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Archivio mensile:ottobre 2016

Frederick Valentich – Una trasmissione radio inquietante

Frederick Valentich – Una trasmissione radio inquietante

In questo video torneremo indietro nel tempo al 1978, quando il giovanissimo pilota Frederick Valentich affittò un Cessna monomotore volando letteralmente verso il tramonto senza essere mai più visto. Purtroppo fin qui non c’è nulla di strano, non sono poi così rare le tragedie che riguardano piccoli aerei. Questa volta però c’è qualcosa di diverso. Il caso di Frederick Valentich è tornato più volte alla ribalta nel corso degli anni ed è di certo il caso più misterioso che riguarda l’aviazione australiana, non perché un uomo è semplicemente scomparso, ma perché le trasmissioni radiofoniche finali hanno fatto intendere che il pilota avesse avvistato un UFO. Da allora molti, tra cui lo stesso padre di Frederick, credono che il pilota sia stato vittima di un rapimento alieno e che possa essere ancora vivo da qualche parte. Il Dipartimento Dei Trasporti Australiano, nella sua relazione finale a seguito delle indagini sull’incidente, ha liquidato il tutto scrivendo solamente una riga: “La ragione della scomparsa del velivolo non è stata determinata.” e questo è tutto, uno scarno epitaffio sulla tragedia che ha riguardato un uomo e una famiglia.

Frederick aveva solo 20 anni il giorno della tragedia. Membro del Training Corps Air, un programma di giovani cadetti volontari promosso dalla Royal Australian Air Force, aveva da poco meno di un anno ottenuto la licenza di pilota privato e possedeva una discreta esperienza di volo. Viveva con i suoi genitori e da tutti era conosciuto come un bravo ragazzo, felice e soddisfatto della carriera intrapresa. Un giorno di ottobre del 1978 si presentò presso l’aeroporto di Moorabbin a Melbourne per affittare un aereo e volare fino a King Island, un giro di circa 560 chilometri che lo avrebbero tenuto occupato per oltre tre ore. Tuttavia quel giorno si stava avvicinando una grossa tempesta e non gli fu concesso il volo, così il giovane ritornò due giorni più tardi e questa volta partì con il suo Cessna 182L, ignaro che quello sarebbe stato il suo ultimo volo…

Decollò il 21 ottobre poco dopo le sei di sera per intraprendere il suo primo e unico volo notturno sopra le acque. Le condizioni meteorologiche erano buone. King Island è a circa metà strada tra l’isola principale della Tasmania e l’Australia. Per volare lì da Melbourne, in genere i piloti non eseguono una linea retta perché ciò significherebbe volare sopra l’oceano per quasi tutta la strada e ovviamente è più rischioso che sorvolare la terraferma. Dunque in genere i piloti vanno da Melbourne a Cape Otway lungo la costa sud-ovest, che è il punto più vicino alla terraferma a King Island. Questo percorso è in gran parte su terra, tuttavia anche questa strada comprende un tratto di 85 chilometri su acqua.

Frederick stava volando senza particolari complicazioni e circa venti minuti dopo il tramonto si allontanò dalla costa ad un’altitudine di 4.500 piedi iniziando così il lungo tratto sopra l’acqua. Fu in quel momento che fece la sua prima chiamata alla torre radio dell’aeroporto di Melbourne. Esistono svariate registrazioni della conversazione radiofonica, ma per qualche motivo nessuna copia è stata resa pubblica. Esistono diverse trascrizioni, non sappiamo con certezza se quella che vi stiamo per mostrare corrisponde a quella originale, comunque rispecchia fedelmente le trascrizioni che si trovano in giro:

F: Qui è Delta Siera Juliet. Rilevate traffico sotto i 5.000 piedi?

M: No, non rileviamo nulla

F: Sembra che ci sia un grosso velivolo sotto i 5.000 piedi

M: Che tipo di velivolo è?

F: Non sono sicuro. Vedo quattro bagliori, mi sembrano luci delle lui di atterraggio… Il velivolo è appena passato sopra di me ad almeno 1.000 piedi. C’è qualche aereo militare nelle vicinanze?

M: No, nessun velivolo è stato rilevato nelle vicinanze

F: Sembra che stia giocando. Sta volando sopra di me… Non è un aereo. È…

M: Puoi descrivere il velivolo?

F: Non appena mi è passato sopra, ho visto una forma allungata… Non posso dire di più… È stato velocissimo… È davanti di me proprio ora, Melbourne.

M: E quanto sarebbe largo questo oggetto?

F: Sembra stazionario. Sto mantenendo l’orbita e quella cosa sta facendo la stessa cosa sopra di me. Ora ha una luce verde e sembra essere di metallo. È molto lucente. È appena sparito… Quello strano velivolo sta stazionando sopra di me ancora. Sta stazionando e NON È UN AEREO.

“NON È UN AEREO”. Queste sono state le sue ultime parole registrate alle 19:12 e 28 secondi. Valentich era un pilota esperto che avrebbe dovuto essere in grado di identificare un altro aeromobile. Successivamente Melbourne diramò un’allerta che si tramutò in situazione di emergenza circa venti minuti più tardi.

Al di là di storie che riguardano alieni e UFO, sono numerosi i fatti strani che circondano questa storia dall’inizio alla fine. Il primo è che Frederick ha mentito a tutti sul perché stesse andando a King Island, infatti disse in aeroporto che doveva prendere dei passeggeri, ma non vi era nessuno da prelevare. Disse alla fidanzata e alla sua famiglia che stava andando a raccogliere gamberi, ma su King Island questi crostacei sono assenti. Disse inoltre che sarebbe tornato per le 7:30 di sera, un orario che era chiaramente impossibile. Niente di quello che raccontò fu vero, ma perché l’avrebbe fatto? Nessuno lo sa con certezza. Frederick sapeva benissimo che sarebbe arrivato ben dopo il tramonto, sapeva anche che la pista di atterraggio a King Island non era sotto un controllo diretto, il che significa che non c’era una torre di controllo e quindi nessuno dall’altra parte alla radio. Per questo motivo avrebbe dovuto chiamare in anticipo per avere le luci della pista accese, ma dai registri non risultò che questa chiamata fosse mai stata fatta.

A fronte di tutte queste stranezze molti hanno avanzato l’ipotesi che Frederick abbia mentito a tutti per commettere il gesto estremo, per togliersi la vita nel modo forse considerato il migliore per lui: mentre guidava un aereo, la sua passione. Detto questo i familiari e chi lo conosceva bene si sentirono di escludere categoricamente l’ipotesi del suicidio dato che Frederick era particolarmente entusiasta del suo percorso di vita e non c’era nulla in lui che potesse far pensare ad atti così estremi. In particolare il padre, Guido Valentich, premeva sull’ipotesi del rapimento alieno e che suo figlio fosse ancora vivo da qualche parte. In seguito si scopre infatti che i due erano da tempo forti sostenitori riguardo l’esistenza di UFO e alieni. Forse Frederick, troppo condizionato da queste storie, ha corso troppo con la fantasia mentre forse c’erano ben altri problemi durante il volo? L’ipotesi ad oggi più accreditata è che Frederick fosse stato vittima di disorientamento spaziale, non a caso contattò la stazione radio proprio non appena iniziò il tratto sul mare aperto. Purtroppo il disorientamento spaziale è una condanna a morte virtuale. C’è un ammonimento tra i piloti che insegna che il tempo medio tra il divenire spazialmente disorientati e la morte è di soli 178 secondi, forse proprio gli stessi secondi che sono costati la vita a Frederick Valentich.

A questo punto c’è da chiedersi come mai Frederick abbia chiamato la torre di controllo per segnalare l’avvistamento di un oggetto non identificato. Forse era in preda ad allucinazioni e le sue ferme convinzioni su UFO e alieni hanno ingannato il suo cervello su un fenomeno del tutto naturale. Ipotesi questa suggerita da molti scettici, gli stessi che sottolineano di come solamente un anno prima dell’incidente fosse uscito il film Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo. C’è una scena del film infatti che mostra la conversazione tra un pilota di un aereo e la torre di controllo in cui si parla di oggetti non identificati in avvistamento, conversazione che forse avrebbe potuto aver condizionato il giovane pilota. Tutte ipotesi queste, ma la realtà su cosa sia successo quella sera nei cieli sopra le acque australiane rimane un mistero, un grande puzzle il cui ultimo pezzo una foto scatta da Roy Manifold. L’uomo aveva installato una fotocamera per i timelapse col fine di catturare il tramonto al largo della costa, ma quando sviluppò le foto non vide solo degli splendidi raggi arancioni che al tramonto baciano il mare, ma qualcosa di strano nel cielo, un oggetto inspiegabile. Il fatto curioso è che questi scatti sono stati eseguiti solamente venti minuti prima dell’ultima trasmissione di Frederick. Gli esperti che analizzarono le foto conclusero che l’oggetto ripreso doveva avere una velocità di almeno 320 km/h.

Cinque anni dopo la scomparsa, parte di un cofano di un Cessna 182L venne trovato sulle rive di Flinder Island in Tasmania, su questo cofano erano presenti dei numeri che corrispondevano alle prime cifre del numero di serie dell’aeroplano. Le analisi successive dimostrarono di come quelle cifre iniziali corrispondessero a quelle del Cessna 182L affittato da Frederick cinque anni prima! Ovviamente non poteva essere una coincidenza, quello era proprio un pezzo della carcassa di quell’aereo emerso forse dalle profondità marine trasportato dalla corrente. Quello fu l’unico pezzo ritrovato, l’aereo e soprattutto il corpo sono ancora da qualche parte su questo pianeta… O forse no?

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Pubblicato da su 24 ottobre 2016 in Contatti exraterrestri

 

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Fratelli del Sole – Un caso bizzarro senza spiegazione

Fratelli del Sole – Un caso bizzarro senza spiegazione

Sicuramente la scienza riesce a spiegare quasi tutti i fenomeni che ci circondano, anche quelli che ci sembrano più incredibili o inquietanti… Ma cosa succede con tutti quei fenomeni a cui nemmeno la disciplina scientifica per eccellenza non riesce a dare una spiegazione?

Ci sono molti casi nel nostro mondo che hanno dell’incredibile, per esempio la combustione spontanea è uno di questi fenomeni, un evento tanto raro quanto inquietante le cui origini ancora oggi rimangono un mistero del tutto indecifrabile. Questo fenomeno è in grado di ridurre il corpo di una persona adulta a un cumulo di polvere, poltiglia carbonizzata e fumo in pochissimi minuti e la cosa più terrificante è che potrebbe capitare a chiunque di noi in qualunque momento. Di fronte a questo caso anche gli scienziati rimangono basiti data la sua straordinarietà, ma ci sarà modo di parlare in modo approfondito più avanti. In questo video invece verrà trattato un fenomeno ancor più unico nel suo genere rispetto alla combustione spontanea e che riguarda due sole persone in tutto il mondo.

I due ragazzi che state vedendo si chiamano Abdul Rasheed e Shoaib Ahmed, hanno rispettivamente 9 e 13 anni, sono originari del Pakistan e come tutti i loro coetanei vanno a scuola, giocano a cricket, che è lo sport più popolare in Pakistan, e sono molto attivi dato che spesso aiutano il proprio padre nella fattoria prendendosi cura delle capre e dell’allevamento in generale… Ma quando gli ultimi raggi di sole muoiono dietro l’orizzonte facendo spazio alle tenebre,  il piccolo villaggio dove Rasheed e il fratello abitano viene avvolto dall’oscurità e qualcosa di sconvolgente ed incontrollabile accade ai loro corpi. Infatti durante la notte questi ragazzini non sono più in grado di controllare i loro movimenti e come in preda ad un incantesimo cadono a terra, incapaci di muoversi, parlare o mangiare. Le loro condizioni sono così allarmanti che spesso per far comprenderne i sintomi i medici si riferiscono ad uno stato vegetativo in piena regola. Insomma durante la notte è come se per qualche ragione ancora sconosciuta, entrassero in coma profondo.

Mohammad Hashim, il padre dei due bambini, insieme alla sua famiglia vivono in un villaggio chiamato Mian Kundi nei pressi di Quetta, nella provincia del Balochistan che si trova a sud ovest del Pakistan. Hashim in lacrime e con profondo rammarico racconta che purtroppo a causa di problemi di salute e povertà perse due figli in tenera età ed ora solo cinque dei suoi figli sono ancora vivi. Due di loro soffrono di questo strano fenomeno mentre gli altri due sono ragazzi normali. Date le sue condizioni di povertà chiese aiuto allo stato perché dopo tutti questi anni nessun medico riuscì a trovare una soluzione o quantomeno a dare una spiegazione del perché questo strano fenomeno colpisse i suoi figli e non potendo più sostenere altre spese mediche decise di rendere pubblico questo caso. Le autorità del Pakistan dopo aver visionato il caso e date le estreme condizioni nelle quali si trovano Rasheed e Ahmed decisero di prendersi cura delle spese mediche per poter trovare una soluzione, quindi grazie ai ricercatori del “Istituto di Scienze Mediche del Pakistan” diversi furono gli esami a cui vennero sottoposti i fratelli. Il Dottor Javed Akram, professore di medicina dell’istituto a capo delle ricerche, disse che stavano impiegando tutte le risorse per poter individuare le cause di tali sintomi così particolari. Queste le sue parole: “Prendiamo questo caso come una sfida, i nostri medici stanno facendo diversi test per determinare il motivo del perché questi ragazzini sono così attivi durante il giorno mentre durante la notte a volte non possono nemmeno aprire gli occhi, parlare o mangiare.”.

L’entusiasmo iniziale e la voglia di intraprendere questa sfida scientifica si sono però scontrati con un muro di misteri di un certo spessore. Infatti i dati rilevati nei vari test risultano tutti nella norma durante il giorno, mentre durante le fasi notturne i parametri rilevati a livello neuronale così come tutti gli altri parametri fisici risultano come quelli di una persona in coma. Inizialmente tutti credevano che fosse la luce solare a causare questi effetti ma ben presto dovettero ricredersi perché anche in giornate del tutto buie e in stanze chiuse Rasheed e Hashim si comportavano normalmente, ma quando giungeva l’ora del tramonto iniziavano a sentire una stanchezza così forte che viene paragonata a quella dei cosiddetti “colpi di sonno” che il più delle volte causano incidenti mortali per chi è alla guida di un mezzo. Quando arriva la sera quindi i loro corpi si fanno più pesanti e si accasciano dove capita per poter riposare e successivamente il black out totale… Nessuna attività volontaria ha più luogo, i loro corpi rimangono paralizzati quasi in uno stato di catalessi e dal tramonto all’alba si trovano in queste condizioni.

Dopo diversi mesi senza risultati il Dottor Javed, con un tono di voce di chi con orgoglio ammette i propri limiti, in un’intervista racconta: “È veramente difficile capire quale sia la causa di questo strano evento, non riusciamo a comprendere che cosa succede a questi due fratelli e sinceramente non ho nessuna idea di che cosa provochi questi sintomi, anzi, nessun ricercatore o medico ne ha una”.

Dinanzi a questi limiti il Pakistan chiese l’intervento di esperti stranieri, quindi da maggio 2016 hanno iniziato a inviare verso i laboratori di tutto il mondo provette contenenti il sangue dei due fratelli, campioni di quello che mangiano normalmente e vengono inviati persino campioni di terra e di materiali che si trovano nell’abitazione della famiglia, tutto questo solo per farvi capire che non hanno la minima idea di quali siano i fattori che determinano questo brusco cambiamento dal giorno alla notte. I laboratori che stanno collaborando con queste ricerche sono tra i più prestigiosi del mondo come The Mayo Clinic and John Hopkins Medical Institute degli Stati Uniti e la Guys Hospital di Londra giusto per citarne alcuni ma per ora i risultati ottenuti sono pressoché delle mere congetture purtroppo dato che dalle analisi non emergono piste decifrabili per questo mistero.

Oggi la loro storia fa scalpore nella comunità scientifica mondiale e vengono conosciuti come “Solar Kids” ovvero i ragazzi che si alimentano di energia solare altrimenti noti in Italia come “I Fratelli del Sole”. Alcuni esperti pensano che addirittura sia un problema psicologico, forse i ragazzi sono influenzati da qualche fattore a livello di subconscio che li spinge in questo stato. Hashim però racconta che i due ragazzi hanno sempre avuto una vita tranquilla e non hanno subito alcun tipo di esperienza così traumatizzante da poter interferire nella loro psiche a livelli così profondi e in maniera così radicale anche perché ricorda che questi ragazzini sono sempre stati così, fin dalla nascita.

Vi abbiamo detto che dei cinque figli di Hashim due di loro soffrono sicuramente di questa patologia,  se così si può chiamare, mentre altri due sono sani… Probabilmente vi siete chiesti quale sia la sorte del quinto figlio. Beh il quinto figlio, il più piccolo che di nome fa Ilyas, ha solo un anno. Di lui suo padre racconta che delle volte si sveglia alle 5 del mattino con i primi raggi del sole e di come non pianga mai durante la notte, cosa alquanto inusuale nei bambini della sua età, ma lui aveva già sperimentato questi sintomi con i suoi figli più speciali. Hashim dopo aver raccontato questi ultimi dettagli solleva lo sguardo verso Rasheed e Ahmed e successivamente verso quello di sua moglie, nei suoi occhi tristi si legge lo sconforto e la paura di un genitore che si prepara a vivere di nuovo le stesse sofferenze e preoccupazioni che lo hanno accompagnato in questo incubo ad occhi aperti.

 
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Pubblicato da su 17 ottobre 2016 in Casi macabri e misteriosi

 

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L’esorcismo di Roland Doe – La vera storia del film “L’esorcista”

L’esorcismo di Roland Doe – La vera storia del film “L’esorcista”

Cosa si nasconde dietro quella patina sottile di ciò che conosciamo come realtà? Esistono per caso misteriose entità che hanno il forte desiderio di abitare i nostri corpi e le nostre menti? Nel corso della storia sono numerosissimi gli eventi che hanno visto necessario l’uso di esorcismi… Vere infestazioni demoniache, seri problemi mentali, in ogni caso è stato percepito il bisogno urgente di eliminare le entità che logoravano l’anima e l’integrità fisica di una certa persona. Uno dei più terrificanti veri esorcismi ruota intorno a un giovane ragazzo e la storia che vi stiamo per raccontare supera di gran lunga l’efferatezza degli esorcismi che vi abbiamo narrato nei video precedenti, tanto che ha influenzato la considerazione di esorcismo nella comunità pubblica. Esso è stato d’ispirazione anche per uno dei film più spaventosi della storia del cinema. Ecco la storia che ispirò il film “L’esorcista”.

Tutto inizia nel 1948 a Cottage City, una minuscola cittadina di poco più di 1000 abitanti nel Maryland. Qui viveva un giovane ragazzo di 13 anni noto solo con lo pseudonimo “Robbie Mannheim”. Figlio unico la sua era una famiglia tedesca luterana. Robbie era un ragazzo molto studioso e tranquillo, timido, riservato e senza amici tanto che i suoi compagni di gioco erano per lo più membri della sua famiglia, in particolare la zia Harriet. Sua zia era una spiritista e come tale possedeva vari oggetti occulti e maledetti, tra cui una tavola Ouija. Un giorno il ragazzo espresse il suo interesse per quella tavola e la zia fu estremamente contenta di fargli vedere come funzionava. I due trascorsero quasi l’intera estate a giocare con la tavola Ouija e il ragazzo divenne sempre più ossessionato da essa fino a quando, in un giorno del 1949, sua zia morì in circostanze misteriose e le cause della morte furono determinate come naturali. Robbie non solo aveva perso la zia, ma anche la sua migliore amica, dunque cercò di mettersi in contatto con lei attraverso la tavola. Proprio da questo punto la storia si veste di risvolti alquanto macabri e bizzarri.

Poco dopo la morte di zia Harriet, la famiglia iniziò a sperimentare sulla propria pelle una serie crescente di strani eventi inspiegabili. Inizialmente tutto era abbastanza innocuo come suoni di gocce d’acqua senza nessuna fonte apparente o lievi rumori di graffi sulle pareti. La famiglia non diede molto peso, fino a quando non ebbero problemi con l’impianto idraulico. A quel punto il padre di Robbie controllò le tubature da cima a fondo spaccando anche diverse sezioni di muro, ma tutto era perfettamente normale. Per un po’ tutti cercarono di ignorare quei rumori misteriosi, fino a quando gli strani eventi progredirono in maniera talmente spropositata da non poter più far finta di nulla! I suoni di graffi e di gocce d’acqua ora erano accompagnati da un rumore stridente di numerosi passi che molto spesso svegliavano la famiglia bruscamente nel mezzo della notte. Molti altri rumori si potevano sentire ad ogni ora del giorno come porte che sbattevano, qualcuno che bussava, spesso provenienti da dentro le mura o sotto il pavimento. In un secondo momento i rumori si trasformarono in vere e proprie attività poltergeist. Dagli oggetti più piccoli fino a pesanti mobili… Tutto cominciava a muoversi per conto proprio. Era per caso lo spirito di zia Harriet che stava cercando di stabilire un contatto o qualcosa di più sinistro?.

Gli eventi inquietanti non accennavano a fermarsi, giorno dopo giorno aumentavano di frequenza e la salute dell’intera famiglia venne messa in serio pericolo. I vetri si frantumavano, le immagini religiose, di cui la casa ne era piena dato che la famiglia era molto devota, cominciarono a tremare e spaccarsi al suolo. Il primo membro della famiglia ad accusare sul proprio corpo quei terribili eventi fu proprio Robbie. Un giorno si svegliò pieno di graffi e lividi senza nessun motivo apparente. Improvvisamente tutte le attività sembravano concentrarsi sul ragazzo. Un giorno la madre sentì degli strani rumori provenire da camera sua e quando aprì la porta lo vide sul letto in preda a pesanti convulsioni. Apparentemente l’entità che infestava la casa seguiva Robbie anche a scuola dove in almeno un’occasione il suo banco è stato visto muoversi da solo fino a rompersi. Tutto ciò deteriorò la personalità e il comportamento di Robbie. Il ragazzo normalmente tranquillo e timido cominciò a diventare aggressivo e incline all’ira, nonché violento nei confronti dei propri genitori. Più volte venne riferito che bestemmiava con una voce che sembrava essere di qualcun altro, a volte parlava addirittura in latino, una lingua che Robbie non conosceva minimamente. I genitori erano molto preoccupati per questo suo comportamento e lo portarono da svariati medici e psichiatri, ma dovunque andassero non si scoprì nulla di anomalo, era praticamente sano. Senza risposte concrete i fenomeni peggioravano sempre di più e la famiglia si rivolse infine alla chiesa chiamando il reverendo Luther Miles Schulze che inizialmente scettico decise di aiutarli.

Durante la permanenza del reverendo Schulze in casa di Robbie, poté sperimentare numerosi eventi strani descritti dalla famiglia in precedenza, dunque concluse che una forza malvagia dimorava la loro casa e in particolare era ossessionata dal giovane Robbie. Dunque eseguì un semplice rito luterano che non sembrò sortire nessun effetto. Il reverendo capì di aver a che fare con una forza troppo potente per lui e mandò la famiglia dal prete cattolico Edward Hughes. Egli riferì che quando vide per la prima volta il ragazzo notò uno sguardo cupo, come se non ci fosse nulla dietro i suoi occhi. Quando Hughes, durante una delle sue visite, mise la Bibbia sul tavolo di fronte al ragazzo, disse che la sua sedia cominciò a vibrare per poi levitare con lui ancora seduto. A quel punto il prete chiede al ragazzo “Chi sei?!” in latino e ricevette una risposta nella stessa lingua: “Io sono una legione”. La risposta inquietò il prete per due motivi. Il primo per il fatto che Robbie aveva capito il latino, il secondo che la risposta implicava che c’era più di una entità che risiedeva all’interno del giovane. A fronte di questo Hughes si convinse che l’esorcismo era l’unica via di salvezza per il ragazzo ma non era del tutto fiducioso nelle sue capacità dato che non aveva nessuna esperienza nel campo e questo sarebbe stato per lui il primo esorcismo. Per cercare di mantenere tutto sotto controllo, dovette andare con Robbie al Georgetown University Hospital, un ospedale gesuita, dove l’esorcismo sarebbe stato monitorato dai fratelli gesuiti. Appena il ragazzo varcò la soglia dell’ospedale divenne estremamente violento: urlava oscenità, tirava calci e pugni a ogni cosa e sputava in faccia alle persone. Gli infermieri furono costretti a trattenerlo con cinghie da polso per tutta la durata dell’esorcismo, ma questo non fece altro che rendere il ragazzo ancora più violento. L’ultima sera, Robbie, o qualsiasi altra cosa lo stesse controllando, durante un esorcismo riuscì a liberarsi da una delle restrizioni che aveva al polso, dopodiché strappò una delle molle del letto, una prodezza fuori dalla portata di un qualsiasi ragazzo della sua età, e quindi ferire Padre Hughes dal polso al gomito. La profonda ferita riportata portò ad annullare il rito e Robbie venne mandato a casa.

Nelle settimane successive furono svariati i preti che tentarono di esorcizzare il giovane Robbie e tutti andarono incontro a terribili esperienze. Molti preti dissero che durante gli esorcismi, il corpo del ragazzo si riempiva di lividi che a volte formavano della parole come “Hell” o “Evil”. Una volta, quando i sacerdoti stavano recitando una preghiera, la parola “HELLO” sarebbe apparsa sul petto di Robbie davanti ai loro occhi. A questo punto, dopo settimane di sforzi e oltre trenta esorcismi infruttuosi, i sacerdoti, in particolare un certo Padre Bowdern, stanchi e afflitti, decisero di provare un ultimo e disperato tentativo nel battezzare Robbie e costringendolo alla Santa Comunione. Essi erano convinti che se fossero riusciti a convertire il ragazzo al cattolicesimo, i riti di esorcismo avrebbero avuto effetto. Tuttavia quando venne presentata l’ostia della comunione il ragazzo si trasformò in una bestia gettando a terra tutti gli uomini presenti nella stanza con una forza sovrumana. Con gli ultimi sforzi rimasti i sacerdoti riuscirono a trattenere il ragazzo e infilargli l’ostia in gola frantumandosi le dita mentre Robbie masticava. Per parecchi giorni dopo la comunione non ci fu alcun cambiamento in Robbie, tuttavia un giorno accadde qualcosa di strano. Il ragazzo si svegliò  e con una voce chiara disse “Satana! Satana! Sono San Michele e tu, Satana e gli altri spiriti maligni vi ordino di lasciare il corpo ora”. San Michele non è nient’altro che l’Arcangelo che in origine si dice abbia gettato Satana dal cielo in esilio. Dopo questo bizzarro accadimento Robbie tornò improvvisamente il ragazzo tranquillo di prima. L’esorcismo era finalmente riuscito.

La  vera identità del ragazzo e il nome rimangono un completo mistero, oggi è conosciuto solo con gli pseudonimi di “Robbie Mannheim” e talvolta “Roland Doe”. In totale ci furono più di quaranta testimoni e ciò che sappiamo oggi lo dobbiamo a numerosi e dettagliati diari dei preti che hanno assistito a quelle terribili scene. La straordinarietà di questo caso ispirò molti romanzi e forse il più famoso è quello di William Peter Blatty che affascinato da tutta la storia scrisse “L’esorcista” da cui deriva il film omonimo considerato il film più spaventoso mai realizzato. Ma cosa è successo dunque a Robbie Mannheim? Era solo un’anima tormentata che implorava attenzione? Fu un’implosione mentale causata da un giovane psicologicamente disturbato? O c’è qualcosa di più… Potrebbe questo ragazzo essere stato davvero tenuto sotto l’influenza insidiosa di forze demoniache oltre la nostra realtà? Qualunque possa essere la risposta, questo caso continua a suscitare polemiche, dibattiti e discussioni ancora oggi. Probabilmente la verità non la sapremo mai con certezza e la risposta alla domanda se esistano davvero forze del male desiderose di impossessarsi del nostro corpo rimane sconosciuta

 
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Pubblicato da su 10 ottobre 2016 in Maledizioni e possessioni

 

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LA COSA CHE TI UCCIDE IN POCHI MINUTI

LA COSA CHE TI UCCIDE IN POCHI MINUTI

Nel nostro mondo, al di là di catastrofi naturali, incidenti di vario genere o armi di distruzione di massa, esistono poche cose in grado di uccidervi in pochi minuti senza via di scampo. Forse non ve lo siete mai chiesti o forse si, ma nel nostro pianeta che cos’è la cosa più letale per l’uomo? Esistono per esempio alcuni veleni prodotti da animali in grado di uccidere decide di persone adulte con una sola dose. Esistono droghe in grado di uccidere in pochi minuti una persona mandandola in overdose. Esistono alcuni luoghi nei quali se entrate correte il rischio di morire e non parliamo solo di luoghi che di per se mettono a rischio la vostra incolumità fisica, ma anche luoghi apparentemente innocui. Per esempio in Inghilterra ad Alnwick c’è un giardino al cui ingresso l’insegna recita chiaramente “Pericolo, queste piante possono uccidervi”. Si tratta del giardino più velenoso del pianeta che ospita centinaia di piante tossiche provenienti da ogni parte del globo, piante da cui, da secoli, si estraggono potenti veleni ma anche farmaci. Ovviamente se si seguono le regole del giardino, ossia “non toccare, non annusare o mangiare le piante” non si rischia nulla se non di accrescere la propria cultura. Ad ogni modo sia che si abbia a che fare con piante velenose, animali o sostanze stupefacenti c’è sempre la remota possibilità di essere salvati, grazie ad antidoti somministrati in tempo per i veleni e in caso di overdose grazie ad alcuni farmaci. Ma la cosa di cui vi stiamo per parlare in questo video non vi lascia via di scampo, non esiste antidoto in grado di arrestare i suoi effetti. Questa cosa a differenza di un essere essere vivente non prova né odio né compassione né paura ed è ricordata come la più letale esistente nel mondo non soltanto per l’uomo, ma per qualunque altro essere vivente perché non ha bisogno di avere un contatto fisico diretto con voi per uccidervi… Anzi se provate anche solo ad avvicinarvi così tanto per osservarla dal vivo, senza saperlo starà già distruggendo la vostra struttura fisica e voi ancor prima di accorgervi sarete già spacciati. A quest’entità basta essere presente nelle vostre vicinanze per sterminarvi.

Sicuramente sarete curiosi di scoprire che cosa sia così letale, magari questi dati potrebbero fornirvi degli indizi… Le persone della città hanno dovuto evacuare le loro abitazioni nel bel mezzo della notte non appena questa creatura è stata generata. Infatti la popolazione in preda al panico ha dovuto abbandonare le proprie case in seguito ad una delle più grandi catastrofi mai avvenute in Europa. Questa cosa letale è pressoché indistruttibile e per cercare di contenere i suoi effetti hanno costruito una massiccia struttura di acciaio e cemento attorno ad essa in modo da imprigionarla, tale struttura oggi è conosciuta come “Il sarcofago” ma il mostro è ancora lì, con tutto il suo potenziale distruttivo. Probabilmente a questo punto avete già capito quale sia questa creatura; una deformità dall’aspetto bizzarro che pesa circa 800 tonnellate distribuite su un ammasso di due metri di larghezza e alta settanta centimetri… Si tratta di quello che viene soprannominato oggi come “The elephant’s foot” o zampa di elefante. Questo mostro è nato dalla catastrofe nucleare del 26 aprile del 1986 nella centrale di Chernobyl e di cui vi abbiamo ampiamente parlato in un video precedente, senza però accennare a questo orrido oggetto che merita senza ombra di dubbio un video tutto per se.

La zampa di elefante, chiamata in questo modo per la sua forma particolare, è una massa solidificata di combustibile nucleare vivo mischiato a detriti, sabbia, grafite e metallo dando origine a una sostanza che ha l’aspetto vitreo di lava solidificata chiamata Corium formatasi dopo l’esplosione del reattore 4. Pensate che la zampa di elefante rappresenta solo una minima parte del combustibile che era presente nel reattore quando era operativo. Questo groviglio radioattivo è stato scoperto diversi mesi dopo l’esplosione, infatti nel dicembre del 1986 alcuni operai constatarono che nelle fondamenta del reattore 4 si era formato un incredibile ammasso dall’aspetto vitreo. Presto gli operai iniziarono a sentirsi male quindi diedero l’allarme e consegnarono tutto il materiale a disposizione agli addetti ai lavori e poche ore dopo si accasciarono a terra senza forze e senza vita, le radiazioni avevano consumano i loro corpi in brevissimo tempo.

Sembrerà incredibile ma nel 1986 la zampa di elefante emetteva una radiazione di 10.000 Röntgen all’ora e chiunque si avvicinasse riceveva una dose fatale in meno di un minuto. Probabilmente vi state chiedendo quali siano gli effetti così devastanti causati dall’esposizione alle radiazioni. Se voi veniste colpiti in questo preciso istante da 10.000 Röntgen all’ora, in pochi secondi la vostra pelle assumerebbe un’anormale pigmentazione e si formerebbero delle bolle in superficie insieme ad evidenti ulcerazioni cutanee, quindi pezzi interi di pelle e muscoli inizierebbero a staccarsi dal resto del vostro corpo dandovi più l’aspetto di una carcassa semi-divorata da qualche predatore che di una persona. Una visione così orribile che può essere superata solo dal dolore che in quel momento provereste. Inoltre presto inizierebbero a cadervi i capelli. Le radiazioni successivamente ucciderebbero le cellule emopoietiche del vostro midollo osseo, che sono quelle che si occupano di rifornire il corpo con nuove cellule di sangue, quindi infezioni ed emorragie inizierebbero a propagarsi su tutto il vostro corpo. Le radiazioni colpirebbero anche le cellule che proliferano nella mucosa gastrointestinale dando luogo a lacerazioni interne e fenomeni diarroici. Indipendentemente dal fatto che siate uomini o donne in pochi secondi diventereste sterili e nel caso siate una donna incinta avreste un aborto spontaneo e se il feto si trovasse durante la fase di formazione degli organi potrebbe sviluppare anche deformazioni irreversibili. L’irradiazione porterebbe in certi casi all’opacizzazione del cristallino dei vostri occhi e quasi sicuramente il vostro sistema nervoso ad uno stato gravemente compromesso.

Queste sono solo le conseguenze più evidenti ed immediate, ma le radiazioni farebbero danni anche al vostro DNA ed è proprio il DNA il target più critico in quanto il danno a un singolo gene può essere sufficiente a uccidere o alterare profondamente la cellula stessa, in questo modo sono possibili alterazioni, di numero e di forma, dei cromosomi accompagnati da mutazioni geniche… E tutto questo accadrebbe in pochi secondi, infatti basterebbero meno di tre minuti di esposizione diretta a questo mostro per portarvi alla morte certa e potete farvi anche un’idea del dolore lacerante che provereste in questo viaggio verso l’aldilà. Sicuramente la persona che ha provato moltissimo dolore e che testimonia nella maniera più orribile tutte queste gravissimi conseguenze delle esposizioni alle radiazioni è Hisashi Ouchi.

Prima dell’incidente di Fukushima in Giappone veniva ricordato come il peggior disastro nucleare quello avvenuto a Tokaimura nel settembre del 1999. L’incidente avvenne verso le 10:30 di mattina ed era stato causato da un quantitativo sbagliato di miscelatura tra uranio e acido nitrico nel serbatoio. I tre tecnici addetti all’operazione quel giorno erano Masato Shinohara, Yutaka Yokokawa e il più giovane di tutti Hisashi Ouchi e tutti e tre vennero investiti dai neutroni emessi dall’innesco della reazione nucleare. Quello che ebbe la peggio fu Ouchi il quale fu investito da un quantitativo di radiazione circa 300/400 volte superiore a quello di sicurezza, infatti assorbì radiazioni di 20 Sievert che equivalgono ad un’esposizione di una decina di minuti alla micidiale zampa di elefante. Dunque potete immaginare le condizioni del povero Hisashi. Con un’esposizione così forte alle radiazioni, i suoi cromosomi erano andati distrutti e tutto il suo organismo aveva iniziato a decomporsi, pezzi di carne si staccavano dal suo scheletro come se cercassero di fuggire da quel corpo dolorante. Dopo poche ore era ormai irriconoscibile, era diventato un cumulo di ossa sanguinanti tenute insieme solo dai macchinari.

I medici ogni giorno dovevano sottoporlo a trasfusioni di sangue a causa della distruzione delle cellule emopoietiche che abbiamo spiegato prima. Inoltre veniva sottoposto anche ad innesti cutanei per tentare di tenere assieme quel poco di materia organica che rimaneva di lui. I medici cercarono in tutti i modi di salvargli la vita, forse anche troppo secondo alcune persone dato che le condizioni in cui si trovava Hisashi erano a dir poco disumane. L’uomo era mantenuto in coma farmacologico dai medici per non farlo soffrire ma erano sostanzialmente le macchine a tenerlo in vita e dopo 83 giorni di agonia pura decisero che era meglio lasciarlo andare che continuare con quella tortura.

La “Zampa di elefante” è senz’altro l’oggetto più pericoloso del mondo in grado di causare innumerevoli danni all’uomo, agli animali e a tutto l’ambiente che lo circonda e continuerà a farlo ancora  per decine e decine di anni, ma fuori dal nostro pianeta che cosa accade? Qual’è quella cosa presente nello spazio che è un infinità di volte più terribile di qualunque radiazione? Qual’è quell’oggetto che si nutre di interi sistemi di pianeti, stelle, gas cosmici e tutto quello che si trova nelle sue vicinanze e la cui natura è così complessa che ancora oggi non siamo riusciti a comprenderne i suoi segreti… Probabilmente avete già capito di che cosa si tratta, questi oggetti insieme ad altre “mostruosità” saranno oggetto di discussione in un video futuro.

Per concludere, molte persone avevano commentato nel video di Chernobyl dichiarando che volevano andarci per fare un tour, ma ora che sapete gli effetti delle radiazioni e il mostro che si trova sotto il reattore 4, siete ancora sicuri di volerci andare? In tal caso, buon viaggio.

 
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Pubblicato da su 5 ottobre 2016 in Casi macabri e misteriosi

 

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