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Armin Meiwes – Il cannibale di Rothenburg

01 Set
Armin Meiwes – Il cannibale di Rothenburg

Anno 2006, nel tribunale di Kassel in Germania, seduto nel posto riservato agli imputati si trova il signor Armin Meiwes. Quando il giudice legge la sentenza, Armin ha lo sguardo freddo e calcolatore, non si scompone nemmeno quando emergono dettagli che farebbero rivoltare lo stomaco a chiunque, anzi, durante la lettura sembra non battere mai gli occhi come se non volesse perdere nemmeno il più insignificante degli istanti di quel momento. Ascolta la sua sentenza e solo qualche volta si lascia sfuggire un sussulto di umanità nella sua espressione, come se cercasse di trattenere con tutte le forze il sorriso. Quello stesso sorriso con cui era apparso nei giorni precedenti e immortalato dai giornali tedeschi nelle principali testate nazionali con la scritta “CANNIBALE”.

Armin Meiwes è nato il 1° di Dicembre del 1961 ad Essen, egli ha avuto un infanzia molto triste: a scuola veniva preso di mira dagli altri perché era un ragazzino timido e insicuro, a questo si aggiunge una situazione famigliare disgregata. Egli è il terzo figlio nato dal terzo matrimonio della signora Waltraud. Suo padre, il poliziotto Detlef Meiwes, viene descritto da Armin come un eroe che ammirava molto, questo fino al 20 di settembre del 1970 giorno nel quale dopo l’ennesima lite con la signora Waltraud uscì di casa, accese il motore della sua auto e parti, il piccolo Armin a squarcia gola urlava a suo padre di fermarsi e si mise ad inseguire la macchina. Tutto fu inutile, suo padre senza mai voltarsi indietro li aveva abbandonati per sempre. Armin aveva solo 8 anni. Tale perdita fu per lui un colpo molto duro e fu allora che iniziarono le fantasie. Siccome i suoi due fratellastri erano già adulti e non aveva amici, si creò un amico immaginario chiamato Frank, questo può essere molto comune tra i bambini, ma le fantasie di Armin erano molto diverse. Iniziò a sviluppare un’ossessione per la storia di Hansel e Gretel, in particolare gli piaceva l’idea che il piccolo Hansel ingrassava per poter essere mangiato dalla strega. Verso la seconda metà degli anni 70, quando Armin aveva sedici anni, si trasferisce con la madre presso una grande casa di campagna. La possente struttura è costituita addirittura da 36 stanze in totale, nella cittadina di Rotenburg quella casa è nota come “La casa degli spiriti”. Dopo l’abbandono del padre la signora Waltraud, probabilmente cercando di ricoprire anche il ruolo del marito, si dimostrò una donna molto possessiva, una figura autoritaria. Purtroppo però tale atteggiamento è stato controproducente per la psiche di Armin il quale si dimostrava sempre più insicuro di se e sempre più solo. La madre è stata una figura costante per il nostro protagonista e non è un modo di dire; le poche volte che Armin riusciva a procurarsi un appuntamento con una ragazza, sua madre doveva essere presente. I suoi compagni durante gli anni di servizio militare dissero che sua madre insisteva per accompagnarlo perfino durante le esercitazioni sul campo provocandogli le burle e l’imbarazzo. Dopo la morte della madre avvenuta nel 1999, Armin inizia finalmente a sfogare le sue fantasie più nascoste. Siccome non aveva amici, cresce la sua passione per l’informatica fino a diventare un esperto tecnico dei computer. A partire da questo punto, questa storia inizia a tingersi di sfumature degne di un film gore di basso costo. Armin trascorre le sue giornate davanti allo schermo e scopre di essere bisessuale, inoltre inizia la lettura di libri di cannibalismo e si interessa alla bibliografia degli assassini seriali cercando delle emozioni in comune con quei criminali, come se cercasse in qualche modo di convincere se stesso che quello era il suo destino, che era nella sua natura.

Dentro una scatola fredda e piena di circuiti integrati, Armin colleziona immagini trovate su internet che ritraggono incidenti reali, crimini disumani, corpi smembrati e torture di ogni tipo. Per non parlare di un’infinità di documenti sull’anatomia umana. Vi sembrerà incredibile, ma egli scoprì di non essere l’unica persona ad avere queste ossessioni. Su internet infatti frequenta dei forum dedicati a questi temi, in particolare frequenta il forum chiamato “Canibal cafe” dove gli utenti postano richieste dal forte contenuto sessuale, antropofago e di vorarefilia. Armin spesso usava il nickname Frank, il nome del suo amico immaginario. Normalmente i suoi  annunci erano di questo tipo: “Cerco ragazzo giovane sano tra i 18 e i 25 anni che sia disposto a morire ed essere divorato da me. Farò di voi succulenti impanati e gustose bistecche”. Ai suoi annunci rispondono in tanti, Armin sorpreso ed eccitato riesce ad incontrare alcune di queste persone, le quali, in teoria rispondendo all’annuncio, erano veramente disposte a diventare la sua cena. Alla fine però le aspettative di Armin venivano deluse perché le sue vittime sacrificali, vedendo i ganci da macello, i coltelli, la trituratrice e gli altri attrezzi, venivano invasi dalla paura e decidevano di andarsene. Armin non tratteneva mai queste persone perché il banchetto aveva un senso solo se la vittima era disposta al 100% a consegnarsi al suo carnefice. Appaiono sul sito altri annunci di Armin quando finalmente nel febbraio del 2001 risponde un ingegnere elettronico di Berlino; si tratta del 43enne bisessuale Bernd Jurgen Brandes. Il signor Brandes ha un ossessione nella vita, quella di essere divorato. I due si scambiano messaggi dal forte contenuto sessuale legati a rituali di torture e innumerevoli fotografie che ritraevano nudo il signor Brandes, mentre Armin gli inviava le foto dei suoi denti. Successivamente quando instaurano un rapporto più stretto decidono di passare all’atto finale .

L’incontro tra i due avviene il 9 di Marzo del 2001. Nel piano superiore di casa sua Armin aveva allestito una stanza chiamata “Il mattatoio” dove vi erano tutti gli strumenti necessari a soddisfare la sue più aberranti fantasie. Dopo un pomeriggio trascorso in salotto a pianificare ogni dettaglio su come doveva essere l’esecuzione i due si spostano al secondo piano. Nella stanza del mattatoio vi era presente un ampio tavolo, dei secchi vuoti e numerosi strumenti per tagliare, maciullare e tritare la carne, ma soprattutto vi era una videocamera! Proprio così, perché i due decisero di filmare tutto l’orrore che sarebbe accaduto in quelle quattro mura. Il signor Brandes nudo, riempito di antidolorifici e alcol era pronto per essere divorato. Prima di morire però aveva una richiesta fondamentale. Una sua fantasia che doveva essere soddisfatta, Voleva che Armin gli strappasse il pene con i denti. Armin cercò di soddisfare questa richiesta, ma dopo numerosi tentativi andati a vuoto utilizzò un coltello da cucina. In mezzo alle urla e all’euforia, il signor Brandes, dopo aver visto il suo pene mozzato di colpo, cerco di mangiarselo ma disse che era troppo gommoso e non poteva masticarlo. Armin scese in cucina, accese i fornelli e attraverso l’uso di sale e aglio iniziò a friggere il membro virile. Cercò di fare tutto di fretta, troppo di fretta, infatti finì per bruciare la carne rendendola di fatto immangiabile. Dovettero darlo in pasto al cane. Brandes perdeva copiosamente sangue e non aveva più la forza per stare in piedi, quindi venne trasportato in bagno dentro una vasca piena di ghiaccio dove prese altri sedativi aspettando la sua fine mentre il suo compagno di morte gli leggeva un romanzo di Star Trek. Verso le prime ore del mattino Brandes era incosciente ma ancora vivo, così Armin decise di porre fine alle sue sofferenze. Prese un coltello lungo, gli diede un bacio e poi recise la sua carotide! In poco tempo la vita abbandonò per sempre il corpo del signor Brandes. Armin con calma e con una cura maniacale iniziò a sezionare il cadavere; vi risparmiamo i dettagli crudi, sappiate solo che sacchi interi di carne umana riempirono il suo freezer. Un fatto particolare è che seppellì il cranio in giardino anche se, su suggerimento dello stesso Brandes, inizialmente aveva pensato di usarlo come posacenere. Durante i mesi successivi Armin mangiava solo carne della sua riserva speciale, arrivando a ingurgitare fino a 20 kg dell’umanità di Brandes.

10 mesi dopo, nel 2002  la polizia suonò alla porta del signor Armin perché uno studente austriaco di Innsbruck aveva segnalato la presenza di un utente nei forum che sosteneva di aver già mangiato carne umana e che il suo freezer era pieno di tale delizia postando anche delle fotografie. Il signor Armin venne processato nel bel mezzo di una bufera mediatica poiché in Germania non esiste il delitto per cannibalismo. Inizialmente l’avvocato di Armin faceva leva soprattutto sul fatto che la vittima era consenziente ed era pronta a morire. Sono stati visionati diverse fotografie scattate dalla polizia subito dopo l’arresto e soprattutto le due ore di registrazione in cui si vede l’intera scena dell’amputazione. Tali immagini furono così scioccanti che diverse persone della giuria avrebbero avuto bisogno di specialisti per poter dormire nei giorni seguenti. Dopo una lunga battaglia legale e dopo aver ascoltato il parere di diversi psicologi, la sentenza definitiva è arrivata nel 2006: catena perpetua per omicidio a sfondo sessuale e disturbo del riposo dei morti. In questo momento Armin Meiwes si trova nella prigione di Kassel. Vi sembrerà ironico ma è diventato vegetariano, forse perché una volta assaggiata la carne umana non era più disposto ad assaggiarne di altri tipi.  La piccola cittadina di Rothenburg era incredula di fronte alle notizie che trapelavano sui giornali, per i suoi vicini Armin era tutto sommato una persona normale, mai si era comportato come uno squilibrato o aveva dato segni di infermità mentale, d’altronde anche con il caso di Ricardo Lopez nemmeno i suoi parenti erano riusciti ad accorgersi del mostro che si celava dentro di lui. Chissà… Forse anche voi avete un vicino che sembra simpatico e sorride ogni volta che vi saluta, quel sorriso forse nasconde qualcosa di molto oscuro e famelico.

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Pubblicato da su 1 settembre 2015 in Personaggi sinistri

 

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