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Terrore dallo spazio – Inquietanti registrazioni radio

28 Set
Terrore dallo spazio – Inquietanti registrazioni radio

Durante la fine degli anni 50 e gli inizi degli anni 60, la corsa allo spazio tra Stati Uniti e l’Unione Sovietica era al suo apice. Entrambe le fazioni costruivano e testavano missili il più velocemente possibile cercando di essere la prima nazione a lanciare un satellite artificiale in orbita, spesso con risultati esplosivi. Sia Stati Uniti che Unione Sovietica ebbero le loro dosi di successo come quelle di fallimento e le persone di tutto il mondo erano in attesa di sapere chi sarebbe stato il primo a conquistare lo spazio. All’epoca erano numerosi i radioamatori sparsi per il globo a captare i segnali emessi da tali sperimentazioni, tra questi la coppia di fratelli italiani Achille e Giovanni Judica-Cordiglia regnava sovrana. La loro libreria di registrazioni audio di quasi ogni volo dalla corsa allo spazio è di gran lunga la collezione privata più completa conosciuta, forse troppo completa ed è proprio su alcune di quelle registrazioni che si concentra il nostro racconto. I due fratelli italiani avrebbero catturato e impresso sui loro nastri audio missioni ed eventi mai registrati nei libri di storia perché finiti in tragedia: cosmonauti sovietici condannati a morte dalla tecnologia precaria dell’epoca nei loro ultimi istanti di vita su voli che ufficialmente non sono mai avvenuti!

Durante la Guerra Fredda, l’Unione Sovietica era un guazzabuglio di mistero e segreti di stato. Più di ogni altra cosa, la Guerra Fredda è stata una guerra di propaganda, ogni lato cercava di dimostrare al mondo intero chi era il più intelligente, il più veloce, il più alto… Insomma, il migliore! In questo contesto, non sorprende affatto che dai loro programmi spaziali trapelavano solo le notizie positive che si potevano divulgare al mondo. Con i media controllati strettamente dallo stato, i sovietici avevano la possibilità di realizzare un vero e proprio cover-up di disastri che li riguardavano personalmente, cosa che invece non era possibile agli Stati Uniti.

4 ottobre 1957: Dal Cosmodromo di Bayqoñyr, nell’attuale Kazakistan, viene lanciato un razzo che contiene quello che verrà ricordato come il primo satellite artificiale in orbita intorno alla Terra: lo Sputnik 1. Il lancio venne eseguito con successo dai sovietici tra la notte del 4 e 5 ottobre, dunque avevano appena vinto la prima battaglia! L’eco mediatico fu sensazionale e i giorni seguenti le prime pagine dei giornali non parlavano altro che dello Sputnik, ma prima che tutto il mondo sapesse, due radio amatori ventenni di Torino, i fratelli Achille e Giovanni Judica-Cordiglia, avevano già ascoltato il successo del lancio dello Sputnik. Da quella registrazione, le loro tecniche si affinarono velocemente: impararono come rilevare l’effetto doppler nei segnali dall’orbita e come calcolare la velocità e l’altitudine di un oggetto in volo. Riempirono i loro diari con tabelle di conversione e frequenze sovietiche. In questo modo quando i sovietici lanciarono lo Sputnik 2 a solo un mese distanza dall’1, erano ben preparati. Nonostante questa preparazione furono estremamente sorpresi nel rilevare qualcosa di nuovo: un battito cardiaco, quello di Kudrjavka, una piccola cagnolina conosciuta anche con il nome Laika che era il nome convenzionale russo della razza. Purtroppo per lei il viaggio con lo Sputnik 2 fu di sola andata, non era stata prevista nessuna disposizione per il rientro o il recupero. Tre mesi più tardi gli Stati Uniti lanciarono il loro primo satellite, Explorer 1. Achille e Giovanni ovviamente rilevarono anche la sua frequenza, dopodiché la loro vita come celebrità locali cominciò. Erano i beniamini dei giornali locali e delle stazioni radio. Negli anni successivi costruirono un loro personale osservatorio radio ricavandolo da un vecchio bunker della seconda guerra mondiale e lo nominarono Torre Bert. Ogni volta che veniva lanciato qualcosa nello spazio, Torre Bert era preso d’assalto da giornalisti e scienziati locali per poter assicurarsi le prime notizie in esclusiva.

I fratelli Judica-Cordiglia erano fieri ed entusiasti del loro lavoro, entusiasmo però destinato a trasformarsi in tensione e terrore il 28 novembre 1960. Quel giorno il loro osservatorio radio non è stato sintonizzato su nessuna frequenza perché non era stato annunciato nessun lancio spaziale, ma un altro osservatorio radio della Germania dell’Ovest annuncia la ricezione di uno strano segnale su una frequenza spaziale sovietica. Achille e Giovanni venuti a conoscenza della notizia corrono subito a sintonizzare Torre Bert e quello che sentono ha delle sfumature piuttosto inquietanti: è l’audio di quello che sembra essere codice morse digitato a mano che ripete più volte l’SOS. I loro calcoli stabilirono che il presunto veicolo spaziale da dove proveniva l’SOS era alla deriva. Il segnale si indebolì sempre di più fino a scomparire e non si seppe più nulla. A quanto pare, i due fratelli avevano appena registrato la prova che un veicolo spaziale con equipaggio sovietico in qualche modo era andato alla deriva lasciando l’orbita terrestre… Permanentemente!

Gli anni seguenti furono un susseguirsi di registrazioni inquietantemente preoccupanti. Il 1 febbraio 1961 viene captato un altro segnale dove si sente chiaramente un respiro affannoso e in sottofondo il suono acuto del transponder. Successivamente un altro suono che il padre dei due fratelli, un cardiologo, riconosce senza ombra di dubbio: un cuore umano. Curiosamente, il 4 febbraio l’Unione Sovietica comunicò il lancio dello Sputnik 7 senza però esseri viventi a bordo e la sua successiva disintegrazione dopo poche ore.

Nel mese di aprile del 1961, una giornalista dell’agenzia di stampa internazionale a Mosca da una soffiata ai fratelli Judica-Cordiglia affermando che qualcosa di grosso stava per accadere. Dunque i due radio amatori sintonizzarono le loro apparecchiature e il 12 aprile ascoltarono la voce di Jurij Gagarin, ufficialmente il primo uomo nello spazio, ma probabilmente a questo punto sarebbe corretto dire: il primo uomo nello spazio che è riuscito a rientrare vivo. Nonostante quelle registrazioni angoscianti, la più drammatica avvenne circa cinque settimane più tardi l’evento storico del primo uomo nello spazio. 23 maggio 1961. I fratelli Judica-Cordiglia rimangono scioccati e perplessi quando ascoltano l’audio di quella che sembra a tutti gli effetti la trasmissione in russo di una voce femminile che cerca disperatamente aiuto: “Ho caldo, ho caldo! Vedo delle fiamme, mi sto per schiantare? Sì. Ho caldo, sto rientrando…“ poi più nulla. I due fratelli rimangono sintonizzati per più di due minuti prima che il segnale sparisse, due minuti di angoscia.

Ci sono numerose storie che circolano sui cosiddetti cosmonauti perduti morti in voli spaziali già dal 1957. Secondo alcune fonti di intelligence occidentali, si sarebbero verificati ben 11 incidenti mortali sovietici, sia in volo che a terra, tutti prima del 1967. Oggi sappiamo che la prima morte di un cosmonauta fu di Valentin Bondarenko, almeno secondo le notizie ufficiali a noi oggi pervenute. I sovietici decisero di tenere segreto l’incidente e cancellarono l’immagine di Bondarenko dalle foto di gruppo dei cosmonauti, poi nel 1986, anno in cui furono declassificati molti documenti sovietici, venne rivelato per la prima volta il suo nome. Quasi vent’anni di segreto, dunque. Chi ci vieta di pensare a quanti altri documenti segreti sono ancora tenuti nascosti o stati distrutti, documenti in cui forse è scritta la verità su questi tragici eventi. Molti sostengono che l’Unione Sovietica non avesse né i mezzi né le capacità per mandare l’uomo nello spazio rendendo quindi più che plausibile l’ipotesi che molteplici cosmonauti siano morti nell’impresa oltre che affermare che il volo di Jurij Gagarin sia stato addirittura magistralmente orchestrato.

Ma se da un lato ci sono convinti sostenitori che i fratelli Judica-Cordiglia abbiano registrato cosmonauti durante i loro ultimi tragici minuti di vita, dall’altro esiste un gruppo di scettici che afferma l’esatto contrario. Secondo la loro teoria i due fratelli torinesi sarebbero stati vittime, più o meno inconsapevoli, di un grande gioco di disinformazione a danno dell’Unione Sovietica. Dato che è stato appurato il coinvolgimento del servizio segreto italiano SIFAR, il cui allora capo Generale Giovanni De Lorenzo aveva contatti con il capo della CIA Allen Dulles, non è difficile immaginare che il respiro affannoso, il battito cardiaco e le restanti registrazioni strane, fossero opera di mistificazione. Nulla di più probabile inoltre è che loro captassero registrazioni di suoni emessi non da satelliti russi bensì da quelli americani le cui date di transito sembrerebbero compatibili con i transiti su Torre Bert. Si spinge infine sul fatto di come spesso i due fratelli erano allertati in qualche modo da qualcuno di un lancio sovietico, chi poteva essere a conoscenza di un fatto così tanto segreto che neanche la CIA dell’epoca poteva sapere? Nessuno può dirlo con certezza

Achille Judica Cordiglia è morto il 21 gennaio del 2015 mentre il fratello Giovanni Battista è ancora in vita ed è probabilmente l’unica persona a conoscere la vera realtà dei fatti, una verità che oscilla tra queste due domande: opera di disinformazione ai danni dell’Unione Sovietica o voli orbitali finiti in tragedia e tenuti nascosti?

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Pubblicato da su 28 settembre 2016 in Casi macabri e misteriosi

 

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