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Archivio mensile:luglio 2017

Mutilazione umana – Il folle caso di Guarapiranga

Mutilazione umana – Il folle caso di Guarapiranga

Questo caso coinvolge la più inquietante morte mai vista di un solo essere umano. L’uomo in questione è stato vittima di una brutale e raccapricciante mutilazione, eppure la realtà è che ciò che è accaduto a quest’uomo è molto più inquietante e va ben oltre la brutalità. È stata una mutilazione sistematica e chiunque fosse stato, aveva un livello di precisione straordinario sapendo già dove e cosa togliere al povero malcapitato. Sul torso superiore c’erano come due fori di drenaggio perfettamente circolari e l’interno era stato minuziosamente asportato lasciando un grosso buco aperto. Un altro fatto molto strano riguardava il sangue, non ce n’era nessuna traccia, né fuori né dentro il corpo… A questo punto è chiaro che questa mutilazione è stata eseguita con velocità ed estrema precisione da qualcuno, e non dalla normale decomposizione ed proprio questo che rende il caso così inquietante.

1998. Il ricercatore brasiliano Zapata Garcia e il Dott. Rubens Goes rivelano al pubblico per la prima volta delle fotografie trapelate da un insider della polizia brasiliana… delle foto assolutamente scioccanti di un uomo orribilmente mutilato e trovato alla fine degli anni ‘80 nei pressi del bacino idrico di Guarapiranga, situato nella zona meridionale di São Paulo, in Brasile. La polizia locale diventa dunque il centro dell’attenzione con il fine di saperne di più riguardo questa atrocità e sorprendentemente il capo che si occupò delle indagini svela tutte le documentazioni sul caso. La polizia ammise che questo omicidio andava ben oltre ciò che le normali menti criminali avrebbero potuto mai concepire. Non fu trovato nessun segno di colluttazione o arma da fuoco e il rapporto dell’autopsia affermò: “Le regioni ascellari su entrambi i lati hanno mostrato piccoli punti da cui sono stati rimossi alcuni organi, sono state eseguite incisioni sul viso, sul torace interno, sull’addome, sulle gambe, sulle braccia e sul petto. Abbiamo potuto osservare la rimozione di entrambe le aree orbitali, lo svuotamento della cavità della bocca, della faringe, del collo e dell’area delle ascelle, dell’addome e della cavità pelvica. Il torace è ridotto a causa della rimozione degli organi. I muscoli sono stati estratti da dei fori collocati in posizioni strategiche i cui i bordi sono perfettamente uniformi, così come lo sono le dimensioni. Questo livello di precisione suggerisce che l’operazione sia stata fatta con estrema rapidità mediante l’uso di laser o fonti di calore”. Infine l’autopsia rivela un ultimo particolare raccapricciante, forse il più perturbante di tutti, ecco l’ultimo estratto: “Dopo aver aperto la cavità cranica ci siamo trovati davanti un risultato inatteso, un edema cerebrale che in un caso come questo indica una morte agonizzante”. L’autopsia ne concluse che la causa di morte fu un’emorragia acuta dovuta da numerosi traumi e un arresto cardio-respiratorio causato da dolore estremo. Avete capito bene… tutte quelle mutilazioni sono state fatte mentre la povera vittima era ancora viva!

Dopo che il caso venne reso di dominio pubblico, vennero rese tali anche le documentazioni e le fotografie che ora si possono tranquillamente trovare in rete, tuttavia alcuni articoli sono stati parzialmente oscurati per proteggere l’identità della vittima. State attenti però, le immagini che troverete non saranno affatto piacevoli… immagini che mostrano un corpo tumefatto, che mostrano quella che una volta era una persona la cui vita si è conclusa in preda a chissà quali dolori disumani. Data l’estrema brutalità, la polizia non si seppe spiegare chi mai avesse potuto fare una cosa simile, di certo qualcuno privo di qualsiasi sentimento, come se fosse stata una macchina o peggio, qualcuno che potrebbe aver visto il povero uomo semplicemente come una cavia da laboratorio… qualcuno non di questo pianeta! Nel 2015 sul nostro canale abbiamo parlato del CASO delle mutilazioni del bestiame, un misterioso fenomeno nel quale si riporta la morte del bestiame a seguito dell’esportazione di organi e sangue. Sebbene l’esatta meccanica di queste mutilazioni varierebbe da un caso all’altro, una caratteristica comune di questi incidenti è l’apparente precisione chirurgica delle esportazioni. Generalmente si può osservare l’animale completamente dissanguato con l’eliminazione precisa di occhi, mammelle, organi sessuali, labbra, lingua, orecchie e altri organi importanti come il cuore o il fegato. Spesso viene riportata anche la rimozione della pelle nella zona della mandibola e l’area sotto l’orecchio esponendo completamente l’osso, inoltre le ferite molto nitide di tipo chirurgiche sembrano essere state cauterizzate da un calore molto intenso e realizzate da strumenti di precisione, senza provocare alcun sanguinamento. Come avete potuto appena ascoltare, i tratti in comune con la mutilazione di Guarapiranga sono sorprendenti e forse non sono solo coincidenze…

Siamo di fronte ancora una volta a qualcosa di non umano che sta operando in segreto sul nostro pianeta? Se così fosse questa sarebbe una prova che ipotetici visitatori extraterrestri non sono così amichevoli! Ciò che più disturba tuttavia, è che gli ufologi brasiliani e la polizia hanno affermato che potrebbero esserci una dozzina o più di casi simili al cadavere scoperto nella riserva di Guarapiranga. Gli ufologi spiegano che data la quantità di foto e video in archivi pubblici, inclusi video controversi della NASA, è probabile che ci siano più alieni nel nostro sistema solare di quanto pensiamo. Phil Schneider, un ex geologo e ingegnere, ha affermato che i militari statunitensi e internazionali sono a conoscenza di un “Costante conflitto con esseri alieni provenienti sia dallo spazio esterno, che da sotto terra”. Siamo quindi di fronte a una vera e propria minaccia extraterrestre? Ovviamente stiamo spaziando nelle teorie cospirative più estreme ma la misteriosa morte di Phil Schneider, ritrovato esanime in casa sua il 17 gennaio 1996, fa intendere che forse sapeva qualcosa che non doveva sapere o peggio: divulgare! Il caso di Phil Schneider merita di certo ben altri approfondimenti che troveranno sicuramente spazio in un altro video.

Tornando al caso di Guarapiranga… ci sono stati dei precedenti simili? A quanto pare sì e riguarda un sergente americano, il sergente Jonathan P Lovette. A metà degli anni 50 era stato trasferito al poligono di prova di missili di White Sand e un giorno il suo corpo venne ritrovato nudo e orrendamente mutilato in mezzo al deserto. Tre giorni prima un maggiore della United States Air Force sarebbe stato testimone di un fatto incredibile, il rapimento di Lovette da parte di un oggetto a forma di disco. I genitali di Lovette erano stati rimossi così come il suo retto esportato con la solita precisione chirurgica. Entrambe le cavità oculari erano prive degli occhi in una maniera del tutto simile alle incisioni fatte sulla vittima di Guarapiranga. Inoltre la lingua era stata rimossa dalla parte inferiore della mascella. Il rapporto autoptico confermò anche la completa assenza di sangue, completamente drenato dal cadavere dello sfortunato sergente.

Sembrerebbe che questi casi di orribile mutilazione umana non siano gli unici, ce ne sarebbero altri avvenuti in svariate parti del globo, alcuni pensano che addirittura l’incidente del passo Dyatlov, di cui abbiamo già approfondito gli aspetti più macabri in uno dei nostri video, possa essere un caso della categoria delle mutilazioni umane messe in atto da una qualche intelligenza superiore, o alieni o qualche organizzazione segreta umana senza il minimo scrupolo con chissà quale fine e chissà quali mezzi a disposizione, dato che non si conoscono macchinari per effettuare quelle esportazioni così precise. Qualsiasi sia la natura, queste mutilazioni non sono una leggenda, purtroppo sono fatti di cronaca e chissà se un giorno si scoprirà chi causa queste terribili azioni… di certo quel giorno saremo davanti a un vero e proprio mostro.

 
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Pubblicato da su 17 luglio 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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Combustione Spontanea – Uno spaventoso fenomeno fisico senza spiegazione

Combustione Spontanea – Uno spaventoso fenomeno fisico senza spiegazione

Tra tutte le morti possibili che potrebbero capitare a una persona, forse la più strana e anche la più terribile è quella di “bruciare” inaspettatamente senza alcuna causa apparente. Essere divorati dalle fiamme fino a diventare un cumulo di cenere e carbone in pochi minuti non è solo un incubo ma è un’eventualità che può capitare a tutti e le possibilità non sono così remote quanto si pensi. In passato si sono registrati diversi casi eclatanti e spesso per la cultura dell’epoca venivano viste con superstizione e per secoli si è pensato che fosse una specie di punizione divina. Questo fenomeno era purtroppo molto popolare nei secoli XVIII e XIX e fra i tanti personaggi illustri che si sono dedicati allo studio di questo fenomeno, troviamo il famoso romanziere inglese Charles Dickens il quale si sentiva fortemente attratto dalla combustione spontanea. Dickens, infatti, aveva esaminato i casi di combustione umana spontanea con nutrito interesse e conosceva la maggior parte ei primi casi descrivendo alcune di queste strane morti nei suoi romanzi causando notevole scalpore fra i lettori. Per esempio nel romanzo “Casa Desolata”, pubblicato nel 1853, raccontò la morte di un sinistro personaggio di nome Krook.  Altri scrittori e illustri colti dell’epoca che si dedicarono allo studio dell’SHC, acronimo di “Spontaneous Human Combustion”, furono Thomas de Quincey, Herman Melville, Emile Zola e molti altri. Pensate che uno dei casi più studiati della storia è avvenuto in italia, nel 1731 a Cesena. La strana morte di Cornelia Zangari,- vedova Bandi, contessa e donna di rilevanza dell’epoca, fece così tanto clamore in Italia e all’estero che l’evento misterioso divenne in breve tempo molto celebre tra gli studiosi come uno dei primi esempi confutabili di questo bizzarro fenomeno.

I racconti dell’epoca narrano che la contessa, una notte di marzo del 1731, era andata a letto dopo una cena abbondante e si era addormentata dopo diverse ore perché aveva trascorso tanto tempo a parlare con la sua cameriera. Il mattino seguente la stessa cameriera fece una scoperta orribile: dopo aver aperto la porta scoprì che la contessa era morta a causa di una strana combustione, quello che rimase di lei si trovava vicino al caminetto, ovvero, le due gambe della nobildonna intatte e la sua testa con il cervello e metà del cranio ridotto in cenere e polvere. Nelle immediate vicinanze sono state trovate anche tre dita di una mano annerite dal fumo mentre il resto del corpo era ridotto ad un mucchietto di cenere.  Le cronache dell’epoca tendono anche a sottolineare che la contessa, che era poco più di una sessantenne, era una persona a cui piaceva  bere qualche bicchierino di troppo e spesso si bagnava con acquavite canforata. Forse la caratteristica più comune dell’SHC è la gran velocità con cui si verifica. Molte delle vittime infatti vengono viste vive e coinvolte in episodi di vita quotidiana anche pochi istanti prima di una morte così inspiegabile. Per esempio, parlando sempre di casi italiani, un chirurgo di nome Giuseppe Battaglia descrisse la morte di Don Giuseppe Maria Bertoli, originario della città di Filetto, nel 1789. Una sera mentre recitava l’uffizio il prete si sentì invadere da una vibrazione che si estese a tutto il corpo. Dopo pochi istanti parte del suo corpo venne avvolto da una fiamma leggera, ma che non riusciva a spegnere in nessun modo. Incredulo ma ancora cosciente, iniziò a urlare in cerca di soccorso. I familiari che si trovavano in casa quella sera, accorsero da lui immediatamente e lo aiutarono a spegnere questo strano incendio. Purtroppo però le ferite causate dalle bruciature erano così profonde che avevano danneggiato in modo irrimediabile gli organi interni , così in mezzo alle convulsioni e ai conati di vomito, don Giuseppe Bertoli trascorse i suoi ultimi istanti di vita, mentre i familiari non riuscivano a spiegare la ragione di tale fenomeno.

Le diverse storie tramandate durante i secoli tendono a sottolineare che molti dei casi di combustione spontanea hanno alcune caratteristiche accomunabili. Per esempio, nella maggior parte dei casi, si trattava di donne di una certa età o comunque soggetti che tendevano ad abusare di sostanze alcoliche. Inoltre, sebbene le fiamme consumino in fretta i malcapitati, in moltissimi casi, il corpo rimane quasi intatto; di solito sono le estremità che per qualche ragione non vengono consumate dalle fiamme. Gli oggetti vicino alle vittime non sembrano particolarmente coinvolti nel processo di combustione e infine i resti umani sono descritti come fetidi e unti. La scienza a riguardo è sempre stata molto scettica per diverse ragioni, innanzitutto perché in circostanze normali è molto difficile bruciare un corpo umano, infatti normalmente durante i più comuni incendi causati da fattori esterni, difficilmente le fiamme riescono a consumare totalmente le persone fino a ridurle in cenere come invece accade con i casi di combustione spontanea. Tutti gli esperti dicono che la riduzione di un corpo umano a un mucchio di cenere carbonizzata richiede tantissimo calore e se fosse causato solo dalle fiamme comuni richiederebbe diverse ore per questo processo. Il dottor Wilton M. Krogman, antropologo forense che lavora presso la scuola di medicina dell’Università della Pennsylvania, è uno dei massimi esperti al mondo sugli effetti del fuoco sul corpo umano e attraverso diversi esperimenti, utilizzando tutti i tipi di agenti possibili come gasolio, benzina legno e così via, bruciò diversi cadaveri. Servendosi anche dei più moderni crematori per il suo scopo egli riuscì a dimostrare che per consumare un corpo umano completamente, fino a ridurlo in cenere, ci vorrebbero oltre 1650°C. Pensate che un forno crematorio, la cui temperatura raggiunge i 1000°C, non riesce completamente a distruggere le ossa anche dopo otto ore ininterrotte di combustione.

Gli esperti di questo fenomeno spesso si sono chiesti per quale motivo siano veramente poche le vittime che riescono ad urlare e chiedere aiuto, mentre la maggior parte di costoro non sembrerebbero nemmeno lottare, anzi, sembrerebbero paralizzarsi durante tale fenomeno. In particolare queste domande sono state rivolte proprio ad alcune delle vittime che sono riuscite a scampare alla combustione spontanea. Per esempio Jack Angel, originario di Savannah, Georgia, nel 1974 si trovò ad affrontare un fenomeno a dir poco bizzarro e quasi unico. Il signor Angel era un venditore porta a porta e data la sua professione spesso doveva spostarsi in camper fra i vari stati, ma il 12 novembre 1974, quella che sembrava una notte qualsiasi, rimarrà per sempre nella sua memoria. Jack quella notte si addormentò nel suo camper in un parcheggio di un motel e per qualche ragione ancora da chiarire egli dormì per quattro giorni consecutivi. La sorpresa più grande, o meglio, il dispiacere più grande per Jack però fu al suo risveglio. Quando aprì gli occhi vide che la sua pelle era ricoperta da ustioni, c’erano bruciature che gli ricoprivano le braccia e anche il petto… Guardandosi attorno Jack non trovò alcuna prova di nessun incendio, nulla nella casa mobile era bruciato e persino i vestiti che indossava sembravano in ordine. Spaventato a morte e sotto shock cerco aiutò e poi svenne, al suo risveglio i medici dell’ospedale in cui era ricoverano gli fecero molte domande riguardanti le sue strane bruciature, domande alle quali egli non seppe rispondere. Non sapeva come era successo e perché non era riuscito a svegliarsi, non provava nemmeno dolore se non diverse ore dopo aver ripreso conoscenza. Ad ogni modo le bruciature erano così gravi, soprattutto quelle sul braccio sinistro che dovettero amputarglielo. Anni dopo Jack sottoposto anche ad un ipnosi regressiva non riuscì a ricordare nulla riguardo il motivo della sua strana paralisi e sulle sue bruciature.

Per finire, quando si parla di combustione spontanea non si può non parlare di questo caso, dato che è probabilmente non solo il più famoso di tutta la storia, ma anche quello più importante per il magnitudo raggiunto all’epoca dei fatti, quanto per le autorità coinvolte nello studio di esso. Il primo luglio del 1951 i resti della signora Mary Reeser, vedova di 57 anni, vennero trovati nel suo appartamento di ST. Petersburg, Florida. Come negli altri casi, non furono trovate fonti esterne che avrebbero potuto dar fuoco alla donna fino a ridurla in quello stato. Inoltre è stato condotto un attento esame di tutte le possibili cause di tale incendio  e secondo i rapporti della polizia la donna venne vista per l’ultima volta circa dodici ore prima mentre indossava una vestaglia di tessuto sintetico, probabilmente si era addormentata sulla sua poltrona quella notte. I vicini il giorno seguente sentirono un odore molto forte di fumo che fuoriusciva dall’abitazione della donna, così chiamarono le autorità, quindi i vigili del fuoco abbatterono la porta e furono testimoni di tale orrore. Quando il vice comandante dei pompieri O. Griffith iniziò l’ispezione del locale, non credette ai suoi occhi. In mezzo al pavimento era chiaramente visibile un’area carbonizzata di circa un metro e mezzo, all’interno della quale trovò i resti di un corpo umano fuse con alcune molle annerite della poltrona. I dettagli del rapporto descritto dai pompieri e dai medici forensi dichiarano che tali resti consistevano in un fegato carbonizzato ancora attaccato ad un pezzo di spina dorsale, un teschio rattrappito, che per il calore si era ridotto alle dimensioni di una palla da baseball, un piede che calzava ancora una pantofola e un mucchio di cenere. Quando il coroner Edward T. Silk arrivò per esaminare il corpo ed eseguire la perizia dell’appartamento, sebbene profondamente confuso, decise che la morte era stata accidentale e autorizzò la rimozione dei resti, che furono portati all’ospedale locale.

Le successive indagini, che coinvolsero la polizia, i pompieri e gli esperti in incendi dolosi, sembravano non essere in grado di spiegare i fatti accaduti soprattutto considerando l’enorme calore necessario per riuscire ad incenerire il corpo della signora Mary. I mobili, escludendo la poltrona sulla quale la signora sedeva e il tavolino accanto a essa, non erano stati danneggiati, ma l’appartamento mostrava alcuni segni particolari e inquietanti, infatti, il soffitto, le tende e le pareti a partire da un punto esatto,  erano coperte da una sorta di fuliggine oleosa. La polizia capì che si trattava di qualcosa di più complesso di un semplice incendio, così vennero coinvolti anche i federali. Test, fotografie, analisi e più di mille pagine di documentazione, fanno di questo il caso di combustione spontanea più documentato in assoluto, ma malgrado gli sforzi dell’FBI, dei pompieri, degli esperti di incendi e dei patologi, un anno dopo l’incidente il detective Cass Burgess della polizia di St. Petersburg dovette ammettere: “Le nostre indagini non hanno trovato niente che possa provare, al di là di ogni dubbio, cosa successe alla signora Mary Reeser. Il caso è ancora aperto, ma siamo ancora lontani dallo stabilire qualsiasi causa logica per questa morte”. La comunità scientifica bastona costantemente la teoria della combustione spontanea dichiarando che non c’è alcun bisogno di inventare bizzarre reazioni chimiche o attività paranormali per spiegare tale fenomeno, ad ogni modo un intero video non basta per parlare di tutti i casi che si sono verificati e di tutte le prove a sostegno o contro… di certo quello che è sicuramente confutabile, sono le fotografie orribili che testimoniano la ferocia di questo bizzarro, incredibile e ancora oggi misterioso fenomeno….

Come ultimo dato è che la stragrande maggioranza delle vittime è stata colpite da questo bizzarro fenomeno durante la notte, proprio mentre dormivano… strano vero? Se state guardando questo video prima di dormire… Vi auguriamo una buonanotte.

 
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Pubblicato da su 12 luglio 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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Plum Island – L’isola dei mostri

Plum Island – L’isola dei mostri

Nelle scure acque che circondano Long Island, esiste un luogo attorniato da un alone di mistero conosciuto come Plum Island. A circa quindici chilometri a sud dalla costa del Connecticut, questo piccolo pezzo di terra è stato a lungo al centro di storie controverse che vedono come protagoniste ricerche top-secret su armi batteriologiche. Ufficialmente l’isola ospita il Plum Island Animal Disease Center of New York con il fine di condurre ricerche sugli agenti patogeni animali così da poter elaborare terapie efficaci, tuttavia alcuni ricercatori stanno cominciando a scoprire nuovi sorprendenti fatti su questo posto che forse nasconde qualcosa di ben più profondo e inquietante. Degli insider ed ex-dipendenti si sono fatti avanti per raccontare storie scioccanti: dalle violazioni di sicurezza nei laboratori batteriologici, alle malattie sfuggite di mano e alle potenziali epidemie di massa. Che sia questa la vera e sconvolgente storia di Plum Island che il governo statunitense sta cercando di tenere all’oscuro?

Le origini di Plum Island giacciono sotto fitti strati di segretezza. Recenti indagini hanno rivelato il fatto che negli anni ‘50 il laboratorio che sorgeva sull’isola era gestito da uno scienziato tedesco di nome Erich Traub, emigrato in America dopo la fine della seconda guerra mondiale. Traub, quando operava nel Terzo Reich, era specializzato nella ricerca di virus e vaccini e venne reclutato dagli americani con il fine di evitare che le sue conoscenze finissero nelle mani dell’Unione Sovietica. Lui e altri numerosi scienziati tedeschi vennero reclutati dal Governo Americano e questo fu nient’altro che un progetto noto con il nome di Operation Paperclip. L’allora presidente Truman approvò tale progetto a patto che gli scienziati non fossero stati membri del partito nazista. In molti casi però il servizio creato appositamente per gestire l’operazione, modificò i curriculum degli scienziati per permetterne il reclutamento. Le nuove identità degli scienziati venivano allegate ai fascicoli con delle graffette, da cui il nome dell’operazione. Traub si era specializzato in insetti che trasportano malattie, in particolare la zecca. Questi insetti sono spesso portati in alto dagli uccelli e possono quindi diffondersi molto rapidamente, inoltre sono geneticamente molto simili alle zanzare e possono infettare qualsiasi animale con cui entrano in contatto. Moltiplicando questo per milioni di zecche e zanzare, questi insetti diventano in tutto e per tutto un esercito perfetto per uno sterminio di massa.

Nel corso degli anni, Traub sperimentò regolarmente l’iniezione di agenti patogeni negli insetti e queste ricerche vennero anche autorizzate nel 1952 dal Joint Chiefs of Staff, l’organo che riunisce i capi di stato maggiore di ciascun ramo delle forze armate statunitensi. Tutti i documenti vennero semplicemente etichettati come “Ricerca sulle zecche” ma c’è chi parla di test per guerre batteriologiche su scala globale con tanto di risultati forniti direttamente al segretario della difesa. A metà degli anni ‘70, una misteriosa malattia scoppiò nella zona intorno alla cittadina di Lyme, nel Connecticut. Questa sindrome gravemente debilitante è stata rinominata in Malattia di Lyme e si manifestò con un misterioso aumento dei casi di artrite, soprattutto infantile. Inizialmente i medici furono sconcertati perché la malattia era raggruppata esclusivamente intorno a Lyme. Oggi diverse autorità mediche si domandano se la malattia non sia in parte psicosomatica, ma il numero delle vittime sembra non confermare questa ipotesi. Un’altra domanda ben più inquietante è se per caso Plum Island centri qualcosa visto che si trova veramente a pochi chilometri dalla cittadina di Lyme. Questo inquietante collegamento forse è confermato da un fatto sconcertante: quando la malattia iniziò a diffondersi, le ricerche si intensificarono e si scoprì che l’origine fu il batterio Borrelia Burgdorferi trasportato esclusivamente dalla zecca. Incredibilmente si trovarono tracce di questo batterio in campioni di insetti conservati in un laboratorio su Shelter Island, a pochi chilometri da Plum Island, tutti datati tra gli anni ‘40 e ‘50, proprio il periodo in cui Erich Traub stava infettando le zecche.

Molti anni dopo Karl Grossman, un giornalista televisivo locale, investigò personalmente sulla causa di questa epidemia e scoprì che più di 140 specie di uccelli frequentavano e nidificavano su Plum Island. Il sospetto allora ricadde su un particolare edificio dell’isola, l’edificio 257, una misteriosa e presumibilmente super-sicura costruzione. Un operaio di manutenzione sull’isola chiamato James McKoy ripetutamente si lamentava di una sicurezza scadente in questo edificio e raccontò una notizia scioccante: “Un freddo giorno di dicembre del 2002 la potenza dei generatori nei laboratori dell’edificio venne meno e i generatori di emergenza non furono in grado di reggere il carico. Per quattro ore i lavoratori hanno cercato di sigillare le porte dell’edificio 257 con un nastro adesivo che purtroppo non è in grado di arginare particelle microscopiche”. Sei anni dopo l’incidente, il 12 luglio 2008, sulla spiaggia di Ditch Plains, vicino al quartiere degli affari di Montauk, New York, viene rinvenuta una creatura mostruosa. Le immagini del corpo esanime balzano in poco tempo nelle principali reti mediatiche statunitensi e d’oltremare, nonché anche in rete e non passò molto tempo prima che venne soprannominato in Montauk Monster. La creatura, un quadrupede dalle dimensioni incerte, era morta quando fu scoperta e qualcuno indicò subito Plum Island come luogo di provenienza a causa delle correnti e della vicinanza alla terraferma. La paleozoologa Darren Naish studiò la fotografia e ne concluse che dalla dentatura visibile e dalle zampe anteriori, la creatura potrebbe essere stata un procione. Questo fu anche il parere di altri studiosi anche se molti sostengono che è impossibile esserne così sicuri data l’assenza di buona parte della mascella superiore, affermando che la bocca assomigli più a un becco portando a credere che quella creatura fosse una sorta di mostro ibrido, ma non mancò chi liquidò il tutto come una clamorosa bufala. Intanto però, le voci che quella carcassa provenisse da Plum Island si facevano sempre più insistenti e sembravano confermare le misteriose storie che giravano sull’isola.

Un altro fatto curioso è che sempre nel luglio del 2008 Aafia Siddiqui, una neuroscienziata sospettata di essere un membro di Al-Qaeda, venne arrestata in Afghanistan mentre portava con sé una borsa con delle note scritte a mano che si riferivano a un “Incidente casuale di massa” e tra le varie località elencate c’era proprio il laboratorio di Plum Island. Nel febbraio del 2010 è stata condannata per aver tentato di uccidere con un’arma mortale degli agenti dell’FBI che stavano cercando di interrogarla, ma il 2010 fu anche l’anno di un altro agghiacciante ritrovamento. Sulla spiaggia di Plum Island venne rinvenuto un corpo umano in avanzato stato di decomposizione, l’uomo presentava diverse malformazioni in tutto il corpo, tra cui delle dita estremamente lunghe. A questo punto viene naturale porsi una domanda: gli animali sono state le uniche cavie degli esperimenti batteriologici segreti americani o sono stati contagiati anche degli esseri umani?

Per la natura di simili ricerche l’accesso al centro di ricerche e a tutta l’isola è stato a lungo proibito e solo nel 1992 l’isola è stata aperta ai media e alle macabre teorie che circondano Plum Island, se ne sono aggiunte altre che vanno ben oltre il razionale! Sono ben note le ipotesi che vedono coinvolti gli scienziati del Terzo Reich nella costruzione di dispositivi bellici sulla base di U.F.O. catturati o grazie a contatti con extraterrestri. Soprattutto negli anni ‘60 del XX secolo, quando Plum Island e Camp Hero erano al culmine delle loro sinistre sperimentazioni, sono numerosi i rapporti di incontri ravvicinati con esseri alieni dalle sembianze umane. Curiosamente oggi Long Island ospita un impianto H.A.A.R.P. solo a pochi chilometri di distanza da Plum Island e sono stati molto frequenti avvistamenti di grosse sfere volanti in quei luoghi. C’è per caso un filo conduttore che lega tutto? Probabilmente non lo sapremo mai…

 

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