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Kayelyn Louder – Ultimi istanti di vita in diretta

Kayelyn Louder – Ultimi istanti di vita in diretta

Il primo video caricato sul canale Fuoco di Prometeo parlava di Elisa Lam, una giovane ragazza scomparsa e trovata morta in una cisterna d’acqua sul tetto del Cecil Hotel a Los Angeles. La ragazza venne ritratta nei suoi ultimi istanti di vita da una telecamera di sorveglianza dell’ascensore dell’hotel in cui sembra assumere comportamenti parecchio strani e inquietanti. Con il video di oggi andremo a trattare un caso sicuramente meno famoso ma non per questo meno inquietante la cui vittima è Kayelyn Louder, una trentenne americana scomparsa in circostanze dai risvolti misteriosi.

Kayelyn Louder nacque il 21 gennaio 1984 insieme a suo fratello gemello Colton dai genitori Leland Louder e Suzanne Ackerman-Louder. Nel 2006 si laureò presso la Utah State University alla facoltà di Assistenza Sociale e gli anni successivi lottò duramente per trovare un posto di lavoro passando un lungo periodo di disoccupazione per tutto il 2013 e 2014. La vità di Kayelyn venne sconvolta dalla morte dello zio per mano di suo fratello gemello che a quel tempo stava lottando con un problema di droga. Colton, dichiarandosi colpevole il 17 novembre dello stesso anno, venne condannato a cinque anni di reclusione. A metà del 2014, Kayelyn trovò finalmente lavoro in una scuola privata, ma a settembre venne licenziata. Non si conoscono i motivi della perdita del posto di lavoro, ma a quanto pare in quel periodo la ragazza stava prestando servizio come dog-sitter per rover.com, un sito web che funziona da motore di ricerca per chiunque offra servizi di dog-sitting. Kayelyn aveva anche un proprio cane, un Carlino di nome Phyllis a cui era molto affezionata e questo renderà la scomparsa della ragazza ancora più misteriosa perché quando grazie a una telecamera di sorveglianza si vede Kayelyn lasciare il condominio in cui viveva, non portò con sé il proprio fedele amico a quattro zampe.

Durante le 24 ore che portarono alla sua scomparsa, Kayelyn cominciò a mostrare un comportamento inusuale. Il 26 settembre 2014 alle ore 21, la ragazza chiamò il 911 dal suo cellulare per segnalare quella che definì come una “Lotta molto violenta” insieme a una sparatoria proveniente apparentemente dal condominio in cui viveva. Quando la polizia arrivò venne semplicemente accolta da un ricevimento nuziale dove tutti gli invitati insistettero nel dire di non aver assistito a nessuna lotta o tanto meno aver udito alcuno sparo. Dai tabulati telefonici risultò che circa un’ora più tardi Kayelyn contattò nuovamente la polizia riattaccando però prima che qualcuno potesse rispondere. Il giorno successivo, il 27 settembre alle 8.18 di mattina, Kayelyn fece ancora una chiamata al 911 dove spiega che secondo lei qualcuno stava cercando di entrare e rubare nel condominio. Durante la telefonata si può sentire chiaramente la ragazza intimare ad altre persone di andarsene. La sua compagna di stanza Carol era presente durante la chiamata e negava categoricamente la presenza di altre persone nel condominio, cosa che confermerà anche direttamente alla polizia che quando raggiunse il condominio effettivamente non trovò nessun segno di effrazione.

Oltre alle registrazioni rese pubbliche dalla polizia anni dopo, esistono anche tre video ritraenti Kayelyn mentre assume dei comportamenti strani! I video in questione sono stati ripresi da una telecamera di sicurezza fuori il condominio della ragazza. Il primo risale alle ore 15:30 e si vede Kayelyn addentrarsi in un boschetto dietro il condominio, come se fosse incuriosita da qualcosa. Il secondo video è di due ore più tardi. Subito un particolare salta all’occhio, ossia che la ragazza non ha un abbigliamento adatto alle condizioni meteo esterne, infatti piove e lei è in giro a piedi nudi con dei pantaolncini e un top leggeri, inoltre anche il comportamento pare inusuale, infatti nel secondo filmato la si vede correre, ma non con una ritmo che ci si dovrebbe aspettare se si fosse inseguiti da qualcuno, bensì sembra che stia facendo jogging. Nel terzo video si vede Kayelyn che torna nello stesso posto, come se ne fosse ossessionata, e questa volta lo fa con il suo cane Phyllis, poi lo posa mentre sembra guardarsi intorno freneticamente come se stesse cercando di capire se li, oltre a lei, ci fosse qualcun altro. Poi sembra parlare con qualcuno, anche se probabilmente lo sta facendo con il suo cane e infine è in attesa di qualcosa. Tutti e tre i video sono datati 27 settembre, giorno in cui Kayelyn scomparve senza che più nessuno la vedesse… viva!

La notizia della sua scomparsa fece subito il giro di Murray, un comune della contea di Salt Lake City dove Kayelyn  viveva, nello Utah. Suo padre riferì che la ragazza non aveva assolutamente malattie o disturbi mentali, tuttavia era un po’ depressa a causa della sua situazione di disoccupazione. A quanto pare la madre di Kayelyn, la mattina del giorno della sua scomparsa, aveva parlato con sua figlia proprio riguardo a questa situazione e la ragazza rassicurò la madre dicendo che aveva appena aggiornato il suo curriculum e che avrebbe presto fatto domanda per un nuovo posto di lavoro. Ci sono voci che molti datori di lavori non avrebbero assunto Kayelyn per via di suo fratello gemello in prigione causando alla ragazza forte stress e sconforto. Purtroppo il 2 dicembre 2014, i resti di Kayelyn vennero rinvenuti da una squadra che stava esaminando un tubo di drenaggio bloccato, quasi completamente sommersi e parzialmente nascosti dalle alghe nel mezzo del fiume Jordon sotto un ponte distante 8 km dall’appartamento dove la ragazza viveva. Subito gli inquirenti vagliarono numerose ipotesi, dall’omicidio al suicidio e come soprattutto il corpo sia potuto finire lì. Si scoprì che proprio nel punto in cui Kayelyn era stata ripresa dalle telecamere di sicurezza c’era un’insenatura, forse era scivolata all’interno del torrente che poi l’avrebbe trasportata fino al fiume Jordan e infine si sia incastrata dove poi è stata rinvenuta, una spiegazione plausibile considerando anche il fatto che il giorno in cui la ragazza scomparve pioveva molto e potrebbe aver innalzato il livello del torrente portando a qualche cedimento del terreno nei pressi dell’insenatura, tuttavia l’autopsia non evidenziò alcun livido o graffio sui resti di Kayelyn ed è altamente improbabile che fosse riuscita a percorrere un tragitto così lungo senza procurarsi alcun danno al corpo. Sempre dall’autopsia si constatò che nel corpo non c’erano residui di alcun tipo di sostanze stupefacenti o alcol e il referto finale riportò: “Causa di morte indeterminata a causa dell’esposizione all’acqua”.

A seguito del referto dell’autopsia e di giorni di indagini, si escluse infine la causa di morte accidentale e si passò al suicidio considerando anche il fatto che la ragazza stava passando un periodo non troppo felice a causa del fatto che non riusciva a trovare lavoro, ma la sua famiglia si sentì di escludere categoricamente questa opzione, per loro Kayelyn non avrebbe mai osato tanto. Cercando di andare più a fondo assunsero anche un investigatore privato che non scoprì mai nulla di concreto e fecero eseguire anche un’altra autopsia sempre privatamente senza ottenere però risultati diversi. Restava l’ipotesi dell’omicidio corroborata anche dalle ripetute chiamate al 911 della ragazza, forse c’era veramente qualcuno di pericoloso nei dintorni che stava cercando di arrivare a Kayelyn? Chi era e cosa voleva? Non si sa con certezza, la polizia non ha mai trovato nulla di concreto e si sa per certo che la giovane vittima non aveva nemici quando era ancora in vita. Forse ci troviamo ancora una volta davanti a una povera ragazza la cui vita si è spezzata troppo presto a causa della negligenza della polizia che non ha saputo dare il giusto peso alle richieste di soccorso, oppure siamo davanti a un caso di estrema paranoia finita in tragedia… le domande ancora oggi sono tante e la famiglia di Kayelin probabilmente non avrà mai modo di sapere cosa è realmente successo.

 

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Pubblicato da su 25 settembre 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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Clown Sightings – Paura, terrore e palloncini

Clown Sightings – Paura, terrore e palloncini

Ci sono alcuni fenomeni nella società moderna a dir poco strani e forse sarebbero degni di studio per una tesi di psicologia. Questi fenomeni non trovano una spiegazione razionale precisa o che abbia una logica fondata e molti di essi nascono solo per pura e semplicemente emulazione e purtroppo di solito sono autodistruttivi, violenti o, come nel caso che analizzeremo in questo video, semplicemente spaventosi. Il fenomeno dei clown avvistati durante la notte si è esteso a macchia d’olio principalmente negli Stati Uniti a partire dall’estate del 2016, infatti in più di dieci stati americani, principalmente nel North e South Carolina, sono state viste persone travestite da clown in atteggiamenti di sfida. Non è ben chiaro quale siano le motivazioni di tale fenomeno o come abbia avuto inizio precisamente. Alcuni dicono che il primo pagliaccio visto a girovagare nelle notti sia stato il pagliaccio di Green Bay, nel Wisconsin, il quale indossava una maschera spaventosa e aveva in mano dei palloncini neri. Diverso tempo dopo è emerso che il protagonista di tali filmati era in realtà il regista amatoriale Adam Krause e stava girando dei videoclip per il suo cortometraggio intitolato “Gags”, un horror indipendente uscito ad Halloween dello stesso anno.

Da allora, forse per emulazione o forse solo per spaventare le persone, il fenomeno si è esteso come un virus. Ben presto in diverse città degli Stati Uniti si sono registrati molti avvistamenti di pagliacci dai volti diabolici che durante le ore notturne fissavano le finestre delle case o si divertivano a inseguire i passanti. Spesso questi avvistamenti avvenivano in paesi rurali e nei boschi fra gli alberi. Sicuramente si trattava per lo più di adolescenti con un umorismo nero e con voglia di fare scherzi pesanti, ma tale fenomeno poi è diventato un problema perché le forze dell’ordine venivano continuamente chiamate per segnalazioni di ogni genere in cui i pagliacci erano i principali protagonisti. Alcune di queste segnalazioni erano di persone che, per loro sfortuna, soffrivano di coulrofobia e ritrovandosi questi personaggi fuori casa avevano il terrore di uscire. Altre invece dichiaravano di essere inseguite dai pagliacci, addirittura li vedevano dappertutto… anche nelle loro case e nelle loro stanze, ma le segnalazioni che hanno veramente iniziato a preoccupare gli abitanti e le forze dell’ordine riguardava quelle in cui si raccontava che alcuni di questi pagliacci offrivano ai bambini caramelle e soldi cercando di attirarli nei boschi. Infine alcuni clown apparivano armati di coltelli, mannaie, machete e bastoni chiodati. La situazione evidentemente stava sfuggendo di mano e, con la stessa delirante velocità con cui si è espanso il fenomeno, sono nate delle dicerie. Forse per isteria di massa della popolazione o allarmismo dei padri di famiglia, si raccontava che fra tutti questi pagliacci in realtà ci fossero veramente dei psicopatici, dei maniaci, dei pedofili o addirittura degli assassini i quali trovando la scusa perfetta che si trattava solo di uno scherzo si avvicinavano alle persone per far loro del male. In fondo quale descrizione avrebbero fornito alla polizia le vittime o i testimoni? Di essere stati attaccati da una persona mascherata da clown assassino nel bel mezzo della notte?! Una descrizione, per quanto assurda, molto vaga in quel momento.

La polizia cercò di capire il motivo principale per cui queste persone si dedicassero a fare queste azioni e studiarono il fenomeno proprio come caso di stalking seriale e attraverso delle mappe, psicologi esperti e analisti comportamentali, cercarono di capire se vi fosse un legame fra tutte le segnalazioni nei vari stati. Scoprirono alcune cose interessanti e inquietanti, infatti a quanto pare ciò che sicuramente era nato come un fenomeno isolato e casuale era piano piano diventato in tutte le città come un fenomeno organizzato e il motivo principale per cui si pensava fossero addirittura in comunicazione i vari soggetti è che il modus operandi dei pagliacci era sempre più uniforme, infatti i pagliacci iniziarono a comparire sempre di più nei boschi e chiedevano ai passanti di avvicinarsi a loro. Invitavano principalmente i bambini ad addentrarsi nei boschi attirandoli con i soldi. Così le persone iniziarono ad avere sempre più paura di questi soggetti travestiti, in fondo cosa fareste voi se vi trovaste di fronte a uno di questi clown magari mentre tornate a casa di notte durante il tragitto tra il parcheggio e la vostra abitazione?! Alcune persone reagiscono con violenza di fronte alla paura, infatti i cittadini americani erano così disperati di questi “scherzi” che iniziarono ad aggredire i pagliacci, costringendo di fatto le autorità a intervenire in maniera più severa. La polizia del dipartimento di Greenville in particolare, cercando di calmare la popolazione, assicurò attraverso un comunicato che chiunque fosse visto vestito da clown nella notte sarebbe stato immediatamente arrestato. Queste le parole di Ken Miller, capo della polizia di Greenville: “È illegale, è pericoloso, è inappropriato e sta creando preoccupazione nella comunità e deve finire. È un problema che stiamo prendendo molto seriamente soprattutto perché alcune persone mascherate da clown hanno tentato di portare nei boschi dei bambini”. Ben presto in tutti gli stati coinvolti vennero prese delle contromisure effettive per arginare questo fenomeno, ci furono diversi arresti. Alcune delle accuse andavano dall’istigazione alla violenza fino al terrorismo. il Times riporta che in Alabama sette persone sono state accusate di terrorismo, un’accusa molto pesante e altre dodici sono state arrestate per stalking. In diverse scuole per la festa di Halloween vennero banditi tutti i costumi da clown. Dopo tali contromisure il fenomeno iniziò a scemare fino a scomparire del tutto nel giro di alcuni mesi.

Su internet molti dicono che il fenomeno iniziale sia stato causato principalmente dal nuovo film horror IT, tratto dall’omonimo libro del famigerato scrittore Stephen King, dove l’antagonista principale è un mostro muta-forma che si mostra principalmente come un clown ai bambini . In realtà la polizia scartò questa tesi, non soltanto perché non è mai stata avviata una campagna pubblicitaria dal cast di questo genere, ma anche perché questo fenomeno non sembra interessare il Maine, stato in cui nel libro si svolge l’intera vicenda di IT. Vi starete ora chiedendo: che cosa ha questo fenomeno di speciale? In fondo forse si tratta solo di una bravata di ragazzini, no? Ebbene non è proprio così. Uno degli aspetti più inquietanti della vicenda è che non è un fenomeno così moderno come le persone tendono a pensare, infatti negli Stati Uniti sono stati visti diversi clown nei boschi ben prima del 2016, addirittura nei secoli scorsi era già un fenomeno abbastanza noto e diffuso. Nel maggio del 1982, nella città di Boston, diversi bambini raccontarono di aver visto due pagliacci che offrivano dolci dentro un van nero. Le persone erano così spaventate che decisero di introdurre il coprifuoco in città. La polizia non riuscì mai a trovare gli inquietanti individui. Questo stesso fenomeno si è verificato poi nel 1988, 1991, 1992, 1994 e 2008. I registri della polizia raccontano descrizioni simili: individui vestiti da pagliacci assassini visti aggirarsi durante la notte e poi ci sarebbero gli omicidi! Nel 1990 a Wellington, in Florida, Marlen Warren aprì la porta di casa sua ad una persona vestita da clown che portava con sé dei fiori. Il soggetto dentro il mazzo di rose nascondeva una pistola e sparò alla vittima direttamente in testa. I testimoni poi dissero di aver visto una Chrysler LeBaron bianca sfrecciare dopo il colpo. L’omicidio non venne mai risolto. Sempre negli States, famoso è il caso del clown serial killer John Gacy, di cui abbiamo parlato in un precedente video, e che venne giustiziato nel 1994 sotto gli occhi dei familiari delle vittime. Nel 2015, nel cimitero di Rosehill, nella città di Chicago, si dice che si aggirasse un personaggio inquietante, era una persona vestita di giallo con una parrucca arcobaleno e fra le mani aveva dei fiori e dei palloncini. Egli si nascondeva dietro le siepi e le tombe e questo fatto spaventò a morte i cittadini locali.

In America, dunque, questo fenomeno è ben diffuso e si ripete in modo costante ed è proprio questo il fattore che più preoccupa le autorità, perché sono convinti che fra tutte le persone che si dedicano a fare questi scherzi, in realtà ci sia una piccola percentuale fortemente disturbata, dei veri e propri psicopatici e proprio nel 2016 come prova di tale tesi, un ragazzo di soli 16 anni, Christian Torres, nella città di Reading, Pennsylvania, è stato pugnalato a morte da uno di questi clown. Dopo un’indagine della polizia l’omicida è risultato essere M. Valentin-Bair, un sociopatico di 29 anni senza un futuro e probabilmente senza più libertà. Forse è proprio questa la cosa più spaventosa dell’intera faccenda, fra tutti i clown che escono nelle strade, ci sono veramente soggetti pronti a far del male e persino ad uccidere? Forse la riflessione più immediata e spaventosa di tutte è che: se non fossero vestite da clown sarebbero comunque persone pericolose solo che non potremmo mai accorgerci di tale pericolo, ma questa non è proprio la società in cui viviamo? Dove gli psicopatici e assassini si nascondono non dietro maschere spaventose, ma dietro sorrisi e cordiali saluti?

 
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Pubblicato da su 20 settembre 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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Mutilazione umana – Il folle caso di Guarapiranga

Mutilazione umana – Il folle caso di Guarapiranga

Questo caso coinvolge la più inquietante morte mai vista di un solo essere umano. L’uomo in questione è stato vittima di una brutale e raccapricciante mutilazione, eppure la realtà è che ciò che è accaduto a quest’uomo è molto più inquietante e va ben oltre la brutalità. È stata una mutilazione sistematica e chiunque fosse stato, aveva un livello di precisione straordinario sapendo già dove e cosa togliere al povero malcapitato. Sul torso superiore c’erano come due fori di drenaggio perfettamente circolari e l’interno era stato minuziosamente asportato lasciando un grosso buco aperto. Un altro fatto molto strano riguardava il sangue, non ce n’era nessuna traccia, né fuori né dentro il corpo… A questo punto è chiaro che questa mutilazione è stata eseguita con velocità ed estrema precisione da qualcuno, e non dalla normale decomposizione ed proprio questo che rende il caso così inquietante.

1998. Il ricercatore brasiliano Zapata Garcia e il Dott. Rubens Goes rivelano al pubblico per la prima volta delle fotografie trapelate da un insider della polizia brasiliana… delle foto assolutamente scioccanti di un uomo orribilmente mutilato e trovato alla fine degli anni ‘80 nei pressi del bacino idrico di Guarapiranga, situato nella zona meridionale di São Paulo, in Brasile. La polizia locale diventa dunque il centro dell’attenzione con il fine di saperne di più riguardo questa atrocità e sorprendentemente il capo che si occupò delle indagini svela tutte le documentazioni sul caso. La polizia ammise che questo omicidio andava ben oltre ciò che le normali menti criminali avrebbero potuto mai concepire. Non fu trovato nessun segno di colluttazione o arma da fuoco e il rapporto dell’autopsia affermò: “Le regioni ascellari su entrambi i lati hanno mostrato piccoli punti da cui sono stati rimossi alcuni organi, sono state eseguite incisioni sul viso, sul torace interno, sull’addome, sulle gambe, sulle braccia e sul petto. Abbiamo potuto osservare la rimozione di entrambe le aree orbitali, lo svuotamento della cavità della bocca, della faringe, del collo e dell’area delle ascelle, dell’addome e della cavità pelvica. Il torace è ridotto a causa della rimozione degli organi. I muscoli sono stati estratti da dei fori collocati in posizioni strategiche i cui i bordi sono perfettamente uniformi, così come lo sono le dimensioni. Questo livello di precisione suggerisce che l’operazione sia stata fatta con estrema rapidità mediante l’uso di laser o fonti di calore”. Infine l’autopsia rivela un ultimo particolare raccapricciante, forse il più perturbante di tutti, ecco l’ultimo estratto: “Dopo aver aperto la cavità cranica ci siamo trovati davanti un risultato inatteso, un edema cerebrale che in un caso come questo indica una morte agonizzante”. L’autopsia ne concluse che la causa di morte fu un’emorragia acuta dovuta da numerosi traumi e un arresto cardio-respiratorio causato da dolore estremo. Avete capito bene… tutte quelle mutilazioni sono state fatte mentre la povera vittima era ancora viva!

Dopo che il caso venne reso di dominio pubblico, vennero rese tali anche le documentazioni e le fotografie che ora si possono tranquillamente trovare in rete, tuttavia alcuni articoli sono stati parzialmente oscurati per proteggere l’identità della vittima. State attenti però, le immagini che troverete non saranno affatto piacevoli… immagini che mostrano un corpo tumefatto, che mostrano quella che una volta era una persona la cui vita si è conclusa in preda a chissà quali dolori disumani. Data l’estrema brutalità, la polizia non si seppe spiegare chi mai avesse potuto fare una cosa simile, di certo qualcuno privo di qualsiasi sentimento, come se fosse stata una macchina o peggio, qualcuno che potrebbe aver visto il povero uomo semplicemente come una cavia da laboratorio… qualcuno non di questo pianeta! Nel 2015 sul nostro canale abbiamo parlato del CASO delle mutilazioni del bestiame, un misterioso fenomeno nel quale si riporta la morte del bestiame a seguito dell’esportazione di organi e sangue. Sebbene l’esatta meccanica di queste mutilazioni varierebbe da un caso all’altro, una caratteristica comune di questi incidenti è l’apparente precisione chirurgica delle esportazioni. Generalmente si può osservare l’animale completamente dissanguato con l’eliminazione precisa di occhi, mammelle, organi sessuali, labbra, lingua, orecchie e altri organi importanti come il cuore o il fegato. Spesso viene riportata anche la rimozione della pelle nella zona della mandibola e l’area sotto l’orecchio esponendo completamente l’osso, inoltre le ferite molto nitide di tipo chirurgiche sembrano essere state cauterizzate da un calore molto intenso e realizzate da strumenti di precisione, senza provocare alcun sanguinamento. Come avete potuto appena ascoltare, i tratti in comune con la mutilazione di Guarapiranga sono sorprendenti e forse non sono solo coincidenze…

Siamo di fronte ancora una volta a qualcosa di non umano che sta operando in segreto sul nostro pianeta? Se così fosse questa sarebbe una prova che ipotetici visitatori extraterrestri non sono così amichevoli! Ciò che più disturba tuttavia, è che gli ufologi brasiliani e la polizia hanno affermato che potrebbero esserci una dozzina o più di casi simili al cadavere scoperto nella riserva di Guarapiranga. Gli ufologi spiegano che data la quantità di foto e video in archivi pubblici, inclusi video controversi della NASA, è probabile che ci siano più alieni nel nostro sistema solare di quanto pensiamo. Phil Schneider, un ex geologo e ingegnere, ha affermato che i militari statunitensi e internazionali sono a conoscenza di un “Costante conflitto con esseri alieni provenienti sia dallo spazio esterno, che da sotto terra”. Siamo quindi di fronte a una vera e propria minaccia extraterrestre? Ovviamente stiamo spaziando nelle teorie cospirative più estreme ma la misteriosa morte di Phil Schneider, ritrovato esanime in casa sua il 17 gennaio 1996, fa intendere che forse sapeva qualcosa che non doveva sapere o peggio: divulgare! Il caso di Phil Schneider merita di certo ben altri approfondimenti che troveranno sicuramente spazio in un altro video.

Tornando al caso di Guarapiranga… ci sono stati dei precedenti simili? A quanto pare sì e riguarda un sergente americano, il sergente Jonathan P Lovette. A metà degli anni 50 era stato trasferito al poligono di prova di missili di White Sand e un giorno il suo corpo venne ritrovato nudo e orrendamente mutilato in mezzo al deserto. Tre giorni prima un maggiore della United States Air Force sarebbe stato testimone di un fatto incredibile, il rapimento di Lovette da parte di un oggetto a forma di disco. I genitali di Lovette erano stati rimossi così come il suo retto esportato con la solita precisione chirurgica. Entrambe le cavità oculari erano prive degli occhi in una maniera del tutto simile alle incisioni fatte sulla vittima di Guarapiranga. Inoltre la lingua era stata rimossa dalla parte inferiore della mascella. Il rapporto autoptico confermò anche la completa assenza di sangue, completamente drenato dal cadavere dello sfortunato sergente.

Sembrerebbe che questi casi di orribile mutilazione umana non siano gli unici, ce ne sarebbero altri avvenuti in svariate parti del globo, alcuni pensano che addirittura l’incidente del passo Dyatlov, di cui abbiamo già approfondito gli aspetti più macabri in uno dei nostri video, possa essere un caso della categoria delle mutilazioni umane messe in atto da una qualche intelligenza superiore, o alieni o qualche organizzazione segreta umana senza il minimo scrupolo con chissà quale fine e chissà quali mezzi a disposizione, dato che non si conoscono macchinari per effettuare quelle esportazioni così precise. Qualsiasi sia la natura, queste mutilazioni non sono una leggenda, purtroppo sono fatti di cronaca e chissà se un giorno si scoprirà chi causa queste terribili azioni… di certo quel giorno saremo davanti a un vero e proprio mostro.

 
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Pubblicato da su 17 luglio 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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Combustione Spontanea – Uno spaventoso fenomeno fisico senza spiegazione

Combustione Spontanea – Uno spaventoso fenomeno fisico senza spiegazione

Tra tutte le morti possibili che potrebbero capitare a una persona, forse la più strana e anche la più terribile è quella di “bruciare” inaspettatamente senza alcuna causa apparente. Essere divorati dalle fiamme fino a diventare un cumulo di cenere e carbone in pochi minuti non è solo un incubo ma è un’eventualità che può capitare a tutti e le possibilità non sono così remote quanto si pensi. In passato si sono registrati diversi casi eclatanti e spesso per la cultura dell’epoca venivano viste con superstizione e per secoli si è pensato che fosse una specie di punizione divina. Questo fenomeno era purtroppo molto popolare nei secoli XVIII e XIX e fra i tanti personaggi illustri che si sono dedicati allo studio di questo fenomeno, troviamo il famoso romanziere inglese Charles Dickens il quale si sentiva fortemente attratto dalla combustione spontanea. Dickens, infatti, aveva esaminato i casi di combustione umana spontanea con nutrito interesse e conosceva la maggior parte ei primi casi descrivendo alcune di queste strane morti nei suoi romanzi causando notevole scalpore fra i lettori. Per esempio nel romanzo “Casa Desolata”, pubblicato nel 1853, raccontò la morte di un sinistro personaggio di nome Krook.  Altri scrittori e illustri colti dell’epoca che si dedicarono allo studio dell’SHC, acronimo di “Spontaneous Human Combustion”, furono Thomas de Quincey, Herman Melville, Emile Zola e molti altri. Pensate che uno dei casi più studiati della storia è avvenuto in italia, nel 1731 a Cesena. La strana morte di Cornelia Zangari,- vedova Bandi, contessa e donna di rilevanza dell’epoca, fece così tanto clamore in Italia e all’estero che l’evento misterioso divenne in breve tempo molto celebre tra gli studiosi come uno dei primi esempi confutabili di questo bizzarro fenomeno.

I racconti dell’epoca narrano che la contessa, una notte di marzo del 1731, era andata a letto dopo una cena abbondante e si era addormentata dopo diverse ore perché aveva trascorso tanto tempo a parlare con la sua cameriera. Il mattino seguente la stessa cameriera fece una scoperta orribile: dopo aver aperto la porta scoprì che la contessa era morta a causa di una strana combustione, quello che rimase di lei si trovava vicino al caminetto, ovvero, le due gambe della nobildonna intatte e la sua testa con il cervello e metà del cranio ridotto in cenere e polvere. Nelle immediate vicinanze sono state trovate anche tre dita di una mano annerite dal fumo mentre il resto del corpo era ridotto ad un mucchietto di cenere.  Le cronache dell’epoca tendono anche a sottolineare che la contessa, che era poco più di una sessantenne, era una persona a cui piaceva  bere qualche bicchierino di troppo e spesso si bagnava con acquavite canforata. Forse la caratteristica più comune dell’SHC è la gran velocità con cui si verifica. Molte delle vittime infatti vengono viste vive e coinvolte in episodi di vita quotidiana anche pochi istanti prima di una morte così inspiegabile. Per esempio, parlando sempre di casi italiani, un chirurgo di nome Giuseppe Battaglia descrisse la morte di Don Giuseppe Maria Bertoli, originario della città di Filetto, nel 1789. Una sera mentre recitava l’uffizio il prete si sentì invadere da una vibrazione che si estese a tutto il corpo. Dopo pochi istanti parte del suo corpo venne avvolto da una fiamma leggera, ma che non riusciva a spegnere in nessun modo. Incredulo ma ancora cosciente, iniziò a urlare in cerca di soccorso. I familiari che si trovavano in casa quella sera, accorsero da lui immediatamente e lo aiutarono a spegnere questo strano incendio. Purtroppo però le ferite causate dalle bruciature erano così profonde che avevano danneggiato in modo irrimediabile gli organi interni , così in mezzo alle convulsioni e ai conati di vomito, don Giuseppe Bertoli trascorse i suoi ultimi istanti di vita, mentre i familiari non riuscivano a spiegare la ragione di tale fenomeno.

Le diverse storie tramandate durante i secoli tendono a sottolineare che molti dei casi di combustione spontanea hanno alcune caratteristiche accomunabili. Per esempio, nella maggior parte dei casi, si trattava di donne di una certa età o comunque soggetti che tendevano ad abusare di sostanze alcoliche. Inoltre, sebbene le fiamme consumino in fretta i malcapitati, in moltissimi casi, il corpo rimane quasi intatto; di solito sono le estremità che per qualche ragione non vengono consumate dalle fiamme. Gli oggetti vicino alle vittime non sembrano particolarmente coinvolti nel processo di combustione e infine i resti umani sono descritti come fetidi e unti. La scienza a riguardo è sempre stata molto scettica per diverse ragioni, innanzitutto perché in circostanze normali è molto difficile bruciare un corpo umano, infatti normalmente durante i più comuni incendi causati da fattori esterni, difficilmente le fiamme riescono a consumare totalmente le persone fino a ridurle in cenere come invece accade con i casi di combustione spontanea. Tutti gli esperti dicono che la riduzione di un corpo umano a un mucchio di cenere carbonizzata richiede tantissimo calore e se fosse causato solo dalle fiamme comuni richiederebbe diverse ore per questo processo. Il dottor Wilton M. Krogman, antropologo forense che lavora presso la scuola di medicina dell’Università della Pennsylvania, è uno dei massimi esperti al mondo sugli effetti del fuoco sul corpo umano e attraverso diversi esperimenti, utilizzando tutti i tipi di agenti possibili come gasolio, benzina legno e così via, bruciò diversi cadaveri. Servendosi anche dei più moderni crematori per il suo scopo egli riuscì a dimostrare che per consumare un corpo umano completamente, fino a ridurlo in cenere, ci vorrebbero oltre 1650°C. Pensate che un forno crematorio, la cui temperatura raggiunge i 1000°C, non riesce completamente a distruggere le ossa anche dopo otto ore ininterrotte di combustione.

Gli esperti di questo fenomeno spesso si sono chiesti per quale motivo siano veramente poche le vittime che riescono ad urlare e chiedere aiuto, mentre la maggior parte di costoro non sembrerebbero nemmeno lottare, anzi, sembrerebbero paralizzarsi durante tale fenomeno. In particolare queste domande sono state rivolte proprio ad alcune delle vittime che sono riuscite a scampare alla combustione spontanea. Per esempio Jack Angel, originario di Savannah, Georgia, nel 1974 si trovò ad affrontare un fenomeno a dir poco bizzarro e quasi unico. Il signor Angel era un venditore porta a porta e data la sua professione spesso doveva spostarsi in camper fra i vari stati, ma il 12 novembre 1974, quella che sembrava una notte qualsiasi, rimarrà per sempre nella sua memoria. Jack quella notte si addormentò nel suo camper in un parcheggio di un motel e per qualche ragione ancora da chiarire egli dormì per quattro giorni consecutivi. La sorpresa più grande, o meglio, il dispiacere più grande per Jack però fu al suo risveglio. Quando aprì gli occhi vide che la sua pelle era ricoperta da ustioni, c’erano bruciature che gli ricoprivano le braccia e anche il petto… Guardandosi attorno Jack non trovò alcuna prova di nessun incendio, nulla nella casa mobile era bruciato e persino i vestiti che indossava sembravano in ordine. Spaventato a morte e sotto shock cerco aiutò e poi svenne, al suo risveglio i medici dell’ospedale in cui era ricoverano gli fecero molte domande riguardanti le sue strane bruciature, domande alle quali egli non seppe rispondere. Non sapeva come era successo e perché non era riuscito a svegliarsi, non provava nemmeno dolore se non diverse ore dopo aver ripreso conoscenza. Ad ogni modo le bruciature erano così gravi, soprattutto quelle sul braccio sinistro che dovettero amputarglielo. Anni dopo Jack sottoposto anche ad un ipnosi regressiva non riuscì a ricordare nulla riguardo il motivo della sua strana paralisi e sulle sue bruciature.

Per finire, quando si parla di combustione spontanea non si può non parlare di questo caso, dato che è probabilmente non solo il più famoso di tutta la storia, ma anche quello più importante per il magnitudo raggiunto all’epoca dei fatti, quanto per le autorità coinvolte nello studio di esso. Il primo luglio del 1951 i resti della signora Mary Reeser, vedova di 57 anni, vennero trovati nel suo appartamento di ST. Petersburg, Florida. Come negli altri casi, non furono trovate fonti esterne che avrebbero potuto dar fuoco alla donna fino a ridurla in quello stato. Inoltre è stato condotto un attento esame di tutte le possibili cause di tale incendio  e secondo i rapporti della polizia la donna venne vista per l’ultima volta circa dodici ore prima mentre indossava una vestaglia di tessuto sintetico, probabilmente si era addormentata sulla sua poltrona quella notte. I vicini il giorno seguente sentirono un odore molto forte di fumo che fuoriusciva dall’abitazione della donna, così chiamarono le autorità, quindi i vigili del fuoco abbatterono la porta e furono testimoni di tale orrore. Quando il vice comandante dei pompieri O. Griffith iniziò l’ispezione del locale, non credette ai suoi occhi. In mezzo al pavimento era chiaramente visibile un’area carbonizzata di circa un metro e mezzo, all’interno della quale trovò i resti di un corpo umano fuse con alcune molle annerite della poltrona. I dettagli del rapporto descritto dai pompieri e dai medici forensi dichiarano che tali resti consistevano in un fegato carbonizzato ancora attaccato ad un pezzo di spina dorsale, un teschio rattrappito, che per il calore si era ridotto alle dimensioni di una palla da baseball, un piede che calzava ancora una pantofola e un mucchio di cenere. Quando il coroner Edward T. Silk arrivò per esaminare il corpo ed eseguire la perizia dell’appartamento, sebbene profondamente confuso, decise che la morte era stata accidentale e autorizzò la rimozione dei resti, che furono portati all’ospedale locale.

Le successive indagini, che coinvolsero la polizia, i pompieri e gli esperti in incendi dolosi, sembravano non essere in grado di spiegare i fatti accaduti soprattutto considerando l’enorme calore necessario per riuscire ad incenerire il corpo della signora Mary. I mobili, escludendo la poltrona sulla quale la signora sedeva e il tavolino accanto a essa, non erano stati danneggiati, ma l’appartamento mostrava alcuni segni particolari e inquietanti, infatti, il soffitto, le tende e le pareti a partire da un punto esatto,  erano coperte da una sorta di fuliggine oleosa. La polizia capì che si trattava di qualcosa di più complesso di un semplice incendio, così vennero coinvolti anche i federali. Test, fotografie, analisi e più di mille pagine di documentazione, fanno di questo il caso di combustione spontanea più documentato in assoluto, ma malgrado gli sforzi dell’FBI, dei pompieri, degli esperti di incendi e dei patologi, un anno dopo l’incidente il detective Cass Burgess della polizia di St. Petersburg dovette ammettere: “Le nostre indagini non hanno trovato niente che possa provare, al di là di ogni dubbio, cosa successe alla signora Mary Reeser. Il caso è ancora aperto, ma siamo ancora lontani dallo stabilire qualsiasi causa logica per questa morte”. La comunità scientifica bastona costantemente la teoria della combustione spontanea dichiarando che non c’è alcun bisogno di inventare bizzarre reazioni chimiche o attività paranormali per spiegare tale fenomeno, ad ogni modo un intero video non basta per parlare di tutti i casi che si sono verificati e di tutte le prove a sostegno o contro… di certo quello che è sicuramente confutabile, sono le fotografie orribili che testimoniano la ferocia di questo bizzarro, incredibile e ancora oggi misterioso fenomeno….

Come ultimo dato è che la stragrande maggioranza delle vittime è stata colpite da questo bizzarro fenomeno durante la notte, proprio mentre dormivano… strano vero? Se state guardando questo video prima di dormire… Vi auguriamo una buonanotte.

 
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Pubblicato da su 12 luglio 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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Min Min Lights – Lo straordinario fenomeno luminoso australiano

Min Min Lights – Lo straordinario fenomeno luminoso australiano

Ci sono una serie di fenomeni naturali alquanto bizzarri che si producono in tutto il mondo, alcuni di essi sono meravigliosi e spettacolari, altri invece sono oggetto di dibattito da anni tra scienza e leggende urbane. Il fenomeno naturale di cui vi stiamo per parlare è uno dei più controversi e ancora oggi inspiegabili del pianeta terra; questi enigmatici globi luminosi appaiono nei cieli australiani da più di un secolo e la loro origine rimane un mistero. Chiamato Min Min Light, a causa del nome del vecchio paese abbandonato che sorgeva tra Boulia e Winton, nelle aride e remote terre del Queensland, questo fenomeno straordinario è stato oggetto di studio e analisi per gli scienziati i quali hanno avanzato diverse ipotesi a riguardo, ma nessuna ancora oggi riesce a spiegare il fenomeno al 100% .

Le luci Min Min sono state avvistate da migliaia di persone, ci sono diverse fotografie e video a riguardo e rappresentano uno dei misteri luminosi più documentati della storia. Pensate che esistono diverse storie su queste luci negli antichi miti aborigeni risalenti agli anni prima della colonizzazione di queste terre da parte degli europei e che oggigiorno fanno parte del folklore australiano. Attraverso racconti degli antichi aborigeni australiani, trasmessi per via orale, si è venuto a sapere che si tratta di luci di luminosità variabile in varie forme e colori che appaiono normalmente all’orizzonte e sembrerebbero inseguire i viaggiatori. Le leggende, inoltre, raccontano che queste luci esercitano un potere quasi ipnotico e  le persone che le seguono non tornerebbero più indietro. Secondo i nativi australiani questi fenomeni sono diventati sempre più frequenti dall’arrivo degli europei.  Quella che viene considerata come la prima testimonianza scritta del Min Min light risale al 1838, nel libro “Six Months in South Australia” di Thomas Horton James. L’autore descrisse un aneddoto del suo viaggio alquanto bizzarro: “Un gruppo di esploratori si erano accampati nella regione del fiume Ovens quando videro questo strano fuoco in lontananza. Alcuni di loro, curiosi, si allontanarono per indagare, camminarono per più di tre ore nella direzione della luce per cercare di scoprirne l’origine, ma videro che il fuoco sembrava allontanarsi costantemente perché la distanza che li separava sembrava essere uguale a quella iniziale. Poi videro uno strano tremolio e pallore in questa luce lontana e capirono che la sua natura era del tutto inconsistente… così tornarono a letto piuttosto mortificati”.

Da allora le testimonianze su questo fenomeno si sono moltiplicate in tutto il paese, la maggior parte di questi avvistamenti sembrerebbe essere concentrata in Channel Country vicino a Boulia. Il denominatore comune di queste innumerevoli testimonianze è che la luce si manifesta sotto forma di disco d’argento, o come dei flash lampeggianti nelle volta celeste. Particolarmente discordanti invece sarebbero i diversi livelli di luminosità descritte dai testimoni, alcuni infatti suggeriscono che queste luci siano molto deboli, mentre altri raccontano che sono particolarmente luminose, così tanto che il riflesso emesso da queste luci sarebbe perfettamente visibile sugli oggetti sottostanti a esso.  Ci sono alcune testimonianze che addirittura parlano di luci così forti che farebbero lacrimare se viste direttamente a occhio nudo. Anche le dimensioni di queste luci sono in discussione perché alcune volte vengono descritte come luci in lontananza simili a torce portatili e altre come dei fari di auto dalle dimensioni notevoli. Shelley Norton, direttrice dell’ufficio di turismo di Boulia, racconta che negli ultimi anni sempre più visitatori segnalano incontri con la luce min min. “Molti visitatori indicano queste luci nei cieli, in particolare coloro che fanno la strada da Boulia a Winton. Per esempio mi ricordo di una famiglia che si trovava in campeggio e il marito disse che si era alzato nel mezzo della notte per osservare una luna particolarmente luminosa, però quando uscì scoprì che in realtà non era la luna ma una luce brillante, tonda e di un colore argenteo. Sembrava di vedere due lune secondo lui, poi scomparve…” Shelly prosegue l’intervista dicendo: “A volte è un oggetto luminoso che rimane costantemente alla stessa distanza, altre volte sembra seguire le persone, poi si divide in due o tre palle infuocate” .

I contadini delle aziende locali parlano costantemente di strane e inquietanti luci che terrorizzerebbero gli animali, provocando improvvise reazioni di panico ed effetti fisiologici, come l’interruzione della produzione di latte nelle mucche. Oltre ai racconti e alle leggende si aggiungono anche testimonianze più accademiche come quella dello scrittore Henry Lamond, il quale nel Walkabout Magazine del 1937 narra di un’esperienza avvenuta durante la sua giovinezza, per l’esattezza nell’inverno del 1912 avvistò una palla di luce fluttuante, di colore e consistenza irreale, quasi spettrale. Henry inoltre racconta con molta sicurezza che si trattava di una luce che viaggiava a una velocità costante di circa 15 km/h e si trovava a una distanza dal suolo di 2 o 3 metri. L’autore è molto sicuro di questi dati perché si trovava in viaggio a cavallo e la luce seguì l’autore fino a raggiungerlo, a quel punto si spense come il filamento di una lampadina bruciata e poi sparì nel nulla.

Henry per 25 anni non raccontò mai a nessuno di questa sua esperienza perché non sapeva come spiegarlo razionalmente, poi leggendo i vari racconti che si susseguirono negli anni prese coraggio e decise di parlare anche lui. Nel corso degli anni la scienza ha tentato di dare una spiegazione a queste insolite manifestazioni

LUCI GEOFISICHE

Una delle ipotesi più diffuse sostiene che le luci siano il risultato di noti fenomeni geofisici, detti  piezoelettrici, ovvero una proprietà particolare che possiedono alcuni materiali di generare ai suoi capi una differenza di potenziale se deformati o sottoposti a certe condizioni fisiche. Dunque quelle luci sarebbero la manifestazione di questa proprietà. Sebbene ci siano le condizioni adeguate per generare questo fenomeno, in molti casi le luci sono state segnalate in zone prive di favorevoli condizioni geologiche.

BIOLUMINESCENZA

È stato ipotizzato che la luce può essere il risultato di insetti brulicanti provenienti dall’Asia che hanno assunto bioluminescenza e altre caratteristiche dopo essere stati contaminati da agenti naturali come funghi locali. Questa particolare ipotesi deriva dal fatto che molte testimonianze descrivono questo fenomeno come uno sciame di luce che prosegue ad una certa velocità e che sembra avere vita propria.

RARO FENOMENO “FATA MORGANA”

La “Fata Morgana” è un fenomeno fisico reale, causato da un’inversione di temperatura  e si verifica quando la luce, da una fonte naturale o artificiale, viene rifratta a un osservatore in decine o addirittura centinaia di chilometri di distanza creando un miraggio particolarmente vivido che confonde e incanta per le proprietà ottiche. Ad esempio, le scogliere irlandesi sono state osservate come se fossero realmente vicine al di sopra della superficie calma del mare nell’Atlantico, da parte di osservatori su navi che in realtà si trovavano a più di mille chilometri di distanza. Jack Pettigrew, un neuroscienziato all’Università del Queensland, che è stato anche testimone diretto delle luci Min Min, ha sempre sostenuto questa ipotesi…

Altre soluzioni proposte più bizzarre sono quelle di uccelli bioluminescienti, sacche di gas, luce riflessa dall’orizzonte, fulmini globulari, fuochi fatui fino ad arrivare ai più classici fenomeni UFO e di natura spirituale. Il mistero s’infittisce e rimane per ora senza una soluzione definitiva… ma senza dubbio a fare luce su questo mistero, prima o poi, ci penserà il lume della scienza.

 
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Pubblicato da su 23 giugno 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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Blue Whale – Un “gioco” malato

Blue Whale – Un “gioco” malato

Questo è uno di quei casi che fa tristezza parlarne per la crudeltà e per la poca speranza di un futuro migliore che ci aspetta a tutti noi. Abbiamo visto in altri video che su internet, in particolari nei social network, ormai proliferano persone che decidono di rendere pubblici i loro suicidi e i loro crimini, anche i più efferati. Famoso era diventato qualche settimana fa Steve Stephens, un 37enne afroamericano di Cleveland, che aveva postato un video orribile dove uccideva con un colpo di pistola una persona del tutto casuale incontrata per strada. L’uomo dichiarava di essere distrutto dal fatto che la fidanzata l’aveva lasciato ed era uscito fuori di senno… le incredibili immagini dell’omicidio sono state caricate su Facebook e molti addirittura pensavano si trattasse di un video in diretta salvo poi scoprire che era stato caricato diverse ore dopo aver commesso tale orrore. Il criminale inoltre si vantava di aver ucciso altre 13 persone e diceva di essere pronto a uccidere ancora. Prima che potesse mietere altre vittime  le autorità statunitensi lo braccarono e quando ormai si trovò senza via di fuga, Steve decise di suicidarsi, il tutto in diretta sotto gli occhi dei cittadini, come se si trattasse di una serie TV. La finzione che diventa realtà e la realtà che perde consistenza fino a sembrare finzione.

Nei social network però non ci sono solo criminali in cerca di fama, ci sono anche criminali di un’altra categoria, forse ancor più pericolosa, perché inducono migliaia di persone a infliggersi danni psicologici e fisici in modo irreparabile, persone che credono di partecipare a un gioco… un gioco in cui in palio c’è la vita stessa. Questo è uno dei motivi principali per cui il tasso di suicidi in tutto il mondo, principalmente in Russia, è aumentato in pochi anni fino a  raggiungere livelli così allarmanti che le autorità stanno cercando di porre fine a tale massacro, ma ogni tentativo di fermare quest’ondata sembra destinato a fallire. Diffuso principalmente tra gli adolescenti, questo “gioco” è nato in Russia. I primi casi risalgono circa al 2013. Inizialmente le autorità non riuscivano a comprendere perché negli ultimi anni sempre più giovani cercassero la via del suicidio, molti casi venivano classificati come semplici “incidenti” dato che le vittime spesso non avevano alcun motivo principale per commettere tale atto, ma dopo un’indagine che è durata diversi anni e un’analisi di oltre 130 casi di suicidio, è emerso un filo conduttore in grado di collegare questi casi e la realtà è molto più spaventosa di quanto sembri.

Innanzitutto il nome di questo macabro e mortale gioco è Blue Whale ovvero “Balena Azzurra” per la tendenza che hanno questi magnifici mammiferi a vivere una vita in quasi completa solitudine e quando le ombre del tramonto delle loro vite iniziano ad apparire, molti esemplari sembrerebbero decidere di incagliarsi sulla costa e quindi morire, come una specie di suicidio. Le autorità russe dovettero costruire un puzzle tanto bizzarro quanto inquietante perché molte delle vittime, o meglio…. i familiari delle vittime, dichiaravano le stesse cose dei loro defunti: i comportamenti, le loro manie di svegliarsi ad una certa ora, gli inquietanti video che guardavano in continuazione. Tuttavia non riuscivano a comprendere quale fosse la vera fonte di tutto ciò, la polizia quindi capì che la risposta per quanto assurda doveva per forza trovarsi in rete. Fu allora che le indagini fecero emergere molti gruppi e utenti della rete sociale più diffusa in Russia,  l’ormai famigerata VKontakte nota anche con le sigle VK. Qui, in questa rete, si nascondono coloro che vengono denominati curatori, tali figure sono le persone che decidono le regole di questo gioco, e persino il giorno della morte dei giocatori.

A questo punto vi starete chiedendo in che consiste di preciso questo gioco. Molto semplice, come ogni altro gioco, Blue Whale ha delle regole ben precise e definite, 50 per essere esatti. Sono 50 sfide che vi porteranno nell’ombra della valle della morte, da dove non si può più tornare indietro. Il primo passo è quello di contattare un curatore. I curatori sono i cosiddetti amministratori , coloro che si occuperanno di dirigervi fino alla vostra fine in questo gioco infernale, essi si trovano nei gruppi dei social network come appunto VKontakte, Facebook, Twitter e così via e anche in gruppi di Whatsapp, Viber e altre applicazioni di messaggistica. Una volta che viene contattato un curatore può avere inizio il gioco. il Blue Whale consiste nell’affrontare 50 sfide, una ogni 24 ore. Molte di queste sfide consistono nell’autoinfliggersi danno, annullarsi sia fisicamente ma soprattutto mentalmente e alla fine la 50esima sfida vi porterà via più di quanto possiate immaginare. In questo gioco non ci sono vincitori, ve lo sconsigliamo nel modo più assoluto di nuovo. Anche solo mettersi in contatto con i cosiddetti curatori potrebbe risultare molto pericoloso e se vi rifiuterete di arrivare in fondo al gioco, subirete pressioni di ogni tipo. Diverse testimonianze di ragazzi fanno riferimento a vere e proprie minacce ricevute non soltanto a loro stessi, ma anche ai loro familiari, infatti i gruppi dei curatori del Blue Whale riescono a rintracciarvi attraverso il vostro indirizzo IP e si impossessano delle vostre informazioni personali per ricattarvi, inoltre scelgono con cura chi potrebbe risultare più vulnerabile a questi attacchi, quindi siate prudenti e state lontani dal blue whale o da gruppi strani.

Grazie a diverse segnalazioni e su richiesta diretta della Commissione Russa di Vigilanza, l’amministrazione di “VKontakte”  ha cominciato a eliminare i link e i post contrassegnati dall’hashtag #BlueWhale e a bloccare gli utenti che avevano pubblicato questi link. La stessa cosa sta succedendo nelle altre reti sociali per cercare di emarginare questo fenomeno. Dopo l’introduzione di tali misure l’interesse per il gioco tra gli utenti della rete sembrerebbe calato, tuttavia negli ultimi mesi si sono registrati nuovi aumenti del numero di post contenenti materiali che risalirebbero al Blue Whale e adesso compaiono su Instagram praticamente ogni minuto. Dopo un’analisi sono state scoperte oltre 40.000 registrazioni su diverse piattaforme, di falsi utenti che cercherebbero di diffondere questo fenomeno. Account creati per qualche ora e poi cancellati. In italia si stanno riaprendo e analizzando alcuni casi classificati come suicidi e sembrerebbero esserci degli elementi che farebbero risalire a questo macabro gioco. Grazie anche al servizio delle Iene adesso le persone, ma soprattutto le autorità, ne parlano e non viene più semplicemente declassato come leggenda di internet. È tutto vero e accade in questo momento mentre guardi questo video. Proprio qui su YouTube inoltre, potete osservare alcuni filmati di ragazzini italiani che hanno provato a farlo e si sono pentiti, quindi si sono fermati in tempo prima che fosse troppo tardi, ma a differenza di loro ci sono ancora molti là fuori che percorrono questa strada senza via di uscita.

Come risposta a tale pazzia, dal Brasile è nato un’altro gioco, la “Balena Rosa” che consiste nell’affrontare 50 sfide che aiuterebbero le persone ad essere più felici e a vivere meglio, invece che di portarle al suicidio. Cercare di arginare il Blue Whale è possibile, ma come vi abbiamo detto all’inizio del video ogni tentativo alla fine fallirà perché ormai questo gioco ha preso piede e fermare le informazioni in rete è pressoché impossibile. L’unica soluzione vera e propria sarebbe quella di cercare di comprendere le motivazioni per cui i giovani spesso provino queste sfide che mettono a repentaglio la loro vita. Anche se tale gioco venisse cancellato per sempre, potrebbe nascerne un altro con altre sfide, forse più macabre e terribili, come quella di commettere omicidio o chissà che altro. Il problema non è nel gioco in sé ma nelle persone, sono le persone attratte da questi fenomeni che hanno una perversione verso il malato e il fondamentale senso di vuotezza interna le spinge a fare follie per sentirsi vive… fatto ironico quanto triste e sembrerebbe che le cose siano solo destinate a peggiorare.

 
 

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I libri più misteriosi e maledetti del mondo | feat. L’inspiegabile

I libri più misteriosi e maledetti del mondo | feat. L’inspiegabile

Se seguite i nostri CASI da tempo, avrete potuto di certo constatare che la nostra storia è costellata di fatti misteriosi e a tratti macabri, che il nostro universo pullula di luoghi inspiegabili e assai inquietanti, che al mondo esistono persone capaci di azioni brutali e raccapriccianti… Tuttavia c’è ancora un tema a cui non abbiamo dato molto spazio ancora, quello che riguarda i libri! Nel corso della storia sono stati scritti centinaia di migliaia di libri, molti famosi e altri meno… molti proibiti e altri di completo dominio pubblico. Anche nel vasto mondo che riguarda i libri esistono storie misteriose, fantastiche e macabre. Sono numerosi infatti i libri scritti da persone la cui storia è avvolta dall’oscurità o aventi contenuti inspiegabili o talmente strani da essere considerati quasi eretici. Con questo video, in collaborazione con “L’Inspiegabile”, vi mostreremo alcune di queste particolari scritture…

LA BIBBIA DEL DIAVOLO

Un monaco benedettino che vive nel monastero di Podlažice, in Boemia, viene condannato ad essere murato vivo dopo aver violato i suoi voti. In un disperato tentativo di evitare la sua punizione, il monaco promette di creare in una sola notte un libro che includa tutta la conoscenza umana, allora l’abate del monastero, colto da una ventata di misericordia, decide di accettare la proposta dell’uomo. Il monaco comincia a scrivere fiumi interminabili di parole, ma il tempo passa e intorno a mezzanotte si rende conto che non potrà mai completare in tempo la sua opera, dunque chiede al Diavolo in persona di aiutarlo a finire il libro in cambio della sua anima. Il Diavolo dunque completa il manoscritto e il monaco per ringraziarlo inserisce una sua immagine all’interno del libro.

Qui è dove finisce la leggenda e inizia la storia di uno dei libri più misteriosi in circolazione. Diverse prove hanno rivelato che solamente a scrivere quel libro, non tenendo conto delle illustrazioni, degli abbellimenti e delle finiture varie, avrebbe dovuto portar via almeno cinque anni di scrittura ininterrotta di una sola persona, venti se teniamo conto di tutto. La cosiddetta “Bibbia del Diavolo” è in realtà il famoso Codex Gigas, latino per “Libro Gigante”, probabilmente risalente al XIII secolo. La dicitura Gigas è certamente dovuta alle dimensioni eccezionalmente fuori misura: 92 cm di lunghezza, 50 di larghezza e 22 di spessore, misure queste che rendono il Codex Gigas il manoscritto più voluminoso del medioevo con un peso di 75 kg. Contiene oltre 600 pagine e otto di queste sono state a un certo punto rimosse provocando ulteriori sospetti riguardo la sua origine che rimane ad oggi ignota. Ma cosa raccontano quei fiumi di parole all’interno del Codex Gigas? Sicuramente la pagina più strana e anche inquietante è la 577, che contiene un’immagine del Diavolo a tutta pagina. Il manoscritto, poi, include una trascrizione completa della Bibbia tratta quasi interamente dalla Vulgata, ossia una traduzione in latino della Bibbia dall’antica versione greca ed ebraica. Contiene anche vari lavori e trattati di natura storica, etimologica e fisiologica, un calendario con la lista dei santi e svariate formule magiche, molte delle quali inerenti all’alchimia… e chissà cosa contenevano quelle pagine strappate. Nessuno lo saprà mai…

CODEX SERAPHINIANUS

Scritto tra il 1976 e il 1978 dall’artista italiano Luigi Serafini, il Codex Seraphinianus sembra un’enciclopedia di circa 360 pagine di un pianeta immaginario, completo di oltre mille raffigurazioni tra mappe, piante e animali, il tutto dettagliato da scritte incomprensibili e indecifrabili, presumibilmente scritte con la lingua di questo ipotetico mondo. Nel 2009 l’autore, in una conferenza, ha dichiarato che l’alfabeto in cui il libro è scritto è interamente asemico, una forma di scrittura semantica aperta senza parole, e non trascrive alcuna lingua esistente o immaginaria. Questa sua illeggibilità ha fatto diventare il Codex Seraphinianus l’opera più famosa di Serafini, noto per le sue opera misteriose e surreali. Frutta che sembra sanguinare, pesci a forma di piatti volanti, ecco alcune delle bizzarre raffigurazioni di questo libro…

Una delle immagini più famosi del libro, che è stata anche la copertina in numerose edizioni, raffigura un uomo e una donna nudi che si trasformano lentamente in un alligatore.

GRIMORIO DI SAN CIPRIANO

Uno stregone morto come un santo, un santo passato alla storia come un mago. San Cipriano è stata una figura di certo controversa che nel corso della sua vita ha praticato magia nera. Pentitosi si è convertito al cristianesimo ed è morto nel nome di Cristo, tuttavia San Cipriano è famoso non tanto per la sua santità, ma per il libro che ha il suo nome in copertina, un popolare libro di preghiera, ma non le preghiere che conoscete voi, ma esoteriche, finalizzate a soddisfare desideri che non hanno nulla a che fare con il cristianesimo, quasi affini alla stregoneria! San Cipriano dunque è entrato nella storia non solo come stregone, ma anche come occultista e grande esperto di magia le cui opere racchiuse nel suo grimorio erano spesso colme di incantesimi per le più svariate occasioni, o almeno questo è quello che ci è pervenuto a noi oggi perché San Cipriano, durante la sua conversione al cristianesimo, avrebbe bruciato gran parte delle sue opere e chissà cos’altro aveva scritto…

San Cipriano di Antiochia fu un vescovo dell’omonima città turca e martire, nonché anche un grande studioso, egli infatti ha disegnato e scritto formule e segni ovunque, su pareti, mobili e pavimenti delle case in cui ha vissuto. Aveva un gran numero di discepoli che seguivano i suoi insegnamenti, forse anche quelli di carattere esoterico. Durante la persecuzione di Diocleziano, Cipriano venne arrestato, torturato, scarnificato e immerso in una caldaia bollente, ma ne uscì stranamente illeso. Infine, nel 304 d.C., venne portato sulla riva del fiume Gallo e decapitato, spezzando per sempre la sua vita e chissà quali altre strane conoscenze avesse acquisito nel corso della sua esistenza, conoscenze che in parte sono racchiuse nel suo grimorio apparso per la prima volta oltre mille anni dopo la sua morte, nel 1460 in Francia. Nel corso dei secoli successivi i rotoli della vita di San Cipriano fecero il giro del mondo e vennero addirittura usati come talismano, fomentando la reputazione del santo come grande e potente mago.

MALLEUS MALEFICARUM

Il Malleus Maleficarum, o in italiano “Il martello delle streghe”, è un libro che descrive nel dettaglio tutte le tipiche caratteristiche delle streghe, come riconoscerle, interrogarle e quale dovrebbe essere la loro punizione. Più che un libro era una sorta di manuale scritto durante il terribile periodo delle inquisizioni. Scritto interamente in latino, venne pubblicato nel 1487 dai frati domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer, entrambi membri dell’Ordine Domenicano e inquisitori per la Chiesa Cattolica, dunque un libro scritto da inquisitori per inquisitori, è molto probabile quindi che gli autori siano responsabili di numerosissime torture e morte, più di qualsiasi altro autore che abbia mai scritto qualcosa. Allo sguardo moderno appare come una lezione orribile facente parte di un potere andato fuori controllo dominato da false superstizioni che bramava il totale controllo.

Il Malleus Maleficarum non fu mai adottato ufficialmente dalla Chiesa cattolica, ma non fu neppure mai inserito nell’indice dei libri proibiti, anzi, riscosse i consensi della quasi totalità degli inquisitori e di autorevoli ecclesiastici tanto che ne vennero pubblicate 34 edizioni e oltre 35.000 copie, facendolo diventare, fino alla metà del XVII secolo, il più consultato manuale sulla caccia alle streghe. Interessanti sono i criteri che venivano utilizzati per etichettare una possibile strega come ad esempio una malattia mentale, condizioni di vita precarie e altre banalità, se un giorno ti capiterà di leggere il Malleus Maleficarum sicuramente ti ritroverai in qualche criterio che ti avrebbe di certo condotto a provare sulla tua pelle le torture più strazianti mai concepite dall’uomo e infine all’inevitabile morte.

Se volete approfondire l’esistenza di altri libri strani, visitate il canale YouTube “L’Inspiegabile”, noi come al solito ci vediamo al prossimo video.

 

 
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Pubblicato da su 30 maggio 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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