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Sette e Culti – Le organizzazioni più terribili della storia

30 Dic
Sette e Culti – Le organizzazioni più terribili della storia

Quando si entra a far parte di una setta religiosa o di un  culto, non si è più in grado di pensare con il proprio criterio, ma si è preda di un indottrinamento vero e proprio. Tutto ciò che non è inerente alle regole o al credo che viene inculcato all’interno della setta, viene automaticamente visto come una minaccia, mentre i leader di questi movimenti sono visti più come degli esseri di natura trascendentale che degli essere umani. Le sette posso raggiungere gradi di pericolosità tali da poter essere dichiarate organizzazioni terroristiche. Infatti un’adesione irrazionale, esasperata e incondizionata ad un credo religioso o politico spesso e volentieri sfocia in attacchi di violenza verso qualunque posizione che sia diversa dalla loro. In questo video ripercorreremo insieme alcune delle organizzazioni che negli anni si sono distinte per atti cruenti e abominevoli.

// I BAMBINI DI DIO //

Il culto “I Bambini di Dio” è stato fondato nel 1968 a Huntington Beach, in California, da un ex pastore di nome David Brandt Berg, noto ai suoi seguaci con gli appellativi di Mosè David, il re Davide o addirittura Papà o Nonno. Questo culto poteva  inizialmente sembrare innocuo dato che si basava sulla cristianità e sui movimenti hippy che in quegli anni si erano diffusi con tanta forza in tutto il mondo, ma in realtà questa setta è stata una delle più orrende che si siano mai viste. I valori che venivano inculcati nelle menti dei suoi fedeli devoti erano per lo più sulla libertà sessuale, in particolar modo secondo la loro visione contorta era del tutto normale avere dei rapporti sessuali con minori. Secondo la setta i bambini venivano “inizializzati all’amore divino che regna sulla Terra per volere di Gesù”, testuali parole dei loro insegnamenti. Alcune delle regole di cui si ha una documentazione dicono che l’incesto era del tutto naturale all’interno della setta, infatti lo stesso David Berg commise questo lurido atto con sua figlia di appena sette anni. I membri di questa setta praticavano orge e altri atti depravati come un vero e proprio culto religioso, inoltre avevano una tattica infallibile quando si trattava di attirare nuovi membri. Questa tecnica chiamata “flirty fishing” consisteva nell’attirare i malcapitati, per lo più uomini, attraverso la sensualità dei loro membri in locali alla moda o in discoteche. Così i boccaloni venivano avvicinati alla setta da altri membri attraverso il sesso. Se, per un rigurgitò di moralità, si rifiutavano di collaborare venivano ricattati per i loro atti deplorevoli con minori, cosa che spesso accadeva soprattutto ai politici.

L’organizzazione contava su una quantità massiccia di soldi non soltanto dalle donazioni più o meno volontarie, ma soprattutto perché i suoi membri facevano prostituire le loro donne e i bambini. Proprio come avete sentito, molti dei bambini nati nella setta venivano fatti prostituire nel nome di Gesù e dell’organizzazione. Pensate che questo movimento era arrivato anche in Italia nel 1971 e la sua rapida diffusione è stata oggetto di attenzione in particolare a Roma e Milano da parte di giornalisti e della polizia, tanto che nel 1979 tredici persone vengono arrestate nella discoteca “Ok Club” di Roma per sfruttamento della prostituzione legati al “flirt fishing” finalizzato ad attirare membri nella setta. È senz’altro incalcolabile la mole di danni psicologici e fisici subiti dai bambini che hanno conosciuto questa terribile realtà e non ci deve sorprendere se molti di loro sono diventati dei tossici, delinquenti o addirittura si sono suicidati. Nel 2007 Celeste Jones, attraverso un libro, ha raccontato la sua terribile esperienza vissuta insieme alle sue sorelle e di come per 25 anni, da quando lei ne aveva solo quattro, è stata sfruttata come oggetto sessuale dalla setta della quale facevano parte i suoi genitori, coloro che l’avevano condannata a vivere tale inferno. Oggi questo gruppo si chiama “Family International” ed è guidato da Karen Zerby, l’ex moglie del fondatore David, e conta con più di 10.000 membri attivi in tutto il globo terrestre, in Italia la sede principale si trova a Villafranca di Verona.

// I DAVIDIANI //

Possiamo dire che questa setta è nata dalla scissione della chiesa cristiana avventista del settimo giorno avvenuta nel 1930 e dopo diverse rifondazioni e ramificazioni avvenute negli anni 50, è nata l’Associazione davidiana avventista del settimo giorno. Alcuni dei suoi membri infatti volevano riformare la chiesa avventista concentrandosi soprattutto sull’apocalisse e sulla fine del mondo. Predicavano circa le profezie bibliche sul giudizio universale e che tali profezie erano vicine dall’avverarsi. I Davidiani quindi volevano una restaurazione del regno davidico di Israele della Bibbia prima della seconda venuta di Cristo sulla Terra. Come ogni nuova fondazione religiosa avevano un nuovo profeta: Vernom Howell, il quale cambiò successivamente nome in David Koresh. Egli è stato per un ramo dei davidiani l’unico e vero rappresentante della parola di Dio in Terra, era il leader indiscusso del gruppo. Una volta che le persone entravano a far parte di questo gruppo venivano privati di tutti i mezzi materiali di indipendenza personale come denaro o altri beni. Koresh aveva un certo fascino e una disinvoltura tale che i membri invece di analizzare con logica gli insegnamenti, semplicemente imparavano ad udire e ubbidire quello che diceva Koresh, qualunque parola fluisse dalla sua lingua era pura verità divina. Koresh, approfittando di tale situazione, diventava sempre più ricco e illuminato dinanzi ai suoi fedeli che attaccavano duramente chi osava contraddire i suoi insegnamenti o addirittura chi minava la sua autorità. Verso la fine degli anni 80′ David Koresh, ormai logorato dai deliri di onnipotenza, cercò di prendere il controllo anche di altri rami della setta controllati da altre persone. In particolare nel 1987 si introdusse presso la Mount Carmel Center con alcuni dei suoi seguaci muniti di armi automatiche e fucili di grosso calibro per prendere il controllo della sede, allora capeggiata da George Roden. Ci fu una sparatoria da entrambi i lati e diversi feriti. All’arrivo della polizia David venne arrestato e accusato di tentato omicidio, ma le accuse caddero in tribunale e successivamente riuscì a prendere controllo anche della Mount Carmel Center. Questo è stato solo l’inizio di una fine che sarà a dir poco drammatica e che per molti anni sarà descritta come il più grande massacro mai avvenuto sul suolo americano.

Accusata dagli altri rami dei davidiani, questa setta venne dichiarata illegale e oggetto di indagine soprattutto per possesso di armi da fuoco e pedofilia fra i suoi membri. Così nel 1993 David e i suoi seguaci ormai braccati anche dalle autorità, in particolare dal BATF, il dipartimento di Alchol, tabacco e armi da fuoco, dovette rifugiarsi presso il ranch di Waco nel Texas. Le autorità circondarono la residenza e attraverso un impiego massiccio di forze speravano nella resa dei suoi membri. Il braccio di ferro fra le autorità e i davidiani durò circa 51 giorni. Il 19 aprile del 1993, dopo un’irruzione da parte delle forze speciali, ci fu una sparatoria e poco tempo dopo ci furono esplosioni violentissime. 85 persone, tra cui 17 bambini di età inferiore a 10 anni commisero un suicidio collettivo appiccando anche un incendio. Presto il ranch venne divorato dalle fiamme e di quelle persone non rimase null’altro che parti carbonizzate. Un dettaglio alquanto macabro è che le forze dell’ordine avevano tolto l’acqua per giorni in tutta la zona così da costringere i davidiani a uscire e quando divampò l’incendio non poterono far altro che guardarli bruciare perché non c’era acqua per spegnere l’incendio.  Si sa che il destino è sempre ironico e condito da un umorismo molto nero.

// IL TEMPIO DEL POPOLO //

Questa setta per molti aspetti ricorda quella precedente, ma questa è stata senz’altro quella che ha causato più danni e vittime fra i suoi membri. La chiave per comprendere bene questa storia coincide con il suo fondatore stesso, il reverendo Jim Jones. Jones nacque a Lynn nel Ohio nel 1931 e fin da giovane assisteva in chiesa e studiava le scritture sacre e la Bibbia che lo aveva accompagnato per buona parte della sua formazione come persona. Studiò pedagogia all’università dell’Indiana e all’età di 21 anni iniziò a fare il pastore alla Somerset Methodist Church di Indianapolis. Le sue prediche erano basate per lo più sull’integrazione sociale e sull’uguaglianza dei diritti fra bianchi e neri in America. Inizialmente le sue prediche ebbero poco successo dato che in quegli anni buona parte della popolazione bianca odiava i neri e persino in chiesa non li volevano vicini, così nel 1954 Jones fondò la sua chiesa con i suoi insegnamenti e le sue idee. La parte triste di questa vicenda è che forse Jones aveva buone intenzioni almeno all’inizio e predicava le sue idee sull’uguaglianza fra le persone libere di questo mondo. Anche se le sue intenzioni erano buone però la sua incapacità di gestire una situazione che nemmeno egli stesso riusciva a comprendere del tutto si dimostrerà disastrosa.

Verso la fine degli anni 60 riuscì a raccogliere una quantità notevole di fedeli e a trasferirsi con tutti loro in California, dove all’epoca le idee nuove, soprattutto quelle socialiste, erano più accettate che altrove negli Stati Uniti. Questo è stato probabilmente il periodo più glorioso per questa setta, in California trovarono l’ambiente giusto e fertile dove poter predicare le loro idee socialiste e cattoliche, ma poco a poco le cose sfuggirono di mano sia a Jones che ai suoi fedeli. Iniziarono a circolare storie su di lui come un guaritore onnisciente, una persona in grado di vedere il futuro e un leader che avrebbe guidato tutti verso la salvezza e la purificazione delle anime. Mentre i fedeli aumentavano, la fama iniziava a consumare Jones e in diversi episodi di delirio dinnanzi ad una folla, disse che era stato scelto dal destino per essere Dio in persona. I suoi fedeli iniziarono a diventare violenti nei confronti di chi lo chiamava ciarlatano o falso profeta, così lo stesso Jones divenne paranoico e vedeva nemici dovunque; lo stato, le autorità e altre persone non aderenti alle sue idee socio spirituali. Addirittura per convincere i propri fedeli che erano perseguitati e che solo lui poteva salvarli mise in scena diversi auto-attentati, di cui uno in particolare dove una banda di motociclisti sparava contro la sua persona ad un raduno e lui riusciva a cavarsela senza un graffio. Più lui dava segni di squilibrio mentale più i suoi fedeli lo vedevano come un salvatore e questo circolo vizioso si chiuderà nel peggiore dei modi possibili.

Verso la prima metà degli anni 70 Jones proiettava spesso e volentieri davanti a tutto il suo gregge i titoli di diversi giornali; cronaca nera che riguardava la morte di afroamericani ed episodi di razzismo. Cercava di convincere a tutti i costi i suoi sostenitori che ormai erano in guerra con la società fuori dalle porte del tempio. I suoi fedeli iniziarono così a portare armi, giravano sempre in compagnia e diffidavano di chiunque non fosse un affiliato al tempio del popolo. Addirittura Jones a un certo punto getterà per terra la sua Bibbia perché piena di insegnamenti che non permettevano la lotta al male come per esempio “porgere l’altra guancia” a chi ti ha fatto un torno, dichiarando che sono delle falsità per rendere impotente qualunque tentativo di ribellione contro il sistema, a quel punto senza più delle scritture da seguire, Jones era diventato la parola e il volere di Dio in terra e coloro che non erano d’accordo con lui venivano visti come traditori o disertori della giusta causa, quindi dei nemici da perseguitare. Il potere economico e politico che quest’uomo aveva verso la metà degli anni 70 era impressionante, tanto da attirare l’attenzione dei servizi segreti. I primi disertori ormai esausti delle sue follie iniziarono a parlare delle sue costanti allusioni a una guerra razziale e che molte delle guarigioni miracolose messe in scena erano per poter controllare il suo gregge e poterlo manovrare con facilità. Visto che l’atmosfera si era fatta pesante per la setta, nel 1977 i membri si trasferiscono a Guyana, in Sud America. Nella giungla sperduta di questo paese venne eretto Jonestown, ossia un piccolo centro con delle case e un tempio destinato a contenere circa 1000 persone.

Completamente uscito di senno Jones dichiarò che questa era la terra promessa e ordinò esplicitamente che chiunque cercasse di minare la sicurezza del gruppo doveva essere eliminato all’istante. Parole che saranno la loro stessa sentenza di morte. Infatti poco tempo dopo nel 1978 venne inviato il deputato del congresso Leo Ryan a Jonestown per verificare le condizioni in cui vivevano i cittadini americani e perché aveva ricevuto diverse richieste di aiuto da parte di alcuni parenti dei membri rimasti in California, dichiarando che quelle persone si trovavano in pericolo di morte. Al suo arrivo però nessuno parlò male della setta e molti di loro si erano dimostrati ostili nei suoi confronti mentre in altri semplicemente si disegnava la paura nei loro occhi, paura di non poter parlare. Consapevole che ormai quella era una situazione difficile e pericolosa, decise di ripartire il prima possibile per riferirlo ai suoi colleghi del congresso e poter intervenire, ma proprio prima di partire, in molti implorarono il suo aiuto per poter abbandonare Jonestown. In quel momento i seguaci più fedeli ricordarono le parole del suo profeta, ossia “eliminare i traditori”, così un gruppo di uomini muniti di armi d’assalto bloccarono l’aereo sulla pista di atterraggio e iniziarono a sparare contro i giornalisti e contro il deputato. Leo Ryan mori per un colpo alla testa.

Per quanto possa sembravi incredibile il vero e proprio massacro non era ancora cominciato. A Jonestown ormai tutti erano consapevoli del destino inesorabile che li attendeva. Jones in un ultimo, delirante e contorto discorso disse che era giunta l’ora del suicidio rivoluzionario, erano pronti a raggiungere il creatore e che questo mondo non era ancora pronto per loro. In questo modo più di 900 persone fra adulti, anziani e bambini quello stesso giorno presero un cocktail letale composto da cianuro di potassio… Le persone cadevano a terra in preda a convulsioni e con schiuma alla bocca, si sentivano urlava soffocate e si vedevano famiglie che si tenevano strette in un intenso e doloroso abbraccio finale. Tutto quest’orrido spettacolo si materializzava in quel tempio mentre di sottofondo si sentivano i discorsi deliranti del loro profeta. Alla fine Jones si suicidò con un colpo di pistola alla testa. Quando le autorità arrivarono sul luogo era troppo tardi, centinaia di persone erano sparse sul suolo di quella giungla sperduta… Una visione orribile quanto triste. Questo tragico evento è ancora ricordato oggi come il più grande suicidio di massa della storia.

Questi sono solo alcuni degli esempi a cui può portare il fanatismo verso una persona o religione. Purtroppo ci sono ancora migliaia di storie da raccontare riguardo questi temi, molte delle quali più recenti e tetre.. Questa volta non vi chiederemo se vi è piaciuto il video, vi chiederemo invece di riflettere e di comprendere che il fanatismo religioso, politico o di qualunque natura esso sia, non può che essere dannoso per voi e per coloro che vi stanno intorno. Le persone libere non hanno bisogno di seguire nessuno se non le proprie idee rispettando quelle delle altre persone e se ognuno di noi imparasse a vivere in pace con se stesso allora potremmo farlo anche con gli altri e forse questo mondo potrebbe diventare un luogo più bello e sicuro in cui vivere.

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1 Commento

Pubblicato da su 30 dicembre 2015 in Casi macabri e misteriosi

 

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Una risposta a “Sette e Culti – Le organizzazioni più terribili della storia

  1. Luciferum

    31 dicembre 2015 at 18:02

    Grandissimo!

     

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