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Leonarda Cianciulli – La saponificatrice di Correggio

08 Giu
Leonarda Cianciulli – La saponificatrice di Correggio

Ed Gein in America, Vlad Tepes nella Valacchia e Erzsébet Báthory in Ungheria, queste sono tre persone di cui abbiamo parlato in casi precedenti che hanno avuto tutte a che fare con terribili e cruenti omicidi. Ora stiamo per narrarvi la storia di un’altra spietata serial killer e questa volta staremo in Italia. Siamo negli anni 30 e il paese si sta pian piano riprendendo dal primo conflitto mondiale e la povertà è ancora molto diffusa. Leonarda Cianciulli è una donna piena di risorse, sa come sfruttare al meglio ogni mezzo per guadagnare sempre qualche lira in più. Come abbiamo detto sono gli anni 30 e a quell’epoca il denaro scarseggiava e bisognava darsi da fare. Ecco la storia di Leoanarda Cianciulli, meglio conosciuta come la saponificatrice di Correggio.

Leonarda nacque a Montella, in provincia di Avellino nel 1894, da Emilia di Nolfi e Mariano Cianciulli. La sua fu un’infanzia difficile, era sempre stata una bambina debole ed era nata senza che i genitori la desiderassero. Più volte tentò invano il suicidio cercando di impiccarsi due volte oppure mangiando dei cocci di vetro. All’età di 22 anni sposò Raffaele Pansardi, un impiegato dell’ufficio del registro e andò a vivere nell’Alta Irpinia, ad Ariano Irpino. Leonarda era una donna molto frugale e aveva tutte le buone ragioni per esserlo poiché perdette la sua casa e tutti i suoi aver a causa del Terremoto del Vulture che causò ingenti danni in Campania e in Basilicata, nonché la morte di 1404 persone il 23 luglio 1930. Per limitare le perdite, la donna e suo marito si trasferirono a Correggio dove iniziò la sua attività di cartomante autonominandosi anche sensitiva per le donne della paese. Ben presto divenne nota tra la gente del posto come una donna per bene e una buona vicina. Nel corso del suo matrimonio Leonarda portò avanti ben 17 gravidanze. Sfortunatamente ci furono 3 aborti e 10 morti premature. Leonarda era quindi estremamente protettiva nei confronti dei restanti 4 bambini: Giuseppe, Bernardo, Biagio e Norma. Sarebbe andata fino ai confini più estremi della terra pur di proteggerli e spesso si consultava con altri cartomanti e sensitivi per placare i suoi timori che un altro dei suoi bambini sarebbe morto. Infatti quando la donna era più giovane le venne predetto che tutti i suoi figli sarebbero morti e che non le sarebbe rimasto più nulla! Ben presto arrivò il periodo che il figlio maggiore e prediletto di Leonarda, Giuseppe, divenne abbastanza grande per essere arruolato nell’esercito. Avendo constatato che l’Italia si sarebbe unita allo sforzo bellico e che suo figlio si sarebbe unito a esso, Leonarda, agonizzante su come avrebbe dovuto proteggerlo, ancora una volta si rivolse alle arti oscure impiegando mezzi sempre più oscuri al fine di tenere in vita i suoi figli rimasti. Fu proprio in questo periodo che Leonarda cambiò, ella era convinta che se qualcun’altro avesse preso posto di suo figlio, lui poteva salvarsi dalle grinfie della morte. Poteva funzionare!

Leonarda aveva imparato a conoscere un bel po’ di persone grazie al suo lavoro. Sapeva quello che esse desideravano più di ogni altra cosa. I pensieri di Leonarda dunque si concentrarono sulla sua vicina Faustina Setti che desiderava disperatamente un marito e tempo prima era venuta da lei in cerca di aiuto. Si, Leonarda le aveva detto che avrebbe fatto del suo meglio per trovarne uno. Un giorno Leonarda invitò a casa sua Faustina dicendole che finalmente le aveva trovato un marito ma era abbastanza lontano, in una città chiamata Pola. Leonarda disse alla donna di non dire nulla della sua partenza per non scatenare delle invidie, ma di scrivere solo alcune lettere e cartoline che avrebbe potuto inviare più tardi in modo che tutti potessero sapere che stava bene. Dopo aver parlato, Leonarda le offrì del vino drogato in modo tale da sacrificarla per la vita di suo figlio. Leonarda si interrogò su cosa fare del corpo della donna privo di sensi. Di recente aveva preso in considerazione di ampliare il suo repertorio di competenze e si stava occupando della fabbricazione di sapone, dunque in casa aveva della soda caustica comprata recentemente al mercato che è un ingrediente necessario per la produzione di sapone fatto in casa. Dunque la Cianciulli la uccise a colpi di scure e la trascinò in uno stanzino. Qui sezionò il cadavere mischiandone i pezzi con la soda caustica in modo tale da realizzare saponi. Inoltre, per la gioia della donna, le fu anche possibile di aggiungere un po’ di sangue all’impasto di quelli che sarebbero stati dei deliziosi e croccanti pasticcini. Leonarda servì i suoi dolci con grande orgoglio al vicinato che si complimentò per l’incredibile bontà. Forse Leonarda ritenne che una volta finite le torte e i suoi prodotti di sapone, avrebbe dovuto riempire la dispensa con qualcos’altro. Forse pensava che il destino l’avesse beffata e che la sua offerta sacrificale aveva perso l’effetto, oppure che doveva esserci un sacrificio per ogni suo figlio rimasto in vita. Qualunque sia la ragione, Leonarda fu presto ossessionata nella ricerca della prossima vittima sacrificale tra le case del vicinato per la preparazione di nuove torte e saponi. Francesca Soavi è stata un’altra donna che era venuta in cerca di aiuto chiedendo di trovare un nuovo lavoro. Dunque Leonarda si inventò l’ennesima scusa dicendo che ne aveva trovato uno per lei in un altro luogo lontano, questa volta in una scuola a Piacenza. Leonarda pensò che poteva essere una bella sorpresa per Francesca mantenere il suo nuovo lavoro un segreto, così la futura vittima disse semplicemente ad amici e parenti che se ne stava andando via. Un po’ di droga nel vino, qualche colpo d’ascia più tardi e Francesca era pronta per essere servita, il tutto ovviamente guarnito con della soda caustica. A questo omicidio ne seguì un altro, la vittima è un’altra donna: Virginia Cacioppo che aveva supplicato Leonarda di aiutarla a riavviare la sua carriera di cantante lirica. Virginia come le altre giurò di mantenere il segreto sul suo imminente viaggio, difatti le era stato promesso un impiego come segretaria di un misterioso dirigente teatrale che, magari, avrebbe potuto reintrodurla nell’ambiente. Leonarda era particolarmente soddisfatta del suo terzo sacrificio. Dopo aver preparato Virginia nel piatto, Leonarda ha aggiunto un po’ di acqua di colonia notando che i saponi risultanti erano particolarmente dolci, così come lo erano i pasticcini. Si, quella Virginia era una donna veramente molto dolce! Tuttavia le preoccupazioni intorno ai membri della famiglia di Virginia crebbero di li a poco. Sua cognata in particolare ricordò di aver visto Virginia entrare in casa di Leonarda e da allora non l’aveva più vista. Queste preoccupazioni vennero riportate quindi alla polizia che cominciò le indagini. Una volta arrivati a Leonarda, la donna confessò i suoi tre omicidi senza fare molta resistenza. Gli inquirenti però non riuscivano a credere che una donna anziana, bassa e grossa avesse potuto fare tutto questo da sola e andarono alla ricerca di un complice che l’avesse aiutata a compiere i delitti. Il sospettato numero uno era il figlio Giuseppe che al processo, avvenuto nel 1946, dichiarò di aver spedito le lettere, senza però sapere la verità. La madre, intenzionata a difenderlo con tutte le sue forze, propose una dimostrazione atta a far capire che lei era l’unica artefice di quella mattanza. Davanti a magistrati e avvocati, in soli dodici minuti, sezionò il cadavere di un vagabondo morto in ospedale e procedette con le tecniche di saponificazione.

A Leonarda vennero dati 30 anni di carcere, più altri 3 da scontare nel manicomio giudiziario femminile di Pozzuoli. La donna sopravvisse in carcere lavorando a uncinetto e cucinando biscotti, ma una volta in manicomio le venne immediatamente un ictus e morì il 15 ottobre del 1970 all’età di 76 anni.

Tagliai qui, qui e qui: in meno di 20 minuti tutto era finito, compresa la pulizia. Potrei anche dimostrarlo ora

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1 Commento

Pubblicato da su 8 giugno 2015 in Personaggi sinistri

 

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Una risposta a “Leonarda Cianciulli – La saponificatrice di Correggio

  1. Daniele

    11 giugno 2015 at 15:54

    Davvero bravi. sareste capaci di fare, magari in futuro, un video su John Wayne Gacy? Ve ne sarò davvero riconoscente. 😉

     

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