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Frederick Valentich – Una trasmissione radio inquietante

24 Ott
Frederick Valentich – Una trasmissione radio inquietante

In questo video torneremo indietro nel tempo al 1978, quando il giovanissimo pilota Frederick Valentich affittò un Cessna monomotore volando letteralmente verso il tramonto senza essere mai più visto. Purtroppo fin qui non c’è nulla di strano, non sono poi così rare le tragedie che riguardano piccoli aerei. Questa volta però c’è qualcosa di diverso. Il caso di Frederick Valentich è tornato più volte alla ribalta nel corso degli anni ed è di certo il caso più misterioso che riguarda l’aviazione australiana, non perché un uomo è semplicemente scomparso, ma perché le trasmissioni radiofoniche finali hanno fatto intendere che il pilota avesse avvistato un UFO. Da allora molti, tra cui lo stesso padre di Frederick, credono che il pilota sia stato vittima di un rapimento alieno e che possa essere ancora vivo da qualche parte. Il Dipartimento Dei Trasporti Australiano, nella sua relazione finale a seguito delle indagini sull’incidente, ha liquidato il tutto scrivendo solamente una riga: “La ragione della scomparsa del velivolo non è stata determinata.” e questo è tutto, uno scarno epitaffio sulla tragedia che ha riguardato un uomo e una famiglia.

Frederick aveva solo 20 anni il giorno della tragedia. Membro del Training Corps Air, un programma di giovani cadetti volontari promosso dalla Royal Australian Air Force, aveva da poco meno di un anno ottenuto la licenza di pilota privato e possedeva una discreta esperienza di volo. Viveva con i suoi genitori e da tutti era conosciuto come un bravo ragazzo, felice e soddisfatto della carriera intrapresa. Un giorno di ottobre del 1978 si presentò presso l’aeroporto di Moorabbin a Melbourne per affittare un aereo e volare fino a King Island, un giro di circa 560 chilometri che lo avrebbero tenuto occupato per oltre tre ore. Tuttavia quel giorno si stava avvicinando una grossa tempesta e non gli fu concesso il volo, così il giovane ritornò due giorni più tardi e questa volta partì con il suo Cessna 182L, ignaro che quello sarebbe stato il suo ultimo volo…

Decollò il 21 ottobre poco dopo le sei di sera per intraprendere il suo primo e unico volo notturno sopra le acque. Le condizioni meteorologiche erano buone. King Island è a circa metà strada tra l’isola principale della Tasmania e l’Australia. Per volare lì da Melbourne, in genere i piloti non eseguono una linea retta perché ciò significherebbe volare sopra l’oceano per quasi tutta la strada e ovviamente è più rischioso che sorvolare la terraferma. Dunque in genere i piloti vanno da Melbourne a Cape Otway lungo la costa sud-ovest, che è il punto più vicino alla terraferma a King Island. Questo percorso è in gran parte su terra, tuttavia anche questa strada comprende un tratto di 85 chilometri su acqua.

Frederick stava volando senza particolari complicazioni e circa venti minuti dopo il tramonto si allontanò dalla costa ad un’altitudine di 4.500 piedi iniziando così il lungo tratto sopra l’acqua. Fu in quel momento che fece la sua prima chiamata alla torre radio dell’aeroporto di Melbourne. Esistono svariate registrazioni della conversazione radiofonica, ma per qualche motivo nessuna copia è stata resa pubblica. Esistono diverse trascrizioni, non sappiamo con certezza se quella che vi stiamo per mostrare corrisponde a quella originale, comunque rispecchia fedelmente le trascrizioni che si trovano in giro:

F: Qui è Delta Siera Juliet. Rilevate traffico sotto i 5.000 piedi?

M: No, non rileviamo nulla

F: Sembra che ci sia un grosso velivolo sotto i 5.000 piedi

M: Che tipo di velivolo è?

F: Non sono sicuro. Vedo quattro bagliori, mi sembrano luci delle lui di atterraggio… Il velivolo è appena passato sopra di me ad almeno 1.000 piedi. C’è qualche aereo militare nelle vicinanze?

M: No, nessun velivolo è stato rilevato nelle vicinanze

F: Sembra che stia giocando. Sta volando sopra di me… Non è un aereo. È…

M: Puoi descrivere il velivolo?

F: Non appena mi è passato sopra, ho visto una forma allungata… Non posso dire di più… È stato velocissimo… È davanti di me proprio ora, Melbourne.

M: E quanto sarebbe largo questo oggetto?

F: Sembra stazionario. Sto mantenendo l’orbita e quella cosa sta facendo la stessa cosa sopra di me. Ora ha una luce verde e sembra essere di metallo. È molto lucente. È appena sparito… Quello strano velivolo sta stazionando sopra di me ancora. Sta stazionando e NON È UN AEREO.

“NON È UN AEREO”. Queste sono state le sue ultime parole registrate alle 19:12 e 28 secondi. Valentich era un pilota esperto che avrebbe dovuto essere in grado di identificare un altro aeromobile. Successivamente Melbourne diramò un’allerta che si tramutò in situazione di emergenza circa venti minuti più tardi.

Al di là di storie che riguardano alieni e UFO, sono numerosi i fatti strani che circondano questa storia dall’inizio alla fine. Il primo è che Frederick ha mentito a tutti sul perché stesse andando a King Island, infatti disse in aeroporto che doveva prendere dei passeggeri, ma non vi era nessuno da prelevare. Disse alla fidanzata e alla sua famiglia che stava andando a raccogliere gamberi, ma su King Island questi crostacei sono assenti. Disse inoltre che sarebbe tornato per le 7:30 di sera, un orario che era chiaramente impossibile. Niente di quello che raccontò fu vero, ma perché l’avrebbe fatto? Nessuno lo sa con certezza. Frederick sapeva benissimo che sarebbe arrivato ben dopo il tramonto, sapeva anche che la pista di atterraggio a King Island non era sotto un controllo diretto, il che significa che non c’era una torre di controllo e quindi nessuno dall’altra parte alla radio. Per questo motivo avrebbe dovuto chiamare in anticipo per avere le luci della pista accese, ma dai registri non risultò che questa chiamata fosse mai stata fatta.

A fronte di tutte queste stranezze molti hanno avanzato l’ipotesi che Frederick abbia mentito a tutti per commettere il gesto estremo, per togliersi la vita nel modo forse considerato il migliore per lui: mentre guidava un aereo, la sua passione. Detto questo i familiari e chi lo conosceva bene si sentirono di escludere categoricamente l’ipotesi del suicidio dato che Frederick era particolarmente entusiasta del suo percorso di vita e non c’era nulla in lui che potesse far pensare ad atti così estremi. In particolare il padre, Guido Valentich, premeva sull’ipotesi del rapimento alieno e che suo figlio fosse ancora vivo da qualche parte. In seguito si scopre infatti che i due erano da tempo forti sostenitori riguardo l’esistenza di UFO e alieni. Forse Frederick, troppo condizionato da queste storie, ha corso troppo con la fantasia mentre forse c’erano ben altri problemi durante il volo? L’ipotesi ad oggi più accreditata è che Frederick fosse stato vittima di disorientamento spaziale, non a caso contattò la stazione radio proprio non appena iniziò il tratto sul mare aperto. Purtroppo il disorientamento spaziale è una condanna a morte virtuale. C’è un ammonimento tra i piloti che insegna che il tempo medio tra il divenire spazialmente disorientati e la morte è di soli 178 secondi, forse proprio gli stessi secondi che sono costati la vita a Frederick Valentich.

A questo punto c’è da chiedersi come mai Frederick abbia chiamato la torre di controllo per segnalare l’avvistamento di un oggetto non identificato. Forse era in preda ad allucinazioni e le sue ferme convinzioni su UFO e alieni hanno ingannato il suo cervello su un fenomeno del tutto naturale. Ipotesi questa suggerita da molti scettici, gli stessi che sottolineano di come solamente un anno prima dell’incidente fosse uscito il film Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo. C’è una scena del film infatti che mostra la conversazione tra un pilota di un aereo e la torre di controllo in cui si parla di oggetti non identificati in avvistamento, conversazione che forse avrebbe potuto aver condizionato il giovane pilota. Tutte ipotesi queste, ma la realtà su cosa sia successo quella sera nei cieli sopra le acque australiane rimane un mistero, un grande puzzle il cui ultimo pezzo una foto scatta da Roy Manifold. L’uomo aveva installato una fotocamera per i timelapse col fine di catturare il tramonto al largo della costa, ma quando sviluppò le foto non vide solo degli splendidi raggi arancioni che al tramonto baciano il mare, ma qualcosa di strano nel cielo, un oggetto inspiegabile. Il fatto curioso è che questi scatti sono stati eseguiti solamente venti minuti prima dell’ultima trasmissione di Frederick. Gli esperti che analizzarono le foto conclusero che l’oggetto ripreso doveva avere una velocità di almeno 320 km/h.

Cinque anni dopo la scomparsa, parte di un cofano di un Cessna 182L venne trovato sulle rive di Flinder Island in Tasmania, su questo cofano erano presenti dei numeri che corrispondevano alle prime cifre del numero di serie dell’aeroplano. Le analisi successive dimostrarono di come quelle cifre iniziali corrispondessero a quelle del Cessna 182L affittato da Frederick cinque anni prima! Ovviamente non poteva essere una coincidenza, quello era proprio un pezzo della carcassa di quell’aereo emerso forse dalle profondità marine trasportato dalla corrente. Quello fu l’unico pezzo ritrovato, l’aereo e soprattutto il corpo sono ancora da qualche parte su questo pianeta… O forse no?

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Pubblicato da su 24 ottobre 2016 in Contatti exraterrestri

 

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