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Demone Lupo Mannaro – L’incubo di Bill Ramsey

31 Gen
Demone Lupo Mannaro – L’incubo di Bill Ramsey

L’unica ragione per cui forse le storie di lupi mannari non sembrano molto credibili è che sono molto antiche, risalenti tra il 16esimo e 17esimo secolo. Tutti i miti che circolano su questi famosi mostri da cui sono stati tratti anche numerosi film possono essere sfatati considerando due principali fattori chiave: la natura superstiziosa delle persone dell’epoca e lo scarso progresso scientifico. Al giorno d’oggi praticamente nessuno crede nell’esistenza dei lupi mannari, anche te che stai guardando questo video molto probabilmente sei scettico, tuttavia forse dovrai ricrederti dopo aver finito di ascoltare questa incredibile storia. Sorprendentemente esiste un convincente caso di un vero lupo mannaro risalente al 1983 indagato persino dai famosi demonologi Ed e Lorraine Warren. Vi starete chiedendo cosa c’entri la coppia con un caso di licantropia, ebbene fu un caso anche di possessione demoniaca. Ecco il caso di Bill Ramsey, il lupo mannaro demone di Londra, una delle indagini più intriganti dei Warren.

Bill Ramsey nacque nel 1943 a Southend-on-Sea, una contea inglese, e tutto iniziò quando aveva solo 9 anni. Il ragazzo trascorreva ore a giocare nel cortile di casa sua. A Ramsey non mancava di certo la fantasia, infatti quando la madre appendeva i vestiti profumati e appena lavati lungo tutto il cortile, nella mente del ragazzo quei vestiti non erano altro che fanciulle da salvare, dunque si immedesimava nel ruolo del giovane eroe galante che avrebbe sconfitto innumerevoli nemici mortali pur di salvare una vita. In un caldo giorno d’estate si mise di nuovo a giocare nel suo cortile fantasticando le sue avventure. Giocò per oltre un’ora senza sosta fino a quando venne improvvisamente colto da una sensazione di freddo che scese lungo tutto il suo corpo e sentì anche un odore nauseabondo. Poco dopo tornò tutto alla normalità tranne che… C’era qualcosa di diverso. Si rese conto che tutti i suoi giochi erano infantili, come se lui non avesse più 9 anni. Le persone intorno a lui sembravano terribilmente fuori di testa, le madri chiamavano i propri figli nelle case allontanandoli da Ramsey, ma il ragazzo rimase immobile chiedendosi che cosa gli stava accadendo intorno. La sua temperatura corporea scese di nuovo. Immagini di se stesso come un lupo comparivano nella sua mente e sentì una potente rabbia dentro di lui che lo fece stramazzare al suolo, poi si alzò e sfogò tutta la sua ira ringhiando ai passanti. I genitori di Ramsey si precipitarono verso di lui che li accolse in un modo non troppo amichevole, poi strappò brutalmente il filo metallico di un recinto con le mani e i denti combattendo ogni istante con la rabbia che lo aveva sopraffatto. Secondo i testimoni ringhiava come un lupo arrabbiato. I genitori spaventati a morte e non riuscendo ad avvicinarsi scapparono in casa. Poi lentamente la rabbia si spense e Ramsey ritornato quel bambino spensierato di 9 anni bussò alla sua porta e venne accolto con riluttanza dai genitori.

Verso i 12 anni il ragazzo ebbe il primo episodio sconvolgente per la comunità. Mentre andava a scuola con sua madre, Ramsey tutto d’un tratto a quattro zampe si precipitò a scuotere con violenza un palo pubblicitario, sbavando e ringhiando contro chiunque gli si avvicinasse. Ad un certo punto addirittura smosse e dissotterrò il palo che era piantato nel calcestruzzo e poi con una forza inimmaginabile lo piegò più volte davanti agli occhi atterriti della gente. Da allora gli attacchi divennero più frequenti, ma i genitori si affidarono ad alcuni psicologi che seppero insegnare al ragazzo come controllarsi in quei momenti di rabbia improvvisa. Ciò però non distolse Ramsey dall’idea di essere un lupo mannaro: sin dai primi sintomi lui si convinse di essere in realtà un lupo nel corpo di un essere umano e quella convinzione probabilmente lo accompagnò tutta la vita.

Ramsey riprese una vita normale. Si sposò, ebbe una bambina e si guadagnò da vivere come falegname, ma gli orrori vissuti decenni prima si stavano per ripetere. La notte di lunedì 5 dicembre 1983, Ramsey stava tornando a casa dopo una lunga giornata di lavoro quando improvvisamente un dolore tremendo gli pervase il petto. Tutto il suo corpo era ricoperto di sudore freddo e i suoi respiri si fecero irregolari. Si precipitò al più vicino ospedale a Southend. Sentì il dolore lancinante al petto protendersi verso il braccio destro mentre barcollava all’ingresso del pronto soccorso. Due infermiere accorsero subito verso di lui aiutandolo a sdraiarsi su una barella per poi trasportarlo d’urgenza. All’improvviso Ramsey emise un ruggito agghiacciante, poi un’altro così forte che le infermiere fecero un balzo indietro per la paura. In un istante l’uomo si aggrappò al braccio di un’infermiera mordendola vicino al gomito staccandole quasi un pezzo di braccio. Il sangue gocciolava dalle sue mani e l’altra infermiera gridò per chiedere aiuto. Un giovane poliziotto che era di turno vicino al pronto soccorso si precipitò in ospedale, certo non si aspettava di vedere vagare per i corridoi una bestia più che un uomo, l’espressione sul suo volto era disumana e tratteneva saldamente con le mani le due infermiere terrorizzate. Intervenne un infermiere che insieme al poliziotto riuscì a legare la bestia con una cinghia. Ramsey riprese conoscenza all’interno di un’ambulanza che lo stava trasportando al Runwell Mental Hospital. Ovviamente non si ricordava nulla di ciò che era successo poco prima.

Pochi giorni dopo il terribile accaduto, Ramsey si presentò alla stazione di polizia di Southend implorando gli agenti di essere rinchiuso per la sua sicurezza e quella degli altri cittadini, ma sfortunatamente proprio in quel momento l’uomo ebbe un improvviso attacco di rabbia e assalì l’agente sollevandolo da terra e scaraventandolo nel parcheggio come se fosse un bambolotto. Ci vollero sei agenti per immobilizzare Ramsey e tre di loro finirono in ospedale. Ramsey venne chiuso in una cella di detenzione della stazione di polizia e per tutta la notte ringhiò. La polizia fu costretta a chiamare un medico per somministrargli un potente sedativo.

Questa volta non accadde come anni prima, il caso non finì nel dimenticatoio e finì presto sui giornali e TV locali. Ed e Lorraine Warren vennero a conoscenza di questo caso grazie a un episodio dello show televisivo inglese “Incredible Sunday” e rintracciarono Ramsey con l’aiuto della polizia. La coppia di demonologi era convinta che l’uomo fosse posseduto da un’entità malvagia estremamente potente, dunque insieme al ricercatore paranormale John Zaffis e la moglie di Ramsey, Nina, si riunirono presso la chiesa locale per testimoniare l’esorcismo. Erano presenti anche David Alford e John Cleve del giornale “The People”. L’incaricato dell’esorcismo fu invece il vescovo Robert McKenna il quale nella sua lunga carriera ha eseguito molti altri esorcismi, uno tra i più famosi fu quello della Casa Smurl di cui abbiamo già ampiamente parlato in uno dei nostri casi. Il vescovo si assicurò che quattro agenti di polizia fossero pronti nel caso fuoriuscisse quella violenza disumana da Ramsey. L’esorcismo iniziò e il vescovo Mckenna sfiorò la fronte di Ramsey con la sua stola, dopodiché afferrò la testa dell’uomo con decisione ordinando al demone di lasciarlo per sempre. Ramsey tremava in maniera incontrollabile e cercò di attaccare il vescovo il quale stava tenendo impresso un crocifisso sul volto dell’indemoniato. Ramsey ringhiava e si avventò su McKenna, il vescovo fece un balzo indietro per non essere afferrato e protraendo il crocifisso verso l’alto recitò l’esorcismo in latino. Piano piano Ramsey sentì il suo corpo diventare sempre più debole e caldo, un ultimò debole ruggito venne fuori dalla sua bocca e poi svanì insieme a tutta la sua rabbia. Il demone se n’era andato e Ramsey si sentiva purificato.

I Warren non furono in grado di fornire alcuna prova con foto o video, ma la presenza della celebre coppia di demonologi, del ricercatore paranormale John Zaffis e il famoso esorcista McKenna, ne aumenta notevolmente la credibilità. Inoltre non è mai stato riportato un vero cambiamento di forma di Ramsey, sono noti solo i suoi comportamenti simili a quelli che si raccontano siano tipici di un lupo mannaro. Più avanti per spiegare questo caso con un’impronta più scientifica si parlò di demonopatia, ossia una malattia psichiatrica la cui persona colpita è convinta di essere posseduta dal demonio. Si parlò anche di licantropia clinica, una rara sindrome psichiatrica che induce chi ne è affetto a credere di potersi trasformare in un animale. La sindrome costringe chi ne soffre a voler assomigliare ad un animale, spesso ad un lupo, nell’aspetto ma principalmente nel comportamento. Negli stadi più gravi i malati desiderano cibarsi di carne cruda, a volte umana, e di sangue. Tuttavia c’è un punto che cozza con queste spiegazioni, ossia il fatto che Ramsey, in uno dei suoi attacchi quando era più piccolo, sradicò un paletto a mani nude con una forza sovrumana.

Di certo questo è stato uno dei casi più bizzarri tra quelli seguiti dai Warren che sono stati testimoni di molti… fin troppi casi di possessione demoniaca.

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Pubblicato da su 31 gennaio 2017 in Maledizioni e possessioni

 

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