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Archivio mensile:novembre 2014

L’interferenza di Max Headroom

L’interferenza di Max Headroom

Colui che state osservando in quest’immagine è considerato l’artefice del più grande hacking televisivo mai avvenuto nella storia avvolto ancora nel mistero perché di questa persona, ancora oggi, non si conosce né l’identità né il suo vero obiettivo. Questo fatto oggi viene ricordato con il nome di “The Max Headroom incident” o in italiano “Interferenza di Max Headroom”.

È il 1987, ci troviamo nella cosiddetta città del vento, ossia a Chicago. La vita scorre in modo frenetico come in qualunque grande metropoli americana e tutto era perfettamente normale fino alla fatidica sera del 22 novembre dello stesso anno quando si verificò ciò che verrà ricordato come l’episodio più strano e inquietante della storia della televisione americana. Quella notte, come al solito, Dan Roan, un popolare giornalista sportivo del programma “Nine O’Clock News” su Channel 9, narrava i fatti salienti della vittoria dei Chicago Bears sui Detroit Lions. Ma ad un certo punto, senza preavviso e in maniera brusca il segnale si interrompe. Nella sala di controllo di WGN-TV, i tecnici in servizio fissarono i loro schermi completamente fuori uso. Lo stupore iniziale si trasformò in panico quando videro ciò che stava venendo trasmesso a milioni di telespettatori! Sullo schermo infatti comparve la figura di una persona che indossava una maschera e che ad un primo sguardo ricordava vagamente un mix fra Nixon e il Joker. A questo punto lo strano individuo comincia a muoversi in maniera frenetica e contemporaneamente dietro di lui delle linee di colore bianco, nero e grigio iniziano a muoversi in maniera ipnotica mentre di sottofondo si può udire uno strano ronzio che rende l’atmosfera ancor più inquietante.

Passato lo shock iniziale, i tecnici e gli ingegneri della WGN-TV riuscirono a contrastare l’attacco cambiando in maniera repentina la frequenza di trasmissione e a riprendere il controllo della stazione stessa. Quando le immagini tornarono allo studio televisivo c’era Dan Roan seduto alla sua scrivania completamente perplesso e con un sorriso nervoso, davanti alle telecamere, si limitò a commentare il fatto dicendo

Se vi state chiedendo che cosa sia successo…beh, me lo chiedo anche io

Alle 21:16, subito dopo il fattaccio, gli stessi tecnici, sospettando che si trattasse di qualcuno presente all’interno della stazione, iniziarono a perlustrare l’edificio in cerca dell’aggressore. Cercarono in tutti gli angoli ma non trovarono nessuno e ovviamente avvisarono anche le autorità. Ma ciò che sembrava una semplice bravata o uno scherzo di cattivo gusto, stava per trasformasi in un incubo perché il bizzarro personaggio sarebbe ritornato a colpire di nuovo 2 ore più tardi. Questa volta il pirata compare su un altro canale: la WTTW, altrimenti nota come Channel 11. Alle 23:15 quel giorno veniva trasmesso “Doctor Who”, una serie televisiva britannica di fantascienza molto in voga negli anni 80, quando all’improvviso la trasmissione viene interrotta, il personaggio inquietante si ripresentò ma questa volta sarebbe rimasto in onda molto di più rispetto all’ultima interferenza perché i tecnici della WTTW, completamente impreparati a tale evenienza, non riuscirono in tempo a bloccare il segnale così furono costretti a lasciarlo in onda, inoltre era stato sistemato l’audio e si poteva sentire, se pur in maniera distorta, la voce del misterioso personaggio.

Il giorno dopo sui giornali di Chicago comparve la notizia in prima pagina e nei notiziari nazionali era diventato la celebrità del giorno. Tale interferenza venne ribattezzata “The Max Headroom incident” o in italiano “Interferenza di Max Headroom” perché l’intruso portava la maschera del personaggio principale della serie televisiva cult omonima degli anni 80. Max Headroom nella serie rappresentava un personaggio futuristico generato al computer e di lui si vedeva solo la testa e metà busto dentro uno schermo con delle linee colorate che si muovevano dietro di lui. Oggi ci può sembrare alquanto strano ma negli anni 80 Max Headroom era così popolare negli Stati Uniti che venne intervistato anche da David Letterman e perfino la Coca-Cola fece degli spot con lui. Ora pero analizziamo il video dell’intruso e cerchiamo di capire a che cosa facesse riferimento con le sue frasi che in un primo momento sembrerebbero senza senso.

Con la frase “Penso di essere meglio di Chuck Swirsky, fottuto liberale!” fa un esplicito riferimento al presentatore dei Chicago Bulls che allora lavorava per la WGN Radio. Quando lancia la lattina e dice “cavalca l’onda” fa autoironia dato che “Catch the wave” era lo slogan lanciato da Max Headroom per la New Coke e la canzone che canticchia è l’intro del cartone animato chiamato Clutch Cargo. Inoltre quando dice “vedo ancora la x” fa riferimento proprio al titolo dell’ultimo episodio mandato in onda di Clutch Cargo. Successivamente quando dice “Ho appena fatto un gran capolavoro per tutti i più grandi giornali nerd del mondo” è un gioco di parole molto astuto in cui ancora una volta in maniera subdola si riferisce alla WGN che sta per World Greatest Newspaper. Infine per quanto riguarda gli artefici del video si può dedurre che c’erano almeno 3 persone coinvolte, infatti il losco personaggio afferma che si trova con suo fratello e successivamente si fa sculacciare da una figura che sembrerebbe femminile.

Dopo tutti questi indizi e considerando che il primo attacco era diretto proprio alla WGN, in particolare a Channel 9, la prima ipotesi fu che l’artefice fosse qualcuno che probabilmente aveva lavorato o lavorava all’epoca per la WGN, ma l’FBI disse che non si trattava di qualcuno all’interno ma qualcuno di estraneo alla compagnia con delle apparecchiature sofisticate e un’approfondita conoscenza nel campo delle telecomunicazioni e delle onde radio. La Federal Communications Commission e l’FBI erano rapidamente entrate in azione giurando di rintracciare e arrestare gli autori ribelli prima che potessero continuare con i loro attacchi, un fallimento totale dato che ancora oggi dopo più di 25 anni non è stato arrestato nessuno.

Da notare che questo non fu il primo episodio di pirateria televisiva negli Stati Uniti. Per esempio la sera del 27 aprile 1986 il canale HBO trasmetteva il film “Il gioco del falco” e circa 30 minuti dopo la mezzanotte il film venne improvvisamente interrotto e sullo schermo comparve questo messaggio: “Buonasera HBO, da Captain Midnight. 12 dollari e 95 al mese? Assolutamente no!! [canali di spettacolo e film state attenti!!]”. Si trattava ovviamente di qualcuno che non era contento delle tariffe imposte dalla HBO per i programmi televisivi. In pochi giorni gli investigatori della FCC trovarono Captain Midnight, era un ingegnere elettronico di nome John R. MacDougall e fu condannato a pagare 5000 dollari di multa e gli fu imposto un anno in libertà vigilata.
Nel settembre del 1987 Playboy TV, il famoso canale per adulti, venne dirottato con messaggi di testo di fanatici religiosi che facevano propaganda cristiana e incoraggiavano i peccatori a pentirsi e di trovare Gesù. L’FBI identificò l’hacker responsabile, Thomas Haynie, un tecnico del Christian Broadcasting Network. Haynie fu costretto a pagare una multa salata e condannato a libertà vigilata.

Ritornando all’interferenza di Max Headroom ancora oggi ci sono molte teorie e poche certezze sull’identità dei soggetti che vi presero parte, quel che è certo è che questa storia rimane quella più strana e bizzarra nel mondo delle trasmissioni televisive e per certi aspetti perfino inquietante.

 
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Pubblicato da su 17 novembre 2014 in Casi macabri e misteriosi

 

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CASO 33: Max Headroom – Una bizzarra interferenza

Nel 1987 una bizzarra interferenza interrompe le trasmissioni di Channel 9, ecco il reale caso di Max Headroom

 
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Pubblicato da su 17 novembre 2014 in Casi macabri e misteriosi

 

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Il misterioso fenomeno degli incendi di Canneto di Caronia. Cosa si nasconde dietro?

Il misterioso fenomeno degli incendi di Canneto di Caronia. Cosa si nasconde dietro?

Fenomeni di autocombustione, morie in massa di animali, avvistamenti inspiegabili, oscure esercitazioni militari, progetti segreti, automobili che si spengono o si incendiano improvvisamente. Questi fenomeni presi singolarmente non sorprenderebbero nessuno, ma cosa direste se tutto ciò si verificasse contemporaneamente in un punto specifico del globo? E’ la trama di un film catastrofico? No, è ciò che da qualche anno sta accadendo in Sicilia. I fatti più inquietanti rimangono inspiegati, mentre aleggiano ancora seri interrogativi su quelli che hanno avuto una spiegazione. E se tutti questi fenomeni fossero connessi? Qualcuno ha provato a rispondere e dietro la barriera che da sempre nasconde i misteri della Sicilia, inizia a emergere una storia senza precedenti!

Inverno 2003-2004: La piccola e tranquilla frazione di Canneto di Caronia, in provincia di Messina, viene sconvolta da una serie apparentemente casuale di incendi. Parti integranti delle abitazioni come citofoni, cavi elettrici e contatori prendono fuoco misteriosamente anche in assenza di energia elettrica. Ma il momento culminante è il rogo di una casa che viene completamente distrutta dalle fiamme e la cosa sorprendente è che le forze dell’ordine accertarono che l’incendio partì dall’interno di un materasso, in particolare dalle molle. Inizialmente questi fenomeni finiscono solo sui giornali locali, ma con l’aumentare degli episodi, assumono una rilevanza nazionale e in breve i fatti iniziano ad apparire in tutta la loro gravità. Dunque gli abitanti considerati in pericolo vengono fatti evacuare e le case poste sotto sequestro dalla magistratura.

10 Maggio 2005: Il governo decide di intervenire e viene nominata una commissione di esperti tra cui spicca anche un tecnico della NASA. La commissione lavora senza sosta, vengono coinvolti l’esercito, la marina, l’aeronautica, università ed esperti di ogni genere. Un primo risultato è stato quello di trovare tre punti, distanti tra loro circa 4 km, in cui si verificano questi episodi di combustione. Il fattore strano è che il terzo punto è un campo agricolo di circa 40 mq in cui tutte le piante presentano una combustione dell’intera radice e una bruciatura delle foglie che si caratterizzava perché gli intervalli delle bruciature corrispondevano agli intervalli dei cavi elettrici bruciati all’interno delle case di Canneto di Caronia.

Con il passare del tempo vengono a galla ben 400 episodi anomali rimasti ancora inspiegati che hanno una cosa in comune: si sono tutti verificati nel basso Tirreno. Ma i fenomeni inspiegabili non si limitano agli incendi, un altro episodio anomalo è lo spiaggiamento di milioni di esemplari di Velella Velella, una particolare specie di invertebrati molto diffusa nel Mediterraneo che però staziona in alto mare. Il fatto sconcertante è che lo spiaggiamento ha un’estensione enorme, più di 100 km. E’ stato accertato dagli esperti che una moria di una massa così grande può verificarsi soltanto con un improvvisa mutazione di temperatura delle acque marine. Ma ad aggravare la situazione succede qualcosa che va oltre questi già angoscianti fenomeni, qualcosa che getta molti nel terrore. Nel corso di un monitoraggio sul territorio di Caronia, un elicottero della protezione civile è costretto a un atterraggio di emergenza. Tre delle quattro pale presentavano degli squarci impressionanti. I piloti increduli non capivano come poteva essere accaduto tutto ciò dato che non c’era nessun ostacolo in cielo! Ma da una delle fotografie scattate da un reporter locale si può notare un misterioso oggetto che sembra inseguire l’elicottero.

Due anni dopo l’inizio delle indagini, un fascicolo riservato sfugge di mano finendo così sui giornali di tutta Italia, ecco un estratto

Gli incidenti di Canneto di Caronia potrebbero essere stati tentativi di ingaggio militare tra forze non convenzionali, oppure un test non aggressivo mirato allo studio dei comportamenti e delle azioni in un indeterminato campione territoriale scarsamente antropizzato

Molti pensano che questo articolo sia stata una messa in scena pensata dalla stampa per attirare l’attenzione e vendere qualche copia in più, dobbiamo però considerare che l’area marina antistante Canneto è frequentata da parecchie unità navali militari. Dunque sono i militari la causa di tutto ciò? Secondo uno dei rapporti della commissione addetta alle indagini, a provocare gli incendi sarebbero fenomeni elettromagnetici di origine artificiale capaci di generare in pochissimo tempo fasci di onde ad altissima frequenza anche se è stato calcolato che per generare tutto ciò servirebbe la potenza di ben 15 centrali nucleari.

Più le indagini andavano avanti dunque e più misteriose erano le cose che si scoprivano. Il fatto strano è che tali indagini si sono interrotte improvvisamente, forse qualcuno ha voluto mettere a tacere chi stava indagando? Secondo i residenti, all’epoca dei fatti, tra le persone che giravano per Canneto di Caronia c’erano dei personaggi alquanto strani, vestiti di nero, che si spostavano con grosse auto scure. Nel 2008 la procura archivia il caso poiché secondo loro gli incendi sarebbero stati provocati volontariamente dagli abitanti. Ma le domande sorgono subito spontanee, chi avrebbe l’interesse di bruciare la propria casa mettendo a rischio anche la propria vita? Inoltre ci sono molti testimoni, tra cui anche i Carabinieri, che hanno visto gli oggetti prendere fuoco da soli.

Autunno 2013, Corleone: nelle case isolate dei contadini sparse nel paesaggio rurale si comincia a sentire un rombo che pian piano si fa sempre più forte. E’ il rumore assordante delle pale di uno stormo di elicotteri armati, in particolare i Black Hawk dell’esercito statunitense. Viaggiano in formazione e a bassissima quota. Nessuno sa dire da dove arrivino o cosa stiano facendo, il loro arrivo è improvviso e, come se fossero in guerra, le squadre speciali dell’esercito americano sbarcano con le corde sul terreno armate dalla testa ai piedi. Alcuni testimoni riferiscono di averli visti piazzare sul terreno delle strane apparecchiature per poi, in pochissimo tempo, ritornare sugli elicotteri e sparire all’orizzonte. Tutto ciò è accaduto in centri che hanno visto interessata la popolazione civile e soprattutto senza dare nessuna informazione al governo italiano, dunque nessuno sapeva che cosa stesse accadendo. Questi episodi si ripetevano più volte, anche a notte fonda, gettando nel panico i contadini che vivono nei terreni agricoli. Sottolineiamo inoltre che episodi simili si sono registrati anche nelle isole Eolie, proprio dove alcuni sostengono abbiano avuto origine gli impulsi elettromagnetici che hanno colpito Canneto di Caronia. I sospetti si sono fatti insistenti dopo la crescente militarizzazione della Sicilia e le fughe di notizie che rivelerebbero le nuove e spaventose armi progettate dal governo americano. Forse si stanno effettuando degli esperimenti proprio sul suolo siciliano? Sappiamo già che gli americani hanno utilizzato diverse armi sperimentali, come quelle a microonde o elettromagnetiche, durante la guerra in Iraq. Oppure armi capaci di colpire soltanto determinati oggetti in base alla loro densità o di creare disastri solo apparentemente attribuibili alla natura.

Ma per comprendere meglio questi fatti facciamo un salto indietro di un secolo: 28 dicembre 1908, nello stretto di Messina si verifica quello che è generalmente riconosciuto come l’evento più catastrofico del ventesimo secolo. In pochi secondi le città di Reggio e Messina vengono completamente distrutte da un terremoto estremamente potente per poi essere travolte da uno tsunami. Di tutto questo, ciò che stupisce è che a pochi chilometri dall’epicentro del terremoto e nello stesso momento in cui questo inizia, un’intera flotta navale da guerra russa si stava dirigendo verso le coste della Sicilia. Cosa ci faceva questa flotta nel Mediterraneo? Molti ritengono che fu una crociera di addestramento, ma è una motivazione alquanto strana dato che la Russia era appena uscita da una rovinosa sconfitta contro il Giappone e non aveva senso concentrare le poche forze rimaste nel Mediterraneo. Erano forse sotto copertura per una qualche missione segreta? Nessuno lo sa co certezza. Dobbiamo però sottolineare che in quel tempo sarebbe esistita un’arma che, ha detta delle parole del suo inventore (Nikola Tesla), sarebbe stata in grado di inviare fasci molto concentrati di particelle con un’energia così tremenda da abbattere un’intera flotta aerea. Solo coincidenze?

Mentre molti interrogativi rimangono ancora un mistero, quel che è certo è la sofferenza dei residenti i quali si sentono completamente abbandonati alle proprie sorti.

 
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Pubblicato da su 10 novembre 2014 in Casi macabri e misteriosi

 

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CASO 32: Sicilia – Il lato nascosto dell’isola italiana

Cosa si nasconde realmente dietro i misteriosi incendi che dal 2004 sconvolgono la vita degli abitanti di Caronia in Sicilia? Ecco alcune sorprendenti rivelazioni…

 
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Pubblicato da su 10 novembre 2014 in Casi macabri e misteriosi

 

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Vlad III di Valacchia, la storia di una vita che ispirò la leggenda di Dracula

Vlad III di Valacchia, la storia di una vita che ispirò la leggenda di Dracula

Il potere è come una droga, non è mai abbastanza! Esso è in grado di logorare le persone fino a farle impazzire e come disse Edmund Burke

Più grande è il potere, più pericoloso è il suo abuso

Per cui non ci deve sorprendere se molti governatori e re della storia sono stati fra i personaggi più cattivi e spietati dell’umanità i quali con un solo gesto o comando decidevano il destino di una o di migliaia di persone. Ci sono un infinità di sovrani e regnanti che hanno consacrato il loro regno nel dolore ma pochi possono eguagliare per malvagità e crudeltà Vlad III di Valacchia, la cui leggendaria figura ha ispirato Bram Stoker che nel 1897 scrisse ciò che oggi è considerato il romanzo horror più famoso della storia: Dracula.
Come ben sapete Dracula è l’icona horror per eccellenza, reso immortale e conosciuto in tutto il mondo grazie ad Hollywood che ha prodotto molti film basati su questa figura e fra i tanti forse quello più famoso è appunto “Dracula” del 1992 diretto da Francis Ford Coppola. In questo video vi racconteremo la storia che ha ispirato questo sadico personaggio ossia la storia di Vlad III.

Vlad III nasce il 2 novembre 1431 a Sighișoara in Valacchia, una regione compresa tra le Alpi transilvaniche e il Danubio. È il figlio secondogenito di Vlad II, conosciuto anche col nome Vlad Dracul poiché anni prima aveva ottenuto il titolo di Cavaliere dell’Ordine del Drago, un ordine il cui scopo principale era quello di proteggere gli interessi del Cattolicesimo in Oriente e di contrastare l’Impero Ottomano. Questo riconoscimento fu per Vlad II un’evento molto importante che segnerà anche il destino dell’intera dinastia, arriva da qui infatti il nome Dracul che in rumeno significa drago o anche diavolo.
Durante il suo regno Vlad II usò il simbolo del drago sulle monete e sui vessilli di guerra e cominciarono addirittura a girare voci di un suo presunto patto col diavolo. Lo stesso Vlad III amava farsi chiamare Draculea che in romeno significa Figlio di Dracul. Egli dominò la Valacchia dal 1456 al 1462 con incredibile efferatezza e crudeltà, tant’è che ancora oggi nella zona si dice che la sua maledizione è ancora viva. Ma cosa fece per meritarsi tanta riprovevole fama?

Vlad era morbosamente ossessionato da un particolare metodo di tortura: l’impalamento, tant’è che il suo appellativo più usato era Țepeș, ovvero l’impalatore. Egli impalava la vittima di persona, di solito molto lentamente, interrompendo di tanto in tanto il supplizio, per poterla schernire in visite seguenti. Amava anche le impalature spettacolari, una volta fece addirittura una foresta di 20 mila turchi impalati e molto spesso organizzava dei banchetti proprio di fronte a questo raccapricciante spettacolo. Ma la sua crudeltà non si ferma a questo macabro atto di tortura, infatti sappiamo che in un’occasione Vlad riunì i malati e i mendicanti in un palazzo, vi diede fuoco e li lasciò bruciare vivi per far si che il suo fosse un popolo sano e benestante. Tutte queste informazioni arrivano dai diari dello stesso Vlad che era solito scrivere, riportando il numero delle sue vittime e i supplizi a loro inflitti.

Ma quali erano le cause di tanta aberrazione? La spiegazione sarebbe in un episodio della sua infanzia. Infatti a 13 anni era stato catturato e tenuto prigioniero dai turchi, qui fu vittima di un’aggressione sessuale da parte del Sultano. Fu proprio questo episodio a scatenare in lui la sua depravazione, infatti durante questo periodo di prigionia Vlad chiedeva ai secondini di portargli topi e uccelli per impalarli e strappar loro le piume. Potete immaginare la paura che incuteva nei suoi sudditi, Vlad infatti puniva ogni crimine e ogni forma di sregolatezza con la pena capitale senza il minimo rimorso. Ma a suo modo si dimostrava benevolo nei confronti di coloro che seguivano le sue leggi, infatti si racconta che nel suo regno c’era una coppa d’oro vicino ad ogni fontana in modo tale che anche i contadini più poveri potessero usarla per bere e sentirsi anche per un solo minuto al pari dei ricchi nobili. Era presente anche un’incisione che recitava

Chi si permette di rubare questa coppa verrà cercato e trovato, senza nessun ritardo sarà condannato alla morte con supplizio del palo, sarà messo in vista di tutti nella piazza del paese come dritto esempio per chi mai avesse un simile pensiero

La lista delle sue efferatezze è ancora molto lunga: per esempio nel 1461 fece impalare decine di migliaia di persone in solamente tre ore per poi cospargerle di miele in modo da attirare ogni tipo di insetto e aumentare ulteriormente il tormento delle povere vittime. Ma la leggenda che ha fomentato il mito del vampiro racconta della mania di Vlad di impalare le giovani vergini e di spillarle il sangue che conservava in un’ampolla riposta fra i boccali di vino. Pare che il principe amasse degustare il prezioso liquido durante le notti di luna piena e che amasse offrirne ai suoi ospiti inconsapevoli.

La vita di Vlad giunge al termine nel 1476, quando morì in combattimento contro i turchi nei pressi di Bucarest e nel disperato tentativo di fermare l’avanzata nemica aveva utilizzato delle tecniche di combattimento mai sperimentate prima. Infatti fu il primo a reclutare un esercito di contadini per combattere i nemici, e decise volontariamente di distruggere sul suo territorio con incendi e massacri di animali, ogni fonte possibile di approvvigionamento che potesse risultare utile ai suoi nemici e arrivò persino ad avvelenare i pozzi per impedire loro l’uso dell’acqua. Prima di essere seppellito il cadavere, che continuava a incutere paura, venne decapitato. Con questa sepoltura finisce la vicenda terrena del principe Vlad l’impalatore, figlio di Dracul, detto Dracula. E qui comincia la leggenda che noi tutti conosciamo.

Ora sapete che per quanto possa far paura il conte Dracula, non c’è assolutamente paragone con Vlad III che era senz’altro molto più crudele e smisuratamente più cattivo di qualunque vampiro.

 
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Pubblicato da su 3 novembre 2014 in Personaggi sinistri

 

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CASO 31: Vlad III – La vera storia del Conte Dracula

Ecco la vera storia di Dracula che si ispira alla vita di Vlad III detto l’impalatore!

 
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Pubblicato da su 3 novembre 2014 in Personaggi sinistri

 

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