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Archivio mensile:aprile 2016

Fattoria Hinterkaifeck – La famiglia sterminata da nessuno

Fattoria Hinterkaifeck – La famiglia sterminata da nessuno

Omicidi irrisolti, assassini sconosciuti, dinamiche bizzarre… Ad oggi negli archivi della polizia di tutto il mondo ci sono ancora omicidi coperti da un fitto alone di mistero e alcuni di essi hanno nel corso del tempo accresciuto la propria reputazione tanto per la loro stranezza quanto per la loro efferatezza. Uno di questi proviene dalle imponenti foreste alpine della Baviera, Germania. L’idilliaco paesaggio di montagna e la natura incontaminata di questo luogo sembrano conferire un’atmosfera inusuale per un violento omicidio, eppure nel 1922 una tranquilla cascina denominata Hinterkaifeck è stata la cornice di uno degli omicidi più brutali, misteriosi e imbarazzanti della storia tedesca.

Hinterkaifeck era una fattoria immersa nel verde dei boschi tra le città di Ingolstadt e Schrobenhausen, a circa un’ora di auto da Monaco di Baviera. La fattoria venne occupata alla fine dell’800 dalla famiglia Gruber, composta dal capofamiglia Andreas con sua moglie Cäzilia, entrambi di mezza età, e dalla figlia rimasta vedova Viktoria con i suoi due figli, Cäzilia – come la nonna – e Josef di sette e due anni. I Gruber vivevano in relativo isolamento dato che la loro fattoria era nascosta da una foresta a un chilometro dalla città principale di Kaifeck. Nonostante questa lontananza, la benestante famiglia Gruber era ben nota nella zona, anche se non per nobili motivi. Andreas era conosciuto per essere un uomo violento che spesso e volentieri picchiava sua moglie, per questo non era ben visto dalla gente. C’erano anche voci che lo vedevano come il vero padre di Cäzilia e Josef, frutti di una relazione incestuosa con sua figlia Viktoria. Andreas sarebbe stato così ossessionato dalla figlia che le proibiva di sposarsi di nuovo tenendola sotto il suo stretto controllo, inoltre sarebbe stato solito sfogare le sue ire sui due piccoli. L’unica persona che aveva una reputazione relativamente buona in città era Viktoria che faceva parte del coro della chiesa per la sua voce soave.

Al di la delle voci che giravano, le vere stranezze in questa fattoria iniziarono quando nel 1921 Maria, la cameriera, lasciò senza preavviso il suo lavoro. Quando le venne chiesto il perché avesse improvvisamente deciso di lasciare il suo unico lavoro così bruscamente, la donna affermò di aver sentito delle strane voci e altri rumori inquietanti dentro e attorno alla casa, così come il rumore di passi provenienti dalla soffitta. La cameriera si terrorizzò dopo aver visto un fantasma convincendosi che la casa fosse infestata, dunque decise di non rimanere li un minuto di più. Quando diede i suoi saluti finali, venne riferito che era molto pallida e scarna in volto e i Gruber pensarono che fosse semplicemente mentalmente disturbata e nonostante questo spiacevole evento, passarono un inverno tranquillo, una tranquillità destinata a interrompersi definitivamente in un giorno di marzo del 1922. Quel giorno Andreas si svegliò di prima mattina e fece un giro della proprietà per assicurarsi che non vi erano stati danni provocati dalla tempesta di neve avvenuta quella notte. Sembrava tutto a posto fino a quando qualcosa attirò la sua attenzione: delle impronte. Impronte fresche, nitide, che provenivano dalla foresta e si aggiravano intorno alla fattoria. Andreas dunque decise di seguire le orme per capire da dove provenivano; si addentrò nel bosco, superò decine di alberi e poi più niente, le tracce svanivano nel nulla all’improvviso. L’uomo, stranito, decise di tornare indietro e girare intorno alla proprietà alla ricerca di qualsiasi segno ulteriore delle tracce, ma non ce n’erano. Allarmato dal fatto che un intruso potenzialmente pericoloso potesse essere nascosto in casa sua, Andreas condusse una ricerca approfondita in casa, nella stalla e nel garage dove scoprì che la porta era stata forzata ma non era stato rubato nulla.

Quella stessa notte Andreas faticò a prendere sonno, era turbato e non riusciva a spiegarsi quelle impronte chiedendosi come mai, se qualcuno era davvero entrato in casa sua, non abbia provato a rubare qualcosa. Mentre era nel letto assorto nei suoi pensieri, sentì strani e inspiegabili rumori provenienti dal sottotetto. A quel punto si ricordò delle affermazioni della cameriera a proposito di fantasmi e strani rumori in soffitta, andò a verificare ma non trovò nulla, dopodiché imbracciò il suo fucile alla ricerca del presunto estraneo. Perquisì la fattoria in lungo e in largo restando sveglio tutta la notte, ma alla fine non trovò nessuno. La mattina successiva venne trovato un giornale semi sepolto dalla neve che nessuno aveva richiesto, ma la cosa più strana è che alla domande circa questo giornale, il postino non ne sapeva nulla. Qualche giorno dopo sparì misteriosamente un set di chiavi di casa che non verranno più ritrovate. Andreas, durante la ricerca di quest’ultime, scoprì degli inquietanti graffi sulla serratura del capanno degli attrezzi, come se qualcuno avesse cercato di forzarlo. Il giorno dopo tutte queste stranezze, arrivò una nuova cameriera per sostituire quella fuggita mesi prima. Il suo primo giorno si rivelò essere anche l’ultimo, il giorno in cui più nessuno avrebbe visto i Gruber… Vivi.

4 aprile 1922. Sono passati quattro giorni da quando i Gruber vennero visti per l’ultima volta e la gente cominciava a insospettirsi. Cäzilia, la nipote di sette anni, non venne più vista a scuola, nessuno di loro andò più in chiesa e l’ufficio postale stava accumulando la posta destinata a loro. Viktoria in particolare era nota per non perdere mai un giorno in chiesa a causa della sua posizione come membro del coro. A fronte di queste stranezze, alcuni abitanti della cittadina vicina decisero di andare a controllare la proprietà dei Gruber per vedere cosa stava succedendo. Al loro arrivo alla fattoria iniziarono a gridare i loro nomi in cerca di una risposta, ma tutto taceva. Un primo controllo non rivelò nessuna traccia della famiglia e l’intero posto aveva un’atmosfera stranamente tranquilla. Decisero così di ispezionare l’interno della stalla e aprendo la porta vennero accolti da uno spettacolo raccapricciante. In una pozza di sangue c’erano i corpi di Andreas, sua moglie, Viktoria e la nipote Cäzilia accuratamente impilati uno sopra l’altro e coperti di fieno. Inorridito, il gruppo di ricerca si apprestò a cercare l’ultimo membro della famiglia che venne trovato all’interno della casa. Josef, l’ultimo nipote giaceva morto nella sua culla nella camera da letto della madre e la cameriera venne trovata morta nella sua camera da letto. Entrambi avevano sanguinato copiosamente ed erano distesi nel loro sangue ormai coagulato. In totale, quel giorno vennero trovati sei corpi privi di vita, i cinque membri della famiglia Gruber e la cameriera, tutti brutalmente uccisi a sangue freddo.

Venne chiamata subito la polizia che arrivò in poche ora sulla scena. Le autopsie preliminari mostrarono che tutte le vittime erano state uccise con un colpo alla testa inflitto da un piccone, probabilmente l’assassino aveva una certa dimestichezza nell’uso dello strumento poiché tutte le ferite mortali erano state fatte con un unico colpo ben preciso alla testa. Si ritenne che tutte le vittime morirono sul colpo, tutte tranne una, Cäzilia, che mostrava la prova di essere sopravvissuta per diverse ore dopo essere stata ferita gravemente, inoltre vennero trovati tra le sue mani ciocche dei suoi stessi capelli, come se se li fosse strappati da sola per un qualche motivo sconosciuto. Un’indagine della scena del crimine portò la polizia alla conclusione che qualcuna aveva attirato Andreas, sua moglie e sua figlia nella stalla poco prima che andassero a dormire e che lì l’assassino avesse consumato la tragedia, dopodiché andò in casa per ultimare l’orrido spettacolo. Un dettaglio che notò la polizia era che tutti i cadaveri erano stati coperti in qualche modo. I corpi nella stalla con il fieno, il corpo della cameriera con delle lenzuola e il piccolo Josef con una delle gonne della madre. La data di morte venne determinata venerdì 31 marzo, ma dopo aver interrogato i vicini della fattoria venne a galla qualcosa di molto insolito. Essi affermarono di aver visto del fumo uscire dal camino per tutto il fine settimana, suggerendo che qualcuno era li in quella casa. Nell’abitazione vi erano numerose prove che qualcuno aveva consumato dei pasti e uno dei letti sembrava essere stato usato non molto tempo prima che i corpi venissero scoperti. Inoltre venne riscontrato che tutto il bestiame nella stalla era stato nutrito da poco. Il cane, trovato abbandonato all’interno della stalla, era stato legato e successivamente percosso dall’assassino. Tutte queste informazioni lasciarono attoniti gli investigatori, in quanto implicavano che chi aveva ucciso la famiglia era rimasto nell’abitazione per i giorni seguenti prima di fuggire dalla scena, ma perché qualcuno avrebbe dovuto fare una cosa del genere? Nessuno lo sapeva.

La polizia, perplessa, cominciò a lottare per trovare un movente, ma più avanzava ipotesi e più il mistero si faceva fitto. In un primo momento si pensò che il motivo fosse una rapina, dopotutto i Gruber erano una famiglia molto benestante e non era raro trovare ladri nella zona, tuttavia anche se alcune banconote erano state tolte dai portafogli, una notevole quantità di monete d’oro e gioielli venne trovata intatta. Si avanzò dunque l’ipotesi di un omicidio passionale e i sospetti caddero su Lorenz Schlittenbauer, un corteggiatore di Viktoria. La donna aveva sempre sostenuto che Josef fosse il figlio di Lorenz e le voci che lo davano invece come figlio di un incesto con il padre Andreas, avrebbe scagliato un impeto di gelosia e rabbia. Altri dettagli i quali fecero puntare il dito su Lorenz era che fu uno dei membri del primo gruppo alla ricerca dei Gruber e mentre erano li, il cane legato al fienile mostrò una certa antipatia nei suoi confronti. Le altre persone riferirono che l’uomo aveva particolare dimestichezza con la fattoria e che alla vista dei cadaveri non avrebbe fatto una piega. Lorenz venne interrogato a lungo ma non si trovarono prove abbastanza concrete per collegarlo al crimine. I corpi vennero seppelliti in un cimitero a Waidhofen senza testa, dal momento che erano state inviate a Monaco di Baviera per le analisi e mai più tornate indietro. L’indagine andò avanti per anni e anni con oltre cento sospetti e a oggi il caso è diventato uno dei misteri irrisolti più duraturi della Germania. Vennero assunti anche dei chiaroveggenti per poter risolvere questo puzzle ma senza il risultato sperato. Come per ogni mistero, col tempo vennero avanzate diverse teorie, da quella razionale alla più bizzarra, per poter spiegare l’accaduto.

Una di queste vede come colpevole Karl Gabriel, l’ex marito di Viktoria, ritenuto ucciso durante la Prima Guerra Mondiale. Il suo corpo sui campi di battaglia non è mai stato trovato e potrebbe così essere tornato a Hinterkaifeck. Saputo del piccolo Josef, che non poteva essere assolutamente figlio suo, potrebbe in impeto di follia aver sterminato la famiglia perché sentitosi tradito dalla donna amata. Tuttavia non ci sono prove che Karl sia sopravvissuto alla Grande Guerra. Altri sottolinearono gli elementi apparentemente paranormali del caso, come ad esempio i fantasmi segnalati dalla prima cameriera, le impronti inspiegabili nella neve, il giornale misterioso e i rumori sentiti da Andreas provenire dalla soffitta. Tutti questi dettagli fecero avanzare l’ipotesi che non fu un semplice uomo a consumare quei delitti, ma una sorta di vendetta soprannaturale avrebbe messo gli occhi sulla famiglia. Un’altra affascinante ipotesi è quella che vede Hinterkaifeck come un arsenale militare segreto. Alcune voci suggerirono agli ispettori che nella fattoria erano presenti dei pezzi ancora imballati di due caccia tedeschi. È possibile che Andreas abbia rubato dei piani di guerra al Reich e che questi abbia inviato un tenente e due sergenti a recuperarli, anche con l’uso della violenza: una divisa da tenente venne effettivamente ritrovata in casa.

In Germania, il caso degli omicidi di Hinterkaifeck è ormai leggenda. La stessa fattoria venne demolita nel 1923 dagli abitanti infelici di avere un monumento che ricordava una gravissima tragedia. Tutto ciò che rimane sono solo i ricordi di un orrendo crimine avvenuto in una tranquilla zona circondata da alberi che rimarranno gli unici a sapere cosa sia realmente accaduto qui.

 
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Pubblicato da su 21 aprile 2016 in Casi macabri e misteriosi

 

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Casa Smurl – Teatro di una orribile possessione

Casa Smurl – Teatro di una orribile possessione

La casa di Jack e Janet Smurl a West Pittston, Pennsylvania, è stata teatro di un’inquietante, orribile e terrificante possessione negli anni 80, più precisamente tra il 1985 e il 1987 e ricevette ampia attenzione dai media. Anche se la casa venne sottoposta a tre esorcismi e alle indagini da parte dei demonologi Ed e Lorraine Warren, il demone si rifiutò di andarsene. Tutti i fatti sono stati raccontanti in un libro e mostrati in un film, entrambi col titolo “The Haunted” o in italiano “La casa delle anime perdute”. La famiglia Smurl, la potete vedere al completo in questa foto scattata nel retro della casa in uno dei pochi momenti di tranquillità, davanti i gemelli Shannon e Carin e dietro da sinistra Dawn, i genitori Jack e Janet e Heather. Tutti loro sono stati terribilmente scossi dai fatti accaduti tra quelle mura. Ecco il caso dell’infestazione di casa Smurl.

La casa in questione è una villetta bifamiliare costruita nel 1896 in una strada tranquilla di un quartiere non troppo ricco. Dopo l’uragano Agnes che inondò gran parte del nord-est della Pennsylvania nel 1972, la famiglia Smurl fu costretta a lasciare la loro abitazione, dunque John e Mary Smurl, i genitori di Jack, per soli 18.000$ comprarono nel 1973 quella casa che sarà il loro incubo. Vivevano nella metà destra della villetta bifamiliare, mentre Jack, Janet e le loro prime due figlie erano nella parte sinistra. Gli Smurl spesero molto del loro tempo e denaro a ristrutturare la casa da soli negli anni seguenti. Erano una famiglia molto unita, sia Jack che Janet sono cresciuti nella zona per poi sposarsi nel 1968. Entrambi sono stati educati in famiglie estremamente cattoliche con forti convinzioni religiose. Non ebbero problemi nel condividere la villetta con i genitori di Jack e i primi 18 mesi furono tutto sommato felici. Ben presto però cominciarono a verificarsi i primi fatti bizzarri. Nel gennaio del 1974 apparve una strana macchia sul tappeto nuovo, il televisore di Jack prese fuoco e i tubi dell’acqua si spaccavano nonostante le ripetute risaldature. Il lavandino e la vasca nel bagno ristrutturato vennero trovati con pesanti segni di graffi, come se un animale selvatico si fosse accanito su di essi. Graffi simili vennero trovati anche sul legno della porta. Nel 1975 Dawn, la figlia maggiore, affermò di vedere in continuazione persone fluttuare intorno alla sua camera da letto. Trascorrevano gli anni e gli eventi inquietanti non cessavano, i gabinetti scaricavano senza che nessuno li usasse, rumori di passi venivano costantemente uditi per le scale, i cassetti si aprivano e si chiudevano senza un motivo apparente e le radio emettevano fruscii nonostante fossero scollegate. Si cominciarono anche a sentire odori acri in tutta la casa e in diverse occasioni Jack sentì il tocco di una mano invisibile. Nel 1977 la famiglia si allargò con la nascita dei gemelli Shannon e Carin, la famiglia cresceva parallelamente al crescere dei fenomeni inquietanti.

Nel 1985, quelli che erano cominciati come dei disturbi fastidiosi, diventarono esperienze spaventose. La casa spesso era ghiacciata, John e Mary udivano costantemente voci dal linguaggio scurrile e offensivo provenire dal lato sinistro della casa nonostante nessuno di la parlasse effettivamente. Nel febbraio dello stesso anno Janet sentì chiaramente qualcuno che la chiamava col suo nome nel seminterrato mentre stava facendo il bucato, solo dopo alcuni istanti si rese conto che in realtà era stata sola per tutto il tempo. Quando salì in cucina, secondo le sue dichiarazioni, le apparve una sagoma scura dai tratti umanoidi senza i tratti del volto. Questa figura si smaterializzò poi attraverso la parete e apparve a Mary nel lato opposto della casa. Da quel momento in poi le attività paranormali aumentarono sia di frequenza che di ampiezza. Un grande ventilatore a soffitto cadde ai piedi di Shannon quasi uccidendola, lo stesso giorno la tredicenne era stata cresimata. Si verificarono spesso episodi in cui i membri famigliari levitavano, Janet una volta venne violentemente scaraventata giù dal letto dopo aver fatto l’amore con il marito che giaceva paralizzato sul letto. Il cane della famiglia, un pastore tedesco, più volte venne preso e gettato a terra. Durante la notte ormai si udivano costantemente rumori di graffi e una volta Shannon venne gettata fuori dal letto giù per le scale. Anche i vicini non venivano risparmiati, spesso sentivano urla e rumori strani provenire da quelle mura quando gli Smurl non erano nemmeno in casa.

Nel gennaio del 1986, Janet sentì parlare di Ed e Lorraine Warren, ricercatori psichici e demonologi. Scettica, ma non sapendo a chi rivolgersi, li chiamò. I Warren non tardarono ad arrivare e con loro c’era anche Rosemary Frueh, un’infermiera e psichica. Iniziarono la loro indagine interrogando gli Smurl soprattutto riguardo le loro credenze religiose, la felicità della loro vita familiare e se avessero mai praticato satanismo, occultismo o utilizzato qualche volta la tavola Ouija. Successivamente i Warren si incamminarono per la casa, passarono una ad una le stanze e infine rilevarono la presenza di quattro spiriti maligni di cui uno era un demone. Senza alcuna evidenza di disfunzioni familiari, inviti occulti o tragedie, i Warren supposero che il demone era rimasto in uno stato sospeso per decenni ed era sorto per attingere l’energia emotiva generata dall’ingresso della famiglia. La coppia di demonologi cercò per ben due volte di provocare il demone usando canzoni religiose o pregando e l’entità reagì in modo abbastanza violento scuotendo i mobili della casa! “Tu sporco bastardo, esci da questa casa” urlavano i Warren mentre pregavano e spargevano acqua santa. La situazione divenne ben più grave quando Jack venne violentato da un succube dalla pelle squamosa con il corpo giovane ma con i tratti di una vecchia. Aveva gli occhi rossi e le gengive verdi. Ed Warren venne addirittura soffocato per poi cominciare a soffrire di terribili sintomi influenzali. Un’altra creatura violentò anche Janet che affermò di sentire come versi di maiale e a detta dei Warren questo è un grave segno di infestazione demoniaca. Fu così che gli Smurl cercarono invano di ottenere il sostegno della chiesa. La Diocesi di Scranton affermò che avrebbe consultato degli esperti, ma un vero aiuto non arrivò mai. I Warren portarono l’allora padre, ora vescovo, McKenna, un prete tradizionalista che aveva rifiutato di rispettare i cambiamenti del rituale dettati dal Concilio Vaticano II. Questo prete eseguì oltre 50 esorcismi per i Warren e quando arrivò il momento di Casa Smurl, eseguì l’antico rito ma non fece altro che far infuriare il demone ancora di più.

Nei giorni a seguire Carin, una delle figlie, si ammalò gravemente rischiando addirittura di morire, mentre Dawn venne quasi violentata da una presenza maligna. Janet e Mary avevano tagli e segni di morsi sulle braccia… Tutti in quella famiglia erano disperati. Ed Warren spiegò che erano nella seconda “fase demoniaca”, l’oppressione che segue l’infestazione ed è seguita dalla possessione, nonché la morte. Il Vescovo McKenna eseguì un secondo esorcismo a primavera inoltrata, ma senza alcun risultato. Gli Smurl dissero addirittura che il demone li seguì anche in campeggio e che Jack era continuamente molestato anche sul posto di lavoro, insomma… Ora erano certi che trasferirsi in un’altra casa sarebbe stato del tutto inutile, il demone li avrebbe perseguitati per l’eternità. Dopo i ripetuti rifiuti da parte della Chiesa, gli Smurl decisero di raccontare la loro storia in televisione nella speranza di ricevere aiuto da qualcuno e, rimanendo anonimi dietro uno schermo, vennero intervistati da Richard Bey durante uno show chiamato “People are Talking”. Invece di riceve aiuto, la loro casa divenne un’attrazione turistica per la stampa, semplici curiosi e scettici che volevano indagare. Quest’ultimi in particolare ritenevano che la famiglia stava inventando la storia per trarre profitto con eventuali film e libri. Tuttavia gl Smurl, intenzionati a scoprire la verità, contattarono una medium che esaminò la casa cercando di scoprire l’identità dei quattro spiriti che a detta dei Warren infestavano l’abitazione. La medium identificò uno di essi con una vecchia signora di nome Abigail, un altro sarebbe stato un uomo baffuto di colore di nome Patrick che in passato, in un impeto di follia, aveva ucciso la moglie e l’amante per poi suicidarsi. Non riuscì mai a identificare il terzo, ma l’ultimo sarebbe stato un demone molto potente.

La rassegna stampa, infine, spinse la diocesi di Scranton ad agire. I Warren avevano programmato anche un esorcismo di massa. Con diversi sacerdoti e numerosi gruppi di preghiera andavano in quella casa per dare conforto. Il vescovo McKenna venne una terza volta per esorcizzare l’abitazione e questa volta il rituale sembrò funzionare dato che non ci furono più disturbi per circa tre mesi. Tuttavia, poco prima del Natale del 1986, Jack vide ancora una volta una forma nera in casa e sperando fosse una cosa isolata, strinse il rosario e pregò. Così non era e alcuni incidenti ricominciarono in casa Smurl. Dunque, frustrati, stanchi e senza più speranza, la famiglia si trasferì in un altro paese nel 1987. Dopo questi macabri eventi venne eseguito un ultimo esorcismo nel 1988, la casa venne venduta e la proprietaria successiva non sperimentò mai nessuna anomalia.

Da quel momento in poi gli Smurl non subirono più violenze psicologiche o fisiche da parte di presunte entità paranormali, come abbiamo detto prima c’è chi crede che sia stata tutta una messa in scena per trarne profitto, c’è invece chi pensa che quattro demoni abbiano davvero perseguitato tutti i membri della famiglia… Voi da che parte state?

 
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Pubblicato da su 12 aprile 2016 in Maledizioni

 

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John Lang – Cronaca di una morte annunciata

John Lang – Cronaca di una morte annunciata

Sebbene questa vicenda sia accaduta di recente e non siano ancora state arrestate delle persone per un perfido omicidio, alla fine del video comprenderete perché la polizia non farà delle indagini a riguardo e perché questo caso sia destinato a rimanere in uno degli archivi più nascosti di una polizia sepolta dalla vergogna e dai sensi di colpa. Purtroppo le fonti che si hanno a disposizione sono veramente così poche che sembra che avvenga una censura in rete e infatti non possiamo farvi vedere la foto reale di colui che è il protagonista dato che ora non c’è più alcuna traccia di quello che era la sua persona, ma parte della sua storia può essere narrata attraverso alcuni frammenti importanti che sono rimasti su internet. Cercheremo di costruire i fatti come i pezzi di un puzzle e mano a mano andremo a comporre questi pezzi, scoprirete i dettagli di una terribile storia.

John Lang era un padre di famiglia e attivista di Fresno in California, Stati Uniti. Normalmente John si occupava di scoprire fatti illegali o cose alquanto sospette che accadevano nella sua città e li pubblicava  online. Una delle tante ingiustizie di cui lui aveva parlato nel suo blog riguardava un’attività che la polizia locale di Fresno normalmente faceva, ossia nei quartieri più poveri conduceva delle scansioni delle targhe che si trovavano parcheggiate nei supermercati e nei grandi magazzini e poi, se si trovava una percentuale alta di persone che avevano multe arretrate o qualche altra infrazione, posizionavano un blocco nelle vicinanze e fermavano solo le targhe segnate da loro stessi così intascavano una grande quantità di profitti perché si prendevano una percentuale delle multe arricchendosi sulle spalle dei residenti più poveri. Tuttavia questo è niente in confronto alle altre storie di corruzione che vedevano protagonisti i poliziotti, infatti la polizia di Fresno, sempre secondo John, indagava spesso in rete nei blog e nei forum e risaliva addirittura attraverso l’indirizzo IP alle persone che osavano lamentarsi del loro operato, ma soprattutto quando prendevano di mira queste persone lo facevano con intimidazioni molto aggressive, avveniva un vero e proprio stalking nei loro confronti e lui essendo uno degli attivisti più costanti era una di queste persone…

Il 13 gennaio 2016 John pubblica una breve intervista scritta dove parla dei diversi motivi per cui la polizia di Fresno, da ben sette lunghi anni attraverso diverse azioni, cercava di intimorirlo attaccandolo in diversi modi fino ad arrivare a screditarlo con accuse pesanti come pedofilia e tentando di posizionare all’interno della sua proprietà delle false prove per incriminarlo di alcuni reati. Normalmente anche solo affermare metà di queste cose sarebbe una follia o uno scherzo di cattivo gusto, ma in America nessuno ha voglia di scherzare sulle leggi e sulla giustizia e John è così convinto delle sue affermazioni che cercò perfino di rivolgersi agli Affari Interni, ma le cose non fecero che peggiorare perché da allora la polizia era diventata molto più violenta e iniziò anche a scrivere sul suo account Facebook dei messaggi molto strani, per esempio uno dei poliziotti che usava lo pseudonimo di Kevin Arial gli scrisse: “La prima regola del fight club è non parlarne mai del fight club! …dovresti saperlo Mr. Lang!”. John quindi rivolgeva delle accuse molto dure nel suo blog e i poliziotti cercavano di rendergli la vita impossibile, ma a un certo punto vennero oltrepassati certi limiti non visibili che decretarono per sempre il destino di John e la pressione che egli subì fu impressionante. Spesso diceva di essere inseguito da alcune auto, di vedere delle persone che andavano a trovarlo sul suo posto di lavoro che gli sembrano sospette, diceva di vedere costantemente le stesse auto parcheggiate fuori dalla sua casa, ma nessuno lo ascolta, nessuno vuole credere alla sua storia ritenuta troppo assurda, così si affida a internet e inizia a registrare tutto quello che accadeva nelle vicinanze della sua proprietà attraverso un sistema di video-sorveglianza che registrava tutto 24 ore su 24.

Nel suo account YouTube, oggi l’unica fonte originale di questa storia che non è ancora stata oscurata, troviamo diversi filmati, diciassette in tutto, in cui effettivamente si possono osservare delle macchine strane che si fermano quasi di colpo davanti a casa sua per poi ripartire in fretta. Scrutando lentamente la casa quasi in cerca di uno sguardo, si vedono anche delle persone che passano e ripassano a notte fonda, ma la cosa più impressionante è che a un certo punto John inizia a fare dei nomi. In uno dei filmati racconta di come una volta uno dei poliziotti che egli chiama “Eli Rodriguez” cercò di entrare con dei pretesti all’interno della sua proprietà solo per cercare di inserire delle prove false dentro la sua casa così da poterlo arrestare. Eli viene descritto da John come una persona chiave che si trova coinvolta in una rete di corruzione così spessa che quando tutto verrà a galla egli trascinerà altri venti o trenta poliziotti corrotti come lui. In ogni video si può leggere anche una descrizione dettagliata dei fatti, spesso inoltre parla dei suoi vicini George e Maxine Ramirez come due informatori posizionati lì di proposito dalla polizia per sorvegliarlo e riferire quando lascia casa sua. Questa è l’unica spiegazione che John trova perché quando va a fare anche una piccola spesa di pochi minuti incrocia sempre quattro o cinque pattuglie, racconta anche che spesso queste pattuglie si affiancano a lui per fargli capire che sono e saranno sempre presenti. I suoi vicini inoltre, secondo John, cercano anche di tenerlo lontano dalla propria abitazione così da permettere a qualcun altro di entrare a casa sua allo scopo di infangarlo con delle prove false. In uno dei filmati caricati sul suo canale si può vedere praticamente come John scappa letteralmente dalla casa dei vicini dopo un breve incontro al quale era stato invitato dai Ramirez. John sente che c’è qualcosa che non va così con un pretesto decide di tornare a casa sua, i vicini ben lontani dal sembrare esterrefatti da questo comportamento, lo inseguono e cercano anche di bloccarlo per non permettergli di rientrare alla sua proprietà urlando quasi a squarciagola il suo nome, come se volessero far capire a qualcun altro che John stava rientrando a casa sua.

Purtroppo però John, anche dopo questi video, non viene preso in considerazione da nessuno, anzi, i pochi che lo vedono credono che sia malato o soffra di manie di persecuzione, ma nei filmati è sempre più evidente che accadono cose alquanto sospette davanti a casa sua, per non usare parole più allarmiste. Effettivamente a un certo punto la polizia, con uno squadrone al completo, inizia a sostare proprio di fronte a dove abita John e i poliziotti iniziano a osservare la sua casa cercando di dimostrare qualcosa, come se inviassero un messaggio. In un altro video si vede come un gruppo di uomini dentro un furgone nero e in pieno giorno, puntano una videocamera termica direttamente verso casa sua, probabilmente per sapere se si trovasse all’interno dell’abitazione. In particolare la persona alla guida sembra anche parlare con qualcuno al telefono; forse per informare se hanno via libera oppure no per entrare. Dopo aver visionato questo video particolare molte persone avranno compreso che forse John non stava esagerando quando diceva di sentirsi inseguito e di vedere dei soggetti strani intorno alla sua proprietà. Le cose diventano ancor più inquietanti quando in un altro filmato viene registrata una persona che si era introdotta nella sua casa verso le 5 di mattina. Il povero John, che non può per ovvi motivi rivolgersi alla polizia, chiede agli internauti se riescono a riconoscere il soggetto in questione, inoltre iniziano ad apparire degli inspiegabili gap temporali nella sua videocamera di sorveglianza, come se qualcuno a un certo punto avesse cominciato a manomettere i suoi impianti di sicurezza.

John, quasi disperato e logorato, il 14 gennaio 2016 pubblica un messaggio forte su Facebook: “Voglio solo dirvi una cosa ragazzi, se mi capiterà qualcosa domani o fra due giorni sappiate che sarà per colpa delle polizia di Fresno, dei miei vicini e di un dipendente del posto in cui lavoro”. Il giorno dopo, il 15 gennaio, sempre su Facebook convoca direttamente l’intervento del giornalista locale Corin Hogarth chiedendogli di investigare e forse salvargli anche la vita dai poliziotti corrotti che l’avevano preso di mira. Queste le sue parole: “Corin vuoi delle notizie? La polizia di Fresno proverà ad uccidermi questo weekend, forse questa stessa notte. Non è uno scherzo, per favore leggi qui la mia storia e non dare peso a quello che ti dirà di me la polizia…” e nei link c’erano il suo blog e il suo account di YouTube. John chiede aiuto ma nessuno arriva. Capisce di essere da solo e che presto sarebbero venuti a prenderlo. Il 16 gennaio pubblica il seguente post: “Se mi daranno per scomparso o verrò ritrovato morto domani ricordatevi di questo furgone. Credo di aver visto un paio di ragazzi sgattaiolare attraverso la porta laterale ed entrare nell’edificio quando hanno parcheggiato. Ho causato alla città di Fresno tanti problemi di cui ora mi pento”. Le sue parole così crude e cariche di rassegnazione e tristezza sono come un urlo che nessuno può sentire, John è da solo in questo mondo abbandonato dalla famiglia e dalle istituzioni. Qualche ora dopo pubblica su Facebook un post in cui chiede se qualcuno vuole rimanere con lui quella notte a casa sua ma specifica che dovrà avere il porto d’armi perché dei soggetti cattivi verranno a prenderlo. Ovviamente nessuno risponde alla sua ultima e disperata chiamata.

Quattro giorni dopo, il 20 gennaio, il TG locale manda in onda la seguente notizia: “Una casa di Fresno ha preso fuoco verso le 3 di quella notte, le fiamme sono state domate solo diverse ore dopo e all’interno dell’abitazione è stato trovato il corpo di un uomo. Dalle prime analisi risulta che la vittima sia stata pugnalata diverse volte e poi arsa insieme all’edificio. L’uomo è stato identificato come John Lang”. E’ incredibile ma in poco tempo vennero oscurati sia il blog gestito da John che altri siti di attivisti che parlavano di questa storia, inoltre anche il suo account Facebook venne chiuso, per non parlare della casa data alle fiamme, una classica strategia per eliminare le prove. Sembrano tutti indizi che collimano verso un unico colpevole. Di certo la polizia di Fresno non è nuova a scandali che vede coinvolti i suoi agenti, pensate che proprio un anno prima il secondo al comando dell’intero dipartimento di polizia venne arrestato perché gestiva una rete di traffici di droghe. L’arresto è stato fatto da agenti dell’FBI e dalla ATF. Forse se c’è una piccola luce di speranza per poter scoprire chi sia stato il killer di John Lang, sono proprio i federali. Infatti nel suo blog qualche giorno prima di morire pubblicò una lettera aperta all’FBI per chiedere aiuto e il suo penultimo video pubblicato s’intitola “Grazie a Dio i Federali mi hanno risposto” e nel video si vede una macchina che sosta davanti a casa sua. Questa storia è stata resa virale grazie a un thread pubblicato su Reddit e ben presto sono nate campagne per scoprire la verità dietro questa morte così annunciata. Addirittura è stata aperta un’iniziativa per fare una petizione online direttamente al presidente degli Stati Uniti attraverso un sito governativo per far si che i federali si occupino della faccenda.

Questo video non parla di cose paranormali o di eventi strani, ma a sapere che nel mondo tutti quelli che appena possono sono pronti a fare sfilate, flashmob e manifestazioni a supporto di valori come la libertà e l’uguaglianza, scompaiono appena sono chiamati in causa per fare davvero qualcosa di pratico per sostenere questi valori e i John Lang di turno si ritrovano da soli a combattere e morire completamente ignorati. Queste sono le cose che fanno davvero paura.

 
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Pubblicato da su 5 aprile 2016 in Casi macabri e misteriosi

 

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