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Cecil Hotel, un albergo maledetto?

18 Feb
Cecil Hotel, un albergo maledetto?

Uno dei casi più misteriosi di cui abbiamo parlato è sicuramente la morte di Elisa Lam. È trascorso esattamente un anno da quando abbiamo trattato questo caso e da allora sono venute alla luce importanti novità. Facendo un breve riassunto, Elisa Lam era una studentessa canadese che è stata trovata morta dentro la cisterna con le riserve d’acqua del Cecil Hotel, a Los Angeles.  Ma ciò che sembra uno dei tanti omicidi commessi in questa città in realtà presenta dei contorni bizzarri e morbosi, a partire dal video di sorveglianza dell’ascensore in cui la ragazza ha dei comportamenti a dir poco inquietanti. Per chi non avesse ancora visto il video, consigliamo di andare a vederlo.

Da allora le indagini andarono avanti cercando di scoprire il colpevole e il portavoce della contea di Los Angeles Ed Winter comunicò che l’autopsia effettuata sul corpo della vittima diede come risultato che non c’erano segni evidenti di violenza come ematomi o graffi. Inoltre i test tossicologici non rilevarono alcun tipo di sostanza dentro l’organismo di Elisa Lam che abbiano contribuito alla sua morte. Dunque gli inquirenti conclusero che la sua morte era stata causata da un annegamento accidentale, ma la polizia stessa dichiarò che c’erano ancora molti aspetti da chiarire, tra cui la cisterna chiusa dall’esterno e soprattutto l’atteggiamento bizzarro della ragazza nell’ultimo video in cui la si ritrae viva. Successive indagini portarono a concludere che Elisa soffrisse di un disturbo bipolare, infatti la ragazza  ultimamente stava attraversando un periodo molto confuso nella sua vita. Una testimonianza cruda purtroppo ci arriva direttamente dalla stessa Elisa Lam e dai social network che utilizzava.

“Sono stata gli ultimi 2 giorni a letto a odiare me stessa”, “La depressione fa schifo”, “Non ho il controllo delle mie emozioni… sarò arrabbiata per 2 minuti poi ancora triste… sarò felice per mezz’ora e poi ancora emotiva”

I successivi test effettuati sulla ragazza per scoprire se aveva assunto dei farmaci che potessero peggiorare il suo stato psicologico a tal punto da indurla in uno stato di panico e distacco dalla realtà, non diedero alcun risultato utile. Di certo i 19 giorni trascorsi in quella cisterna e la forte quantità di cloro non aiutarono il lavoro degli inquirenti. Così per insufficienza di altri indizi il caso venne archiviato come morte per annegamento involontario causato da un forte frastorno psicologico. Questo provocò la reazione di molte persone, in particolare quelle dei famigliari e degli amici i quali si stanno muovendo per vie legali sia nei confronti del Cecil Hotel che nei confronti della Polizia di Los Angeles accusata di negligenza e di voler chiudere il caso troppo in fretta.

La reazione però arriva anche dal web, infatti la diffusione del video è diventata virale e molte persone analizzandolo scoprirono dei particolari agghiaccianti che fanno pensare tutt’altro che a un incidente. Ad esempio in questo frame del video dell’ascensore si può vedere ciò che potrebbe essere il piede di un’altra persona, forse l’assassino. In quest’altro addirittura si pensa che ci sia una persona armata che sappia bene dov’è posizionata la telecamera dato che non viene mai inquadrata nel video, inoltre si può notare come l’ascensore non si muova anche se Elisa Lam schiaccia tutti i pulsanti, forse c’era qualcuno fuori che lo teneva fermo al piano e in quel caso perché Elisa Lam non ha chiamato la polizia?? I principali sospettati, secondo gli internauti, sono coloro che risiedono regolarmente al Cecil Hotel e lo staff. Infatti Gli unici modi per raggiungere il tetto sono attraverso una porta chiusa di cui solo i dipendenti hanno l’accesso e una scala antincendio, inoltre la porta è dotata di un sistema di allarme che avvisa il personale dell’albergo se qualcuno si trova sul tetto. Queste informazioni ci arrivano direttamente da Rudy Lopez, uno degli inquirenti.

Anche se il caso è stato dichiarato chiuso ci sono ancora molte domande e poche certezze. Una di queste è che il Cecil Hotel, che ha il grande vantaggio di essere molto economico e di trovarsi nel centro della città, si trova in un quartiere malfamato dove regnano la prostituzione e la delinquenza, per cui spesso l’hotel è frequentato da ex galeotti. Infatti su internet potete trovare una lista di persone che risiedono nell’hotel e che hanno un passato da pervertiti sessuali e rapinatori. Facendo inoltre una ricerca su Trip Advisor, ci sono recensioni anche di italiani che sono andati in quell’hotel che si lamentano dell’ambiente estremamente malsano.

UN ORRIBILE PASSATO

Il Cecil Hotel è stato costruito nel 1924 e ha cambiato nome nel 2011 in “Stay on main hotel” e possiede 600 stanze suddivise su 14 piani. Il passato di questo posto è a dir poco raccapricciante, infatti ha ospitato uno dei più spietati serial killer d’America: Richard Ramirez soprannominato “The NightStalker”, il quale dal 1984 al 1985 uccise più di 14 persone durante la sua residenza in questo hotel. Nel 1991 per cinque settimane l’hotel ospitò un altro serial killer, il pericoloso austriaco Jack Unterweger che uccise tre prostitute nella sua stanza. Ma prima ancora di essere frequentato da serial killer il Cecil Hotel era stato teatro altri fatti di cronaca, infatti fra il 1950 e il 1960 era uno dei posti preferiti dai suicida e nel 1964 era stata trovata morta nella sua stanza una donna anziana di nome Goldie Osgood, probabilmente uccisa da qualche ladro che la strangolò, la accoltellò e la violentò prima di derubarla.

MACABRE COINCIDENZE

La storia di Elisa Lam è stranamente simile al film horror del 2005, Dark Water. Dahlia, la protagonista principale, abita in un condominio con la sua giovane figlia Cecilia. Dopo essersi trasferita nel suo appartamento, Dahlia si accorge che il soffitto del suo bagno perde acqua scura. Dunque scopre che una giovane ragazza di nome Natasha Rimsky è annegata proprio nel serbatoio d’acqua sul tetto dell’edificio. Il proprietario del palazzo sapeva di questo fatto, ma ha rifiutato di agire. Anche il finale del film presenta delle coincidenze raccappriccianti: malfunzionamenti degli ascensori dell’appartamento e strane presenze nei corridoi. Dunque la morte di Elisa è stata descritta 8 anni prima da un film di Hollywood? Infine, poco dopo la scoperta del corpo di Elisa Lam, un’epidemia mortale di tubercolosi scoppiò in Skid Row, vicino al Cecil Hotel. E’ incredibile il nome usato per il kit di intervento usato in questi casi: ELISA.

Tutta questa vicenda ha ancora un ultimo dettaglio macabro da raccontare, lo spettro di Hollywood come un avvoltoio si è già fiondato su questa storia e ben presto uscirà nelle sale un film chiamato The Bringing ispirato da questa triste storia.

“Sei sempre perseguitato dall’idea di sprecare la tua vita” — Chuck Palahniuk

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2 commenti

Pubblicato da su 18 febbraio 2015 in Casi macabri e misteriosi

 

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2 risposte a “Cecil Hotel, un albergo maledetto?

  1. Lae

    10 agosto 2016 at 14:07

    io ci sono stata al cecil hotel, ben 11 anni fa….spero sprofondi all’inferno

     
  2. Elle

    26 settembre 2017 at 16:57

    C’è un’altra macabra coincidenza nel caso –

     

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