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Archivio mensile:gennaio 2015

Il misterioso caso delle maschere di piombo

Il misterioso caso delle maschere di piombo

E’ un caldo e umido pomeriggio del 20 agosto 1966, un diciottenne di nome Jorge Alves da Costa sta giocando con il suo aquilone sulla collina di Morro do Vintem a Niteròi, una città del Brasile nello stato di Rio de Janeiro. Il ragazzo stava cercando di mantenere in volo il suo aquilone quando in lontananza vide i corpi di due uomini sdraiati sul terreno senza vita. Il ragazzo terrorizzato avvisò subito le autorità, ma la polizia non riuscì a raggiungere i due corpi fino al giorno successivo dato che la collina di Morro do Vintém presenta un terreno molto impervio in quel punto. Quando una piccola squadra di polizia e vigili del fuoco arrivò sulla scena, notò subito dei particolari alquanto bizzarri e allo stesso tempo inquietanti. Erano i corpi in avanzato stato di decomposizione di due maschi adulti che giacevano l’uno accanto all’altro leggermente ricoperti di erba. Si trovavano distesi sulla schiena, i visi erano rivolti verso il cielo e le mani dietro alla nuca, quasi come se stessero riposando. Tutti e due gli individui indossavano, sopra ad abiti eleganti, due impermeabili nuovi ed identici e, particolare molto strano, avevano gli occhi coperti da una maschera di piombo.

Le indagini cominciano e nei giorni successivi e i due uomini vengono infine identificati come Manoel Pereira de Cruz e Miguel Jose Viana rispettivamente di 32 e 34 anni. Erano due tecnici elettronici di Campos dos Goytacazes, una città a più di 200 km a nord-est di Rio de Janeiro. Grazie a ulteriori ricerche si scoprì che i due erano legati da una profonda amicizia e entrambi sposati. Risultarono appassionati di tecnologia e spiritismo e dalle dichiarazioni rilasciate dai loro conoscenti, si è appreso che erano affiliati a circoli esoterici segreti, e che entrambi sostenevano di essere in contatto con esseri di un altro pianeta. Infine con l’aiuto di testimoni che hanno saputo fornire degli indizi preziosi, le autorità sono riuscite a ricostruire parzialmente il percorso dei due misteriosi individui.

La mattina del 17 agosto 1966 i due tecnici in autobus lasciarono la città in cui lavoravano, dicendo che stavano andando a comprare delle forniture per il lavoro e un’automobile. Essi infatti erano in possesso di una grossa somma di denaro per poter comprare una macchina. I due arrivarono a Niterói attorno alle 14.30 e le indagini appurarono che nel pomeriggio si recarono in un negozio di elettronica senza tuttavia effettuare alcun acquisto o ordinazione. Non si conosce il motivo di questa sosta, né con chi entrarono in contatto all’interno del negozio, ma è ipotizzabile che qui avvenne un incontro con persone che fornirono loro ulteriori istruzioni. Successivamente vennero visti in un negozio di abbigliamento, dove acquistarono due impermeabili uguali. Il personale interrogato riferì che i due, dopo avere acquistato gli indumenti, uscirono talmente di fretta dal negozio che non indossarono nemmeno gli impermeabili, nonostante fuori stesse cominciando a piovere. Fecero quindi una sosta ad un bar in città per comprare una bottiglietta d’acqua. Il barista disse che uno dei due uomini, Miguel, sembrava essere molto di fretta dato che continuava a controllare l’orologio in maniera frenetica. Tuttavia dopo avere pagato, ritirò lo scontrino che sarebbe servito per riavere la cauzione qualora avesse restituito la bottiglia vuota. Questa circostanza è stata più volte evidenziata per controbattere all’ipotesi di un duplice suicidio. Infine un abitante del posto dichiarò di averli visti arrivare ai piedi della collina di Morro do Vintem a bordo di una jeep, guidata da un uomo biondo, ed in compagnia di altri uno o due uomini, mai identificati; i due scendono dal mezzo e iniziano a salire a piedi la collina quando ormai stava diventando buio. Quella fu l’ultima volta che la coppia venne vista viva.

La polizia brancolava nel buio e più risposte cercavano più domande trovavano. Infatti le indagini sui due individui non portarono a nulla se non a scoprire che erano uomini perfettamente sani. Inoltre non è del tutto chiaro se le morti fossero state auto-indotte oppure se sia trattato di omicidio e, in sede di autopsia, non vennero rilevati traumi o ustioni che avessero potuto causare il decesso, e l’analisi degli organi interni, per quanto poco affidabile per lo stadio di decomposizione raggiunto, non evidenziò tracce di intossicazione o avvelenamento. Dunque la causa della morte di entrambi fu stabilita in “arresto cardiaco dovuto a cause sconosciute”.

Anche gli elementi trovati dove giacevano i corpi senza vita non portarono a nulla. Gli abiti formali suggerirono che probabilmente gli uomini avessero un appuntamento con qualcuno di importante. Tuttavia, senza conoscere il loro abbigliamento abituale, è difficile dirlo con certezza. Le maschere di piombo sagomate a forma di occhiali protettivi indicano invece che gli uomini si aspettavano un qualche tipo di radioattività, ciò ha portato alcuni a sbilanciarsi nelle speculazioni più fantasiose, circa contatti con entità extraterrestri o esperimenti paranormali. Non è stato comunque rilevato nessun tipo di radiazione in quel punto anche se vi è la possibilità che la collina di Morro do Vintém non fosse il luogo effettivo di destinazione dei due uomini.mMa il mistero più grande è nelle note trovate nel taccuino rinvenuto accanto ai due cadaveri. La polizia identificò 3 biglietti. Uno portava un elenco di materiali elettronici e parti di ricambi. Nel secondo era presente una lista di prescrizioni, simile a quella che potrebbe accompagnare una ricetta medica. Ma è il terzo biglietto il vero e proprio rompicapo, esso riportava le seguenti scritte: “Alle ore 16:30 trovarsi nel luogo concordato. Alle ore 18:30 ingoiare la capsula dopo l’effetto, proteggere i metalli aspettare il segnale maschera.”

Questa misteriosa frase può avere più interpretazioni, ma la più accreditata indica che i due uomini alle 18.30 dovessero ingoiare un qualche tipo di capsula e dopo aver atteso che la stessa abbia fatto il suo “effetto”, avrebbero dovuto eseguire le operazioni necessarie a proteggere i “metalli”, dopodiché attendere il segnale per indossare o rimuovere la “maschera”. Tale interpretazione appare più in linea con l’ipotesi di un avvelenamento dovuto all’effetto delle capsule stesse, come se queste contenessero veleno, e le vittime fossero state indotte ad ingerirle da qualcuno. In effetti gli inquirenti esaminarono anche la possibilità che i due amici fossero stati attirati in una trappola da altri appassionati di esoterismo, i quali, al corrente dei motivi del viaggio a Niterói, ed informati sulla forte somma di denaro che i due portavano con se, facendo leva sulla comune passione per il paranormale, ed approfittando dell’ingenuità dei due tecnici, avrebbero architettato una messinscena per derubarli.

In ogni caso, prestando fede alla tempistica dettata dalle note, resta un mistero cosa sarebbe dovuto avvenire nelle 2 ore che trascorsero tra l’arrivo alle 16.30 al luogo concordato, e le 18.30. E’ probabile che il luogo concordato fosse il bar dove i due sono stati visti verso le 16.35. Va inoltre evidenziato che durante le indagini emerse che, nonostante la calligrafia fosse indubbiamente riconducibile alla mano di Miguel, la costruzione delle frasi ed alcuni dei vocaboli utilizzati non appartenevano al lessico delle due vittime. Tale circostanza ha portato ad ipotizzare che le istruzioni furono copiate, o, più probabilmente, vennero scritte sotto dettatura; in effetti questo non è l’unico elemento che fa supporre la presenza di almeno un’altra persona sul luogo. In particolare, è stato rilevato che, nonostante ogni cadavere giacesse su di una sorta di giaciglio di foglie recise, sulla scena non venne mai trovato alcuna lama o utensile tagliente.

C’è chi accusa l’omicidio, chi da la colpa all’uso di sostanze psicotrope. Alcuni addirittura propendono per l’ipotesi di un contatto con extraterrestri andato male o a esperimenti nel campo dell’occulto. Le spiegazioni possibili per la morte di Manoel Pereira da Cruz e di Miguel José Viana sono talmente tante che il caso venne archiviato come morte per cause naturali per entrambi i decessi e ad oggi il mistero rimane.

 
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Pubblicato da su 19 gennaio 2015 in Casi macabri e misteriosi

 

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CASO 38: Maschere di piombo – Due morti incomprensibili

Due morti incomprensibili avvenute a Niteroi nel 1966. Ecco lo sconcertante caso delle maschere di piombo

 
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Pubblicato da su 19 gennaio 2015 in Casi macabri e misteriosi

 

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Piramidi Bosniache. Una scoperta che riscrive la storia dell’uomo?

Piramidi Bosniache. Una scoperta che riscrive la storia dell’uomo?

Egizi, Aztechi, Sumeri, Maya. Popoli così distanti tra loro che hanno però tutti qualcosa in comune. Queste antiche civiltà infatti hanno tutte costruito delle piramidi per i più svariati scopi. Molte di esse sono visibili ancora oggi come la Piramide di Cheope, la piramide più grande al mondo che, con i suoi 147 metri di altezza, è stata la struttura artificiale più alta per 3800 anni fino alla costruzione della Torre Eiffel nel 1889. Molti affermano che nel mondo ci sono altre piramidi oltre a quelle dei popoli appena citati, piramidi sommerse dalle acque o ricoperte dalla vegetazione. Ecco la straordinaria scoperta delle Piramidi bosniache.

Ottobre 2005 – L’antropologo bosniaco Dr. Semir Osmanagić da un annuncio che ha a dir poco dell’incredibile: rivela ai giornalisti di aver trovato le piramidi più grandi e antiche del mondo. Esse si troverebbero sepolte nel più improbabile dei luoghi: la Bosnia. Queste antiche strutture, spiega Osmanagić, sono state sepolte dalla vegetazione e hanno assunto la forma di colline, quelle colline che circondano il piccolo paesino di Visoko, situato 25 km a Nord-Ovest dalla capitale bosniaca, Sarajevo. Questa sensazionale notizia fa il giro del mondo solo grazie a internet dato che al tempo i media internazionali avrebbero coperto l’intera faccenda che ancora oggi è al centro di numerosi dibattiti. Nel 2006, dopo numerosi rilevamenti e sondaggi, Osmanagić crea la fondazione no profit “Bosnian Pyramid of the Sun Foundation” e iniziò gli scavi su larga scala. Ma non passò molto tempo prima che questo straordinario ritrovamento venisse messo in discussione. Zahi Hawass, un importante archeologo, ha fin da subito criticato le affermazioni di Osmanagić sostenendo che le pietre trovate nel sito non potevano assolutamente essere state traportate dagli uomini del tempo dato che ognuna pesa più di 40 tonnellate. Altri archeologi sono convinti che quelle in Bosnia non siano piramidi, bensì semplici formazioni naturali, quindi normalissime colline. Ma Osmanagić è convinto dell’esistenza di queste strutture e va avanti con gli scavi nonostante le numerose critiche che per lui sono soltanto un tentativo di insabbiare tutto il suo lavoro. Secondo l’archeologo bosniaco ci sarebbero addirittura da 5 a 9 piramidi sepolte sotto la vegetazione. La Piramide del Sole, la più grande e quella dalla forma più convincente, è alta 270 metri con una massa stimata 39 volte superiore a quella della Piramide di Cheope. La seconda struttura più grande è la Piramide della Luna, alta ben 190 metri. Sempre secondo le affermazioni di Osmanagić, oltre alle piramidi, il sito sarebbe costellato da strutture di più modeste dimensioni, tra cui una costruzione avente una forma simile a quella di una falce. Tutti questi complessi sarebbero inoltre collegati dai numerosi passaggi sotterranei che sono stati scoperti sotto Visoko.

Ad oggi, il meticoloso lavoro dell’archeologo bosniaco avrebbe portato alla luce solo l’1% del sito sommerso dalla vegetazione. Questo perché la sua fondazione ha un sostegno finanziario limitato e si basa sostanzialmente su un team internazionale di volontari che da supporto ogni estate durante gli scavi. Come abbiamo detto, nel corso degli anni sono state moltissime le persone che hanno criticato fortemente la teoria delle piramidi sepolte, ma se fosse veramente una bufala come mai ancora oggi se ne parla con tanto fervore? Esistono per caso anche delle prove a favore di questa controversa scoperta? Apparentemente si, ed ora ne analizzeremo alcune:

  • Allineamenti cardinali

La Piramide di Sole, della Luna e del Drago hanno le loro quattro facciate perfettamente allineate verso i punti cardinali: Nord, Sud, Est e Ovest. Questo orientamento è una proprietà comune condivisa da molte antiche piramidi sparse per il globo, tra cui le Piramidi d’Egitto e quelle della Cina

  • Allineamenti topografici

Oltre ad essere allineate con i quattro punti cardinali, le strutture piramidali di Visoko condividono anche allineamenti tra di loro. Il primo e più evidente è il perfetto triangolo equilatero che si forma unendo le cime delle piramidi del Sole, Luna e Drago. Ogni lato di questo triangolo misura esattamente 2,2 km e i suoi angoli interni sono di 60°. Inoltre, tracciando un cerchio intorno al triangolo, esso incapsula il picco di un’altra vetta. Chiamata Cetnica, questa altezza è la seconda vetta più alta della zona oltre che avere quattro faccate ognuna di esse orientate secondo i punti cardinali.

  • Spazi vuoti

Durante il conflitto bosniaco nel 1990, molti cittadini di Visoko affermarono che le esplosioni dei bombardamenti avvenuti vicino a quelle misteriose colline avrebbero prodotto particolari eco dopo l’impatto. Questa evidenza suggerisce che le “colline”, possono avere spazi vuoti all’interno, portando a quei riverberi sonori sentiti dalla gente del posto.

  • Materiale di costruzione

Dagli scavi sono stati portati alla luce molti blocchi di calcare e lastre di pietra arenaria che non sono originari della zona, e che di conseguenza devono essere stati trasportati in loco dall’uomo. Il team di Osmanagić, del resto, ha dissotterrato intere aree strutturate artificialmente a gradoni e completamente rivestite da una pavimentazione così omogenea e regolare, che lascia veramente poco margine alla teoria ufficiale della formazione naturale. Inoltre 5 diversi Istituti indipendenti di analisi dei materiali, confermano che la Piramide del Sole è stata costruita usando un calcestruzzo di alta qualità prodotto dall’uomo. Ciò porterebbe alla cancellazione di tutti i reclami degli scettici, circa l’autenticità della piramide bosniaca.

  • Emissioni elettromagnetiche e ultrasoniche

Nel 2010, il fisico Slobodan Mizdrak rilevò un fenomeno elettromagnetico insolito in due punti della valle bosniaca delle piramidi. Usando un misuratore Gauss per rilevare la presenza di campi magnetici e per misurare la loro forza, il fisico identificò un fascio di energia elettromagnetica largo 4,5 metri avente una frequenza di 28 kHz e un’intensità di 3,9 V.  L’onda è continua e la sua intensità cresce man mano che si innalza e si allontana dalla piramide. Questo fenomeno contraddice le leggi conosciute della fisica e della tecnologia. Questa è la prima prova della tecnologia non-herziana del Pianeta. Sembra che i costruttori della piramide avessero creato una macchina a moto perpetuo molto tempo fa e che questa “macchina di energia” stia ancora lavorando

  • Datazione

Sulle presunte strutture artificiali sono state trovate numerose conchiglie fossili e altre prove geologiche che dimostrano chiaramente come in un tempo assai remoto tutto il sito fosse completamente sommerso dall’acqua. E una tale circostanza, a giudizio degli esperti, si può essere verificata solo 12.000 anni fa, in un epoca in cui – stando ai fondamenti della storia e dell’archeologia ufficiali – non esisteva assolutamente alcuna civiltà tecnologica. A dare ulteriore supporto a questa tesi è che la datazione al radiocarbonio indica che la piramide deve avere almeno 24800 anni di età.

Per concludere, se le piramidi della Bosnia venissero confermate come tali, ancora una volta la storia dell’uomo dovrebbe essere riscritta da cima a fondo.

 

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CASO 37: Piramidi bosniache – Le piramidi più antiche del mondo?

Scoperte nel 2005 da Semir Osmanagic suscitano ancora oggi numerose polemiche! Ecco la storia delle Piramidi bosniache

 

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