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Archivio mensile:settembre 2016

Terrore dallo spazio – Inquietanti registrazioni radio

Terrore dallo spazio – Inquietanti registrazioni radio

Durante la fine degli anni 50 e gli inizi degli anni 60, la corsa allo spazio tra Stati Uniti e l’Unione Sovietica era al suo apice. Entrambe le fazioni costruivano e testavano missili il più velocemente possibile cercando di essere la prima nazione a lanciare un satellite artificiale in orbita, spesso con risultati esplosivi. Sia Stati Uniti che Unione Sovietica ebbero le loro dosi di successo come quelle di fallimento e le persone di tutto il mondo erano in attesa di sapere chi sarebbe stato il primo a conquistare lo spazio. All’epoca erano numerosi i radioamatori sparsi per il globo a captare i segnali emessi da tali sperimentazioni, tra questi la coppia di fratelli italiani Achille e Giovanni Judica-Cordiglia regnava sovrana. La loro libreria di registrazioni audio di quasi ogni volo dalla corsa allo spazio è di gran lunga la collezione privata più completa conosciuta, forse troppo completa ed è proprio su alcune di quelle registrazioni che si concentra il nostro racconto. I due fratelli italiani avrebbero catturato e impresso sui loro nastri audio missioni ed eventi mai registrati nei libri di storia perché finiti in tragedia: cosmonauti sovietici condannati a morte dalla tecnologia precaria dell’epoca nei loro ultimi istanti di vita su voli che ufficialmente non sono mai avvenuti!

Durante la Guerra Fredda, l’Unione Sovietica era un guazzabuglio di mistero e segreti di stato. Più di ogni altra cosa, la Guerra Fredda è stata una guerra di propaganda, ogni lato cercava di dimostrare al mondo intero chi era il più intelligente, il più veloce, il più alto… Insomma, il migliore! In questo contesto, non sorprende affatto che dai loro programmi spaziali trapelavano solo le notizie positive che si potevano divulgare al mondo. Con i media controllati strettamente dallo stato, i sovietici avevano la possibilità di realizzare un vero e proprio cover-up di disastri che li riguardavano personalmente, cosa che invece non era possibile agli Stati Uniti.

4 ottobre 1957: Dal Cosmodromo di Bayqoñyr, nell’attuale Kazakistan, viene lanciato un razzo che contiene quello che verrà ricordato come il primo satellite artificiale in orbita intorno alla Terra: lo Sputnik 1. Il lancio venne eseguito con successo dai sovietici tra la notte del 4 e 5 ottobre, dunque avevano appena vinto la prima battaglia! L’eco mediatico fu sensazionale e i giorni seguenti le prime pagine dei giornali non parlavano altro che dello Sputnik, ma prima che tutto il mondo sapesse, due radio amatori ventenni di Torino, i fratelli Achille e Giovanni Judica-Cordiglia, avevano già ascoltato il successo del lancio dello Sputnik. Da quella registrazione, le loro tecniche si affinarono velocemente: impararono come rilevare l’effetto doppler nei segnali dall’orbita e come calcolare la velocità e l’altitudine di un oggetto in volo. Riempirono i loro diari con tabelle di conversione e frequenze sovietiche. In questo modo quando i sovietici lanciarono lo Sputnik 2 a solo un mese distanza dall’1, erano ben preparati. Nonostante questa preparazione furono estremamente sorpresi nel rilevare qualcosa di nuovo: un battito cardiaco, quello di Kudrjavka, una piccola cagnolina conosciuta anche con il nome Laika che era il nome convenzionale russo della razza. Purtroppo per lei il viaggio con lo Sputnik 2 fu di sola andata, non era stata prevista nessuna disposizione per il rientro o il recupero. Tre mesi più tardi gli Stati Uniti lanciarono il loro primo satellite, Explorer 1. Achille e Giovanni ovviamente rilevarono anche la sua frequenza, dopodiché la loro vita come celebrità locali cominciò. Erano i beniamini dei giornali locali e delle stazioni radio. Negli anni successivi costruirono un loro personale osservatorio radio ricavandolo da un vecchio bunker della seconda guerra mondiale e lo nominarono Torre Bert. Ogni volta che veniva lanciato qualcosa nello spazio, Torre Bert era preso d’assalto da giornalisti e scienziati locali per poter assicurarsi le prime notizie in esclusiva.

I fratelli Judica-Cordiglia erano fieri ed entusiasti del loro lavoro, entusiasmo però destinato a trasformarsi in tensione e terrore il 28 novembre 1960. Quel giorno il loro osservatorio radio non è stato sintonizzato su nessuna frequenza perché non era stato annunciato nessun lancio spaziale, ma un altro osservatorio radio della Germania dell’Ovest annuncia la ricezione di uno strano segnale su una frequenza spaziale sovietica. Achille e Giovanni venuti a conoscenza della notizia corrono subito a sintonizzare Torre Bert e quello che sentono ha delle sfumature piuttosto inquietanti: è l’audio di quello che sembra essere codice morse digitato a mano che ripete più volte l’SOS. I loro calcoli stabilirono che il presunto veicolo spaziale da dove proveniva l’SOS era alla deriva. Il segnale si indebolì sempre di più fino a scomparire e non si seppe più nulla. A quanto pare, i due fratelli avevano appena registrato la prova che un veicolo spaziale con equipaggio sovietico in qualche modo era andato alla deriva lasciando l’orbita terrestre… Permanentemente!

Gli anni seguenti furono un susseguirsi di registrazioni inquietantemente preoccupanti. Il 1 febbraio 1961 viene captato un altro segnale dove si sente chiaramente un respiro affannoso e in sottofondo il suono acuto del transponder. Successivamente un altro suono che il padre dei due fratelli, un cardiologo, riconosce senza ombra di dubbio: un cuore umano. Curiosamente, il 4 febbraio l’Unione Sovietica comunicò il lancio dello Sputnik 7 senza però esseri viventi a bordo e la sua successiva disintegrazione dopo poche ore.

Nel mese di aprile del 1961, una giornalista dell’agenzia di stampa internazionale a Mosca da una soffiata ai fratelli Judica-Cordiglia affermando che qualcosa di grosso stava per accadere. Dunque i due radio amatori sintonizzarono le loro apparecchiature e il 12 aprile ascoltarono la voce di Jurij Gagarin, ufficialmente il primo uomo nello spazio, ma probabilmente a questo punto sarebbe corretto dire: il primo uomo nello spazio che è riuscito a rientrare vivo. Nonostante quelle registrazioni angoscianti, la più drammatica avvenne circa cinque settimane più tardi l’evento storico del primo uomo nello spazio. 23 maggio 1961. I fratelli Judica-Cordiglia rimangono scioccati e perplessi quando ascoltano l’audio di quella che sembra a tutti gli effetti la trasmissione in russo di una voce femminile che cerca disperatamente aiuto: “Ho caldo, ho caldo! Vedo delle fiamme, mi sto per schiantare? Sì. Ho caldo, sto rientrando…“ poi più nulla. I due fratelli rimangono sintonizzati per più di due minuti prima che il segnale sparisse, due minuti di angoscia.

Ci sono numerose storie che circolano sui cosiddetti cosmonauti perduti morti in voli spaziali già dal 1957. Secondo alcune fonti di intelligence occidentali, si sarebbero verificati ben 11 incidenti mortali sovietici, sia in volo che a terra, tutti prima del 1967. Oggi sappiamo che la prima morte di un cosmonauta fu di Valentin Bondarenko, almeno secondo le notizie ufficiali a noi oggi pervenute. I sovietici decisero di tenere segreto l’incidente e cancellarono l’immagine di Bondarenko dalle foto di gruppo dei cosmonauti, poi nel 1986, anno in cui furono declassificati molti documenti sovietici, venne rivelato per la prima volta il suo nome. Quasi vent’anni di segreto, dunque. Chi ci vieta di pensare a quanti altri documenti segreti sono ancora tenuti nascosti o stati distrutti, documenti in cui forse è scritta la verità su questi tragici eventi. Molti sostengono che l’Unione Sovietica non avesse né i mezzi né le capacità per mandare l’uomo nello spazio rendendo quindi più che plausibile l’ipotesi che molteplici cosmonauti siano morti nell’impresa oltre che affermare che il volo di Jurij Gagarin sia stato addirittura magistralmente orchestrato.

Ma se da un lato ci sono convinti sostenitori che i fratelli Judica-Cordiglia abbiano registrato cosmonauti durante i loro ultimi tragici minuti di vita, dall’altro esiste un gruppo di scettici che afferma l’esatto contrario. Secondo la loro teoria i due fratelli torinesi sarebbero stati vittime, più o meno inconsapevoli, di un grande gioco di disinformazione a danno dell’Unione Sovietica. Dato che è stato appurato il coinvolgimento del servizio segreto italiano SIFAR, il cui allora capo Generale Giovanni De Lorenzo aveva contatti con il capo della CIA Allen Dulles, non è difficile immaginare che il respiro affannoso, il battito cardiaco e le restanti registrazioni strane, fossero opera di mistificazione. Nulla di più probabile inoltre è che loro captassero registrazioni di suoni emessi non da satelliti russi bensì da quelli americani le cui date di transito sembrerebbero compatibili con i transiti su Torre Bert. Si spinge infine sul fatto di come spesso i due fratelli erano allertati in qualche modo da qualcuno di un lancio sovietico, chi poteva essere a conoscenza di un fatto così tanto segreto che neanche la CIA dell’epoca poteva sapere? Nessuno può dirlo con certezza

Achille Judica Cordiglia è morto il 21 gennaio del 2015 mentre il fratello Giovanni Battista è ancora in vita ed è probabilmente l’unica persona a conoscere la vera realtà dei fatti, una verità che oscilla tra queste due domande: opera di disinformazione ai danni dell’Unione Sovietica o voli orbitali finiti in tragedia e tenuti nascosti?

 
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Pubblicato da su 28 settembre 2016 in Casi macabri e misteriosi

 

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Marina Joyce – La cruda verità della sua storia

Marina Joyce – La cruda verità della sua storia

Qualche mese fa su internet la storia di Marina Joyce suscitò scalpore e molta preoccupazione fra gli internauti. La ragazza inquadrata è la protagonista di questa vicenda, lei è una youtuber inglese e gestisce un canale dedicato al make-up, moda e altri temi di questo genere e sebbene le tematiche dei suoi video non fossero particolarmente diverse da quelle proposte in altri canali, il suo carisma e il suo modo di porsi davanti alla telecamera l’avevano fatta guadagnare diversi iscritti fino ad arrivare quasi ai 600.000 e a metà luglio di quest’anno questa crescita è stata a dir poco drastica, così tanto che in pochi giorni raggiunse quota di 2 milioni di iscritti.  Purtroppo però non sono stati i suoi video a farle guadagnare notorietà, quanto una storia macabra che si è sparsa in rete.

I video di Marina Joyce erano interessanti per la sua personalità, il suo volto sorridente e la sua spontaneità, ma ad un certo punto i suoi video iniziano a diventare sempre più bizzarri. Lei non sembra più essere felice, spesso le sue movenze sono quasi robotiche come se fossero forzate, a questo si aggiunge anche il fatto che i suoi discorsi non sono più spontanei ma sono quelli di una persona che legge un copione. La ragazza spesso presenta uno sguardo perso e non sembra più felice. I suoi iscritti si accorgono di questo cambiamento e ben presto si insinuano diverse ipotesi come origine di questo mutamento tanto che su Twitter diventa un trending topic a livello mondiale l’hashtag #savemarinajoyce, ossia “Salvate Marina Joyce”. A far scattare l’allarme però non sono stati solo i suoi atteggiamenti e le sue movenze, ma soprattutto dei video dove lei appare con delle ferite evidenti sulle sue gambe e braccia, segni forse provocati da percosse e violenze da parte di qualcuno. Inoltre in alcuni di questi video inizia a comparire vicino a lei una figura… Evidentemente i sospetti che ci fosse qualcuno ad aiutarla e a darle un copione su quello che doveva dire o fare è un’ipotesi non molto lontana dalla realtà dei fatti.

Man mano che passano i giorni le stranezze aumentano, in uno dei suoi video tutorial di come truccarsi troviamo una Marina molto distratta, infatti nel farlo è palesemente maldestra ed imprecisa cosa alquanto inusuale. In lei inoltre gli occhi sembrano molto dilatati come se avesse assunto delle sostanze stupefacenti. La comunità su internet cerca in tutti i modi di mettersi in contatto con lei e cercare di scoprire il motivo dei suoi cambiamenti, quali sono le ragioni di questo atteggiamento così strano, ma lei si limita solo nel dire che sta bene senza aggiungere alcun tipo di spiegazione, ma è evidente che c’è qualcosa che non va nella sua vita.

Come prova che Marina abbia subito una metamorfosi, in uno dei video compare un oggetto che fece raggelare i suoi iscritti che temevano per la sua vita. Osservate voi stessi con i vostri occhi… Proprio così, nella sua camera come un qualsiasi altro oggetto di uso quotidiano compare un fucile poggiato contro il muro. Inoltre inizia a girare questo video dove molti dichiarano di sentire la frase “help me” ossia “aiautatemi” in sottofondo. A questo punto le persone di diversi paesi iniziano a dire che lei è stata sequestrata e che viene costretta con la forza a fare questi video e altre teorie alquanto macabre. In breve tempo migliaia di follower colpiti da isteria di massa contattano le forze dell’ordine della città dove abita Marina. Le chiamate raggiunsero livelli così eclatanti che perfino la polizia dovette emettere un comunicato via internet per cercare di calmare gli animi dei suoi fan. Nel comunicato la polizia di Anfield dichiara: “Degli ufficiali di polizia hanno fatto visita alla youtuber Marina Joyce. Lei sta bene e si trova al sicuro.”. Marina inoltre, probabilmente allarmata da tutta questa attenzione, pubblicò anche lei un comunicato su Twitter dichiarando che si trova bene ed e al sicuro aggiunse anche che era commossa per il fatto che così tante persone si preoccupassero per lei.

I suoi fan però non sono soddisfatti di questa spiegazione dichiarando che probabilmente è stata costretta a dire che si trovava bene, ma che in realtà fosse in pericolo. Sicuramente molti dei suoi follower esagerano in queste supposizioni e teorie, molte delle quali sono del tutto campate in aria come l’ipotesi che addirittura fosse stata rapita dall’isis e riportata perfino da qualche giornale. Ad ogni modo c’è da dire che ci sono parecchie cose strane in questa vicenda. Una pista su quello che probabilmente le è successo ce la da direttamente la stessa Marina. Infatti, proprio nel momento in cui la sua storia stava facendo il giro del mondo e le diverse teorie di rapimento stavano inondando la rete, su Twitter era comparso questo post: “Incontratemi all’evento di Bethnal Green alle 6:30 di mattina, se volete unirvi alla festa con me portate qualche amico così anche da non perdervi” e proprio su Twitter qualche ora dopo diversi internauti dichiarano che è stato pubblicato un video dove si sente solo la ragazza con una voce rotta e quasi disperata dove dice di non andare all’appuntamento, che è un inganno e che qualcuno rapisce delle persone, ma come al solito, per comprendere al meglio le emozioni della ragazza, ascoltatela voi stessi…

Diversi internauti affermano che questo audio era comparso per pochissimo tempo e poi era stato tolto dal suo account di Twitter. Altre persone invece dichiarano che il video sia un falso, l’unico dato di fatto rimanente però è che Marina non si è mai presentata a tale evento anche perché non c’è mai stato nessun evento organizzato a Bethnal Green il giorno seguente, tanto meno alle 6 di mattina. Molti quindi iniziarono a credere che lo facesse solo per aumentare ancor di più la sua popolarità, d’altronde l’hashtag #savemarinajoyce aveva raggiunto oltre 2 milioni di Tweets. Ed è proprio questo il punto, indipendentemente dal fatto che lei approfittasse o meno di questa situazione per farsi pubblicità lei aveva seriamente un problema perché era diventata così distratta da non rendersi conto di molte cose che pubblicava o che faceva. Altri youtubers attratti dal potenziale di questa storia cercarono di farle un’intervista, come per esempio Scarce. Questo youtuber che fa gameplay in un’intervista che vi invitiamo a vedere e che troverete in descrizione, con delle domande ben precise e mirate cerca di fare chiarezza su tutta la vicenda che si è creata intorno a lei. Marina risponde a tutte le domande in modo meno che sufficiente, limitandosi a dire che nessuna delle teorie in circolazione fosse reale, lei non è mai stata rapita e non viene forzata da nessuno a fare quei video, dichiara anche che il suo comportamento è del tutto naturale e i diversi tic sviluppati come il continuo sbattere di palpebre o lo sguardo perso nel vuoto e ripetere spesso alcune parole non significano nulla, solo che lei è così e basta e per lei è tutto normale, inoltre alla domanda riguardante il fucile afferma che si tratta solo di un fucile a pallini, ma quando finalmente le viene fatta la domanda sull’origine dei lividi Marina, non potendo più sfuggire, con una risposta tagliente cerca di articolare qualcosa di convincente e probabilmente per questo motivo si innervosisce ed inizia a ripetere alcune parole. Ad ogni modo il succo di quello che voleva esprimere era che in sostanza se li è procurati da sola quei lividi con una caduta accidentale mentre camminava in una foresta. Verso la fine dell’intervista però probabilmente più sciolta e più confidente, dichiara effettivamente che lei si comporta delle volte in modo normale ed altre invece no, ma che non lo fa mai apposta perché lei pensa sempre di comportarsi in modo naturale.

Ovviamente nessuna delle risposte date ci aiuta a risolvere l’enigma ma lo infittisce di più, solo le sue ultime parole nascondono l’unica verità di questa storia. Come spesso accade, la verità risulta più triste e orribile di qualunque storia inventata. Marina viene conosciuta dalle persone a lei vicine come una ragazza con dei problemi di tossicodipendenza, infatti il suo manager di YouTube Craig Dillon scrisse queste testuali parole:  “Smettetela di chiedermi di Marina Joyce, lei ha avuto un grosso problema con le droghe per diversi anni. Tutti noi stiamo cercando di aiutarla ma non accetterà il nostro aiuto.”. Anche lo youtuber inglese Sam Pepper con un Tweet in modo secco spiega: “Chiunque conosca Marina Joyce di persona sa che ha un serio problema di tossicodipendenza. Ha bisogno di una riabilitazione.” e così molte altre persone che la conoscono spiegano in modo più o meno diretto questo suo problema…

Perciò il suo cambiamento di voce, le sue occhiaie, i lividi causati da cadute, lo sguardo perso e la sua assenza mentale derivano con molta probabilità dalla droga. Ovviamente lei questi cambiamenti non li nota ed è tutto normale, ma tutti noi vediamo come una persona solare e felice è diventata piano piano in quello che oggi purtroppo si trova di fronte alle telecamere e che scatena le più tetre teorie. La parte più terribile quanto ironica di tutta questa vicenda è che fra i milioni di utenti di tutto il mondo che vogliono aiutarla, l’unica persona che davvero potrebbe farlo corrisponde anche all’unica persona che continua a sostenere che vada tutto bene, ossia Marina Joyce stessa. Una storia triste che supera qualunque teoria di sequestro. Il potere più grande delle droghe è che quando le persone si accorgono di avere un problema è già troppo tardi e quelle sostanze si sono già portate via il meglio che quelle persone avevano nella vita.

Buona fortuna Marina Joyce

 
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Pubblicato da su 19 settembre 2016 in Casi macabri e misteriosi

 

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DEEP WEB E DARKNET

DEEP WEB E DARKNET

Internet può essere visto come un pozzo di risorse più o meno infinito, proprio come nella vita reale presenta determinati luoghi e posti che possono soddisfare qualunque requisito, basta cercare abbastanza in profondità. Il Deep Web è una rete nascosta, accessibile solo attraverso determinati software che utilizzano dei protocolli di comunicazione codificati o criptati. Pensate che circa l’85% dei contenuti in rete si trova in questo mondo nascosto e noi attraverso i classici browser vediamo solo il restante 15%. La rete, ora conosciuta come Deep Web, in realtà era nata come un progetto negli anni 90 allo scopo di proteggere le comunicazioni militari statunitensi e successivamente sviluppato anche da informatici amatoriali di tutto il mondo che volevano ottenere una rete più libera e non rintracciabile, come avviene con le normali attività di navigazione. Quindi da questi presupposti era nata una rete del tutto nascosta agli occhi delle autorità e che voleva solo essere libera, ma proprio come disse Oscar Wilde: “Le cose peggiori sono sempre state fatte con le migliori intenzioni”. Dopo qualche anno dalla sua nascita il Deep Web venne, come ancora oggi, utilizzato per compiere azioni del tutto illegali, depravate, immorali e violente.

Sempre più spesso si parla di questa rete nascosta e a volte viene anche visto come un mondo quasi leggendario ma è tutto assolutamente reale e molte delle cose orribili che si sentono in TV sono state annunciate e preparate qui, dagli attentati terroristici fino a episodi di cronaca violenta. Solo per fare un esempio recente, David Ali Sonboly meglio noto come il ragazzino killer di Monaco, colui che il 22 luglio di quest’anno uccise nove persone in un centro commerciale a Monaco di Baviera, aveva comprato le armi proprio nel Deep Web da un fornitore che si trovava a Marburgo. I dettagli raccapriccianti delle indagini inoltre svelano che l’uomo, un 31enne la cui identità non è stata ancora resa nota, si vantava dell’autenticità dei suoi servizi. Nel Deep Web infatti, come se fosse un biglietto da visita, diceva di essere stato proprio lui a vendere la Glock con cui il 18enne di Baviera portò a termine il massacro.

Da notare che inizialmente vi abbiamo detto che il Deep Web è una rete nascosta e apparentemente non rintracciabile ma in realtà in paesi come Germania e Stati Uniti da diversi anni vengono monitorati gli hidden server presenti sui loro territori. Infatti in Germania già nel 2006 sono stati chiusi e confiscati moltissimi Tor Server che venivano utilizzati da pedofili per richiedere materiale di ogni genere, ma nonostante tutto la crescente domanda di risorse illegali in rete e la diffusione di nuovi metodi per evadere i controlli anche dell’FBI rende ancora oggi il Deep Web un cumulo di tenebre informatiche dove si nascondono diversi criminali.

COME SI ACCEDE AL DEEP WEB

Innanzitutto se siete solo curiosi di vedere come si accede al Deep Web e non sapete di che cosa si tratta vi consigliamo di tenervi lontano il più possibile dato che verrete presi di mira da organizzazioni internazionali come l’FBI, SIS ed Europol o peggio ancora da hacker e cracker esperti che si accorgono quando un “NOOB”, ossia un neofita, accede alla rete. Nel migliore dei casi il vostro PC verrà infettato da malware di ogni genere e nel peggiore dei casi i vostri dati sensibili verranno trafugati e venduti o verrete ricattati per riaverli indietro. Dato che siete stati avvertiti delle possibili conseguenze ogni responsabilità dell’uso che farete di queste informazioni ricadrà su di voi. Innanzitutto non si può accedere al Deep Web attraverso un browser normale, bisogna utilizzarne uno che sia in grado di fare Onion Routing ossia mascherare e rendere su diversi livelli anonima la vostra navigazione in rete. Il più famoso è senz’altro Tor dato che molti siti del Deep Web sono “hidden Tor service” ma sono diffusi anche i2P, JonDonym e Freenet. Tor vi sembrerà un qualsiasi altro browser ma ben presto vi renderete conto che non state più navigando nel normale internet. Per prima cosa bisogna conoscere l’indirizzo web di hidden wiki che può essere visto come un sito simile a Wikipedia, ma in realtà è un elenco di altri hidden sites suddivisi in categorie, infatti hidden wiki tiene conto dei principali indirizzi web visitati nel Deep Web e i cui indirizzi non sono mai statici ma cambiano dinamicamente per impedire alle autorità di localizzarli fisicamente. Già in questo elenco noterete che tutti i link finiscono in “.onion” e potrete già notare anche che vi trovate in un mondo completamente diverso al quale siete abituati a vedere. Qui si conclude la nostra guida perché a partire da qui attraverserete un cancello informatico oltre il quale troverete soprattutto orrore e criminalità e ricordate ancora un volta le conseguenze delle vostre azioni. Ovviamente hidden wiki è solo uno dei tanti siti attraverso i quali accedere alle lande più oscure del Deep Web, ma sicuramente è uno dei più stabili.

Per quale motivo è importante parlare del Deep Web e perché viene associato alla criminalità? A questo punto bisogna chiarire due concetti; la Darknet o Dark Web ne rappresenta una parte ed è quella più in profondità quella dove gli utenti rimangono quasi del tutto anonimi o comunque devono essere monitorati da parecchio tempo dalle autorità prima di essere scovati. Il Deep Web  invece rappresenta tutti quei server che non sono indicizzati o trovati dai normali motori di ricerca come Google o Yahoo, quindi rappresenta una rete nascosta sotto quella superficiale alla quale accediamo normalmente, ma non necessariamente è illegale. Spesso per rendere l’idea viene utilizzato il grafico dell’iceberg perché in superficie è visibile solo una piccola parte di esso e rappresenta i siti più utilizzati accessibili in chiaro attraverso un qualsiasi browser mentre in profondità  l’iceberg nasconde un’enorme porzione di se. Questa è la parte chiamata Deep Web dove ci sono server non visibili i quali non necessariamente fanno cose illegali ma semplicemente vogliono mantenersi nascosti al governo o agli utenti normali, in questa zona spesso ci sono server che contengono documenti di ogni genere; per esempio ricerche scientifiche non ancora divulgabili, informazioni accademiche a cui solo gli esperti possono accedervi, risorse governative e finanziarie di nicchia o semplicemente utenti normali che condividono alcuni file peer-2-peer. Ma andando sempre più in profondità la rete nascosta diventa sempre più complessa e buia e ed è qui che inizia il Dark Web, quella porzione di Deep Web più conosciuta e che ha infangato tutti i buoni propositi da cui era nata questa rete. Nel Dark Web agli utenti viene garantito quasi completamente l’ anonimato e le autorità per riuscire a prendere un singolo utente devono impiegare molte risorse e tempo.

DARK WEB

Nel Dark Web si trova tutto il peggio di ciò che avete sentito parlare quando l’argomento erroneamente era il Deep Web. Qui, nella più recondita e profonda parte della rete troverete siti contenenti risorse illegali come filmati pedopornografici, sicari disposti a uccidere chiunque e dovunque, droghe che ti arrivano direttamente a casa, giochi mortali e trasmessi in diretta per puro divertimento, maltrattamento di animali, torture su persone reali, vendita di organi, armi di ogni genere e molto molto altro ancora. Nel Dark Web o Dark Net ogni desiderio più malato, ogni azione illegale ed ogni fantasia più viscida è assolutamente possibile.

Proprio come negli abissi marini in questa zona scura si trovano siti ormai famigerati che si dedicano a mettere in commercio qualunque cosa. Il più famoso è ovviamente Silk Road o “via della seta ” che rappresenta il più grande negozio illegale in rete, una sorta di mercato nero virtuale. È stato chiuso più volte dall’FBI ma inevitabilmente riaperto in breve. In questo virtual market è possibile acquistare droghe di ogni genere da quelle più leggere come marijuana o hashish passando per quelle pesanti come eroina, crack e cocaina fino ad arrivare a droghe in grado di devastare le persone con poche dosi sia psicologicamente che fisicamente come la desomorfina o comunemente nota come Krokodil, i sali da bagno o metanfetamine.

Nella Silk Road però non ci sono solo droghe; potete trovare anche medicine illegali, libri banditi, dipinti trafugati, hardware e software per clonare carte di credito e molto altro ancora. Aperto nel febbraio del 2011 questo mercato virtuale ha capitalizzato in soli due anni, secondo le stime dell’FBI, più di un miliardo di dollari, uno dei business più redditizi della storia della rete. Ovviamente un colosso del genere non poteva rimanere nascosto per sempre così attraverso un pedinamento online l’FBI è riuscita a trovare il suo fondatore Ross Ulbricht, noto come “Dread Pirate Roberts” colui che portò lo spaccio di droghe ad un nuovo livello. Ross è stato arrestato nel 2013 con l’accusa di fomentare la distribuzione di droghe, reati informatici, riciclaggio di denaro e la pesantissima accusa di essere la principale causa della morte di sei persone tossicodipendenti. Nel 2015 dopo una battaglia legale Ross venne condannato da una giuria di New York alla pena massima in quello stato, ossia all’ergastolo e a pagare un risarcimento di circa 183 milioni di dollari. I giudici sono stati duri per non creare precedenti e per scoraggiare altre persone a seguire le sue orme. Purtroppo però la Silk Road invece di rimanere estinta e chiusa per sempre è divenuta un marchio, un vero e proprio brand e ora nella Dark Net, nonostante gli sforzi dell’FBI, sono stati aperti altri siti di commercio illegale come Silk Road 2.0 e Silk Road 3.0 e tantissimi altri come Agora, Alphabay, Acropolis, Dream Market e molti altri. Se vi state chiedendo come si paga in questi siti o come vengono pagati i servizi offerti nella Dark Net in generale la risposta è con i BitCoin che è una moneta virtuale ideata per non lasciare tracce delle transazioni effettuate anche se ora sta prendendo piede la DarkCoin o DASH come viene anche conosciuta, però questi sono tutti temi che varrebbe la pena approfondire magari in altri video se siete interessati.

Nella Dark Net, oltre a trovare questi mercati di droga, si trovano anche gli “Hitman” ossia sicari che offrono i loro servizi di killer professionisti ma non solo, ci sono anche tutta una serie di diverse modalità con cui vengono uccise le persone, ad esempio si possono mettere delle taglie. Quindi proprio come nel vecchio Farwest dove veniva pubblicata una foto con una promessa di risarcimento in denaro per l’uccisione di una persona, qui nella Dark Net si trovano diversi siti dove vengono pubblicate persone che si vogliono morte e il primo che invia una foto con la vittima ammazzata prende tutti i soldi promessi. Una nota piuttosto particolare è che in alcuni siti la taglia di una persona continua ad aumentare grazie al contributo di altri utenti che vogliono quella persona morta. Per esempio nel novembre del 2013 sul sito Assassination Market in pochi mesi la taglia per la testa di Keith Alexander, direttore dell’NSA era arrivata a 40 Bitcoin, mentre il presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva una taglia di 124 Bitcoin. Altre persone importanti nella struttura finanziaria e governativa dei principali stati del mondo avevano e hanno ancora oggi una taglia, ricordiamo che ogni Bitcoin oggi ha un valore di circa 514 euro e per uccidere una qualsiasi persona normale spesso basta anche meno di un Bitcoin. Sembra un film ma è tutto assolutamente reale e anche la rivista Forbes ha pubblicato diversi articoli a riguardo.

Oltre ad assassini e narcotrafficanti nel Dark Web spopolano i siti contenenti materiali pedopornografici e non solo, ci sono siti che si dedicano alla vendita vera e propria di bambini per essere violentati, torturati e uccisi, pratica diffusa soprattutto in Asia. Sui siti vengono pubblicate le fotografie tristi delle vittime con tanto di descrizione e prezzo, proprio come se fossero merce. Immagini che sinceramente sono difficili da commentare.  La Dark Net oggi viene monitorata sempre di più proprio per prendere tutti questi delinquenti e malati mentali pronti a distruggere le vite di persone innocenti per qualche Bitcoin.

Ci sono ancora un infinità di storie macabre e servizi strani che vengono offerti in questa rete nascosta, ma saranno tutti temi trattati nella nuova categoria “Deep Web Stories”. Per concludere, ricordate che la prossima volta che farete una ricerca su Google o accederete al vostro profilo Facebook, sotto di voi si trova un mondo criminale assolutamente macabro,  orribile  e perfido che è ben lontano dal rimanere solo “virtuale”.

 
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Pubblicato da su 13 settembre 2016 in Casi macabri e misteriosi

 

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