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L’incredibile caso di Travis Walton. Un vero rapimento alieno?

23 Feb
L’incredibile caso di Travis Walton. Un vero rapimento alieno?

Ai fenomeni UFO generalmente viene data poca se non addirittura nessuna seria considerazione da coloro che studiano i normali fenomeni scientifici. Senza dubbio molti di questi cosiddetti avvistamenti possono essere facilmente liquidati in quanto frutto di malinterpretazioni da parte di chi ha osservato il fenomeno, o sono semplicemente delle bufale architettate da chi è alla ricerca di fama e denaro. Molti libri e studi ci hanno dato alcune statistiche sui rapporti UFO, e circa il 95% degli avvistamenti può essere facilmente spiegato. La storia che vi stiamo per raccontare fa parte di quel 5% che non trova una spiegazione. Una vicenda talmente incredibile che ha ispirato persino un film: “Bagliori nel buio” del 1993 tratto dal libro “The Walton Experience” scritto proprio da colui che avrebbe vissuto le vicende del rapimento alieno più incredibile della storia: Travis Walton.

Coloro che conoscevano i fatti accaduti a Travis sono stati molto delusi dall’incapacità della pellicola di rendere appieno i dettagli più crudi e macabri del presunto rapimento. Il film non ha affatto reso giustizia a ciò che è accaduto a Travis. Mentre quelli che non erano al corrente della storia reale hanno pensato che si trattasse esclusivamente di finzione, ma non è così! Qualcosa di reale è avvenuto, ecco la storia:

Tutto ha inizio la sera del 5 novembre 1975. Un gruppo di 7 uomini si sta preparando per tornare a casa dopo una lunga giornata di lavoro, tra questi c’è Travis Walton che aveva da nove anni un contratto con la United States Forest Service per vari lavori, e ora era alle prese con la ripulitura di un sottobosco. Gli uomini, saliti sul camion del caposquadra Mike Rogers, si apprestano a partire e percorrere la strada che costeggia il bosco, ad un certo punto scorgono una potente luce attraverso gli alberi, che poi si scopre essere generata da un disco di metallo con una cupola. Questa emetteva bagliori e sembrava fluttuare a pochi metri dalla strada. Il camion si ferma e Travis, affascinato dalla vista di quell’oggetto, lascia il mezzo per dare uno sguardo più da vicino. Mentre si stava avvicinando a quel misterioso oggetto, una brillante luce bluastra lo colpì e lo gettò a terra scaraventandolo parecchi metri più indietro. Tutto questo accade sotto gli occhi attoniti degli altri membri del gruppo che, terrorizzati, fuggono dalla scena. Durante la corsa Rogers si voltò e vide un oggetto luminoso librarsi fuori dal bosco e sparire all’orizzonte. Dopo aver discusso tra di loro, gli uomini decidono di tornare indietro e vedere se potevano aiutare il loro amico, tuttavia quando si trovarono nel punto in cui Travis era stato colpito non trovarono niente. I membri del gruppo chiamano invano il proprio collega urlando il suo nome. Essi decidono quindi di chiamare la polizia e dopo qualche minuto arrivano lo sceriffo Marlin Gillespie e il suo vice che successivamente descriveranno gli uomini come pesantemente angosciati. I due ufficiali entrano nel bosco e cominciano la ricerca con torce elettriche, infine, non trovando nulla, sospendono il tutto e decidono di intraprendere una ricerca più approfondita il mattino seguente.

I giorni successivi alla scomparsa di Travis sono stati caratterizzati da ricerche, con l’uso anche di elicotteri e cani, rivelatesi purtroppo infruttuose. Inoltre le temperature che in quel periodo scendevano sotto zero la notte fecero temere che Walton, magari ferito e disorientato, non potesse sopravvivere. Nel frattempo le forze dell’ordine, per cercare una spiegazione più credibile dell’oggetto volante, cominciarono a valutare l’ipotesi della burla o addirittura dell’omicidio, ma nel punto in cui l’uomo è scomparso non vennero trovate tracce né di sangue né di un qualche tipo di colluttazione, non furono rivenuti nemmeno brandelli di vestiti o segni di una qualche sparatoria. Inoltre i restanti membri del gruppo furono sottoposti a svariati interrogatori anche mediante l’uso di macchina della verità. Tutti superarono l’esame e presto il caso esplose sotto i riflettori dei media. Tutta l’America di chiedeva, dov’è Travis Walton?

10 novembre. Taylor, Arizona. E’ quasi mezzanotte quando il telefono di casa di Grant Neff, il cognato di Walton, squilla insistentemente. Grant alza la cornetta e questo è quello che sente: “Qui è Travis. Sono in una cabina telefonica alla stazione di benzina di Heber, e ho bisogno di aiuto. Venite a prendermi”. Ovviamente Grant pensa che si tratti di uno scherzo ma prima che potesse riagganciare, il chiamante parlò di nuovo, quasi isterico e gridando disse: “Sono io, Grant… sto male, e ho bisogno di aiuto! Vieni a prendermi.”. Grant rimase senza parole, il panico del chiamante sembrava reale, così insieme al fratello di Travis, Dwayne, partì per andare a quel distributore di benzina. I due riconoscono Travis accasciato nella cabina telefonica. Indossava gli stessi vestiti di quando era sparito e sembrava più magro e di non essersi rasato per tutto il tempo nel quale era stato assente. Durante il viaggio di ritorno a Snowflake, Travis, spaventato e agitato ripeté più volte: “Erano terribili; pelle bianca, occhi enormi, ero terrorizzato”. Il cognato tentò di tranquillizzarlo con frasi come “Tutto ciò che conta è che ora stai bene”, ma Travis sembrava non ascoltarlo e aggiunse: “Loro non mi hanno fatto male ma quegli occhi, quei terribili occhi!”. Quando Travis guardò l’orario pensò di essere stato incosciente solo per qualche ora ma quando si toccò il volto esclamò: “Santo cielo! Mi sono rasato questa mattina ed è come se avessi la barba di una settimana!”. Grant e Duane si guardarono stupiti, dopodiché dissero a Travis che era stato via per ben cinque giorni. Da quel momento l’uomo non parlò più per tutta la durata del tragitto.

Il giorno dopo, il ritorno di Travis Walton fu reso pubblico e l’uomo fu sottoposto a svariati interrogatori e esami medici i quali rivelarono che era sostanzialmente in buona salute, ma c’erano due cose inusuali: Un piccolo punto rosso presso la piega del gomito destro che era coerente con un’iniezione da ago ipodermico ma i medici hanno escluso probabili iniezioni di droga. Inoltre l’analisi delle urine rivelò che c’era mancanza di chetone, un composto che si forma nelle urine quando si sta a digiuno per un lungo periodo. I critici sostengono che questa incoerenza è una prova contro la storia del rapimento alieno.

Cosa è avvenuto dunque la notte del 5 novembre? Travis ha riferito che, dopo essersi avvicinato all’UFO, l’ultima cosa che ricorda fu di essere colpito da un fascio di luce. Quando si svegliò disse di trovarsi su un lettino. C’era una luce accesa sopra di lui. Travis era nel panico e aveva difficoltà a respirare. Ad un certo punto venne circondato da tre figure non umane che descrive come simili ai Grigi, ognuna delle quali indossava una tuta arancione. Preoccupato per la sua salute, Travis disse che saltò in piedi e urlò a quelle creature di stargli lontano e riuscì a fuggire attraversò un corridoio che conduceva ad una stanza sferica, con solo una sedia con lo schienale alto posizionata nel mezzo. Anche se aveva paura che potesse esserci qualcuno seduto sopra, Travis disse che ci camminò intorno ma la sedia era vuota, così decise di sedersi. Dopo averlo fatto, la stanza si riempì di luci, simile alle stelle di un planetario. La sedia era provvista di una leva e quando Travis la tirò, le stelle cominciarono a ruotare lentamente attorno a lui. Quando rilasciò la leva le stelle si fermarono nella posizione in cui si trovavano. Decise di fermarsi poiché non sapeva quello che stava facendo. Solo allora sentì un suono dietro di lui e quando si girò fu piacevolmente sorpreso di vedere una figura umana alta indossante una tuta blu con un casco di vetro. In quel momento non realizzò quanto fossero grandi gli occhi dell’uomo: più grandi del normale e di un colore oro brillante. L’uomo lo portò in un’altra stanza, dove si trovavano altri tre esseri. Travis cominciò a fare domande senza però ricevere risposta. Una volta seduti al tavolo, vide che uno degli esseri teneva un dispositivo simile ad una maschera da ossigeno che gli venne messa sul volto e prima di potersi liberare perse conoscenza. Quando si svegliò si trovava alla stazione di benzina di Heber.

Molti sono i sostenitori dell’ipotesi dell’abduction, le prove a favore sono tantissime. Molti invece credono che Travis si sia inventato tutto per poi far soldi con il suo racconto, peraltro pubblicato nel libro “The Walton Experience” scritto da Walton stesso. Una cosa però è certa, l’intera faccenda rimane uno dei rapporti più intriganti di rapimenti UFO ad oggi.

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Pubblicato da su 23 febbraio 2015 in Contatti exraterrestri

 

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