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Archivio mensile:maggio 2017

Bruno Borges – Una misteriosa scomparsa

Bruno Borges – Una misteriosa scomparsa

Secondo dati recenti, nel mondo ogni anno circa 10 milioni di persone scompaiono senza lasciare nessuna traccia, in Italia sono circa 30.000 le persone che ogni anno svaniscono nel nulla, di cui la metà sarebbero minorenni. La maggior parte degli adulti che scompaiono invece lo fanno per scelta propria e solo una piccola parte sparisce senza un motivo apparente e proprio fra queste scomparse  ce ne sono alcune veramente incredibili, casi in cui le persone sembrerebbero svanite nel nulla, probabilmente rapite da qualcuno… o qualcosa. Un alone di mistero assoluto circonda la strana sparizione di Bruno Borges, uno studente brillante di psicologia di 25 anni il quale sembrerebbe aver abbandonato Rio Branco, una cittadina nello stato di Acre in Brasile, lo scorso 27 Marzo. Le persone che lo conoscevano raccontano che Bruno stava lavorando a un progetto ultra segreto e a pochi giorni dalla sua scomparsa il suo comportamento era diventato a dir poco stravagante, ma la scintilla che fece esplodere la popolarità della sua triste scomparsa è stato un video finito in rete pochi giorni dopo la sua scomparsa e che riprenderebbe la sua stanza .

Nelle immagini si vede la sua camera da letto allestita in modo particolare e bizzarro. I suoi genitori raccontano di averla trovata in questo stato dopo la sua scomparsa, a quanto pare Bruno aveva tolto tutti i mobili e aveva messo al centro della sua camera la statua di Giordano Bruno in scala 1:1. Uno dei dettagli più interessanti del video inoltre sarebbero i manoscritti codificati e numerati lasciati in ordine sul tavolo, ovviamente si possono apprezzare anche una serie di simboli di natura massonica, satanica e mistica in tutta la stanza… ma quello che fece rabbrividire i suoi genitori fu l’immagine appesa come un poster che raffigura una persona insieme a quella che potremmo definire una creatura non umana, presumibilmente non terrestre. Infatti Bruno era anche un appassionato ufologo ed è proprio questa la pista che attira la morbosità e la curiosità delle persone. Bruno è forse riuscito a mettersi in contatto con chi non doveva?

Forse vi sarete chiesti chi fosse quest’uomo. Come anzidetto nel video si può osservare con chiarezza l’imponente statua di Giordano Bruno, un monaco e filosofo italiano del 500 passato alla storia principalmente perché fu uno dei primi a predire l’esistenza di vita fuori dal nostro pianeta, vita extraterrestre. Divenne poi martire perché accusato di eresia durante l’inquisizione e condannato a un’esecuzione in piazza pubblica mediante rogo il 17 Febbraio 1600. Una figura mistica e leggendaria particolarmente apprezzata in ambienti vicini all’ufologia e che Bruno Borges sicuramente riteneva fondamentale così tanto da comprare una sua statua e metterla al centro della stanza. I familiari riferirono alle autorità di non sapere nulla di tutto ciò perché si trovavano in vacanza e dopo 24 giorni di assenza il loro figlio aveva trasformato la sua stanza in un luogo di culto verso il mistico. Secondo sua sorella Gabriela, Bruno negli ultimi tempi era diventato particolarmente misterioso e non lasciava mai nessuno entrare nella sua stanza. Addirittura c’erano giorni in cui usciva solo per mangiare richiudendosi poi di nuovo in stanza. Gabriela riferì ai giornalisti queste parole: “Certo che mi preoccupava non sapere a che cosa stesse lavorando tutto il giorno chiuso nella sua stanza, ma era un adulto, non potevo di certo abbattere la porta solo perché ero curiosa…. quando gli chiesi a che cosa stesse lavorando mi disse che me l’avrebbe detto di lì a pochi giorni.”.

A detta di molti Bruno era un ragazzo brillante negli studi, quindi i suoi credevano che stesse solo studiando e lavorando a un progetto importante. inoltre un’altra cosa certa è che spesso e volentieri Bruno chiedeva a familiari e amici finanziamenti molto importanti, alcuni anche di migliaia di dollari. Cercava di non dare molti dettagli sui motivi di tali richieste e si limitava a dire che stava lavorando a una serie di libri che avrebbero cambiato l’umanità. Eduardo Veloso, un suo cugino oculista, disse che gli aveva prestato fino a 6.000 dollari per questo suo misterioso progetto. Sicuramente Bruno negli ultimi mesi in cui si era rinchiuso in stanza aveva lavorato a dei libri, di preciso furono rinvenuti 15 suoi manoscritti, tutti codificati attraverso un linguaggio sconosciuto. Le autorità non sono riuscite ancora oggi a decifrare l’intero significato ma sono al lavoro e una parte di essi sono stati decodificati da un esperto. Sua madre Denise ammise che suo figlio era molto interessato a tutto ciò che riguardava gli extraterrestri ed era anche a conoscenza dei suoi manoscritti perché fu una delle poche cose che Bruno le confidò: “Mi disse solo che stava scrivendo 15 libri che avrebbero cambiato l’umanità nel bene. Voleva brevettare una nuova teoria che aveva creato e io gli dissi che sarei state felice di leggere i suoi libri… e ora non c’è più”. Il papà di Bruno, Athos Borges, con amarezza disse che l’ultima volta che vide suo figlio fu il 27 Marzo. Quello stesso giorno, poco dopo pranzo, Bruno, senza soldi, senza nulla di valore e senza i libri a cui aveva lavorato tanto, decise di abbandonare casa sua per sempre, almeno questa è la percezione di questo padre amareggiato e triste per la mancanza del figlio. Athos afferma anche di aver ricevuto qualche informazione dalla polizia, ma mai nulla di concreto.

In pochi giorni questo caso divenne virale e molti internauti suggeriscono che forse Bruno, ormai impazzito, fuggì di casa o peggio si fosse aggregato a una setta ufologica, di quelle che adorano le entità extraterrestri. Una delle più terribili sette di questo genere è stata la Heaven’s Gate, una setta ufologica californiana guidata da Marshall Applewhite e Bonnie Nettles i quali ritenevano, fra la tante idee folli, che l’unico modo per poter elevarsi spiritualmente e raggiungere il piano dimensionale nel quale si trovano gli extraterrestri, fosse quello di abbandonare i loro corpi. La soluzione finale ordinata da Marshall fu quella di commettere suicidio collettivo in un momento preciso, quello che coincideva con il passaggio della cometa Hale-Bopp, dunque le loro anime sarebbero risalite fino all’astronave che si trovava, secondo loro, dietro tale cometa e avrebbero intrapreso il viaggio interstellare per sempre nell’universo. Ci sarebbero tante cose da raccontare a partire dal modo in cui decisero di suicidarsi, il quale fu tutt’altro che indolore, ma in questo video ci soffermiamo solo su un particolare atroce, il giorno scelto per l’ascensione, e quindi per il suicidio, fu il 26 marzo del 1997 ed esattamente 20 anni dopo Bruno decise di scomparire nel nulla, ma forse questa è solo una macabra coincidenza.

La signora Denise in diverse interviste disse che Bruno era completamente cosciente ed era tutto fuorché pazzo, inoltre esclude categoricamente la teoria della setta perché egli non era facilmente manipolabile. L’investigatore del caso, Fabrizio Sobreira, confidò che ci sono una serie di informazioni confidenziali nuove e che stanno valutando tutte le ipotesi senza escludere nessuna pista.

C’è una serie lunga di ufologi e di persone che si sono dedicate allo studio di tutto ciò che riguarda il fenomeno UFO, i quali spesso scompaiono in circostanze misteriose o soffrono di strane malattie, molti sono morti a causa di fulminei attacchi di cuore o strani incidenti. Nel 1971 l’investigatore Otto Binder scrisse un interessante articolo di queste strane scomparse e misteriose morti analizzando i decessi di almeno 137 esperti di ufologia i quali erano scrittori, scienziati, testimoni quasi tutti  morti o scomparsi in circostanze parecchio strane. Secondo Binder c’era una percentuale altissima di persone decedute a causa di attacchi cardiaci e cancro. Binder aggiunse anche che erano causati con molta probabilità da enti governativi e organizzazioni segrete altrimenti noti come Man in Black. Fra queste strane morti per esempio ci sono Phil Schneider il quale disse di aver ucciso due extraterrestri e venne trovato molti anni dopo con il suo stesso catetere attorcigliato intorno al collo, strana fu anche la morte del suo migliore amico e confidente Ronald Rummel, ex agente dell’intelligence americana, il quale si sarebbe suicidato con un colpo di pistola alla bocca, mentre le sue ultime parole sono state scritte su un foglio da un mancino mentre Ronald era destrorso. Lo scrittore della saga Alien Digest, Andreas Faber-Kaiser, invece è stato trovato portatore del virus HIV, egli non riuscì mai a spiegarsi come era possibile che si fosse preso tale infezione. Morì a 49 anni. Anche Max Spiers, un altro ufologo che stava indagando sul progetto spaziale “Solar Warden”, è stato trovato morto e secondo le fonti ufficiali, sarebbe da attribuire a cause naturali. Max Spiers aveva un fisico ben allenato tanto da essere soprannominato “super soldato” ed è morto per cause naturali sul suo divano di casa all’età di 39 anni. Queste sono solo alcune delle tante persone che forse come Bruno Borges hanno indagato troppo…

 
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Pubblicato da su 23 maggio 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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Robert The Doll – Una bambola indemoniata

Robert The Doll – Una bambola indemoniata

Bambola… Maledizione… Queste due parole nella stessa frase possono far venire in mente solo una cosa: Annabelle, la famosa bambola maledetta che terrorizzò un’intera famiglia e che scomodò persino i demonologi Ed e Lorraine Warren. Questa bambola è stata protagonista già di un nostro video e di ben tre film negli ultimi anni: The Conjuring, il suo spin-off Annabelle e il sequel Annabelle 2 previsto proprio per quest’anno. Tuttavia esiste un’altra bambola la cui storia inquietante non ha proprio nulla da invidiare rispetto a quella di Annabelle. Ecco la storia di Robert la bambola.

Key West, Florida. 1906. È il giorno del quinto compleanno per Eugene Ott, un bambino di cinque anni figlio di genitori benestanti, e in dono riceve una bambola da uno dei suoi servitori. Il primo nome di Eugene era Robert, ma il bambino preferiva usare il suo secondo nome e Robert fu anche il nome scelto per la bambola. Inizialmente nessuno pensò minimamente di mettere in discussione le origini della bambola Robert, ma in seguito a fatti terribilmente inquietanti si arrivò alla seguente conclusione. I genitori di Eugene erano molto severi con il bambino e lo erano molto di più con i loro servi. Li trattavano molto male, il loro salario era molto basso ed erano costretti a praticare lunghissime ore estenuanti di lavoro manuale, per non parlare degli abusi fisici a cui venivano sottoposti. Uno di questi servitori era una donna delle Bahamas che a detta di alcuni praticava le arti Voodoo. Fu proprio lei a donare Robert a Eugene. La donna avrebbe maledetto la bambola prima di darla al bambino e alcune persone sostengono che al suo interno ci fossero degli stracci mescolati con sangue umano di persone che avevano sofferto, oltre al fatto che i capelli della bambola sarebbero capelli umani.

Il giovane Eugene si affezionò rapidamente alla bambola Robert e ovunque lui andasse la portava con sé. Trattava la bambola come se fosse una sorta di fratello minore, a tavola gli dava da mangiare, dormiva con lui durante la notte, ma cosa più inquietante quando il signor e la signora Ott passavano vicino alla camera del figlio, avrebbero sentito in più di un’occasione Eugene conversare con qualcuno che aveva una voce bassa e sinistra… Naturalmente non ci fecero molto caso pensando che Eugene stesse semplicemente giocando con quello che era diventato ormai più che un giocattolo per lui. Non passò molto tempo prima che alcune cose strane cominciarono ad accadere. Eugene si svegliava spesso nel cuore della notte gridando in preda al terrore, e quando i genitori accorrevano nella sua camera per tranquillizzarlo trovavano spesso pesanti mobili spostati e oggetti a terra. Alcune lampade cominciarono a cadere andando in frantumi senza alcuna ragione apparente. Argenteria e bicchieri di vetro venivano scagliati da una parte all’altra della stanza da una forza invisibile. Venivano trovati vestiti strappati e letti disfatti in stanze dove persino i servi non avevano il permesso di accedervi. Ogni volta che accadeva qualcosa di strano, il signor e la signora Ott puntavano sempre il dito verso Eugene chiedendo spiegazione, ma il bambino con occhi innocenti diceva sempre: “Non sono stato io! È stato Robert!”… Ovviamente i genitori si sentivano presi in giro ed Eugene veniva messo in punizioni molto severe.

Nel corso degli anni Eugene e Robert divennero sempre più inseparabili e dopo che i suoi genitori morirono, i due rimasero da soli in casa. Numerosi nuovi servi andavano e venivano a causa dell’atmosfera di terrore che si poteva percepire in quella casa. Sentivano spesso ridacchiare in stanze in cui non c’era nessuno, ad eccezione di Robert naturalmente. Sentivano strane voci e passi risuonare in tutta la casa, il tutto condito con altre attività misteriose. Alcuni servi impazzirono e scappavano dalla casa urlando. Alla fine per Eugene era venuto il tempo di sposarsi. Si sposò con Anne, una ragazza conosciuta durante gli studi a Parigi, ma non passò molto prima che la sua nuova moglie si terrorizzò, non solo per l’attaccamento ossessivo tra Eugene e Robert, ma per i fatti raccapriccianti che continuavano ad accadere intorno a lei. Addirittura Eugene aveva fatto costruire una stanza in miniatura per la bambola. La nuova signora Ott percepiva del male puro in Robert, si sentiva osservata da quei suoi occhi vitrei e inespressivi e spesso aveva l’impressione che la sua espressione cambiasse da una innocente a una di pura malvagità e in qualche modo si sentiva minacciata. Terrorizzata convinse Eugene a rinchiudere la bambola in soffitta tenendola così finalmente lontana dalla sua vista.

Dopo aver relegato Robert in soffitta, i bambini del quartiere e i passanti cominciarono a notare movimenti strani attraverso la finestra che si affacciava sulla soffitta. A detta di alcuni c’era una piccola figura che si divertiva a seguire i passanti attraverso la finestra ridacchiando e fissandoli costantemente, intanto forse in Robert cresceva ogni giorno sempre di più la rabbia per essere stato confinato in quelle quattro mura polverose. Con Robert rinchiuso in soffitta, la salute di Eugene cominciò a risentirne. Spesso litigava con la moglie per far tornare la bambola tra di loro. La sua salute continuò a deteriorarsi fino a quando nel 1974 morì lasciando Anne in casa da sola con Robert… Ma non per molto dato che abbandonò in fretta Key West, andando a vivere a Boston e lasciando la casa Ott in affitto.

Non passò molto tempo prima che una nuova famiglia si insediasse in quella casa e quando i nuovi proprietari andarono per la prima volta in soffitta, la figlia di dieci anni scoprì Robert seduto su una piccola sedia, nascosto accuratamente sotto una coperta. La bambina si innamorò subito della bambola e la portò con sé nella sua camera da letto e da quel momento per la nuova famiglia iniziò un nuovo incubo. Una notte la bambina si mise a urlare a squarciagola terrorizzata sostenendo che Robert si stava muovendo intorno a lei in camera da letto cercando di attaccarla più volte… Cercando di ucciderla. I genitori portarono subito via Robert cercando di scoprire un po’ di più sulla sua storia e quando vennero a conoscenza della sua macabra origine, lo donarono al East Martello Museum a Key West. Ma la storia non finisce qui… Robert venne riposto in una teca di vetro al centro di una stanza e i dipendenti del museo affermarono più volte di aver visto la bambola muoversi all’interno della teca cambiando spesso posizione. Le guardie di sicurezza sono sicure di aver sentito più volte strani rumori e risatine stridule provenire dall’interno del museo in piena notte. Robert divenne ben presto l’attrazione principale del museo, la meta preferita dei turisti nonché la loro maledizione. Molti turisti avrebbero segnalato delle stranezze in foto fatte alla bambola senza averne l’autorizzazione. Da pellicole completamente bianche, senza alcuna immagine, a posizioni che non corrispondevano con quella di Robert al momento dello scatto. Alcuni vedevano l’espressione del male sul suo volto.

Questa storia è tanto assurda quanto inquietante, tanto da aver ispirato un film horror nel 2015. Per quanto possano sembrare già assurdi, fin qui sono stati riportati soltanto dei fatti, avvenimenti documentabili e riferiti da testimoni che non avevano motivo di mentire. Come alcuni ipotizzarono fin dall’inizio, la storia di Robert potrebbe essere spiegata razionalmente con un trauma di qualche genere subito da Eugene, forse dovuto proprio alla presenza inquietante del bambolotto, che lo ha in seguito portato a riconoscere in lui una presenza malvagia e compiere “in suo nome” atti inspiegabili. Per gli ospiti successivi della casa degli Ott, invece, si può pensare che si sia trattato di suggestione, infatti la storia di Robert era ben nota a Key West e i nuovi inquilini, condizionati da questi racconti, potrebbero aver ingigantito piccoli episodi del tutto normali. Verità o leggenda, sfidiamo chiunque a non provare un certo brivido nel fissare quegli occhi vuoti e neri.

 
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Pubblicato da su 23 maggio 2017 in Maledizioni e possessioni

 

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Poveglia – Un’isola leggendaria con un oscuro passato

Poveglia – Un’isola leggendaria con un oscuro passato

Ci sono alcuni luoghi in Italia che vengono considerati fra i più macabri sulla terra. Questi luoghi si prestano con facilità a storie di fantasmi e maledizioni, in particolare l’isola di Poveglia è nota in tutto il mondo come uno di quei posti che fanno rabbrividire anche le persone che a maledizioni e fantasmi non credono molto e non c’è da stupirsi perché quest’isola della laguna veneta ha una storia molto cupa, ma soprattutto reale, di pura sofferenza umana.

Poveglia si trova precisamente tra Venezia e il Lido di fronte a Malamocco, lungo il canal Orfano. I suoi primi abitanti risalgono al 421 d.C. in quel periodo fu il rifugio delle popolazioni di Este e Padova che cercavano un riparo dalle invasioni barbariche. Poi ci fu un periodo abbastanza lungo di pace e di prosperità, in generale per tutta la laguna Veneta, fino allo scoppio della guerra di Chioggia nel 1379,  anno in cui Venezia è stata attaccata dalla flotta genovese e gli abitanti di Poveglia sono stati spostati alla Giudecca. L’isola poi è rimasta deserta per molti anni, nel 1645 sono state erette delle fortificazioni ottagonali dal governo veneziano per proteggere gli ingressi alla laguna, quindi nel 1776 Poveglia era diventata un punto principale di controllo per tutte le navi che cercavano di entrare a Venezia.

Se avete visto il nostro video riguardante la peste, sicuramente saprete anche che proprio in quegli anni era scoppiata una delle epidemie più mortali che si siano mai state registrate nella storia dell’uomo e proprio Venezia è stata uno dei fulcri di tale orrore. Infatti nel 1700, in seguito allo scoppio della peste, l’isola di Poveglia è stata usata come un lazzaretto, anzi… praticamente come un cimitero a cielo aperto dove le persone venivano confinate e condotte a morire lontane dalla città di Venezia. Qui, in questi 72.000 metri quadrati di terreno, le persone venivano portate ancora coscienti e sentenziate a morte certa a causa delle infezioni degli altri malati. In pochi giorni la peste li divorava e i loro corpi marcivano nelle strade. I loro ultimi giorni sulla terra erano di dolore e agonia pura mischiata alla follia di un destino inevitabile. Ogni giorno nuovi cadaveri viventi venivano condotti a Poveglia durante gli anni della peste nera per essere bruciati e sepolti in fosse comuni. Spesso non veniva nemmeno fatta una distinzione fra malati terminali e contagiati ai primi stadi, tutti coloro che finivano qui dovevano indifferentemente subire la stessa fine. La testimonianza più incredibile e macabra di questa tragedia si trova ancora a Poveglia o meglio, sotto Poveglia. Proprio come avete capito, nel sottosuolo ancora oggi si trovano diversi strati di cadaveri, si parla di migliaia di corpi appartenenti a coloro che una volta in vita venivano emarginati e detestati e ora non sembrano trovare pace nemmeno da morti.

Per quanto incredibile vi sembri, questo è solo l’inizio, la storia di quest’isola infatti ha vissuto diverse sfumature di follia… letteralmente. Nel 1922, gli edifici deserti di Poveglia furono ricostruiti per poter ospitare, secondo fonti ufficiali, una casa di riposo per gli anziani, ma realtà queste mura ospitavano malati mentali. I pazienti che dovevano essere isolati dal resto della società, proprio come ai tempi della peste, venivano portati qui. La maggior parte delle persone che finivano qui venivano considerati inadatti per un’ospedalizzazione normale e si dice anche che i medici facessero una serie di esperimenti terribili su queste persone perché la loro testimonianza non valeva nulla ed erano sfruttati quali cavie di laboratorio, infatti negli anni 20 i malati mentali venivano sottoposti a cure che oggi vengono definite come vere e proprie torture: elettroshock, bagni di acqua gelata, lobotomie e altre pratiche terribili. Ancora oggi fra questi edifici sono rimasti alcuni oggetti come testimoni immorali di tali atrocità. L’immagine che state osservando in questo momento ne è un esempio. Fra le tante storie che i malati mentali raccontavano ce n’era una abbastanza ricorrente: Molti malati mentali dichiaravano di vedere strane ombre aggirarsi sia dentro che fuori la struttura, ovviamente i medici e le altre persone, diciamo “normali”,  giudicavano queste testimonianze come storie del tutto inventate e il tutto finiva lì senza che la faccenda venisse approfondita. Non si è mai scoperto chi fossero queste persone che vagavano al buio durante la notte.

Dalla seconda metà degli anni 90 l’edificio fu smantellato e stando ai racconti il destino che ebbe il direttore della clinica psichiatrica fu molto macabro: egli fu tormentato dagli spiriti dell’isola a tal punto che impazzì e si suicidò gettandosi dal campanile dell’isola. Secondo la leggenda, un’infermiera che si trovava nei paraggi e fu testimone del suo folle gesto, disse che in realtà l’uomo non morì al momento dell’impatto al suolo, ma venne soffocato da una strana nebbia dopo la caduta. Durante gli anni seguenti Poveglia lentamente venne abbandonata a sé stessa e ora ogni struttura che giace sul suo suolo si trova consumata dall’inesorabile aumento dell’entropia.

Attualmente Poveglia è dichiarata chiusa ai turisti e disabitata, ma ci sono molti esploratori e curiosi di vario genere che arrivano qui da tutto il mondo armati di barchetta, scarponi di sicurezza e coraggio, alla ricerca di quell’ombra che si nasconde fra gli alberi, quel suono in mezzo al nulla, quella sensazione di brivido lungo la schiena che fa accapponare la pelle. Se cercate su internet potete trovare un’infinità di testimonianze di blogger italiani che hanno vissuto questa incredibile esperienza in prima persona e se anche voi cercate il brivido potete recarvi sull’isola, ma vi consigliamo di fare molta attenzione perché le strutture sono davvero pericolanti… in fondo chissà che oltre al brivido non troviate qualcosa di più macabro che non vi lascerà mai più fare sogni tranquilli. Come al solito vi auguriamo buon viaggio…

 

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