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L’esorcismo di Roland Doe – La vera storia del film “L’esorcista”

10 Ott
L’esorcismo di Roland Doe – La vera storia del film “L’esorcista”

Cosa si nasconde dietro quella patina sottile di ciò che conosciamo come realtà? Esistono per caso misteriose entità che hanno il forte desiderio di abitare i nostri corpi e le nostre menti? Nel corso della storia sono numerosissimi gli eventi che hanno visto necessario l’uso di esorcismi… Vere infestazioni demoniache, seri problemi mentali, in ogni caso è stato percepito il bisogno urgente di eliminare le entità che logoravano l’anima e l’integrità fisica di una certa persona. Uno dei più terrificanti veri esorcismi ruota intorno a un giovane ragazzo e la storia che vi stiamo per raccontare supera di gran lunga l’efferatezza degli esorcismi che vi abbiamo narrato nei video precedenti, tanto che ha influenzato la considerazione di esorcismo nella comunità pubblica. Esso è stato d’ispirazione anche per uno dei film più spaventosi della storia del cinema. Ecco la storia che ispirò il film “L’esorcista”.

Tutto inizia nel 1948 a Cottage City, una minuscola cittadina di poco più di 1000 abitanti nel Maryland. Qui viveva un giovane ragazzo di 13 anni noto solo con lo pseudonimo “Robbie Mannheim”. Figlio unico la sua era una famiglia tedesca luterana. Robbie era un ragazzo molto studioso e tranquillo, timido, riservato e senza amici tanto che i suoi compagni di gioco erano per lo più membri della sua famiglia, in particolare la zia Harriet. Sua zia era una spiritista e come tale possedeva vari oggetti occulti e maledetti, tra cui una tavola Ouija. Un giorno il ragazzo espresse il suo interesse per quella tavola e la zia fu estremamente contenta di fargli vedere come funzionava. I due trascorsero quasi l’intera estate a giocare con la tavola Ouija e il ragazzo divenne sempre più ossessionato da essa fino a quando, in un giorno del 1949, sua zia morì in circostanze misteriose e le cause della morte furono determinate come naturali. Robbie non solo aveva perso la zia, ma anche la sua migliore amica, dunque cercò di mettersi in contatto con lei attraverso la tavola. Proprio da questo punto la storia si veste di risvolti alquanto macabri e bizzarri.

Poco dopo la morte di zia Harriet, la famiglia iniziò a sperimentare sulla propria pelle una serie crescente di strani eventi inspiegabili. Inizialmente tutto era abbastanza innocuo come suoni di gocce d’acqua senza nessuna fonte apparente o lievi rumori di graffi sulle pareti. La famiglia non diede molto peso, fino a quando non ebbero problemi con l’impianto idraulico. A quel punto il padre di Robbie controllò le tubature da cima a fondo spaccando anche diverse sezioni di muro, ma tutto era perfettamente normale. Per un po’ tutti cercarono di ignorare quei rumori misteriosi, fino a quando gli strani eventi progredirono in maniera talmente spropositata da non poter più far finta di nulla! I suoni di graffi e di gocce d’acqua ora erano accompagnati da un rumore stridente di numerosi passi che molto spesso svegliavano la famiglia bruscamente nel mezzo della notte. Molti altri rumori si potevano sentire ad ogni ora del giorno come porte che sbattevano, qualcuno che bussava, spesso provenienti da dentro le mura o sotto il pavimento. In un secondo momento i rumori si trasformarono in vere e proprie attività poltergeist. Dagli oggetti più piccoli fino a pesanti mobili… Tutto cominciava a muoversi per conto proprio. Era per caso lo spirito di zia Harriet che stava cercando di stabilire un contatto o qualcosa di più sinistro?.

Gli eventi inquietanti non accennavano a fermarsi, giorno dopo giorno aumentavano di frequenza e la salute dell’intera famiglia venne messa in serio pericolo. I vetri si frantumavano, le immagini religiose, di cui la casa ne era piena dato che la famiglia era molto devota, cominciarono a tremare e spaccarsi al suolo. Il primo membro della famiglia ad accusare sul proprio corpo quei terribili eventi fu proprio Robbie. Un giorno si svegliò pieno di graffi e lividi senza nessun motivo apparente. Improvvisamente tutte le attività sembravano concentrarsi sul ragazzo. Un giorno la madre sentì degli strani rumori provenire da camera sua e quando aprì la porta lo vide sul letto in preda a pesanti convulsioni. Apparentemente l’entità che infestava la casa seguiva Robbie anche a scuola dove in almeno un’occasione il suo banco è stato visto muoversi da solo fino a rompersi. Tutto ciò deteriorò la personalità e il comportamento di Robbie. Il ragazzo normalmente tranquillo e timido cominciò a diventare aggressivo e incline all’ira, nonché violento nei confronti dei propri genitori. Più volte venne riferito che bestemmiava con una voce che sembrava essere di qualcun altro, a volte parlava addirittura in latino, una lingua che Robbie non conosceva minimamente. I genitori erano molto preoccupati per questo suo comportamento e lo portarono da svariati medici e psichiatri, ma dovunque andassero non si scoprì nulla di anomalo, era praticamente sano. Senza risposte concrete i fenomeni peggioravano sempre di più e la famiglia si rivolse infine alla chiesa chiamando il reverendo Luther Miles Schulze che inizialmente scettico decise di aiutarli.

Durante la permanenza del reverendo Schulze in casa di Robbie, poté sperimentare numerosi eventi strani descritti dalla famiglia in precedenza, dunque concluse che una forza malvagia dimorava la loro casa e in particolare era ossessionata dal giovane Robbie. Dunque eseguì un semplice rito luterano che non sembrò sortire nessun effetto. Il reverendo capì di aver a che fare con una forza troppo potente per lui e mandò la famiglia dal prete cattolico Edward Hughes. Egli riferì che quando vide per la prima volta il ragazzo notò uno sguardo cupo, come se non ci fosse nulla dietro i suoi occhi. Quando Hughes, durante una delle sue visite, mise la Bibbia sul tavolo di fronte al ragazzo, disse che la sua sedia cominciò a vibrare per poi levitare con lui ancora seduto. A quel punto il prete chiede al ragazzo “Chi sei?!” in latino e ricevette una risposta nella stessa lingua: “Io sono una legione”. La risposta inquietò il prete per due motivi. Il primo per il fatto che Robbie aveva capito il latino, il secondo che la risposta implicava che c’era più di una entità che risiedeva all’interno del giovane. A fronte di questo Hughes si convinse che l’esorcismo era l’unica via di salvezza per il ragazzo ma non era del tutto fiducioso nelle sue capacità dato che non aveva nessuna esperienza nel campo e questo sarebbe stato per lui il primo esorcismo. Per cercare di mantenere tutto sotto controllo, dovette andare con Robbie al Georgetown University Hospital, un ospedale gesuita, dove l’esorcismo sarebbe stato monitorato dai fratelli gesuiti. Appena il ragazzo varcò la soglia dell’ospedale divenne estremamente violento: urlava oscenità, tirava calci e pugni a ogni cosa e sputava in faccia alle persone. Gli infermieri furono costretti a trattenerlo con cinghie da polso per tutta la durata dell’esorcismo, ma questo non fece altro che rendere il ragazzo ancora più violento. L’ultima sera, Robbie, o qualsiasi altra cosa lo stesse controllando, durante un esorcismo riuscì a liberarsi da una delle restrizioni che aveva al polso, dopodiché strappò una delle molle del letto, una prodezza fuori dalla portata di un qualsiasi ragazzo della sua età, e quindi ferire Padre Hughes dal polso al gomito. La profonda ferita riportata portò ad annullare il rito e Robbie venne mandato a casa.

Nelle settimane successive furono svariati i preti che tentarono di esorcizzare il giovane Robbie e tutti andarono incontro a terribili esperienze. Molti preti dissero che durante gli esorcismi, il corpo del ragazzo si riempiva di lividi che a volte formavano della parole come “Hell” o “Evil”. Una volta, quando i sacerdoti stavano recitando una preghiera, la parola “HELLO” sarebbe apparsa sul petto di Robbie davanti ai loro occhi. A questo punto, dopo settimane di sforzi e oltre trenta esorcismi infruttuosi, i sacerdoti, in particolare un certo Padre Bowdern, stanchi e afflitti, decisero di provare un ultimo e disperato tentativo nel battezzare Robbie e costringendolo alla Santa Comunione. Essi erano convinti che se fossero riusciti a convertire il ragazzo al cattolicesimo, i riti di esorcismo avrebbero avuto effetto. Tuttavia quando venne presentata l’ostia della comunione il ragazzo si trasformò in una bestia gettando a terra tutti gli uomini presenti nella stanza con una forza sovrumana. Con gli ultimi sforzi rimasti i sacerdoti riuscirono a trattenere il ragazzo e infilargli l’ostia in gola frantumandosi le dita mentre Robbie masticava. Per parecchi giorni dopo la comunione non ci fu alcun cambiamento in Robbie, tuttavia un giorno accadde qualcosa di strano. Il ragazzo si svegliò  e con una voce chiara disse “Satana! Satana! Sono San Michele e tu, Satana e gli altri spiriti maligni vi ordino di lasciare il corpo ora”. San Michele non è nient’altro che l’Arcangelo che in origine si dice abbia gettato Satana dal cielo in esilio. Dopo questo bizzarro accadimento Robbie tornò improvvisamente il ragazzo tranquillo di prima. L’esorcismo era finalmente riuscito.

La  vera identità del ragazzo e il nome rimangono un completo mistero, oggi è conosciuto solo con gli pseudonimi di “Robbie Mannheim” e talvolta “Roland Doe”. In totale ci furono più di quaranta testimoni e ciò che sappiamo oggi lo dobbiamo a numerosi e dettagliati diari dei preti che hanno assistito a quelle terribili scene. La straordinarietà di questo caso ispirò molti romanzi e forse il più famoso è quello di William Peter Blatty che affascinato da tutta la storia scrisse “L’esorcista” da cui deriva il film omonimo considerato il film più spaventoso mai realizzato. Ma cosa è successo dunque a Robbie Mannheim? Era solo un’anima tormentata che implorava attenzione? Fu un’implosione mentale causata da un giovane psicologicamente disturbato? O c’è qualcosa di più… Potrebbe questo ragazzo essere stato davvero tenuto sotto l’influenza insidiosa di forze demoniache oltre la nostra realtà? Qualunque possa essere la risposta, questo caso continua a suscitare polemiche, dibattiti e discussioni ancora oggi. Probabilmente la verità non la sapremo mai con certezza e la risposta alla domanda se esistano davvero forze del male desiderose di impossessarsi del nostro corpo rimane sconosciuta

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2 commenti

Pubblicato da su 10 ottobre 2016 in Maledizioni e possessioni

 

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2 risposte a “L’esorcismo di Roland Doe – La vera storia del film “L’esorcista”

  1. SemplicementeSarah

    11 ottobre 2016 at 12:37

    chissà quanto c’è di vero in questa storia. Possibile che solo la religione cattolica possa sconfiggere il male? sembra quasi una forzatura, come se si volessero sminuire tutti gli altri culti, come se Dio fosse l’unica soluzione a tutto.
    Eppure senza il bene, il male non avrebbe modo di esistere, cosi come Dio senza Satana.

     
    • Alfio

      13 ottobre 2017 at 19:17

      SemplicementeSarah
      Probabilmente solo la religione cattolica e’ quella vera, altrimenti non si spiegherebbe perche’ le altre religioni non riescono a scacciare il diavolo. E ti garantisco che ne ho viste di pseudo-religioni che garantivano di aver guarito e liberato qualcuno peggiorando solo le cose…
      Dio esisterebbe benissimo senza il male, e’ il male che ha bisogno delle creature di Dio da tentare.

       

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