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Archivio mensile:aprile 2017

Aleshenka – Caso shock di un feto alieno

Aleshenka – Caso shock di un feto alieno

Questa storia è tanto strana quanto inverosimile, essa è costellata da numerose testimonianze e versioni tutte diverse tra di loro, nonché da numerose teorie. Indipendentemente da tutto ciò, sembra che tutti siano d’accordo su dove e quando questo strano caso è cominciato, in una delle regioni più povere della Russia. Ecco la strana storia dell’alieno Aleshenka.

È una calda estate quella che investe la Russia nel 1996 e il piccolo villaggio di Kaolinory, nei pressi di Kyštym, non viene risparmiato dall’ondata rovente. Tamara Vasilieuna Prosvirina è un’anziana pensionata con lievi disturbi psichiatrici che ha la strana abitudine di decorare la casa sua con i fiori colti dal cimitero di notte. La sera del 13 agosto Tamara sta andando come sua solita abitudine al cimitero quando si imbatte in qualcosa di totalmente inaspettato. Mentre sta attraversando un bosco sente degli strani lamenti provenire da dietro un albero, inizialmente pensa a un qualche lamento di animale, ma mano a mano che si avvicina alla fonte del rumore si rende conto che quello era più simile a un grido infantile misto a un fischio. Gira intorno all’albero e quello che vede non poteva essere assolutamente vero, ai piedi dell’albero c’è quello che sembra essere un bambino ancora vivo, ma che di “bambino” ha ben poco. Tamara immediatamente avvolge la creatura nel suo scialle portandola a casa nel suo appartamento, gli da anche un nome: Aleshenka e comincia a trattarlo come se fosse suo figlio.

Il giorno dopo la nuora di Tamara, che si chiama come l’anziana, va a far visita alla suocera dopo che le aveva telefonato dicendo che aveva avuto un nuovo bambino. Quando Tamara Jr. arriva a casa della suocera non riesce a credere a quello vede nella camera da letto: una creatura avvolta in uno scialle sdraiata nel letto che ella stessa descrive più tardi come qualcosa “non di questo pianeta!”. L’aspetto di Aleshenka era terribilmente inquietante: la pelle era di un color grigiastro, la testa molto più grande rispetto al resto del corpo e la forma ricordava quella di una cipolla. Gli occhi erano molto grandi e a mandorla e sotto di essi c’era un piccolo foro da cui la creatura sembrava respirare. Tuttavia ciò che faceva più impressione era come la creatura mangiava: nessuno vide mai la sua bocca muoversi, era come se succhiasse il cibo dal foro che aveva. Secondo Tamara Jr. la creatura non mangiava, consumava letteralmente il cibo!

A partire da questo punto la storia si tinge di numerose sfaccettature dettate da diverse versioni dei fatti. Qualche giorno dopo il ritrovamento di Aleshenka, venne riferito che Tamara si era ammalata ed era stata ricoverata in un ospedale psichiatrico, altri affermano che in realtà fu un vicino a chiamare l’ospedale locale dopo aver visto l’anziana donna delirare di nuovo mentre affermava che aveva avuto un bambino, ovviamente nessuno le credeva a causa dei suoi disturbi psichiatrici ben noti al vicinato. Malata di mente o no, non è chiaro come Tamara finì in ospedale, quel che è certo però è che Aleshenka fu lasciato solo nella casa della donna senza che nessuno si prendesse più cura di lui. Durante tutto il periodo che Tamara passò in ospedale, cercò di avvisare il personale medico che il suo bambino era a casa da solo, ma ovviamente nessuno le credette e venne ignorata. I più curiosi cercarono di sbirciare dalla finestra della casa affermando di vedere solamente “un gatto avvolto in alcuni stracci”. Le uniche persone che avevano visto dal vivo Aleshenka furono, oltre a Tamara, sua nuora e un suo conoscente: Vladimir Nurdinov, noto alla polizia per aver commesso dei crimini di poco conto. Non si conosce il motivo per cui Nurdinov era solito visitare Tamara, fatto sta che quando l’uomo e Tamara Jr. vennero informati che Tamara era stata ricoverata, si recarono subito nella casa dell’anziana ma fu troppo tardi purtroppo, una volta entrati nella camera da letto videro la creatura ormai priva di vita, probabilmente morta di stenti. La sua mummia essiccata si trovava distesa nel letto.

Non sapendo cosa fare Nurdinov prese con sé il corpo mummificato di Aleshenka e lo portò a casa sua, li chiamò Vladimir Bendlin, un poliziotto locale. Bendlin ipotizzò subito che quelli erano i resti mummuficati di un bambino e li portò dalla dottoressa Irina Yermolaeva per delle analisi. Dichiarò subito che non si trattava di una bufala in quanto era un vero corpo mummificato una volta in vita. Le sue conclusioni furono che si trattava di un bambino prematuro deformato probabilmente dalle radiazioni causate dall’incidente di Kyštym, uno dei più gravi disastri nucleari della storia, inferiore solo agli incidenti di Černobyl’ e Fukushima. Tuttavia Lyubov Romanowa, un’assistente della dottoressa che era stata a contatto con moltissimi bambini affetti da deformazione da radiazioni, disse di non aver mai visto nulla di simile, che quella creatura non poteva essere di origina umana! C’erano troppe differenze con l’anatomia di un normale bambino, almeno venti e le più importanti riguardavano la testa che consisteva in quattro ossa che si chiudevano tra di loro con spigoli molto accentuati, completamente diversa da quella di un normale essere umano, senza contare che non aveva nessun apparato sessuale e gli mancava anche l’ombelico che tutti i mammiferi hanno.

La bizzarra storia di Aleshenka cominciò a diffondersi a macchia d’olio e i media cominciarono ad interessarsi alla vicenda facendo visita al piccolo villaggio russo. Dopo i media arrivarono molti esperti e appassionati di UFO e alieni. Passarono altri giorni e ancora non era stato fatto nessun esame del DNA sulla strana creatura, fu così che intervenne il noto ufologo russo Boris Zolotov, purtroppo noto per essere anche un ciarlatano, pronto per effettuare il test del DNA. Bendlin diede la creatura agli assistenti di Zolotov ma si pentirà presto di questa suo gesto. Il poliziotto pensò di avere il risultato entro poche settimane, ma passarono i mesi senza che nessuno sapesse più nulla su Boris Zolotov fino a quando venne rintracciato da dei giornalisti della TV russa, a quel punto Zolotov diede una spiegazione a dir poco assurda: affermò che uno dei suoi assistenti, mentre stava guidando verso il laboratorio con il corpo per le analisi, vide delle luci lampeggianti nel cielo e poi un disco volante gli bloccò la strada. Zolotov prosegue il bizzarro racconto dicendo che gli occupanti del mezzo non identificato rivollero indietro la creatura, poi se ne andarono sparendo all’orizzonte. Una storia assurda, talmente assurda che molti teorizzano che l’ufologo sarebbe stato costretto a consegnare i resti di Aleshenka non ad alieni, bensì ai servizi segreti russi, come affermarono delle fonti anonime. Altri invece affermano che Zolotov avrebbe venduti i resti a un ignoto acquirente privato a scopo di lucro. Tuttavia qualsiasi cosa fosse accaduta, i resti di Aleshenka non furono mai più visti da nessuno.

Una svolta sulla probabile vera identità della creatura si ebbe qualche giorno più avanti quando una donna sconosciuta disse di essere venuta in possesso della coperta che avvolgeva Aleshenka. La donna diede la coperta a Bendlin chiedendo di fare un esame del DNA su di essa e soprattutto assicurandosi che le analisi venissero effettuate da persone competenti. Tamara Jr. confermò che quella era veramente la coperta usata per avvolgere Aleshenka e i risultati del DNA mostrarono qualcosa di incredibile: vennero rinvenute tracce di DNA umano, presumibilmente quelle di Tamara, e tracce di un ceppo sconosciuto alla scienza, ma nonostante questo risultato, la spiegazione ufficiale afferma che Aleshenka non era altro che il corpo di un bambino prematuro di una ventina di settimane con gravi malformazioni… Una spiegazione tutto sommato credibile se non fosse per il fatto che bambini nati così prematuramente non possono sopravvivere naturalmente per più di un paio d’ore dopo la nascita, Tamara invece l’avrebbe accudito per svariati giorni, inoltre le uniche due persone che hanno visto Aleshenka, oltre all’anziana donna, furono Tamara Jr. e Nurdinov e sostengono che quella creatura non aveva nulla di umano. Ad alimentare di mistero questa già insolita storia infine, fu un fatto che accadde una notte all’anziana Tamara. La donna stava vagando nuda per strada con solo un paio di calzini ai piedi, le persone che la notarono cercarono di metterla in salvo ma fu troppo tardi perché sopraggiunse un veicolo a tutta velocità che colpì Tamara uccidendola sul colpo! Il veicolo non si fermò e non si trovò mai il colpevole. I testimoni oculari che assistettero alla terribile scena affermarono che la donna sembrava stesse reagendo a qualcuno che la chiamava. Curiosamente tutto questo è successo pochi giorni prima che Tamara venisse sottoposta a ipnosi regressiva da Mark Milkhimer, un esperto in questo campo, ma le stranezze non finiscono qui perché Mark, che godeva di ottima salute, morì subito dopo essere giunto a Kyštym di un improvviso attacco di cuore.

Ancora una volta siamo di fronte a un caso avvolto da un fitto alone di mistero e costellato di numerosi fatti che fanno davvero pensare che sotto ci sia una vera e propria azione di cover-up. Solo una cosa è certa: Aleshenka è esistito veramente ed era vivo…

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Pubblicato da su 26 aprile 2017 in Contatti exraterrestri

 

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Sad Satan – Il videogioco più terrificante del Deep Web

Sad Satan – Il videogioco più terrificante del Deep Web

Come si evince dal titolo del video, questa storia arriva direttamente dal deep web, quel vasto  e oscuro luogo di internet covo di criminali e psicopatici di ogni genere, luogo in cui la pornografia infantile dilaga mentre le droghe si acquistano con la stessa facilità con cui si comprano le caramelle. Nel deep web però oltre a trovare tutto questo materiale, ci sono una serie di oggetti digitali inquietanti creati da menti malate e che altrettante menti malate sono alla loro ricerca. Infatti il deep web è famoso per essere la fonte dei videogiochi più inquietanti mai creati in rete. Uno di questi videogiochi viene considerato il più perturbante di tutti. Questa è la storia di Sad Satan.

Nel 2015 il canale YouTube Obscure Horror Corner, aveva caricato dei gameplay di questo videogioco. Fino a quel video questo canale aveva pubblicato una serie di clip di giochi horror DOS molto vecchi o indie, ossia videogiochi amatoriali creati per lo più da privati che lavoravo in maniera indipendente. Poteva considerarsi di nicchia questo canale, ma la comunità su internet iniziò ad interessarsi in maniera esponenziale al video caricato il 25 giugno dello stesso anno, così tanto che YouTube iniziò a tenere d’occhio questa crescita anomala. Il titolo di tale video era: “Sad Satan – Deep Web Horror Game – Part 1”. Nella descrizione del video si poteva apprezzare una spiegazione molto semplice ed esplicita. A quanto pare Jamie, il proprietario del canale, si era impossessato del gioco grazie a un suo iscritto il quale gli aveva inviato un link ad un file chiamato Sad Satan, il link indirizzava verso un sito che si trovava nel deep web, in particolare si trattava di un sito speciale dove le persone potevano postare dei link anonimi e temporanei. Secondo la sua stessa testimonianza, Jamie cercò capire di più sulle origini di tale file per scoprire se si trattasse di un virus o peggio ancora di materiale pedopornografico. Il misterioso iscritto però diceva che l’aveva trovato in un forum con le iniziali “ZK” e che si trattava di un gioco horror, il più orribile a cui avesse mai giocato nella sua vita. Jamie un pò spaventato ma incuriosito decise di scaricare il file… dopo aver verificato che fosse completamente pulito grazie a un antivirus, decise di far partire l’eseguibile e iniziò a giocare il più misterioso e maledetto gioco di cui si abbiano notizie.

Come potete osservare con i vostri stessi occhi il gioco appare di per sé molto strano, ha una grafica particolare che riesce a tenere molto alta la tensione, si gioca in prima persona quindi sembra che lo scopo principale del creatore o dei creatori sia quello di far vivere sensazioni particolari ai protagonisti. Il gioco è molto semplice, si tratterebbe di una serie infinita di corridoi molto scuri dove il giocatore si muove, sembrerebbe una specie di labirinto. Inizialmente gli unici suoni che accompagnano il giocatore sono quelli prodotti dai suoi stessi passi mentre di sottofondo si apprezza una colonna sonora molto soft, ma mano a mano il protagonista prosegue attraverso le stanze, iniziano a comparire, come dei flash, fotografie in bianco e nero e la colonna sonora inizia a diventare sempre più intensa e stressante fino a raggiungere suoni irritanti e anche in questo caso delle volte si sentono dei dialoghi estremamente strani, come se fossero rallentati. Analizzando i flash di immagini che si vedono nel primo video si possono individuare questi due fotogrammi. Nella prima foto si vede Franz Joseph, nono principe di Thurn, dentro il castello di Konopiště, in Repubblica Ceca. La particolarità di questo castello è che è stata l’ultima residenza dell’arciduca Francesco Ferdinando, passato alla storia principalmente perché il suo omicidio diede inizio alla prima guerra mondiale. Nella seconda foto invece si vedono Jimmy Savile e Margaret Thatcher mentre promuovono l’organizzazione chiamata “Società Nazionale per la Prevenzione della Crudeltà verso i Bambini”. Se nel primo caso la foto sembrerebbe nascondere un messaggio un po’ velato e misterioso, come la caccia o il cacciatore, nel secondo caso invece non sembrerebbero esserci molti misteri, infatti è una cosa di dominio pubblico che Jimmy Savile è stato ironicamente accusato diverse volte proprio di abusi sessuali nei confronti dei bambini ed è proprio quest’ultimo messaggio che iniziò ad allarmare gli utenti su internet. Sad Satan… di che cosa si tratta? Di un gioco psicologico con sfumature horror oppure seriamente contiene messaggi cifrati di pedofilia?

Pochi giorni dopo, Jamie caricò la seconda parte del gioco, anche in questo caso c’erano altre immagini lampo in bianco e nero, una di queste raffigurava J. F. Kennedy pochi istanti prima della sua morte, in un’altra foto invece si può apprezzare la cosiddetta “capra sabbatica”, la famosa immagine disegnata da Eliphas Levi che rappresenta il Bafometto. C’erano anche in questo caso altri messaggi audio, di sottofondo infatti si potevano ascoltare altri dialoghi al contrario e altri effetti da stazione radio, il tutto condito dalla solita atmosfera inquietante, ma niente di tutto questo è stato così inquietante quanto la cosa che comparve nella seconda metà del video. Ad un certo punto quando sembrava che ormai la dinamica del gioco fosse sempre la stessa, qualcosa cambiò, Jamie capì di non essere più da solo perché in quei corridoi bui sembrava nascondersi qualcuno. Improvvisamente le sue sensazioni si trasformano in realtà e comparve una persona, che dai tratti e dalle dimensioni sembrerebbe proprio un bambino, un personaggio che da quel momento iniziò a comparire in tutti i luoghi e le stanze in cui si muoveva Jamie. Inizialmente questi bambini erano del tutto inoffensivi e non facevano nulla, anzi sembravano pure tristi, poi però nell’ultimo video caricato da Jamie si vede una ragazzina molto aggressiva capace di causare danni fisici ogni volta che si avvicina al giocatore. Dal momento che il personaggio impersonificato nel gioco non ha alcun mezzo di difesa, sembrerebbe che il tuo destino sia quello di morire a causa degli attacchi di questo personaggio aggressivo.

Questo raccapricciante gioco dalla storia sconosciuta in breve tempo era diventato trending topic fra gli internauti e oggetto di speculazione dei fan dell’horror e di teorie scure. Jamie aveva perfino fatto un’intervista con Kotaku, un blog di videogiochi, dove confermava la sua esperienza e di averlo trovato nel deep web. Una volta diventato famoso, però, la storia di Jamie iniziò a vacillare, infatti il link che si vedeva in descrizione e da dove lui dichiarava di averlo scaricato, non sembrava essere quello originale perché conteneva dei caratteri strani. Ben presto Jamie stranamente iniziò a togliere anche la descrizione dai suoi video oltre ai link. Si trattava quindi di una fake, solo una montatura? Tutto il contrario, infatti molti internauti iniziarono ad accusare Jamie di non aver postato il videogioco originale che si trova veramente nel deep web e che a detta delle suddette persone è molto più orribile di quello postato dallo youtuber. Dopo qualche giorno su 4chan era comparso un post di un utente che si firmava con le iniziali ZK e diceva: “Non dovete credere a quel codardo di Obscure Horror Corner, lui non vi ha mostrato il vero gioco, se volete vedere la verità guardate voi stessi” e aveva postato il link del gioco Sad Satan. Il gioco originale, che Jamie aveva censurato per non essere bannato da YouTube, conteneva immagini di ogni genere, dal gore più estremo fino alla pedofilia, immagini sataniche e molto altro ancora, inoltre gli utenti che l’avevano scaricato raccontavano che i loro computer si erano riempiti di virus e quel gioco aveva distrutto tutti i loro file. La parte più inquietante di questa storia, confermata da molti, è che nella versione originale del gioco dopo aver fatto l’installazione compare un file di testo con estensione .txt sul desktop  e piano piano inizia a riempirsi di caratteri strani che sembrerebbero casuali. Un utente su Reddit però, dopo una breve decodifica, scoprì che questi strani messaggi sono tutto tranne che casuali.

Si tratta quindi di un gioco horror creato da qualche pedofilo e rilasciato nella parte più scura della rete dove poteva avere più consensi e seguaci? Oppure al contrario è stato creato per poter scovare queste persone e poterle rintracciare? Il dibattito è ancora acceso in rete. Le uniche cose certe sono le orribili immagini e i suoni inquietanti che si sentono durante tutto il gioco, in particolare nella versione originale sembrerebbe che ci siano intere stanze composte da tante immagini di bambini reali abusati e riprodotte come un mosaico e cose di questo genere. Come ogni storia nata su internet, ci sono un’infinità di teorie a riguardo e le testimonianze sono veramente numerose, molti parlano di vero e proprio lavaggio del cervello dove le tematiche che si cercano di introdurre con questo gioco sono satanismo, pedofilia e violenza di ogni genere.  Sad Satan oggi è un vero e proprio mito di internet, ancora oggi molti ne parlano e ne sono affascinati, altri lo ritengono un motivo in più per tenersi lontani dal deep web, il luogo più strano, malato, infinito, pericoloso e inquietante di internet.

 
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Pubblicato da su 21 aprile 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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Jack lo Squartatore – Il killer più folle e spaventoso

Jack lo Squartatore – Il killer più folle e spaventoso

Egli è senza dubbio il più famoso killer di tutti tempi e forse una delle più infami figure cult della storia. Non appena si menziona il suo nome si fanno smorfie di orrore al solo pensiero delle sue brutali azioni. L’identità dell’individuo, o per meglio dire, del mostro responsabile di alcuni orribili e orrendi delitti commessi nel tardo XIX secolo a Londra, è avvolta sotto una fitta nebbia di mistero ancora oggi. Per oltre un secolo, professionisti e dilettanti hanno cercato di trovare un minimo comun denominatore a quella scia di efferati delitti, ma nessuno è mai stato definitivamente in grado di rispondere ad alcune domande. Una tra le tante era: che tipo di persona sarebbe in grado di commette atti così terribili nei confronti di povere donne innocenti? La leggenda di Jack lo Squartatore e delle sue orripilanti azioni è tanto terribile quanto affascinante e fino ad oggi la serie raccapricciante di delitti avvenuti nel quartiere londinese di Whitechapel nel 1888 rimane il giallo più famoso di tutti i tempi.

Jack lo Squartatore è uno pseudonimo dato ad un serial killer che si nascondeva nei quartieri poveri ad est di Londra nell’autunno del 1888. Questo soprannome deriva da una lettera scritta al momento delle uccisioni da parte di un qualcuno che sosteneva di essere l’assassino. Le vittime di Jack lo Squartatore sono state tutte donne che risiedevano nelle baraccopoli del degradato quartiere di Whitechapel. Queste erano donne che a causa della povertà estrema si erano spinte a prostituirsi al fine di mantenersi. Quasi tutte le sfortunate vittime erano donne sulla quarantina fatta eccezione per una, Mary Jane Kelly, che era nel fiore dei suoi 25 anni al momento dell’omicidio. Non è chiaro cosa abbia alimentato la sua sete selvaggia di sangue, ma tutti gli omicidi sembravano essere metodici e calcolati. Il numero preciso delle vittime dello Squartatore non è definito, generalmente vengono riconosciute come sue vittime cinque donne, tutte prostitute che fecero davvero una brutta… brutta fine. Le gole delle vittime venivano quasi completamente recise, spesso seguivano mutilazioni addominali tra cui la rimozione degli organi in alcuni casi. Per la precisione dei tagli, si pensò che lo Squartatore avesse conoscenze chirurgiche, ma vediamo nel dettaglio tutte le sue vittime accertate…

31 agosto 1888 – Mary Ann Nichols – 44 anni. Mary Ann fu la prima vittima accertata. Venne ritrovata a Buck’s Row, di fronte a uno dei tanti mattatoi del quartiere. La vittima presentava la gola tagliata fin quasi alla decapitazione e tagli sul ventre, dai quali fuoriusciva l’intestino. Gli organi genitali presentavano gravissime ferite da taglio.

8 settembre 1888 – Annie Chapman – 46 anni. Il suo corpo fu ritrovato in un cortile al numero 29 di Hanbury Street a Whitechapel. La gola era squarciata e la testa era quasi del tutto recisa dal busto. Il ventre era aperto: gli intestini erano appoggiati sulla spalla destra, mentre l’utero e due terzi della vescica erano stati asportati. Il giorno dopo una bambina riferì alla polizia di aver visto una striscia di sangue in un cortile poco distante dal luogo del delitto: gli investigatori conclusero che probabilmente era la traccia lasciata dall’assassino, che era solito portare con sé un macabro trofeo asportato alla vittima. L’identità del killer rimaneva ignota e la polizia brancolava nel buio. Le ipotesi più probabili vedevano coinvolti fanatici o maniaci sessuali.

30 settembre 1888 – Elizabeth Stride – 44 anni. Fu trovata intorno all’una di mattina in Berner Street. Presentava un profondo taglio alla gola dal quale, al momento del ritrovamento, fuoriusciva ancora del sangue. La polizia ne concluse che lo Squartatore fuggì poco prima che venisse scoperto il cadavere, senza ultimare il suo macabro lavoro.

30 settembre 1888 – Catherine Eddowes – 46 anni. Il cadavere venne trovato lo stesso giorno di Elizabeth in un lago di sangue. L’assassino, probabilmente non essendo riuscito a ultimare il suo martirio su Elizabeth, sfogò tutta la sua pazzia su Catherine. La faccia era sfregiata: naso e lobo dell’orecchio sinistro erano stati tagliati, così come la palpebra dell’occhio destro. Il volto era sfigurato con un taglio a “V” sulla parte destra e con numerosi tagli sulle labbra, tanto profondi da mostrare le gengive. Il corpo era sventrato da un enorme e unico taglio che dall’inguine arrivava fino alla gola: lo stomaco e gli intestini erano stati estratti e appoggiati sulla spalla destra, il fegato appariva tagliuzzato, il rene sinistro e gli organi genitali erano stati portati via. La vittima come le altre era stata sgozzata quasi fino alla completa decapitazione. Vennero rinvenute tracce di sperma.

9 novembre 1888 – Mary Jane Kelly – 25 anni. È l’ultima vittima attribuita a Jack lo squartatore. Questo è considerato di certo l’omicidio più efferato di tutti. Il corpo di Mary Jane venne trovato sul letto della camera dove la donna viveva al numero 13 di Miller’s Court. La gola era squarciata, il viso severamente mutilato e irriconoscibile, il petto e l’addome aperti, molti organi interni tra cui il cuore erano stati rimossi, il fegato giaceva tra le gambe e l’intestino arrotolato presso le mani, la carne che ricopriva gli arti era stata asportata.

Ora sapete perchè Jack lo Squartatore è così tanto conosciuto. Le sue diaboliche azioni erano sulla bocca di tutti e in tutta la Londra dell’epoca aleggiava un clima di terrore puro soprattutto tra le donne che avevano paura di uscire di casa ed essere orribilmente mutilate da un pazzo di cui non si conosceva assolutamente nulla. In quel periodo si fecero centinaia di supposizioni, si ipotizzò che l’assassino fosse una donna, che fosse uno straniero, ma non si venne realmente mai a capo di nulla, inoltre durante il periodo degli omicidi la polizia ricevette centinaia di lettere da parte di ignoti che fornivano informazioni utili per la cattura dell’assassino, anche se la maggior parte di essere vennero considerate inutili. La cosa più inquietante tuttavia furono alcune lettere firmate da colui che si dichiarava l’assassino! Molte vennero considerate semplicemente come scherzi di cattivo gusto, ma altre fecero rabbrividire gli agenti di polizia non tanto per quello che c’era scritto… Ma per quello che accompagnava tali lettere. La più famosa è la lettera “From Hell” o “Dall’inferno” ricevuta il 16 ottobre 1888. La lettera era accompagnata da una piccola scatola contenente la metà di un rene umano, conservato in alcol etilico. Uno dei reni della vittima Catherine Eddowes era stato rimosso dal cadavere e il medico che lo esaminò determinò una certa somiglianza con quello sottratto alla donna.

Nel corso degli anni e dei decenni seguenti sono stati fatti talmente tanti nomi per identificare Jack lo Squartatore che si potrebbero riempire pagine e pagine, tuttavia una svolta avvenne ben 126 anni dopo gli orribili fatti. 2014. Dalle macchie di sangue e sperma ancora presenti sullo scialle di Catherine Eddowes è stato possibile risalire al DNA dell’assassino e confrontarlo con quello dei discendenti di entrambi. Venne fuori un nome: Aaron Kominski, un barbiere di origini polacche. Quest’uomo era già noto alla polizia del tempo e si ripeteva molte volte fra i documenti e le ricostruzioni di Scotland Yard. Kominksi con ogni probabilità, era affetto da una grave forma di schizofrenia, che gli causava forti istinti omicidi. Nel 1891 venne ricoverato in un manicomio. Morì nel 1919 proprio in quell’istituto. Dopo 126 anni dunque è stata finalmente svelata la vera identità di Jack lo Squartatore? A quanto pare no poiché un’equipe di esperti di DNA rivelò che i calcoli, alla base della teoria che aveva indicato il giovane barbiere polacco, erano sbagliati, dunque è tutto da rifare. A questo punto con ogni probabilità la vera identità di Jack lo Squartatore che negli anni ha assunto una figura quasi soprannaturale, rimarrà avvolta nel mistero per sempre.

 
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Pubblicato da su 11 aprile 2017 in Personaggi sinistri

 

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Quadrato magico SATOR – Un enigma senza tempo

Quadrato magico SATOR – Un enigma senza tempo

Questo è uno di quegli enigmi che voi potete constatare di persona, infatti è molto probabile che questo quadrato si trovi nelle vostre città, magari è inciso sotto la vostra casa ma non ve ne siete mai accorti o non ci avete fatto molto caso. Il quadrato Sator ha suscitato nei secoli fascino e mistero. Questo quadrato è stato ritrovato in diversi monumenti, siti archeologici, chiese, edifici, dipinti e molto altro ancora. Oggigiorno viene chiamato “magico” per le sue incredibili proprietà. Se viene letto dall’alto verso il basso si leggono le cinque parole SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS. Se viene letto da destra verso sinistra e dal basso verso l’alto si ottiene ancora la stessa sequenza: SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS, ma questo è solo l’inizio… Il quadrato SATOR ha suscitato molta curiosità per altre sue proprietà, in qualunque modo venga letto vi farà vedere nuove caratteristiche. Infatti le parole lette sia in verticale che in orizzontale sono palindrome ed esiste una simmetria rispetto alla lettera centrale N.

La domanda che probabilmente vi state facendo in questo momento è: “Che cosa significa SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS?” Nell’arco dei secoli ci sono stati numerosi studiosi che hanno cercato di decifrarne l’enigmatico significato. Una traduzione letterale molto approssimativa dal latino sarebbe qualcosa come: “Il seminatore AREPO tiene con destrezza l’aratro”. Un’altra traduzione abbastanza popolare dice che la frase recita: “Il seminatore sul suo carro, dirige con destrezza le ruote”, in quest’ultima traduzione AREPO è intesa come una parola di origine celtica che può essere intesa come “carro agricolo o aratro”. Ad ogni modo sembra che la sua traduzione letterale sia poco significativa e sia solo una maschera che nasconde qualcosa di molto più potente e arcaico. Infatti il quadrato SATOR sembra una costruzione pseudo matematica che gioca con le lettere rappresentate e con l’ordine con cui appaiono. Un indizio importante di questa tesi è la parola AREPO, che più che un nome vero e proprio sembra solo una forzatura per poter fare la trasformazione palindroma della parola OPERA.

Innanzitutto per capire quali siano le sue origini bisognerebbe stabilire con certezza il luogo e l’anno in cui è comparso per la prima volta, ma le evidenze archeologiche in questo caso sono davvero così vaste che stabilirne con certezza il quando e il dove non è semplice. Ci sono incisioni ad Ercolano e nelle rovine di Pompei datati prima del 79 d.C. In Inghilterra, nelle rovine romane dell’antica Corinium, attuale Cirencester, sono stati trovati graffiti raffiguranti il quadrato Sator, datati 1868 e altri in una casa risalente al secolo II e IV secolo. Altre testimonianze si trovano a Santiago de Compostela, Spagna, Altofen, Ungheria e a Siena sulle pareti del duomo cittadino di fronte al Palazzo Arcivescovile. A Manchester si conserva uno dei dipinti più significativi di questo quadrato magico. A Malta, fuori dalla chiesa dei cavalieri e molto molto altro ancora. Se l’avete visto anche voi nella vostra città condividetelo nei commenti.

Il più antico esemplare di Sator è stato trovato a Dura-Europos, sulle rive dell’Eufrate, oggi in territorio Siriano, e pensate che risale al 260 d.C.. In questa antica città furono ritrovati quattro esemplari del Quadrato Magico, tutti nella versione speculare. Proprio quest’ultimo ritrovamento rafforzerebbe una delle tesi più diffuse riguardo a Sator, ovvero che esso rappresenterebbe un codice adottato dai primi Cristiani perché la loro fede religiosa era ancora contrastata e vietata dai Romani e da altre popolazioni, infatti le due parole Tenet disegnano al centro del quadrato una croce simmetrica e perfetta. Numerosi studiosi, fra cui Felix Grossner, un pastore evangelista di Chemnitz, scoprirono che le 25 lettere del quadrato potevano essere disposte in modo da formare le parole PATERNOSTER, ovvero “Padre nostro” incrociato dalle lettere A ed O le quali corrisponderebbero all’Alfa e all’Omega dell’alfabeto greco. Questa frase si riferisce al libro dell’Apocalisse che inizia e finisce con la rivelazione dell’Alfa e dell’Omega, dimostrando il fatto che tutti gli eventi nel Libro Sacro girano intorno a Dio e precisamente in Apocalisse 1:8 recita: “Io sono l’Alfa e l’Omega, colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente”. Questo spiegherebbe anche perché il quadrato SATOR può essere letto da destra verso sinistra e dall’alto verso il basso e in senso contrario, perché la sua valenza è la stessa sempre, il suo significato è eterno, immutabile nel tempo. Dunque questo quadrato indicava un luogo in cui i cristiani potevano trovare riparo, come se fosse un segno distintivo, non sarebbe di certo la prima volta che queste simbologie vengono inserite nei monumenti cristiani, se siete mai stati a Barcellona sicuramente avrete anche visto la Sagrada Familia, un’opera magnifica del genio Gaudì. Forse la sua magnificenza e i suoi numerosi dettagli vi avranno catturati e forse vi è caduto l’occhio su questo quadrato. Quello che state osservando è noto come il quadrato magico della Sagrada Família e non è opera di Gaudí ma di Josep Maria Subirachs. La particolarità di questo quadrato è che sommando le sue cifre sia in senso orizzontale, verticale oppure obliquo, il numero che si ottiene è il 33. Ovviamente si tratta di una specie di sudoku in onore dell’età in cui Gesù Cristo morì sulla croce.

POSSIBILE LEGAME CON I TEMPLARI

Molte delle località in cui si trova inciso il quadrato SATOR sarebbero state dei possedimenti di un antico e leggendario ordine, ovvero quello dei cavalieri Templari. Sulla base di alcuni studi, l’ipotesi che lega il quadrato magico con l’ordine cavalleresco non è così azzardata, sembra infatti che i cavalieri adottassero questo simbolo per contrassegnare dei particolari luoghi o per trasmettere delle informazioni esoteriche in forma criptata o codificata. Infatti la maggior parte delle presenze del quadrato sia in Italia e soprattutto in Francia è databile attorno al XII e XIII secolo nelle località in cui altre simbologie dei Templari sono ben presenti oppure quelle dei Frati Cistercensi che erano a stretto contatto con i l’ordine. Ma su cosa si baserebbe questa ipotesi? A quanto pare la N centrale della croce TENET è rovesciata, questa è un’analogia che è stata riscontrata su alcuni dipinti e sui crocifissi su cui il Titulus Crucis presenta la scritta “INRI”. Gli storici ritengono che non sia casuale, sembrerebbe esserci una dottrina segreta tramandata soltanto ad alcuni iniziati. Ci sono anche altre anomalie sulle A e sulle O utilizzate, guarda caso proprio quelle che rappresentano l’Alfa e l’Omega. Queste anomalie si trovano principalmente in quelle città fortemente influenzate dall’ordine, come se ci fosse un messaggio dentro un messaggio insomma. Infatti come è arcinoto la O con il punto interno su questi particolari SATOR è il ben noto simbolo alchemico del sole, ovvero dell’oro e si ricollegherebbe alla tanto famigerata pietra filosofale, la quale si dice sia in grado di dare la vita eterna e l’onniscienza a chi la possieda, inoltre sarebbe anche in grado di tramutare in oro tutti i metalli. Questo però è un tema di discussione molto vasto e non basterebbe un intero video per trattarne tutti gli aspetti… magari in un futuro video. Ad ogni modo perché interessava ai templari il quadrato di Sator e che cosa stavano indicando? Forse qualcosa di ancor più antico e non solo un mero significato religioso?

Nelle altre civiltà esistono in maniera analoga altri quadrati magici, molti di essi ancor più lontani nel tempo rispetto a quello di SATOR, per esempio è stato scoperto che in Perù gli antichi Inca usavano un quadrato 5×5, cinque parole in lingua quechua la cui conoscenza veniva tramandata esclusivamente oralmente. Tale quadrato recitava MICUC, ISUTU, CUYUC, UTUSI, CUCIM. Anche in questo caso la traduzione letterale sembra poco significativa e sarebbe qualcosa come: “Un pedicello che mangia l’UTUSI e si dimena è felice”, anche in questo caso, proprio come nel quadrato di Sator, gli studiosi trovano una parola intrusa, ovvero UTUSI, che sembra inserita solo per poter rendere UTUSI e ISUTU speculari. Il quadrato magico più antico di tutta la storia dell’umanità però si troverebbe in Asia, in particolare in Cina. Il “Lo Shu” risale al III millennio a.C. e secondo la leggenda è stato copiato dall’imperatore cinese Yu dal disegno che egli vide sul dorso di una tartaruga sacra trovata nel Lo, un affluente del fiume Giallo. Il Lo Shu è una matrice 3×3 che contiene alcuni numeri, anche in questo caso come il quadrato di Subirachs, sommando fra loro questi numeri sia per riga, colonna oppure le diagonali, si ottiene sempre un numero: il 15.  Per gli antichi il “Lo Shu” era un simbolo potentissimo che racchiudeva il segreto della vita, spesso viene ricordato anche come simbolo dell’armonia universale, la vita e la morte, lo Yin e Yang. Nove numeri che racchiudono un messaggio così potente devono pur significare qualcosa.

Tale è la molteplicità dei luoghi e dei testi in cui ritorna il quadrato magico del Sator, che la sua interpretazione appare un vero rompicapo. Il quadrato magico di Sator è stato studiato per secoli da archeologi, filologi, paleografi, matematici, mistici, artisti e teologi di tutto il mondo i quali hanno cercato di decifrare il suo significato. Si potrebbe fare un elenco di altre teorie su questo magico quadrato, ma lo scopo del video in realtà è quello di suscitare interesse in voi e spingervi a fare ricerche e proporre delle teorie a riguardo… e chissà se prima o poi qualcuno, magari proprio uno di voi spinto dalla curiosità, riuscirà a scoprirne il significato definitivo. Chissà…

 
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Pubblicato da su 3 aprile 2017 in Casi macabri e misteriosi

 

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