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Poltergeist di Enfield – Il caso che scioccò l’Inghilterra intera

18 Lug
Poltergeist di Enfield – Il caso che scioccò l’Inghilterra intera

Nel 1977 una piccola e tranquilla casa a Enfield, un borgo situato nella parte settentrionale di Londra, ha occupato numerosi titoli dei giornali di tutto il mondo quando divenne il teatro di inspiegabili fenomeni paranormali. Tali fenomeni diventeranno in seguito quelli più documentati mai registrati nella storia del Regno Unito con oltre 30 testimoni oculari che hanno potuto documentare una storia davvero terrificante. Il libro più dettagliato che sia stato scritto sul caso di Enfield è “This house is haunted”, di Guy Lyon Playfair, un giornalista ed investigatore del paranormale. Inoltre da questa storia è stato tratta la serie TV “Enfield: oscure presenze” e anche il film uscito quest’anno: The Conjuging 2. Tra gli scettici e i sostenitori di questo caso la domanda è: fu questa una vera entità del mondo dell’inspiegabile o la presunta attività poltergeist potrebbe essere attribuita a interventi per così dire… Più umani? Ecco la storia del poltergeist di Einfield.

Tutto inizia la notte del 30 agosto 1977 in una casa popolare al 284 di Green Street. L’intera famiglia, composta da Peggy Hodgson, donna divorziata, con i figli Margaret, Janet, Pete e Jimmy, è ormai a letto da qualche ora quando un evento che scosse per sempre la loro vita era in agguato. Tutta la storia ruota intorno a Janet, la figlia di 11 anni, ed è proprio con lei che inizia tutto quella notte. La ragazzina, che condivideva la stanza da letto con la sorella Margaret, si sveglia di soprassalto nel cuore della notte mentre il suo letto stava tremando. Si mette ad urlare svegliando anche Margaret il cui anche suo letto comincia a scuotersi violentemente. Peggy viene svegliata dalle urla delle figlie e temendo il peggio corre nella loro stanza, ma proprio nel momento in cui entra i fenomeni che stavano terrorizzando Janet e Margaret cessano improvvisamente. La madre dunque pensò che si trattasse di uno scherzo organizzato dai suoi stessi figli e ritornò a letto dopo averli sgridati per lo spavento preso.

Il giorno dopo tutto trascorre normalmente e le due ragazze archiviano la faccenda come frutto della loro immaginazione anche se in cuor loro il terrore non si è dissolto completamente, terrore che aumenta esponenzialmente di notte quando tutte le luci sono spente e il buio pervade l’intera casa come se volesse nascondere un’oscura presenza. Quella sera, precisamente alle 21:30 Janet e Pete chiamano Peggy lamentandosi che qualcosa stava facendo uno strano rumore, come di trascinamento. Janet affermò di aver avuto la sensazione che una delle sedie nella stanza si fosse mossa da sola, dunque la madre sposta la sedia fuori dalla stanza e tranquillizza Janet, ma proprio quando sta per dare nuovamente la buonanotte ai figli, anche Peggy sente un rumore di trascinamento e accende le luci per vedere se era nuovamente uno scherzo orchestrato dai figli, ma dovette ricredersi quando vide la pesante cassettiera muoversi da sola senza che nessuno la toccasse. La signora Hodgson cercò di rimettere la cassettiera al suo posto ma era come fosse bloccata da una forza invisibile, dunque urlò ai bambini di uscire dai loro letti! Questa volta era veramente convinta che qualcosa di inspiegabile stava succedendo. Vedendo che le luci dei loro vicini erano ancora accese, gli Hodgson ancora in camicia da notte, corsero da loro per chiedere aiuto. A quel punto Vic Nottingham, il loro vicino di casa, perquisì la casa e il giardino ma non trovò nessuno, ben presto cominciò a sentire dei colpi sulle pareti che battevano a intervalli regolari. Alle 23:00 venne chiamata la polizia, anche loro ispezionarono la casa costantemente accompagnati dai quei battiti regolari. Non trovarono nulla di strano e dissero che quei rumori probabilmente erano causati da dei topi, ma lo stupore si stampò sui loro volti quando videro una sedia muoversi inspiegabilmente da sola. I due agenti firmarono una dichiarazione scritta per confermare gli eventi accaduti quella notte.

Nei giorni successivi gli strani eventi continuavano a susseguirsi senza dare nessun segno apparente di tregua. Piccoli oggetti presenti nella casa venivano scagliati contro i muri o peggio contro i membri della famiglia e quando venivano raccolti erano molto caldi. Questi attacchi continuarono per tre giorni al termine dei quali la famiglia chiese di nuovo aiuto, non solo alla polizia ma anche ai media locali, tuttavia nessuno sembrava essere in grado di fermare l’escalation di eventi. La signora Hodgson infine si rivolse alla stampa e il Daily Mirror inviò il reporter Douglas Bence con il fotografo Graham Morris i quali passarono diverse ore all’interno dell’abitazione. Durante la loro permanenza non successe nulla degno di nota, dunque decisero di andarsene… Erano quasi alla loro auto quando alcuni giocattoli in casa vennero scagliati da una forza invisibile. Il fotografo venne colpito da un mattoncino Lego mentre stava cercando di scattare una foto. Il giornalista capo del Daily Mirror, George Fallows, fu così colpito dalla storia raccontata dai suoi colleghi che suggerì a Peggy di rivolgersi alla SPR (Società per la Ricerca Psichica), così fece e venne chiamato Maurice Grosse, un suo membro, per indagare sulla vicenda. Grosse arrivò dagli Hodgson il 5 settembre, una settimana dopo l’inizio degli eventi. Nei giorni immediatamente successivi non si verificò nulla di straordinario. Poi, l’8 settembre, mentre Grosse e i giornalisti del Daily Mirror erano pronti per captare qualcosa, si sentì un rumore secco provenire dalla camera da letto di Janet. Quando salirono scoprirono che la sedia dal comodino era stata gettata a circa due metri di distanza. Janet dormiva al momento e nessuno aveva visto il movimento della sedia, ma quando lo strano evento si ripeté un’ora più tardi, il fotografo era pronto catturando infine l’evento su pellicola.

Il 10 settembre, il caso di Einfield occupò l’intera prima pagina del Daily Mirror e da quel giorno il caso divenne di interesse nazionale prima e mondiale poi, tanto che persino i famosi demonologi Ed e Lorraine Warren si interessarono alla faccenda. I fenomeni non sembravano placarsi, c’erano interferenze con la TV, guasti elettrici. I dispositivi sia video che audio dei reporter utilizzati per registrare le attività paranormali nella casa risultavano spesso danneggiati e non più utilizzabili. Al team di ricerca si aggiunse presto lo scrittore Guy-Lyon Playfair che insieme a Grosse trascorse i successivi mesi a studiare il caso, mesi in cui ogni notte si sentiva bussare alla pareti, i mobili scivolavano sul pavimento venendo a volte gettati giù per le scale, giocattoli e altri oggetti volavano da una parte all’altra della stanza, misteriose pozze d’acqua si formavano per terra e misteriosi incendi seguiti da un’estinzione spontanea comparivano in casa. La famiglia dovette fare i conti anche con casi di levitazione, Janet affermò di essere stata presa e scagliata via nella sua camera da letto da un’entità invisibile, come testimoniato da alcuni vicini o da queste foto. Janet sostenne che più volte le tende di camera sua avrebbero in qualche modo preso vita cercando di strozzarla avvolgendola intorno al collo, il tutto venne sostenuto da sua madre che più volte aveva assistito alla scena.

Tuttavia il fatto più sconvolgente doveva ancora accadere e riguardava ancora una volta la povera Janet, in qualche modo la sua voce a volte assumeva connotazioni quasi demoniache e spesso parlava con un’aspra voce maschile. La ragazza affermava di non aver nessun controllo sulla voce e quando parlava in quel modo cadeva in uno stato di trance. Un giorno l’intero team intervistò la giovane e fu proprio in quei frangenti che si scoprì l’origine di quella voce dal linguaggio osceno. Bill, questo diceva essere, ossia il precedente proprietario dell’abitazione deceduto proprio in quella casa e quando Grosse gli chiese se ricordava in che modo fosse morto, questa fu la sua risposta: “Sono diventato cieco… poi ho avuto un’emorragia e mi sono addormentato e sono morto su una sedia nell’angolo al pianterreno”. Alcuni mesi dopo, Grosse fu contattato da Terry Wilkins, il cui padre, Bill, aveva vissuto nella casa degli Hodgson prima che questi ultimi vi si trasferissero. Quando gli fu fatta ascoltare la registrazione in questione, confermò che la “voce” aveva descritto le esatte circostanze della morte di Bill Wilkins. La cosa straordinaria era che nessuno degli Hodgson era a conoscenza di questo Bill. Ora starete pensando che l’intero caso sia stata una semplice messa in scena a sfondo economico, la famiglia Hodgson non viaggiava in buone acque in quel periodo, eppure la parte più inquietante di questa storia, ossia la voce di questo presunto Bill, è stata registrata più volte come potete sentire da questo estratto: [REGISTRAZIONE JANET/BILL]

Psichiatri e medici locali furono attirati da questa storia e visitarono Janet per capire se stava cominciando a sviluppare una seconda personalità o se ci fosse davvero un’entità paranormale al suo interno. Svariati logopedisti dissero che la voce così grave di Janet provenisse da una seconda serie di corde vocali che tutti hanno. Gli attori possono essere addestrati a parlare con questi falsi accordi, ma può essere un processo molto doloroso, inoltre per mantenere questa voce per ore porta incontrovertibilmente ripercussioni sulla normale voce e Janet sembrava non esserne colpita. La ragazza trascorse sei settimane al Maudsley Hospital dove venne sottoposta a numerosi test per individuare eventuali segni di squilibri mentali, ma non venne trovato nulla di anomalo e la cosa curiosa è che durante quel periodo l’attività poltergeist cessò. Quando Janet tornò a casa vennero inviati dal SPR due parapsicologi, John Beloff e Anita Gregory, convinti che tutte le attività derivassero niente meno che dall’inganno di tutta la famiglia e durante la loro visita avrebbero visto Janet barare. Era stata allestita una videocamera esterna che puntava la camera di Janet e registrò la ragazza nel tentativo di piegare cucchiai con le mani, così come rimbalzare su e giù dal suo letto facendo movimenti svolazzanti con le mani. Janet ammise di aver fatto questo sostenendo che voleva  cercare di mandare via i giornalisti che assediavano la casa in attesa dei fenomeni o, secondo altre fonti, per vedere se gli investigatori se ne sarebbero accorti…

Nei mesi successivi gli eventi si placarono e la famiglia Hodgson ricominciò a vivere una vita normale. Lo scetticismo che gira intorno a questa storia è molto alto anche se Maurice Grosse e la maggior parte dei testimoni oculari si dichiararono convinti della natura paranormale della vicenda. Infine un’ultima curiosità: nel 2003 Peggy Hodgson muore per un cancro al seno. Muore in quella casa… Proprio sulla stessa sedia dove morì Bill Wilkins. Ora l’abitazione è occupata ancora da una madre divorziata con quattro figli… La storia è destinata a ripetersi?

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1 Commento

Pubblicato da su 18 luglio 2016 in Maledizioni e possessioni

 

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Una risposta a “Poltergeist di Enfield – Il caso che scioccò l’Inghilterra intera

  1. zzz

    5 agosto 2016 at 15:49

    Quando aggiornerete il sito con un nuovo casa?

     

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