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Archivio mensile:novembre 2016

Nightcrawler – Creature impossibili

Nightcrawler – Creature impossibili

Quanti di voi hanno sentito la parola criptide? Questo è un termine usato nella criptozoologia per indicare un animale la cui esistenza è sostenuta da tradizioni e leggende, ma di cui mancano prove scientifiche. Molti criptidi sono stati visti camminare sulla terra ferma o soffermarsi nelle profondità degli oceani. Anche se la criptozoologia è considerata una pseudo-scienza, molto spesso mette in seria difficoltà la scienza ufficiale che cerca di spiegare il contenuto di numerosi video o foto che metterebbero alla luce creature misteriose! D’altronde ogni anno vengono scoperte nuove specie di animali, dalla più piccola a centinaia di metri sotto il mare alla più viscida nell’intricato paesaggio delle foreste. Nessuno sa stilare ancora un elenco completo degli animali che abitano il nostro pianeta, un elenco che giorno dopo giorno si arricchisce sempre più di bizzarre creature e forse un giorno quelli che oggi sono considerati dei miti, un domani saranno dettagli che riempiranno i libri di scienza.

L’elenco di queste presunte creature è lunghissimo e alcuni dei nostri video futuri parleranno proprio di alcune di esse, ma oggi ci concentreremo su un criptide poco famoso ma che attanaglia ancora le menti di molti ricercatori. Molti non lo considerano nemmeno un criptide e ci sono riferimenti in alcune leggende che non si possono considerare solo coincidenze. Nightcrawler, questo è il suo nome affibbiatogli anni fa quando comparve per la prima volta in un video.

Il Nightcrawler, nome derivato dalle parole inglesi “Night” (notte) e “Crawl” (camminare lentamente o strisciare), chiamato anche l’alieno di Fresno, è una bizzarra creatura che fece la sua prima apparizione nel 2007 a Fresno in California. L’avvistamento fu ripreso in una zona residenziale da una telecamera di sorveglianza installata appositamente da una famiglia perché capitava molto spesso che durante la notte i cani del vicinato abbaiassero. Un giorno, quando il sole era calato da ormai molte ore, i cani abbaiarono più forte del solito e la mattina dopo la famiglia decise di vedere le registrazioni non immaginando minimamente quello che avrebbero visto. Sconcertati chiamarono immediatamente la polizia la quale ne uscì altrettanto confusa e in poco tempo la notizia attirò i media locali. Il video relativamente breve e di scarsa qualità ritraeva una misteriosa creatura umanoide bianca, sottile, senza né braccia né busto. Il corpo sembra avvolto da un vestito o un mantello chiaro ed è composto da due lunghe gambe che convergono in quella che potrebbe essere la testa.

Un fatto curioso che riguarda i Nightcrawler è che stando alle leggende dei nativi americani della zona, queste creature popolerebbero la Terra da moltissimo tempo, addirittura da prima della comparsa dell’uomo e proverrebbero da un pianeta per lo più ricoperto di paludi, difatti le loro lunghe gambe servirebbero proprio per attraversare più agevolmente il terreno paludoso. Sempre secondo la leggenda queste creature sono sul nostro pianeta per assistere a una sorta di risveglio, per costruire un legame tra uomo e natura e successivamente portare la pace e l’armonia. Un altro fatto interessante che potrebbe essere legato ai Nightcrawler risale al 1931 quando a Blythe, una cittadina in California, un archeologo scoprì enormi glifi visibili nel loro insieme solo dal cielo, un po’ come le linee di Nazca. Questi glifi hanno mostrato un enorme essere con gambe e braccia lunghe e una piccola testa e il più grande misura circa 50 metri. Nessuno sa quando siano stati creati questi glifi, se ne fa solo menzione in leggende tramandate oralmente e antichi scritti dei nativi americani. Ancora una volta la leggenda si mischia con fatti apparentemente reali e anni più tardi, nel marzo del 2011, fece la sua comparsa un secondo video ripreso sempre da una telecamera di sicurezza di notte al Parco nazionale di Yosemite, un’area naturale protetta che si trova tra le contee di Mariposa e Tuolumne nello Stato della California. Questa volta vengono riprese due creature, due Nightcrawler che scendono giù per una collina con i loro strani movimenti.

Queste creature così surreali affascinarono molti ricercatori e proprio per la loro assurdità c’è chi semplicemente addita tutta la faccenda come una clamorosa bufala. Non mancano ipotesi sull’origine extraterrestre dei Nightcrawlers, ipotesi che peraltro sembra essere avvalorata proprio dalle leggende dei nativi americani. C’è inoltre chi afferma siano dei criptidi, fantasmi o una sorta di guardiani della foresta. L’unica cosa certa è che non assomigliano a nessuna creatura nota, ma allora cosa sono quelle creature? Nessuno ad oggi lo sa con certezza. Successivamente in rete apparvero anche diverse foto di statue intagliate nel legno che sembrano rappresentare appunto i Nightcrawler, tuttavia nessuno è stato in grado di determinare la fonte di quelle foto o dove siano state scattate… Sono semplicemente comparse in rete! Questo non fece altro che alimentare la teoria della bufala anche se c’è chi giustifica quelle statue come rappresentazioni realizzate dai nativi americani.

Grazie a internet i video cominciarono presto a fare il giro del mondo e le misteriose creature furono oggetto anche di una puntata di Fact or Faked: Paranormal Files, una serie televisiva statunitense di investigazioni su fenomeni paranormali in onda sul canale Syfy. Il team investigativo analizzò il primo video girato nel 2007. Le movenze delle strane creature sono apparse fin da subito molto strane, i movimenti sono fluidi e le ginocchia sembrano piegarsi all’indietro. Le analisi rivelarono che la creatura fosse alta circa un metro. Il team simulò numerosi tentativi di riproduzione di quelle movenze per cercare di dimostrare che fosse tutto un falso, ma ogni tentativo si rivelò infruttuoso. Infine l’analisi del video non mise alla luce nessun ritocco, sottolineiamo anche che la persona che mostrò il video alla polizia non aveva il minimo mezzo per poter effettuare qualche ritocco in digitale, inoltre non ha mai pubblicato di persona tale video né tanto meno venduto, insomma non ha fatto nulla per il quale avrebbe potuto ricavarne soldi o fama.

Il tempo passava, il mistero si infittiva sempre di più e la gente che cercava di dimostrare che era tutto un falso falliva miseramente perché non riusciva a ricreare perfettamente le strane movenze di quelle creature e ancora oggi il dibattito è aperto. Su YouTube esiste un video dello youtuber CaptainDisilusion che mostra come apparentemente sia stato realizzato il Nightcrawler, come vedete da queste immagini il tutto si sarebbe ottenuto tramite l’aiuto della computer grafica modificando un corpo di una persona rimuovendo digitalmente la parte superiore del corpo. Tuttavia questa spiegazione non convince per due motivi: il primo è che il video analizzato in Fact or Faked: Paranormal Files non presentava ritocchi, la seconda è che lo youtuber non è riuscito a rappresentare minimamente le strane movenze delle gambe delle creature. Dunque il mistero persiste ancora…

12 dicembre 2014, Contea di Highland, Ohio. Un ex marine e sua moglie stanno tornando a casa, fuori sta calando velocemente il sole e l’uomo accende i fari per illuminare meglio la strada, una strada buia e interminabile che costeggia la foresta da entrambi i lati. Mentre stanno scendendo da una collina la moglie indica un puntino bianco in mezzo alla strada molto lontano e l’uomo, pensando fosse un animale selvatico, comincia a rallentare per evitare il rischio di investirlo, ma mano a mano si avvicinano il puntino bianco assume una forma umanoide, ad un certo punto la creatura si accorge dell’auto in arrivo e fa un balzo nella foresta sparendo dalla vista della coppia. L’uomo rimane scioccato dalla visione di quella strana creatura e quando arriva a casa prende subito carta e penna per cercare di raffigurare ciò che aveva visto. Disegnò una creatura con lunghi arti inferiori, ginocchia piegate all’indietro senza busto e braccia… Proprio così, sembra la raffigurazione di un Nightcrawler. L’uomo affermò che la creatura fosse alta più di 2 metri e la moglie ribadì di come suo marito fosse un uomo troppo orgoglioso e non avrebbe mai e poi mai raccontato una frottola, fatto sta che l’unica prova che abbiamo di questo avvistamento rimane un disegno… Un disegno che sembra ritrarre la stessa creatura di Fresno catturata da una telecamera di sorveglianza anni prima…

Come ogni volta che si ha a che fare con un criptide non si hanno che una manciata di foto o video come prova, spesso di bassa qualità, ma come abbiamo detto a inizio video ogni anno si scoprono decine di nuove specie arricchendo la lista degli animali presenti sulla Terra e nessuno può dire se un domani un Bigfoot, un Nessie o un Nightcrawler possano far parte di questa lista…

 
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Pubblicato da su 28 novembre 2016 in Casi macabri e misteriosi

 

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Kalachi e Krasnogorsk – I villaggi del sonno

Kalachi e Krasnogorsk – I villaggi del sonno

Dal marzo 2013 una misteriosa malattia colpisce più di 200 persone a Kalachi e Krasnogorsk, che sono due villaggi della grande steppa Kazaka. Gli abitanti di questi villaggi si addormentano improvvisamente a qualunque ora del giorno e secondo alcune testimonianze perfino mentre camminano. Quasi un quarto dell’intera popolazione dei due villaggi racconta che dormivano anche per dodici ore consecutive e al loro risveglio non ricordavano nulla dell’accaduto ma avevano solo un mal di testa insopportabile, vertigini e stanchezza. Nei casi più estremi addirittura alcuni individui dormivano anche fino a sei giorni consecutivi. Un’indagine accurata nel 2014 riportata dal quotidiano Komsomolskaya Pravda riferì queste testuali parole: “Le persone sembrano essere coscienti, possono sentire e camminare anche se sono addormentate fino quando non cadono in un sonno più profondo e iniziano a russare, poi al loro risveglio molti non ricordano assolutamente nulla”. Sembrerebbe che tale epidemia sonnifera colpisca persone di tutte le età, da anziani a bambini e sono stati riportati anche casi di animali domestici i quali sembrerebbero subire altri effetti collaterali dato che al loro risveglio diventano aggressivi e in alcuni casi non riconoscono più i loro padroni. Per esempio Yelena Zhavoronkova, una residente di Kalachi, disse al quotidiano Vremya che il suo gatto all’improvviso era diventato ostile e aveva iniziato ad attaccare le persone e gli altri animali senza alcuna spiegazione. Nei momenti in cui dormiva invece l’animale sembrava essere sotto l’effetto di un qualche narcotizzante perché restava in quelle condizioni per diverse ore consecutive non rispondendo nemmeno all’odore del cibo. Molte storie simili sono state riportate per quanto riguarda cani, pecore, cavalli e altri animali.

Nel 2013 quello che era iniziato come uno tanti casi isolati era diventato virale. Inizialmente gli esperti parlarono di “encefalopatia di origine sconosciuta” ossia un termine molto generico per malattie del cervello, una spiegazione che di fatto stava a significare che non avevano un’idea precisa di che cosa si trattasse. Addirittura alcuni medici nelle cartelle cliniche avevano scritto che i pazienti soffrivano probabilmente i postumi di sbornia da vodka dato che russavano molto e niente sembrava svegliarli, ma dopo i primi test tossicologici che risultarono negativi anche all’alcool, i medici iniziarono a formulare le più svariate ipotesi senza però averne la certezza assoluta, anzi… ogni ipotesi fatta veniva puntualmente smentita dai test.

Una peculiarità abbastanza inquietante è che sono poche le persone che riescono a ricordare i loro sogni, ma quelli che si ricordano vorrebbero dimenticarseli. Molti riferiscono di aver vissuto delle esperienze a dir poco orribili, praticamente le vittime in qualche modo aprivano gli occhi ma il loro corpo non riusciva a rispondere alle loro menti e quindi rimanevano bloccati per diverse ore! Questo è il fenomeno della cosiddetta paralisi nel sonno, un’esperienza traumatizzante per molti, dove le paure più inquietanti delle persone prendono vita. Normalmente una paralisi del sonno dura qualche minuto, immaginate le conseguenze che possono avere nella psiche di una persona quando quest’effetto dura per diverse ore se non giorni come in alcuni casi riportati dai cittadini di Kalachi e  Krasnogorsk. Le povere vittime al loro risveglio piangevano in maniera incontrollata dichiarando di aver vissuto per giorni con demoni che le bloccavano a letto e senza lasciarle andare via, altri raccontano di aver visto serpenti giganti, streghe, extraterrestri e altre allucinazioni prodotte dalle loro paure più recondite ed amplificate dalle loro menti.

Alcune voci su questi demoni iniziarono a circolare fra la popolazione, quindi oltre alla paura che molti avevano di non risvegliarsi mai più, si aggiunse anche quella di essere dilaniati da demoni durante il sonno. Questo purtroppo non fu di aiuto al fine di comprendere l’origine della patologia perché gli studiosi iniziarono a credere che si trattasse solo di una psicosi collettiva simile alla psicosi nota come “Bin Laden Itch” che colpì molti teenager negli Stati Uniti nel 2002. “Il prurito di Bin Laden”, chiamata in questo modo perché molti americani avevano così tanta ansia e paura di subire attentati terroristici dopo l’11 settembre che i loro corpi avevano sviluppato delle eruzioni e lacerazioni cutanee evidenti senza alcuna spiegazione apparente. Una psicosi collettiva però non riesce a spiegare perché tale fenomeno colpisce anche gli animali e persone capitate casualmente in quelle città. In questo caso è interessante la storia di Alexey Gom, il quale racconta: “Ero venuto qui con mia moglie a trovare mia suocera. Ho acceso il mio portatile, ho iniziato a leggere alcune pagine ed è stato come se qualcuno avesse premuto un pulsante e mi avesse spento. Mi sono risvegliato in ospedale con mia moglie e mia suocera accanto al letto mentre i medici non sapevano cosa dire se non che avessi dormito per trenta ore di fila e non avevano trovato nulla durante le analisi effettuate in quelle ore.“.

Casi come quello di Alexey attirarono l’attenzione degli scienziati dato che si focalizzava il problema da un’altro punto di vista, ossia che la causa non era legata alle persone e alla loro psiche, ma ai villaggi stessi, quindi gli esperti iniziarono ad analizzare la geografia del luogo scoprendo un fatto rivelatore. Dopo la caduta dell’Unione Sovietica le miniere ricche di uranio in teoria erano state chiuse lasciando Krasnogorsk come una città fantasma con soli 400 dei suoi 6500 residenti iniziali. Nel 2015 l’ex ministro del lavoro e della protezione sociale della popolazione del Kazakistan, Berdibek Saparbaev , dopo aver analizzato i risultati degli esami medici di tutti i residenti insieme ad un gruppo di ricercatori, concluse che questa malattia è stata causata da livelli elevati di monossido di carbonio e idrocarburi nell’aria. Saparbaev, cercando di porre fine a questa incredibile vicenda, in un comunicato ufficiale disse che l’ossigeno nell’aria si riduce a causa dei gas fuoriusciti dalle miniere di uranio ed è quella la vera ragione per la malattia del sonno di quei villaggi. Infine per poter proteggere la popolazione è iniziata una lenta e inesorabile evacuazione dei centri abitati.

Sembrerebbe un caso risolto, invece il mistero rimane perché dopo aver evacuato gran parte della zona le autorità non hanno trovato livelli di radiazioni o di metalli particolarmente elevate come credevano, senza contare che l’avvelenamento da monossido di carbonio lo si può vedere grazie ad un esame del sangue, tuttavia qualche mese prima dell’evacuazione dei villaggi molte persone colpite dalla malattia risultarono negative a questo tipo di avvelenamento. Claude Piantadosi, uno pneumologo della Duke University Medical Center del North Carolina, afferma che il monossido di carbonio si lega al sangue umano 200 volte più forte rispetto all’ossigeno, il che significa che non ci vuole molto di questo gas velenoso per soffocare qualcuno, ma i sintomi non corrispondono del tutto a quelli descritti dalla popolazione. Quindi quello dell’avvelenamento da monossido di carbonio è una spiegazione plausibile ma non del tutto convincente anche perché quel gas è un sottoprodotto della combustione e la miniera di uranio accanto ai due villaggi era inattiva da diversi decenni, quindi come avrebbe fatto tutto quel monossido di carbonio a fuoriuscire, forse era rimasto là sotto durante tutti questi anni? Robert Ferriter, uno specialista di sicurezza nelle miniere presso la Colorado School of Mines, non riesce a spiegarsi come così tanto gas sia rimasto sotto terra per poi uscire tutto in una volta sola provocando tutti quei danni alla popolazione. “È vero che è facile per i gas pericolosi rimanere intrappolati in uno spazio chiuso come una miniera con scarsa ventilazione, ma la loro improvvisa fuoriuscita dovrebbe essere stata provocata anche da qualche cambiamento geologico come un terremoto” racconta Ferriter.

Forse il governo kazako nasconde altri dati e informazioni, ma per adesso la spiegazione ufficiale rimane quella dell’avvelenamento da monossido di carbonio anche se molti interrogativi rimangono ancora irrisolti. Sembra che quella miniera che è stata fonte di lavoro per molti cittadini del luogo, una volta chiusa sia stata la loro maledizione… Che destino ironico.

 
 

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John Wayne Gacy – The Killer Clown

John Wayne Gacy – The Killer Clown

Nato il 17 marzo 1942 a Chicago, Illinois, ha fin da subito affrontato un’infanzia difficile e combattuto con conflitti riguardo la sua sessualità. Dopo essere stato condannato per violenze sessuali nel 1968, si scoprì anni più tardi che uccise la bellezza di trentatré giovani tutti maschi, seppellendo la maggior parte di essi sotto casa sua. Nel 1980 venne riconosciuto colpevole e la sentenza comprendeva molteplici condanne a morte. Venne giustiziato tramite iniezione letale il 10 maggio 1994. Questa è solo una breve sinossi del serial killer di cui vi stiamo per parlare ma fa già rabbrividire! Ecco la storia di John Wayne Gacy, Jr. noto con lo pseudonimo di Killer Clown.

Questo purtroppo famoso serial killer era figlio di genitori danesi e polacchi e insieme ai suoi fratelli venne cresciuto prevalentemente dal padre, un uomo violento che spesso tornava a casa ubriaco picchiando moglie e figli. Non era raro che l’uomo usasse rasoi e cinture per infliggere pesanti danni fisici ai figli non appena si fossero comportati male, ma in quel caso i danni più che fisici erano psicologici, danni che si ripercuoteranno pesantemente soprattutto nella vita di Gacy. La vita a scuola inoltre non era delle migliori, il ragazzo non riusciva a legarsi con gli altri a causa di una condizione cardiaca congenita che non gli permetteva di fare eccessivi sforzi e quindi giocare con i ragazzi della sua età, senza contare che questa sua condizione gravava ancor di più a casa in quanto il padre lo considerava un fallimento per questo. Durante la fase della sua adolescenza Gacy si rese conto che era attratto da altri uomini e quello per lui fu un periodo molto turbolento.

All’età di diciotto anni Gacy trovò lavoro in una catena di fast-food e iniziò anche a interessarsi di politica, lavorando come assistente del candidato del Partito Democratico del suo quartiere e nel 1964 si sposò. Ben voluto nella sua comunità Gacy era spesso chiamato a fare il clown alle feste dei bambini, difatti era membro di un “Jolly Joker Clown Club” i cui membri volontari, tutti mascherati da pagliacci, si esibivano regolarmente senza scopo di lucro in varie manifestazioni di beneficenza e negli ospedali dove davano spettacoli per i bambini malati. Insomma, fin qui abbiamo raccontato la vita di una persona a modo seppur con un’infanzia estremamente difficile, eppure sulle spalle di Gacy grava una storia ben più inquietante. Venne condannato nel 1968, all’età di ventisei anni, a un periodo di reclusione di dieci anni a seguito di una presunta violenza sessuale a danno di due ragazzi adolescenti. Il giorno stesso della condanna la moglie di Gacy chiese il divorzio. In prigione si rivelò un detenuto modello. Dopo diciotto mesi di carcere, il 18 giugno 1970, venne liberato sulla parola con dodici mesi di libertà condizionata, ma l’anno successivo la polizia lo arrestò nuovamente per l’accusa di un’altra violenza sessuale ai danni ancora una volta di un ragazzo adolescente, tuttavia le accuse caddero quanto il ragazzo non si presentò al processo. Anni più tardi venne scoperto che il suo primo omicidio si consumò nel 1972 prendendo la vita dell’adolescente Timothy McCoy dopo averlo attirato a casa sua. Nel corso di un’intervista a seguito dell’arresto, Gacy asserì che immediatamente dopo aver ucciso McCoy, si era reso conto di aver avuto un orgasmo completo nell’atto di uccidere il giovane, inoltre aggiunse: “Fu allora che realizzai che la morte era l’emozione più grande”.

Furono proprio gli anni 70 in cui Gacy commise i suoi più efferati crimini. Nel 1976 la seconda moglie di Gacy chiese il divorzio e otto mesi dopo iniziò a uccidere più di frequente avendo la casa tutta per sé. Tra l’aprile e l’agosto 1976 il killer uccise un minimo di otto giovani, due dei quali mai identificati. Sette di questi ragazzi furono seppelliti nella cantina di Gacy, quattro dei quali in una fossa comune sotto il locale lavanderia. Gli anni successivi furono costellati di sparizioni di giovani ragazzi, era Gacy che continuava a consumare la sua follia omicida.

Il 12 ottobre 1978 la polizia diramò l’avviso di una scomparsa: Robert Piest, un ragazzo di quindici anni le cui tracce erano scomparse da qualche giorno. Prima di sparire però, Piest aveva raccontato a parenti e amici di aver conosciuto il gioviale titolare della PDM e che l’uomo gli aveva offerto un posto di lavoro nella sua ditta. Infine aveva precisato che avrebbe dovuto incontrarlo a casa sua la sera della scomparsa. La PDM non nient’altro che una ditta edile fondata da Gacy nel 1972, l’assassino aveva colpito ancora. Dieci giorni più tardi la polizia ottenne un mandato per perquisire da cima a fondo la casa di Gacy nel quartiere di Norwood Park a Chicago. Dentro l’abitazione c’era una puzza nauseabonda, Gacy spiegò che si trattava del sistema fognario che stava dando problemi, ma poco dopo si scoprirono le orribili prove del suo coinvolgimento in numerosi atti deplorevoli tra cui l’omicidio. Vennero trovati ventotto corpi esanimi di giovani ragazzi, un vero e proprio cimitero in cui la casa era stata trasformata: corpi seppelliti in giardino, dietro la camera da letto, in garage, in cantina. La comunità locale, in cui era tra i più stimati, rimase scioccata. Non poteva essere la stessa persona che faceva divertire i figli del vicinato vestito da pagliaccio. Invece era proprio lui. In seguito Gacy confessò l’omicidio di ben trentatré ragazzi, alcuni dei quali recuperati vicino al fiume Des Plaines, probabilmente perché in casa sua non c’era più spazio per seppellire i corpi. Gacy attirava le sue vittime con la promessa di lavori nel settore edile per poi catturarli, violentarli e infine strangolarli con la corda. Molto spesso uccideva le sue vittime vestito come il suo alter ego “Pogo il Clown”, ossia le sembianze da pagliaccio che assumeva alle feste dei bambini.

Il processo a Gacy iniziò il 6 febbraio 1980. Dopo che l’uomo confessò ogni suo crimine, ci si concentrò sul suo stato mentale e se poteva essere dichiarato pazzo e quindi internato in una struttura psichiatrica. Gacy disse alla polizia che tutti gli omicidi erano stati commessi dalla sua personalità alternativa, quella che emergeva quando indossava il suo costume da pagliaccio, da qui il soprannome Killer Clown. Ad ogni modo gli psicologi stabilirono che lo stato mentale di Gacy era in perfetta salute e le perizie psichiatriche effettuate dimostrarono, come per molti serial killer “organizzati”, una notevole intelligenza. In definitiva Gacy venne considerato colpevole di tutti e trentatré gli omicidi e divenne noto come uno dei serial killer più feroci della storia degli Stati Uniti d’America. Gli vennero inferte 12 condanne a morte e 21 ergastoli. Fu imprigionato al Menard Correctional Center per quasi 15 anni durante i quali fece numerosi appelli e dichiarazioni contraddittorie sugli omicidi nelle interviste. Anche se confessò le sue azioni, negò più volte di essere colpevole e vennero registrate numerose interviste in cui si dichiarò innocente. Durante gli anni di prigionia Gacy dipinse numerosi quadri raffiguranti pagliacci mostrati al pubblico attraverso una galleria di Chicago, molti dei quali acquistati dall’attore Johnny Depp.

John Wayne Gacy morì per iniezione letale il 10 maggio del 1994 presso il Stateville Correctional Center a Crest Hill, Illinois. L’uomo portò con sé nella tomba numerosi segreti in quanto sussistono ancora scomparse misteriose avvenute a Chicago negli anni 70. Molto probabilmente in qualche luogo frequentato da Gacy giacciono senza vita i corpi di quei ragazzi i cui parenti non hanno più saputo nulla.

 
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Pubblicato da su 7 novembre 2016 in Personaggi sinistri

 

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Tavola Ouija – Il Caso della Calle Cañitas

Tavola Ouija – Il Caso della Calle Cañitas

Quella che viene conosciuta come una delle storie legate alla tavola Ouija più terrificanti che siano mai esistite viene spesso presa in considerazione dai demonologi più esperti anche come quella che ha causato in assoluto più danni e sofferenze di tutte. Tutto ebbe inizio una maledetta notte di maggio del 1982. Nel cuore di questa notte molto silenziosa, come un urlo di disperazione, il telefono di padre Thomas iniziò a squillare insistentemente… di solito erano poche le volte che il telefono squillava dato a Città del Messico padre Thomas di solito veniva sollecitato quasi sempre di persona, ma quella telefonata era una richiesta di soccorso, un’emergenza vera e propria. Quando padre Thomas alzò la cornetta del telefono si sentivano urla di paura in sottofondo mentre una voce molto turbata e quasi isterica chiedeva aiuto. Poche furono le parole che il padre riuscì a captare dato che quella persona disperata non sembrava nemmeno in grado di formulare una frase di senso compiuto. Dopo qualche minuto finalmente, Carlos Trejo, il ragazzo che si trovava dall’altra parte del telefono, riuscì a controllarsi e iniziò a raccontare il motivo della telefonata. Egli disse “Padre, abbiamo bisogno di lei… il male… il male si trova in questa casa per colpa nostra… Deve venire qui subito, abbiamo bisogno di lei o moriremo tutti”.

Carlos Trejo, disse che quello che era cominciato come un gioco con una tavola Ouija era diventato in breve tempo un incubo con il manifestarsi di entità che stavano tormentando in quel momento lui e un gruppo di amici. Padre Thomas ascoltò tutto il racconto e poi disse che si sarebbe recato l’indomani a benedire la casa e per il momento gli raccomandò di lasciare una bibbia aperta davanti alla propria porta, ma quello che padre Thomas non sapeva era che non avrebbe mai visitato quella casa e nessun’altra casa in vita sua… Infatti qualche ora dopo la terribile telefonata, proprio mentre si preparava per andare a trovare quelle persone, per qualche ragione ancora sconosciuta, scivolò giù dalle scale cadendo così rovinosamente da procurargli danni cerebrali e quindi la morte, mentre in quello stesso momento, stando ai racconti di diversi testimoni, una bibbia lasciata sulla porta della casa situata al numero 51 della Calle Cañitas iniziava a sanguinare copiosamente. Padre Thomas fu la prima vittima di quella che viene conosciuta come la maledizione della Calle Cañitas.

Le origini di questa storia nascono dal desiderio di mettersi in contatto con una persona cara attraverso la tavola Ouija. Norma, sorella di Carlos infatti qualche mese prima aveva tentato di contattare il suo ex fidanzato morto, senza però ottenere alcun risultato, così durante una notte di festa tra amici decisero di invocare lo spirito di questa persona. Inizialmente erano tutti d’accordo nel fare uno scherzo pesante a Norma facendo finta di essere posseduti, quindi riuniti in cerchio e con solo una candela a fare da lume iniziarono il rituale che li avrebbe spediti tutti in un baratro maledetto di morte, paura e follia per il resto dei loro giorni.

Quella sera avevano bevuto tutti e così il gruppo di amici tra risate e alcool decise di utilizzare la tavola Ouija come un gioco. Inizialmente fecero la domanda di rito, ossia se qualche spirito si trovasse nella stanza. Mentre il bicchiere si spostava verso la scritta “Sì”, diverse furono le persone che iniziarono a sorridere. Successivamente Norma chiese di mettersi in contatto con il suo ex ragazzo e passarono diversi minuti prima che il bicchiere ricominciasse a spostarsi, ma le risposte non avevano alcun senso, anzi, non sembravano nemmeno delle risposte… Sembravano minacce verso gli amici di Norma, come “Non si ride dei morti” e “Non scherzate col diavolo”. Piano piano l’atmosfera si fece gelida nella stanza e gli invitati con occhi incerti iniziarono a guardarsi a vicenda non ridendo più, inoltre in una delle stanze il vento aveva aperto una finestra e si sentiva il fruscio delle foglie e lo sbattere costante della finestra stessa. I fratelli più piccoli di Norma, Jorge e Luis che all’epoca avevano 12 e 14 anni cercarono di chiuderla ma dissero che ogni volta si riapriva da sola, ad ogni modo il rituale andava sempre avanti e Norma chiese di nuovo se fosse lì con loro il suo ex. Il bicchiere a quel punto iniziò a spostarsi tra le lettere della tavola fino a formare la frase: “Non sono il tuo ragazzo ma ora sarò sempre con te. Ora sono dentro Emanuel”. Tutti sbalorditi iniziarono a guardare Emanuel, l’attuale fidanzato di Norma, il quale forse in preda alla paura o a chissà cosa si accasciò a terra iniziando a tremare, alcuni credettero che fosse parte dello scherzo pensato inizialmente ma quando videro che le convulsioni non si fermavano, impauriti iniziarono ad urlare.

Carlos disperato chiamò subito padre Thomas, senza però ottenere un aiuto immediato ma solo la promessa di una benedizione per il giorno dopo. Disperati cercarono soccorso svegliando anche i vicini i quali raccontano che Emanuel si trovava in mezzo alla stanza mentre gli altri ragazzi cercavano di tenerlo fermo. I dettagli più inquietanti, raccolti anche dai giornali dell’epoca, raccontano che i vicini ascoltarono Emanuel urlare cose alquanto orribili nei confronti di tutti i presenti con una voce descritta come “sdoppiata” in particolare la frase che colpì tutti fu: “Non potete fermare quello che avete scatenato” e poi Emanuel con una forza sovrumana si liberò dalla presa iniziando a sbattere la testa contro il muro in modo violento finché non venne placcato di nuovo. Successivamente perse i sensi e vennero chiamate la polizia e l’ambulanza per gli accertamenti. Al suo risveglio Emanuel disse di non ricordare nulla ma solo di essersi accasciato a terra e poi essersi risvegliato in ospedale, così quello che era nato come uno scherzo con la tavola Ouija aveva segnato per sempre i loro destini. Infatti la vita dei Trejo e dei loro amici fu sconvolta da una serie di avvenimenti ritenuti alquanto strani, bizzarri e in qualche modo collegati con l’esperienza paranormale vissuta durante quella maledetta notte.

Al numero 51 della Calle Cañitas, iniziarono ad accadere cose strane e che gli stessi vicini testimoniarono ai mezzi locali prima e nazionali dopo. Nella casa di Carlos a qualunque ora del giorno si sentivano rumori, bisbigli e finestre che si aprivano da sole. Diverse volte la famiglia Trejo cercò di liberarsi da questo male attraverso esorcismi della casa e benedizioni di ogni genere ma i risultati furono sempre gli stessi, dopo qualche mese i fenomeni ricominciavano da capo e con più intensità. Gli oggetti iniziarono a spostarsi da soli, le figure sacre sanguinavano fino ad arrivare a quello che viene descritto da Carlos come la cosa più paurosa mai vista in vita loro. I membri della famiglia Trejo iniziarono ad osservare con la coda dell’occhio una figura nera ed incappucciata che si muoveva attraverso i muri e si spostava nel soffitto. Viene descritta come un’ombra che li inseguiva sempre. Norma in particolare disse che durante la notte quando arrivava l’ora di dormire mentre lei era sdraiata, nel buio, vedeva questa figura scura che sembrava avere degli artigli e che si trovava proprio sopra la sua testa. Spesso appena si sdraiava chiudeva gli occhi pur di non vedere più tale mostruosità, ma quando lo faceva sentiva qualcosa di gelido che si avvicinava a lei e le sussurrava all’orecchio una specie di fischio e lei non apriva più gli occhi fino al giorno dopo per paura di trovarsi di fronte quella cosa orribile e impazzire completamente. Le apparizioni di quest’entità divennero sempre più frequenti anche per gli altri membri. Durante quel periodo era normale che qualcuno si svegliasse nel cuore della notte in preda alla paura perché aveva avuto un brutto incubo o perché credeva di aver avuto un incubo. Fatto sta che piano piano quella presenza paranormale iniziò a deteriorare le menti di tutto il vicinato i quali, forse suggestionati, dicevano di vedere durante le notti una persona alta girata di spalle e tutta vestito di nero dinanzi alla porta dei Trejo.

Logorati da questa vicenda, Carlos e la sua famiglia cercarono di scoprire di più sulla storia della casa dato che sembrava essere questa la fonte di tale orrore, quindi grazie a storici e investigatori del paranormale scoprirono che era situata su di un cimitero di monaci di Tacuba appartenenti ad un ordine della santa inquisizione e in quel luogo i monaci avevano torturato con cruenti metodi tutti coloro che erano ritenuti miscredenti e peccatori. La figura incappucciata quindi rappresentava uno di quei monaci che avevano trascorso la loro vita torturando e ammazzando le persone e che non ha gradito essere disturbato. Inoltre lo sciamano avvertì i Trejo che probabilmente l’ente non li avrebbe mai più lasciati in pace e prima o poi sarebbe tornato per finire ciò che loro avevano iniziato.  

Fino a qui questa storia può sembrare tutto sommato solo una delle tante storie horror di possessioni di cui si sentono spesso la cui maggior parte sembra inventata, ma è proprio qui la differenza con qualunque altra storia. In questo caso i giornalisti iniziarono a interessarsi di questa vicenda solo dopo le morti in circostanze strane di tutte le persone implicate con quel rito avvenuto nel 1982. Emanuel fu la seconda vittima accertata. Durante una notte mentre viaggiava con tutta la sua famiglia in una via poco trafficata, per qualche motivo che non è mai stato chiarito, uscì di strada schiantandosi contro un albero. Non si salvò nessuno dei passeggeri, in particolare la morte di Emanuel fu molto lenta a dolorosa in quanto la sua gola venne attraversata dal tergicristallo. Jorge, uno degli amici dei Trejo e che era presente quella fatidica notte, morì nello stesso identico modo di Emanuel: un’incidente d’auto troncò per sempre la sua esistenza. Anche la morte di Fernando, uno dei partecipanti alla sessione di Ouija, avvenne in circostanze misteriose in quanto venne raggiunto alla testa da una pallottola vagante. Sofia, la moglie di Carlos fu colpita da un tumore cerebrale che la portò via per sempre a soli 28 anni, in particolare quest’ultimo avvenimento fu per Carlos un colpo così duro che decise di abbandonare quella casa. In quel periodo così delicato il suo migliore amico Guillermo era il suo unico sfogo e con un po’ di fortuna riuscì anche a trovare qualcuno che era interessato ad acquistare la casa, ma ancora una volta il destino sotto vesti scure travolse di nuovo la vita di Carlos. L’acquirente della casa il giorno in cui doveva firmare le carte morì in un incidente stradale, ma soprattutto il suo migliore amico ebbe un incidente domestico mortale.

Diversi demonologi che visitarono negli anni quella casa subirono destini strani come Sergio che nel 1992, mentre cercava di comunicare con l’entità, fu preda di un infarto cardiaco fulminante. Altri invece impazzirono e si suicidarono come Miguel che nel 1996 si buttò sotto una macchina anche se i giornali dell’epoca parlarono di un incidente più che di un suicidio. Anche Nancy, un’amica di famiglia dei Trejo, nel 1999 si suicidò dopo aver seguito le prime investigazioni del caso. Nel 2000 invece Jorge Trejo, fratello minore di Carlos, morì dopo una violenta possessione… Come avete capito la lista è davvero lunga, si calcola che circa 15 persone siano morte da allora, persone che erano implicate direttamente o indirettamente con la casa numero 51 della ormai tanto famigerata quanto maledetta Calle Cañitas.

Carlos è ancora vivo ed è tornato ad abitare da solo in quella casa che si è portato via tutto quello che aveva e durante un’intervista racconta che ormai si tratta di una questione personale tra lui e quell’entità. Coloro che vogliono visitare la casa sono assolutamente liberi di farlo, il cancello è sempre aperto, al suo ingresso però troverete un cartello che recita: “Vietato parlare di fantasmi, vietato fare foto a Carlos Trejo e vietato fare foto dentro la casa”. L’ultima morte accertata a causa di questa casa è avvenuta nel 2015. Se siete ancora interessati a visitarla la via la conoscete già… Felice Halloween e sogni d’oro.

 
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Pubblicato da su 2 novembre 2016 in Maledizioni e possessioni

 

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