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Tunguska – L’esplosione più terrificante mai avvenuta

13 Giu
Tunguska – L’esplosione più terrificante mai avvenuta

È passato oltre un secolo dalla misteriosa esplosione di Tunguska, un’esplosione che ha raso al suolo un’area delle dimensioni di Tokyo, e il dibattuto sull’evento continua tutt’oggi. Esistono ancora parecchi interrogativi riguardo ciò che si è schiantò sulla Terra, quanto grande era, di cosa era fatto. Alcuni si chiedono addirittura se l’oggetto misterioso fosse davvero venuto dallo spazio, oppure sia stata un esplosione da terra, mentre le speculazioni su UFO e sul famoso raggio della morte di Nikola Tesla sono vive più che mai…

30 giugno 1908, ora locale 7:14. Una terribile esplosione nei pressi del fiume Tunguska Pietrosa rade al suolo oltre 2.000 chilometri quadrati, abbattendo 80 milioni di alberi. Il rumore dell’esplosione viene udito fino a mille chilometri di distanza. A 500 chilometri molti testimoni affermano di aver udito uno scoppio assordante e visto sollevarsi una nube di fumo. A 65 chilometri altre persone che assistettero all’evento raccontano di aver visto il cielo spaccarsi in due e un grande fuoco coprire la foresta, dopodiché videro il cielo richiudersi in un fragoroso boato che spostò numerosi oggetti a qualche metro di distanza. Inoltre in tutta Europa, per diversi giorni dopo l’impatto, vengono riportate insolite notti luminose. Questo è stato il maggiore evento esplosivo naturale registrato nella storia recente in prossimità della Terra. Gli scienziati hanno calcolato che tale esplosione ebbe una potenza pari a 10 o 20 megatoni e per fare un paragone, vuol dire che è stata 1000 volte più potente della bomba atomica sganciata su Hiroshima. La teoria ad oggi più accreditata riguarda l’impatto di un meteorite e negli ultimi anni i ricercatori hanno ipotizzato che l’evento potrebbe essere stato innescato proprio da una meteora esplosa nell’atmosfera terrestre a 5-10 chilometri di altezza, larga 30 metri e pesante oltre 500.000 tonnellate. Recenti simulazioni effettuate con supercomputer suggeriscono però che l’asteroide che causò il danno fosse molto più piccolo. In particolare il fisico Mark Boslough, presso il Sandia National Laboratory di Albuquerque, afferma che l’oggetto avesse una larghezza non superiore a 20 metri e che esplodendo nell’atmosfera avrebbe generato un’onda supersonica di gas surriscaldato. Questa palla di fuoco avrebbe poi causato molteplici onde d’urto che hanno colpito il terreno, onde d’urto più forti di quelle che si pensava inizialmente.

Negli anni immediatamente successivi vennero eseguite delle spedizioni per cercare il luogo dell’impatto, fin quando il mineralologo russo Leonid Alekseevič Kulik credette di averlo identificato in una foresta abbattuta presso il bacino del fiume Tunguska Pietrosa. Con le spedizioni tra il 1927 e il 1939, Kulik raccolse numerosi indizi ma non riuscì mai a trovare meteoriti o tracce inequivocabili di materiale di origine extraterrestre. Altre spedizioni vennero effettuate dal 1950 fino ai giorni nostri e mediante analisi chimiche è stata rilevata la presenza di polveri con tracce di Nichel e Iridio. Nel 1999, una spedizione scientifica italiana riesce a esplorare la zona dell’esplosione e in particolare un piccolo lago, il Lago Cheko, a circa 10 chilometri dall’epicentro dell’esplosione, che viene interpretato come un cratere da impatto. Tuttavia non vennero trovate prove e prima che si potesse trovare qualche informazione in più, vennero tagliati i fondi.

Come abbiamo detto a inizio video, sono tante le ipotesi che si sono fatte strada durante gli anni per spiegare l’evento di Tunguska, una in particolare è stata formulata nell’ultimo decennio: e se l’esplosione non fosse venuta dall’alto ma dal basso? L’astrofisico Wolfgang Kundt presso l’Università di Bonn, in Germania, e altri esponenti, hanno suggerito che un’eruzione di gas naturale da kimberlite, un tipo di roccia vulcanica meglio conosciuta per i diamanti presenti a volte al suo interno, potrebbe esserne la causa. “Sarebbe arrivato dal mantello terrestre, a circa 3.000 chilometri di profondità”, dice Kundt. “Il gas naturale sarebbe risalito fino alla superficie espandendosi sempre di più fino a causare una grande esplosione”, conclude l’astrofisico tedesco. Quest’ipotesi potrebbe forse combaciare anche con le misteriose voragini che si sono aperte in Siberia? È tutto collegato? Quando si aprì la prima voragine nella penisola dello Yamal nel 2014, molti credevano si trattasse di una bufala, eppure negli anni seguenti se ne aprirono centinaia provocando un vero e proprio allarme dapprima tra i contadini locali, poi tra tutta la comunità scientifica. Complice la rete, si diffusero immediatamente le prime teorie su queste misteriose voragini. Molti teorici del complotto concentravano le loro ipotesi sulla presunta presenza di stazioni sotterranee missilistiche collegate tra loro da gallerie che si snodano fino al centro della terra, altri gridavano al complotto UFO, fatto sta che la comunità scientifica russa cercò di dare una spiegazione mettendo a tacere tutte le voci che troppo rapidamente si stavano diffondendo. Alcuni studiosi ritengono che le voragini siano state provocate dall’esplosione di bolle di gas naturale, in gran parte metano, che si trovavano nel sottosuolo. Secondo alcune stime, tali esplosioni hanno avuto in totale una potenza paragonabile allo scoppio di 11 tonnellate di tritolo. Secondo altre ipotesi i colpevoli potrebbero essere i cambiamenti climatici che sempre più incessantemente stanno modificando l’essenza del nostro pianeta.

Qualche anno prima che queste voragini facessero la loro comparsa in rete, esisteva una storia con dei risvolti inquietanti, la zona? Sempre la Siberia, il soggetto? Sempre una voragine. La vicenda narra di un gruppo di ricercatori russi che avevano perforato, in un luogo non meglio precisato della Siberia, un buco profondo 14 chilometri. Secondo la loro testimonianza, nelle profondità di questa cavità avrebbero rilevato una temperatura di 1100 gradi circa e cosa ancor più inquietante avrebbero registrato delle urla, urla che potete sentire proprio QUI. Secondo alcuni, sarebbero le anime dannate che si trovano all’Inferno e tali urla sono il dolore e la sofferenza patiti nell’altro mondo. Oggi questa storia è stata bollata semplicemente come leggenda metropolitana anche se c’è chi non mette in dubbio la sua veridicità. La cosa certa è che molte vicende strane in questo mondo hanno luogo proprio tra le gelide steppe siberiane, un posto per buona parte ancora inesplorato, ricco di mistero e fascino.

Ritornando all’evento di Tunguska, abbiamo detto che l’ipotesi più probabile riguarda l’impatto di un meteorite nell’atmosfera, ma come ogni caso di cui non si ha una spiegazione certa, si sono fatte strada numerose teorie alternative. Dopo la seconda guerra mondiale e il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki, le foto delle città sono state comparate con le foto aeree dell’area dell’esplosione di Tunguska ed erano spaventosamente simili. Questo unito al fatto che non erano state trovate tracce di meteoriti, portò a credere che ci fu una vera e propria esplosione nucleare, ma chi mai nel 1908 possedeva una tale tecnologia? Probabilmente nessuno e proprio per questo molti propendono per una qualche arma aliena. Altre teorie vedono l’annichilimento di antimateria, il passaggio di un piccolo buco nero, ma forse l’ipotesi alternativa più famosa riguarda uno scienziato che molto spesso è stato oggetto di teorie controverse: Nikola Tesla. L’esplosione di Tunguska sarebbe stata provocata proprio dallo scienziato di origini serbe che stava conducendo un esperimento sul raggio della morte e lo inviò in direzione della Siberia. Il raggio della morte è un’ipotetica arma segreta sviluppata da Tesla. Non vi sono prove circa l’esistenza di tale arma, solo lettere e dichiarazioni di personale militare o civile. Secondo le intenzioni, avrebbe dovuto trattarsi di un’arma estremamente potente, in grado di colpire a grande distanza le truppe nemiche, far esplodere i carri armati e gli aerei nemici in volo. Tesla l’avrebbe sperimentata proprio inviando un raggio in Siberia e dopo essersi reso conto della sua terribile potenza, l’avrebbe smantellata prima che finisse in mani sbagliate.

Come avete potuto ascoltare, esistono tante teorie affascinanti, da quella più accreditata come l’esplosione di una meteora a quelle che vedono in campo complotti o spiegazioni controverse. Le speculazioni su ciò che è avvenuto il 30 giugno 1908 in Siberia non finiranno mai e il mistero rimarrà imbrigliato in quel gelido paesaggio ricco di interrogativi.

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Pubblicato da su 13 giugno 2016 in Casi macabri e misteriosi

 

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