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Film maledetti – La Hollywood degli orrori

29 Giu
Film maledetti – La Hollywood degli orrori

La parola maledetto per definizione è lo stato di disgrazia con delle conseguenze negative e sfortunate che perseguitano una persona o un oggetto e tutti coloro che gli stanno intorno. Può darsi che siano solo coincidenze dato che non ci sono le prove concrete per affermare che un oggetto o una persona siano maledetti, eppure la sequenza di eventi sfortunati, e soprattutto la quantità di morti in circostanze misteriose che sono legate ad alcuni oggetti, è così lunga che affermare che si tratti di coincidenze sarebbe quasi un atto di fede ed una sfida alla statistica. Nel mondo ci sono molti oggetti considerati maledetti: pitture, giocattoli e persino luoghi, ma oggi vi parleremo di un’altra categoria, quella dei film. Sappiamo che Hollywood, essendo un industria di ingenti guadagni, è anche un lugubre posto dove spesso e volentieri le persone non hanno scrupoli quando ci sono di mezzo i soldi e la fama, eppure  sarà per pura scaramanzia o sarà perché veramente credono che ci sia una maledizione, ma molti attori e produttori quando si parla anche solo di fare un remake di alcuni dei film che stiamo per raccontarvi adesso, rifiutano qualunque coinvolgimento diretto o indiretto.

  • Poltergeist

Scritto da Steven Spilberg e diretto da Tobe Hooper. Il primo film è uscito nel 1982 e ha avuto così tanto successo che sono stati prodotti altri due sequel. Il film parla della storia della famiglia Freeling, sconvolta da una serie di eventi paranormali che si verificano nella loro casa in California. Nel film la famiglia viene perseguitata da spettri e addirittura la piccola Carol-Anne Freeling, interpretata da Heather O’ Rourke,  viene rapita. La presunta maledizione che nacque intorno a questo film fu soprattutto per colpa della morte di diversi membri del cast. Cinque sono gli attori morti durante o dopo aver girato uno dei film della trilogia. Will Sampson, un nativo Americano che faceva la parte di uno spirito buono in Poltergesit II, non sopravvisse a un trapianto e morì nel 1987 all’età di 53 anni. Julian Beck, che faceva la parte di uno spirito cattivo sempre in Poltergeist II, morì per cancro allo stomaco all’età di 60 anni. Lou Perryman, uno dei più veterani della trilogia che faceva la parte di Pugsley in Poltergeist I, venne ucciso a colpi di ascia da un ex galeotto nella sua casa di Austin in Texas nel 2009. Ma sicuramente le morti che diedero al film l’infame notorietà di film maledetto riguardano quelle di Dominique Dunne e Heather O’Rourke. Dominique, che nel primo Poltergeist faceva la sorella maggiore di Carol-Anne, è stata strangolata dal suo ex fidanzato  John Thomas Sweeney durante una furibonda discussione sulla loro storia amorosa che Thomas di rifiutava di concludere. Dominique morì all’età di 22 anni. Heather, la protagonista di tutta la trilogia, morì all’età di soli 12 anni per arresto cardiaco e shock settico causato da stenosi intestinale nel febbraio del 1988, poco dopo l’uscita nelle sale dell’ultima parte della trilogia. Un dato alquanto macabro è che durante le riprese del primo film vennero utilizzati degli scheletri reali perché all’epoca costavano meno rispetto alle repliche, coincidenza alquanto bizzarra perché Poltergeist tratta appunto di spettri che non riescono a riposare in pace e perseguitano coloro che hanno osato profanare il loro luogo di riposo. Quest’anno è uscito un remake del primo Poltergeist. Chissà cosa riserva il destino agli attori .

  • Atuk

Parlare di Atuk come film maledetto sarebbe tecnicamente errato dato che in effetti non è mai stato realizzato nessun film e vi racconteremo il motivo. La sceneggiatura di Atuk è stata scritta da Peter Gwzovsky ed è tratta da un romanzo di Mordecai Richler del 1963 il cui vero titolo è “L’incomparabile Atuk”. Atuk (anziano in lingua Inuit) è un amichevole Eskimo che decide di cambiare stile di vita e passa dal suo igloo, dalla caccia alle foche e dai combattimenti con gli orsi polari, alla giungla urbana di Manhattan a New York. Doveva essere un film umoristico e satirico c’entrato sul razzismo e la vita moderna dove Atuk si trovava in situazioni improbabili quanto singolari. Come potete comprendere, il problema più grande per la realizzazione del film era la scelta del protagonista. La prima vittima di Atuk fu il grande comico Jhon Belushi il quale dopo aver letto la sceneggiatura nel 1982 vi rimase folgorato ed entusiasta dall’idea di interpretare tale personaggio, ma una settimana dopo aver firmato il contratto, Belushi morì per overdose(anale) di “Speedball”, non  ossia un cocktail letale di eroina e cocaina. Nel 1987 i produttori ritornarono alla carica e questa volta decisero di offrire il ruolo all’eccentrico attore e comico televisivo Sam Kinison, il quale in passato era stato anche predicatore in una chiesa evangelica. Sam firmò il contratto e insieme alla troupe riuscì a girare anche qualche scena del film, ma ben presto la personalità eccentrica a volte irritante dell’attore e quella irascibile dei produttori collidero, così Kinison decise di abbandonare il progetto. La maledizione lo colpì nel 1992 quando la sua Pontiac Firebird venne investita in pieno da un pick up guidato da un adolescente ubriaco. A bordo della pontiac, oltre all’attore, c’era anche sua moglie Malika Souiri che sopravvisse per miracolo all’incidente. Nel 1994 i produttori, forse incentivati dal motto “la terza volta è quella buona” decisero di contattare John Candy il quale si trovava nella città di Durango in Messico a girare il film Wagons East, una parodia dei film Western.  Un mese prima di iniziare le riprese di Atuk l’attore venne trovato morto nella sua camera la causa: infarto. Sempre nel 1994 inoltre Murray O’Donoghue, che era amico sia di Belushi che di Kinison e che aveva contribuito nella scrittura di alcune scene di Atuk, morì a causa di un emorragia cerebrale. Un produttore indipendente nel 1997 comprò i diritti del film e riuscì a contattare un attore di spicco, il famoso Chris Farlay, ma come potete immaginare proprio una settimana prima di girare il film, morì per overdose. Da allora nessuno ha più osato produrre questo film.

  • The Omen

The Omen, uscito in italia nel 1976 come “Il presagio”, è considerato uno dei film horror più belli di sempre e che vi consigliamo di guardare. La trama di per se è da brividi, senza anticiparvi altro, possiamo dirvi che tratta del figlio dell’Anticristo. Il film è stato diretto da Richard Donner il quale ha più volte ammesso che gli incidenti, le coincidenze e le morti che sono capitate durante le riprese del film, forse cono ancor più agghiaccianti del film stesso. L’aereo dove si trovava uno dei protagonisti principali, Gregory Peck, durante il viaggio dagli Stati Uniti verso l’Inghilterra venne colpito da un fulmine! Identico fu l’incidente subito dall’aereo del produttore esecutivo del film, Mace Neufeld e persino lo sceneggiatore David Seltzer disse che durante il viaggio attraverso l’atlantico il suo aereo venne colpito da un fulmine. In tutti e tre i casi non ci furono delle conseguenze, anche perché spesso succede che i fulmini colpiscono gli aerei in volo, in questo caso però forse il destino li aveva solo avvertiti di ciò che sarebbe capitato dopo. Altri sfortunati eventi colpirono anche agli altri membri dello stuff, per esempio la stazione metropolitana di Green Park a Londra dove si recava la troupe venne colpita da un attentato terroristico del gruppo radicale IRA. Un altro attentato quasi mortale avvenne nel ristorante prenotato da Neufeld e anche in quell’occasione gli attentatori erano membri del’IRA. Per miracolo non ci furono conseguenze mortali per i membri della troupe. Un altro sfortunato aneddoto riguarda l’aereo prenotato dall’agenzia degli studios perché il regista voleva riprendere delle immagini di Israele dall’alto,  ma proprio il giorno prima che venisse utilizzato per le riprese durante il suo ultimo volo commerciale, l’aereo ebbe dei guasti. Infatti poco dopo il decollo l’aereo si schiantò e tutte le persone a bordo morirono nell’esplosione. Ci sono molte altre storie legate direttamente e indirettamente al film, ma senz’altro l’evento più traumatico vissuto dall’attore principale Gregory Peck fu la morte di suo figlio Jonathan Gregory Peck. Jonathan stava attraversando dei momenti psicologici molto delicati soprattutto perché considerava se stesso come una brutta copia dell’ombra di suo padre. Lo stress e i fallimenti portarono Jonathan a commettere un atto disperato. Proprio quando suo padre si trovava in Europa per girare il film Omen, Jonathan si sparò alla testa. Purtroppo però questo non fu l’evento più incredibile di tutti,   infatti un ultimo capitolo di questa saga infinita dell’horror doveva essere scritto. Il 13 di Agosto del 1976 il supervisore degli effetti visivi del film, John Richardson, stava viaggiando con la sua assistente Liz Moore su una strada nei Paesi Bassi, quando all’improvviso perse il controllo della vettura. Lo schianto fu di una violenza tale che la ragazza che lo accompagnava venne decapitata da una lastra di metallo e per pura fatalità del destino, quando Richardson quasi in fin di vita uscì dalla macchina, si guardó attorno in cerca d’aiuto ma non c’era nessuno a soccorrerlo, c’era solo un cartello beffardo ed agghiacciante:siete lontani da  66.6 km. Pochi minuti dopo morì. A proposito, se guardate il calendario , il 13 di Agosto del 1976 era un venerdì.

Per concludere vogliamo parlarvi di un film che è stato per molti anni dimenticato e che, aldilà della trama, porta con se una storia triste che ci deve far riflettere. The Conqueror o in italiano “Il conquistatore” è un film del 1956 Diretto da Dick Powell e prodotto dal magnate Howard Hughes. Questo film era uno dei più ambiziosi della sua epoca e tratta della vita del condottiero e sovrano mongolo Gengis Khan. Le aspettative per il film erano elevate e per renderlo ancor più epico venne scelto come protagonista la leggenda vivente John Wayne. Su decisione del megalomane Howard, la location per girare la pellicola doveva essere più realistica possibile e venne scelto il deserto di Escalante vicino a St. George (Utah) come scenario per emulare le steppe della mongolia, ma questa decisione si rivelerà a dir poco fatale perché il deserto scelto era utilizzato dal governo Americano per fare i test nucleari. Le conseguenze come potete immaginare sono state disastrose. Tra le 220 persone che facevano parte del cast, 91 di esse anni dopo furono affette da svariate forme di cancro e tumori cerebrali causati alle radiazioni. John Wayne, il protagonista, sviluppò il cancro ai polmoni e allo stomaco e morì nel 1979. Come se non bastasse il film fu un disastro anche dal punto di vista commerciale, infatti venne duramente attaccato e sepolto dalla critica e ora è ricordato come uno dei peggiori film mai realizzati. Questo ci deve far riflettere su quanto la stupidità umana e l’incompetenza siano molto più pericolose di qualunque maledizione.

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Pubblicato da su 29 giugno 2015 in Maledizioni e possessioni

 

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