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Kayelyn Louder – Ultimi istanti di vita in diretta

Kayelyn Louder – Ultimi istanti di vita in diretta

Il primo video caricato sul canale Fuoco di Prometeo parlava di Elisa Lam, una giovane ragazza scomparsa e trovata morta in una cisterna d’acqua sul tetto del Cecil Hotel a Los Angeles. La ragazza venne ritratta nei suoi ultimi istanti di vita da una telecamera di sorveglianza dell’ascensore dell’hotel in cui sembra assumere comportamenti parecchio strani e inquietanti. Con il video di oggi andremo a trattare un caso sicuramente meno famoso ma non per questo meno inquietante la cui vittima è Kayelyn Louder, una trentenne americana scomparsa in circostanze dai risvolti misteriosi.

Kayelyn Louder nacque il 21 gennaio 1984 insieme a suo fratello gemello Colton dai genitori Leland Louder e Suzanne Ackerman-Louder. Nel 2006 si laureò presso la Utah State University alla facoltà di Assistenza Sociale e gli anni successivi lottò duramente per trovare un posto di lavoro passando un lungo periodo di disoccupazione per tutto il 2013 e 2014. La vità di Kayelyn venne sconvolta dalla morte dello zio per mano di suo fratello gemello che a quel tempo stava lottando con un problema di droga. Colton, dichiarandosi colpevole il 17 novembre dello stesso anno, venne condannato a cinque anni di reclusione. A metà del 2014, Kayelyn trovò finalmente lavoro in una scuola privata, ma a settembre venne licenziata. Non si conoscono i motivi della perdita del posto di lavoro, ma a quanto pare in quel periodo la ragazza stava prestando servizio come dog-sitter per rover.com, un sito web che funziona da motore di ricerca per chiunque offra servizi di dog-sitting. Kayelyn aveva anche un proprio cane, un Carlino di nome Phyllis a cui era molto affezionata e questo renderà la scomparsa della ragazza ancora più misteriosa perché quando grazie a una telecamera di sorveglianza si vede Kayelyn lasciare il condominio in cui viveva, non portò con sé il proprio fedele amico a quattro zampe.

Durante le 24 ore che portarono alla sua scomparsa, Kayelyn cominciò a mostrare un comportamento inusuale. Il 26 settembre 2014 alle ore 21, la ragazza chiamò il 911 dal suo cellulare per segnalare quella che definì come una “Lotta molto violenta” insieme a una sparatoria proveniente apparentemente dal condominio in cui viveva. Quando la polizia arrivò venne semplicemente accolta da un ricevimento nuziale dove tutti gli invitati insistettero nel dire di non aver assistito a nessuna lotta o tanto meno aver udito alcuno sparo. Dai tabulati telefonici risultò che circa un’ora più tardi Kayelyn contattò nuovamente la polizia riattaccando però prima che qualcuno potesse rispondere. Il giorno successivo, il 27 settembre alle 8.18 di mattina, Kayelyn fece ancora una chiamata al 911 dove spiega che secondo lei qualcuno stava cercando di entrare e rubare nel condominio. Durante la telefonata si può sentire chiaramente la ragazza intimare ad altre persone di andarsene. La sua compagna di stanza Carol era presente durante la chiamata e negava categoricamente la presenza di altre persone nel condominio, cosa che confermerà anche direttamente alla polizia che quando raggiunse il condominio effettivamente non trovò nessun segno di effrazione.

Oltre alle registrazioni rese pubbliche dalla polizia anni dopo, esistono anche tre video ritraenti Kayelyn mentre assume dei comportamenti strani! I video in questione sono stati ripresi da una telecamera di sicurezza fuori il condominio della ragazza. Il primo risale alle ore 15:30 e si vede Kayelyn addentrarsi in un boschetto dietro il condominio, come se fosse incuriosita da qualcosa. Il secondo video è di due ore più tardi. Subito un particolare salta all’occhio, ossia che la ragazza non ha un abbigliamento adatto alle condizioni meteo esterne, infatti piove e lei è in giro a piedi nudi con dei pantaolncini e un top leggeri, inoltre anche il comportamento pare inusuale, infatti nel secondo filmato la si vede correre, ma non con una ritmo che ci si dovrebbe aspettare se si fosse inseguiti da qualcuno, bensì sembra che stia facendo jogging. Nel terzo video si vede Kayelyn che torna nello stesso posto, come se ne fosse ossessionata, e questa volta lo fa con il suo cane Phyllis, poi lo posa mentre sembra guardarsi intorno freneticamente come se stesse cercando di capire se li, oltre a lei, ci fosse qualcun altro. Poi sembra parlare con qualcuno, anche se probabilmente lo sta facendo con il suo cane e infine è in attesa di qualcosa. Tutti e tre i video sono datati 27 settembre, giorno in cui Kayelyn scomparve senza che più nessuno la vedesse… viva!

La notizia della sua scomparsa fece subito il giro di Murray, un comune della contea di Salt Lake City dove Kayelyn  viveva, nello Utah. Suo padre riferì che la ragazza non aveva assolutamente malattie o disturbi mentali, tuttavia era un po’ depressa a causa della sua situazione di disoccupazione. A quanto pare la madre di Kayelyn, la mattina del giorno della sua scomparsa, aveva parlato con sua figlia proprio riguardo a questa situazione e la ragazza rassicurò la madre dicendo che aveva appena aggiornato il suo curriculum e che avrebbe presto fatto domanda per un nuovo posto di lavoro. Ci sono voci che molti datori di lavori non avrebbero assunto Kayelyn per via di suo fratello gemello in prigione causando alla ragazza forte stress e sconforto. Purtroppo il 2 dicembre 2014, i resti di Kayelyn vennero rinvenuti da una squadra che stava esaminando un tubo di drenaggio bloccato, quasi completamente sommersi e parzialmente nascosti dalle alghe nel mezzo del fiume Jordon sotto un ponte distante 8 km dall’appartamento dove la ragazza viveva. Subito gli inquirenti vagliarono numerose ipotesi, dall’omicidio al suicidio e come soprattutto il corpo sia potuto finire lì. Si scoprì che proprio nel punto in cui Kayelyn era stata ripresa dalle telecamere di sicurezza c’era un’insenatura, forse era scivolata all’interno del torrente che poi l’avrebbe trasportata fino al fiume Jordan e infine si sia incastrata dove poi è stata rinvenuta, una spiegazione plausibile considerando anche il fatto che il giorno in cui la ragazza scomparve pioveva molto e potrebbe aver innalzato il livello del torrente portando a qualche cedimento del terreno nei pressi dell’insenatura, tuttavia l’autopsia non evidenziò alcun livido o graffio sui resti di Kayelyn ed è altamente improbabile che fosse riuscita a percorrere un tragitto così lungo senza procurarsi alcun danno al corpo. Sempre dall’autopsia si constatò che nel corpo non c’erano residui di alcun tipo di sostanze stupefacenti o alcol e il referto finale riportò: “Causa di morte indeterminata a causa dell’esposizione all’acqua”.

A seguito del referto dell’autopsia e di giorni di indagini, si escluse infine la causa di morte accidentale e si passò al suicidio considerando anche il fatto che la ragazza stava passando un periodo non troppo felice a causa del fatto che non riusciva a trovare lavoro, ma la sua famiglia si sentì di escludere categoricamente questa opzione, per loro Kayelyn non avrebbe mai osato tanto. Cercando di andare più a fondo assunsero anche un investigatore privato che non scoprì mai nulla di concreto e fecero eseguire anche un’altra autopsia sempre privatamente senza ottenere però risultati diversi. Restava l’ipotesi dell’omicidio corroborata anche dalle ripetute chiamate al 911 della ragazza, forse c’era veramente qualcuno di pericoloso nei dintorni che stava cercando di arrivare a Kayelyn? Chi era e cosa voleva? Non si sa con certezza, la polizia non ha mai trovato nulla di concreto e si sa per certo che la giovane vittima non aveva nemici quando era ancora in vita. Forse ci troviamo ancora una volta davanti a una povera ragazza la cui vita si è spezzata troppo presto a causa della negligenza della polizia che non ha saputo dare il giusto peso alle richieste di soccorso, oppure siamo davanti a un caso di estrema paranoia finita in tragedia… le domande ancora oggi sono tante e la famiglia di Kayelin probabilmente non avrà mai modo di sapere cosa è realmente successo.

 

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Pubblicato da su 25 settembre 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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Clown Sightings – Paura, terrore e palloncini

Clown Sightings – Paura, terrore e palloncini

Ci sono alcuni fenomeni nella società moderna a dir poco strani e forse sarebbero degni di studio per una tesi di psicologia. Questi fenomeni non trovano una spiegazione razionale precisa o che abbia una logica fondata e molti di essi nascono solo per pura e semplicemente emulazione e purtroppo di solito sono autodistruttivi, violenti o, come nel caso che analizzeremo in questo video, semplicemente spaventosi. Il fenomeno dei clown avvistati durante la notte si è esteso a macchia d’olio principalmente negli Stati Uniti a partire dall’estate del 2016, infatti in più di dieci stati americani, principalmente nel North e South Carolina, sono state viste persone travestite da clown in atteggiamenti di sfida. Non è ben chiaro quale siano le motivazioni di tale fenomeno o come abbia avuto inizio precisamente. Alcuni dicono che il primo pagliaccio visto a girovagare nelle notti sia stato il pagliaccio di Green Bay, nel Wisconsin, il quale indossava una maschera spaventosa e aveva in mano dei palloncini neri. Diverso tempo dopo è emerso che il protagonista di tali filmati era in realtà il regista amatoriale Adam Krause e stava girando dei videoclip per il suo cortometraggio intitolato “Gags”, un horror indipendente uscito ad Halloween dello stesso anno.

Da allora, forse per emulazione o forse solo per spaventare le persone, il fenomeno si è esteso come un virus. Ben presto in diverse città degli Stati Uniti si sono registrati molti avvistamenti di pagliacci dai volti diabolici che durante le ore notturne fissavano le finestre delle case o si divertivano a inseguire i passanti. Spesso questi avvistamenti avvenivano in paesi rurali e nei boschi fra gli alberi. Sicuramente si trattava per lo più di adolescenti con un umorismo nero e con voglia di fare scherzi pesanti, ma tale fenomeno poi è diventato un problema perché le forze dell’ordine venivano continuamente chiamate per segnalazioni di ogni genere in cui i pagliacci erano i principali protagonisti. Alcune di queste segnalazioni erano di persone che, per loro sfortuna, soffrivano di coulrofobia e ritrovandosi questi personaggi fuori casa avevano il terrore di uscire. Altre invece dichiaravano di essere inseguite dai pagliacci, addirittura li vedevano dappertutto… anche nelle loro case e nelle loro stanze, ma le segnalazioni che hanno veramente iniziato a preoccupare gli abitanti e le forze dell’ordine riguardava quelle in cui si raccontava che alcuni di questi pagliacci offrivano ai bambini caramelle e soldi cercando di attirarli nei boschi. Infine alcuni clown apparivano armati di coltelli, mannaie, machete e bastoni chiodati. La situazione evidentemente stava sfuggendo di mano e, con la stessa delirante velocità con cui si è espanso il fenomeno, sono nate delle dicerie. Forse per isteria di massa della popolazione o allarmismo dei padri di famiglia, si raccontava che fra tutti questi pagliacci in realtà ci fossero veramente dei psicopatici, dei maniaci, dei pedofili o addirittura degli assassini i quali trovando la scusa perfetta che si trattava solo di uno scherzo si avvicinavano alle persone per far loro del male. In fondo quale descrizione avrebbero fornito alla polizia le vittime o i testimoni? Di essere stati attaccati da una persona mascherata da clown assassino nel bel mezzo della notte?! Una descrizione, per quanto assurda, molto vaga in quel momento.

La polizia cercò di capire il motivo principale per cui queste persone si dedicassero a fare queste azioni e studiarono il fenomeno proprio come caso di stalking seriale e attraverso delle mappe, psicologi esperti e analisti comportamentali, cercarono di capire se vi fosse un legame fra tutte le segnalazioni nei vari stati. Scoprirono alcune cose interessanti e inquietanti, infatti a quanto pare ciò che sicuramente era nato come un fenomeno isolato e casuale era piano piano diventato in tutte le città come un fenomeno organizzato e il motivo principale per cui si pensava fossero addirittura in comunicazione i vari soggetti è che il modus operandi dei pagliacci era sempre più uniforme, infatti i pagliacci iniziarono a comparire sempre di più nei boschi e chiedevano ai passanti di avvicinarsi a loro. Invitavano principalmente i bambini ad addentrarsi nei boschi attirandoli con i soldi. Così le persone iniziarono ad avere sempre più paura di questi soggetti travestiti, in fondo cosa fareste voi se vi trovaste di fronte a uno di questi clown magari mentre tornate a casa di notte durante il tragitto tra il parcheggio e la vostra abitazione?! Alcune persone reagiscono con violenza di fronte alla paura, infatti i cittadini americani erano così disperati di questi “scherzi” che iniziarono ad aggredire i pagliacci, costringendo di fatto le autorità a intervenire in maniera più severa. La polizia del dipartimento di Greenville in particolare, cercando di calmare la popolazione, assicurò attraverso un comunicato che chiunque fosse visto vestito da clown nella notte sarebbe stato immediatamente arrestato. Queste le parole di Ken Miller, capo della polizia di Greenville: “È illegale, è pericoloso, è inappropriato e sta creando preoccupazione nella comunità e deve finire. È un problema che stiamo prendendo molto seriamente soprattutto perché alcune persone mascherate da clown hanno tentato di portare nei boschi dei bambini”. Ben presto in tutti gli stati coinvolti vennero prese delle contromisure effettive per arginare questo fenomeno, ci furono diversi arresti. Alcune delle accuse andavano dall’istigazione alla violenza fino al terrorismo. il Times riporta che in Alabama sette persone sono state accusate di terrorismo, un’accusa molto pesante e altre dodici sono state arrestate per stalking. In diverse scuole per la festa di Halloween vennero banditi tutti i costumi da clown. Dopo tali contromisure il fenomeno iniziò a scemare fino a scomparire del tutto nel giro di alcuni mesi.

Su internet molti dicono che il fenomeno iniziale sia stato causato principalmente dal nuovo film horror IT, tratto dall’omonimo libro del famigerato scrittore Stephen King, dove l’antagonista principale è un mostro muta-forma che si mostra principalmente come un clown ai bambini . In realtà la polizia scartò questa tesi, non soltanto perché non è mai stata avviata una campagna pubblicitaria dal cast di questo genere, ma anche perché questo fenomeno non sembra interessare il Maine, stato in cui nel libro si svolge l’intera vicenda di IT. Vi starete ora chiedendo: che cosa ha questo fenomeno di speciale? In fondo forse si tratta solo di una bravata di ragazzini, no? Ebbene non è proprio così. Uno degli aspetti più inquietanti della vicenda è che non è un fenomeno così moderno come le persone tendono a pensare, infatti negli Stati Uniti sono stati visti diversi clown nei boschi ben prima del 2016, addirittura nei secoli scorsi era già un fenomeno abbastanza noto e diffuso. Nel maggio del 1982, nella città di Boston, diversi bambini raccontarono di aver visto due pagliacci che offrivano dolci dentro un van nero. Le persone erano così spaventate che decisero di introdurre il coprifuoco in città. La polizia non riuscì mai a trovare gli inquietanti individui. Questo stesso fenomeno si è verificato poi nel 1988, 1991, 1992, 1994 e 2008. I registri della polizia raccontano descrizioni simili: individui vestiti da pagliacci assassini visti aggirarsi durante la notte e poi ci sarebbero gli omicidi! Nel 1990 a Wellington, in Florida, Marlen Warren aprì la porta di casa sua ad una persona vestita da clown che portava con sé dei fiori. Il soggetto dentro il mazzo di rose nascondeva una pistola e sparò alla vittima direttamente in testa. I testimoni poi dissero di aver visto una Chrysler LeBaron bianca sfrecciare dopo il colpo. L’omicidio non venne mai risolto. Sempre negli States, famoso è il caso del clown serial killer John Gacy, di cui abbiamo parlato in un precedente video, e che venne giustiziato nel 1994 sotto gli occhi dei familiari delle vittime. Nel 2015, nel cimitero di Rosehill, nella città di Chicago, si dice che si aggirasse un personaggio inquietante, era una persona vestita di giallo con una parrucca arcobaleno e fra le mani aveva dei fiori e dei palloncini. Egli si nascondeva dietro le siepi e le tombe e questo fatto spaventò a morte i cittadini locali.

In America, dunque, questo fenomeno è ben diffuso e si ripete in modo costante ed è proprio questo il fattore che più preoccupa le autorità, perché sono convinti che fra tutte le persone che si dedicano a fare questi scherzi, in realtà ci sia una piccola percentuale fortemente disturbata, dei veri e propri psicopatici e proprio nel 2016 come prova di tale tesi, un ragazzo di soli 16 anni, Christian Torres, nella città di Reading, Pennsylvania, è stato pugnalato a morte da uno di questi clown. Dopo un’indagine della polizia l’omicida è risultato essere M. Valentin-Bair, un sociopatico di 29 anni senza un futuro e probabilmente senza più libertà. Forse è proprio questa la cosa più spaventosa dell’intera faccenda, fra tutti i clown che escono nelle strade, ci sono veramente soggetti pronti a far del male e persino ad uccidere? Forse la riflessione più immediata e spaventosa di tutte è che: se non fossero vestite da clown sarebbero comunque persone pericolose solo che non potremmo mai accorgerci di tale pericolo, ma questa non è proprio la società in cui viviamo? Dove gli psicopatici e assassini si nascondono non dietro maschere spaventose, ma dietro sorrisi e cordiali saluti?

 
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Pubblicato da su 20 settembre 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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Clinton Road – La strada più terrificante d’America

Clinton Road – La strada più terrificante d’America

Partendo dalla Route 23, vicino a Newfoundland e percorrendo quindici chilometri fino al suo terminale settentrionale nella Upper Greenwood Lake area; la Clinton Road potrebbe sembrare un tratto di strada qualsiasi che attraversa la piccola cittadina di West Milford, nel New Jersey nella contea di Passaic. Tuttavia per gli appassionati del paranormale, questo tratto asfaltato è una delle strade più famose d’America, nota per essere un focolaio di attività paranormali, incontri inquietanti e fenomeni inspiegabili.

Una delle storie più interessanti che riguarda Clinton Road, ruota attorno a un pezzo di terra in cui una volta si ergeva un castello. Secondo i registri di West Milford, un certo Richard Cross costruì un castello nel 1905 e visse lì con la sua famiglia. L’intrigante edificio venne parzialmente distrutto da un incendio nel tardo ventesimo secolo e fu rimosso nel 1988. Tutto ciò che ora rimane sono solo le sue fondamenta e alcune rovine. Per anni prima della sua rimozione, il castello era tappa fissa per i più curiosi e ci furono diverse testimonianze di eventi inaspettati e strani che si sono verificati vicino l’edificio. Alcuni di questi eventi senza spiegazione sembravano minare direttamente la salute fisica e mentale delle persone, infatti molta gente, dopo essersi fermata a curiosare, fuggiva in preda a contusioni inspiegabili sui loro corpi oppure veniva colpita da vere e proprie crisi epilettiche. Tutte queste erano persone sane, senza alcun tipo di malattia che poteva ricondurre a quei sintomi… e se a tutto questo aggiungiamo che queste persone erano colpite da visioni inquietanti, questi strani episodi raggiungono quella barriera posta di certo ai confini della realtà. Cominciarono a girare storie sul fatto che il castello fosse infestato dalla famiglia Cross, poi a tutti questi racconti si aggiunge qualcosa di molto più malevolo. Scritti satanici vennero rinvenuti sulle pareti interne del castello in aree ritenute completamente inaccessibili. Ora la costruzione quasi completamente distrutta non si può ovviamente più visitare anche se esistono dei sentieri che portano direttamente alle sue fondamenta, ne esistono altri invece che portano a un sito anch’esso ricco di leggende. Secondo il folklore locale, una struttura in pietra dalla forma conica situata in prossimità di un serbatoio, appena fuori dalla Clinton Road, era una volta un sito dove i druidi eseguivano riti regolari. I druidi non erano altro che una classe sacerdotale al quale competeva l’adempimento di riti di culto comprendenti anche il sacrificio umano. Secondo la leggenda, qualsiasi intruso che osi visitare tale sito nel momento sbagliato, finirà per affrontare conseguenze orribili. Ufficialmente l’area recintata è elencata come una fonderia di acciaio utilizzata durante la guerra rivoluzionaria americana, ma questo non significa che la posizione, anche se probabilmente non la struttura, non sia stata utilizzata anche dai druidi in un più remoto passato.

Trovare un corpo sul lato della strada è di certo qualcosa di misterioso e terribile, ma quando l’autopsia rivela qualcosa di così’ sconcertante che riesce a scioccare i patologi, le cose si trasformano da terribili a qualcosa di peggio! Nel maggio del 1983, un ciclista, mentre stava percorrendo la Clinton Road, fu attirato da un avvoltoio impegnato a mangiare, appollaiato su qualcosa appena fuori il bordo della strada… mano a mano che si avvicinava all’animale, con raccapriccio scoprì che la cosa su cui l’avvoltoio era appollaiato era un corpo umano in stato di decomposizione. L’autopsia sul cadavere identificò qualcosa di veramente misterioso, dei cristalli di ghiaccio vicino al cuore e nei vasi sanguigni indicando che il corpo era stato congelato dopo la morte, a quel punto divenne evidente che l’uomo era stato vittima di qualcosa di terribile, vittima di un omicidio! L’inusuale natura di questo caso catturò l’attenzione dei federali e dopo anni di indagini, un membro della mafia Richard Kuklinski venne identificato come un sospetto e arrestato per l’omicidio nel 1986. Dopo essere stato messo sotto torchio, Kuklinski ammise di essere stato effettivamente lui l’artefice dell’omicidio e di essere responsabile di circa altri 200 casi simili. Come risultato, il mafioso si guadagnò il soprannome di “The Iceman” e con tutta l’attività paranormale riportata lungo Clinton Road, non sorprenderebbe scoprire che molte delle vittime di Kuklinski stiano ora infestando l’area in cui i loro corpi sono stati scaricati.

Se questi fatti vi sembrano già inquietanti, sono solo alcune delle strane storie che circondano Clinton Road, esistono infatti particolari punti di questa strada che sembrano più infestati di altri come la Dead Man’s Curve, traducibile come “La curva dell’uomo morto”, un ponte che secondo quanto riferito è la casa del fantasma di un ragazzo annegato nel fiume sottostante dopo essere caduto dal ponte. La leggenda dice che per trovare il fantasma che spesso frequenterebbe il ponte, bisogna lasciare un’offerta di un quarto di dollaro posta sulla linea gialla in mezzo alla strada a mezzanotte. Se questo procedimento viene fatto correttamente, apparirà lo spirito del ragazzo, ma attenzione… ci sono storie che molte altre persone sarebbero cadute da quel ponte, forse spinte da qualcuno… o da qualcosa… e a proposito di fantasmi, uno degli eventi insoliti più comunemente segnalati su Clinton Road è la comparsa improvvisa di camion fantasma o di altri veicoli di grosse dimensioni. I testimoni che affermano di aver vissuto tale esperienza, descrivono un grande camion nero ma, più spesso, il mezzo non viene nemmeno avvistato vedendo solamente dei fari accesi che galleggiano nell’oscurità per poi svanire nel nulla dopo aver inseguito gli automobilisti. A questo punto ci si chiede se quelle povere anime che in precedenza perirono su Clinton Road non stanno ora cercando di avvertire gli altri di allontanarsi dalla zona.

Dopo avvistamenti di fantasmi, strane luci e cadaveri… lungo quei quindici interminabili chilometri di Clinton Road, sono stati identificati anche strani animali e i cosiddetti criptidi, come l’hellhound, ossia cani diabolici facenti parte del folklore. Questi criptidi verrebbero avvistati soprattutto durante la notte provocando molto spesso paura e talvolta anche grossi incidenti, tuttavia ci sono dibattuti se queste creature siano veramente soprannaturali o semplicemente il risultato della chiusura di una riserva animale locale avvenuta 40 anni prima, in ogni caso la loro presenza rende Clinton Road molto pericolosa soprattutto nelle ore notturne, tuttavia secondo i fondatori della Weird NJ, una guida turistica con tutti i posti più misteriosi e strani del New Jersey, c’è molto più da temere sulla Clinton Road che di qualche apparizione di strani animali. Ci sono voci che un gruppo di indigeni cannibali vivano in quella zona in cerca di nuove vittime di cui nutrirsi. Secondo la leggenda, chiunque sosti lungo quella strada maledetta ed esca dal proprio veicolo, c’è la seria possibilità che venga assalito da questo gruppo per essere divorato. Anche se è difficile credere che a soli 90 minuti di strada dalla città di New York possa esistere una realtà del genere, si sono verificati effettivamente alcuni casi di sparizione lungo la Clinton Road… sono stati trovati veicoli senza i loro proprietari.

Etichettata come “La strada più spaventosa d’America”, Clinton Road è di certo estremamente suggestiva perché ogni persona che la visita avrà un’esperienza diversa, tuttavia tenendo conto del numero totale di rapporti paranormali e di altre stranezze, sembra giusto portare rispetto a Clinton Road perché non si sa mai cosa potresti trovare se ti troverai un giorno a doverla percorrere…

 
 

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Edward Mordrake – La strana malattia dietro la leggenda

Edward Mordrake – La strana malattia dietro la leggenda

Lo strano caso di Edward Mordrake viene considerato dalla storia della medicina come un caso tanto curioso quanto inquietante. Purtroppo però questa interessante storia è stata terribilmente condita da sensazionalismi, storie popolari e leggende. Ci sono veramente poche informazioni certe per garantirne ogni dettaglio e i dati che sono giunti fino a noi sono raramente affidabili, ma nonostante tutto, questa storia insieme alla condizione di questo personaggio teoricamente vissuto nell’ottocento, vale sicuramente la pena raccontarla perché, sebbene in proporzioni minori e con meno risonanza mediatica, questo stesso caso si è verificato più e più volte in epoca moderna. Edward Mordrake era un borghese inglese affetto da una condizione congenita chiamata diprosopia. La sua posizione aristocratica, la straordinaria situazione della malformazione e la morte dopo la sua drammatica testimonianza è stato un cocktail perfetto per creare la sua leggenda. Questa è la storia di Edward Mordrake, così come viene tramandata da tanti, tanti anni.

SECONDO LA LEGGENDA

Edward è nato nel XIX secolo in una data imprecisa. Presumibilmente era figlio della contessa di Darlington e Sir William Pitt Mordrake, ma Edward non ammise né rivendicò mai il suo vero titolo nobiliare. Le persone comuni che già di per se odiavano gli aristocratici, avevano trovato in Edward, nato con una malformazione fisica, una valvola di sfogo a tutte le proprie frustrazioni, infatti Edward veniva costantemente preso di mira… era odiato dal popolo perché aristocratico e preso in giro da tutti per la sua malformazione. Di lui si raccontavano storie, veniva ricordato come una specie di orco, un mostro deforme con due teste e una forza sovrumana, infatti la caratteristica della malattia con cui era nato Edward era quella di avere una seconda testa, posizionata sulla nuca. Non è ben chiaro fino a che punto questa testa fosse funzionale o cosciente, si dice che spesso si muovesse, forse per flessioni nervose involontarie che Edward aveva, ma tanto bastò per far sì che le persone inventassero altre storie. Si racconta infatti che la faccia posteriore fosse in grado di sorridere o di essere triste, a seconda del sentimento che in quel momento provava Edward Mordrake, la cosa particolare però è che la testa invece di riflettere i sentimenti provati da Edward, in realtà rappresentava tutto il contrario. Quando il povero Edward era felice, la sua faccia posteriore era molto triste, ma quando Edward era triste, la faccia sorrideva. Ovviamente la maggior parte delle volte per non dire quasi sempre, la testa sulla sua nuca era divertita e felice e soprattutto durante le notti si dice ripetesse tutte le frasi dette dalle malelingue durante il giorno, rendendo di fatto l’esistenza di Edward un inferno.

Il giovane aristocratico aveva chiesto più volte ai medici di estirpargli la deformità che lo rendeva bersaglio di mille dicerie,  ma ciò non si verificò mai e con solo ventitré primavere vissute, Edward decise di porre fine alle proprie sofferenze togliendosi la vita e si impiccò sul balcone di un appartamento che aveva affittato. Sulla sua carta di addio scrisse che non voleva essere sepolto con l’altra faccia, perché non voleva più sentirla sussurrare nell’oscurità e così finalmente trovare la pace. Questo gesto non fece altro che alimentare la sua storia e la sua macabra leggenda. Edward Mordrake l’uomo che aveva due facce. Questa storia è stata tramandata durante i secoli, ma la sua autenticità è tinta da sfumature di superstizione e leggende metropolitane, infatti secondo alcuni studi l’ideatore di questo personaggio sarebbe lo scrittore e poeta Charles Lotin Hildreth, il quale pubblicò un articolo sul Boston Sunday Post l’8 dicembre 1895 dove parlava di personaggi aventi diverse deformità, fra questi vi era presente appunto Mordrake. L’articolo fu un vero e proprio successo tanto che venne replicato su diversi altri giornali nei giorni successivi come il Parsons Daily Sun l’11 dicembre o il The Decatur Herald il 14.

L’articolo di Charles era intitolato “Le meraviglie della scienza moderna: alcuni mostri semi umani che si credeva fossero la progenie del diavolo”, nell’articolo vengono nominati degli essere mostruosi e, sempre stando alle parole di Charles, erano presi direttamente da vecchi rapporti scientifici della Royal Scientific Society. Fra questi personaggi c’erano “La donna pesce di Lincoln”, una donna che al posto delle gambe aveva la coda di un pesce, vi era anche un essere umano descritto come metà umano e metà granchio perché possedeva al posto delle mani e delle gambe delle chele enormi. Un altro personaggio dell’articolo era “Il ragno di Norfolk”, un ragno particolarmente grande che aveva sei zampe e una testa umana… e così via con altri personaggi fra cui anche Mordrake. Il caso di Mordrake in effetti è stato nominato in un libro di scienza scritto dagli americani George M. Gould e Walter L. Pyle. nel libro intitolato “Anomalie e curiosità della medicina”, in cui viene raccontata tutta la storia che vi abbiamo anzi illustrato. Per colpa di questo libro il caso di Mordrake è stato considerato completamente reale per diversi anni, salvo poi scoprire che il libro è stato pubblicato nell’ottobre del 1896, un anno dopo l’articolo di Charles Lotin. Inoltre nel libro venivano ripetute tutte le parole dell’articolo e secondo gli scrittori le fonti di tale storia erano di origini profane. Il mistero è stato svelato da diversi anni dunque, ma è davvero tutto inventato?

CASI REALI

Sebbene la storia di Edward Mordrake con molta probabilità sia inventata, di certo la patologia descritta non lo è, infatti nell’arco della storia si sono verificati casi simili. La diprosopia è una sindrome causata da un difetto genetico che comporta una rara malattia, ovvero la duplicazione di alcuni componenti della testa. Di solito sono alcune parti specifiche come gli occhi o il naso, però delle volte viene replicata l’intera testa. Purtroppo, i bambini con diprosopia di solito non sopravvivono più di pochi minuti o poche ore dopo la nascita per questioni puramente anatomiche, tuttavia ci sono alcuni casi straordinari come quello del messicano Pascual Piñón vissuto fra il XIX e il XX secolo. Pascual morì all’età di 40 anni e durate la sua esistenza divenne un artista circense operante principalmente nel Sells Floto Circus per via della sua peculiare situazione. Anche se molti sostengono che egli soffrisse della sindrome di gemelli congiunti, questa teoria non è mai stata confermata. Altri casi più moderni, ma meno fortunati, sono quelli di  Hope e Faith Howie, morte l’8 maggio 2014, dopo soli diciannove giorni di vita a causa della diprosopia. In effetti questa patologia spesso viene confusa con quella dei gemelli congiunti, ma hanno origini diverse dato che la diprosopia non è causata dalla mancata disgiunzione di due gemelli, ma è dovuta ad un malfunzionamento di una proteina denominata Sonic Hedgehog, che provoca una scorretta formazione delle ossa facciali e perciò replica diverse parti della testa. Fino ad oggi si contano solo una cinquantina di casi di duplicazione craniofacciale ufficialmente riconosciuti. Purtroppo i finanziamenti per scoprire le cause del malfunzionamento della proteina Sonic Hedgehog sono molto scarsi e non sono stati fatti molti progressi fino ad oggi.

Nel mondo ci sono ancora diverse persone con malattie ancor più rare e incredibili di quella di Edward. Questo caso, seppur inventato, ci da diversi spunti di riflessione. La terribile storia di Mordrake non deriva dalle malformazioni, quanto dalla crudeltà delle persone nel giudicare chi è stato semplicemente meno fortunato e questo si che è un fatto reale. D’altronde la società descritta da Charles Lotin era dell’800, una società fortemente dominata da valori retrogradi e ignoranti e da persone che non perdevano occasione quando si doveva attaccare chi era diverso sia fisicamente o mentalmente o semplicemente aveva altre credenze, sfociando spesso in episodi di violenza inaudita, ma il mondo è andato avanti e tutto ciò è stato superato, ora abbiamo una società decisamente migliore che non ha paura di ciò che ignora… vero?!

Con questo caso si è conclusa la stagione di Fuoco di Prometeo 2016/2017, grazie a tutti del sostegno e di contribuire alla nostra crescita! Torneremo dopo una breve pausa con più casi e più storie a settembre. Buone vacanze a tutti!

 
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Pubblicato da su 20 settembre 2017 in Personaggi sinistri

 

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Mutilazione umana – Il folle caso di Guarapiranga

Mutilazione umana – Il folle caso di Guarapiranga

Questo caso coinvolge la più inquietante morte mai vista di un solo essere umano. L’uomo in questione è stato vittima di una brutale e raccapricciante mutilazione, eppure la realtà è che ciò che è accaduto a quest’uomo è molto più inquietante e va ben oltre la brutalità. È stata una mutilazione sistematica e chiunque fosse stato, aveva un livello di precisione straordinario sapendo già dove e cosa togliere al povero malcapitato. Sul torso superiore c’erano come due fori di drenaggio perfettamente circolari e l’interno era stato minuziosamente asportato lasciando un grosso buco aperto. Un altro fatto molto strano riguardava il sangue, non ce n’era nessuna traccia, né fuori né dentro il corpo… A questo punto è chiaro che questa mutilazione è stata eseguita con velocità ed estrema precisione da qualcuno, e non dalla normale decomposizione ed proprio questo che rende il caso così inquietante.

1998. Il ricercatore brasiliano Zapata Garcia e il Dott. Rubens Goes rivelano al pubblico per la prima volta delle fotografie trapelate da un insider della polizia brasiliana… delle foto assolutamente scioccanti di un uomo orribilmente mutilato e trovato alla fine degli anni ‘80 nei pressi del bacino idrico di Guarapiranga, situato nella zona meridionale di São Paulo, in Brasile. La polizia locale diventa dunque il centro dell’attenzione con il fine di saperne di più riguardo questa atrocità e sorprendentemente il capo che si occupò delle indagini svela tutte le documentazioni sul caso. La polizia ammise che questo omicidio andava ben oltre ciò che le normali menti criminali avrebbero potuto mai concepire. Non fu trovato nessun segno di colluttazione o arma da fuoco e il rapporto dell’autopsia affermò: “Le regioni ascellari su entrambi i lati hanno mostrato piccoli punti da cui sono stati rimossi alcuni organi, sono state eseguite incisioni sul viso, sul torace interno, sull’addome, sulle gambe, sulle braccia e sul petto. Abbiamo potuto osservare la rimozione di entrambe le aree orbitali, lo svuotamento della cavità della bocca, della faringe, del collo e dell’area delle ascelle, dell’addome e della cavità pelvica. Il torace è ridotto a causa della rimozione degli organi. I muscoli sono stati estratti da dei fori collocati in posizioni strategiche i cui i bordi sono perfettamente uniformi, così come lo sono le dimensioni. Questo livello di precisione suggerisce che l’operazione sia stata fatta con estrema rapidità mediante l’uso di laser o fonti di calore”. Infine l’autopsia rivela un ultimo particolare raccapricciante, forse il più perturbante di tutti, ecco l’ultimo estratto: “Dopo aver aperto la cavità cranica ci siamo trovati davanti un risultato inatteso, un edema cerebrale che in un caso come questo indica una morte agonizzante”. L’autopsia ne concluse che la causa di morte fu un’emorragia acuta dovuta da numerosi traumi e un arresto cardio-respiratorio causato da dolore estremo. Avete capito bene… tutte quelle mutilazioni sono state fatte mentre la povera vittima era ancora viva!

Dopo che il caso venne reso di dominio pubblico, vennero rese tali anche le documentazioni e le fotografie che ora si possono tranquillamente trovare in rete, tuttavia alcuni articoli sono stati parzialmente oscurati per proteggere l’identità della vittima. State attenti però, le immagini che troverete non saranno affatto piacevoli… immagini che mostrano un corpo tumefatto, che mostrano quella che una volta era una persona la cui vita si è conclusa in preda a chissà quali dolori disumani. Data l’estrema brutalità, la polizia non si seppe spiegare chi mai avesse potuto fare una cosa simile, di certo qualcuno privo di qualsiasi sentimento, come se fosse stata una macchina o peggio, qualcuno che potrebbe aver visto il povero uomo semplicemente come una cavia da laboratorio… qualcuno non di questo pianeta! Nel 2015 sul nostro canale abbiamo parlato del CASO delle mutilazioni del bestiame, un misterioso fenomeno nel quale si riporta la morte del bestiame a seguito dell’esportazione di organi e sangue. Sebbene l’esatta meccanica di queste mutilazioni varierebbe da un caso all’altro, una caratteristica comune di questi incidenti è l’apparente precisione chirurgica delle esportazioni. Generalmente si può osservare l’animale completamente dissanguato con l’eliminazione precisa di occhi, mammelle, organi sessuali, labbra, lingua, orecchie e altri organi importanti come il cuore o il fegato. Spesso viene riportata anche la rimozione della pelle nella zona della mandibola e l’area sotto l’orecchio esponendo completamente l’osso, inoltre le ferite molto nitide di tipo chirurgiche sembrano essere state cauterizzate da un calore molto intenso e realizzate da strumenti di precisione, senza provocare alcun sanguinamento. Come avete potuto appena ascoltare, i tratti in comune con la mutilazione di Guarapiranga sono sorprendenti e forse non sono solo coincidenze…

Siamo di fronte ancora una volta a qualcosa di non umano che sta operando in segreto sul nostro pianeta? Se così fosse questa sarebbe una prova che ipotetici visitatori extraterrestri non sono così amichevoli! Ciò che più disturba tuttavia, è che gli ufologi brasiliani e la polizia hanno affermato che potrebbero esserci una dozzina o più di casi simili al cadavere scoperto nella riserva di Guarapiranga. Gli ufologi spiegano che data la quantità di foto e video in archivi pubblici, inclusi video controversi della NASA, è probabile che ci siano più alieni nel nostro sistema solare di quanto pensiamo. Phil Schneider, un ex geologo e ingegnere, ha affermato che i militari statunitensi e internazionali sono a conoscenza di un “Costante conflitto con esseri alieni provenienti sia dallo spazio esterno, che da sotto terra”. Siamo quindi di fronte a una vera e propria minaccia extraterrestre? Ovviamente stiamo spaziando nelle teorie cospirative più estreme ma la misteriosa morte di Phil Schneider, ritrovato esanime in casa sua il 17 gennaio 1996, fa intendere che forse sapeva qualcosa che non doveva sapere o peggio: divulgare! Il caso di Phil Schneider merita di certo ben altri approfondimenti che troveranno sicuramente spazio in un altro video.

Tornando al caso di Guarapiranga… ci sono stati dei precedenti simili? A quanto pare sì e riguarda un sergente americano, il sergente Jonathan P Lovette. A metà degli anni 50 era stato trasferito al poligono di prova di missili di White Sand e un giorno il suo corpo venne ritrovato nudo e orrendamente mutilato in mezzo al deserto. Tre giorni prima un maggiore della United States Air Force sarebbe stato testimone di un fatto incredibile, il rapimento di Lovette da parte di un oggetto a forma di disco. I genitali di Lovette erano stati rimossi così come il suo retto esportato con la solita precisione chirurgica. Entrambe le cavità oculari erano prive degli occhi in una maniera del tutto simile alle incisioni fatte sulla vittima di Guarapiranga. Inoltre la lingua era stata rimossa dalla parte inferiore della mascella. Il rapporto autoptico confermò anche la completa assenza di sangue, completamente drenato dal cadavere dello sfortunato sergente.

Sembrerebbe che questi casi di orribile mutilazione umana non siano gli unici, ce ne sarebbero altri avvenuti in svariate parti del globo, alcuni pensano che addirittura l’incidente del passo Dyatlov, di cui abbiamo già approfondito gli aspetti più macabri in uno dei nostri video, possa essere un caso della categoria delle mutilazioni umane messe in atto da una qualche intelligenza superiore, o alieni o qualche organizzazione segreta umana senza il minimo scrupolo con chissà quale fine e chissà quali mezzi a disposizione, dato che non si conoscono macchinari per effettuare quelle esportazioni così precise. Qualsiasi sia la natura, queste mutilazioni non sono una leggenda, purtroppo sono fatti di cronaca e chissà se un giorno si scoprirà chi causa queste terribili azioni… di certo quel giorno saremo davanti a un vero e proprio mostro.

 
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Pubblicato da su 17 luglio 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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Combustione Spontanea – Uno spaventoso fenomeno fisico senza spiegazione

Combustione Spontanea – Uno spaventoso fenomeno fisico senza spiegazione

Tra tutte le morti possibili che potrebbero capitare a una persona, forse la più strana e anche la più terribile è quella di “bruciare” inaspettatamente senza alcuna causa apparente. Essere divorati dalle fiamme fino a diventare un cumulo di cenere e carbone in pochi minuti non è solo un incubo ma è un’eventualità che può capitare a tutti e le possibilità non sono così remote quanto si pensi. In passato si sono registrati diversi casi eclatanti e spesso per la cultura dell’epoca venivano viste con superstizione e per secoli si è pensato che fosse una specie di punizione divina. Questo fenomeno era purtroppo molto popolare nei secoli XVIII e XIX e fra i tanti personaggi illustri che si sono dedicati allo studio di questo fenomeno, troviamo il famoso romanziere inglese Charles Dickens il quale si sentiva fortemente attratto dalla combustione spontanea. Dickens, infatti, aveva esaminato i casi di combustione umana spontanea con nutrito interesse e conosceva la maggior parte ei primi casi descrivendo alcune di queste strane morti nei suoi romanzi causando notevole scalpore fra i lettori. Per esempio nel romanzo “Casa Desolata”, pubblicato nel 1853, raccontò la morte di un sinistro personaggio di nome Krook.  Altri scrittori e illustri colti dell’epoca che si dedicarono allo studio dell’SHC, acronimo di “Spontaneous Human Combustion”, furono Thomas de Quincey, Herman Melville, Emile Zola e molti altri. Pensate che uno dei casi più studiati della storia è avvenuto in italia, nel 1731 a Cesena. La strana morte di Cornelia Zangari,- vedova Bandi, contessa e donna di rilevanza dell’epoca, fece così tanto clamore in Italia e all’estero che l’evento misterioso divenne in breve tempo molto celebre tra gli studiosi come uno dei primi esempi confutabili di questo bizzarro fenomeno.

I racconti dell’epoca narrano che la contessa, una notte di marzo del 1731, era andata a letto dopo una cena abbondante e si era addormentata dopo diverse ore perché aveva trascorso tanto tempo a parlare con la sua cameriera. Il mattino seguente la stessa cameriera fece una scoperta orribile: dopo aver aperto la porta scoprì che la contessa era morta a causa di una strana combustione, quello che rimase di lei si trovava vicino al caminetto, ovvero, le due gambe della nobildonna intatte e la sua testa con il cervello e metà del cranio ridotto in cenere e polvere. Nelle immediate vicinanze sono state trovate anche tre dita di una mano annerite dal fumo mentre il resto del corpo era ridotto ad un mucchietto di cenere.  Le cronache dell’epoca tendono anche a sottolineare che la contessa, che era poco più di una sessantenne, era una persona a cui piaceva  bere qualche bicchierino di troppo e spesso si bagnava con acquavite canforata. Forse la caratteristica più comune dell’SHC è la gran velocità con cui si verifica. Molte delle vittime infatti vengono viste vive e coinvolte in episodi di vita quotidiana anche pochi istanti prima di una morte così inspiegabile. Per esempio, parlando sempre di casi italiani, un chirurgo di nome Giuseppe Battaglia descrisse la morte di Don Giuseppe Maria Bertoli, originario della città di Filetto, nel 1789. Una sera mentre recitava l’uffizio il prete si sentì invadere da una vibrazione che si estese a tutto il corpo. Dopo pochi istanti parte del suo corpo venne avvolto da una fiamma leggera, ma che non riusciva a spegnere in nessun modo. Incredulo ma ancora cosciente, iniziò a urlare in cerca di soccorso. I familiari che si trovavano in casa quella sera, accorsero da lui immediatamente e lo aiutarono a spegnere questo strano incendio. Purtroppo però le ferite causate dalle bruciature erano così profonde che avevano danneggiato in modo irrimediabile gli organi interni , così in mezzo alle convulsioni e ai conati di vomito, don Giuseppe Bertoli trascorse i suoi ultimi istanti di vita, mentre i familiari non riuscivano a spiegare la ragione di tale fenomeno.

Le diverse storie tramandate durante i secoli tendono a sottolineare che molti dei casi di combustione spontanea hanno alcune caratteristiche accomunabili. Per esempio, nella maggior parte dei casi, si trattava di donne di una certa età o comunque soggetti che tendevano ad abusare di sostanze alcoliche. Inoltre, sebbene le fiamme consumino in fretta i malcapitati, in moltissimi casi, il corpo rimane quasi intatto; di solito sono le estremità che per qualche ragione non vengono consumate dalle fiamme. Gli oggetti vicino alle vittime non sembrano particolarmente coinvolti nel processo di combustione e infine i resti umani sono descritti come fetidi e unti. La scienza a riguardo è sempre stata molto scettica per diverse ragioni, innanzitutto perché in circostanze normali è molto difficile bruciare un corpo umano, infatti normalmente durante i più comuni incendi causati da fattori esterni, difficilmente le fiamme riescono a consumare totalmente le persone fino a ridurle in cenere come invece accade con i casi di combustione spontanea. Tutti gli esperti dicono che la riduzione di un corpo umano a un mucchio di cenere carbonizzata richiede tantissimo calore e se fosse causato solo dalle fiamme comuni richiederebbe diverse ore per questo processo. Il dottor Wilton M. Krogman, antropologo forense che lavora presso la scuola di medicina dell’Università della Pennsylvania, è uno dei massimi esperti al mondo sugli effetti del fuoco sul corpo umano e attraverso diversi esperimenti, utilizzando tutti i tipi di agenti possibili come gasolio, benzina legno e così via, bruciò diversi cadaveri. Servendosi anche dei più moderni crematori per il suo scopo egli riuscì a dimostrare che per consumare un corpo umano completamente, fino a ridurlo in cenere, ci vorrebbero oltre 1650°C. Pensate che un forno crematorio, la cui temperatura raggiunge i 1000°C, non riesce completamente a distruggere le ossa anche dopo otto ore ininterrotte di combustione.

Gli esperti di questo fenomeno spesso si sono chiesti per quale motivo siano veramente poche le vittime che riescono ad urlare e chiedere aiuto, mentre la maggior parte di costoro non sembrerebbero nemmeno lottare, anzi, sembrerebbero paralizzarsi durante tale fenomeno. In particolare queste domande sono state rivolte proprio ad alcune delle vittime che sono riuscite a scampare alla combustione spontanea. Per esempio Jack Angel, originario di Savannah, Georgia, nel 1974 si trovò ad affrontare un fenomeno a dir poco bizzarro e quasi unico. Il signor Angel era un venditore porta a porta e data la sua professione spesso doveva spostarsi in camper fra i vari stati, ma il 12 novembre 1974, quella che sembrava una notte qualsiasi, rimarrà per sempre nella sua memoria. Jack quella notte si addormentò nel suo camper in un parcheggio di un motel e per qualche ragione ancora da chiarire egli dormì per quattro giorni consecutivi. La sorpresa più grande, o meglio, il dispiacere più grande per Jack però fu al suo risveglio. Quando aprì gli occhi vide che la sua pelle era ricoperta da ustioni, c’erano bruciature che gli ricoprivano le braccia e anche il petto… Guardandosi attorno Jack non trovò alcuna prova di nessun incendio, nulla nella casa mobile era bruciato e persino i vestiti che indossava sembravano in ordine. Spaventato a morte e sotto shock cerco aiutò e poi svenne, al suo risveglio i medici dell’ospedale in cui era ricoverano gli fecero molte domande riguardanti le sue strane bruciature, domande alle quali egli non seppe rispondere. Non sapeva come era successo e perché non era riuscito a svegliarsi, non provava nemmeno dolore se non diverse ore dopo aver ripreso conoscenza. Ad ogni modo le bruciature erano così gravi, soprattutto quelle sul braccio sinistro che dovettero amputarglielo. Anni dopo Jack sottoposto anche ad un ipnosi regressiva non riuscì a ricordare nulla riguardo il motivo della sua strana paralisi e sulle sue bruciature.

Per finire, quando si parla di combustione spontanea non si può non parlare di questo caso, dato che è probabilmente non solo il più famoso di tutta la storia, ma anche quello più importante per il magnitudo raggiunto all’epoca dei fatti, quanto per le autorità coinvolte nello studio di esso. Il primo luglio del 1951 i resti della signora Mary Reeser, vedova di 57 anni, vennero trovati nel suo appartamento di ST. Petersburg, Florida. Come negli altri casi, non furono trovate fonti esterne che avrebbero potuto dar fuoco alla donna fino a ridurla in quello stato. Inoltre è stato condotto un attento esame di tutte le possibili cause di tale incendio  e secondo i rapporti della polizia la donna venne vista per l’ultima volta circa dodici ore prima mentre indossava una vestaglia di tessuto sintetico, probabilmente si era addormentata sulla sua poltrona quella notte. I vicini il giorno seguente sentirono un odore molto forte di fumo che fuoriusciva dall’abitazione della donna, così chiamarono le autorità, quindi i vigili del fuoco abbatterono la porta e furono testimoni di tale orrore. Quando il vice comandante dei pompieri O. Griffith iniziò l’ispezione del locale, non credette ai suoi occhi. In mezzo al pavimento era chiaramente visibile un’area carbonizzata di circa un metro e mezzo, all’interno della quale trovò i resti di un corpo umano fuse con alcune molle annerite della poltrona. I dettagli del rapporto descritto dai pompieri e dai medici forensi dichiarano che tali resti consistevano in un fegato carbonizzato ancora attaccato ad un pezzo di spina dorsale, un teschio rattrappito, che per il calore si era ridotto alle dimensioni di una palla da baseball, un piede che calzava ancora una pantofola e un mucchio di cenere. Quando il coroner Edward T. Silk arrivò per esaminare il corpo ed eseguire la perizia dell’appartamento, sebbene profondamente confuso, decise che la morte era stata accidentale e autorizzò la rimozione dei resti, che furono portati all’ospedale locale.

Le successive indagini, che coinvolsero la polizia, i pompieri e gli esperti in incendi dolosi, sembravano non essere in grado di spiegare i fatti accaduti soprattutto considerando l’enorme calore necessario per riuscire ad incenerire il corpo della signora Mary. I mobili, escludendo la poltrona sulla quale la signora sedeva e il tavolino accanto a essa, non erano stati danneggiati, ma l’appartamento mostrava alcuni segni particolari e inquietanti, infatti, il soffitto, le tende e le pareti a partire da un punto esatto,  erano coperte da una sorta di fuliggine oleosa. La polizia capì che si trattava di qualcosa di più complesso di un semplice incendio, così vennero coinvolti anche i federali. Test, fotografie, analisi e più di mille pagine di documentazione, fanno di questo il caso di combustione spontanea più documentato in assoluto, ma malgrado gli sforzi dell’FBI, dei pompieri, degli esperti di incendi e dei patologi, un anno dopo l’incidente il detective Cass Burgess della polizia di St. Petersburg dovette ammettere: “Le nostre indagini non hanno trovato niente che possa provare, al di là di ogni dubbio, cosa successe alla signora Mary Reeser. Il caso è ancora aperto, ma siamo ancora lontani dallo stabilire qualsiasi causa logica per questa morte”. La comunità scientifica bastona costantemente la teoria della combustione spontanea dichiarando che non c’è alcun bisogno di inventare bizzarre reazioni chimiche o attività paranormali per spiegare tale fenomeno, ad ogni modo un intero video non basta per parlare di tutti i casi che si sono verificati e di tutte le prove a sostegno o contro… di certo quello che è sicuramente confutabile, sono le fotografie orribili che testimoniano la ferocia di questo bizzarro, incredibile e ancora oggi misterioso fenomeno….

Come ultimo dato è che la stragrande maggioranza delle vittime è stata colpite da questo bizzarro fenomeno durante la notte, proprio mentre dormivano… strano vero? Se state guardando questo video prima di dormire… Vi auguriamo una buonanotte.

 
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Pubblicato da su 12 luglio 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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Plum Island – L’isola dei mostri

Plum Island – L’isola dei mostri

Nelle scure acque che circondano Long Island, esiste un luogo attorniato da un alone di mistero conosciuto come Plum Island. A circa quindici chilometri a sud dalla costa del Connecticut, questo piccolo pezzo di terra è stato a lungo al centro di storie controverse che vedono come protagoniste ricerche top-secret su armi batteriologiche. Ufficialmente l’isola ospita il Plum Island Animal Disease Center of New York con il fine di condurre ricerche sugli agenti patogeni animali così da poter elaborare terapie efficaci, tuttavia alcuni ricercatori stanno cominciando a scoprire nuovi sorprendenti fatti su questo posto che forse nasconde qualcosa di ben più profondo e inquietante. Degli insider ed ex-dipendenti si sono fatti avanti per raccontare storie scioccanti: dalle violazioni di sicurezza nei laboratori batteriologici, alle malattie sfuggite di mano e alle potenziali epidemie di massa. Che sia questa la vera e sconvolgente storia di Plum Island che il governo statunitense sta cercando di tenere all’oscuro?

Le origini di Plum Island giacciono sotto fitti strati di segretezza. Recenti indagini hanno rivelato il fatto che negli anni ‘50 il laboratorio che sorgeva sull’isola era gestito da uno scienziato tedesco di nome Erich Traub, emigrato in America dopo la fine della seconda guerra mondiale. Traub, quando operava nel Terzo Reich, era specializzato nella ricerca di virus e vaccini e venne reclutato dagli americani con il fine di evitare che le sue conoscenze finissero nelle mani dell’Unione Sovietica. Lui e altri numerosi scienziati tedeschi vennero reclutati dal Governo Americano e questo fu nient’altro che un progetto noto con il nome di Operation Paperclip. L’allora presidente Truman approvò tale progetto a patto che gli scienziati non fossero stati membri del partito nazista. In molti casi però il servizio creato appositamente per gestire l’operazione, modificò i curriculum degli scienziati per permetterne il reclutamento. Le nuove identità degli scienziati venivano allegate ai fascicoli con delle graffette, da cui il nome dell’operazione. Traub si era specializzato in insetti che trasportano malattie, in particolare la zecca. Questi insetti sono spesso portati in alto dagli uccelli e possono quindi diffondersi molto rapidamente, inoltre sono geneticamente molto simili alle zanzare e possono infettare qualsiasi animale con cui entrano in contatto. Moltiplicando questo per milioni di zecche e zanzare, questi insetti diventano in tutto e per tutto un esercito perfetto per uno sterminio di massa.

Nel corso degli anni, Traub sperimentò regolarmente l’iniezione di agenti patogeni negli insetti e queste ricerche vennero anche autorizzate nel 1952 dal Joint Chiefs of Staff, l’organo che riunisce i capi di stato maggiore di ciascun ramo delle forze armate statunitensi. Tutti i documenti vennero semplicemente etichettati come “Ricerca sulle zecche” ma c’è chi parla di test per guerre batteriologiche su scala globale con tanto di risultati forniti direttamente al segretario della difesa. A metà degli anni ‘70, una misteriosa malattia scoppiò nella zona intorno alla cittadina di Lyme, nel Connecticut. Questa sindrome gravemente debilitante è stata rinominata in Malattia di Lyme e si manifestò con un misterioso aumento dei casi di artrite, soprattutto infantile. Inizialmente i medici furono sconcertati perché la malattia era raggruppata esclusivamente intorno a Lyme. Oggi diverse autorità mediche si domandano se la malattia non sia in parte psicosomatica, ma il numero delle vittime sembra non confermare questa ipotesi. Un’altra domanda ben più inquietante è se per caso Plum Island centri qualcosa visto che si trova veramente a pochi chilometri dalla cittadina di Lyme. Questo inquietante collegamento forse è confermato da un fatto sconcertante: quando la malattia iniziò a diffondersi, le ricerche si intensificarono e si scoprì che l’origine fu il batterio Borrelia Burgdorferi trasportato esclusivamente dalla zecca. Incredibilmente si trovarono tracce di questo batterio in campioni di insetti conservati in un laboratorio su Shelter Island, a pochi chilometri da Plum Island, tutti datati tra gli anni ‘40 e ‘50, proprio il periodo in cui Erich Traub stava infettando le zecche.

Molti anni dopo Karl Grossman, un giornalista televisivo locale, investigò personalmente sulla causa di questa epidemia e scoprì che più di 140 specie di uccelli frequentavano e nidificavano su Plum Island. Il sospetto allora ricadde su un particolare edificio dell’isola, l’edificio 257, una misteriosa e presumibilmente super-sicura costruzione. Un operaio di manutenzione sull’isola chiamato James McKoy ripetutamente si lamentava di una sicurezza scadente in questo edificio e raccontò una notizia scioccante: “Un freddo giorno di dicembre del 2002 la potenza dei generatori nei laboratori dell’edificio venne meno e i generatori di emergenza non furono in grado di reggere il carico. Per quattro ore i lavoratori hanno cercato di sigillare le porte dell’edificio 257 con un nastro adesivo che purtroppo non è in grado di arginare particelle microscopiche”. Sei anni dopo l’incidente, il 12 luglio 2008, sulla spiaggia di Ditch Plains, vicino al quartiere degli affari di Montauk, New York, viene rinvenuta una creatura mostruosa. Le immagini del corpo esanime balzano in poco tempo nelle principali reti mediatiche statunitensi e d’oltremare, nonché anche in rete e non passò molto tempo prima che venne soprannominato in Montauk Monster. La creatura, un quadrupede dalle dimensioni incerte, era morta quando fu scoperta e qualcuno indicò subito Plum Island come luogo di provenienza a causa delle correnti e della vicinanza alla terraferma. La paleozoologa Darren Naish studiò la fotografia e ne concluse che dalla dentatura visibile e dalle zampe anteriori, la creatura potrebbe essere stata un procione. Questo fu anche il parere di altri studiosi anche se molti sostengono che è impossibile esserne così sicuri data l’assenza di buona parte della mascella superiore, affermando che la bocca assomigli più a un becco portando a credere che quella creatura fosse una sorta di mostro ibrido, ma non mancò chi liquidò il tutto come una clamorosa bufala. Intanto però, le voci che quella carcassa provenisse da Plum Island si facevano sempre più insistenti e sembravano confermare le misteriose storie che giravano sull’isola.

Un altro fatto curioso è che sempre nel luglio del 2008 Aafia Siddiqui, una neuroscienziata sospettata di essere un membro di Al-Qaeda, venne arrestata in Afghanistan mentre portava con sé una borsa con delle note scritte a mano che si riferivano a un “Incidente casuale di massa” e tra le varie località elencate c’era proprio il laboratorio di Plum Island. Nel febbraio del 2010 è stata condannata per aver tentato di uccidere con un’arma mortale degli agenti dell’FBI che stavano cercando di interrogarla, ma il 2010 fu anche l’anno di un altro agghiacciante ritrovamento. Sulla spiaggia di Plum Island venne rinvenuto un corpo umano in avanzato stato di decomposizione, l’uomo presentava diverse malformazioni in tutto il corpo, tra cui delle dita estremamente lunghe. A questo punto viene naturale porsi una domanda: gli animali sono state le uniche cavie degli esperimenti batteriologici segreti americani o sono stati contagiati anche degli esseri umani?

Per la natura di simili ricerche l’accesso al centro di ricerche e a tutta l’isola è stato a lungo proibito e solo nel 1992 l’isola è stata aperta ai media e alle macabre teorie che circondano Plum Island, se ne sono aggiunte altre che vanno ben oltre il razionale! Sono ben note le ipotesi che vedono coinvolti gli scienziati del Terzo Reich nella costruzione di dispositivi bellici sulla base di U.F.O. catturati o grazie a contatti con extraterrestri. Soprattutto negli anni ‘60 del XX secolo, quando Plum Island e Camp Hero erano al culmine delle loro sinistre sperimentazioni, sono numerosi i rapporti di incontri ravvicinati con esseri alieni dalle sembianze umane. Curiosamente oggi Long Island ospita un impianto H.A.A.R.P. solo a pochi chilometri di distanza da Plum Island e sono stati molto frequenti avvistamenti di grosse sfere volanti in quei luoghi. C’è per caso un filo conduttore che lega tutto? Probabilmente non lo sapremo mai…

 

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