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Hy-Brasil – L’isola fantasma comparsa dal nulla

18 Ago
Hy-Brasil – L’isola fantasma comparsa dal nulla

Dall’alba dei tempi l’umanità cerca di rappresentare ciò che gli sta intorno, sono frequenti le raffigurazioni di uomini preistorici che descrivevano scene di caccia ma non solo. Si ritiene oggi che delle rappresentazioni spaziali siano apparse già in uno stadio iniziale dell’umanità. Si trattava di illustrazioni su materiali deperibili come legno, osso, pelle o di schizzi sulla sabbia, pertanto non si sono conservate tracce di esse. Raffigurazioni di questo tipo sono tuttavia ancora documentate presso popoli senza scrittura, come gli aborigeni australiani. L’uomo dunque ha sentito fin da subito la necessita di rappresentare lo spazio che lo circonda e le più antiche testimonianze conosciute di qualcosa che assomigli a una cartina geografica non riguardano la terra, ma il cielo, così come appare di notte. Sui muri delle grotte di Lascaux sono stati infatti osservati dei puntini dipinti che rappresentano il cielo notturno databili al 16.500 a.C., periodo in cui non esisteva nemmeno la scrittura. Si possono riconoscere alcune stelle tra cui Vega, Deneb e Altair.

Per quanto riguarda le rappresentazioni geografiche che riguardano la Terra dobbiamo fare un salto avanti di svariati millenni. Datate fra il V e il II millennio a.C., alcune incisioni rupestri della Val Camonica composte da elementi geometrici raffigurerebbero rappresentazioni “topografiche” del territorio agricolo. Con l’avanzare dei secoli, con l’avvento della scrittura e di nuove tecnologie che permettevano di spostarsi più agevolmente sul globo terrestre, l’uomo realizza cartine geografiche sempre più vaste e dettagliate fino ad arrivare al giorno d’oggi che grazie alle mappature satellitari conosciamo perfettamente i nostri confini geografici. Tuttavia, in un’epoca in cui i satelliti non erano nemmeno nell’immaginario della mente umana, alcune carte geografiche rappresentavano isole o addirittura interi continenti che non sarebbero dovuti esistere, tra le più famose troviamo le mappe di Oronzio Fineo e Piri Reis. In particolare dal 1325 sulle mappe antiche comparve un’isola misteriosamente scomparsa poi dagli atlanti dalla seconda metà dell’800. Ecco la storia di Hy-Brasil.

Sulla maggior parte delle mappe, Hy-Brasil è ubicata a circa 320 chilometri al largo della costa occidentale d’Irlanda nel Nord Atlantico anche se non mancò chi ne segnò la posizione a poca distanza dalle Azzorre. Una delle caratteristiche geografiche più particolari di Hy-Brasil è che spesso appare come un cerchio con un canale che scorre da est a ovest lungo tutto il suo diametro. Storie e leggende su questo misterioso luogo circolarono in tutta Europa per secoli e si vociferava fosse la tanto famigerata Terra Promessa descritta nelle litanie di San Brendano, un abate irlandese vissuto nel VI secolo d.C.. Alcuni ci raccontano che l’isola è abitata da preti o monaci custodi di un’antica conoscenza che ha permesso loro di creare una civiltà avanzata, altri che è la casa degli dei della tradizione irlandese. Sempre nei miti irlandesi viene detto che è un’isola perennemente offuscata dalla nebbia e un giorno ogni sette anni diventa visibile permettendo di sbarcare.

Il nome Hy-Brasil e le sue varianti Hy-Breasal, Hy-Brasile, Hy-Breasil o Brazir, ha origini controverse ma potrebbe derivare da Breasal, il Re Supremo del Mondo del folklore celtico, oppure da un antico vocabolo irlandese, Breas, che significa nobile o fortunato, non a caso Hy-Brasil era denominata anche L’isola Fortunata. Alcuni pensano che il nome stesso del Brasile potrebbe avere proprio avuto origine da quest’isola. L’immagine al centro della bandiera brasiliana è rappresentata da un cerchio con una striscia che vi passa dentro, proprio come le prime rappresentazioni dell’isola sulle mappe. L’isola venne rappresentata per la prima volta nel 1325 dal cartografo genovese Angelino Dalorto che la nominò “Bracile”. In seguito apparve nell’Atlante Catalano nel 1375 che la identificò come due isole separate con lo stesso nome: “Illa de Brasil”. Nel corso degli anni ci sono state svariate rappresentazioni, ma forse la testimonianza più esplicita è stata disegnata in una mappa nel 1572 dal fiammingo Abraham Ortelius, riconosciuto come il creatore del moderno atlante. Dopo il 1865 Hy-Brasil appare su alcune mappe, ma la sua posizione non può essere verificata. Tuttavia, indipendentemente dal nome e dalle sue origini, la storia dell’isola sembra essere coerente: è la casa di una civiltà ricca e progredita. Coloro che avrebbero visitato quel posto raccontano di torri d’oro, architetture complesse, animali e piante in abbondanza e cittadini molto ricchi e longevi.

Nel 1480 partì da Bristol, Inghilterra, la prima spedizione guidata dal capitano John Jay Jr. per trovare l’isola leggendaria, ma dopo due mesi trascorsi in mare l’intero equipaggio si vide costretto a tornare indietro a mani vuote. L’anno seguente altre due navi, la Trinity e la George, partirono sempre da Bristol per una seconda spedizione che, come per la prima, si rivelò infruttuosa. Tuttavia c’è un fatto curioso, nel 1497 il diplomatico spagnolo Pedro de Ayala riferì ai Re Cattolici di Spagna che l’italiano Giovanni Caboto, il primo uomo a visitare il Nord America dopo i Vichinghi, aveva parlato con delle persone di Bristol che avevano trovato Hy-Brasil. Questo forse implica che una di quelle spedizioni partite da Bristol avesse in realtà portato a termine con successo la sua missione senza divulgare la notizia in vie ufficiali. Quasi due secoli dopo il capitano scozzese John Nisbet affermò di aver avvistato Hy-Brasil nel suo viaggio dalla Francia all’Irlanda nel 1674. Nei diari di bordo è riportato che un gruppo di quattro marinai vennero inviati sull’isola dove trascorsero una giornata intera. Qui incontrarono un uomo a detta loro “vecchio e saggio” che li rifornì di oro e argento. Il capitano fece un bizzarro rapporto affermando che fosse abitata da grandi conigli neri e da un misterioso mago che viveva in un grande castello di pietra costruito da egli stesso. Una spedizione supplementare guidata dal capitano Alexander Johnson confermò tutto quello raccontato dal capitano Nisbet. L’ultimo avvistamento documentato di Hy-Brasil venne riportato nel 1872 da Robert O’Flaherty e T.J. Westropp. Quest’ultimo disse di aver visitato l’isola in altre tre precedenti occasioni e ne fu così affascinato che portò la sua famiglia con lui per mostrare tale spettacolo. Sebbene questa misteriosa isola appaia in molte mappe antiche, non se ne trova traccia nelle carte moderne. Hy-Brasil è semplicemente scomparsa senza lasciare traccia.

Siamo di fronte soltanto a una leggenda? Come mai i cartografi di tutta Europa l’hanno rappresentata sulla carte geografiche se si trattava solo di un mito? La storia di Hy-Brasil è così straordinaria che avrebbe collegamenti persino con il famoso incidente della foresta di Rendlesham, ossia con quella serie di avvistamenti di luci e di un presunto UFO avvenuti nella foresta di Rendlesham, nel sud dell’Inghilterra, nelle notti tra il 26 e il 28 dicembre del 1980. Per chi fosse maggiormente interessato al caso può vedere il nostro video dedicato. Nel 2010 venne divulgato un interessante sviluppo su questo caso. Il militare statunitense Penniston, ora in pensione, diffuse alcune informazioni circa la sua esperienza. Raccontò che il 27 dicembre 1980 fu tra i militari che videro l’oggetto triangolare atterrato in una radura. Egli si avvicinò all’oggetto per sfiorarlo con una mano. Il testimone si accorse che l’UFO sprigionava calore, poi fu investito da un’immagine che si stampò nella sua memoria visiva: una serie numerica formata da una lunga serie di 0 ed 1. Tornato alla base, Penniston sentì l’impulso irrefrenabile di trascrivere su un taccuino la sequenza che per lui rimase un enigma indecifrabile per molti anni, fino a quando, andato in pensione, consegnò il quaderno con la successione numerica ad un informatico affinché provasse a decodificarla. L’esperto, dopo vari tentativi, concluse che la serie era traducibile nel seguente messaggio: “Esplorazione dell’umanità per l’avanzamento del pianeta”. Non solo, un’altra parte della comunicazione conteneva le seguenti coordinate geografiche: 52°05’39.3″N 13°07’52.6″W, e se provate a inserire queste coordinate su una mappa verrete portati proprio nello stesso luogo in cui gli antichi cartografi posizionarono l’isola di Hy-Brasil. Forse è solo una coincidenza, un’incredibile e assurda coincidenza, anche perché oggi c’è chi crede che l’incidente di Rendlesham abbia spiegazioni ben più convenzionali, tuttavia se fosse vero siamo di fronte a una base aliena presente proprio qui sulla Terra?

Ad oggi nessuno sa con certezza se Hy-Brasil esiste o è esistita in passato. Questa leggenda potrebbe anche essere una storia tramandata di generazione in generazione dalla fine dell’ultima era glaciale, quando il livello del mare era più basso. Ad esempio, il Porcupine Bank, un’area dell’Oceano Atlantico scoperta nel 1862, sembra essere stata un’isola in passato e come potete vedere da quest’immagine è situata proprio dove i cartografi hanno originariamente collocato Hy-Brasil. La mitologia è piena di antiche isole scomparse, più famose tra tutte sono di certo l’isola perduta di Atlantide e il continente di Mu. Oggi è impossibile dimostrare che queste isole proprio non esistevano anche se la storia geologica della Terra negherebbe l’esistenza di alcune di esse. Detto questo le leggende si basano sempre su un fondo di verità, bisogna solo scoprire quanta ce n’è dietro lo spesso strato di storie che nel corso dei secoli hanno distorto la realtà dei fatti perché se qualcosa non può essere provato non significa che non esiste.

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