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Archivio mensile:gennaio 2016

RAYRAY – Il misterioso Torture Soup.avi

RAYRAY – Il misterioso Torture Soup.avi

 

Esiste in rete un video noto come “Torture soup”, in italiano “La tortura della zuppa”. Non si conosce con certezza assoluta l’identità degli individui coinvolti nel video e nemmeno lo scopo stesso del filmato, l’unica cosa che si sa è che è stato caricato su YouTube per la prima volta dall’utente Adana nel 2006 con la descrizione “Figure giapponesi in un video strano”. Il video divenne virale molti anni dopo grazie alla condivisione di uno youtuber chiamato SomeOrdinaryGames. Fin da subito, per la particolarità del video, per l’ambiente e per le figure strane che sono presenti, è nata un’immensa categoria di storie che raccontano le più svariate fantasie horror riguardo a esso. Infatti si dice che la persona che si vede nel video seduta sia stata rapita e costretta a mangiare una zuppa contenente resti umani, addirittura appartenenti alla propria moglie. Al di là di queste storie immorali e strampalate, molti utenti iniziarono a indagare sui particolarissimi costumi che indossano i presunti rapitori e ben presto si scoprì che c’era un altro video, addirittura ancor più vecchio rispetto al primo, in cui si possono ascoltare con chiarezza i singhiozzi di colui che mangia una zuppa, il suo stato emotivo sembra quello di una persona umiliata e invasa dal terrore. Infatti la vittima, come nel primo video, indossa un bavaglino per bambini e non smette mai di mangiare, mentre il suo atteggiamento sottomesso viene premiato dalle carezze dei due soggetti in costume. Per quanto autentici possano sembrare i lamenti della presunta vittima e per quanto i soggetti in questione possano sembrare minacciosi, esiste sempre la possibilità che si tratti di un semplice scherzo elaborato da qualcuno per farsi pubblicità riguardante una storia macabra o un film, ma indagando si scoprono particolari a dir poco scioccanti. Facendo una semplice ricerca su Google si scopre che esistono altri filmati con i due soggetti bizzarri, in particolare su Daylimotion esiste un canale chiamato RayRay-tv il quale sembra essere abbandonato da ormai diversi anni. Il canale in questione è pieno di filmati la cui tematica principale coinvolge due personaggi che sono praticamente identici a quelli dei filmati orribili, salvo un particolare fondamentale: il loro atteggiamento.

I video che si trovano su RayRay-tv sono molto diversi rispetto a quelli della presunta tortura, effettivamente si tratta per lo più di filmati riguardanti due personaggi simpatici e infantili con un atteggiamento ben lontano da sembrare minacciosi o macabri. Inoltre guardando il contenuto di tali filmati si scoprono i nomi di questi particolari soggetti, essi si chiamano “RAY-RAY”, ma c’è dell’altro. Dopo una breve ricerca gli utenti scoprirono che il canale RayRay-tv, così come i diritti riguardanti l’utilizzo di questi due personaggi, è detenuto da Raymond Persi. Egli è un direttore, scrittore e produttore di animazione che vanta un curriculum di tutto rispetto, infatti ha diretto diversi episodi dei Simpson, ha collaborato per colossi dell’industria come Disney dando il suo contributo nel film “Ralph Spaccatutto” uscito nel 2012 , “Frozen” del 2013 ed è la voce originale del personaggio “Flash”, il bradipo del film Zootropolis che uscirà quest’anno. Quindi Stiamo parlando di una persona che ha una certa reputazione nel mondo dell’animazione ad Hollywood. Raymond, ormai logorato dalle domande degli utenti che gli scrivevano riguardo i RAY-RAY, cercò di chiarire una volta per tutte la storia su questi misteriosi personaggi. Questa è stata la sua dichiarazione:

Ho creato i RAY-RAY molti anni fa. Si chiamano Ray Ray, li ho creati allo scopo di divertirmi e di visualizzare i miei sentimenti di solitudine e isolamento. Erano una sorta di caricatura per me. I RAY-RAY non hanno gli strumenti per comunicare o per esprimere il loro sentimenti e i loro pensieri. Essi non hanno una bocca, non hanno un naso e la loro espressione è statica, ma nonostante ciò sono in grado di catturare l’attenzione del mondo esteriore e qualunque emozione che trasmettono lo fanno solo attraverso i gesti e azioni. Sono una sorta di specchio dove ognuno di noi vede i sentimenti che sta provando in quell’istante. Inizialmente erano solo degli scarabocchi, poi divennero dei dipinti fino a diventare quello che vedete nei video… Dei personaggi con un corpo fisico che si trovano nel mondo esistente ma nello stesso tempo ne sono segregati.

Successivamente Raymond spiegò di come all’inizio, l’idea di questi personaggi piacque alla sua troupe, così per divertimento spesso facevano delle recite e degli show sia nei teatri che nei diversi club sparsi in tutta Los Angeles e dintorni. In particolare racconta di un episodio che risulterà cruciale per comprendere questa storia

Una sera c’era stata un’esibizione sulla Sunset Strip, mi sembra al Key Club… Beh, fatto sta che dopo l’esibizione io e tutto il mio stuff, per staccare un attimo e riprendere fiato, ci riposammo a mangiammo qualche boccone. Al nostro rientro, quando era ormai giunta l’ora di prendere tutte le nostre cose dai camerini, scoprimmo che il lucchetto del nostro camerino era aperto… Si erano introdotti dei delinquenti, ma non erano dei semplici ladri, voglio dire, nel mio studio c’erano macchinari che costavano alcune migliaia di dollari, costosissimi strumenti, per non parlare dei costumi di scena rarissimi e molto altro ancora. Loro non presero niente di tutto ciò, loro presero i RAY-RAY, insomma qualcuno aveva semplicemente deciso di rubare i personaggi per qualche motivo. Fortunatamente avevamo dei costumi extra per poter fare le nostre successive esibizioni ma tutti noi eravamo molto arrabbiati in quel momento. Qualche settimana dopo mi arrivarono diverse segnalazioni di un video che si intitolava “La stanza bianca della zuppa” e vidi quello spettacolo strano a cui avete assistito anche voi, onestamente la cosa che più mi colpì del video fu che i RAY-RAY si muovevano nello stesso modo in cui avrebbero dovuto muoversi, voglio dire che i movimenti che facevano erano tali e quali a come erano stati concepiti da me stesso. Considerando che all’epoca non vi erano molti video dei miei personaggi in rete la cosa mi sembrò alquanto inquietante perché significava che le persone che ci avevano rubato i costumi erano persone che ci osservavano da molto tempo. Sono una persona a cui piacciono le cose stravaganti e anche se i miei costumi sono stati rubati e in qualche modo stavano insultando una mia creazione, devo dire che mi sono divertito a vedere i video…

Quindi Raymond Persi aveva creato questi personaggi stravaganti come una valvola di sfogo, quasi un hobby e di conseguenza quando è stato contattato per qualcosa di più interessante non ha più avuto tempo da dedicare alle sue creazioni. Inoltre per cercare di arginare le voci che lo vedrebbero coinvolto in questa faccenda decise di caricare i video più tardi, nel 2008, direttamente nel suo canale di RayRay-tv con le seguenti descrizioni: “In questa clip si vedono queste persone che assomigliano a noi e che fanno a qualcuno qualcosa che noi faremo mai, lo promettiamo”. Mentre la descrizione del secondo video recita: “Che cosa sta succedendo in questa clip e perché queste persone assomigliano a noi?” Una domanda però sorge spontanea, per quale motivo Raymond non ne ha mai denunciato la scomparsa alla polizia? Che si tratti di uno scherzo o addirittura di un vero e proprio crimine, i soggetti nei video utilizzavano degli oggetti di scena rubati stando alla sua testimonianza. E se invece Raymond fosse coinvolto direttamente con questi video allora perché mentire? Per quale motivo un personaggio del suo calibro dovrebbe rischiare di perdere credibilità in un ambiente come Hollywood, dove la reputazione e la professionalità hanno quasi lo stesso peso specifico del talento? Inoltre come abbiamo detto prima, i soli due video, che non sono per niente in sintonia con il resto dei videoclip preparati nel suo canale, sono proprio quelli incriminati. A tutto questo mistero si aggiunge anche un altro particolare interessante, dato che Raymond si disinteressò quasi completamente delle sue creazioni, concesse il loro utilizzo per fare spettacoli, infatti, facendo una breve ricerca si possono vedere diverse esibizioni dei RAY-RAY in rete, anche recenti. Molte di queste sono eseguite con un gruppo di musicisti circensi chiamati “Mutaytor”, inoltre cercando fra i membri del loro cast si trovano proprio loro: i RAY-RAY e nella loro pagina ufficiale si legge chiaramente che i diritti di produzione dei personaggi sono stati concessi da Raymond Persi. Osservando alcune fotografie si può anche notare che in alcuni di questi spettacoli i RAY-RAY sono completamente diversi rispetto ai primi video prodotti da Raymond dove erano amichevoli e simpatici. In queste foto assumono un atteggiamento criminale, disinteressato. Ovviamente sono fotografie artistiche e se fosse così c’è forse una remota possibilità che sia stata Mutaytor stessa a produrre i famosi filmati? Ovviamente a quel punto la domanda sorge spontanea, perché rubare i costumi? Da circa 10 anni questo è stato uno dei più grandi misteri di YouTube. Il video dei misteriosi e stravaganti RAY-RAY aveva suscitato la curiosità di migliaia di utenti con altrettanto stravaganti teorie e spiegazioni, poi un mese fa l’utente Càleon70s trovò l’ultimo puzzle di questo mistero. Caleon scopri che c’è un sito web chiamato Metacafe dove si trovavano tutti i  video dei RAY-RAY e in particolare se ne vede uno intitolato  “Gil è scomparso” con la seguente descrizione: “Un batterista scomparso, un vicolo solitario… forse i RAY-RAY hanno la risposta.”. Purtroppo il video non può più essere riprodotto per qualche motivo, però ricaviamo altre informazioni dai diversi tag, in particolare uno ci offre la risposta definitiva a questo mistero: “Stolen Babies”, ossia il nome di un gruppo che ha collaborato con i RAY-RAY nella produzione della canzone “Push Botton” e indovinate chi è  il produttore e direttore dei video? Proprio lui: Raymond Persi. Quindi è probabilmente lui l’artefice dei video che circolano in rete dal 2005 e quasi sicuramente la storia dei costumi rubati è un falso o una messa in scena per fare pubblicità alla band Stolen Babies. Questo spiega anche il perché non è mai stata denunciata alla polizia la scomparsa dei suoi costumi.

Normalmente questo canale si occupa per lo più di esporre i diversi misteri e dare a voi la possibilità di risolverli. Questo caso è senz’altro un’eccezione ed è la dimostrazione che al di là di storie affascinanti e incredibili su UFO, fantasmi e criminali, a volte la verità è molto più banale di quello che sembra.

 

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Pubblicato da su 26 gennaio 2016 in Casi macabri e misteriosi

 

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Zigmund Adamski – Enigmi tra sparizioni e UFO

Zigmund Adamski – Enigmi tra sparizioni e UFO

Quante volte ci è capitato di sentire notizie in cui persone scompaiono misteriosamente senza lasciare traccia. Ossessive sono le indagini che vengono svolte nei giorni, mesi e a volte anni seguenti. Queste misteriose sparizioni il più delle volte sono messe in atto dalla crudele mano dell’essere umano e sono rari i casi in cui le indagini si concludono nel migliore dei modi. Purtroppo quasi la totalità di queste sparizioni rimane un vero e proprio rompicapo, nonché un mistero destinato a rimanere tale per sempre. La storia che vi stiamo per raccontare ha a che fare esattamente con questa categoria di sparizioni, la sparizione di Zigmund Adamski rimane sicuramente ancora ad oggi una delle più contorte ed enigmatiche della storia.

Zigmund Jan Adamski era un minatore che viveva a Tingley, una piccola cittadina dello Yorkshire, nei pressi di Wakefield. Polacco di nascita, viveva in Inghilterra dal 1960 insieme alla moglie Leokadia Kowalska, conosciuta anche come Lottie, la quale soffriva di sclerosi multipla. Zigmund e Leokadia, sposati da quasi 30, erano una coppia perfettamente normale e senza pretese. Tutto ciò rese la scomparsa e la successiva morte di Zigmund un mistero, nonché un vero e proprio rompicapo per gli investigatori. Collegamenti con strane storie riguardanti UFO arricchiscono inoltre questa storia ancor più di fascino e mistero. Alle tre e mezza di pomeriggio del 6 giugno 1980, il 56enne Zigmund uscì di casa a piedi per acquistare delle patate in un negozio vicino. Mentre lasciava l’abitazione salutò anche il vicino di casa che lo vide allontanarsi in direzione del negozio. Tutto sembrava esattamente come doveva essere quel pomeriggio di estate, ma il signor Adamski non venne mai più visto… Vivo… E per cinque giorni le sue sorti rimasero un mistero.

Cinque giorni dopo, mercoledì 11 giugno, venne rinvenuto il suo corpo privo di vita disteso sulla cima di un mucchio di carbone, poco distante da un deposito di carbone nei pressi di una linea ferroviaria a Todmorden, a pochi chilometri dall’abitazione della vittima. La macabra scoperta venne fatta alle 3:45 di pomeriggio da Trevor Parker, il figlio del proprietario del deposito. Venne subito allertata la polizia e sul posto giunse l’ufficiale Alan Godfrey che, insieme a un collega, procedette ad esaminare la scena del crimine. Fin da subito si scopre qualcosa di strano: il corpo era stato trovato alle 15:45, mentre la chiusura del deposito era avvenuta alle 11:00. Quella si trattava di una zona altamente trafficata, quindi era impossibile che il cadavere si trovasse lì quel mattino, dunque Alan giunse alla conclusione che il corpo doveva essere stato scaricato lì per forza tra quelle quattro ore. Un primo esame sul corpo di Adamski constatò che probabilmente era morto a causa di un attacco cardiaco, ma ciò che aumentava il mistero erano degli strani segni di bruciatura presenti sul collo e sulle spalle, coperti da una strana sostanza gelatinosa che, a seguito di analisi, risultò composta da una materiale sconosciuto. Tutto si complica ulteriormente quando vengono controllati i vestiti: l’uomo è perfettamente vestito, ma non indossa la maglia, rimossa probabilmente da qualcuno. Ciò fece pensare che questo qualcuno l’abbia spogliato e rivestito senza accorgersi della mancanza. A sostegno di quest’ipotesi c’erano anche le scarpe allacciate al contrario, il giubbotto abbottonato non correttamente e la patta dei pantaloni aperta. Sui suoi vestiti, inoltre, non vi era alcuna traccia di polvere, fatto molto strano per un corpo lasciato in un deposito di carbone. Difatti tutt’intorno, per centinaia di metri, il suolo è ricoperto di polvere nerastra. Adamski sembrava completamente fuori luogo, come se fosse riapparso lì, su quella pila di carbone, dal nulla. A conferma di tutto ciò vi era anche la totale mancanza di tracce di carbone sotto le dita o sulla pelle, segno che l’uomo non si era arrampicato volontariamente su quella pila di carbone. Le stranezze però non erano finite qua e i medici legali che esaminarono il cadavere nei giorni successivi rimasero decisamente perplessi. Si scoprì che Adamski, nonostante fosse scomparso per ben cinque giorni, non soffrì né la fame né il sonno. Il corpo non presentava nessun segno di violenza, fatta eccezione per le bruciature sul collo e sulle spalle. I medici confermarono che morì per un arresto cardiaco tra le 11 di mattino e l’una del giorno del ritrovamento, mentre quelle strane bruciature vennero fatte un paio di giorni prima. Una delle cose più strane però la troviamo nell’aspetto dell’uomo avvolto in una terribile smorfia di terrore, come se fosse stato preda di una grande paura prima di morire, ma sul volto di Adamski c’era un’altra stranezza: la lunghezza della barba. Questa infatti non coincideva, era cresciuta troppo poco, come se il giorno prima del ritrovamento la vittima avesse avuto modo di radersi, cosa abbastanza difficile da credere se veramente l’uomo era stato rapito da qualcuno.

Sembrava che non vi fosse alcuna ragione per l’improvvisa scomparsa di Adamski. Venne riferito anche che il giorno dopo la sua scomparsa sarebbe dovuto partire per partecipare a un matrimonio di famiglia, evento a cui non vedeva l’ora di partecipare. Tuttavia, a seguito di un’indagine avvenuta nel 2005 per conto della BUFORA, la British UFO Research Association, in base alle testimonianze raccolte all’epoca del caso, sembrava che Adamski non avesse alcuna intenzione di partecipare al matrimonio previsto a causa di tensioni familiari con altri due invitati, marito e moglie, che avevano ottenuto contro di lui un ordine restrittivo. Si credette dunque che proprio queste due misteriose persone siano state gli artefici del rapimento, rinchiudendo Adamski in un capannone dove poi sarebbe stati colpito da un attacco cardiaco. Tutto questo potrebbe anche essere la spiegazione del mistero, d’altronde sentiamo spesso di famiglie in cui si consumano vere e proprie tragedie, anche ben più gravi di questa. Tuttavia dobbiamo chiudere non un occhio, bensì tutti e due per poter considerare chiuso il mistero con questa spiegazione, difatti sono parecchi i conti che ancora non tornano. Ad esempio da dove provenivano quegli strani segni di bruciatura sul corpo? Che cos’era quella sostanza sconosciuta che ricopriva quei segni? Inoltre, che senso aveva per i rapitori spogliare il corpo per poi rivestirlo? Tutte domande a cui moltissime persone oggi rispondono con un’unica parola: alieni!

Proprio gli anni 80 furono teatro di numerosissimi avvistamenti UFO in Inghilterra e Todmorden era considerato un vero e proprio hotspot. Il primo a mettere in gioco gli extraterrestri fu lo stesso Alan Godfrey, l’ufficiale di polizia che per primo arrivò sulla scena, che alcuni mesi prima, secondo la sua descrizione, venne addirittura rapito da entità aliene. Il 28 novembre 1979, a notte fonda, Godfrey viene inviato dal distretto ad indagare su una mandria di mucche sparita nel nulla. Alle 5:00 del mattino sta guidando lungo la Burnley Road A646 di Todmorden, a circa un chilometro e mezzo dal deposito di carbone, quando vede qualcosa ai bordi della strada. A prima vista sembrava trattarsi di un autobus a due piani uscito dalla carreggiata, così l’agente accese le sirene deciso ad andare a controllare ed eventualmente prestare aiuto. Una volta avvicinato però la paura prese il possesso del suo corpo. Di fronte a lui c’era un disco volante che aleggiava ad un metro da terra, emettendo una debole luce e nessun rumore, la forma ricordava vagamente un diamante, con la parte superiore fissa e quella inferiore che ruotava lentamente su sé stessa. Spaventato, corre a chiedere aiuto via radio, ma questa non funziona, così come la sua automobile di pattuglia.  Poi, d’improvviso, si ritrovò a decine di metri dal luogo dell’incontro. Il fatto strano è che erano passati 45 minuti senza che Godfrey se ne accorgesse, l’uomo aveva avuto un buco temporale di oltre mezz’ora. Confuso per quello che era successo, per essere certo di non essere impazzito, decise di tornare sul luogo dove avvistò lo strano oggetto, ma una volta giunto scoprì solo un’enorme chiazza asciutta nel bel mezzo della strada bagnata dalla pioggia. Dopo alcuni attimi di terrore, Godfrey tornò alla stazione di polizia dove, con l’aiuto di alcuni colleghi, partì nuovamente alla ricerca della mandria di mucche sparite. Infine la trovarono in un campo il cui unico accesso era un cancello chiuso a chiave e anche se aveva piovuto da poco, non c’era nessuna impronta sul terreno fangoso. Come con Adamski, la mandria di mucche sembrava riapparsa dal nulla. Il giorno seguente Godfrey fece rapporto su quanto accaduto e scoprì che una persona quella sera aveva allertato la polizia di Todmorden perché, mentre stava guidando sulla stessa strada, vide una luce bianca volteggiare a qualche chilometro di distanza. Una settimana dopo la vicenda di Godfrey trapelò alla stampa che contribuì a diffonderla. Tutto ciò causò grande imbarazzo per la polizia e Godfrey venne infine allontanato e sollevato dal suo incarico.

Godfrey decise di sottoporsi a un’ipnosi regressiva sotto la supervisione della BUFORA. Sotto ipnosi raccontò i tipici avvenimenti dei rapimenti alieni, come una luce brillante avvolgere la sua auto. Disse che si ritrovò in una stanza arredata come in una qualsiasi casa, c’era un cane nero e un uomo con la barba accompagnati da due piccole figure simili a dei robot. L’uomo con la barba gli comunicò per via telepatica dicendo di chiamarsi Yosef e che lui e Godfrey si conoscevano già. Godfrey continuò il racconto dicendo che il misterioso uomo lo invitò a sdraiarsi su un tavolo dove i robot gli tolsero le scarpe. Vennero posti degli strumenti sulle sue gambe e braccia provocandogli un grosso fastidio, inoltre un cattivo odore penetrò le sue narici. Oltre a quest’esperienza, sembra che Alan Godfrey abbia avuto una vita colma di strane esperienze. Da bambino vide una palla di luce apparire nella sua camera da letto. Nel 1965, all’età di 18 anni, mentre stava tornando a casa con la sua ragazza verso le 2 del mattino, vide una donna con un cane camminare in mezzo alla strada e quando scese dall’auto per verificare le condizioni della donna, non c’era più nessuno. All’arrivo a casa si rese conto che sia lui che la sua ragazza avevano un buco temporale di due ore. Godfrey disse inoltre di aver già visto in più occasioni quel cane nero che descrisse durante l’ipnosi regressiva e che non era altro che un cane che viveva nei pressi della sua proprietà, morto però due anni prima del suo presunto rapimento. Uno degli aspetti più sinistri di questo rapimento è che qualche tempo dopo venne vista una persona distribuire volantini nella zona con l’annuncio dell’omicidio di Alan Godfrey. La polizia venne subito allertata, ma di quella persona non vi era più traccia.

Ritornando alla morte di Zigmund Adamski, l’inchiesta venne abbandonata quello stesso anno e ci fu immediatamente un giro di vite sulle notizie che trapelavano proibendo anche alla stampa di parlarne. Molti anni dopo, nel 1993, James Turnbull, il medico che esaminò il corpo di Adamski, disse che quel caso l’aveva estremamente disorientato e affermò di non escludere l’ipotesi UFO. Col senno di poi, l’autunno del 1980 sembra essere stato un momento importante nella storia dell’ufologia, che porta fino a eventi straordinari come quello della foresta di Rendlesham. Alieni o no, questa sparizione rimane una delle più misteriose e a tratti inquietanti della storia.

 
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Pubblicato da su 18 gennaio 2016 in Contatti exraterrestri

 

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