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Archivio mensile:settembre 2015

Suicidi e Omicidi in Rete | P2 – I Killer di 4chan

Suicidi e Omicidi in Rete | P2 – I Killer di 4chan

 Dopo aver letto tutti gli esempi della prima parte di questo caso vi sembrerà incredibile, ma non è sui social network che sono state pubblicate le confessioni più sconvolgenti riguardo omicidi e suicidi, bensì su 4chan. Innanzitutto per comprendere come funziona questo sito dovete pensare a un forum di immagini. Chiunque su 4chan può pubblicare un’immagine con una descrizione e se gli altri utenti la trovano interessante iniziano un dibattito. Chiaramente l’immagine deve essere inerente a una delle diverse categorie d’interesse presenti sul sito. La particolarità che ha reso 4chan così popolare è che gli utenti sono tutti anonimi e in questo più completo anonimato in questo sito fra i tanti utenti normali si nascondono molti criminali che pubblicano delle immagini a dir poco sconvolgenti.

  • L’OMICIDIO DI AMBER LYNN

Nel cassetto degli aneddoti più incredibili di questo sito troviamo il caso di David kalac. Tutto inizia il 4 novembre 2014, quando nella sezione “random” che è la più famosa di 4chan venne pubblicata un’immagine raffigurante una donna giovane distesa su un letto con degli evidenti segni sul collo e una colorazione della pelle particolarmente pallida e innaturale, di fianco la descrizione in inglese recitava: “E’ alquanto più difficile strangolare realmente una persona rispetto a come sembra nei film”. Siccome normalmente su 4chan ci sono tante persone che si dedicano a fare scherzi di cattivo gusto, alcuni utenti gli rispondono dicendo che si tratta di un falso. L’utente che aveva postato la prima foto allora ne aggiunge una seconda, che sembra confermare l’ipotesi più triste e inquietante e cioè che si tratta di un vero cadavere. La descrizione della seconda foto fa rabbrividire: “Aveva lottato così tanto”. Circa cinque minuti più tardi venne postata una terza foto della donna con una confessione surreale: “Guardate fra qualche ora i notiziari di Port Orchard, Washington. Suo figlio tornerà a casa fra poco da scuola. La troverà e poi chiamerà la polizia. Ho solo voluto condividere le fotografie prima che mi trovino. Ho comprato una pistola di plastica che sembra reale. Quando verranno a prendermi la tirerò fuori e poi mi uccideranno. Capisco i vostri dubbi, vi chiedo solo di guardare i dannati notiziari. Ora devo buttare il mio cellulare”. Poche ore dopo si avvera la profezia del soggetto. I notiziari locali di Port Orchard passano la seguente notizia: “Una donna è stata trovata morta in casa a SouthPark Greens Apartments poco prima delle 3:30, il suo corpo è stato trovato da un membro famigliare”. I poliziotti inoltre trovarono le seguenti scritte nella stanza della vittima: “Cattive notizie. E’ stata lei a uccidermi prima” e sulla patente della donna vi trovarono la scritta a caratteri cubitali “MORTA”. In meno di 24 ore l’assassino, dopo essere stato braccato dalle forze del ordine, venne identificato e arrestato. Si trattava di David Kalac, americano di 33 anni, fidanzato della vittima Amber Lynn Coplin di 30 anni. David dichiarò di aver ucciso Amber perché semplicemente era ubriaco e i due avevano discusso. Ora risponderà delle sue azioni e rischia l’ergastolo.

  • IL SERIAL KILLER 4CHAN

Forse questo è il caso più inquietante per non dire unico in tutta la storia di 4chan e rimarrà per sempre come uno dei più strani mai accaduti su Internet soprattuto perché ancora oggi in questo momento, sta avvenendo una caccia digitale senza precedenti. Il 21 agosto 2015 su 4chan nella sezione random è stato pubblicato il seguente post: “Ho ucciso diverse donne per piacere. Se indovinerete il nome di una delle mie vittime posterò le sue fotografie. Non scrivete più di 10 nomi per post altrimenti verrete ignorati. Alcune fotografie sono state scattate con le polaroid mentre altre con una fotocamera usa e getta.  Ho anche delle fotografie di quando erano ancora in vita. Se indovinerete tutti i nomi vi farò vedere dove ho scaricato un cadavere nel 1999. La prima donna e la sua fotografia sono “gratis” e dato che il suo nome è difficile da indovinare ve la lascio qui”. L’immagine era di una donna distesa su un letto dissanguata con la seguente data “21 agosto 2005” e una fotografia della stessa donna quando era ancora in vita. Dopo qualche secondo qualcuno inizia a scrivere dei nomi per verificare se si trattava solo di un qualche stupido scherzo oppure no. Pochi minuti dopo, la persona che aveva postato la prima immagine dichiara: “Incredibile, si parte bene! Ora correggo anche la data, scusate” e viene pubblicata un’altra fotografia orribile, questa volta con la data 2015. Alcuni utenti ancora credono che si tratti di uno scherzo altri invece chiedono come abbia fatto a sviluppare le fotografie senza che qualcuno lo dichiari alla polizia mentre altri utenti iniziano a scrivere diversi nomi di donna seguendo il diabolico gioco della persona misteriosa. Circa 15 minuti più tardi viene pubblicata l’ennesima fotografia con la seguente descrizione: “Questa l’ho scattata prima che iniziassi a giocare con lei”. Nella foto si vede il cadavere di una donna piegata in modo strano dentro una scatola, quest’ultima sembra essere dentro un armadio pieno di vestiti da uomo. A questo punto non ci sono dubbi, con molta probabilità non si tratta di uno scherzo ma qualcosa di serio e come prova ulteriore di questa follia il presunto omicida dichiara: “Le ho sviluppate io le foto”. Quindi le fotografie sono reali, di donne realmente uccise in modo orribile. Nei seguenti post qualcuno dichiara di averlo riferito all’FBI, ma la persona misteriosa non da segni di essere impaurito, d’altronde come abbiamo più volte detto 4chan è un sito frequentato mensilmente da 20 milioni di utenti tutti quanti anonimi. Alcuni ipotizzano che la persona che sta postando queste atrocità sia probabilmente qualcuno che ha trovato delle fotografie di scene del crimine in qualche database in rete o che si tratta del figlio di qualche poliziotto che posta vecchie fotografie di omicidi, però ci sono parecchie cose contrastanti riguardo a queste ipotesi. Innanzitutto la polizia quando esegue delle foto delle scene del crimine cerca di illuminare il più possibile i cadaveri, mentre le foto postate dall’individuo appaiono con una luminosità minima e sembrerebbero scattate dentro stanze al buio con le tende abbassate. Inoltre la polizia non rilascia delle fotografie così esplicite, lasciando in vista anche le parti intime delle vittime in quanto sempre oscurate per rispettare le persone defunte e la sensibilità dei famigliari. Queste fotografie invece sembrano quelle prese da qualche infermo mentale che di proposito fotografa quelle parti con dei primi piani, come se fossero trofei. Ultimo dettaglio importante è la totale mancanza di catalogazione univoca delle tracce mediante lettere o numeri. Come promesso dal presunto omicida dopo qualche minuto venne pubblicata un’altra fotografia, si trattava della donna dentro la scatola quando era ancora in vita. A partire da questo punto ormai gli utenti non hanno dubbi; si tratta di un serial killer e quelle sono le foto dei sui omicidi.

4chan è noto per essere frequentato da tutti i tipi di persone; utenti normali, psicopatici, hacker, esperti di informatica e semplici curiosi, ma tutti quanti hanno qualcosa in comune… Hanno molto tempo libero. Così in poche ore gli utenti iniziano a raccogliere una quantità massiccia di indizi nelle foto postate. Colgono nomi, scritte, dettagli sugli indumenti e iniziano una perlustrazione in tutti i database della polizia per verificare se le fotografie corrispondono a qualche caso rimasto irrisolto negli anni 90 e cercano anche delle foto corrispondenti a donne scomparse nello stesso periodo, poi un utente attraverso una ricerca per immagini su Google trova finalmente il vero nome della prima vittima che è stata pubblicata. Si tratta di una ragazza che aveva solo 17 anni quando è stata uccisa, il suo nome era Shauna Maynard. Negli archivi della polizia non ci sono scene del crimine ma era presenta la stessa fotografia del giorno del suo diploma che è stata pubblicata dall’assassino. La descrizione della polizia diceva che il giorno 21 di marzo del 1998 era stato trovato il corpo della vittima all’incrocio di due strade a Las Vegas da alcuni passanti verso le prime ore del mattino. Qualcuno le aveva sparato diverse volte e lasciata morire sulla strada. Come conferma di tali informazioni gli utenti trovarono anche un articolo di giornale datato 1998 con la dichiarazione del sergente Rocky Alby: “Maynard era scappata dalla sua casa in California ed era stata dichiarata scomparsa a partire dal 31 di dicembre del 1997. Non è ancora chiaro con chi si trovasse quando era nei dintorni di Las Vegas. Qualcuno che conosceva Shauna si è già fatto avanti ma bisogna ammettere che ci sono parecchie cose che rimangono un mistero”. Successive indagini degli internauti portarono alla scoperta anche dell’album di classe della Maynard. Di fronte a tutte queste informazioni l’assassino probabilmente impaurito smise di pubblicare altre fotografie. Ormai il danno era stato fatto e su 4 chan la voce iniziò a correre e il thread in poco tempo cominciò a brulicare di curiosi e improvvisati detective. Purtroppo però per la seconda vittima non sono stati trovati altri file su internet, nessun indirizzo, nessun nome, l’unica cosa che fecero gli utenti a quel punto fu una ricerca tra le donne scomparse o uccise negli anni 90. Diverse sono le foto e i nomi associati a questa donna ma nessun risultato venne confermato. Altri utenti si concentrarono sul criminale e considerando che la prima vittima era stata uccisa a Las Vegas, trovarono diversi profili di serial killer che avevano ucciso donne in quelle zone negli anni 90. Uno in particolare sembra essere l’indiziato numero uno: Craig Jacobsen chiamato anche John Flowers. Egli è un uomo che nel 2003 era stato condannato a 20 anni di prigione per aver ucciso una cantante di una band di Las Vegas chiamata Ginger Rios. Jacobsen aveva rapito la donna uccidenda per poi seppellirla nel deserto del Nevada. La perizia inoltre disse che Jacobsen aveva anche abusato del suo cadavere. Per ottenere una pena minore l’uomo confesso anche l’omicidio di altre donne uccise verso la fine degli anni 90 con lo stesso modus operandi abbandonandole vicino a Las Vegas. Diceva di prediligere donne dai capelli scuri. Alcune fonti ritengono che ora Jacobsen si trovi in libertà vigilata, altre invece riferiscono che si trovi in una prigione del Nevada. C’è però Un particolare molto interessante. Quando venne arrestato per la prima volta nel 1997, dai documenti emerge che egli aveva un moglie e un bambino di 10 mesi. Forse lo stesso bambino, oggi quasi adulto, dopo aver trovato la collezione di fotografie degli omicidi di suo padre decise di pubblicarle in rete per puro divertimento. Ricordiamo che queste sono tutte ipotesi, inoltre tutti i thread originali sono stati cancellati. Probabilmente ora vi indagano sia la polizia che l’FBI. Una cosa è certa però, la persona che aveva postato queste fotografie si sarà pentita amaramente della sua ingenuità e ora si trova da qualche parte nascosto, consapevole che prima o poi verranno a prenderlo.

4chan probabilmente rappresenta l’angolo più buio della rete prima di addentrarsi nel deep web e ogni giorno si vedono cose inimmaginabili su questo sito, ma questo è quasi certamente l’aneddoto più incredibile di tutti. Per concludere ci sono diversi temi su cui si potrebbe riflettere considerando anche la prima parte di questo video. Vogliamo concludere però raccontandovi un’altra storia reale e purtroppo triste, successa in Italia. La storia di Federico Cerutti. Federico aveva 27 anni ed era candidato consigliere comunale per il comune di Vigevano, Pavia. Egli era un ragazzo giovane, brillante e intelligente. Faceva il ricercatore al dipartimento di Biologia e Biotecnologia all’università di Pavia. Era descritto dai suoi colleghi con aggettivi come “propositivo” e “allegro”, insomma aveva un futuro brillante ed era pronto ad affrontare una nuova avventura e questa volta in politica. Purtroppo però il giorno prima delle elezioni cioè il 31 Maggio 2015 decise di porre fine alle sofferenze che lo attanagliavano, infatti dopo aver pubblicato questo post che rappresenta uno sfogo e un lettera d’addio s’impiccó in camera. Vogliamo solo dire, soprattutto ai più giovani, che per quanti problemi una persona possa avere nella vita c’è sempre una via d’uscita e la morte non risolve nulla ma porta solo dolore a chi più vi ama.

 
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Pubblicato da su 22 settembre 2015 in Casi macabri e misteriosi

 

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Suicidi e Omicidi in Rete | P1 – Social Network da Horror

Suicidi e Omicidi in Rete | P1 – Social Network da Horror

Internet è un luogo dove ognuno di noi trova il proprio spazio. Le persone che potremmo definire “normali” usano questo strumento per postare foto, rimanere collegati con gli amici e ottenere informazioni in tempo reale su quello che accade nel mondo. La frase iniziale di questo video però vale anche per le persone che non sono ritenute “normali”, coloro che hanno delle fantasie troppo aberranti per poterle raccontare agli amici nel mondo reale o semplicemente sono dei completi deviati mentali. Anche queste persone trovano il loro posto su internet. In questo fantastico Universo Cibernetico esistono forum, blog e tutti i più svariati siti dedicati a tutto ciò che una persona può immaginare. Uno dei siti più perturbanti che si potrebbe trovare su internet è il blog dell’americano Joseph E. Duncan III. Questo blog si chiama fifthnail ossia il “quinto chiodo” perché secondo la tradizione oltre ai quattro chiodi usati per crocifiggere Gesù Cristo c’era un quinto chiodo portato poi via dai romani. Joseph qui raccontava giorno per giorno ciò che accadeva nella sua vita e spesso e volentieri documentava ogni particolare pensiero che gli attraversava l’anticamera del cervello. Niente di eccezionale penserete voi, il signor Joseph però non è una persona comune. Questo Blog risale al 2004 e quando scriveva queste parole erano già trascorsi 7 anni da quando nel 1997 Joseph aveva rapito, violentato e ucciso 3 persone uno dei quali era Anthony Martinez,  un bambino di soli 10 anni. Joseph aveva una fedina penale orribile e malata. Nel 1980 all’età di 15 anni era stato condannato a 20 anni di prigione per abusi sessuali su di un ragazzino. Rilasciato nel 1994 dovette scontare i restanti 6 anni in libertà vigilata dove, invece di cercare di redimere ai propri errori e dare una svolta alla sua vita, si dimostra ancora un criminale sadico dalla mente contorta. Dal 1994 al 1997 commise tre orribili crimini e tutti a sfondo sessuale, purtroppo però all’epoca non vi erano prove nei sui confronti. Tornò in prigione nel 1997 dopo essere stato trovato positivo ai test di diverse sostanze stupefacenti e soprattutto per non essersi registrato come “sex-offender” nella sua città che è un reato federale grave negli Stati Uniti, dunque venne arrestato dall’FBI.

Nel 2000 torna in libertà e a quanto pare inizialmente cerca di rifarsi una vita aprendo anche un blog dove scrive i propri sentimenti e gli episodi quotidiani della sua vita. In questo blog Joseph spesso si lamentava di come i cosiddetti “sex offenders”, cioè i criminali che hanno commesso un reato a sfondo sessuale, negli Stati Uniti vengono segnalati dalla polizia, ossia tramite la pubblicazione online di foto e nomi, così facendo le persone, se hanno dei sospetti su qualcuno dei loro vicini, possono verificarlo su questi siti pubblici. Joseph diceva anche che i sex offenders come lui non sono dei veri criminali e che la società non capisce ciò che egli prova limitandosi a giudicarlo. In un certo modo, ogni giorno cerca delle giustificazioni alle sue perversioni, si sente addirittura una vittima, un perseguitato. In altri post invece parla della sua esperienza in galera e in diverse occasioni ripete di aver conosciuto un molestatore di bambine che egli definiva come “ratto spifferatore” sentendosi persino disgustato dal suo comportamento, ma probabilmente parlava di se stesso ed era combattuto tra ciò che i suoi istinti infimi gli stavano portando a commettere di nuovo e ciò che in fondo sapeva essere la cosa giusta. Sapeva che i mostri della sua mente malata sarebbero ritornati e  ogni giorno scriveva di essere combattuto tra Dio e Satana e che il suo passato continuava a tormentarlo, così poco a poco nei suoi post si cominciava a intravedere come la sua mente iniziava a disgregarsi e staccarsi dalla realtà, chiedendo quasi aiuto. Il 16 maggio del 2005 vennero trovati i corpi senza vita di Brenda Groene insieme al suo ragazzo Mark Mckenzie e il figlio Slade Groene di soli 13 anni, tutti massacrati a colpi di martello nella loro casa. Indagini successive portarono alla scoperta di un altro cadavere, si trattava del piccolo Dylan Groene di 9 anni. Il bambino era stato seviziato e brutalmente ucciso mentre la terza figlia della signora Brenda, la piccola Shasta di 8 anni, era stata rapita e portata via dal maniaco. Come potete immaginare Joseph in preda a ciò che egli definiva i suoi demoni aveva fatto questa strage e teneva prigioniera la piccola Shasta. Venne arrestato il 2 Luglio del 2005 mentre si trovava in una tavola calda con la piccola Shasta. Gli furono imputati in totale sette omicidi con l’aggravante di abusi sessuali. Questo mostro ora si trova nel braccio della morte di una prigione federale della California mentre ai posteri è rimasto il suo blog, lo stesso blog che viene ora utilizzato dai criminologi per poter osservare e studiare la cruda testimonianza di una mente malata.

Internet però sta diventando non solo una valvola di sfogo per questi criminali, infatti sempre più spesso si sente parlare di omicidi che vengono pubblicamente messi online attraverso i social network. Per esempio in questi giorni stanno facendo il giro del mondo le immagini della giornalista Alison Parker e il cameraman Adam Ward ammazzati in diretta nazionale a colpi di pistola da un loro ex collega. Il killer che riprese l’intera scena dal suo cellulare si chiamava Vester Lee Flanagan. Nel video si può vedere Vester mentre si avvicina alle vittime proprio nel momento in cui fanno un’intervista, così da far vedere in diretta l’omicidio. Nelle immagini cruente osserviamo Il criminale mentre cammina senza farsi notare e quando si trova abbastanza vicino ai suoi bersagli, in modo altrettanto silenzioso estrae una pistola. Il folle rimane fermo per qualche interminabile secondo e poi inizia a sparare, qualche secondo dopo le immagini si oscurano e di sottofondo si sentono solo le urla delle sue vittime. Vester era un afroamericano e si faceva chiamare Bryce Williams. Questo soggetto era una persona con dei forti disturbi psicologici ed era stato licenziato dall’emittente tv WDBJ-TV perché non riusciva a relazionarsi con i suoi colleghi, nella sua scheda personale viene descritto come una persona piena di rabbia e frustrazione. Vester dopo aver commesso l’omicidio dal suo account twitter fece quest’annuncio: “Ho ripreso la sparatoria, guardate su facebook”, inoltre afferma che Alison aveva fatto dei commenti razzisti nei suoi confronti. Circa due ore dopo la strage, Vester inviò un fax di 23 pagine alla ABC News dichiarando che il duplice omicidio è la vendetta per il massacro di Charleston dove un ragazzo bianco di 21 anni, Dylann Storm Roof, aprì il fuoco in una chiesa gospel uccidendo 9 afroamericani. Dopo una caccia all’uomo, Vester si sparò in testa e morì in ospedale.

Altri esempi che i social network stanno diventando una finestra personale attraverso la quale sempre più persone decidono di annunciare suicidi e addirittura degli omicidi sono i seguenti.

  • L’ULTIMA FOTO DI GABRIELA HERNANDEZ

Nel 2013 una giovane ragazza messicana di nome Gabriela Hernandez Guerra di 22 anni, decise di togliersi la vita per colpa di una delusione amorosa. Gabriela non riusciva a farsi una ragione da quando Julio, un ragazzo di cui si era innamorata su internet, aveva deciso di troncare la loro relazione. L’immagine che state vedendo è stata pubblicata l’11 novembre su Facebook qualche secondo prima che si impiccasse. Il testo del post riportava: “Addio a tutti, non mi è rimasto nulla, proprio nulla. Julio ti amo non lo dimenticare mai, me ne vado con un sorriso segno della felicità che mi hai portato finché durato. Alla mia famiglia chiedo perdono, vi voglio bene, Gabi”.

  • SANGUE BLU NELLE STRADE DI NEW YORK

Negli ultimi anni le tensioni razziali in America hanno generato un’ondata di proteste e odio senza precedenti, a questa difficile situazione aggiungiamo che negli Stati Uniti circa 8 persone su 10 possiedono un’arma da fuoco e ciò che si ottiene è una guerriglia fra estremisti arrabbiati e armati pronti a fare una strage in qualsiasi momento. Uno di questi sociopatici era l’afroamericano Ismaayil Brinsley di 28 anni. Questo soggetto cercava vendetta da quando i poliziotti avevano ucciso Michael Brown ed Eric Garner. Sui social network Ismaayil esprimeva il suo odio verso la polizia definendoli maiali in divisa e che voleva essere noto per fare la cosa giusta. Probabilmente nessuno prese sul serio le parole di Ismaayil fino al 20 dicembre del 2014, giorno in cui decise di consumare la sua vendetta. Sui social network pubblica la foto di una pistola con la seguente scioccante descrizione: “Oggi metterò le ali ai maiali. Hanno preso uno di noi… E noi prediamo due di loro. Questo probabilmente sarà il mio ultimo post”. Due ore Dopo a Brooklyn, New York, Ismaayil premette il grilletto di quella pistola e sparò a bruciapelo a due poliziotti in servizio. Le vittime sono gli agenti Wenjian Liu e Rafael Ramos. Non contento il criminale pubblicò un’altra foto che ritraeva le sue scarpe e i suoi pantaloni sporchi di sangue. Le sue ultime ore le ha vissute da fuggitivo, cercando una via di fuga attraverso la metropolitana, ma quando capì che sarebbe stato catturato decise di puntare la canna della sua pistola alla tempia premendo il grilletto per l’ultima volta..

  • COSIMO PAGNANI

Questo fatto di cronaca è successo in Italia, più precisamente a Postiglione, Salerno. Cosimo Pagnani, un uomo di 32 anni, aveva una relazione turbolenta con Mariangela D’antonio, l’ex-moglie con cui aveva una piccola bambina. Si sa, dopo una separazione le relazioni fra ex coniugi sono sempre molto aspre, ci sono molti litigi e discussioni soprattutto per i figli e questo caso non è l’eccezzione. Cosimo il  1° dicembre del 2014, durante un’accesa lite con la signora Mariangela, prese un coltello e a sangue freddo pugnalo la donna fino a ucciderla. L’impatto fu tale che la notizia fece il giro del mondo e tante furono le polemiche sollevate soprattutto per la quantità incredibile di “Mi piace” che ricevette tale post, segno di demenza largamente diffuso fra gli amici dell’assassino. I vicini che erano i parenti della vittima, sentendo le urla hanno chiamato la polizia, l’uomo è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario. Ora la piccola bambina che si è vista sottrarre la mamma dovrà crescere da sola in un mondo sempre più malato, violento e pericoloso…

 
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Pubblicato da su 15 settembre 2015 in Casi macabri e misteriosi

 

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Mostro di Flatwoods – Una creatura terrificante

Mostro di Flatwoods – Una creatura terrificante

Nel moderno gergo poliziesco, un omicidio o un qualsiasi crimine rimasto a lungo irrisolto è conosciuto come “cold case”, un termine che possiamo prendere in prestito anche per i misteri che coinvolgono il paranormale come nel caso del mostro di Flatwoods che dal 12 settembre 1952 attende ancora una spiegazione.

Circa alle 7.15 di pomeriggio di quel giorno, a Flatwoods, un piccolo villaggio collinare di circa 300 abitanti del West Virginia, un gruppo di ragazzi stava giocando con la palla in un parco. All’improvviso videro una striscia di fuoco nel cielo che a quanto pare atterrò su una collina vicino alla fattoria Bailey Fisher, dopo aver eseguito una serie di manovre alquanto strane. I ragazzi confusi e spaventati, ma allo stesso affascinati, decisero di incamminarsi verso la zona dove la luce era parsa scendere. Con loro si unì anche la signorina Kathleen May, un estetista locale, e il suo vicino di casa Gene Lemon con il suo cane. Siccome stava facendo buio, il gruppo prese una torcia elettrica. In totale erano sette persone. Ci sono una miriade di versioni spesso contraddittorie tra di loro su quello che è successo dopo, ma lo scrittore Gray Barker fu presto sulla scena e scrisse un articolo per il Fate Magazine basato sulle interviste che aveva registrato su nastro. La versione più convincente, per quanto bizzarra, venne data da Neil Nunley, uno dei giovani che si trovava in testa al gruppo, questo è il suo racconto:

C’era una strana nebbia e ci stavamo facendo strada tra gli alberi della collina incuriositi e allo stesso impauriti da quella luce che vedevamo in lontananza che non smetteva di pulsare, facemmo solo pochi metri quando il cane del signor Lemon iniziò a innervosirsi e fuggì impaurito nonostante i richiami del suo padrone, tutto ciò non fece che alimentare la tensione già presente in ognuno di noi. All’improvviso avvertimmo un odore rivoltante e una forte sensazione di calore, ad alcuni di noi vennero anche forti nausee. In lontananza ci sembrava di vedere un enorme oggetto circolare luminosissimo, con i colori e l’intensità che cambiavano a ritmo costante. Proprio in quel momento la signora May credette di scorgere qualcosa muoversi tra gli alberi, dunque fece luce con la torcia in quella direzione e il sangue si gelò nei nostri corpi.

Neil proseguì il racconto dicendo che la luce rivelò qualcosa di mostruoso, un imponente figura alta più di 3 metri la cui silhouette ricordava un uomo con una grossa testa tonda e rossastra avvolta da una sorta di cappuccio a punta. Il corpo era scuro e apparentemente incolore anche se alcuni ragazzi affermarono che fosse verde, inoltre la signora May riportò di aver visto la figura avvolta da una specie di drappo. Il mostro venne osservato solo per pochi istanti, dopodiché emise un sibilo acuto e si gettò verso il gruppo. Lemon terrorizzato urlò a squarciagola facendo cadere la torcia e tutto il gruppo fuggì. Una volta arrivati a casa della signorina May, telefonarono allo sceriffo. Non passò molto tempo che lo sceriffo della contea accorse alla chiamata. Quella stessa sera cercò di indagare con l’aiuto dei cani, ma più volte scapparono guaendo, allora decise di aspettare il mattino successivo. Nella notte il signor Lemon ebbe delle convulsioni e si ritrovò, la mattina seguente, con la gola gonfia e bruciante, stessa cosa accadde a due ragazzi del gruppo. Dopo una visita medica, i sintomi vennero associati agli effetti di gas lacrimogeni. Il giorno dopo ripresero le indagini e la voce del bizzarro avvisamento si era già fatta strada nella piccola cittadina, ma alcuni abitanti del luogo, lo sceriffo e un deputato che veniva per indagare a seguito della segnalazione di un incidente aereo, affermarono che nel luogo dell’avvistamento rilevarono tracce anomale e alcuni frammenti simili a plastica ma nessuna traccia della strana creatura. Il giorno seguente A. Lee Stewart Jr, un giornalista del Braxton Democrat, decise di andare nel luogo del presunto atterraggio o schianto dell’oggetto e scoprì segni di frenata lungo la strada che costeggiava la collina affiancati da strani depositi di gomma, tutte tracce attribuite all’atterraggio di qualcosa.

La vicenda per quanto incredibile, non venne liquidata facilmente. Ma ciò che fu clamoroso, fu proprio il disinteresse dell’Aeronautica militare. All’inizio, data la preoccupazione crescente, le autorità dissero che l’oggetto splendente era una meteora che sparendo dietro la collina dava l’impressione dell’atterraggio di un UFO. L’unica cosa sicura fu che evitarono indagini pubbliche per timore di innescare una psicosi collettiva. Ufficialmente si diede a questo avvistamento la versione di “allucinazione collettiva”. Nel suo articolo Barker disse che numerose persone quella sera in un raggio di più di 30 chilometri videro un oggetto luminoso in cielo nello stesso istante e tutto ciò non poteva essere solo una coincidenza! Questa notizia finì rapidamente sui giornali e l’accaduto venne rinominato “Il mostro di Flatwoods”. Bailey Cornice, una residente della cittadina di Birch River, riferì inoltre di aver visto una brillante palla arancione volteggiare sopra la zone dove era stato avvistato il mostro. Questa luce è stata visibile per circa quindici minuti prima di virare al largo verso l’aeroporto a Sutton dove anche qui venne riportato tale avvistamento. Secondo un resoconto, una settimana prima dell’evento di Flatwoods, una donna e sua madre incontrarono una creatura simile. La donna era così spaventata che dovette essere ricoverata in ospedale. Venne segnalata anche in questo caso la presenza di odori nocivi. Barker credette che l’incidente di Flatwoods fosse in linea con tutti questi avvistamenti e che tale velivolo atterrò sul fianco della collina per necessità o per delle riparazioni. Le autorità, d’altro canto, affermarono che il caso di Flatwoods non avesse nulla di paranormale o alieno: dissero che si trattò semplicemente di una meteora che avrebbe generato illusioni ottiche negli individui. Questa dichiarazione venne sostenuta anche da vari astronomi, secondo cui tra agosto e settembre del 1952 la Terra attraversò uno sciame meteorico. Secondo gli scienziati, l’acre odore nell’aria poteva essere odore di zolfo, tipico di un avvistamento particolarmente ravvicinato di una meteora e ciò causò anche quei bruciori alla gola riportati dal signor Lemon.

Ancora oggi questo caso è causa di molti dibattiti anche se gli scettici sono fermamente convinti che si trattò di una meteora, ma noi vi vogliamo segnalare un fatto, una coincidenza quasi. Questo bizzarra storia ha luogo nel West Virgina nel 1952, proprio lo stesso stato in cui nel 1966, più precisamente a Point Pleasant, venne avvistato il Mothman, una strana creatura che ha sorprendenti elementi in comune con il mostro di Flatwoods. Forse sono solo coincidenze ma c’è a chi piace immaginare che i due avvenimenti siano strettamente collegati…

 
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Pubblicato da su 7 settembre 2015 in Casi macabri e misteriosi

 

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Armin Meiwes – Il cannibale di Rothenburg

Armin Meiwes – Il cannibale di Rothenburg

Anno 2006, nel tribunale di Kassel in Germania, seduto nel posto riservato agli imputati si trova il signor Armin Meiwes. Quando il giudice legge la sentenza, Armin ha lo sguardo freddo e calcolatore, non si scompone nemmeno quando emergono dettagli che farebbero rivoltare lo stomaco a chiunque, anzi, durante la lettura sembra non battere mai gli occhi come se non volesse perdere nemmeno il più insignificante degli istanti di quel momento. Ascolta la sua sentenza e solo qualche volta si lascia sfuggire un sussulto di umanità nella sua espressione, come se cercasse di trattenere con tutte le forze il sorriso. Quello stesso sorriso con cui era apparso nei giorni precedenti e immortalato dai giornali tedeschi nelle principali testate nazionali con la scritta “CANNIBALE”.

Armin Meiwes è nato il 1° di Dicembre del 1961 ad Essen, egli ha avuto un infanzia molto triste: a scuola veniva preso di mira dagli altri perché era un ragazzino timido e insicuro, a questo si aggiunge una situazione famigliare disgregata. Egli è il terzo figlio nato dal terzo matrimonio della signora Waltraud. Suo padre, il poliziotto Detlef Meiwes, viene descritto da Armin come un eroe che ammirava molto, questo fino al 20 di settembre del 1970 giorno nel quale dopo l’ennesima lite con la signora Waltraud uscì di casa, accese il motore della sua auto e parti, il piccolo Armin a squarcia gola urlava a suo padre di fermarsi e si mise ad inseguire la macchina. Tutto fu inutile, suo padre senza mai voltarsi indietro li aveva abbandonati per sempre. Armin aveva solo 8 anni. Tale perdita fu per lui un colpo molto duro e fu allora che iniziarono le fantasie. Siccome i suoi due fratellastri erano già adulti e non aveva amici, si creò un amico immaginario chiamato Frank, questo può essere molto comune tra i bambini, ma le fantasie di Armin erano molto diverse. Iniziò a sviluppare un’ossessione per la storia di Hansel e Gretel, in particolare gli piaceva l’idea che il piccolo Hansel ingrassava per poter essere mangiato dalla strega. Verso la seconda metà degli anni 70, quando Armin aveva sedici anni, si trasferisce con la madre presso una grande casa di campagna. La possente struttura è costituita addirittura da 36 stanze in totale, nella cittadina di Rotenburg quella casa è nota come “La casa degli spiriti”. Dopo l’abbandono del padre la signora Waltraud, probabilmente cercando di ricoprire anche il ruolo del marito, si dimostrò una donna molto possessiva, una figura autoritaria. Purtroppo però tale atteggiamento è stato controproducente per la psiche di Armin il quale si dimostrava sempre più insicuro di se e sempre più solo. La madre è stata una figura costante per il nostro protagonista e non è un modo di dire; le poche volte che Armin riusciva a procurarsi un appuntamento con una ragazza, sua madre doveva essere presente. I suoi compagni durante gli anni di servizio militare dissero che sua madre insisteva per accompagnarlo perfino durante le esercitazioni sul campo provocandogli le burle e l’imbarazzo. Dopo la morte della madre avvenuta nel 1999, Armin inizia finalmente a sfogare le sue fantasie più nascoste. Siccome non aveva amici, cresce la sua passione per l’informatica fino a diventare un esperto tecnico dei computer. A partire da questo punto, questa storia inizia a tingersi di sfumature degne di un film gore di basso costo. Armin trascorre le sue giornate davanti allo schermo e scopre di essere bisessuale, inoltre inizia la lettura di libri di cannibalismo e si interessa alla bibliografia degli assassini seriali cercando delle emozioni in comune con quei criminali, come se cercasse in qualche modo di convincere se stesso che quello era il suo destino, che era nella sua natura.

Dentro una scatola fredda e piena di circuiti integrati, Armin colleziona immagini trovate su internet che ritraggono incidenti reali, crimini disumani, corpi smembrati e torture di ogni tipo. Per non parlare di un’infinità di documenti sull’anatomia umana. Vi sembrerà incredibile, ma egli scoprì di non essere l’unica persona ad avere queste ossessioni. Su internet infatti frequenta dei forum dedicati a questi temi, in particolare frequenta il forum chiamato “Canibal cafe” dove gli utenti postano richieste dal forte contenuto sessuale, antropofago e di vorarefilia. Armin spesso usava il nickname Frank, il nome del suo amico immaginario. Normalmente i suoi  annunci erano di questo tipo: “Cerco ragazzo giovane sano tra i 18 e i 25 anni che sia disposto a morire ed essere divorato da me. Farò di voi succulenti impanati e gustose bistecche”. Ai suoi annunci rispondono in tanti, Armin sorpreso ed eccitato riesce ad incontrare alcune di queste persone, le quali, in teoria rispondendo all’annuncio, erano veramente disposte a diventare la sua cena. Alla fine però le aspettative di Armin venivano deluse perché le sue vittime sacrificali, vedendo i ganci da macello, i coltelli, la trituratrice e gli altri attrezzi, venivano invasi dalla paura e decidevano di andarsene. Armin non tratteneva mai queste persone perché il banchetto aveva un senso solo se la vittima era disposta al 100% a consegnarsi al suo carnefice. Appaiono sul sito altri annunci di Armin quando finalmente nel febbraio del 2001 risponde un ingegnere elettronico di Berlino; si tratta del 43enne bisessuale Bernd Jurgen Brandes. Il signor Brandes ha un ossessione nella vita, quella di essere divorato. I due si scambiano messaggi dal forte contenuto sessuale legati a rituali di torture e innumerevoli fotografie che ritraevano nudo il signor Brandes, mentre Armin gli inviava le foto dei suoi denti. Successivamente quando instaurano un rapporto più stretto decidono di passare all’atto finale .

L’incontro tra i due avviene il 9 di Marzo del 2001. Nel piano superiore di casa sua Armin aveva allestito una stanza chiamata “Il mattatoio” dove vi erano tutti gli strumenti necessari a soddisfare la sue più aberranti fantasie. Dopo un pomeriggio trascorso in salotto a pianificare ogni dettaglio su come doveva essere l’esecuzione i due si spostano al secondo piano. Nella stanza del mattatoio vi era presente un ampio tavolo, dei secchi vuoti e numerosi strumenti per tagliare, maciullare e tritare la carne, ma soprattutto vi era una videocamera! Proprio così, perché i due decisero di filmare tutto l’orrore che sarebbe accaduto in quelle quattro mura. Il signor Brandes nudo, riempito di antidolorifici e alcol era pronto per essere divorato. Prima di morire però aveva una richiesta fondamentale. Una sua fantasia che doveva essere soddisfatta, Voleva che Armin gli strappasse il pene con i denti. Armin cercò di soddisfare questa richiesta, ma dopo numerosi tentativi andati a vuoto utilizzò un coltello da cucina. In mezzo alle urla e all’euforia, il signor Brandes, dopo aver visto il suo pene mozzato di colpo, cerco di mangiarselo ma disse che era troppo gommoso e non poteva masticarlo. Armin scese in cucina, accese i fornelli e attraverso l’uso di sale e aglio iniziò a friggere il membro virile. Cercò di fare tutto di fretta, troppo di fretta, infatti finì per bruciare la carne rendendola di fatto immangiabile. Dovettero darlo in pasto al cane. Brandes perdeva copiosamente sangue e non aveva più la forza per stare in piedi, quindi venne trasportato in bagno dentro una vasca piena di ghiaccio dove prese altri sedativi aspettando la sua fine mentre il suo compagno di morte gli leggeva un romanzo di Star Trek. Verso le prime ore del mattino Brandes era incosciente ma ancora vivo, così Armin decise di porre fine alle sue sofferenze. Prese un coltello lungo, gli diede un bacio e poi recise la sua carotide! In poco tempo la vita abbandonò per sempre il corpo del signor Brandes. Armin con calma e con una cura maniacale iniziò a sezionare il cadavere; vi risparmiamo i dettagli crudi, sappiate solo che sacchi interi di carne umana riempirono il suo freezer. Un fatto particolare è che seppellì il cranio in giardino anche se, su suggerimento dello stesso Brandes, inizialmente aveva pensato di usarlo come posacenere. Durante i mesi successivi Armin mangiava solo carne della sua riserva speciale, arrivando a ingurgitare fino a 20 kg dell’umanità di Brandes.

10 mesi dopo, nel 2002  la polizia suonò alla porta del signor Armin perché uno studente austriaco di Innsbruck aveva segnalato la presenza di un utente nei forum che sosteneva di aver già mangiato carne umana e che il suo freezer era pieno di tale delizia postando anche delle fotografie. Il signor Armin venne processato nel bel mezzo di una bufera mediatica poiché in Germania non esiste il delitto per cannibalismo. Inizialmente l’avvocato di Armin faceva leva soprattutto sul fatto che la vittima era consenziente ed era pronta a morire. Sono stati visionati diverse fotografie scattate dalla polizia subito dopo l’arresto e soprattutto le due ore di registrazione in cui si vede l’intera scena dell’amputazione. Tali immagini furono così scioccanti che diverse persone della giuria avrebbero avuto bisogno di specialisti per poter dormire nei giorni seguenti. Dopo una lunga battaglia legale e dopo aver ascoltato il parere di diversi psicologi, la sentenza definitiva è arrivata nel 2006: catena perpetua per omicidio a sfondo sessuale e disturbo del riposo dei morti. In questo momento Armin Meiwes si trova nella prigione di Kassel. Vi sembrerà ironico ma è diventato vegetariano, forse perché una volta assaggiata la carne umana non era più disposto ad assaggiarne di altri tipi.  La piccola cittadina di Rothenburg era incredula di fronte alle notizie che trapelavano sui giornali, per i suoi vicini Armin era tutto sommato una persona normale, mai si era comportato come uno squilibrato o aveva dato segni di infermità mentale, d’altronde anche con il caso di Ricardo Lopez nemmeno i suoi parenti erano riusciti ad accorgersi del mostro che si celava dentro di lui. Chissà… Forse anche voi avete un vicino che sembra simpatico e sorride ogni volta che vi saluta, quel sorriso forse nasconde qualcosa di molto oscuro e famelico.

 
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Pubblicato da su 1 settembre 2015 in Personaggi sinistri

 

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