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Zigmund Adamski – Enigmi tra sparizioni e UFO

18 Gen
Zigmund Adamski – Enigmi tra sparizioni e UFO

Quante volte ci è capitato di sentire notizie in cui persone scompaiono misteriosamente senza lasciare traccia. Ossessive sono le indagini che vengono svolte nei giorni, mesi e a volte anni seguenti. Queste misteriose sparizioni il più delle volte sono messe in atto dalla crudele mano dell’essere umano e sono rari i casi in cui le indagini si concludono nel migliore dei modi. Purtroppo quasi la totalità di queste sparizioni rimane un vero e proprio rompicapo, nonché un mistero destinato a rimanere tale per sempre. La storia che vi stiamo per raccontare ha a che fare esattamente con questa categoria di sparizioni, la sparizione di Zigmund Adamski rimane sicuramente ancora ad oggi una delle più contorte ed enigmatiche della storia.

Zigmund Jan Adamski era un minatore che viveva a Tingley, una piccola cittadina dello Yorkshire, nei pressi di Wakefield. Polacco di nascita, viveva in Inghilterra dal 1960 insieme alla moglie Leokadia Kowalska, conosciuta anche come Lottie, la quale soffriva di sclerosi multipla. Zigmund e Leokadia, sposati da quasi 30, erano una coppia perfettamente normale e senza pretese. Tutto ciò rese la scomparsa e la successiva morte di Zigmund un mistero, nonché un vero e proprio rompicapo per gli investigatori. Collegamenti con strane storie riguardanti UFO arricchiscono inoltre questa storia ancor più di fascino e mistero. Alle tre e mezza di pomeriggio del 6 giugno 1980, il 56enne Zigmund uscì di casa a piedi per acquistare delle patate in un negozio vicino. Mentre lasciava l’abitazione salutò anche il vicino di casa che lo vide allontanarsi in direzione del negozio. Tutto sembrava esattamente come doveva essere quel pomeriggio di estate, ma il signor Adamski non venne mai più visto… Vivo… E per cinque giorni le sue sorti rimasero un mistero.

Cinque giorni dopo, mercoledì 11 giugno, venne rinvenuto il suo corpo privo di vita disteso sulla cima di un mucchio di carbone, poco distante da un deposito di carbone nei pressi di una linea ferroviaria a Todmorden, a pochi chilometri dall’abitazione della vittima. La macabra scoperta venne fatta alle 3:45 di pomeriggio da Trevor Parker, il figlio del proprietario del deposito. Venne subito allertata la polizia e sul posto giunse l’ufficiale Alan Godfrey che, insieme a un collega, procedette ad esaminare la scena del crimine. Fin da subito si scopre qualcosa di strano: il corpo era stato trovato alle 15:45, mentre la chiusura del deposito era avvenuta alle 11:00. Quella si trattava di una zona altamente trafficata, quindi era impossibile che il cadavere si trovasse lì quel mattino, dunque Alan giunse alla conclusione che il corpo doveva essere stato scaricato lì per forza tra quelle quattro ore. Un primo esame sul corpo di Adamski constatò che probabilmente era morto a causa di un attacco cardiaco, ma ciò che aumentava il mistero erano degli strani segni di bruciatura presenti sul collo e sulle spalle, coperti da una strana sostanza gelatinosa che, a seguito di analisi, risultò composta da una materiale sconosciuto. Tutto si complica ulteriormente quando vengono controllati i vestiti: l’uomo è perfettamente vestito, ma non indossa la maglia, rimossa probabilmente da qualcuno. Ciò fece pensare che questo qualcuno l’abbia spogliato e rivestito senza accorgersi della mancanza. A sostegno di quest’ipotesi c’erano anche le scarpe allacciate al contrario, il giubbotto abbottonato non correttamente e la patta dei pantaloni aperta. Sui suoi vestiti, inoltre, non vi era alcuna traccia di polvere, fatto molto strano per un corpo lasciato in un deposito di carbone. Difatti tutt’intorno, per centinaia di metri, il suolo è ricoperto di polvere nerastra. Adamski sembrava completamente fuori luogo, come se fosse riapparso lì, su quella pila di carbone, dal nulla. A conferma di tutto ciò vi era anche la totale mancanza di tracce di carbone sotto le dita o sulla pelle, segno che l’uomo non si era arrampicato volontariamente su quella pila di carbone. Le stranezze però non erano finite qua e i medici legali che esaminarono il cadavere nei giorni successivi rimasero decisamente perplessi. Si scoprì che Adamski, nonostante fosse scomparso per ben cinque giorni, non soffrì né la fame né il sonno. Il corpo non presentava nessun segno di violenza, fatta eccezione per le bruciature sul collo e sulle spalle. I medici confermarono che morì per un arresto cardiaco tra le 11 di mattino e l’una del giorno del ritrovamento, mentre quelle strane bruciature vennero fatte un paio di giorni prima. Una delle cose più strane però la troviamo nell’aspetto dell’uomo avvolto in una terribile smorfia di terrore, come se fosse stato preda di una grande paura prima di morire, ma sul volto di Adamski c’era un’altra stranezza: la lunghezza della barba. Questa infatti non coincideva, era cresciuta troppo poco, come se il giorno prima del ritrovamento la vittima avesse avuto modo di radersi, cosa abbastanza difficile da credere se veramente l’uomo era stato rapito da qualcuno.

Sembrava che non vi fosse alcuna ragione per l’improvvisa scomparsa di Adamski. Venne riferito anche che il giorno dopo la sua scomparsa sarebbe dovuto partire per partecipare a un matrimonio di famiglia, evento a cui non vedeva l’ora di partecipare. Tuttavia, a seguito di un’indagine avvenuta nel 2005 per conto della BUFORA, la British UFO Research Association, in base alle testimonianze raccolte all’epoca del caso, sembrava che Adamski non avesse alcuna intenzione di partecipare al matrimonio previsto a causa di tensioni familiari con altri due invitati, marito e moglie, che avevano ottenuto contro di lui un ordine restrittivo. Si credette dunque che proprio queste due misteriose persone siano state gli artefici del rapimento, rinchiudendo Adamski in un capannone dove poi sarebbe stati colpito da un attacco cardiaco. Tutto questo potrebbe anche essere la spiegazione del mistero, d’altronde sentiamo spesso di famiglie in cui si consumano vere e proprie tragedie, anche ben più gravi di questa. Tuttavia dobbiamo chiudere non un occhio, bensì tutti e due per poter considerare chiuso il mistero con questa spiegazione, difatti sono parecchi i conti che ancora non tornano. Ad esempio da dove provenivano quegli strani segni di bruciatura sul corpo? Che cos’era quella sostanza sconosciuta che ricopriva quei segni? Inoltre, che senso aveva per i rapitori spogliare il corpo per poi rivestirlo? Tutte domande a cui moltissime persone oggi rispondono con un’unica parola: alieni!

Proprio gli anni 80 furono teatro di numerosissimi avvistamenti UFO in Inghilterra e Todmorden era considerato un vero e proprio hotspot. Il primo a mettere in gioco gli extraterrestri fu lo stesso Alan Godfrey, l’ufficiale di polizia che per primo arrivò sulla scena, che alcuni mesi prima, secondo la sua descrizione, venne addirittura rapito da entità aliene. Il 28 novembre 1979, a notte fonda, Godfrey viene inviato dal distretto ad indagare su una mandria di mucche sparita nel nulla. Alle 5:00 del mattino sta guidando lungo la Burnley Road A646 di Todmorden, a circa un chilometro e mezzo dal deposito di carbone, quando vede qualcosa ai bordi della strada. A prima vista sembrava trattarsi di un autobus a due piani uscito dalla carreggiata, così l’agente accese le sirene deciso ad andare a controllare ed eventualmente prestare aiuto. Una volta avvicinato però la paura prese il possesso del suo corpo. Di fronte a lui c’era un disco volante che aleggiava ad un metro da terra, emettendo una debole luce e nessun rumore, la forma ricordava vagamente un diamante, con la parte superiore fissa e quella inferiore che ruotava lentamente su sé stessa. Spaventato, corre a chiedere aiuto via radio, ma questa non funziona, così come la sua automobile di pattuglia.  Poi, d’improvviso, si ritrovò a decine di metri dal luogo dell’incontro. Il fatto strano è che erano passati 45 minuti senza che Godfrey se ne accorgesse, l’uomo aveva avuto un buco temporale di oltre mezz’ora. Confuso per quello che era successo, per essere certo di non essere impazzito, decise di tornare sul luogo dove avvistò lo strano oggetto, ma una volta giunto scoprì solo un’enorme chiazza asciutta nel bel mezzo della strada bagnata dalla pioggia. Dopo alcuni attimi di terrore, Godfrey tornò alla stazione di polizia dove, con l’aiuto di alcuni colleghi, partì nuovamente alla ricerca della mandria di mucche sparite. Infine la trovarono in un campo il cui unico accesso era un cancello chiuso a chiave e anche se aveva piovuto da poco, non c’era nessuna impronta sul terreno fangoso. Come con Adamski, la mandria di mucche sembrava riapparsa dal nulla. Il giorno seguente Godfrey fece rapporto su quanto accaduto e scoprì che una persona quella sera aveva allertato la polizia di Todmorden perché, mentre stava guidando sulla stessa strada, vide una luce bianca volteggiare a qualche chilometro di distanza. Una settimana dopo la vicenda di Godfrey trapelò alla stampa che contribuì a diffonderla. Tutto ciò causò grande imbarazzo per la polizia e Godfrey venne infine allontanato e sollevato dal suo incarico.

Godfrey decise di sottoporsi a un’ipnosi regressiva sotto la supervisione della BUFORA. Sotto ipnosi raccontò i tipici avvenimenti dei rapimenti alieni, come una luce brillante avvolgere la sua auto. Disse che si ritrovò in una stanza arredata come in una qualsiasi casa, c’era un cane nero e un uomo con la barba accompagnati da due piccole figure simili a dei robot. L’uomo con la barba gli comunicò per via telepatica dicendo di chiamarsi Yosef e che lui e Godfrey si conoscevano già. Godfrey continuò il racconto dicendo che il misterioso uomo lo invitò a sdraiarsi su un tavolo dove i robot gli tolsero le scarpe. Vennero posti degli strumenti sulle sue gambe e braccia provocandogli un grosso fastidio, inoltre un cattivo odore penetrò le sue narici. Oltre a quest’esperienza, sembra che Alan Godfrey abbia avuto una vita colma di strane esperienze. Da bambino vide una palla di luce apparire nella sua camera da letto. Nel 1965, all’età di 18 anni, mentre stava tornando a casa con la sua ragazza verso le 2 del mattino, vide una donna con un cane camminare in mezzo alla strada e quando scese dall’auto per verificare le condizioni della donna, non c’era più nessuno. All’arrivo a casa si rese conto che sia lui che la sua ragazza avevano un buco temporale di due ore. Godfrey disse inoltre di aver già visto in più occasioni quel cane nero che descrisse durante l’ipnosi regressiva e che non era altro che un cane che viveva nei pressi della sua proprietà, morto però due anni prima del suo presunto rapimento. Uno degli aspetti più sinistri di questo rapimento è che qualche tempo dopo venne vista una persona distribuire volantini nella zona con l’annuncio dell’omicidio di Alan Godfrey. La polizia venne subito allertata, ma di quella persona non vi era più traccia.

Ritornando alla morte di Zigmund Adamski, l’inchiesta venne abbandonata quello stesso anno e ci fu immediatamente un giro di vite sulle notizie che trapelavano proibendo anche alla stampa di parlarne. Molti anni dopo, nel 1993, James Turnbull, il medico che esaminò il corpo di Adamski, disse che quel caso l’aveva estremamente disorientato e affermò di non escludere l’ipotesi UFO. Col senno di poi, l’autunno del 1980 sembra essere stato un momento importante nella storia dell’ufologia, che porta fino a eventi straordinari come quello della foresta di Rendlesham. Alieni o no, questa sparizione rimane una delle più misteriose e a tratti inquietanti della storia.

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1 Commento

Pubblicato da su 18 gennaio 2016 in Contatti exraterrestri

 

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Una risposta a “Zigmund Adamski – Enigmi tra sparizioni e UFO

  1. eroedigallowmere

    18 gennaio 2016 at 13:44

    Sento puzza di alieni in questo caso 😉

     

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