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Kalachi e Krasnogorsk – I villaggi del sonno

22 Nov
Kalachi e Krasnogorsk – I villaggi del sonno

Dal marzo 2013 una misteriosa malattia colpisce più di 200 persone a Kalachi e Krasnogorsk, che sono due villaggi della grande steppa Kazaka. Gli abitanti di questi villaggi si addormentano improvvisamente a qualunque ora del giorno e secondo alcune testimonianze perfino mentre camminano. Quasi un quarto dell’intera popolazione dei due villaggi racconta che dormivano anche per dodici ore consecutive e al loro risveglio non ricordavano nulla dell’accaduto ma avevano solo un mal di testa insopportabile, vertigini e stanchezza. Nei casi più estremi addirittura alcuni individui dormivano anche fino a sei giorni consecutivi. Un’indagine accurata nel 2014 riportata dal quotidiano Komsomolskaya Pravda riferì queste testuali parole: “Le persone sembrano essere coscienti, possono sentire e camminare anche se sono addormentate fino quando non cadono in un sonno più profondo e iniziano a russare, poi al loro risveglio molti non ricordano assolutamente nulla”. Sembrerebbe che tale epidemia sonnifera colpisca persone di tutte le età, da anziani a bambini e sono stati riportati anche casi di animali domestici i quali sembrerebbero subire altri effetti collaterali dato che al loro risveglio diventano aggressivi e in alcuni casi non riconoscono più i loro padroni. Per esempio Yelena Zhavoronkova, una residente di Kalachi, disse al quotidiano Vremya che il suo gatto all’improvviso era diventato ostile e aveva iniziato ad attaccare le persone e gli altri animali senza alcuna spiegazione. Nei momenti in cui dormiva invece l’animale sembrava essere sotto l’effetto di un qualche narcotizzante perché restava in quelle condizioni per diverse ore consecutive non rispondendo nemmeno all’odore del cibo. Molte storie simili sono state riportate per quanto riguarda cani, pecore, cavalli e altri animali.

Nel 2013 quello che era iniziato come uno tanti casi isolati era diventato virale. Inizialmente gli esperti parlarono di “encefalopatia di origine sconosciuta” ossia un termine molto generico per malattie del cervello, una spiegazione che di fatto stava a significare che non avevano un’idea precisa di che cosa si trattasse. Addirittura alcuni medici nelle cartelle cliniche avevano scritto che i pazienti soffrivano probabilmente i postumi di sbornia da vodka dato che russavano molto e niente sembrava svegliarli, ma dopo i primi test tossicologici che risultarono negativi anche all’alcool, i medici iniziarono a formulare le più svariate ipotesi senza però averne la certezza assoluta, anzi… ogni ipotesi fatta veniva puntualmente smentita dai test.

Una peculiarità abbastanza inquietante è che sono poche le persone che riescono a ricordare i loro sogni, ma quelli che si ricordano vorrebbero dimenticarseli. Molti riferiscono di aver vissuto delle esperienze a dir poco orribili, praticamente le vittime in qualche modo aprivano gli occhi ma il loro corpo non riusciva a rispondere alle loro menti e quindi rimanevano bloccati per diverse ore! Questo è il fenomeno della cosiddetta paralisi nel sonno, un’esperienza traumatizzante per molti, dove le paure più inquietanti delle persone prendono vita. Normalmente una paralisi del sonno dura qualche minuto, immaginate le conseguenze che possono avere nella psiche di una persona quando quest’effetto dura per diverse ore se non giorni come in alcuni casi riportati dai cittadini di Kalachi e  Krasnogorsk. Le povere vittime al loro risveglio piangevano in maniera incontrollata dichiarando di aver vissuto per giorni con demoni che le bloccavano a letto e senza lasciarle andare via, altri raccontano di aver visto serpenti giganti, streghe, extraterrestri e altre allucinazioni prodotte dalle loro paure più recondite ed amplificate dalle loro menti.

Alcune voci su questi demoni iniziarono a circolare fra la popolazione, quindi oltre alla paura che molti avevano di non risvegliarsi mai più, si aggiunse anche quella di essere dilaniati da demoni durante il sonno. Questo purtroppo non fu di aiuto al fine di comprendere l’origine della patologia perché gli studiosi iniziarono a credere che si trattasse solo di una psicosi collettiva simile alla psicosi nota come “Bin Laden Itch” che colpì molti teenager negli Stati Uniti nel 2002. “Il prurito di Bin Laden”, chiamata in questo modo perché molti americani avevano così tanta ansia e paura di subire attentati terroristici dopo l’11 settembre che i loro corpi avevano sviluppato delle eruzioni e lacerazioni cutanee evidenti senza alcuna spiegazione apparente. Una psicosi collettiva però non riesce a spiegare perché tale fenomeno colpisce anche gli animali e persone capitate casualmente in quelle città. In questo caso è interessante la storia di Alexey Gom, il quale racconta: “Ero venuto qui con mia moglie a trovare mia suocera. Ho acceso il mio portatile, ho iniziato a leggere alcune pagine ed è stato come se qualcuno avesse premuto un pulsante e mi avesse spento. Mi sono risvegliato in ospedale con mia moglie e mia suocera accanto al letto mentre i medici non sapevano cosa dire se non che avessi dormito per trenta ore di fila e non avevano trovato nulla durante le analisi effettuate in quelle ore.“.

Casi come quello di Alexey attirarono l’attenzione degli scienziati dato che si focalizzava il problema da un’altro punto di vista, ossia che la causa non era legata alle persone e alla loro psiche, ma ai villaggi stessi, quindi gli esperti iniziarono ad analizzare la geografia del luogo scoprendo un fatto rivelatore. Dopo la caduta dell’Unione Sovietica le miniere ricche di uranio in teoria erano state chiuse lasciando Krasnogorsk come una città fantasma con soli 400 dei suoi 6500 residenti iniziali. Nel 2015 l’ex ministro del lavoro e della protezione sociale della popolazione del Kazakistan, Berdibek Saparbaev , dopo aver analizzato i risultati degli esami medici di tutti i residenti insieme ad un gruppo di ricercatori, concluse che questa malattia è stata causata da livelli elevati di monossido di carbonio e idrocarburi nell’aria. Saparbaev, cercando di porre fine a questa incredibile vicenda, in un comunicato ufficiale disse che l’ossigeno nell’aria si riduce a causa dei gas fuoriusciti dalle miniere di uranio ed è quella la vera ragione per la malattia del sonno di quei villaggi. Infine per poter proteggere la popolazione è iniziata una lenta e inesorabile evacuazione dei centri abitati.

Sembrerebbe un caso risolto, invece il mistero rimane perché dopo aver evacuato gran parte della zona le autorità non hanno trovato livelli di radiazioni o di metalli particolarmente elevate come credevano, senza contare che l’avvelenamento da monossido di carbonio lo si può vedere grazie ad un esame del sangue, tuttavia qualche mese prima dell’evacuazione dei villaggi molte persone colpite dalla malattia risultarono negative a questo tipo di avvelenamento. Claude Piantadosi, uno pneumologo della Duke University Medical Center del North Carolina, afferma che il monossido di carbonio si lega al sangue umano 200 volte più forte rispetto all’ossigeno, il che significa che non ci vuole molto di questo gas velenoso per soffocare qualcuno, ma i sintomi non corrispondono del tutto a quelli descritti dalla popolazione. Quindi quello dell’avvelenamento da monossido di carbonio è una spiegazione plausibile ma non del tutto convincente anche perché quel gas è un sottoprodotto della combustione e la miniera di uranio accanto ai due villaggi era inattiva da diversi decenni, quindi come avrebbe fatto tutto quel monossido di carbonio a fuoriuscire, forse era rimasto là sotto durante tutti questi anni? Robert Ferriter, uno specialista di sicurezza nelle miniere presso la Colorado School of Mines, non riesce a spiegarsi come così tanto gas sia rimasto sotto terra per poi uscire tutto in una volta sola provocando tutti quei danni alla popolazione. “È vero che è facile per i gas pericolosi rimanere intrappolati in uno spazio chiuso come una miniera con scarsa ventilazione, ma la loro improvvisa fuoriuscita dovrebbe essere stata provocata anche da qualche cambiamento geologico come un terremoto” racconta Ferriter.

Forse il governo kazako nasconde altri dati e informazioni, ma per adesso la spiegazione ufficiale rimane quella dell’avvelenamento da monossido di carbonio anche se molti interrogativi rimangono ancora irrisolti. Sembra che quella miniera che è stata fonte di lavoro per molti cittadini del luogo, una volta chiusa sia stata la loro maledizione… Che destino ironico.

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