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Quali oscuri segreti si nascondono sotto l’aeroporto di Denver?

17 Mar
Quali oscuri segreti si nascondono sotto l’aeroporto di Denver?

Quanti di noi almeno una volta nella vita non sono stati affascinati da una qualche teoria del complotto? Di solito queste teorie attribuiscono la causa di un evento all’azione di cospiratori che spesso offrirebbero una ricostruzione falsa degli avvenimenti. Sono tantissimi gli episodi nel corso della storia dove ha agito la cospirazione e oggi parleremo di un luogo in particolare che affascina per l’enorme quantità di speculazioni che aleggiano su di esso: l’aeroporto di Denver.

Sul sito internet “TravelChannel.com” è presente una serie di teorie del complotto che catturano l’attenzione di tutto il mondo, ma forse la teoria più intrigante per coloro che vivono negli Stati Uniti, è la presenza di un ipotetico bunker segreto situato sotto l’aeroporto di Denver. Ma cosa c’è di vero dietro tutto ciò? Diamo ora uno sguardo più da vicino all’ipotesi di questo bunker la cui presenza sembra essere confermata dall’abbondanza di simboli occulti che si possono trovare in tutto l’aeroporto. L’aeroporto internazionale di Denver, spesso abbreviato come DIA, si trova a Denver, in Colorado ed è il più grande aeroporto degli Stati Uniti. La superficie totale è di 53 chilometri quadrati il che lo rende il secondo aeroporto più grande del mondo dietro al King Fahd International Airport in Arabia Saudita. La costruzione dell’aeroporto di Denver è iniziata nei primi anni ‘80, ma a seguito di ritardi anche dovuti alla costruzione della metropolitana che lo collega alla città, la fine dei lavori è avvenuta il 28 febbraio 1995 e il costo di tutto il complesso è stato di oltre 4 miliardi di dollari. Alcuni dicono che la ragione per cui è stato costruito senza nessuna interruzione, nessun risparmio e con tempi tanto lunghi, è perché l’aeroporto, in realtà, è la parte visibile di una gigantesca base sotterranea segreta. Ma come mai esistono cosi tante teorie cospiratorie riguardo questo luoghi? Vediamo ora che cosa ha di strano l’aeroporto di Denver.

  • Le piste di atterraggio. Un punto molto evidente che è stato ripetutamente portato alla luce è la particolare conformazione delle piste, infatti la forma delle sei piste attuali forma una specie di svastica modificata.
  • Le opere d’arte. Una delle caratteristiche più evidenti e discutibili sono le inusuali opere d’arte che adornano le pareti dell’aeroporto. Per esempio i murales nella zona ritiro bagagli rappresenterebbero, secondo alcuni, caratteristiche di un futuro governato dall’oppressione militare e un unico governo mondiale. Il più memorabile di questi pezzi è un dipinto che rappresenta un grande soldato verde con un simbolo di un’aquila sul cappello, una baionetta e una grande spada ricurva nell’altra mano. Sotto il soldato sono presenti segni di povertà e disagio: una donna che stringe suo figlio e dei bambini che dormono vicino a delle rovine. L’autore, Leo Tanguma, sostiene tuttavia che i murales rappresentano i genocidi e la distruzione dell’ambiente da parte dell’uomo mentre la gente di tutto il mondo si riunisce per vivere in pace. I titoli dei due grandi murales sono: “In pace e in armonia con la natura” e “I Bambini del Sogno Mondiale della Pace”. Infine la presenza del quadro che state guardando ora sembra raffigurare qualcosa di… Alieno. Inoltre tra tutte le decorazioni più assurde dell’aeroporto, quella che spicca è sicuramente un piedistallo su cui vi è la statua di un demone molto inquietante.
  • Il ‘Cavallo Blu dell’Apocalisse’. Ad accogliere i viaggiatori che si accingono a varcare i cancelli dell’aeroporto di Denver troneggia un enorme statua alta 10 metri di un cavallo blu con degli occhi rossi infuocati, quasi demoniaci. I teorici della cospirazione non hanno dubbi nel collegare questa statua con il cavallo descritto nel libro dell’Apocalisse nella Bibbia. Sembra un simbolismo piuttosto forte per chi si sta per prendere un aereo e chi ha visto il cavallo da vicino lo definisce a dir poco “terrificante”!
  • Pietra angolare. All’interno dell’aeroporto vi è quella che può essere definita la ‘Pietra Angolare’, cioè la prima pietra simbolica su cui si è costruita tutta la struttura, su cui compare anche il simbolo di un compasso e una squadra, simbolo spesso associato alla Massoneria. Inoltre vengono indicate due grandi logge massoniche situate in Colorado e nel dettaglio si può leggere: “Commissione aeroportuale del Nuovo Mondo” e di seguito i nomi dei vari collaboratori. È interessante notare che, secondo più fonti questa commissione non esiste affatto.
  • I bunker. La cosa che più incuriosisce i teorici della cospirazione sull’aeroporto di Denver è la presenza di cinque edifici, dei bunker, sotto l’aeroporto. Le carte di costruzione infatti mostrano la presenza di queste costruzioni che poi sono state sepolte agli inizi della fase di realizzazione dell’aeroporto. Ognuno dei cinque edifici era stato costruito completamente, ma poi si è deciso di seppellirli perché erano stati posizionati in modo scorretto. I teorici della cospirazione si chiedono perché questi edifici sono stati sepolti piuttosto che demoliti come sarebbe stato più logico fare. Alle domande circa queste costruzioni sotterranee, le autorità aeroportuali sostengono che ad oggi gli edifici vengono utilizzati per lo stoccaggio e mentre questo possa essere vero, ci sono due cose interessanti su tutto ciò. In primo luogo, nessuno nega l’esistenza di questi edifici sotterranei. In secondo luogo, abbondano rumors che questi “edifici di deposito” clandestini sono stati realizzati come bunker. Dunque a cosa servono questi bunker? I teorici della cospirazione credono con tutto il cuore che il bunker di 360.000 metri quadrati è stato costruito dal “New World Order” per ospitare le élite della società quando ci sarà un collasso dell’economia oppure un olocausto nucleare. Naturalmente non vi è alcuna prova concreta, ma ci sono un certo numero di punti interessanti, uno di essi è che l’aeroporto dispone di una rete in fibra ottica per le comunicazioni composta da 8.500 chilometri di cavi. Per fare un confronto la distanza tra la costa orientale e quella occidentale degli Stati Uniti è pari a 4.800 chilometri. Il sistema di rifornimento, inoltre, è in grado di pompare 3.800 litri di carburante al minuto, attraverso una rete di pompe lunga 28 chilometri; l’aeroporto custodisce 6 serbatoi di carburante con una capacità ciascuno di circa 10 milioni di litri. Chi mai potrà avere bisogno di tanto carburante? Infine il progetto originale ha previsto la costruzione di numerosi tunnel sotterranei nei quali possono viaggiare agevolmente dei camion e anche la possibilità di costruire un sistema interno metropolitano, ma la maggior parte dei tunnel al momento non è utilizzata.

Ci sono ancora moltissimi simboli e raffigurazioni a dir poco bizzarri come il dio Anubi, una divinità dell’antico Egitto che proteggeva il mondo dei morti, la statua è alta 8 metri e rende l’aeroporto ancor più macabro. Infine una curiosità riguardante la costruzione è che da lontano la struttura sembra una catena di montagne innevate, d’altronde le montagne sono proprio il simbolo del Colorado, ma allo stesso tempo sembrano anche delle tende indiane. Questa somiglianza non è casuale dato che ci sono numerose simbologie indiane all’interno dell’aeroporto tra cui anche una scritta che in lingua Navajo che significa “Montagna bianca”. Tutto ciò può essere casuale oppure c’è veramente qualcosa di misterioso nascosto in quell’aeroporto?

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