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Amityville – La casa degli Orrori

18 Mag

In ogni città o paese c’è sempre una casa diversa dalle altre, quella di cui ti parlano da quando sei bambino. Quella casa abbandonata dove nessuno osa entrare e che tu con timore o curiosità osservi da lontano mentre passi. Il suo profilo ti sembra immenso e rovinato e nello stesso tempo minaccioso. Quella casa che mentre la guardi ti vengono in mente i ricordi delle storie che circolano e che tu con abile immaginazione li fai diventare realtà nella tua mente e delle volte incubi nei tuoi sogni. Quella casa che da bambino osservavi con timore in particolar modo le sue finestre rotte nella speranza di osservare qualcuno, o qualcosa. Ovviamente la maggior parte delle storie che circolano su queste case cosiddette infestate sono inventate dalle persone del paese solo per poter dare una spiegazione al loro abbandono, eppure ci sono alcuni luoghi dove sono successi degli avvenimenti cosi raccapriccianti e cosi disumani che solo al pensiero di metterci piede verrebbero i brividi a chiunque. La casa che state osservando ora è uno di questi luoghi.

Il 14 novembre 1974, la piccola cittadina di Amityville, situata a Long Island – New York, è stata scossa da una notizia terribile. Ronald DeFeo Jr, un ragazzo di 23 anni, con un fucile da caccia calibro 35, aveva massacrato tutti i membri della sua famiglia (padre, madre, due fratelli e due sorelle), all’interno della propria casa situata al 112 Ocean Avenue ad Amityville, vicino al fiume. Secondo i rapporti della polizia, “Il crimine commesso ha delle caratteristiche particolari che indicavano tratti sadici solo spiegabili da una mente malata. Probabilmente la famiglia era stata narcotizzata prima di dormire, così l’assassino con calma uccise tutti i suoi familiari durante la notte. Ognuno dei membri dormiva a faccia in giù, con la testa appoggiata sulle braccia incrociate e tutti erano stati colpiti alla schiena con un’arma estremamente potente, tranne la madre, che è stata colpita alla testa.”. DeFeo, dopo essere stato catturato dalla polizia, durante il processo disse che aveva sentito una voce demoniaca che lo aveva spinto a uccidere la propria famiglia. Il processo per Ronald DeFeo Jr. cominciò il 14 ottobre del 1975 e il suo avvocato difensore William Weber non avendo nulla a cui aggrapparsi se non all’infermità mentale, cercò attraverso diverse analisi psichiatriche di costruire la sua difesa su quest’ipotesi cercando di risparmiare più anni possibili all’assassino. Gli esperti dissero che effettivamente Ronald soffriva di gravi disturbi psichici ed era diventato molto associale e che era fortemente dipendente da droghe quali l’LSD e l’eroina, ma era assolutamente in grado di valutare le sue azioni. Cosi Ronald è stato dichiarato colpevole con l’accusa di omicidio colposo plurimo e condannato a 25 anni di carcere per ogni omicidio commesso per un totale di 150 anni di carcere a Green Haven Correctional Facility, una prigione di massima sicurezza di New York. Questo fu solo l’inizio di una catena di eventi apparentemente inspiegabili che coinvolgono la casa situata sulla strada Ocean Avenue.

Nel dicembre 1975, la grande casa a due piani accoglieva i suoi nuovi abitanti: i Lutz. George e Kathy Lutz si erano trasferiti con i loro 3 figli Danny, Chris, e Missy. Considerando gli orribili eventi avvenuti in casa, la prima cosa che fecerò i Lutz fu chiamare il prete Ralph Pecoraro a benedire la casa, ma quando il sacerdote si trovò dentro all’abitazione avrebbe sentito una voce provenire dal piano superiore, una voce rauca che gli diceva di andare via. Successivamente le cose peggiorarono. I Lutz dichiararono che nella casa si potevano sentire odori sgradevoli, rumori strani, macchie sconosciute che apparivano e scomparivano sulle pareti e in modo inquietante con il passare del tempo, George, il padre di famiglia, iniziò a mostrare sintomi molto strani. Egli diceva di sentire sempre freddo e trascorreva ore davanti al camino osservando in silenzio le fiamme. Smise di prendersi cura della propria persona diventando sempre più sporco e spettinato acquisendo una somiglianza inquietante a Ronald Defeo. La moglie riferisce che da quanto si erano trasferiti in quella casa George diventava sempre più aggressivo e come se non bastasse la figlia Missy affermava che c’era una bambina chiamata Jodie con cui parlava spesso. Ma la cosa peggiore sono gli incubi sempre più frequenti e orribili. Kathy Lutz iniziò ad avere orribili visioni in sogno degli omicidi successi neanche un anno prima in quella casa. Lo stesso George iniziò a svegliarsi ogni notte alle 3:15, casualmente la stessa ora in cui erano stati commessi quei crimini. Più passava il tempo e più la presenza di spettri demoniaci si faceva sempre più evidente: mosche alle finestre, rumori nel mezzo della notte, sussurri provenire dall’oscurità. I Lutz dopo nemmeno 28 giorni dovettero abbandonare la casa terrorizzati. Da quel momento anche la stampa iniziò ad occuparsi dei Lutz, così iniziarono a narrare le loro esperienze ai giornali, spesso erano invitati in televisione e anche alla radio. Nacque un interesse per la casa degli orrori così forte che ben presto venne circondata da ricercatori dell’occulto, medium, sensitivi, cacciatori di fantasmi e spiritisti. Così dei ricercatori improvvisati e alcuni più esperti come i Warren diedero diverse motivazioni sul perché fosse infestata da spettri cosi aggressivi.  Secondo alcuni la casa si trovava su un antico sanatorio indiano dove i malati venivano lasciati quando la loro fine era vicina, altri invece suggeriscono che il terreno appartenesse ad un certo John Ketchum, uno stregone che era riuscito a fuggire al famoso processo alle streghe di Salem e che proprio su quella terra avesse continuato a fare i riti esoterici. Successivamente, la stampa accuso i Lutz di essersi inventati tutte queste storie e che le loro presunte esperienze paranormali erano solo un invenzione. Uno dei punti fondamentali di queste accuse era che William Weber, l’avvocato di Ronald DeFeo Jr, e George Lutz si conoscevano dai tempi del college e a quanto pare Weber, approfittando della situazione economica precaria di Lutz, li avrebbe pagati per poter vivere in quella casa e convincere l’opinione pubblica che l’abitazione era davvero infestata da presenze paranormali e così rafforzare la tesi che il suo cliente DeFeo era posseduto da uno di questi spettri.

Al giorno d’oggi non sappiamo con certezza se i fatti successi alla famiglia Lutz siano veri oppure no, le uniche certezze che abbiamo di questa storia sono i fatti cruenti successi alla famiglia DeFeo riportanti anche nel ibro The Amityville Horror: A True Story, scritto nel 1977 dallo scrittore americano Jay Anson e basato sui presunti eventi paranormali successi ai Lutz. Questo libro fu un successo di vendite a livello modiale mondiale. Per non parlare della quantità innumerevole di film con incassi milionari. La stampa e altri membri dell’occulto, durante il periodo dei duri attacchi mediatici alla famiglia Lutz, facevano indagini molto mirate sulla casa e scattavano diverse fotografie dentro e fuori cercando di smontare ciò che per molti era considerato una bufala ben orchestrata e tra le tante fotografie scattate alla casa si può osservarne una in particolare.  La fotografia in questione è stata scattata da Gene Campbell, un fotografo professionista, il quale durante una delle sessioni fotogratiche, quasi esausto dopo non aver trovato nulla di straordinario nei suoi rullini, iniziò a scattare delle fotografie fuori dalle stanze e nei corridoi. Grande fu la sorpresa quanto gelidi furono i brividi dietro la schiena di Gene quando scopri questa fotografia. Molti ritengono che si tratti del fantasma di John Matthew, il più piccolo dei Defeo uccisi quella notte maledetta. A proposito la casa è in vendita a circa 955mila dollari, così se vi interessa…

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3 commenti

Pubblicato da su 18 maggio 2015 in Maledizioni e possessioni

 

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3 risposte a “Amityville – La casa degli Orrori

  1. alterego1977

    18 maggio 2015 at 15:57

    L’ha ribloggato su Alter Ego.

     
  2. dentrolanotiziaweb

    18 maggio 2015 at 16:21

    Non è la prima volta, sopratutto noi Italiani tendiamo ad ignorare queste storie, cercando di mettere a tacere crude realtà come nel caso dell isola di poveglia, molti Italiani, hanno avuto esperienze paranormali hanno visto eppure per paura di essere considerati pazzi, emarginati e soffrire a causa della indifferenza stanno zitti, così pensavo di fare un blog in cui raccoglievo le testimonianze di tutti quelli che hanno vissuto una esperienza, dando voce a loro dimostrando che queste storie sono vere e che stando zitti si dimostra solo di essere codardi, grazie a questo articolo ho la forza di farlo, bellissimo scritto molto bene i miei più sentiti complimenti, se servono informazioni o spunti per articoli io sono un ex cacciatore nel mio piccolo chiedere non costa nulla no:) mi rivolgevo al autore di questo blog che da oggi sarà la mia bibbia personale:) Buon lavoro

     

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