio delle foreste. Nessuno sa stilare ancora un elenco completo degli animali che abitano il nostro pianeta, un elenco che giorno dopo giorno si arricchisce sempre più di bizzarre creature e forse un giorno quelli che oggi sono considerati dei miti, un domani saranno dettagli che riempiranno i libri di scienza.

L’elenco di queste presunte creature è lunghissimo e alcuni dei nostri video futuri parleranno proprio di alcune di esse, ma oggi ci concentreremo su un criptide poco famoso ma che attanaglia ancora le menti di molti ricercatori. Molti non lo considerano nemmeno un criptide e ci sono riferimenti in alcune leggende che non si possono considerare solo coincidenze. Nightcrawler, questo è il suo nome affibbiatogli anni fa quando comparve per la prima volta in un video.

Il Nightcrawler, nome derivato dalle parole inglesi “Night” (notte) e “Crawl” (camminare lentamente o strisciare), chiamato anche l’alieno di Fresno, è una bizzarra creatura che fece la sua prima apparizione nel 2007 a Fresno in California. L’avvistamento fu ripreso in una zona residenziale da una telecamera di sorveglianza installata appositamente da una famiglia perché capitava molto spesso che durante la notte i cani del vicinato abbaiassero. Un giorno, quando il sole era calato da ormai molte ore, i cani abbaiarono più forte del solito e la mattina dopo la famiglia decise di vedere le registrazioni non immaginando minimamente quello che avrebbero visto. Sconcertati chiamarono immediatamente la polizia la quale ne uscì altrettanto confusa e in poco tempo la notizia attirò i media locali. Il video relativamente breve e di scarsa qualità ritraeva una misteriosa creatura umanoide bianca, sottile, senza né braccia né busto. Il corpo sembra avvolto da un vestito o un mantello chiaro ed è composto da due lunghe gambe che convergono in quella che potrebbe essere la testa.

Un fatto curioso che riguarda i Nightcrawler è che stando alle leggende dei nativi americani della zona, queste creature popolerebbero la Terra da moltissimo tempo, addirittura da prima della comparsa dell’uomo e proverrebbero da un pianeta per lo più ricoperto di paludi, difatti le loro lunghe gambe servirebbero proprio per attraversare più agevolmente il terreno paludoso. Sempre secondo la leggenda queste creature sono sul nostro pianeta per assistere a una sorta di risveglio, per costruire un legame tra uomo e natura e successivamente portare la pace e l’armonia. Un altro fatto interessante che potrebbe essere legato ai Nightcrawler risale al 1931 quando a Blythe, una cittadina in California, un archeologo scoprì enormi glifi visibili nel loro insieme solo dal cielo, un po’ come le linee di Nazca. Questi glifi hanno mostrato un enorme essere con gambe e braccia lunghe e una piccola testa e il più grande misura circa 50 metri. Nessuno sa quando siano stati creati questi glifi, se ne fa solo menzione in leggende tramandate oralmente e antichi scritti dei nativi americani. Ancora una volta la leggenda si mischia con fatti apparentemente reali e anni più tardi, nel marzo del 2011, fece la sua comparsa un secondo video ripreso sempre da una telecamera di sicurezza di notte al Parco nazionale di Yosemite, un’area naturale protetta che si trova tra le contee di Mariposa e Tuolumne nello Stato della California. Questa volta vengono riprese due creature, due Nightcrawler che scendono giù per una collina con i loro strani movimenti.

Queste creature così surreali affascinarono molti ricercatori e proprio per la loro assurdità c’è chi semplicemente addita tutta la faccenda come una clamorosa bufala. Non mancano ipotesi sull’origine extraterrestre dei Nightcrawlers, ipotesi che peraltro sembra essere avvalorata proprio dalle leggende dei nativi americani. C’è inoltre chi afferma siano dei criptidi, fantasmi o una sorta di guardiani della foresta. L’unica cosa certa è che non assomigliano a nessuna creatura nota, ma allora cosa sono quelle creature? Nessuno ad oggi lo sa con certezza. Successivamente in rete apparvero anche diverse foto di statue intagliate nel legno che sembrano rappresentare appunto i Nightcrawler, tuttavia nessuno è stato in grado di determinare la fonte di quelle foto o dove siano state scattate… Sono semplicemente comparse in rete! Questo non fece altro che alimentare la teoria della bufala anche se c’è chi giustifica quelle statue come rappresentazioni realizzate dai nativi americani.

Grazie a internet i video cominciarono presto a fare il giro del mondo e le misteriose creature furono oggetto anche di una puntata di Fact or Faked: Paranormal Files, una serie televisiva statunitense di investigazioni su fenomeni paranormali in onda sul canale Syfy. Il team investigativo analizzò il primo video girato nel 2007. Le movenze delle strane creature sono apparse fin da subito molto strane, i movimenti sono fluidi e le ginocchia sembrano piegarsi all’indietro. Le analisi rivelarono che la creatura fosse alta circa un metro. Il team simulò numerosi tentativi di riproduzione di quelle movenze per cercare di dimostrare che fosse tutto un falso, ma ogni tentativo si rivelò infruttuoso. Infine l’analisi del video non mise alla luce nessun ritocco, sottolineiamo anche che la persona che mostrò il video alla polizia non aveva il minimo mezzo per poter effettuare qualche ritocco in digitale, inoltre non ha mai pubblicato di persona tale video né tanto meno venduto, insomma non ha fatto nulla per il quale avrebbe potuto ricavarne soldi o fama.

Il tempo passava, il mistero si infittiva sempre di più e la gente che cercava di dimostrare che era tutto un falso falliva miseramente perché non riusciva a ricreare perfettamente le strane movenze di quelle creature e ancora oggi il dibattito è aperto. Su YouTube esiste un video dello youtuber CaptainDisilusion che mostra come apparentemente sia stato realizzato il Nightcrawler, come vedete da queste immagini il tutto si sarebbe ottenuto tramite l’aiuto della computer grafica modificando un corpo di una persona rimuovendo digitalmente la parte superiore del corpo. Tuttavia questa spiegazione non convince per due motivi: il primo è che il video analizzato in Fact or Faked: Paranormal Files non presentava ritocchi, la seconda è che lo youtuber non è riuscito a rappresentare minimamente le strane movenze delle gambe delle creature. Dunque il mistero persiste ancora…

12 dicembre 2014, Contea di Highland, Ohio. Un ex marine e sua moglie stanno tornando a casa, fuori sta calando velocemente il sole e l’uomo accende i fari per illuminare meglio la strada, una strada buia e interminabile che costeggia la foresta da entrambi i lati. Mentre stanno scendendo da una collina la moglie indica un puntino bianco in mezzo alla strada molto lontano e l’uomo, pensando fosse un animale selvatico, comincia a rallentare per evitare il rischio di investirlo, ma mano a mano si avvicinano il puntino bianco assume una forma umanoide, ad un certo punto la creatura si accorge dell’auto in arrivo e fa un balzo nella foresta sparendo dalla vista della coppia. L’uomo rimane scioccato dalla visione di quella strana creatura e quando arriva a casa prende subito carta e penna per cercare di raffigurare ciò che aveva visto. Disegnò una creatura con lunghi arti inferiori, ginocchia piegate all’indietro senza busto e braccia… Proprio così, sembra la raffigurazione di un Nightcrawler. L’uomo affermò che la creatura fosse alta più di 2 metri e la moglie ribadì di come suo marito fosse un uomo troppo orgoglioso e non avrebbe mai e poi mai raccontato una frottola, fatto sta che l’unica prova che abbiamo di questo avvistamento rimane un disegno… Un disegno che sembra ritrarre la stessa creatura di Fresno catturata da una telecamera di sorveglianza anni prima…

Come ogni volta che si ha a che fare con un criptide non si hanno che una manciata di foto o video come prova, spesso di bassa qualità, ma come abbiamo detto a inizio video ogni anno si scoprono decine di nuove specie arricchendo la lista degli animali presenti sulla Terra e nessuno può dire se un domani un Bigfoot, un Nessie o un Nightcrawler possano far parte di questa lista…

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 28 novembre 2016 in Casi macabri e misteriosi

 

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , ,