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Il misterioso fenomeno degli incendi di Canneto di Caronia. Cosa si nasconde dietro?

10 Nov
Il misterioso fenomeno degli incendi di Canneto di Caronia. Cosa si nasconde dietro?

Fenomeni di autocombustione, morie in massa di animali, avvistamenti inspiegabili, oscure esercitazioni militari, progetti segreti, automobili che si spengono o si incendiano improvvisamente. Questi fenomeni presi singolarmente non sorprenderebbero nessuno, ma cosa direste se tutto ciò si verificasse contemporaneamente in un punto specifico del globo? E’ la trama di un film catastrofico? No, è ciò che da qualche anno sta accadendo in Sicilia. I fatti più inquietanti rimangono inspiegati, mentre aleggiano ancora seri interrogativi su quelli che hanno avuto una spiegazione. E se tutti questi fenomeni fossero connessi? Qualcuno ha provato a rispondere e dietro la barriera che da sempre nasconde i misteri della Sicilia, inizia a emergere una storia senza precedenti!

Inverno 2003-2004: La piccola e tranquilla frazione di Canneto di Caronia, in provincia di Messina, viene sconvolta da una serie apparentemente casuale di incendi. Parti integranti delle abitazioni come citofoni, cavi elettrici e contatori prendono fuoco misteriosamente anche in assenza di energia elettrica. Ma il momento culminante è il rogo di una casa che viene completamente distrutta dalle fiamme e la cosa sorprendente è che le forze dell’ordine accertarono che l’incendio partì dall’interno di un materasso, in particolare dalle molle. Inizialmente questi fenomeni finiscono solo sui giornali locali, ma con l’aumentare degli episodi, assumono una rilevanza nazionale e in breve i fatti iniziano ad apparire in tutta la loro gravità. Dunque gli abitanti considerati in pericolo vengono fatti evacuare e le case poste sotto sequestro dalla magistratura.

10 Maggio 2005: Il governo decide di intervenire e viene nominata una commissione di esperti tra cui spicca anche un tecnico della NASA. La commissione lavora senza sosta, vengono coinvolti l’esercito, la marina, l’aeronautica, università ed esperti di ogni genere. Un primo risultato è stato quello di trovare tre punti, distanti tra loro circa 4 km, in cui si verificano questi episodi di combustione. Il fattore strano è che il terzo punto è un campo agricolo di circa 40 mq in cui tutte le piante presentano una combustione dell’intera radice e una bruciatura delle foglie che si caratterizzava perché gli intervalli delle bruciature corrispondevano agli intervalli dei cavi elettrici bruciati all’interno delle case di Canneto di Caronia.

Con il passare del tempo vengono a galla ben 400 episodi anomali rimasti ancora inspiegati che hanno una cosa in comune: si sono tutti verificati nel basso Tirreno. Ma i fenomeni inspiegabili non si limitano agli incendi, un altro episodio anomalo è lo spiaggiamento di milioni di esemplari di Velella Velella, una particolare specie di invertebrati molto diffusa nel Mediterraneo che però staziona in alto mare. Il fatto sconcertante è che lo spiaggiamento ha un’estensione enorme, più di 100 km. E’ stato accertato dagli esperti che una moria di una massa così grande può verificarsi soltanto con un improvvisa mutazione di temperatura delle acque marine. Ma ad aggravare la situazione succede qualcosa che va oltre questi già angoscianti fenomeni, qualcosa che getta molti nel terrore. Nel corso di un monitoraggio sul territorio di Caronia, un elicottero della protezione civile è costretto a un atterraggio di emergenza. Tre delle quattro pale presentavano degli squarci impressionanti. I piloti increduli non capivano come poteva essere accaduto tutto ciò dato che non c’era nessun ostacolo in cielo! Ma da una delle fotografie scattate da un reporter locale si può notare un misterioso oggetto che sembra inseguire l’elicottero.

Due anni dopo l’inizio delle indagini, un fascicolo riservato sfugge di mano finendo così sui giornali di tutta Italia, ecco un estratto

Gli incidenti di Canneto di Caronia potrebbero essere stati tentativi di ingaggio militare tra forze non convenzionali, oppure un test non aggressivo mirato allo studio dei comportamenti e delle azioni in un indeterminato campione territoriale scarsamente antropizzato

Molti pensano che questo articolo sia stata una messa in scena pensata dalla stampa per attirare l’attenzione e vendere qualche copia in più, dobbiamo però considerare che l’area marina antistante Canneto è frequentata da parecchie unità navali militari. Dunque sono i militari la causa di tutto ciò? Secondo uno dei rapporti della commissione addetta alle indagini, a provocare gli incendi sarebbero fenomeni elettromagnetici di origine artificiale capaci di generare in pochissimo tempo fasci di onde ad altissima frequenza anche se è stato calcolato che per generare tutto ciò servirebbe la potenza di ben 15 centrali nucleari.

Più le indagini andavano avanti dunque e più misteriose erano le cose che si scoprivano. Il fatto strano è che tali indagini si sono interrotte improvvisamente, forse qualcuno ha voluto mettere a tacere chi stava indagando? Secondo i residenti, all’epoca dei fatti, tra le persone che giravano per Canneto di Caronia c’erano dei personaggi alquanto strani, vestiti di nero, che si spostavano con grosse auto scure. Nel 2008 la procura archivia il caso poiché secondo loro gli incendi sarebbero stati provocati volontariamente dagli abitanti. Ma le domande sorgono subito spontanee, chi avrebbe l’interesse di bruciare la propria casa mettendo a rischio anche la propria vita? Inoltre ci sono molti testimoni, tra cui anche i Carabinieri, che hanno visto gli oggetti prendere fuoco da soli.

Autunno 2013, Corleone: nelle case isolate dei contadini sparse nel paesaggio rurale si comincia a sentire un rombo che pian piano si fa sempre più forte. E’ il rumore assordante delle pale di uno stormo di elicotteri armati, in particolare i Black Hawk dell’esercito statunitense. Viaggiano in formazione e a bassissima quota. Nessuno sa dire da dove arrivino o cosa stiano facendo, il loro arrivo è improvviso e, come se fossero in guerra, le squadre speciali dell’esercito americano sbarcano con le corde sul terreno armate dalla testa ai piedi. Alcuni testimoni riferiscono di averli visti piazzare sul terreno delle strane apparecchiature per poi, in pochissimo tempo, ritornare sugli elicotteri e sparire all’orizzonte. Tutto ciò è accaduto in centri che hanno visto interessata la popolazione civile e soprattutto senza dare nessuna informazione al governo italiano, dunque nessuno sapeva che cosa stesse accadendo. Questi episodi si ripetevano più volte, anche a notte fonda, gettando nel panico i contadini che vivono nei terreni agricoli. Sottolineiamo inoltre che episodi simili si sono registrati anche nelle isole Eolie, proprio dove alcuni sostengono abbiano avuto origine gli impulsi elettromagnetici che hanno colpito Canneto di Caronia. I sospetti si sono fatti insistenti dopo la crescente militarizzazione della Sicilia e le fughe di notizie che rivelerebbero le nuove e spaventose armi progettate dal governo americano. Forse si stanno effettuando degli esperimenti proprio sul suolo siciliano? Sappiamo già che gli americani hanno utilizzato diverse armi sperimentali, come quelle a microonde o elettromagnetiche, durante la guerra in Iraq. Oppure armi capaci di colpire soltanto determinati oggetti in base alla loro densità o di creare disastri solo apparentemente attribuibili alla natura.

Ma per comprendere meglio questi fatti facciamo un salto indietro di un secolo: 28 dicembre 1908, nello stretto di Messina si verifica quello che è generalmente riconosciuto come l’evento più catastrofico del ventesimo secolo. In pochi secondi le città di Reggio e Messina vengono completamente distrutte da un terremoto estremamente potente per poi essere travolte da uno tsunami. Di tutto questo, ciò che stupisce è che a pochi chilometri dall’epicentro del terremoto e nello stesso momento in cui questo inizia, un’intera flotta navale da guerra russa si stava dirigendo verso le coste della Sicilia. Cosa ci faceva questa flotta nel Mediterraneo? Molti ritengono che fu una crociera di addestramento, ma è una motivazione alquanto strana dato che la Russia era appena uscita da una rovinosa sconfitta contro il Giappone e non aveva senso concentrare le poche forze rimaste nel Mediterraneo. Erano forse sotto copertura per una qualche missione segreta? Nessuno lo sa co certezza. Dobbiamo però sottolineare che in quel tempo sarebbe esistita un’arma che, ha detta delle parole del suo inventore (Nikola Tesla), sarebbe stata in grado di inviare fasci molto concentrati di particelle con un’energia così tremenda da abbattere un’intera flotta aerea. Solo coincidenze?

Mentre molti interrogativi rimangono ancora un mistero, quel che è certo è la sofferenza dei residenti i quali si sentono completamente abbandonati alle proprie sorti.

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Pubblicato da su 10 novembre 2014 in Casi macabri e misteriosi

 

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