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Bruno Borges – Una misteriosa scomparsa

Bruno Borges – Una misteriosa scomparsa

Secondo dati recenti, nel mondo ogni anno circa 10 milioni di persone scompaiono senza lasciare nessuna traccia, in Italia sono circa 30.000 le persone che ogni anno svaniscono nel nulla, di cui la metà sarebbero minorenni. La maggior parte degli adulti che scompaiono invece lo fanno per scelta propria e solo una piccola parte sparisce senza un motivo apparente e proprio fra queste scomparse  ce ne sono alcune veramente incredibili, casi in cui le persone sembrerebbero svanite nel nulla, probabilmente rapite da qualcuno… o qualcosa. Un alone di mistero assoluto circonda la strana sparizione di Bruno Borges, uno studente brillante di psicologia di 25 anni il quale sembrerebbe aver abbandonato Rio Branco, una cittadina nello stato di Acre in Brasile, lo scorso 27 Marzo. Le persone che lo conoscevano raccontano che Bruno stava lavorando a un progetto ultra segreto e a pochi giorni dalla sua scomparsa il suo comportamento era diventato a dir poco stravagante, ma la scintilla che fece esplodere la popolarità della sua triste scomparsa è stato un video finito in rete pochi giorni dopo la sua scomparsa e che riprenderebbe la sua stanza .

Nelle immagini si vede la sua camera da letto allestita in modo particolare e bizzarro. I suoi genitori raccontano di averla trovata in questo stato dopo la sua scomparsa, a quanto pare Bruno aveva tolto tutti i mobili e aveva messo al centro della sua camera la statua di Giordano Bruno in scala 1:1. Uno dei dettagli più interessanti del video inoltre sarebbero i manoscritti codificati e numerati lasciati in ordine sul tavolo, ovviamente si possono apprezzare anche una serie di simboli di natura massonica, satanica e mistica in tutta la stanza… ma quello che fece rabbrividire i suoi genitori fu l’immagine appesa come un poster che raffigura una persona insieme a quella che potremmo definire una creatura non umana, presumibilmente non terrestre. Infatti Bruno era anche un appassionato ufologo ed è proprio questa la pista che attira la morbosità e la curiosità delle persone. Bruno è forse riuscito a mettersi in contatto con chi non doveva?

Forse vi sarete chiesti chi fosse quest’uomo. Come anzidetto nel video si può osservare con chiarezza l’imponente statua di Giordano Bruno, un monaco e filosofo italiano del 500 passato alla storia principalmente perché fu uno dei primi a predire l’esistenza di vita fuori dal nostro pianeta, vita extraterrestre. Divenne poi martire perché accusato di eresia durante l’inquisizione e condannato a un’esecuzione in piazza pubblica mediante rogo il 17 Febbraio 1600. Una figura mistica e leggendaria particolarmente apprezzata in ambienti vicini all’ufologia e che Bruno Borges sicuramente riteneva fondamentale così tanto da comprare una sua statua e metterla al centro della stanza. I familiari riferirono alle autorità di non sapere nulla di tutto ciò perché si trovavano in vacanza e dopo 24 giorni di assenza il loro figlio aveva trasformato la sua stanza in un luogo di culto verso il mistico. Secondo sua sorella Gabriela, Bruno negli ultimi tempi era diventato particolarmente misterioso e non lasciava mai nessuno entrare nella sua stanza. Addirittura c’erano giorni in cui usciva solo per mangiare richiudendosi poi di nuovo in stanza. Gabriela riferì ai giornalisti queste parole: “Certo che mi preoccupava non sapere a che cosa stesse lavorando tutto il giorno chiuso nella sua stanza, ma era un adulto, non potevo di certo abbattere la porta solo perché ero curiosa…. quando gli chiesi a che cosa stesse lavorando mi disse che me l’avrebbe detto di lì a pochi giorni.”.

A detta di molti Bruno era un ragazzo brillante negli studi, quindi i suoi credevano che stesse solo studiando e lavorando a un progetto importante. inoltre un’altra cosa certa è che spesso e volentieri Bruno chiedeva a familiari e amici finanziamenti molto importanti, alcuni anche di migliaia di dollari. Cercava di non dare molti dettagli sui motivi di tali richieste e si limitava a dire che stava lavorando a una serie di libri che avrebbero cambiato l’umanità. Eduardo Veloso, un suo cugino oculista, disse che gli aveva prestato fino a 6.000 dollari per questo suo misterioso progetto. Sicuramente Bruno negli ultimi mesi in cui si era rinchiuso in stanza aveva lavorato a dei libri, di preciso furono rinvenuti 15 suoi manoscritti, tutti codificati attraverso un linguaggio sconosciuto. Le autorità non sono riuscite ancora oggi a decifrare l’intero significato ma sono al lavoro e una parte di essi sono stati decodificati da un esperto. Sua madre Denise ammise che suo figlio era molto interessato a tutto ciò che riguardava gli extraterrestri ed era anche a conoscenza dei suoi manoscritti perché fu una delle poche cose che Bruno le confidò: “Mi disse solo che stava scrivendo 15 libri che avrebbero cambiato l’umanità nel bene. Voleva brevettare una nuova teoria che aveva creato e io gli dissi che sarei state felice di leggere i suoi libri… e ora non c’è più”. Il papà di Bruno, Athos Borges, con amarezza disse che l’ultima volta che vide suo figlio fu il 27 Marzo. Quello stesso giorno, poco dopo pranzo, Bruno, senza soldi, senza nulla di valore e senza i libri a cui aveva lavorato tanto, decise di abbandonare casa sua per sempre, almeno questa è la percezione di questo padre amareggiato e triste per la mancanza del figlio. Athos afferma anche di aver ricevuto qualche informazione dalla polizia, ma mai nulla di concreto.

In pochi giorni questo caso divenne virale e molti internauti suggeriscono che forse Bruno, ormai impazzito, fuggì di casa o peggio si fosse aggregato a una setta ufologica, di quelle che adorano le entità extraterrestri. Una delle più terribili sette di questo genere è stata la Heaven’s Gate, una setta ufologica californiana guidata da Marshall Applewhite e Bonnie Nettles i quali ritenevano, fra la tante idee folli, che l’unico modo per poter elevarsi spiritualmente e raggiungere il piano dimensionale nel quale si trovano gli extraterrestri, fosse quello di abbandonare i loro corpi. La soluzione finale ordinata da Marshall fu quella di commettere suicidio collettivo in un momento preciso, quello che coincideva con il passaggio della cometa Hale-Bopp, dunque le loro anime sarebbero risalite fino all’astronave che si trovava, secondo loro, dietro tale cometa e avrebbero intrapreso il viaggio interstellare per sempre nell’universo. Ci sarebbero tante cose da raccontare a partire dal modo in cui decisero di suicidarsi, il quale fu tutt’altro che indolore, ma in questo video ci soffermiamo solo su un particolare atroce, il giorno scelto per l’ascensione, e quindi per il suicidio, fu il 26 marzo del 1997 ed esattamente 20 anni dopo Bruno decise di scomparire nel nulla, ma forse questa è solo una macabra coincidenza.

La signora Denise in diverse interviste disse che Bruno era completamente cosciente ed era tutto fuorché pazzo, inoltre esclude categoricamente la teoria della setta perché egli non era facilmente manipolabile. L’investigatore del caso, Fabrizio Sobreira, confidò che ci sono una serie di informazioni confidenziali nuove e che stanno valutando tutte le ipotesi senza escludere nessuna pista.

C’è una serie lunga di ufologi e di persone che si sono dedicate allo studio di tutto ciò che riguarda il fenomeno UFO, i quali spesso scompaiono in circostanze misteriose o soffrono di strane malattie, molti sono morti a causa di fulminei attacchi di cuore o strani incidenti. Nel 1971 l’investigatore Otto Binder scrisse un interessante articolo di queste strane scomparse e misteriose morti analizzando i decessi di almeno 137 esperti di ufologia i quali erano scrittori, scienziati, testimoni quasi tutti  morti o scomparsi in circostanze parecchio strane. Secondo Binder c’era una percentuale altissima di persone decedute a causa di attacchi cardiaci e cancro. Binder aggiunse anche che erano causati con molta probabilità da enti governativi e organizzazioni segrete altrimenti noti come Man in Black. Fra queste strane morti per esempio ci sono Phil Schneider il quale disse di aver ucciso due extraterrestri e venne trovato molti anni dopo con il suo stesso catetere attorcigliato intorno al collo, strana fu anche la morte del suo migliore amico e confidente Ronald Rummel, ex agente dell’intelligence americana, il quale si sarebbe suicidato con un colpo di pistola alla bocca, mentre le sue ultime parole sono state scritte su un foglio da un mancino mentre Ronald era destrorso. Lo scrittore della saga Alien Digest, Andreas Faber-Kaiser, invece è stato trovato portatore del virus HIV, egli non riuscì mai a spiegarsi come era possibile che si fosse preso tale infezione. Morì a 49 anni. Anche Max Spiers, un altro ufologo che stava indagando sul progetto spaziale “Solar Warden”, è stato trovato morto e secondo le fonti ufficiali, sarebbe da attribuire a cause naturali. Max Spiers aveva un fisico ben allenato tanto da essere soprannominato “super soldato” ed è morto per cause naturali sul suo divano di casa all’età di 39 anni. Queste sono solo alcune delle tante persone che forse come Bruno Borges hanno indagato troppo…

 
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Pubblicato da su 23 maggio 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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Sad Satan – Il videogioco più terrificante del Deep Web

Sad Satan – Il videogioco più terrificante del Deep Web

Come si evince dal titolo del video, questa storia arriva direttamente dal deep web, quel vasto  e oscuro luogo di internet covo di criminali e psicopatici di ogni genere, luogo in cui la pornografia infantile dilaga mentre le droghe si acquistano con la stessa facilità con cui si comprano le caramelle. Nel deep web però oltre a trovare tutto questo materiale, ci sono una serie di oggetti digitali inquietanti creati da menti malate e che altrettante menti malate sono alla loro ricerca. Infatti il deep web è famoso per essere la fonte dei videogiochi più inquietanti mai creati in rete. Uno di questi videogiochi viene considerato il più perturbante di tutti. Questa è la storia di Sad Satan.

Nel 2015 il canale YouTube Obscure Horror Corner, aveva caricato dei gameplay di questo videogioco. Fino a quel video questo canale aveva pubblicato una serie di clip di giochi horror DOS molto vecchi o indie, ossia videogiochi amatoriali creati per lo più da privati che lavoravo in maniera indipendente. Poteva considerarsi di nicchia questo canale, ma la comunità su internet iniziò ad interessarsi in maniera esponenziale al video caricato il 25 giugno dello stesso anno, così tanto che YouTube iniziò a tenere d’occhio questa crescita anomala. Il titolo di tale video era: “Sad Satan – Deep Web Horror Game – Part 1”. Nella descrizione del video si poteva apprezzare una spiegazione molto semplice ed esplicita. A quanto pare Jamie, il proprietario del canale, si era impossessato del gioco grazie a un suo iscritto il quale gli aveva inviato un link ad un file chiamato Sad Satan, il link indirizzava verso un sito che si trovava nel deep web, in particolare si trattava di un sito speciale dove le persone potevano postare dei link anonimi e temporanei. Secondo la sua stessa testimonianza, Jamie cercò capire di più sulle origini di tale file per scoprire se si trattasse di un virus o peggio ancora di materiale pedopornografico. Il misterioso iscritto però diceva che l’aveva trovato in un forum con le iniziali “ZK” e che si trattava di un gioco horror, il più orribile a cui avesse mai giocato nella sua vita. Jamie un pò spaventato ma incuriosito decise di scaricare il file… dopo aver verificato che fosse completamente pulito grazie a un antivirus, decise di far partire l’eseguibile e iniziò a giocare il più misterioso e maledetto gioco di cui si abbiano notizie.

Come potete osservare con i vostri stessi occhi il gioco appare di per sé molto strano, ha una grafica particolare che riesce a tenere molto alta la tensione, si gioca in prima persona quindi sembra che lo scopo principale del creatore o dei creatori sia quello di far vivere sensazioni particolari ai protagonisti. Il gioco è molto semplice, si tratterebbe di una serie infinita di corridoi molto scuri dove il giocatore si muove, sembrerebbe una specie di labirinto. Inizialmente gli unici suoni che accompagnano il giocatore sono quelli prodotti dai suoi stessi passi mentre di sottofondo si apprezza una colonna sonora molto soft, ma mano a mano il protagonista prosegue attraverso le stanze, iniziano a comparire, come dei flash, fotografie in bianco e nero e la colonna sonora inizia a diventare sempre più intensa e stressante fino a raggiungere suoni irritanti e anche in questo caso delle volte si sentono dei dialoghi estremamente strani, come se fossero rallentati. Analizzando i flash di immagini che si vedono nel primo video si possono individuare questi due fotogrammi. Nella prima foto si vede Franz Joseph, nono principe di Thurn, dentro il castello di Konopiště, in Repubblica Ceca. La particolarità di questo castello è che è stata l’ultima residenza dell’arciduca Francesco Ferdinando, passato alla storia principalmente perché il suo omicidio diede inizio alla prima guerra mondiale. Nella seconda foto invece si vedono Jimmy Savile e Margaret Thatcher mentre promuovono l’organizzazione chiamata “Società Nazionale per la Prevenzione della Crudeltà verso i Bambini”. Se nel primo caso la foto sembrerebbe nascondere un messaggio un po’ velato e misterioso, come la caccia o il cacciatore, nel secondo caso invece non sembrerebbero esserci molti misteri, infatti è una cosa di dominio pubblico che Jimmy Savile è stato ironicamente accusato diverse volte proprio di abusi sessuali nei confronti dei bambini ed è proprio quest’ultimo messaggio che iniziò ad allarmare gli utenti su internet. Sad Satan… di che cosa si tratta? Di un gioco psicologico con sfumature horror oppure seriamente contiene messaggi cifrati di pedofilia?

Pochi giorni dopo, Jamie caricò la seconda parte del gioco, anche in questo caso c’erano altre immagini lampo in bianco e nero, una di queste raffigurava J. F. Kennedy pochi istanti prima della sua morte, in un’altra foto invece si può apprezzare la cosiddetta “capra sabbatica”, la famosa immagine disegnata da Eliphas Levi che rappresenta il Bafometto. C’erano anche in questo caso altri messaggi audio, di sottofondo infatti si potevano ascoltare altri dialoghi al contrario e altri effetti da stazione radio, il tutto condito dalla solita atmosfera inquietante, ma niente di tutto questo è stato così inquietante quanto la cosa che comparve nella seconda metà del video. Ad un certo punto quando sembrava che ormai la dinamica del gioco fosse sempre la stessa, qualcosa cambiò, Jamie capì di non essere più da solo perché in quei corridoi bui sembrava nascondersi qualcuno. Improvvisamente le sue sensazioni si trasformano in realtà e comparve una persona, che dai tratti e dalle dimensioni sembrerebbe proprio un bambino, un personaggio che da quel momento iniziò a comparire in tutti i luoghi e le stanze in cui si muoveva Jamie. Inizialmente questi bambini erano del tutto inoffensivi e non facevano nulla, anzi sembravano pure tristi, poi però nell’ultimo video caricato da Jamie si vede una ragazzina molto aggressiva capace di causare danni fisici ogni volta che si avvicina al giocatore. Dal momento che il personaggio impersonificato nel gioco non ha alcun mezzo di difesa, sembrerebbe che il tuo destino sia quello di morire a causa degli attacchi di questo personaggio aggressivo.

Questo raccapricciante gioco dalla storia sconosciuta in breve tempo era diventato trending topic fra gli internauti e oggetto di speculazione dei fan dell’horror e di teorie scure. Jamie aveva perfino fatto un’intervista con Kotaku, un blog di videogiochi, dove confermava la sua esperienza e di averlo trovato nel deep web. Una volta diventato famoso, però, la storia di Jamie iniziò a vacillare, infatti il link che si vedeva in descrizione e da dove lui dichiarava di averlo scaricato, non sembrava essere quello originale perché conteneva dei caratteri strani. Ben presto Jamie stranamente iniziò a togliere anche la descrizione dai suoi video oltre ai link. Si trattava quindi di una fake, solo una montatura? Tutto il contrario, infatti molti internauti iniziarono ad accusare Jamie di non aver postato il videogioco originale che si trova veramente nel deep web e che a detta delle suddette persone è molto più orribile di quello postato dallo youtuber. Dopo qualche giorno su 4chan era comparso un post di un utente che si firmava con le iniziali ZK e diceva: “Non dovete credere a quel codardo di Obscure Horror Corner, lui non vi ha mostrato il vero gioco, se volete vedere la verità guardate voi stessi” e aveva postato il link del gioco Sad Satan. Il gioco originale, che Jamie aveva censurato per non essere bannato da YouTube, conteneva immagini di ogni genere, dal gore più estremo fino alla pedofilia, immagini sataniche e molto altro ancora, inoltre gli utenti che l’avevano scaricato raccontavano che i loro computer si erano riempiti di virus e quel gioco aveva distrutto tutti i loro file. La parte più inquietante di questa storia, confermata da molti, è che nella versione originale del gioco dopo aver fatto l’installazione compare un file di testo con estensione .txt sul desktop  e piano piano inizia a riempirsi di caratteri strani che sembrerebbero casuali. Un utente su Reddit però, dopo una breve decodifica, scoprì che questi strani messaggi sono tutto tranne che casuali.

Si tratta quindi di un gioco horror creato da qualche pedofilo e rilasciato nella parte più scura della rete dove poteva avere più consensi e seguaci? Oppure al contrario è stato creato per poter scovare queste persone e poterle rintracciare? Il dibattito è ancora acceso in rete. Le uniche cose certe sono le orribili immagini e i suoni inquietanti che si sentono durante tutto il gioco, in particolare nella versione originale sembrerebbe che ci siano intere stanze composte da tante immagini di bambini reali abusati e riprodotte come un mosaico e cose di questo genere. Come ogni storia nata su internet, ci sono un’infinità di teorie a riguardo e le testimonianze sono veramente numerose, molti parlano di vero e proprio lavaggio del cervello dove le tematiche che si cercano di introdurre con questo gioco sono satanismo, pedofilia e violenza di ogni genere.  Sad Satan oggi è un vero e proprio mito di internet, ancora oggi molti ne parlano e ne sono affascinati, altri lo ritengono un motivo in più per tenersi lontani dal deep web, il luogo più strano, malato, infinito, pericoloso e inquietante di internet.

 
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Pubblicato da su 21 aprile 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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Quadrato magico SATOR – Un enigma senza tempo

Quadrato magico SATOR – Un enigma senza tempo

Questo è uno di quegli enigmi che voi potete constatare di persona, infatti è molto probabile che questo quadrato si trovi nelle vostre città, magari è inciso sotto la vostra casa ma non ve ne siete mai accorti o non ci avete fatto molto caso. Il quadrato Sator ha suscitato nei secoli fascino e mistero. Questo quadrato è stato ritrovato in diversi monumenti, siti archeologici, chiese, edifici, dipinti e molto altro ancora. Oggigiorno viene chiamato “magico” per le sue incredibili proprietà. Se viene letto dall’alto verso il basso si leggono le cinque parole SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS. Se viene letto da destra verso sinistra e dal basso verso l’alto si ottiene ancora la stessa sequenza: SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS, ma questo è solo l’inizio… Il quadrato SATOR ha suscitato molta curiosità per altre sue proprietà, in qualunque modo venga letto vi farà vedere nuove caratteristiche. Infatti le parole lette sia in verticale che in orizzontale sono palindrome ed esiste una simmetria rispetto alla lettera centrale N.

La domanda che probabilmente vi state facendo in questo momento è: “Che cosa significa SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS?” Nell’arco dei secoli ci sono stati numerosi studiosi che hanno cercato di decifrarne l’enigmatico significato. Una traduzione letterale molto approssimativa dal latino sarebbe qualcosa come: “Il seminatore AREPO tiene con destrezza l’aratro”. Un’altra traduzione abbastanza popolare dice che la frase recita: “Il seminatore sul suo carro, dirige con destrezza le ruote”, in quest’ultima traduzione AREPO è intesa come una parola di origine celtica che può essere intesa come “carro agricolo o aratro”. Ad ogni modo sembra che la sua traduzione letterale sia poco significativa e sia solo una maschera che nasconde qualcosa di molto più potente e arcaico. Infatti il quadrato SATOR sembra una costruzione pseudo matematica che gioca con le lettere rappresentate e con l’ordine con cui appaiono. Un indizio importante di questa tesi è la parola AREPO, che più che un nome vero e proprio sembra solo una forzatura per poter fare la trasformazione palindroma della parola OPERA.

Innanzitutto per capire quali siano le sue origini bisognerebbe stabilire con certezza il luogo e l’anno in cui è comparso per la prima volta, ma le evidenze archeologiche in questo caso sono davvero così vaste che stabilirne con certezza il quando e il dove non è semplice. Ci sono incisioni ad Ercolano e nelle rovine di Pompei datati prima del 79 d.C. In Inghilterra, nelle rovine romane dell’antica Corinium, attuale Cirencester, sono stati trovati graffiti raffiguranti il quadrato Sator, datati 1868 e altri in una casa risalente al secolo II e IV secolo. Altre testimonianze si trovano a Santiago de Compostela, Spagna, Altofen, Ungheria e a Siena sulle pareti del duomo cittadino di fronte al Palazzo Arcivescovile. A Manchester si conserva uno dei dipinti più significativi di questo quadrato magico. A Malta, fuori dalla chiesa dei cavalieri e molto molto altro ancora. Se l’avete visto anche voi nella vostra città condividetelo nei commenti.

Il più antico esemplare di Sator è stato trovato a Dura-Europos, sulle rive dell’Eufrate, oggi in territorio Siriano, e pensate che risale al 260 d.C.. In questa antica città furono ritrovati quattro esemplari del Quadrato Magico, tutti nella versione speculare. Proprio quest’ultimo ritrovamento rafforzerebbe una delle tesi più diffuse riguardo a Sator, ovvero che esso rappresenterebbe un codice adottato dai primi Cristiani perché la loro fede religiosa era ancora contrastata e vietata dai Romani e da altre popolazioni, infatti le due parole Tenet disegnano al centro del quadrato una croce simmetrica e perfetta. Numerosi studiosi, fra cui Felix Grossner, un pastore evangelista di Chemnitz, scoprirono che le 25 lettere del quadrato potevano essere disposte in modo da formare le parole PATERNOSTER, ovvero “Padre nostro” incrociato dalle lettere A ed O le quali corrisponderebbero all’Alfa e all’Omega dell’alfabeto greco. Questa frase si riferisce al libro dell’Apocalisse che inizia e finisce con la rivelazione dell’Alfa e dell’Omega, dimostrando il fatto che tutti gli eventi nel Libro Sacro girano intorno a Dio e precisamente in Apocalisse 1:8 recita: “Io sono l’Alfa e l’Omega, colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente”. Questo spiegherebbe anche perché il quadrato SATOR può essere letto da destra verso sinistra e dall’alto verso il basso e in senso contrario, perché la sua valenza è la stessa sempre, il suo significato è eterno, immutabile nel tempo. Dunque questo quadrato indicava un luogo in cui i cristiani potevano trovare riparo, come se fosse un segno distintivo, non sarebbe di certo la prima volta che queste simbologie vengono inserite nei monumenti cristiani, se siete mai stati a Barcellona sicuramente avrete anche visto la Sagrada Familia, un’opera magnifica del genio Gaudì. Forse la sua magnificenza e i suoi numerosi dettagli vi avranno catturati e forse vi è caduto l’occhio su questo quadrato. Quello che state osservando è noto come il quadrato magico della Sagrada Família e non è opera di Gaudí ma di Josep Maria Subirachs. La particolarità di questo quadrato è che sommando le sue cifre sia in senso orizzontale, verticale oppure obliquo, il numero che si ottiene è il 33. Ovviamente si tratta di una specie di sudoku in onore dell’età in cui Gesù Cristo morì sulla croce.

POSSIBILE LEGAME CON I TEMPLARI

Molte delle località in cui si trova inciso il quadrato SATOR sarebbero state dei possedimenti di un antico e leggendario ordine, ovvero quello dei cavalieri Templari. Sulla base di alcuni studi, l’ipotesi che lega il quadrato magico con l’ordine cavalleresco non è così azzardata, sembra infatti che i cavalieri adottassero questo simbolo per contrassegnare dei particolari luoghi o per trasmettere delle informazioni esoteriche in forma criptata o codificata. Infatti la maggior parte delle presenze del quadrato sia in Italia e soprattutto in Francia è databile attorno al XII e XIII secolo nelle località in cui altre simbologie dei Templari sono ben presenti oppure quelle dei Frati Cistercensi che erano a stretto contatto con i l’ordine. Ma su cosa si baserebbe questa ipotesi? A quanto pare la N centrale della croce TENET è rovesciata, questa è un’analogia che è stata riscontrata su alcuni dipinti e sui crocifissi su cui il Titulus Crucis presenta la scritta “INRI”. Gli storici ritengono che non sia casuale, sembrerebbe esserci una dottrina segreta tramandata soltanto ad alcuni iniziati. Ci sono anche altre anomalie sulle A e sulle O utilizzate, guarda caso proprio quelle che rappresentano l’Alfa e l’Omega. Queste anomalie si trovano principalmente in quelle città fortemente influenzate dall’ordine, come se ci fosse un messaggio dentro un messaggio insomma. Infatti come è arcinoto la O con il punto interno su questi particolari SATOR è il ben noto simbolo alchemico del sole, ovvero dell’oro e si ricollegherebbe alla tanto famigerata pietra filosofale, la quale si dice sia in grado di dare la vita eterna e l’onniscienza a chi la possieda, inoltre sarebbe anche in grado di tramutare in oro tutti i metalli. Questo però è un tema di discussione molto vasto e non basterebbe un intero video per trattarne tutti gli aspetti… magari in un futuro video. Ad ogni modo perché interessava ai templari il quadrato di Sator e che cosa stavano indicando? Forse qualcosa di ancor più antico e non solo un mero significato religioso?

Nelle altre civiltà esistono in maniera analoga altri quadrati magici, molti di essi ancor più lontani nel tempo rispetto a quello di SATOR, per esempio è stato scoperto che in Perù gli antichi Inca usavano un quadrato 5×5, cinque parole in lingua quechua la cui conoscenza veniva tramandata esclusivamente oralmente. Tale quadrato recitava MICUC, ISUTU, CUYUC, UTUSI, CUCIM. Anche in questo caso la traduzione letterale sembra poco significativa e sarebbe qualcosa come: “Un pedicello che mangia l’UTUSI e si dimena è felice”, anche in questo caso, proprio come nel quadrato di Sator, gli studiosi trovano una parola intrusa, ovvero UTUSI, che sembra inserita solo per poter rendere UTUSI e ISUTU speculari. Il quadrato magico più antico di tutta la storia dell’umanità però si troverebbe in Asia, in particolare in Cina. Il “Lo Shu” risale al III millennio a.C. e secondo la leggenda è stato copiato dall’imperatore cinese Yu dal disegno che egli vide sul dorso di una tartaruga sacra trovata nel Lo, un affluente del fiume Giallo. Il Lo Shu è una matrice 3×3 che contiene alcuni numeri, anche in questo caso come il quadrato di Subirachs, sommando fra loro questi numeri sia per riga, colonna oppure le diagonali, si ottiene sempre un numero: il 15.  Per gli antichi il “Lo Shu” era un simbolo potentissimo che racchiudeva il segreto della vita, spesso viene ricordato anche come simbolo dell’armonia universale, la vita e la morte, lo Yin e Yang. Nove numeri che racchiudono un messaggio così potente devono pur significare qualcosa.

Tale è la molteplicità dei luoghi e dei testi in cui ritorna il quadrato magico del Sator, che la sua interpretazione appare un vero rompicapo. Il quadrato magico di Sator è stato studiato per secoli da archeologi, filologi, paleografi, matematici, mistici, artisti e teologi di tutto il mondo i quali hanno cercato di decifrare il suo significato. Si potrebbe fare un elenco di altre teorie su questo magico quadrato, ma lo scopo del video in realtà è quello di suscitare interesse in voi e spingervi a fare ricerche e proporre delle teorie a riguardo… e chissà se prima o poi qualcuno, magari proprio uno di voi spinto dalla curiosità, riuscirà a scoprirne il significato definitivo. Chissà…

 
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Pubblicato da su 3 aprile 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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Caso YOG’TZE – Una paranoia mortale

Caso YOG’TZE – Una paranoia mortale

La Germania è un paese dove di certo si sono verificati molti casi di delitti irrisolti o macabri eventi, alcuni dei quali hanno già trovato spazio nel nostro canale come il caso della fattoria Hinterkaifeck o la raccapricciante storia di Armin Meiwes, meglio noto con il nome cannibale di Rotenburg. Oggi vi parleremo di un ennesimo caso tanto inquietante quanto strano, il caso YOG’TZE. Questa parola sembra un’accozzaglia di lettere messe a caso, tuttavia è stato l’unico criptico indizio di una morte alquanto sconcertante che ancora oggi non ha trovato una risposta.

Germania, 1984. Günther Stoll è un ingegnere alimentare disoccupato. La sua situazione finanziaria è molto precaria, ma un’ombra molto più grande incombe sulla sua vita: un caso preoccupante di paranoia clinica e la convinzione di essere preso di mira da una presenza sinistra. Capitava spesso che Günther raccontasse queste sue sensazioni alla moglie, che però non prendeva molto sul serio a causa della sua condizione clinica… e forse fu proprio questa superficialità da parte della moglie e dei medici a condannare l’uomo che raccontava di essere seguito da delle figuri indistinte a cui si riferiva sempre con il pronome “loro”. “Loro” sono stati qui, “loro” mi seguono. Chiunque fossero queste entità, Günther diceva sempre che presto gli avrebbero fatto molto, molto male.

La sera del 25 ottobre Günther è a casa nella sua camera da letto, seduto su una sedia pensieroso. Poi senza preavviso fa uno scatto, si alza e grida in tedesco “Ora ho capito!”. Comincia a rovistare nei cassetti, prende carta e penna e scarabocchia 6 lettere: “YOGTZE”, l’opinione dei ricercatori si spacca sulla lettera G che molti considerano sia in realtà il numero sei. Poco dopo Günther lancia via il biglietto su cui aveva scritto quel criptico messaggio e scappa di casa. È tardi ma l’uomo ha bisogno di riflettere e di un drink. Sale sulla sua Volkswagen Golf e si dirige alla vicina città di Wilnsdorf dove ordina una birra nel suo pub preferito. Prima che potesse fare il primo sorso, Günther crolla a terra ferendosi al volto. I testimoni rimasero sorpresi da quell’incidente anche perché Günther non aveva ancora bevuto e quindi non poteva essere ubriaco. Questo strano episodio si verificò intorno alle undici di sera, ma la notte era tutt’altro che finita. Dopo aver ripreso conoscenza Günther lascia il bar e cosa avesse fatto o dove fosse stato nelle due ore successive rimane un mistero. Quello che è noto è che dopo queste due ore di buio, all’una di notte, l’uomo si stava dirigendo con la sua auto nella sua città natale di Haigerseelbach, a circa 10 km da Wilnsdorf. Li cerca una donna, una sua vecchia amicizia, e la trova a casa sua, tuttavia la donna non lo lascia entrare e Günther parte con un monologo interminabile in cui avverte di un imminente “incidente orribile”. La donna lo ascolta da dietro la porta impaurita dopodiché invita Günther a tornare a casa da sua moglie credendolo ubriaco. L’uomo è sempre più spaventato e invece di seguire il consiglio della sua amica d’infanzia, prende la sua Golf e scompare per altre due ore, altre due ore di buio… Questa volte le ultime ore della sua vita.

26 ottobre, 3:00 del mattino. Due camionisti stanno percorrendo l’autostrada A45, un’autostrada lunga 257 km da Dortmund a Aschaffenburg, quando scorgono in lontananza un’auto finita fuori strada vicino all’uscita di Hagen-Süd, a circa 100 km da Haigerseelbach. Si fermano per verificare cosa fosse successo e notano che l’auto è una Volkswagen Golf, dentro c’è un uomo nudo e sanguinante accasciato sul sedile anteriore del passeggero e appena cosciente. Quell’uomo era Günther Stoll. Uno dei due camionisti chiamò subito l’ambulanza mentre l’altro cercò di capire cosa fosse accaduto parlando con Günther il quale biascicava dapprima parole incomprensibili e poi disse che stava viaggiando con quattro sconosciuti che lo picchiarono fino quasi alla morte per poi abbandonarlo nella sua auto. Poco dopo arriva l’ambulanza e si precipita in ospedale, ma per Günther era ormai giunta l’ora e morì durante il tragitto a causa delle profonde ferite sul suo corpo. I due camionisti vennero interrogati nello stesso momento, ma in due sessioni diverse ed entrambi dissero che poco prima del loro arrivo notarono un uomo ferito con una giacca bianca in fuga dalla Volkswagen Golf fuori strada, inoltre vicino all’uscita di Hagen-Süd videro anche uno autostoppista. Questo dettaglio complicò una scoperta sconcertante già fatta dalla polizia: le ferite di Günther non erano per niente riconducibili alla dinamica ricostruita dell’incidente, le ferite non coincidevano e sembravano causate più che altro da delle percosse, inoltre la posizione in cui era stato trovato era strana, sembrava quasi che si fosse ferito in un altro posto per poi raggiungere la sua auto, o che come molti pensano, sia stato messo lì da qualcuno che voleva simulare l’incidente.

Vennero spese molte energie per cercare di dare un senso a tutto ciò che apparentemente non ne aveva su quell’episodio. Semplice incidente? Omicidio premeditato? Nessuno lo sa ancora con certezza. La teoria popolare spiega come la sigla YOGTZE o YO6TZE, non fosse nient’altro che la targa di un’auto, magari lo stesso mezzo che usavano quelle figure che stando a quanto Günther diceva lo inseguivano e spiavano. Questa teoria afferma anche che quella stessa auto avrebbe poi causato l’incidente e il fatto che Günther avesse scritto la targa su un foglietto potrebbe essere stata una sorta di presentimento o intuizione. Ma perché non parlarne con la moglie o qualcuno… Forse l’uomo si era semplicemente rassegnato dato che tutti l’avevano ormai preso per pazzo, una situazione di certo frustrante. D’altro canto se escludiamo l’omicidio, tutto quello che è successo a Günther la notte tra il 25 e 26 ottobre 1984, è spiegabile semplicemente con una paranoia estrema andata fuori controllo. Un biglietto con lettere senza senso, uno svenimento in pubblico, la ricerca di una vecchia conoscenza e il vagare senza meta nel mezzo della notte, sono tutti atti che potrebbero essere attribuiti a una perdita di sanità mentale.

Un’altra teoria vede come protagonista l’omicidio involontario con occultamento di cadavere. Non è raro per coloro che non sono sani di mente togliersi i vestiti. Forse un veicolo colpì Günther mentre vagava nudo per le strade di notte. Coloro che avrebbero investito l’uomo, colti dal panico potrebbero aver riportato Günther nella sua auto portandolo poi fuori strada, tuttavia il perché abbiano deciso di abbandonarlo al largo della trafficata autostrada A45 resta complicato da spiegare. La pista che ad oggi ha più senso vede l’uomo al centro della malavita o di complotti, forse era venuto a conoscenza di qualcosa che non doveva assolutamente sapere. Gli inquirenti non riuscirono a capire il significato della parola YOGTZE e non pensarono che forse lo stassero leggendo dal lato sbagliato, se infatti si gira il biglietto di 180 gradi non si ha più a che fare con una stringa di lettere senza senso, ma con un numero: 027,906. Secondo una teoria questo insieme di cifre si riferisce al numero di catalogo di un acido usato nel trattamento alimentare e ricordiamo che Günther era un ingegnere alimentare… Coincidenze? Forse l’uomo aveva davvero scoperto qualcosa che non doveva scoprire.

Queste sono tutte speculazioni. Il fatto è che la morte di Günther è stata ufficialmente catalogata come omicidio da parte della polizia tedesca che ha archiviato il caso senza fornire nessuna risposta. Persone di tutto il mondo continuano a speculare sul caso YOGTZE, uno dei più intriganti cold case degli archivi della Germania.

 
 

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Inquietanti piogge di sangue e di animali

Inquietanti piogge di sangue e di animali

Fatti bizzarri e strani fenomeni ci circondano in ogni istante, ma pochi sono quelli che riescono ad essere così interessanti e in un certo senso così…. inquietanti. Diverse sono le storie riguardanti animali piovuti letteralmente dal cielo e molte di esse sono state da sempre considerate solo delle leggende o racconti popolari. Invece durante l’arco della storia questo strano fenomeno si è ripetuto più e più volte ed è anche stato ben documentato da alcune culture. Di solito questo tipo di fenomeno coinvolge principalmente rane e pesci, ma non mancano anche storie di altri animali caduti dal cielo. Nel corso degli anni, le persone hanno sperimentato vari fenomeni di questo tipo, come ad esempio la tempesta del 1578 di Bergen, una città della Norvegia, dove si è verificata una pioggia di animali piccoli e squittenti, animali trasportatori di morte sotto forma di peste. Proprio così, quel giorno a Bergen si è verificata una pioggia di topi. Le cronache locali narrano di un evento definito apocalittico, quasi si trattasse di un castigo divino, inoltre una particolarità è che si trattava di ratti di colore giallo.

Un’altra testimonianza accaduta nel vecchio continente è avvenuta l’11 luglio 1836, giorno nel quale un professore di Cahors in Francia decise di inviare una lettera all’Accademia delle Scienze di Parigi. Nero su bianco il professore scrisse la seguente testimonianza: “Ad un certo punto vidi questa strana nuvola sui cieli, si trovava a circa sessanta tese (vecchia unità di misura) di distanza da noi. I cavalieri che venivano da Tolosa furono costretti ad usare le loro giacche perché questa strana tormenta li colse di sorpresa e li spaventò soprattutto perché furono vittime di una pioggia di rospi…”. Queste brevi parole descrivono in modo chiaro e conciso che si è verificata una pioggia di anfibi su questa città medievale. Un altro evento storico riportato in tutto il mondo non soltanto per la sua straordinarietà, ma soprattutto per la catastrofe causata e la quantità di vite umane spezzate, è la pioggia di pesci gatto avvenuta nel 1861 che durò pensate ben tre giorni! Gli abitanti della città-stato del Singapore infatti dopo aver subito un terremoto furono testimoni di questo strano evento. Le iscrizioni tramandate fino a noi raccontano che le persone raccoglievano il pesce in secchi lasciati fuori dalla porta, sembrava un modo del cielo per scusarsi del terremoto provocato. Non basterebbe un video intero per riuscire a nominare tutte le precipitazioni in massa di animali riguardanti rospi e pesci nell’arco della nostra storia. La maggior parte degli animali muore a causa dell’impatto violento quando si schianta a terra, ma una percentuale sopravvive alla caduta. Sono stati riportati anche casi molto particolari dove questi animali erano totalmente congelati o avvolti da un involucro di ghiaccio. Una delle storie più diffuse a riguardo è che nel 1997 un pescatore giapponese venne colpito da un calamaro surgelato proprio sulla testa. Lo sfortunato nipponico rimase senza sensi per diversi giorni e riportò anche danni cerebrali. Se pensiamo a un calamaro surgelato che arriva da chissà quale altezza in caduta libera si potrebbe anche dire che, nella sfortuna, gli è andata anche bene. La storia ci insegna però che non sono caduti dal cielo solo anfibi e pesci, infatti come abbiamo detto all’inizio sono precipitati a terra in diverse parti del mondo anche altri animali più strani e pericolosi. A partire da questo punto alcuni di voi, soprattutto coloro che soffrono di  aracnofobia o di ofidiofobia potrebbero avere un attacco d’ansia nei prossimi minuti… Siete stati avvertiti.

Una buona percentuale di queste tempeste di animali vede come protagonisti velenosi ragni e serpenti, inoltre la maggior parte di queste testimonianze sono molto recenti: Nella città Australiana di Goulburn, ad esempio, sia nel 2012 che nel 2015 si è verificato il fenomeno noto come “Capelli d’angelo”, che a differenza del nome, non è un fenomeno gradevole nella quale essere coinvolti in prima persona. Gli scienziati in realtà raccontano che questo fenomeno sia legato ad alcune specie di ragni migratori i quali per poter riprodursi e diffondersi in nuovi territori adottano la tecnica del “ballooning” o “floating”, ovvero si riuniscono in punti particolarmente elevati e lanciano letteralmente in aria fiotti di setta affidandosi poi alla forza del vento che li trasporta anche per chilometri fino a giungere in un nuovo territorio. Questo fenomeno non è per niente raro infatti alcuni di voi l’avranno visto nelle campagne, ma sicuramente fa più scalpore quando questi aracnidi cadono nelle zone abitate. Altre tempeste di questo genere si sono verificate nel Texas nel 2013 e in Brasile e Argentina nel 2007. Queste sono altre immagini reali riprese nei paesi americani. Ma se invece di minuscoli ragnetti piovessero enormi serpenti neri? Lo scenario sicuramente sarebbe come quello che i cittadini nel Sud di Memphis, Stati Uniti, hanno visto verso la fine di gennaio del 1877. I giornali dell’epoca narrano di un diluvio vero e proprio di serpenti neri che avevano una lunghezza anche di 45 centimetri. Questi rettili squamati avevano letteralmente invaso le strade di questa città del Tennessee. C’e n’erano così tanti che la maggior parte di essi era intrecciata fra loro in un miscuglio di squame e viscidume che si trascinava per le strade come se fosse un fiume nero in piena durante una pioggia torrenziale.

A partire da questo punto però inizieremo a parlare di un altro fenomeno inquietante e per fortuna anche meno frequente. Uno dei casi più famosi a livello mondiale di questa categoria per altro è accaduta proprio in Italia e precisamente a Messignadi, un piccolo centro abitato della Calabria. Stiamo parlando della pioggia di sangue e carne. Proprio come avete sentito, nel 1890 si è verificata una precipitazione di pezzi di carni macellate e sangue che hanno inzuppando gli increduli abitanti di un color scarlatto. A quanto pare si era trattata di una pioggia di sangue e carni di uccelli, provocata secondo gli studiosi con tutta probabilità dalla macellazione di alcuni pennuti avvenuta a causa di forti venti in quota. Non si sa tuttavia dove siano finiti ossa, muscoli e piumaggio. Un fenomeno di questa categoria più recente si è verificato in Colombia, nel villaggio chiamato La Sierra Bagadó, nel 2008. La spiegazione scientifica a tutte queste bizzarre precipitazioni però sarebbe una sola, ovvero che questa particolare tipologia di precipitazioni si verifica quando, nelle zone interessate, sono presenti fenomeni violenti di temporali accompagnati da trombe d’aria o forti raffiche di vento. I mulinelli creati dal vento, passando sulla superficie di mari, laghi o stagni, oltre a risucchiare l’acqua come abitualmente accade, portano con sé anche alcune delle forme di vita presenti nel luogo specifico. In base alla forza e alla velocità del vento si possono verificare poi situazioni diverse. Se il vento è così impetuoso da trascinare gli animali nelle zone più alte dell’atmosfera, si assiste a piogge di animali morti, congelati o inglobati in blocchi di ghiaccio o, addirittura, a brandelli di pelle e carne come nel caso di precipitazioni di sangue. Se invece le raffiche sono un po’ meno intense e non toccano altezze così elevate, spesso accade che gli animali cadano dal cielo ancora vivi. Solo un aspetto di questi fenomeni rimane ancora un mistero, ovvero la ragione per cui si verificano precipitazioni di un’unica specie di animali alla volta.

Se siete interessati a vedere dal vivo uno di questi fenomeni vi consigliamo di andare nell’Honduras, nella città di Yoro. Qui tra maggio e luglio si verifica la famigerata “lluvia de peces” (da leggere come  “gliuvia de peses”) ossia la pioggia dei pesci, un fenomeno che avviene ogni anno da più di un secolo ormai, tanto che ora fa parte del folklore nazionale dell’honduras. Però fate attenzione perché quello che cade dal cielo… potrebbe anche mordervi!

 
 

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Volti di Bélmez – Facce comparse dal nulla

Volti di Bélmez – Facce comparse dal nulla

Soleggiata, temperata e protesa nel Mar Mediterraneo, l’Andalusia è l’incarnazione del fascino del Sud spagnolo. La provincia di Jaén, lungo il confine nord-orientale dell’Andalusia, è la culla della produzione dell’olio d’oliva in Spagna e ogni anno attira numerosi visitatori locali ed esteri. Tuttavia tra i suggestivi paesaggi che quei luoghi offrono, immerso in alcune cime rocciose, vi è un villaggio con una fama alquanto sinistra.

Bélmez de la Moraleda ha una popolazione di circa 4.000 persone. La mattina del 23 agosto 1971 María Gómez Pereira andò, come ogni mattina, in cucina a preparare la colazione per la famiglia quando notò una macchia insolita sul pavimento di cemento della sua cucina. Inizialmente non ci fece molto caso, forse era solo il sole che filtrava dalla finestra o forse un gioco di ombre, inoltre quella era una casa molto vecchia e l’insorgere di muffa non era un evento poi così strano, tuttavia il giorno dopo si oscurò acquisendo lentamente una forma particolare, forma che infine rivelò il volto sofferente di un uomo. María era una donna di chiesa, per questo più fissava quella figura più le sembrava di vedere il volto afflitto di Gesù Cristo. Spaventata, in preda agli incubi, con il terrore di essere vittima di una qualche punizione divina, María cercò di lavare e sfregare via ripetutamente quel volto inquietante che si era stampato sul pavimento, ma senza ottenere alcun risultato. La faccia rimaneva sempre lì, quasi ad osservare la donna. A quel punto intervenne il marito che decise di agire drasticamente. Con l’aiuto del figlio, con un piccone distrusse quella porzione di pavimento, dopodiché con una nuova gettata di cemento finalmente tutto era tornato come prima, come nuovo… questo fino a quando il volto non ricomparve una settimana più tardi.

Questa strana storia si diffuse rapidamente nella piccola cittadina. I vicini si fermarono per ispezionare quel fenomeno in casa Pereira e presto la famiglia divenne il centro dell’attenzione. Tutto ciò che loro volevano tuttavia era porre fine a qualunque forza maligna si fosse insinuata in casa loro, ma prima che potessero distruggere il volto per la seconda volta, il sindaco della cittadina dichiarò che il sito doveva essere scavato per ulteriori studi. Gli scavi andarono molto in profondità rimuovendo il pavimento di cemento e le antiche fondazioni sottostanti. Dallo scavo iniziarono a emergere ossa sparse. Ossa umane. Certo nessuno si aspettava di trovare quello che in realtà giaceva a metri di profondità sotto la cucina. Vennero ritrovati due scheletri decapitati, delle teste nessuna traccia. Dobbiamo sottolineare che quella casa venne edificata su un terreno che tempo prima aveva ospitato parte del cimitero della locale Chiesa Cattolica, un terreno di sepoltura che addirittura risaliva all’epoca romana. I cadaveri vennero riesumati e sottoposti a diversi studi al termine dei quali si concluse che quei corpi erano risalenti al tredicesimo secolo. Infine ai resti venne data una sepoltura dignitosa con rito cattolico al cimitero locale. Gli scavi terminarono, la buca riempita e la cucina ricostruita. Ovviamente la presenza di quegli scheletri senza testa non rassicurò per niente la famiglia che credeva di essere vittima di una sorta di maledizione. Non molto tempo dopo nuovi visi riemersero.

Ormai la notizia dei volti di Bélmez si diffuse ben oltre i confini della cittadina di montagna, attirando numerosi ricercatori in lungo e in largo. Sacerdoti, giornalisti e ricercatori del paranormale percorrevano decine, centinaia di chilometri per visitare quel villaggio un tempo sconosciuto a molti, nella speranza di assistere alla comparsa di un volto. Nel 1972 il parapsicologo tedesco Dr. Hans Bender, dopo aver visto di persona il fenomeno dei volti di Bélmez, lo sancì come l’evento paranormale più importante del secolo. Intanto, i volti persistevano. Alcuni sembravano persino essere capaci di spostarsi e cambiare posizione anche mentre erano sotto esame di esperti, mutando addirittura espressione. Alcuni si dissolvevano e negli spazi lasciati vuoti apparivano nuovi volti a prendere il loro posto.

Col passare del tempo il fenomeno si ampliò a dismisura e sul pavimento apparvero anche nudi femminili. Le figure aumentavano e di pari passo si moltiplicavano anche i testimoni. Molti associarono i volti di Bélmez ad apparizioni religiose, così soprattutto la domenica intere folle visitavano quella casa con picchi di 20.000 persone al giorno, un numero enorme considerando che il paese non contava nemmeno 4.000 persone. A questo punto partì un’indagine su larga scala capeggiata dal parapsicologo German de Argumosa. I ricercatori fotografarono il pavimento della cucina mappandolo minuziosamente prima di coprirlo con un panno e sigillandolo con la cera al fine di evitare ogni genere di manomissione. Un notaio locale si trovava come testimone quando la cucina venne sigillata. Tre mesi dopo riaprirono la cucina e ciò che scoprirono ebbe dell’incredibile! Senza che nessuno potesse inquinare in qualche modo le prove, i volti si erano spostati e trasformati. Come resoconto finale dell’indagine non si arrivò a un bel niente, non venne fornita alcuna spiegazione sull’esistenza dei volti di Bélmez. Arrivati a questo punto l’ipotesi paranormale sembrava incredibilmente quella più plausibile anche se gli scettici più convinti continuavano a negare e addirittura accusarono di complicità con i presunti imbroglioni sia Argumosa che Bender.

Furono numerose le ipotesi emerse successivamente. Quella che spicca tra le altre spiega come protagonista il nitrato d’argento, una sostanza in grado di scurirsi in seguito all’esposizione alla luce solare. Questa spiegazione chiarirebbe tra l’altro l’assenza di pigmenti, oltre al dato non certo trascurabile che i volti siano comparsi anche a stanza sigillata. Infine la pareidolia avrebbe fatto il resto. La pareidolia non è nient’altro che un’illusione subcosciente che tende a ricondurre oggetti o profili dalla forma casuale a forme note, in particolare volti. Questa è la spiegazione scientifica, non mancano tutta una serie di ipotesi paranormali, tra cui quella della “fotografia del pensiero” che ritiene che i volti siano una manifestazione fisica dei pensieri e delle emozioni di Marìa. Come un catalizzatore, la psiche della donna avrebbe generato quelle espressioni contorte sul pavimento. Cambiavano in base ai suoi umori e desideri, sarebbero scomparse solo quando Maria non avrebbe abitato più in quella casa. Nel 2004 María morì all’età di 85 anni e con la sua scomparsa molti sensitivi accorsero a Bélmez per vedere se quella teoria fosse vera, se con la morte di Maria quei volti sarebbero scomparsi, ma così non fu e nuovi volti apparvero.

I media spagnoli rimangono ancora oggi affascinati dai volti di Bélmez. Oggi c’è chi sostiene che l’intero fenomeno fosse una bufala architettata dal figlio di Maria, Diego. Se queste forme siano la manifestazione di espressioni addolorate di anime perdute, dipinti di un truffatore o un trucco dell’immaginazione, nessuno oggi riesce a fornire una risposta definitiva e soddisfacente. Solo una cosa è certa: gli occhi vuoti di quei volti continuano a scrutare dal basso.

 
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Pubblicato da su 13 febbraio 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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La macchina fantasma di mio papà

La macchina fantasma di mio papà

La storia che ascolterete a breve in realtà non ha nulla di paranormale o misterioso, non ci sono fantasmi, spettri, demoni o altre entità soprannaturali in questo video. Si tratta solo di una storia ritenuta reale che da diversi anni sta facendo il giro del mondo. Probabilmente molte persone fra di voi già la conoscono mentre gli altri che la ascolteranno per la prima volta non se la scorderanno mai più e alla fine di questo video tutti farete delle riflessioni personali.

I videogiochi non sono solo una forma di intrattenimento, come qualunque altra attività umana i videogiochi hanno un potere molto grande, ossia quello di rafforzare legami affettivi e immortalare ricordi nella nostra memoria. Chi non si ricorda il suo primo videogioco? Molti videogiochi rappresentano un’intera generazione e molti di voi in questo momento staranno avendo dei flash di ricordi di infanzia e adolescenza, pomeriggi interi trascorsi davanti a uno schermo insieme a qualcuno o da soli a premere i pulsanti del controller cercando di superare i più inimmaginabili livelli. È alquanto particolare come la nostra mente riesca ad associare i ricordi fra di loro. Così in un batter d’occhio oltre a ricordare quei pomeriggi spensierati sicuramente vi ricorderete anche le persone a cui eravate più legate in quegli anni: un amico, un cugino… i vostri genitori.

Questa storia è accaduta nel 2014 e viene ricordata come una delle più incredibili mai avvenute su internet. Proprio qui su youtube il canale PBS GAME/SHOW, un canale che si dedica ai videogiochi in generale, verso la fine di maggio di quell’anno pubblicò un video intitolato: “I videogiochi possono essere un’esperienza spirituale?”. Un video molto interessante dove si cerca di spiegare quali siano i sentimenti spirituali che alcune persone provano con i videogiochi, scatenando una serie di riflessioni fra gli internauti. In particolare un commento di uno degli utenti in breve tempo raggiunse una popolarità tale da guadagnarsi una quantità di like che superava addirittura quella del video stesso e presto capirete il motivo. L’utente con il nickname 00WARTHERAPY00 raccontò la sua incredibile esperienza vissuta diversi anni prima, ecco la sua storia.

“Quando avevo quattro anni mio papà decise di acquistare una Xbox, sapete, quella del 2001, insomma quella che sembrava un blocco ruvido di pietra. Grazie a quella console io e mio padre abbiamo trascorso così tanti pomeriggi di felicità. Tonnellate e tonnellate di divertimento insieme a lui giocando i più svariati giochi esistenti… Molto divertimento eh già! Fino al giorno della sua morte, quando avevo 6 anni.”.

Di certo perdere un genitore è uno dei colpi più duri nella vita di una persona, figuriamoci per un bambino. Molte persone agiscono in modi diversi al dolore e WARTHERAPY racconta della sua radicale decisione proseguendo con il racconto:

“Dal giorno della sua morte decisi di non giocare mai più con quella console, non la toccai per dieci anni. Poi un giorno ormai adolescente ripresi a giocare con quella vecchia console che mi faceva ricordare tante belle cose e tanto dolore contemporaneamente. Appena la accessi però osservai qualcosa di strano. Io e mio padre giocavamo soprattutto ad un gioco di corse di auto chiamato Rally Sports Challenge, un gioco veramente incredibile se si tiene conto degli anni in cui era uscito. Quando ripresi una delle gare che di solito facevamo io e mio papà notai una cosa strana: intorno a me vedevo un fantasma! Era letteralmente un fantasma! Sapete… la particolarità di questo gioco è che non soltanto viene memorizzato il tempo del giocatore che fa il giro più veloce della pista, ma il gioco memorizza l’intero percorso svolto da quel giocatore in quel giro e quando gareggi lo puoi vedere come se fosse una specie di fantasma. Proprio così, avete indovinato! Mio papà aveva registrato il giro più veloce della pista e quello che vedevo era proprio lui… la macchina fantasma era lui, mio papà! Così mi ritrovai di nuovo a vivere quei pomeriggi di felicità, stavamo gareggiando di nuovo insieme! Si vede che a mio papà gli piaceva davvero quel gioco, aveva registrato un tempo incredibile! Giocai e giocai per molto cercando di battere il suo tempo finché un giorno in una gara testa a testa riuscii a sorpassarlo e a distanziarlo per un pò, ma proprio prima di tagliare il traguardo frenai di colpo, così da non cancellare il record di papà. Ancora oggi il suo fantasma si trova memorizzato nel gioco, per la mia felicità.”.

Questa storia da allora commuove diverse persone in tutto il mondo e ancora oggi molti utenti vanno a vedere quel video solo per leggere il suo commento originale e rendergli omaggio condividendo le proprie esperienze. Il regista John Wikstrom decise di fare addirittura un corto su questa storia intitolato “Player Two”, davvero un bellissimo omaggio alla storia di WARTHERAPY.

Forse vi starete chiedendo che cosa c’entri tutto ciò con un canale di mistero, semplicemente è solo un modo di farvi comprendere che al di là dell’intrattenimento svolto dal canale con storie macabre o di mistero, in questo particolare periodo dell’anno vogliamo ricordarvi che ci sono cose molto più importanti nella vita. Indipendentemente dai regali ricevuti a Natale quello che bisogna ricordare sono le persone a cui si vuole bene, in queste feste vi auguriamo di passare dei bei momenti insieme ai vostri cari cercando di rendere ogni momento indimenticabile e ricordando coloro che non ci sono più… Un po’ come WARTHERAPY che ancora oggi corre insieme a suo papà.

Noi torneremo a metà gennaio. Buone feste da parte di Alex e Matteo!

 
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Pubblicato da su 3 gennaio 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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