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Volo Malaysia Airlines 370 – L’aereo fantasma

20 Apr

Oggi parleremo di ciò che potrebbe essere il caso più grave e strano dell’aviazione moderna. Questa tragica storia ha riempito i giornali di tutto il mondo per intere settimane! Perfino voi ne avrete sentito parlare almeno una volta al telegiornale, eppure ancora oggi rimane un mistero irrisolto. Tutto ebbe inizio l’8 marzo del 2014, il decollo dell’aereo era previsto alle 00:41 ora locale di Kuala Lumpur con atterraggio a Pechino alle 6:30, ma come sappiamo l’aereo non è mai arrivato a destinazione. Stiamo parlando del volo MH370 della Malaysia Airlines operato da un Boing 777 in cui a bordo al momento del decollo c’erano 227 passeggeri e 12 membri dell’equipaggio. Le poche certezze secondo quanto rivelato dai radar militari è che l’aereo ha improvvisamente cambiato direzione dalla rotta prevista, virando da nordest a ovest, sulla penisola malese, sopra l’isola di Penang dirigendosi sullo Stretto di Malacca prima di virare a sud verso l’Oceano indiano. A quel punto tutti i sistemi d’identificazione di bordo erano stati spenti e gli unici segnali erano quelli tra l’aereo e un satellite che si trovava a 35.800 metri di altezza.

Era l’1.21 di notte quando, dopo 40 minuti di volo, si perse ogni ogni comunicazione con il Boeing 777. Nelle ore successive alla sparizione i soccorritori dovettero basare le loro ricerche sulle comunicazioni con il satellite, ma queste non contenevano però informazioni sulla posizione del volo. Solo attraverso dei calcoli basati sui tempi impiegati dagli scambi dei segnali tra l’aereo, la stazione di terra e il satellite e tenendo conto anche della quantità di carburante, si ottenne una vastissima area di ricerca che arrivava a nord fino all’Asia Centrale e a sud si estendeva fino a una remota area dell’Oceano Indiano meridionale. Inizialmente si sperava di captare il segnale della scatola nera, ma questa si è scaricata dopo tre settimane. Da allora si perlustrarono migliaia di chilometri quadrati di acqua senza ottenere alcun risultato.

La vera svolta nelle indagini fu quando si scoprì che l’aereo era stato in volo ben 7 ore dopo l’ultima comunicazione con la torre di controllo. Quest’informazione venne ricavata sulla base degli ultimi dati satellitari che hanno rilevato la presenza del velivolo fino alle 8:11, ore locali di Kuala Lumpur e le ultime parole del pilota furono “Buona notte, Malaysian 370”. “Il volo MH370 della Malaysian Airlines è stato probabilmente dirottato da una persona con grande esperienza di volo che ha volontariamente cambiato la rotta del velivolo e interrotto le comunicazioni”. Queste le parole scioccanti di un funzionario malese portavoce delle indagini. Najib Razak, il primo ministro malese, confermò indirettamente tale ipotesi attraverso un comunicato in cui disse “Il cambio di rotta del volo MH370 è stato un atto deliberato” e aggiunse anche che non vi erano ragioni per sostenere che vi erano implicate organizzazioni terroristiche e le motivazioni del dirottamento dovevano ancora essere stabilite. Questa nuova svolta comportò un notevole allargamento dell’area di ricerca e s’ipotizzava ad un corridoio tra Kirghizistan e Cina. Gli stessi dati indicano anche che l’aereo avrebbe pure più volte variato l’altitudine, salendo prima a circa 45.000 piedi e scendendo poi a circa 23.000, rendendo plausibile l’ipotesi di un dirottamento da parte di un pilota esperto che manovrava in modo da sfuggire alle numerose torri di controllo. Ovviamente i primi indagati furono il pilota Zaharie Ahmad Shah di 53 anni e il copilota Fariq Abdul Hamid di 27 anni, in particolare le autorità fecero una ricerca approfondita sul pilota setacciando gli anfratti più privati della sua vita. Addirittura vi era stata anche l’ipotesi di un coin­vol­gi­mento poli­tico o di una instabilità psichica del soggetto. Tutte strade che però non condussero a niente di decisivo. Le auto­rità spiegarono anche che l’aereo non inviò alcun segnale di aiuto, anche se secondo gli esperti è ancora da stabilire se i piloti abbiano ten­tato di comu­ni­care ma non furono in grado di farlo a causa di un evento cata­stro­fico a bordo come un incendio. Il caso del volo MH370 si rivelò anche dal punto di vista diplomatico molto difficile da gestire. Le ricerche portarono a una delle più impressionanti cooperazioni internazionali coinvolgendo fino a 27 Paesi nella ricerca di quest’aereo, fra i quali la Francia, il Giappone, gli  Stati Uniti, passando dai diretti interessati Vietnam, Malaysia, India, Australia e Cina. Proprio di quest’ultima nazione erano provenienti la maggior parte dei passeggeri, infatti erano 153 i Cinesi a bordo e a un certo punto, dopo uno scambio di comunicati dai toni molto forti sulle colpe e responsabilità, le relazioni fra Pechino e Kuala Lumpur rischiarono d’inasprirsi definitivamente.

Durante le indagini per scoprire se vi fossero degli squilibrati o terroristi a bordo dell’aereo, vennero controllati oltre al personale di volo anche i passeggeri e ben presto si scopri la presenza di due iraniani che viaggiavano con dei documenti falsi. Pouria Nourmohammadi Delavar di 19 anni e Seyed Mohammad Reza di 29. Essi utilizzavano l’uno un passaporto dell’italiano Luigi Maraldi e l’altro un passaporto austriaco di Christian Kozel, entrambi ovviamente rubati. Le principali agenzie antiterrorismo vennero allertate da queste rivelazioni e per chiarire definitivamente se vi fosse la presenza di terroristi a bordo l’Interpol, attraverso il suo segretario generale Ronald Noble, in una conferenza stampa dichiarò che probabilmente non erano terroristi ma si trattava semplicemente di emigrazione clandestina verso l’Europa. Questo non fece che aumentare ulteriormente l’alone di mistero intorno a questo volo. Da qui in poi, soprattutto nel mondo di internet, si scatenarono diverse teorie e speculazioni sul motivo per cui il volo MH370 poteva essere stato dirottato. Fra queste teorie forse la più interessante che presenta delle basi certe è il coinvolgimento della Freescale semiconductor Inc. Questa società produce semiconduttori e altri prodotti della più alta gamma tecnologica mondiale, ci basti pensare che fornisce microprocessori per computer, radio, telefoni, carro armati, navi, aerei da caccia e satelliti lavorando a stretto contatto con colossi come Apple e Sun. Inoltre fornisce tecnologia soprattutto per i sistemi più sofisticati di sicurezza nazionale Americana ottenendo dei fatturati miliardari. Mitch Haws, vice presidente della società e responsabile delle comunicazioni globali, attraverso un comunicato ufficiale dichiarò che tra le 239 persone sul volo MH370 c’erano venti dei suoi dipendenti. Erano per lo più ingegneri e altri esperti che lavoravano per rendere più efficienti i chip della società a Tianjin, in Cina e Kuala Lumpur aggiungendo anche che erano persone con molta esperienza e bagaglio tecnico alle spalle e che si trattava sicuramente di una grossa perdita per la società. Il fatto che la Freescale avesse avuto così tanto personale altamente qualificato a bordo del Boeing 777 aveva già fatto nascere teorie cospiratorie riguardanti quello che potrebbe essere realmente successo. Una delle cospirazioni si basa sul fatto che fra i venti dipendenti, quattro possedevano il brevetto di un nuovo microcontrollore: l’ARM di Freescale Semiconductor “KL-03” e che la loro scomparsa avrebbe reso il famoso miliardario Jacob Rothschild l’unico proprietario dell’importante brevetto. Questa macabra coincidenza fece scalpore dato che Jacob come tutti i Rothschild è ritenuto uno dei più importanti membri della massoneria mondiale.

Il 29 Gennaio del 2015, dopo quasi un anno di ricerche a vuoto, la scomparsa del volo MH370 è stata dichiarata ufficialmente “un incidente” dalle autorità della Malaysia proponendo così anche un risarcimento ai parenti più stretti delle vittime. La rabbia e il dolore hanno portato molti famigliari delle vittime, soprattutto in Cina, a manifestazioni in cui esprimevano tutta la loro angoscia con striscioni e scritte del tipo “verità, non soldi!”, infatti quasi nessuno ha accettato i 50.000 dollari di risarcimento, dato che molti si rifiutano di credere che i parenti siano morti e che si sia trattato di un semplice incidente.

Infine un particolare alquanto agghiacciante dichiarato proprio dai parenti dalle vittime è che molti di loro nella disperazione avevano provato a chiamare i famigliari, ma i cellulari, invece di risultare senza linea, squillavano a vuoto…

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Pubblicato da su 20 aprile 2015 in Casi macabri e misteriosi

 

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