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Archivio mensile:ottobre 2015

Terrore in Francia – La bestia del Gévaudan

Terrore in Francia – La bestia del Gévaudan

Secondo una recente stima, nel mondo esistono circa 9 milioni di specie diverse di animali e ogni anno ne vengono scoperte di nuove. Come abbiamo già detto in molti altri dei nostri video l’uomo conosce meglio la superficie della Luna che gli abissi del nostro pianeta e chissà quante specie di animali devono essere ancora scoperte. Nel corso dei secoli sono state migliaia le testimonianze di persone che giurano di aver visto animali non confermati dalla scienza, chiamati criptidi, e tra questi il più famoso e di certo il Bigfoot, detto anche sasquatch. Esso è una creatura scimmiesca che dovrebbe vivere nelle foreste dell’America Settentrionale. Segnalazioni della sua presenza sono arrivate da diverse parti del continente ma sembra che il Bigfoot sia concentrato nei due stati americani di Washington e Oregon. Un altro famoso criptide è il mostro di Loch Ness, chiamato anche Nessi, di cui ad oggi esistono che delle foto vecchie di bassa qualità, ma molti sostengono che si tratti di uno o più esemplari di plesiosauro o di elasmosauro sopravvissuti in qualche modo all’estinzione. Un criptide apparso recentemente è il Ningen, una creatura nominata per la prima volta nel 2007 con una serie di post pubblicati sul forum giapponese 2channel a seguito di molteplici avvistamenti avvenuti nella regione Antartica. Nelle descrizioni viene riportato che la creatura possegga una faccia, e in alcuni racconti si dice che presenti arti come braccia e mani, esse sono estremamente grandi, circa 20-30 metri, mentre la pigmentazione è di un bianco pallido. Ad oggi non esiste ancora nessuna conferma dell’esistenza del Ningen, ma come la storia insegna non bisogna mai escludere nulla, pensate che solo fino a qualche secolo fa si pensava che il Gorilla non esistesse veramente e quando ancora questo animale era solo un mito, in Francia giravano strane storie su un’inquietante creature: la bestia del Gévaudan.

La Bestia del Gévaudan è una creatura mitica che è stata ritenuta responsabile di almeno 100 morti in Francia negli anni 60 del 18esimo secolo, alcuni rapporti alzano questo bilancio a oltre 200 casi di decesso. Diverse rappresentazioni tradizionali di questa bestia mostrano una grande varietà di caratteristiche fisiche attribuite a questo mostro. Se ci fosse un vero animale dietro questi avvistamenti e segnalazioni, è di certo oscurato da una grande quantità di folklore e storie che lo hanno mitizzato. La gente del posto credeva che fosse un lupo mannaro oppure uno stregone che aveva mutato il proprio aspetto in un predatore mostruoso per nutrirsi di carne umana. Si pensava che la bestia fosse immune ai proiettili finché un giorno la gente provò a ucciderla utilizzando proiettili d’argento. Le descrizioni della bestia variano talmente tanto che la maggior parte dei ricercatori credo che ci dovevano essere almeno due creature diverse, sempre che il panico delle persone non abbia ingigantito il problema. Il colore della pelliccia era particolarmente variabile, a volta era rosso con una larga chiazza grigia, oppure rosso con delle leggere striature ai lati del corpo. Altre volte aveva macchie bianche e nere cosparse su tutto il corpo senza alcuna traccia di rosso. Solo raramente aveva colori che non includessero il rosso, il bianco o il nero. Se però sommiamo tutte le descrizioni differenti cercando di creare una creatura composta da quelle caratteristiche descritte dalla maggior parte della gente, la Bestia del Gévaudan sarebbe di sicuro un quadrupede delle dimensioni di un cavallo. Ad alcuni testimoni ricordava un orso, una iena e un lupo fusi insieme. Ha un muso lungo come quello di un lupo o maiale cosparso di grandi denti. Le orecchie sono così piccole e rotonde da aderire quasi alla testa. Il collo è lungo e grosso e la coda assomiglia a quella di una pantera, ma così forte da usarla quasi come arma uccidendo le persone con un solo colpo. Le zampe della bestia sono le più difficili da descrivere, alcuni dicono che gli artigli sono così pesanti e spessi che ricorderebbero degli zoccoli. Dal momento che non sembrano esserci più avvistamenti di questa bestia in Francia o un qualsiasi precedente storico di animali simili in quella zona prima del 1760, questa creatura è molto difficile da affrontare per i criptozoologi. La maggiorparte degli animali mitici che vengono presi sul serio hanno una sorta di storia la quale indica che poteva esserci un’intera specie di quella creatura, ma gli animali che hanno fatto la loro comparsa solo qualche volta sono difficili da gestire. D’altro canto tutte le prove disponibili sembrano indicare che, se la bestia era reale, ce n’erano almeno due! Alcuni ipotizzano che la Bestia del Gévaudan fosse un ibrido di più animali non originari della Francia dell’epoca e che poi fosse emigrato proprio nel territorio francese. Molti invece suppongono che queste creature vivessero segretamente in Francia fin da tempi antichissimi. Sarebbe bello essere in grado di dichiarare che la Bestia del Gévaudan non era nient’altro che una iena, un orso, un leone fuggito o qualcosa di simile, ma per farlo dovremmo ignorare tutte le testimonianze e le descrizioni. Naturalmente, in questo caso molte testimonianze sono così fuori dal comune da rasentare il soprannaturale, molti infatti credevano che la bestia fosse immortale dato che venne dichiarato più volte che era stata uccisa, ma puntualmente compariva per mietere altre vittime. Se però accettiamo le descrizioni che combaciano, si deve riconoscere che la creatura descritta non coincide con nessun animale conosciuto. Sicuramente corrisponde alla fusione di una serie di animali quali la iena, il lupo e la pantera. Tutto ciò è un vero e proprio puzzle.

La vicenda ebbe inizio nell’aprile del 1764, quando una ragazza fu attaccata da un predatore poi messo in fuga dall’intervento delle mucche che stava portando al pascolo. La giovane descrisse la bestia come un enorme lupo, dalla peluria folta e nera, con due grandi canini laterali. Solo qualche mese dopo la bestia fece la sua prima vittima: una ragazza quattordicenne. Ma è nell’autunno di quello stesso anno che la bestia compì una vera e propria strage, infatti oltre 15 persone tra bambini e donne vennero uccisi e chiunque si trovava nella zona di quella carneficina, poteva trovare arti mozzati, teste decapitate e cadaveri mezzi divorati. Gli attacchi della creatura erano rivolti principalmente alle donne e ai bambini, in quanto erano prede molto più facili perché opponevano poca resistenza e perché erano loro che portavano al pascolo il bestiame all’infuori dei villaggi, sulle colline. Le caratteristiche mostruose di questo animale che mano a mano diventavano sempre più varie, e i suoi massacri incessanti ne hanno fatto molto velocemente una bestia straordinaria, diabolica e invulnerabile, forse dotata di poteri paranormali. Queste descrizioni alimentavano la leggenda sulla creatura. Nelle case si comincia a parlare della bestia e il terrore si sparse velocemente nell’est del Gévaudan. Col moltiplicarsi degli attacchi e dei morti, il governo francese inviò in questa regione uno squadrone di 56 cavalieri che effettivamente avvistarono più volte la bestia senza però riuscire mai a ucciderla. Nel 1765 il Re di Francia Luigi XV inviò un famoso cacciatore di lupi, il nobile normanno d’Enneval, nel Gévaudan. Questi condusse numerose battute di caccia, dichiarando infine di aver ucciso la creatura anche se qualche mese dopo altra gente fu uccisa dalla bestia. Questo però non fu l’unico caso in cui la bestia veniva dichiarata morta per poi ricomparire con nuove carneficine, molti cacciatori infatti pensavano di aver ucciso la bestia, ma tutte le volte si trattava semplicemente di un lupo. Passarono gli anni e si arrivò al giugno del 1767 quando un certo Jean Chastel uccise probabilmente la vera bestia una volta per tutte, in quanto dopo non ci furono più attacchi né vittime.

A fronte di molte testimonianze scritte e tramandate oralmente siamo certi che qualcosa ha commesso una serie di brutali omicidi nel Gévaudan tra il 1764 e il 1767, la vera domanda è quindi: chi o cosa ha commesso quelle stragi? Un felino, ad esempio una tigre, una pantera o un leone sfuggito a uno zoo o a un circo? Un lupo di notevoli dimensioni? Una grossa lince?  Un animale ibrido? La teoria più accreditata è che la bestia fosse un ibrido troppo cresciuto di più animali. Alcuni pensano potesse trattarsi si una coppia di tigri del Caucaso, tigri preistoriche estinte ma che corrispondo alle descrizioni della bestia sia come dimensioni, fauci e per il colore del lungo manto striato. Ovviamente anche in questo caso non mancano le teorie più fantasiose. Non è escluso infatti che si trattasse di un serial killer che si travestiva da bestia, oppure un umanoide dotato di pelliccia, con denti acuminati e abitante delle grotte del Gévaudan. Un essere non di questo pianeta? Una copertura per una strage ordinata da Re Luigi XV? Tante domande e poche risposte circondano il mito della bestia del Gévaudan.

 
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Pubblicato da su 21 ottobre 2015 in Casi macabri e misteriosi

 

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Il mondo dell’occulto – Leggende e rituali esoterici

Il mondo dell’occulto – Leggende e rituali esoterici

Da sempre il mondo del soprannaturale attira diversi amanti dell’occulto e del mistero. Questo mondo però è pericoloso, per esempio abbiamo visto diversi casi con la tavola Ouija in cui coloro che osano avventurarsi in questo rituale vengono perseguitati dai cosiddetti spiriti demoniaci e nei casi più estremi può condurre i malcapitati alla follia o addirittura alla morte. La Tavola Ouija però non è l’unico modo di entrare in contatto con queste presenze oscure e mistiche, ci sono altri riti in tutto il mondo che da secoli vengono utilizzati per comunicare con gli spiriti. In questo video parleremo di alcuni di questi riti ma non vi consigliamo di emularli se siete facilmente suscettibili e dalla psiche debole.

  • BLOODY MARY

Diffusa in tutto il mondo soprattutto in quello occidentale, la leggenda di Bloody Mary e il rituale che ne consegue rappresenta un pietra miliare in questo campo. Come spesso capita con le leggende, ci sono diverse versioni a seconda del luogo e il periodo in cui ci troviamo. Una delle prime versioni che si sono diffuse negli anni 70 negli Stati Uniti, narra di una giovane ragazza vissuta secoli or sono. Questa ragazza si chiamava Mary ed era affetta da una malattia incurabile, un giorno le sue condizioni peggiorarono così tanto che i medici la considerarono praticamente morta.  In quegli anni la medicina era precaria ma si conoscevano i casi di morte apparente che sono la conseguenza di estremi casi di cataplessia. Venne dunque seppellita con uno spago che legava le sue dita a un campanellino che arrivava fino alla superficie, così nella remota possibilità che fosse ancora viva e si svegliasse dentro la bara, i suoi famigliari ascoltando il rumore avrebbero potuto salvarla. Effettivamente Mary era ancora viva e quando riprese conoscenza dentro quella bara fredda e buia, in preda al panico con tutte le sue forze iniziò a urlare e a tirare lo spago, il tutto fu inutile perché quella notte ci fu una tormenta quindi il vento e i fulmini coprirono il tintinnio del campanellino. Nessuno ascoltò le sue urla e la sua disperazione. Il mattino seguente i familiari osservarono la sua tomba con lo spago rotto e il campanellino per terra e in fretta e furia disseppellirono Mary. Quando aprirono la bara si trovarono di fronte a un immagine che fece rabbrividire tutti i presenti. La ragazza era morta per soffocamento e sul suo volto, coperto di sangue, vi era stampata un’espressione indescrivibile frutto della disperazione, paura e odio. L’interno della bara era pieno di graffi e le unghie della ragazza erano conficcate nel legno, ma fu un particolare atroce ad attirare l’attenzione dei suoi familiari: vi era scritto il suo nome col sangue per tre volte. La ragazza nei suoi ultimi istanti di vita aveva lanciato una maledizione terribile che avrebbe ucciso chiunque avesse osato chiamarla, infatti più che la storia stessa è famoso il rituale di Bloody Mary. Tale rituale dice che per poterla invocare dovete essere da soli in casa con le tutte le finestre chiuse e le luci spente, successivamente dovete accendere una candela bianca e portarla davanti allo specchio, a questo punto guardando lo specchio dovete dire per tre volte Bloody Mary, Bloody Mary, Bloody Mary. Alla fine della terza volta la candela si spegnerà e quando la riaccenderete vedrete l’immagine di Mary riflessa sullo specchio. Ci sono due diversi finali del rituale: Verrete sfigurati e probabilmente uccisi dallo spirito di Mary oppure lei vi sussurrerà all’orecchio il vostro futuro. Ovviamente come abbiamo detto all’inizio si tratta solo di una leggenda… Oppure no, chissà se volete davvero scoprilo.

  • CHARLIE CHARLIE

Per parlare di questo rituale rimaniamo nel continente americano ma ci spostiamo verso sud dove esistono tanti rituali tradizionali legati all’occulto e alla morte. A differenza di ciò che si potrebbe pensare però i diversi popoli che compongono il continente vedono il soprannaturale e la morte come una componente importante del ciclo naturale dell’esistenza stessa, non li vedono come un tabù di cui avere paura, ma ne portano riverenza e rispetto. Sebbene queste popolazioni siano ancora molto legate alle tradizioni europee, sussistono ancora molti rituali precolombiani che nei secoli sono sopravvissuti e si sono fusi al cattolicesimo. Per esempio in Messico e in altri paesi centro americani il 2 di novembre si festeggia una festività nota come “El dia de los muertos” ovvero il giorno dei morti, una particolare festa dove le persone costruiscono dei piccoli altari dedicati ai propri cari che non ci sono più. Questi altari si trovano nei cimiteri o nelle case, quindi si preparano cibi e bevande che piacevano ai loro cari quando erano ancora in vita e si fanno diversi balli e preghiere, insomma un giorno in cui si ricorda con felicità i defunti e un ritrovo per i familiari per riflettere senza paura sulla morte e sulla vita. Potete quindi capire che in questo luogo particolare del mondo i riti con l’aldilà sono senz’altro una parte importante della cultura. Uno di questi riti che si pratica da diversi anni a questa parte è proprio l’ormai famigerato Charlie Charlie. Questo rituale divenne particolarmente famoso agli inizi del 2015 e spopolò in tutti i social network come Charlie Charlie Challenge. La leggenda narra che Charlie sia un’entità, alcuni dicono che si tratti del fantasma di un bambino di 14 anni morto molti anni fa in modo orribile, altri invece, per le esperienze che hanno vissuto e per le sensazioni che hanno provato durante il rituale, riferiscono che Charlie sia in realtà un demone e che entrare in contatto con lui non sia affatto piacevole. Per poter iniziare il rituale dovete prendere un foglio bianco e disegnate sopra due rette perpendicolari, successivamente scrivete la parola “si” e la parola “no” nei quattro spazi posizionati in questo modo poi si prendono due matite e si sistemano al centro della griglia, una in orizzontale e l’altra sopra in verticale a formare una croce . A questo punto il rituale vero e proprio può avere inizio, come prima domanda dovete chiedere a Charlie se si trova lì con voi. Charlie vi risponderà spostando la matita su uno dei quattro quadranti e se la risposta sarà positiva allora potrete fare altre domande, ricordate che nel formulare le domande dovete inserire la parola Charlie all’inizio. Attenzione! Una cosa molto importante è che per chiudere il rito dovete chiedere a Charlie se vuole finire la seduta e dovete aspettare una risposta positiva, fino ad allora è a vostro rischio e pericolo lasciare aperto uno di questi portali con l’altro mondo.

Don Aldo Bonaiuto, sacerdote ed esorcista, si è espresso riguardo a Charlie Challange dicendo: “Si tratta di una vera e propria seduta spiritica semplificata per bambini e adolescenti. Ai giovani raccomando di evitare nel modo più assoluto tali pratiche: non si può ‘giocare’ coi demoni senza aprire finestre difficili da richiudere nel mondo delle tenebre. Ci sarebbe da chiedersi quali menti occulte si nascondano dietro a tali invenzioni, soprattutto in considerazione del fatto che sono rivolte principalmente a un pubblico giovane e quindi facilmente influenzabile. Negli ultimi anni sono decine gli adolescenti che sono ricorsi alle cure ospedaliere a seguito di contatti con demoni o entità ultraterrene durante una seduta spiritica”. Effettivamente sono diverse le persone che hanno fatto questo rito e poi, forse in preda all’autosuggestione, hanno riportano di essersi sentiti male e di aver sentito voci strane o presenze aggirarsi nel buio delle loro stanze, mentre altri, in contrapposizione, dichiarano di non aver assistito in alcun modo a niente di paranormale. Se avete mai provato a fare la Charlie Charlie Challenge raccontateci la vostra esperienza nei commenti.

  • KOKKURI-SAN

Nella parte orientale del pianeta i racconti e le leggende che si narrano riguardanti il mondo dei non vivi sono fra le più interessanti e curiose. In particolare paesi come la Cina e il Giappone dimostrano di essere attratti maggiormente dall’occulto e dalle superstizioni. Proprio i nipponici probabilmente sono il popolo che più si è distinto negli anni con le sue svariate leggende e racconti di spettri. La Kokkuri-san ad esempio può essere considerata come la Ouija giapponese, con la differenza che lo spirito con cui si entra in contatto è quello di un animale. Il kokkuri infatti, secondo la tradizione giapponese è la combinazione di tre animali: la volpe , il cane e il procione e insieme rappresentano l’astuzia, la protezione e la buona sorte. Le origini di questo gioco sono remote, poste addirittura nel periodo Meiji ovvero verso la fine del 800 e gli inizi del 900. Per giocare a Kokkuri-san bisogna essere almeno in due e essere in possesso di un foglio con i caratteri Hiragana. Disegnate anche un Torii, ossia una porta tradizionale giapponese in cima al foglio di colore rosso, aggiungete dei numeri e infine la parola “si” e la parola “no” ai lati del Torii. A questo punto tutti i presenti insieme devono posizionare una moneta al centro del Torii e dire: “Kokkuri-san se sei qui muovi la moneta”, se la moneta si sposta dando una risposta positiva il gioco può avere inizio e potrete fare tutte le domande che volete, ma ricordate che il Kokkuri spesso si prende gioco delle persone dando risposte sbagliate. Una volta iniziato ricordate che nessuno dovrà staccare le dita dalla moneta e se volete finire la seduta dovrete dire: “Kokkuri-san per favore ritorna a casa” e aspettare che la moneta si sposti al centro del Torii. Per evitare di avere sfortuna bisogna tagliare il foglio usato come tavola in 48 pezzi e bruciarlo. Questo gioco è così largamente diffuso in Giappone, soprattutto fra gli studenti, che molte scuole hanno dovuto bandirlo ufficialmente nel regolamento scolastico. Vi sono altri riti legati a particolari fantasmi in Giappone, alcuni di essi vengono usati per evocare dei veri e propri demoni mentre altri sono racconti su dove si trovano dei fantasmi in cerca di compagnia. Una delle leggende metropolitane più famose si chiama “Toire no Hanako-san”, ovvero Hanako della toilette. Secondo i racconti Hanako è il nome di una ragazzina morta in circostanze misteriose, presumibilmente era una studentessa morta suicida e ora il suo spirito infesta i bagni delle scuole. Per interagire con lei dovrete bussare per tre volte alla terza cabina del bagno delle donne che si trova nel terzo piano e dire “Hanako , sei li dentro?” e lei vi risponderà di si. A quel punto avrete due possibilità: o la lasciate in pace andandovene senza voltarvi indietro, oppure spinti dalla curiosità potrete aprite la porta, sappiate però che nel secondo caso spesso i risultati sono fatali.

Per finire vogliamo parlarvi di un posto speciale. Il cosiddetto continente nero è con molta probabilità quello che possiede le radici più profonde nel mondo dell’occulto e diversamente da quanto si possa pensare, non sono solo le comunità più isolate a credere nella stregoneria o nei riti esoterici. Le pratiche religiose come il Voodoo e la Macumba sono molto diffuse anche nelle grandi città dei diversi paesi di questo continente e in tutti gli strati sociali. Gli stregoni praticano riti millenari per mettersi in contatto con divinità e spiriti dei morti, non è una novità che in queste terre la stregoneria è una vera e propria religione. Per esempio, a Lomè nel Togo, si trova il più grande mercato di feticci di tutto il mondo meglio noto come Akodessewa. In questo luogo potete trovare tutto quello che gli stregoni utilizzano per fare pozioni, amuleti, malefici e altri riti occulti. Nei diversi banchi si trovano esposti teschi di diversi animali quali scimmie, coccodrilli, iene, bufali e tutti i tipi di uccelli. Zampe di elefanti e criniere di leoni, rettili essiccati, veleni di serpenti , corna di ogni animale della savana e molto altro ancora. Più ci si addentra a Akodessewa e più si scoprono dettagli bizzarri, si trovano persino centri dedicati agli insegnamenti delle arti magiche, selle vere e proprie scuole di orientamento alla negromanzia per risolvere qualunque problema voi abbiate, sia quelli più banali fino a quelli di salute e amore. I clienti più assidui e i turisti occasionali qui trovano erbe medicinali dai poteri curativi e altri tipi di trattamenti alternativi a malattie ritenute incurabili, ma anche oggetti usati per maledizioni e altri riti mistici. Questo luogo per il suo aspetto così macabro viene considerato uno dei posti più stravaganti e angoscianti sulla terra.

Ancora oggi, come avete visto, in tutto il pianeta terra diverse sono le pratiche utilizzate per poter comunicare con il mondo del soprannaturale. Se siete suscettibili vi consigliamo di starne lontani dato che spesso l’autosuggestione gioca dei brutti scherzi. Un ultima cosa: non è solo attraverso i rituali che alcuni spettri si mettono in contatto con noi, in un prossimo video vi parleremo degli spettri che potreste incontrare se andate in certi luoghi o se vi trovate in certe situazioni.

 
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Pubblicato da su 13 ottobre 2015 in Maledizioni

 

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Lago Vostok – Anomalie nelle profondita antartiche

Lago Vostok – Anomalie nelle profondita antartiche

Sono i primi anni 2000, due donne australiane stanno attraversando il continente antartico sugli sci quando a un certo punto in lontananza vedono un plotone di soldati che si sta dirigendo verso di loro. Quel plotone era una squadra americana che prelevò la coppia per metterla in isolamento in un luogo non precisato sotto l’autorità americana. Di quelle due donne si è persa ogni traccia e a oggi nessuno sa che fine abbiano fatto, l’unica cosa certa è che la loro scomparsa cela un mistero correlato con l’ultimo collegamento radio e la stazione base di Casey, stazione australiana, nel quale la coppia affermò di aver visto qualcosa di sensazionale da riferire assolutamente, ma di cui non osavano parlarne via radio per timore di essere captate. Per caso le donne hanno visto qualcosa che non dovevano? Ecco la misteriosa storia dell’Antartide e del Lago Vostok.

Un vasto lago sub-glaciale è stato scoperto a più di 3 chilometri di profondità sotto il Polo Sud e ciò ha catturato l’attenzione non solo di scienziati, ma anche di teorici della cospirazione, ufologi e sostenitori di leggende metropolitane. La NASA vuole usare il lago Vostok per la sperimentazione di apparecchiature per una missione in programma su Giove. I microbiologi vogliono studiare la vita in condizione climatiche estreme. Gli ambientalisti vogliono fermare l’esplorazione e mantenere il lago un posto incontaminato pensando che contenga l’acqua più pura sulla Terra. Gli ufologi vogliono indagare pensando che esso contenga un enorme disco volante. Insomma, questo lago ha veramente catturato l’attenzione del mondo intero. Come sappiamo l’Antartide nella storia è stato oggetto di molte speculazioni, alcune teorie lo vedono come sede della famosa civiltà perduta di Atlantide dato che di recente si è ipotizzato che migliaia di anni fa questo continente fosse molto più a nord presentando per buona parte un clima temperato. Benché l’ubicazione di questo lontano continente australe fosse rappresentata in diverse mappe medievali, come quelle di Piri Reis e Ornozio Fineo, la sua scoperta ufficiale avvenne solamente nel 1820 e da allora si sono susseguiti vari tentativi di esplorazione da parte di molte nazioni, soprattutto da parte degli Stati Uniti che hanno organizzato numerose missioni esplorative e impiantato sul continente le loro basi permanenti di ricerca e di appoggio militare. Ma cosa si nasconde nelle sue profondità? Fino agli anni settanta era solo il nome di una stazione di ricerca dell’ex-unione sovietica, poi si iniziò a esplorare il sottosuolo dei ghiacci con il gladio-radar, strumenti elettronici realizzati per compiere le indagini glaceologiche, e venne evidenziata una zona piatta e anomala sulla superficie; gli echi dei radar indicavano che c’era una variazione nella natura del substrato del ghiaccio, ma soprattutto un contatto tra ghiaccio ed acqua liquida; la conclusione è che sotto la calotta glaciale poteva esserci un vero e proprio lago d’acqua liquida e venne rilevato anche che a circa 3.800 metri di profondità, la temperatura è di soli –4 gradi! Dopo ulteriori ricerche, emerse la sagoma esatta del lago che risultò essere di ben 250 km di lunghezza e 50 km di larghezza, il che rendono il lago Vostok tra i più grandi del mondo. Alla fine degli anni ottanta, scienziati e ingegneri cominciarono a perforare il ghiaccio sopra il lago per studiare i climi del passato della Terra. La perforazione però venne bruscamente interrotta quando i ricercatori colpirono uno strato di ghiaccio ricongelato spesso 120 metri. Proprio in questo strato vennero scoperti numerosi batteri che suggerirono un ecosistema completamente diverso dal nostro, una sorta di ecologia alternativa potrebbe essere imprigionata da migliaia se non milioni di anni. Dunque la perforazione venne interrotta a causa del fatto che si poteva contaminare quell’ambiente, o che al contrario all’interno vi fossero virus mortali per la quale gli essere umani non hanno gli anticorpi. Tutto ciò però portò l’intensificazione delle speculazioni, soprattutto in Internet, dove si fecero strada molte teorie sulla probabile vera natura di quel lago. Contrariamente a quanto inizialmente creduto, il lago riceve della luce filtrata e ulteriori indagini rivelarono la presenza di fonti dalla forma geometrica che scaldano il lago alla sorprendente temperatura di 10 gradi centigradi con picchi di 20. Date queste nuove scoperte circa le temperature, gli scienziati suggerirono la possibilità che questo lago incapsulato tra i ghiacci abbia un’atmosfera purissima e che possano esserci forme di vita vegetale del tutto sconosciute. Tuttavia la notizia più intrigante che riguarda il lago Vostok ha a che fare con una potentissima anomalia magnetica situata nella parte settentrionale del lago. Questa scoperta ha dato luogo a tutta una serie di congetture riguardanti strane tecnologie antiche sepolte sotto i ghiacci. Quest’anomialia è stata registrata da diversi magnetometri che registrarono un incremento di 1.000 nanotesla oltre i 60.000 che caratterizzava un enorme area di 72×104 chilometri. Per un confronto, gli scienziati si aspettavano di trovare anomalie magnetiche nella gamma di 500-600 nanotesla. Quest’anomalia è così grande che non può essere il prodotto di una variazione giornaliera del campo magnetico. Cosa causa queste anomalie? Alcuni scienziati ipotizzano che in quel luogo la crosta terrestre sia più sottile, ma non mancano ipotesi ben più controverse. Secondo diversi studiosi, l’Antartide sarebbe la sede della perduta terra di Atlantide, con i suoi immensi tesori, i suoi famosi cristalli, fonte di formidabili energie e di straordinari poteri, dunque si potrebbe collegare la possibile esistenza di questi cristalli con la misteriosa anomalia magnetica che sarebbe stata individuata sulla riva del lago. A seguito di numerose rilevazioni con i satelliti, in questo grande lago le immagini satellitari sono riuscite a scorgere una massa concentrata di metallo dalla forma circolare di notevole dimensioni. Qualcosa di strano si nasconde in Antartide e qualsiasi estraneo che tenta di avvicinarsi scompare misteriosamente, come il caso delle due australiane, ma non è l’unico. Nei primi mesi del 2012 si è verificata la scomparsa di un intero team di scienziati poi riapparsi improvvisamente dopo una settimana di comunicazioni interrotte. Ad oggi, testimoni non confermati riportano che l’area del Lago Vostok ospita un numero inconsueto di escavatori, di personale scientifico e militare e di altri mezzi logistici. Questi stessi riportano anche la presenza dell’Agenzia per la Sicurezza Nazionale americana e che questa abbia perimetrato l’intera zona del lago, secretando le comunicazioni sull’area e impedendo l’accesso a chiunque non sia autorizzato, allo scopo dichiarato di “evitare contaminazioni”.

Un altro mistero riferito all’Antartide è quello del cosiddetto “vortice temporale del Time Gate”. 27 gennaio 1996: alcuni studiosi stavano lavorando a un comune progetto di climatologia quando hanno assistito a un evento incredibilmente stupefacente: un insolito vortice, stazionava in quota senza mai muoversi di un solo centimetro, nonostante le elevate raffiche di vento. All’inizio si era pensato a una tempesta polare ma, la staticità del mulinello e l’inconsueta nebbia che lo avvolgeva, hanno spinto i ricercatori a indagare sul fenomeno. Dunque, gli uomini hanno allestito un pallone meteo legato a un argano, completo di una radio sonda per il rilievo delle proprietà fisiche quali temperatura, umidità, pressione e velocità del vento. Era presente anche un cronometro scientifico per la registrazione dei tempi di lettura. L’oggetto è stato poi rilasciato e fatto risucchiare all’interno del vortice per il tempo strettamente necessario alle misurazioni. Dopo alcuni minuti gli studiosi si trovarono di fronte ad un risultato a dir poco inquietante: il cronometro segnava la data del 27 gennaio 1965 e tutti i dati calcolati indicavano valori incompatibili con le normali caratteristiche di una tromba d’aria. La cosa straordinaria è che non si trattò di un evento isolato in quanto è stato ripetuto più volte e sempre con gli stessi risultati. Le prime indiscrezioni trapelate furono sensazionali: pare infatti che si tratti di una porta spazio-temporale. Questa scoperta ha fin da subito alimentato la curiosità di ufologi e sostenitori delle teorie del complotto, secondo i quali i militari americani stiano nascondendo il rinvenimento di un UFO o una grande apparecchiatura tecnologicamente avanzata mai vista prima, dunque è proprio questo che si nasconde nelle profondità del lago Vostok?

L’Antartide è stato sin dalla sua scoperta un luogo ricco di misteri che ancora oggi sono celati tra centinaia di metri di ghiaccio.

 

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