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Coniugi Hill – Il primo rapimento alieno documentato

07 Lug
Coniugi Hill – Il primo rapimento alieno documentato

Quanti di noi hanno sentito storie su rapimenti di esseri umani da parte di entità extraterrestri. Molto spesso queste storie si rivelano false, ma esiste una piccola percentuale che non trova una spiegazione, in particolare quello che vi stiamo per raccontare è il caso più convincente del suo genere, nonché il primo documentato della storia moderna. Questa storia parla anche di esami medici da parte di alieni su corpi umani e anticipa le sempre più frequenti e traumatiche visite da parte dei cosiddetti grigi avvenute dagli anni 70 in poi. Ecco la storia di Barney e Betty Hill.

Il loro viaggio verso l’ignoto inizia nella notte tra il 19 e il 20 settembre 1961 nel New Hampshire. Tutto ciò cambierà per sempre il mondo dell’ufologia. Gli Hill erano una coppia interrazziale, molto inusuale per l’epoca. Barney era un 39enne di colore che lavorava presso il servizio postale, mentre Betty, la moglie 41enne, era un’assistente sociale. A causa di alcuni problemi dovuti all’ulcera di Barney, i due avevano intrapreso una vacanza in Canada con il loro cane Desley. Il 19 settembre cominciarono il loro viaggio di ritorno a casa, un viaggio che avrebbe cambiato per sempre le loro vite. Verso le 22, Barney che era alla guida, vide una stella che sembrava muoversi in modo irregolare. L’uomo fece notare alla moglie lo strano astro e i due lo tennero sotto controllo. Erano a nord di Woodstock e quella stella si muoveva ancora in modo insolito, così Barney decise di fermarsi per scendere dalla macchina e osservare meglio quello che stava accadendo. Con l’uso di un binocolo, Barney ingrandì quello che pensava fosse una stella, ma così non era! Egli riuscì a distinguere diversi colori oltre che mol teplici file di finestre! L’oggetto si avvicinò e Barney terrorizzato vide quelli che sembravano degli esseri all’interno della nave, dopodiché, in preda a una strana sensazione quasi ipnotica, corse verso la macchina dove Betty lo stava aspettando. Alle domande della moglie Barney non disse nulla e si limitò ad accendere il motore e percorrere l’autostrada a tutta velocità. Guardando in cielo si accorsero che l’oggetto era sparito, tuttavia cominciarono a sentire un ronzio assordante. Da quel momento la loro memoria si offuscò e ripresero conoscenza esattamente a 60 km a sud da dove avvertirono quello strano rumore. Dopo aver visto l’UFO, il resto del loro viaggio di ritorno fu essenzialmente tranquillo. Arrivati finalmente a casa si accorsero che la loro macchina aveva degli strani segni sulla carrozzeria, ma stanchi per il viaggio andarono subito a letto. Quando Betty si svegliò il giorno dopo, telefonò a Janet, la sorella, e le raccontò della strana esperienza vissuta la notte prima. Janet la esortò a chiamare la Pease Air National Guard Base, la base aerea di Portsmouth, e dire loro ciò che lei e Barney avevano visto. La donna seguì il consiglio e parlò con il maggiore Paul W. Henderson che dopo aver ascoltato il racconto disse che un oggetto volante non identificato venne confermato dai radar proprio quella notte.

I giorni passavano e gli Hill stavano cercando di lasciare questa brutta esperienza alle spalle, ma presto Betty cominciò ad avere gli incubi. Nei suoi sogni vedeva lei e suo marito essere costretti con la forza a entrare in un misterioso veicolo. In poco tempo due scrittori sentirono parlare della storia degli Hill che vennero subito contattati. La coppia, con l’aiuto degli scrittori, stilò una scaletta degli eventi trascorsi quella notte e incredibilmente si accorsero che avevano perso due ore della loro vita lungo il tragitto! La notizia dell’avvistamento UFO stava cominciando a fare il giro del mondo e gli Hill per lungo tempo furono costretti a nascondersi dai giornalisti, per quanto possibile. Ma a causa del fattore “tempo mancante” e il desiderio di sapere cosa era successo durante quelle ore, decisero di contattare uno psichiatra. La loro scelta cadde sul dottor Benjamin Simon, uno psichiatra molto noto nel suo campo. Proprio questa persona giocherà un ruolo fondamentale nella storia del sequestro degli Hill. Sotto suo suggerimento infatti cominciarono le sedute di ipnosi regressiva, metodo molto usato nei casi di abduction, sperando di poter sbloccare i ricordi delle due ore mancanti. Prima iniziò con Betty per proseguire poi con Barney. Dopo sei mesi di trattamento, la conclusione del dottor Simon fu che gli Hill vennero rapiti da esseri non meglio identificati e portati a bordo di un velivolo sconosciuto. Alcuni dei ricordi affiorati dalle loro menti dissero che l’automobile si era bloccata nel bel mezzo della strada e l’UFO era atterrato vicino a loro. Dopodiché esseri alieni si avvicinarono all’auto per prelevare sia Betty che Barney e portarli sul loro velivolo. I due poi vennero sottoposti a prove mediche ed esami scientifici e prima di rilasciarli vennero ipnotizzati ricevendo l’ordine di mantenere la loro cattura un segreto. Durante queste intensive regressioni, gli Hill descrissero i loro rapitori come esseri calvi alti circa 1 metro e mezzo con pelle grigiastra, testa sproporzionata a forma di pera con occhi neri e obliqui e che comunicavano col loro attraverso la telepatia. Questa è la descrizione degli alieni che diventeranno noti come “i grigi” che noi tutti conosciamo. Gli Hill rilasciarono anche dettagli sugli esperimenti fisici e mentali condotti da questi esseri: vennero prelevati campioni della loro pelle, capelli e unghie. Betty venne sottoposta a test ginecologici e Barney disse che gli vennero prelevati campioni di sperma. Gli alieni, racconta Betty, furono stupiti dal fatto di trovare una protesi dentaria nella bocca del marito, dunque spiegò a uno di loro che quella protesi sostituiva i denti persi in seguito a un incidente e che comunque i terrestri li perdevano con il giungere della vecchiaia. A quest’affermazione l’alieno sostenne di non sapere cosa fosse la vecchiaia.

Tuttavia, l’elemento forse più intrigante della vicenda è costituito da una mappa che uno dei “Grigi” mostrò a Betty Hill: ella la riprodusse in stato post-ipnotico e raccontò che le fu comunicato che le linee rappresentavano rotte astronautiche. Un anno dopo questa vicenda, il New York Times riportava la notizia della scoperta, nella costellazione di Pegaso, di un oggetto astronomico ignoto, denominato CTA-102 che, secondo alcuni radioastronomi, avrebbe potuto essere artificiale: la somiglianza tra le mappe era fortissima. Parallelamente a questo, un’insegnante dell’Ohio, Marjorie Fish, incuriosita dalla mappa della Hill, fece una accurata ricerca allo scopo di verificare, in un raggio di 10 parsec intorno al sole, quale sistema solare potesse presentare forme di vita. Dopo aver costruito un modello tridimensionale, partendo dal presupposto che la mappa mostrasse una porzione di cielo visibile dal pianeta d’origine dei visitatori, la Fish giunse alla conclusione che il luogo dove essi provenivano doveva trovarsi nei pressi di Zeta Reticuli, a 37 anni luce da noi. Ad oggi molti contestano la ricostruzione della Marjorie e la vera natura di quella mappa rimane un mistero.

Come per ogni caso che riguarda gli alieni, esistono anche alcune ipotesi per spiegare ciò che è venuto fuori dalle ipnosi regressive. In particolare l’ufologo Martin Kottmeyer notò che gli alieni descritti dagli Hill assomigliavano a quelli apparsi in un episodio della serie televisiva di fantascienza The Outer Limits, trasmesso due settimane prima del presunto rapimento, che potrebbe essere affiorato nella memoria dei coniugi durante l’ipnosi. Inoltre il giornalista scientifico Robert Sheaffern ipotizzò che Betty Hill abbia inconsciamente disegnato un gruppo di stelle osservato tempo prima in un planetario. Ad oggi il caso di Betty e Barney Hill è ancora molto studiato e discusso. Verità o no è stato di sicuro un caso che ha cambiato il mondo dell’ufologia moderna.

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Pubblicato da su 7 luglio 2015 in Contatti exraterrestri

 

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