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Archivio mensile:febbraio 2015

L’incredibile caso di Travis Walton. Un vero rapimento alieno?

L’incredibile caso di Travis Walton. Un vero rapimento alieno?

Ai fenomeni UFO generalmente viene data poca se non addirittura nessuna seria considerazione da coloro che studiano i normali fenomeni scientifici. Senza dubbio molti di questi cosiddetti avvistamenti possono essere facilmente liquidati in quanto frutto di malinterpretazioni da parte di chi ha osservato il fenomeno, o sono semplicemente delle bufale architettate da chi è alla ricerca di fama e denaro. Molti libri e studi ci hanno dato alcune statistiche sui rapporti UFO, e circa il 95% degli avvistamenti può essere facilmente spiegato. La storia che vi stiamo per raccontare fa parte di quel 5% che non trova una spiegazione. Una vicenda talmente incredibile che ha ispirato persino un film: “Bagliori nel buio” del 1993 tratto dal libro “The Walton Experience” scritto proprio da colui che avrebbe vissuto le vicende del rapimento alieno più incredibile della storia: Travis Walton.

Coloro che conoscevano i fatti accaduti a Travis sono stati molto delusi dall’incapacità della pellicola di rendere appieno i dettagli più crudi e macabri del presunto rapimento. Il film non ha affatto reso giustizia a ciò che è accaduto a Travis. Mentre quelli che non erano al corrente della storia reale hanno pensato che si trattasse esclusivamente di finzione, ma non è così! Qualcosa di reale è avvenuto, ecco la storia:

Tutto ha inizio la sera del 5 novembre 1975. Un gruppo di 7 uomini si sta preparando per tornare a casa dopo una lunga giornata di lavoro, tra questi c’è Travis Walton che aveva da nove anni un contratto con la United States Forest Service per vari lavori, e ora era alle prese con la ripulitura di un sottobosco. Gli uomini, saliti sul camion del caposquadra Mike Rogers, si apprestano a partire e percorrere la strada che costeggia il bosco, ad un certo punto scorgono una potente luce attraverso gli alberi, che poi si scopre essere generata da un disco di metallo con una cupola. Questa emetteva bagliori e sembrava fluttuare a pochi metri dalla strada. Il camion si ferma e Travis, affascinato dalla vista di quell’oggetto, lascia il mezzo per dare uno sguardo più da vicino. Mentre si stava avvicinando a quel misterioso oggetto, una brillante luce bluastra lo colpì e lo gettò a terra scaraventandolo parecchi metri più indietro. Tutto questo accade sotto gli occhi attoniti degli altri membri del gruppo che, terrorizzati, fuggono dalla scena. Durante la corsa Rogers si voltò e vide un oggetto luminoso librarsi fuori dal bosco e sparire all’orizzonte. Dopo aver discusso tra di loro, gli uomini decidono di tornare indietro e vedere se potevano aiutare il loro amico, tuttavia quando si trovarono nel punto in cui Travis era stato colpito non trovarono niente. I membri del gruppo chiamano invano il proprio collega urlando il suo nome. Essi decidono quindi di chiamare la polizia e dopo qualche minuto arrivano lo sceriffo Marlin Gillespie e il suo vice che successivamente descriveranno gli uomini come pesantemente angosciati. I due ufficiali entrano nel bosco e cominciano la ricerca con torce elettriche, infine, non trovando nulla, sospendono il tutto e decidono di intraprendere una ricerca più approfondita il mattino seguente.

I giorni successivi alla scomparsa di Travis sono stati caratterizzati da ricerche, con l’uso anche di elicotteri e cani, rivelatesi purtroppo infruttuose. Inoltre le temperature che in quel periodo scendevano sotto zero la notte fecero temere che Walton, magari ferito e disorientato, non potesse sopravvivere. Nel frattempo le forze dell’ordine, per cercare una spiegazione più credibile dell’oggetto volante, cominciarono a valutare l’ipotesi della burla o addirittura dell’omicidio, ma nel punto in cui l’uomo è scomparso non vennero trovate tracce né di sangue né di un qualche tipo di colluttazione, non furono rivenuti nemmeno brandelli di vestiti o segni di una qualche sparatoria. Inoltre i restanti membri del gruppo furono sottoposti a svariati interrogatori anche mediante l’uso di macchina della verità. Tutti superarono l’esame e presto il caso esplose sotto i riflettori dei media. Tutta l’America di chiedeva, dov’è Travis Walton?

10 novembre. Taylor, Arizona. E’ quasi mezzanotte quando il telefono di casa di Grant Neff, il cognato di Walton, squilla insistentemente. Grant alza la cornetta e questo è quello che sente: “Qui è Travis. Sono in una cabina telefonica alla stazione di benzina di Heber, e ho bisogno di aiuto. Venite a prendermi”. Ovviamente Grant pensa che si tratti di uno scherzo ma prima che potesse riagganciare, il chiamante parlò di nuovo, quasi isterico e gridando disse: “Sono io, Grant… sto male, e ho bisogno di aiuto! Vieni a prendermi.”. Grant rimase senza parole, il panico del chiamante sembrava reale, così insieme al fratello di Travis, Dwayne, partì per andare a quel distributore di benzina. I due riconoscono Travis accasciato nella cabina telefonica. Indossava gli stessi vestiti di quando era sparito e sembrava più magro e di non essersi rasato per tutto il tempo nel quale era stato assente. Durante il viaggio di ritorno a Snowflake, Travis, spaventato e agitato ripeté più volte: “Erano terribili; pelle bianca, occhi enormi, ero terrorizzato”. Il cognato tentò di tranquillizzarlo con frasi come “Tutto ciò che conta è che ora stai bene”, ma Travis sembrava non ascoltarlo e aggiunse: “Loro non mi hanno fatto male ma quegli occhi, quei terribili occhi!”. Quando Travis guardò l’orario pensò di essere stato incosciente solo per qualche ora ma quando si toccò il volto esclamò: “Santo cielo! Mi sono rasato questa mattina ed è come se avessi la barba di una settimana!”. Grant e Duane si guardarono stupiti, dopodiché dissero a Travis che era stato via per ben cinque giorni. Da quel momento l’uomo non parlò più per tutta la durata del tragitto.

Il giorno dopo, il ritorno di Travis Walton fu reso pubblico e l’uomo fu sottoposto a svariati interrogatori e esami medici i quali rivelarono che era sostanzialmente in buona salute, ma c’erano due cose inusuali: Un piccolo punto rosso presso la piega del gomito destro che era coerente con un’iniezione da ago ipodermico ma i medici hanno escluso probabili iniezioni di droga. Inoltre l’analisi delle urine rivelò che c’era mancanza di chetone, un composto che si forma nelle urine quando si sta a digiuno per un lungo periodo. I critici sostengono che questa incoerenza è una prova contro la storia del rapimento alieno.

Cosa è avvenuto dunque la notte del 5 novembre? Travis ha riferito che, dopo essersi avvicinato all’UFO, l’ultima cosa che ricorda fu di essere colpito da un fascio di luce. Quando si svegliò disse di trovarsi su un lettino. C’era una luce accesa sopra di lui. Travis era nel panico e aveva difficoltà a respirare. Ad un certo punto venne circondato da tre figure non umane che descrive come simili ai Grigi, ognuna delle quali indossava una tuta arancione. Preoccupato per la sua salute, Travis disse che saltò in piedi e urlò a quelle creature di stargli lontano e riuscì a fuggire attraversò un corridoio che conduceva ad una stanza sferica, con solo una sedia con lo schienale alto posizionata nel mezzo. Anche se aveva paura che potesse esserci qualcuno seduto sopra, Travis disse che ci camminò intorno ma la sedia era vuota, così decise di sedersi. Dopo averlo fatto, la stanza si riempì di luci, simile alle stelle di un planetario. La sedia era provvista di una leva e quando Travis la tirò, le stelle cominciarono a ruotare lentamente attorno a lui. Quando rilasciò la leva le stelle si fermarono nella posizione in cui si trovavano. Decise di fermarsi poiché non sapeva quello che stava facendo. Solo allora sentì un suono dietro di lui e quando si girò fu piacevolmente sorpreso di vedere una figura umana alta indossante una tuta blu con un casco di vetro. In quel momento non realizzò quanto fossero grandi gli occhi dell’uomo: più grandi del normale e di un colore oro brillante. L’uomo lo portò in un’altra stanza, dove si trovavano altri tre esseri. Travis cominciò a fare domande senza però ricevere risposta. Una volta seduti al tavolo, vide che uno degli esseri teneva un dispositivo simile ad una maschera da ossigeno che gli venne messa sul volto e prima di potersi liberare perse conoscenza. Quando si svegliò si trovava alla stazione di benzina di Heber.

Molti sono i sostenitori dell’ipotesi dell’abduction, le prove a favore sono tantissime. Molti invece credono che Travis si sia inventato tutto per poi far soldi con il suo racconto, peraltro pubblicato nel libro “The Walton Experience” scritto da Walton stesso. Una cosa però è certa, l’intera faccenda rimane uno dei rapporti più intriganti di rapimenti UFO ad oggi.

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Pubblicato da su 23 febbraio 2015 in Contatti exraterrestri

 

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Travis Walton – Il caso di abduction più sconcertante

Cosa è accaduto a Travis Walton la notte del 5 novembre 1975? Ecco il caso di abduction più sconcertante della storia

 
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Pubblicato da su 23 febbraio 2015 in Contatti exraterrestri

 

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Cecil Hotel, un albergo maledetto?

Cecil Hotel, un albergo maledetto?

Uno dei casi più misteriosi di cui abbiamo parlato è sicuramente la morte di Elisa Lam. È trascorso esattamente un anno da quando abbiamo trattato questo caso e da allora sono venute alla luce importanti novità. Facendo un breve riassunto, Elisa Lam era una studentessa canadese che è stata trovata morta dentro la cisterna con le riserve d’acqua del Cecil Hotel, a Los Angeles.  Ma ciò che sembra uno dei tanti omicidi commessi in questa città in realtà presenta dei contorni bizzarri e morbosi, a partire dal video di sorveglianza dell’ascensore in cui la ragazza ha dei comportamenti a dir poco inquietanti. Per chi non avesse ancora visto il video, consigliamo di andare a vederlo.

Da allora le indagini andarono avanti cercando di scoprire il colpevole e il portavoce della contea di Los Angeles Ed Winter comunicò che l’autopsia effettuata sul corpo della vittima diede come risultato che non c’erano segni evidenti di violenza come ematomi o graffi. Inoltre i test tossicologici non rilevarono alcun tipo di sostanza dentro l’organismo di Elisa Lam che abbiano contribuito alla sua morte. Dunque gli inquirenti conclusero che la sua morte era stata causata da un annegamento accidentale, ma la polizia stessa dichiarò che c’erano ancora molti aspetti da chiarire, tra cui la cisterna chiusa dall’esterno e soprattutto l’atteggiamento bizzarro della ragazza nell’ultimo video in cui la si ritrae viva. Successive indagini portarono a concludere che Elisa soffrisse di un disturbo bipolare, infatti la ragazza  ultimamente stava attraversando un periodo molto confuso nella sua vita. Una testimonianza cruda purtroppo ci arriva direttamente dalla stessa Elisa Lam e dai social network che utilizzava.

“Sono stata gli ultimi 2 giorni a letto a odiare me stessa”, “La depressione fa schifo”, “Non ho il controllo delle mie emozioni… sarò arrabbiata per 2 minuti poi ancora triste… sarò felice per mezz’ora e poi ancora emotiva”

I successivi test effettuati sulla ragazza per scoprire se aveva assunto dei farmaci che potessero peggiorare il suo stato psicologico a tal punto da indurla in uno stato di panico e distacco dalla realtà, non diedero alcun risultato utile. Di certo i 19 giorni trascorsi in quella cisterna e la forte quantità di cloro non aiutarono il lavoro degli inquirenti. Così per insufficienza di altri indizi il caso venne archiviato come morte per annegamento involontario causato da un forte frastorno psicologico. Questo provocò la reazione di molte persone, in particolare quelle dei famigliari e degli amici i quali si stanno muovendo per vie legali sia nei confronti del Cecil Hotel che nei confronti della Polizia di Los Angeles accusata di negligenza e di voler chiudere il caso troppo in fretta.

La reazione però arriva anche dal web, infatti la diffusione del video è diventata virale e molte persone analizzandolo scoprirono dei particolari agghiaccianti che fanno pensare tutt’altro che a un incidente. Ad esempio in questo frame del video dell’ascensore si può vedere ciò che potrebbe essere il piede di un’altra persona, forse l’assassino. In quest’altro addirittura si pensa che ci sia una persona armata che sappia bene dov’è posizionata la telecamera dato che non viene mai inquadrata nel video, inoltre si può notare come l’ascensore non si muova anche se Elisa Lam schiaccia tutti i pulsanti, forse c’era qualcuno fuori che lo teneva fermo al piano e in quel caso perché Elisa Lam non ha chiamato la polizia?? I principali sospettati, secondo gli internauti, sono coloro che risiedono regolarmente al Cecil Hotel e lo staff. Infatti Gli unici modi per raggiungere il tetto sono attraverso una porta chiusa di cui solo i dipendenti hanno l’accesso e una scala antincendio, inoltre la porta è dotata di un sistema di allarme che avvisa il personale dell’albergo se qualcuno si trova sul tetto. Queste informazioni ci arrivano direttamente da Rudy Lopez, uno degli inquirenti.

Anche se il caso è stato dichiarato chiuso ci sono ancora molte domande e poche certezze. Una di queste è che il Cecil Hotel, che ha il grande vantaggio di essere molto economico e di trovarsi nel centro della città, si trova in un quartiere malfamato dove regnano la prostituzione e la delinquenza, per cui spesso l’hotel è frequentato da ex galeotti. Infatti su internet potete trovare una lista di persone che risiedono nell’hotel e che hanno un passato da pervertiti sessuali e rapinatori. Facendo inoltre una ricerca su Trip Advisor, ci sono recensioni anche di italiani che sono andati in quell’hotel che si lamentano dell’ambiente estremamente malsano.

UN ORRIBILE PASSATO

Il Cecil Hotel è stato costruito nel 1924 e ha cambiato nome nel 2011 in “Stay on main hotel” e possiede 600 stanze suddivise su 14 piani. Il passato di questo posto è a dir poco raccapricciante, infatti ha ospitato uno dei più spietati serial killer d’America: Richard Ramirez soprannominato “The NightStalker”, il quale dal 1984 al 1985 uccise più di 14 persone durante la sua residenza in questo hotel. Nel 1991 per cinque settimane l’hotel ospitò un altro serial killer, il pericoloso austriaco Jack Unterweger che uccise tre prostitute nella sua stanza. Ma prima ancora di essere frequentato da serial killer il Cecil Hotel era stato teatro altri fatti di cronaca, infatti fra il 1950 e il 1960 era uno dei posti preferiti dai suicida e nel 1964 era stata trovata morta nella sua stanza una donna anziana di nome Goldie Osgood, probabilmente uccisa da qualche ladro che la strangolò, la accoltellò e la violentò prima di derubarla.

MACABRE COINCIDENZE

La storia di Elisa Lam è stranamente simile al film horror del 2005, Dark Water. Dahlia, la protagonista principale, abita in un condominio con la sua giovane figlia Cecilia. Dopo essersi trasferita nel suo appartamento, Dahlia si accorge che il soffitto del suo bagno perde acqua scura. Dunque scopre che una giovane ragazza di nome Natasha Rimsky è annegata proprio nel serbatoio d’acqua sul tetto dell’edificio. Il proprietario del palazzo sapeva di questo fatto, ma ha rifiutato di agire. Anche il finale del film presenta delle coincidenze raccappriccianti: malfunzionamenti degli ascensori dell’appartamento e strane presenze nei corridoi. Dunque la morte di Elisa è stata descritta 8 anni prima da un film di Hollywood? Infine, poco dopo la scoperta del corpo di Elisa Lam, un’epidemia mortale di tubercolosi scoppiò in Skid Row, vicino al Cecil Hotel. E’ incredibile il nome usato per il kit di intervento usato in questi casi: ELISA.

Tutta questa vicenda ha ancora un ultimo dettaglio macabro da raccontare, lo spettro di Hollywood come un avvoltoio si è già fiondato su questa storia e ben presto uscirà nelle sale un film chiamato The Bringing ispirato da questa triste storia.

“Sei sempre perseguitato dall’idea di sprecare la tua vita” — Chuck Palahniuk

 
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Pubblicato da su 18 febbraio 2015 in Casi macabri e misteriosi

 

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CASO 40: Cecil Hotel – Un albergo misterioso ed inquietante

Elisa Lam, Richard Ramirez, Jack Unterweger. Sono solo alcuni dei tanti nomi collegati all’inquietante Cecil Hotel…

 
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Pubblicato da su 18 febbraio 2015 in Casi macabri e misteriosi

 

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Il canale YouTube più strano: Webdriver Torso

Il canale YouTube più strano: Webdriver Torso

Internet è un luogo virtuale dove oggigiorno tutti noi trascorriamo molte ore. È senz’altro uno strumento di vitale importanza nella società moderna, che ci consente di comunicare in modo veloce tenendoci sempre aggiornati su quello che accade nel mondo. Sebbene sia utile per cercare informazioni di ogni tipo o più semplicemente per trascorrere del tempo libero esso è anche pieno di misteri e di pericoli e se non viene usato con le dovute precauzioni potrebbe risultare perfino fatale! Ad esempio i dati di pedofilia online sono allarmanti, tant’è che l’associazione Terre Des Hommes Olanda sviluppò un software di nome “Sweetie” in grado di emulare una bambina filippina di 10 anni. Così facendo in pochi mesi sono riusciti a identificare migliaia di pedofili di tutto il mondo i quali credendo di parlare con una bambina vera le offrivano dei soldi per compiere atti sessuali davanti alla webcam. Grazie a questo software molti pedofili sono stati condannati e schedati dall’Interpol.

Ma i pericoli in rete non sono solo per i più piccoli. La persona che state guardando si chiama John Edward Robinson ed è conosciuto come il primo serial killer di internet. Questo soprannome è dovuto al fatto che John sceglieva le sue vittime in rete, soprattutto donne, e con l’inganno di offrire loro un lavoro le attirava in luoghi appartati e poi le colpiva con un oggetto contundente alla testa. Nel 2003 è stato condannato a morte per l’omicidio di 3 di loro e ormai non avendo più nulla da perdere John dopo la sentenza confessò l’omicidio di altre 5 vittime.

Bisogna stare attenti anche alle informazioni personali pubblicate in rete. Molti ladri usano i social network per scegliere con cura quale casa derubare e quando entrare in azione. Quindi l’agire con prudenza e non pubblicare i propri spostamenti sono azioni essenziali per impedire ai malintenzionati di entrare in casa vostra. Ma internet nasconde anche un altra faccia ben più inquietante, essa infatti “ospita” fra i misteri più bizzarri del mondo di cui voi stessi in prima persona ne potete essere testimoni come quello del caso Cicada 3301 di cui abbiamo ampiamente parlato in uno dei nostri video. Infatti possiamo trovare tantissimi siti il cui scopo ci è ignoto e mano a mano li perlustriamo, più un senso di inquietudine e ansia cresce dentro di noi. Perfino qui su YouTube potete trovare dei video e dei canali che rientrano in questa categoria. Uno di questi è il canale di Webdriver Torso che dal 2013 sta facendo impazzire gli internauti e i giornalisti di tutto il mondo.

Webdriver Torso è un account YouTube i cui video hanno una durata di 11 secondi e i soggetti dei misteriosi filmati caricati da questo utente sono dei rettangoli rossi bianchi e blu che si muovono in maniera apparentemente casuale. Di sottofondo invece si sentono delle note generate digitalmente. Tutti i video sono simili tra loro e di bassa qualità, inoltre non è presente nessun commento nella descrizione. Fino a qui niente di sconvolgente penserete, ma analizzando questi video ci si accorge di qualcosa di sorprendente, ovvero la massiccia quantità di video caricati! Infatti nel giro di sette mesi dalla data di creazione del account ossia dal 7 marzo del 2013 Webdriver Torso aveva caricato oltre 70.000 video misteriosi e visualizzando l’ora di caricamento si può osservare che c’erano giorni in cui Webdriver Torso aveva caricato video ininterrottamente con una media di 400 video al giorno e in particolar modo il giorno di Natale era riuscito a caricare un video ogni 2 minuti circa.

Altrettanto misteriosi sono i nomi dei video, come potete vedere ognuno di essi presenta le iniziali tmp seguito da una serie di caratteri alfanumerici, mentre in basso a sinistra dei video si osserva la scritta “aqua.flv”. Il tutto faceva pensare ad un software che in automatico caricava questi filmati bizzarri, ma poi il mistero si infittì quando indagando si scoprì che due dei primi video caricati a settembre e ottobre 2013 erano diversi dagli altri, uno di essi, della durata di 6 secondi, aveva come soggetto la Tour Eiffel avvolta da luci brillanti e nell’altro video, visibile solo ai francesi dietro pagamento di 1 euro e 99, veniva mostrato uno spezzone di un cartone animato statunitense chiamato “Aqua Teen Hunger Force”. Successivamente in un altro video i rettangoli presero le sembianze di Rick Astley, il cantante pop degli anni Ottanta che spopolò con il tormentone Never Gonna Give You Up. Il magazine Wired è stato il primo a individuare il fenomeno WebDriver Torso nel febbraio del 2014 come parte di un servizio sulle clip più bizzarre di YouTube. La stampa digitale, soprattutto quella inglese, divenne rapidamente ossessionata da questa storia. Ne parlarono il The Guardian, il Washington Post ma sopratutto la BBC la quale condusse la propria indagine guidata da Stephen Beckett che dopo aver analizzato tutti i video concluse che doveva esserci lo zampino di Google oppure delle spie francesi. Quindi verso Maggio del 2014 Stephen chiese direttamente a big G se sapevano qualcosa a riguardo o chi si celasse dietro questo misterioso account…l’azienda si rifiuto di commentare. Nei mesi seguenti gli internauti di tutto il mondo si erano scatenati con delle ipotesi più fantasiose, alcuni sostenevano che fossero dei messaggi alieni decifrabili solo da pochi eletti, altri sostenevano che si trattasse di una qualche campagna pubblicitaria, altri ancora dichiaravano che erano messaggi in codice di spie francesi o russe considerando i colori dei rettangoli. Molti dicevano che si trattava di messaggi cifrati dal governo come le number stations, e c’era anche chi era sicuro che dietro webdriver torso ci fossero gli hacker e che cicada 3301 era coinvolta.

Insomma c’era un carnevale di teorie a riguardo. Ma il mistero è stato risolto grazie all’importante contributo di un blogger italiano chiamato Soggetto Ventuno che successivamente illustrò la spiegazione in maniera dettagliata dal sito Engadget. Soggetto Ventuno nel suo blog racconta che grazie al sito Channelgraphs ha scoperto che Webdriver Torso faceva parte di una rete di account di nome ytuploadtestpartner_torso e come un detective digitale scopri altri account collegati a questo network, e in particolare una pagina Facebook che citava un tale Johannes Leitner, un dipendente di Google che è amico di un altro dipendente chimato Matei Gruber, che sta a Zurigo. Questa scoperta è stata la prova definitiva per svelare il mistero, perché uno dei pochi commenti fatti da webdriver torso fu questo “Matei è molto intelligente”. Questi e altri indizi puntavano a Google con la sede a Zurigo. Dopo tutte quest prove Big G dovette confessare e rispose al sito Engadget con questo comunicato: ”Non potremmo mai darvi un uploading lento con perdite di qualità  e non vi deluderemo mai con un youtube di bassa qualità nei video, questo è il motivo per cui eseguiamo sempre dei test come Webdriver torso”

WebDriver Torso è quindi un canale che viene usato dai tecnici di Google per testare la qualità dell’audio e delle immagini dei video. Oggi questo canale ha più di 130.000 video caricati e se provate a scrivere “Webdriver Torso” su google o su YouTube, scoprirete qualcosa di interessante…

 
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Pubblicato da su 3 febbraio 2015 in Casi macabri e misteriosi

 

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CASO 39: Webdriver Torso – Un canale YouTube sconcertante

Il canale più strano di tutto YouTube? Ecco a voi Webdriver Torso e i suoi bizzarri e misteriosi video

 
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Pubblicato da su 3 febbraio 2015 in Casi macabri e misteriosi

 

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