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La storia che ispirò “The Exorcism of Emily Rose”: L’esorcismo di Anneliese Michel

19 Ott
La storia che ispirò “The Exorcism of Emily Rose”: L’esorcismo di Anneliese Michel

Nel corso dei millenni, molte culture di tutto il mondo e ogni civiltà della storia hanno raccontato storie macabre di creature oscure. Queste creature, secondo antichi miti, sarebbero degli spettri che si alimentano del dolore delle persone provando piacere nel distruggere l’integrità morale, e in certi casi anche fisica, degli esseri umani. Per esempio in tutta l’Asia, nel Medio Oriente e persino nelle civiltà precolombiane si sono tramandate per generazioni leggende di creature maligne e dannate che si nascondono negli angoli più scuri della mente umana e nelle paure più nascoste di ogni persona. Oggi vi parleremo delle manifestazioni più eclatanti di questi esseri, ossia le possessioni demoniache. Quando una persona è posseduta non ha più volontà sul proprio corpo perché in essa risiede un essere soprannaturale e per riuscire a cacciare via questo spirito bisogna ricorrere ad un esorcista.

Sante Babolin, un noto esorcista, ha affermato che di tutti i casi di persone che chiedono un rituale di liberazione da demoni solo il 2% riguarda veri episodi di possessione diabolica, mentre il restante è costituito da casi psichiatrici. Questi numeri vengono confermati anche da un’altro esorcista di fama mondiale: Padre Gabriele Amorth, sacerdote esorcista della diocesi di Roma, il quale ha fatto oltre 70.000 esorcismi nella sua lunga esperienza di oltre 20 anni. Padre Amorth dice che per capire se una persona è posseduta o no bisogna verificare 3 sintomi fondamentali:

  • Le persone possedute manifestano una forza inaudita rispetto alla propria condizione fisica. Infatti spesso gli esorcisti si fanno aiutare da altre persone per tenere fermo il posseduto data la loro forza sovrannaturale che manifestano.
  • I posseduti parlano lingue che non hanno mai imparato e con diverse tonalità di voci, delle volte con più voci contemporaneamente e addirittura parlano in lingue in disuso da ormai diversi secoli, come l’aramaico.
  • Ma è soprattutto il terzo sintomo che ci fa capire per davvero se una persona è posseduta, ovvero l’ostilità verso qualsiasi oggetto sacro. Infatti le persone possedute non sopportano le croci, l’acqua benedetta e altri simboli religiosi, spesso sputano sui crocifissi e urlano volgarità contro Dio.

Per liberare un posseduto da un demone bisogna ricorrere al rituale dell’esorcismo. Hollywood ha raccontato diverse storie di esorcismi e alcuni di questi film sono anche diventati delle icone mondiali, ma nella realtà, come diciamo spesso, le cose sono molto più crude e macabre. Oggi vi parleremo di uno dei casi più crudeli di possessione che a suo tempo ha sconvolto la Germania e il Vaticano. Ecco il caso di Anneliese Michel.

Anneliese nasce a Leiblfing in Germania il 21 settembre 1952. Proviene da una famiglia modesta e di forte credenza cattolica, i primi anni della sua vita si svolgono come quelli di una normalissima ragazza. Dunque la sua è una vita molto tranquilla, o almeno così sembrava all’inizio. Infatti nel 1968, all’età di sedici anni, comincia il suo calvario iniziando a dare i primi segni di malessere: alcune parti del suo corpo si irrigidiscono all’improvviso, il torace presenta un rigonfiamento smisurato e inizia ad avere delle convulsioni con tanto di schiuma alla bocca. I genitori preoccupati consultano diversi centri medici, così la ragazza viene ricoverata nella clinica di Wurzburg dove le viene diagnosticata una rara forma di epilessia. Le furono prescritti dei medicinali ma nel 1970, in seguito a un peggioramento delle condizioni e a una tubercolosi, viene ricoverata a Mittelberg per sottoporla a trattamenti più controllati. Nonostante tutte queste difficoltà però la ragazza, con un ammirevole forza d’animo e determinazione, riesce a diplomarsi e si iscrive all’università di pedagogia di Wurzburg per poter coronare il suo sogno di diventare maestra delle elementari.

Purtroppo però il destino ha in serbo per lei ancora molte sofferenze. Nonostante Annaliese prendesse le sue medicine regolarmente inizia in lei un declino psicologico e fisico inarrestabile. La ragazza infatti inizia a strapparsi i vestiti e automutilarsi, mordere i membri della propria famiglia, mangiare insetti di vario genere e un giorno arriva persino a staccare e ingurgitare la testa di un uccello morto. Anneliese sembrava una ragazza schizofrenica con un disturbo bipolare, in alcuni momenti si comportava come una bestia che voleva distruggere tutto, in particolare i simboli religiosi, in altri esprimeva profonda disperazione chiedendo aiuto ai suoi familiari. Anneliese sosteneva di vedere volti demoniaci in tutte le persone che la circondavano. Lei stessa credeva che queste visioni, sempre più spesso associate a voci che affermava di sentire, erano il segno di una possessione diabolica. Forse i momenti più terrificanti per lei avvenivano durante le notti. La ragazza rimaneva paralizzata sul letto con gli occhi aperti a fissare il soffitto, senza riuscire a dire una sola parola: le sembrava d’esser sopraffatta da una forza sovrumana che la opprimeva, la incatenava, cercava di soffocarla e sempre più spesso udiva quelle voci orrende e spettrali.

I genitori di Anneliese nell’estate del 1973 incontrano diversi sacerdoti, tra cui padre Ernst Alt, per richiedere loro di effettuare un rituale di esorcismo sulla figlia, richiesta che viene però rifiutata a favore del trattamento medico. Ma la medicina continuava a non dare risultati e mentre le condizioni di Anneliese peggioravano sempre di più, Ernst Alt si rese conto che il caso era serio e chiese al vescovo di Wurzburg, Josef Stangl, il permesso di procedere con l’esorcismo. Dopo averla ufficialmente dichiarata posseduta nel settembre 1975, il Vescovo Josef Stangl scelse come esorcisti il pastore Ernst Alt e padre Arnold Renz che eseguiranno il cosiddetto “Grande Esorcismo” dal 24 settembre 1975 al 30 giugno 1976 per tre volte alla settimana. Durante le varie sedute furono fatte parecchie foto e venne registrato anche un nastro di circa un’ora e mezza in cui si sente Anneliese parlare con voci demoniache e in più lingue tra cui il latino, il greco, l’aramaico e altre lingue morte. Come riporterà Padre Roth, durante i rituali gli occhi della ragazza diventavano completamente neri, aggrediva con furia i sacerdoti, spezzava qualsiasi Rosario le si porgesse e si arrampicava sui muri emettendo suoni mostruosi.

Nei momenti di lucidità Anneliese non faceva altro che pregare e le continue genuflessioni le causarono la rottura di entrambe le ginocchia. Durante questo periodo perse molto peso perché si rifiutava di mangiare e bere e diceva che erano i demoni a impedirglielo, questo portò ad un ulteriore indebolimento del suo corpo già martoriato dalle lesioni autoinflitte. Le atroci sofferenze che Annaliese era costretta a sopportare sono indescrivibili ed è questo uno dei motivi per cui questo caso viene ricordato come il più feroce della storia e non è da meno dato che gli esorcisti dichiararono che si manifestarono sette demoni tra cui Lucifero stesso. La vita di questa povera ragazza volge al termine e si racconta che qualche giorno prima di morire le apparì la vergine Maria, la quale le diede la scelta di continuare con queste sofferenze e fare penitenza per poter salvare i peccatori o essere liberata da questo male nell’immediato. Annaliese scelse la via ardua della sofferenza per poter espiare i nostri peccati e qualche giorno dopo morì. Una delle sue ultime frasi sul punto di morte fu questa:

Ho voluto soffrire per altre persone in modo che non finiscano all’inferno. Ma non avrei mai pensato che sarebbe stato così spaventoso, così orribile

Ancora oggi si discute su questa storia, alcuni ritengono che la ragazza non fosse posseduta ma che avesse dei seri disturbi psicologici e che i genitori della ragazza e i sacerdoti sono dei criminali per aver permesso tutto ciò. Il fatto su cui bisogna senz’altro riflettere, però, è la forza d’animo che Annaliese dimostrava e che nonostante questi disturbi sia psicologici che fisici non si è mai arresa e coltivava ancora il sogno di fare l’insegnante. Infine se ne è andata lottando con tutte le forze morendo il primo luglio del 1976, all’età di soli 23 anni, sotto atroci sofferenze!

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Pubblicato da su 19 ottobre 2014 in Maledizioni e possessioni

 

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