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Extraterrestri – Le prove tenute nascoste nei testi antichi

11 Lug
Extraterrestri – Le prove tenute nascoste nei testi antichi

8 luglio 1947. Durante quella notte di esattamente 69 anni fa, qualcosa si schianta sull’arido suolo di una distesa desertica a qualche chilometro da una cittadina allora per niente famosa e conosciuta nel mondo. La mattina seguente il luogo dell’incidente viene sommerso da ondate di militari che rendono la zona off-limits. Nei giorni successivi ci fu un vero e proprio stupore quando le testate giornalistiche mostrarono in prima pagina la dichiarazione di cattura di un UFO. Come avete potuto capire stiamo parlando del famosissimo incidente di Roswell, evento secondo cui si sarebbe verificato lo schianto di un UFO e non di un pallone sonda come dichiarato solo più tardi dall’aviazione statunitense. Questo evento aprì le porte all’era dell’ufologia moderna e da quel caldo giorno di estate del 1947, il susseguirsi di eventi ufologici fu incessante per tutta la seconda metà del XX secolo. Ancora oggi, era però in cui la computer grafica può ingannare anche l’occhio più esperto, il fenomeno non sembra essersi placato…

Oggi molte persone scettiche si chiedono: e prima di quel giorno? Come mai prima degli anni 40 non vengono riportati avvistamenti, anni in cui casualmente si cominciavano a sperimentare particolari velivoli che ai comuni mortali parevano provenire da un altro mondo. Ebbene la risposta è semplice: l’umanità sembra invece conoscere dall’alba dei tempi il fenomeno UFO, da addirittura migliaia di anni prima dell’incidente di Roswell e le testimonianze sono centinaia. Andando a ritroso, prima di parlare di eventi avvenuti migliaia di anni fa, veniamo incontro a numerosi dipinti di età medievale rappresentati oggetti piuttosto strani. A un occhio moderno, quei misteriosi oggetti sembrano proprio essere degli UFO. Dunque gli autori volevano mostrarci ciò che avevano visto oppure sapevano qualcosa che andava al di là delle normali conoscenze dell’epoca? Certamente per quegli strani oggetti rappresentati nei dipinti esistono anche le spiegazioni convenzionali che sono ben lungi da quelle che riguardano oggetti volanti non identificati, ma sempre restando nel periodo intorno al medioevo veniamo incontro a un evento alquanto bizzarro: Il fenomeno celeste di Norimberga.

14 aprile 1561, secondo le cronache del tempo, la popolazione vede comparire nel cielo numerosi oggetti volanti, di varie forme, che ingaggiano fra di loro una sorta di combattimento. Nel tempo sono state avanzate numerosi ipotesi per spiegare quell’evento, tutte riguardanti fenomeni naturali. D’altro canto all’epoca le conoscenze su tali fenomeni erano limitate e spesso venivano confusi con una qualche opera divina. Tuttavia le cronache del tempo riportarono l’accaduto con dovizia di particolari, affinché della vicenda ne rimanesse chiara memoria. Inoltre, furono eseguite diverse incisioni su legno e stampe su carta. L’avvenimento durò circa un’ora e terminò quando diversi oggetti precipitarono al suolo, alla periferia della città, causando un incendio. Dunque sembra proprio non essere paragonabile a nessun evento ad oggi noto. Ecco un estratto delle cronache: “E così da ambo i lati del Sole vi erano sfere in gran numero, c’è n’erano tre in fila, altre disposte in formazione quadrilatera, tante altre solitarie. E tra queste sfere sono state viste molte croci color sangue, e tra le croci e le sfere sono state visti due oggetti fusiformi color sangue con la parte posteriore più spessa. E in mezzo a tutti questi si trovavano anche due grandi tubi, uno sulla destra l’altro sulla sinistra, e dentro questi tubi si trovavano tre, quattro e più sfere. Tutti insieme incominciarono a combattere, le sfere sul Sole si mossero verso quelli ai lati, questi ultimi si mossero con le sfere dentro ai tubi verso il Sole”. Come avete potuto ascoltare, sembra proprio il racconto di una battaglia nei cieli.

Al giorno d’oggi esiste una teoria molto affascinante e parecchio controversa completamente rifiutata dalla comunità scientifica tradizionale. Tale teoria potrebbe spiegare numerosi interrogativi a cui la scienza ancora non sa rispondere, compreso il famoso anello mancante dell’evoluzione umana e forse per accogliere questa teoria basta avere una mente libera priva da ogni condizionamento di qualsivoglia natura. Alla fine del video sarete voi a decidere se appoggiare questa tesi oppure no. Stiamo parlando della teoria degli antichi astronauti, o teoria del paleocontatto, secondo cui degli extraterrestri, o esseri venuti dal cielo come dicevano gli antichi, con una conoscenza superiore sarebbero sbarcati sul nostro pianeta condividendo la loro esperienza, e non solo, con le prime civiltà e cambiando per sempre il corso della storia. Ma come ha fatto questa teoria a svilupparsi, c’è qualche prova a sostegno di tutto ciò? A quanto pare si e non parliamo di una o due prove, ma centinaia sparse in tutto il mondo che arrivano da civiltà distanti tra di loro migliaia di chilometri che a quanto pare ci raccontano tutte la stessa identica storia.

Questa teoria prese piede nella seconda metà del XX secolo. Il tema dell’interazione uomo-alieno in particolare è stata spinta sotto i riflettori nel 1968 da Stanley Kubrick con il film 2001: Odissea nello spazio, con la famosa scena iniziale che ci mostra un’Africa di milioni di anni fa e un gruppo di ominidi che va incontro a un misterioso monolito nero. Gli ominidi, venendovi a contatto, imparano inspiegabilmente a usare gli strumenti per cacciare gli animali e ad estendere il proprio territorio aggredendo i nemici. Per caso il regista voleva dirci qualcosa? Se l’uomo ora sta cominciando a spostarsi verso altri pianeti, perché non possono averlo fatto extraterrestri con una conoscenza superiore in passato? Sempre nel 1968, l’autore svizzero Erich von Däniken, considerato il padre della teoria degli antichi astronauti, pubblica Chariots of the Gods che in poco tempo diventerà un best seller. In esso viene formulata per la prima volta l’ipotesi che migliaia di anni fa, viaggiatori spaziali provenienti da altri pianeti avrebbero visitato la Terra insegnando agli esseri umani la tecnologia e influenzando addirittura le religioni antiche, tra cui secondo molti anche tutte le religioni che ne derivano oggi. Vi sembra assurdo? Se tutto ciò vi sembra poco credibile probabilmente non conoscete il Culto del Cargo che mette in risalto come può nascere una religione!

Il Culto del Cargo è una religione nata a cavallo della seconda guerra mondiale nelle isole del Pacifico, dove gli aerei americani facevano scalo per andare in Giappone. Essi si fermavano; avevano dei magazzini con le merci, con i viveri per le truppe… Dunque gli indigeni del posto hanno cominciato a vedere gli americani come degli Dèi perché li vedevano arrivare con aerei, mezzi per loro straordinari. Da qui nasce, appunto, il culto del cargo, cioè degli aerei cargo, tant’è che quando la guerra finì e gli americani se ne andarono, questi indigeni costruirono una fusoliera di aereo in legno, una finta pista di atterraggio e dei modelli di radio sempre in legno per poi celebrare dei riti. Inoltre ogni anno a febbraio facevano una festa chiamata “John Frum Day” dal nome del loro Dio chiamato John Frum poiché durante il periodo in cui gli americani atterravano, avevano identificato in particolare una persona di colore che diceva “I’m John from USA”, da qui John Frum. Il Culto del Cargo dunque ci mette di fronte a straordinari parallelismi! Gli indigeni non sono nient’altro che l’umanità del passato e gli americani i visitatori dallo spazio con tutto ciò che ne consegue…

Detto questo starete sicuramente aspettando ancora le prove a sostegno di questa controversa ipotesi, ebbene la maggior parte dei teorici degli antichi alieni, tra cui Von Däniken, sceglie due tipi di prove per sostenere le loro idee. La prima risiede nei testi religiosi antichi, tra cui la Bibbia, in cui i popoli addirittura interagiscono con degli Dèi o altri esseri celesti che scendono dal cielo, a volte in veicoli simili a navicelle spaziali e dotati di poteri straordinari. La seconda prova sarebbe tutta una serie di opere d’arte raffiguranti strane creature simili agli alieni descritti oggi, oltre che gli OOPArt, ossia tutti quei reperti archeologici che, secondo comuni convinzioni riguardo al passato, si suppone non sarebbero potuti esistere nell’epoca a cui si riferiscono le datazioni effettuate, ma per parlare meglio di questi misteriosi artefatti e della cosiddetta archeologia misteriosa, andrebbe dedicato un video a parte. Molti, inoltre, sostengono che meraviglie architettoniche antiche, tra le più famose citiamo le piramidi di Giza, siano state costruite con l’aiuto di una qualche tecnologia che non poteva esistere al tempo. Un esempio lo troviamo nel famoso sito di Puma Punku. Situato negli altopiani boliviani, Puma Punku è un campo di rovine di pietra disseminato di giganteschi blocchi finemente scolpiti. Tale lavorazione precisa su vasta scala sarebbe stata quasi impossibile senza strumenti moderni o qualche tipo di macchinario, ma le rovine hanno più di mille anni. I teorici degli antichi alieni ipotizzano che qualche civiltà avanzata abbia aiutato gli abitanti del posto a costruire quelle incredibili strutture.

I popoli sudamericani sembrano lasciare numerosi indizi sul fatto che qualcosa di straordinario è avvenuto nel passato sul nostro pianeta, come le linee di Nazca. Incise su un altopiano nel deserto di Nazca in Perù, queste linee sono una serie di antichi disegni che si estendono per più di 80 chilometri. Esse hanno sconcertato gli archeologi per decenni. Composte con linee semplici e forme geometriche, comprendono disegni di animali, uccelli e esseri umani, alcune figure hanno dimensioni di circa 200 metri di diametro. A causa delle loro dimensioni colossali, le figure possono essere apprezzate solo dall’alto e non vi è alcuna prova che il popolo di Nazca, che abitava la zona compresa tra il 300 a.C. e 800 d.C., abbia inventato macchine volanti. Che queste linee fossero un tributo per chi giungeva dall’alto? A quanto pare i cieli del passato parevano essere molto trafficati perché se ci spostiamo di diverse migliaia di chilometri dal sudamerica e andiamo in Asia, troviamo ancora numerosi racconti riguardanti “carri celesti”. Molte epopee scritte in sanscrito, come il Mahābhārata, realizzate in India più di duemila anni fa, contengono numerosi riferimenti a macchine volanti chiamate Vimana. Esistono interi volumi di centinaia di pagine che descrivono minuziosamente il loro funzionamento portando a pensare che più che un testo sacro, quello fosse un manuale tecnico. Questi Vimana non erano nient’altro che macchine volanti di esseri di altri pianeti? Oppure come molti sostengono pura e semplice mitologia? La cosa curiosa è che tutti i popoli della Terra ci raccontano le stesse cose…

A fronte di tutto ciò, forse le testimonianze più importanti ce le abbiamo nel libro che, con quasi 4 miliardi di copie vendute nell’ultimo mezzo secolo, è il libro più venduto al mondo, anche se volendo essere più precisi esso è una raccolta di libri: La Bibbia. Ebbene secondo alcuni studiosi La Bibbia, in particolare l’antico testamento, non sarebbe nient’altro che un libro di sanguinarie guerre e del rapporto di un popolo non con il Dio universale che siamo abituati a credere, ma con un gruppo di individui denominati Elohim ed è proprio sulla loro figura che ci soffermeremo. Su questi esseri ci sarebbere da scrivere fiumi di parole, ma la cosa più importante da sapere è che la stragrande maggioranza delle volte che leggete Dio nella Bibbia, in realtà l’originale testo ebraico riportava “Elohim” che è un termine al plurale, accompagnato molto spesso da verbi al plurale. Questo termine nessuno sa cosa voglia dire di preciso anche se forse la traduzione più precisa sarebbe “I potenti”, ma chi erano in realtà questi esseri? I teorici degli antichi alieni credono fossero dei visitatori provenienti da altri pianeti che sono scesi sulla Terra centinaia di migliaia di anni fa e avrebbero creato l’uomo, più scientificamente parlando, avrebbero mischiato i loro geni con gli ominidi presenti sul pianeta all’epoca creando così l’homo sapiens. Tutto questo ce lo direbbe proprio la Bibbia nei primi versetti della Genesi.

Ultimamente la scienza sta confermando di come l’uomo abbia avuto un salto genetico troppo repentino molto tempo fa trasformandolo in Homo Sapiens. Guidato dal Dr. Martin Taylor, dell’Istituto di Genetica e Medicina Molecolare presso l’Università di Edimburgo, un team internazionale di ricercatori ha scoperto un gene, il Mir-941, legato alla funzione cerebrale, presenti negli esseri umani, ma assente nelle scimmie come negli scimpanzé. Questo gene, dalle origini assolutamente sconosciute, avrebbe in pratica dato un’accelerazione fantastica al processo cognitivo del nostro cervello rendendoci unici, rendendoci… Umani. Senza questo gene ora saremmo ancora fermi allo stato evolutivo di ominidi, ma da dove sia arrivato è un completo mistero, mistero che forse può trovare risposta proprio in quei testi antichi considerati mitologia o opere divine ma che forse raccontano le nostre vere origini…

Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra» – Genesi 1,26

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1 Commento

Pubblicato da su 11 luglio 2016 in Contatti exraterrestri

 

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Una risposta a “Extraterrestri – Le prove tenute nascoste nei testi antichi

  1. Silvia

    12 luglio 2016 at 13:18

    Ciao, volevo chiederti la fonte della foto al minuto 7.36…
    una persona che conosco somiglia tanto a uno dei militari ma se è lui,
    non capisco perchè appaia in un video del genere. Se puoi rispondermi mi faresti un grande piacere😉
    Grazie!

     

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